La cassetta postale del destinatario é piena

aprile 20th, 2016

Dopo la bellezza di quasi otto anni nello stesso appartamento di Astoria mi sono trasferito in un altro.
Contrariamente a quanto avevo annunciato non ho (ancora) optato per la casetta in Canada (e cioè in New Jersey) bensì per un altro posto in affitto.

Sebbene di appena forse un kilometro in linea d'aria, spostarsi da un appartamento ad un altro di una grande città richiede una quantità di tempo, di energie e di denaro che quando si é abituati alla vita stanziale delle periferie Italiane si fa fatica ad immaginare.
Già la ricerca, con tutte le sue variabili, é estenuante. Il trasloco poi é una impresa titanica, soprattutto se si é praticamente soli.

Comunque,come dicevo, sono ancora ad Astoria. Tuttavia, pur essendo nello stesso quartiere, le differenze sono sostanziali. Infatti, mentre prima ero in uno dei punti focali della gentrification Newyorchese, ora sono al margini estremi del Queens da bere. Proprio al confine con quell'enorme void che sono le moderne periferie di questa città. Dove mi trovo ora ci sono gli ultimi bar fighetti, gli ultimi ristoranti scintillanti, gli ultimi negozi che a vederli ti pare di stare in America e non in un paese in via di sviluppo. Dopodiché  - a distanza di appena 4 o 5 blocchi - comincia il nulla assoluto, il vuoto, la depressione economica più totale.
A me questo chiaroscuro, questa zona salmastre, piace parecchio. A mia moglie un pò meno... ma pazienza. Si abituerà.
Ah, vi voglio dare un altro elemento per capire meglio: al contrario di tutte le altre volte, stavolta ho preso un appartamento di una casetta del Queens. Na roba familiare... tutti conoscono tutti. Ho addirittura un enorme - e ripeto enorme - giardino che contrattualmente é a mio uso esclusivo. E si, ovviamente c'é anche la fornacella per fare il barbeque!

Tra le altre cose da fare, traslocare comporta l'aggiornamento di tutti gli account di cui si dispone: banca, energia elettrica/gas, internet, immigration, tutte le carte di credito (no, non sono la stessa cosa della banca), patente di guida, trasferimento automatico della posta, abbonamenti  vari, ufficio del personale... insomma ci passi un pomeriggio intero. Ovviamente si fa tutto online eh... é ovvio. Cambio visura energia elettrica? Tac! Fatto. Cambio fornitura Interent? Taaaaac! Fatto. Cambio indirizzo di billing Visa? Martercard? Amex? Taaaaac taaaaac taaaaac! Fatto. Sostituzione patente di guida? Taaaaaaaac! fatto
Poi, nella lista che avevo redatto per evitare di dimenticare qualcosa due giorni fa mi trovo questa voce: CONSOLATO ITALIANO. Mmmmmmmmm Cerco online e trovo solo un indirizzo di posta elettronica a cui rivolgersi. Posta elettronica? Ma come? Non un siterello, una formettino da compilare, non un qualcosina di totalmente automatico? Zero... solo una email a cui dovrà rispondere una persona in carne ed ossa. Va beh... per amor patrio mi armo di pazienza e scrivo:

Gentili Sig.ra/Sig.re,

Sono un Cittadino Italiano iscritto all'AIRE presso il vostro ufficio.
Con la presente comunico che il mio nuovo indirizzo di residenza a New York City é:

[...]

Distinti Saluti

 Pensavo la cosa fosse finita li. Oggi invece la Dott.ssa [...], Cancelliere Amministrativo (!), mi risponde:
Gentile sig. De Carolis,

per procedere all’aggiornamento dei suoi dati, dovra’ cortesemente compilare il modulo allegato e rispedirlo con copia del passaporto e la bolletta di un’utenza a lei intestata riportante il nuovo indirizzo.

Cordiali saluti

A me già bolliva il sangue. Ma é possibile che l'Immigration Americana la quale ti controlla anche I PELI DEL ***O ti fa cambiare indirizzo di residenza online in 2 minuti mentre il Consolato Italiano CHE NON SERVE AD UN **** vuole che compili un modulo DI M**** e che glielo rimandi firmato con la penna? Ma poi come lo devo rimandare? Via email o via posta ordinaria? Posta ordinaria??? Per essere sicuro di non sbagliare provo a domandare:

Gentile Dott.ssa ********,

Intende via e-mail o posta cartacea?
Le mie bollette sono tutte online, va bene uno screenshot?

Grazie

A breve giro, ecco la risposta dello stato italiano. La ciliegina sulla torta:

mailboxfull

La cassetta postale é piena, capito?!? A me queste cose mi mandano ai matti. Vado fuori di testa... E io che ci devo avere a che fare per forza! Quanto ho bestemmiato... ma capite o non capite di cosa stiamo parlando? Che cosa cazzo ci vuole a fare un siterello dove ti registri e gestisci le tue cose del consolato? Pure uno studente al terzo liceo sarebbe in grado di farlo! E invece niente... questi ancora vanno avanti ad impegati che rispondono alle lettere, leccano i francobolli, protocollano i FAX. Tutto come fossimo ancora nel 1990, o nel 1890. Non si riesce più a gestire la quotidianetà delle cose. Ormai l'Italia é fuori dal suo tempo. Altro che ripresa, altro che competizione internazionale. Il prossimo che mi viene a dire "no ma l'estro Italiano, la creatività, l'Ing. Olivetti che ha inventato il Computer..." lo prendo a parole. O forse no. Tanto poi mi passa. Ormai non mi importa più niente di niente.

Saluti

Alain

Il grande Cinema Italiano degli anni che furono

marzo 28th, 2016

Stasera ho visto "Così parlò Bellavista", un meraviglioso film di De Crescenzo che qualche tempo fa mi consigliò l'amica Marina.
Il film é una diapositiva della Napoli degli anni '80, ma soprattutto dei Napoletani, della loro simpatia, della loro filosofia di vita, dei loro grandi pregi, della dignità con cui affrontano i drammi che li affliggono. Per carità, é una commedia da ridere eh... mica un film impegnato. Ciò nonostante i film come questo dopo averli visti ti senti più ricco, come se ti lasciassero qualcosa per sempre.
Paradossalmente di essi Youtube é strapiena perché dal punto di vista commerciale sono praticamente inutili e nessuno si prende la briga di farli rimuovere.

Al contrario, reputo film nuovi come "The Martian" o "The Revenant" delle cagate megagalattiche. Non é il caso di questi due ma nella maggior parte degli altri non riesco nemmeno ad arrivare fino alla fine. Negli anni recenti Hollywood sta sfornando quasi esclusivamente tonnellate e tonnella merda. Risulta evidente che si gira solo ed esclusivamente per cercare di guadagnare dei gran soldi. Delle due l'una: o non c'è più niente da dire, o non c'é più nessuno che sia in grado di ascoltare. Non so cosa sia la causa di questo degrado, so solo che esso mi preoccupa più dei dell'economia o del global warming.

Tornando a noi, volete un altro capolavoro assoluto? Ve ne regalo due: Detenuto in attesa di GiudizioBello Onesto Emigrato Australia Sposerebbe Compaesana Illibata. Entrambi interpretati dall'Albertone Nazionale, entrambi dei primi anni settanta, entrambi legati all'emigrazione. Da rivedere assolutamente. Buona visione!

Gli elettori di Donald Trump stanno morendo come mosche

febbraio 27th, 2016

Qualche mese fa é stato pubblicato uno studio dell'Università di Princeton sulla mortalità dei cittadini Americani che ha stupito molti. Il motivo é che uno dei gruppi etnici, in controtendenza rispetto a tutti gli altri, denota un netto peggioramento della mortalità. Il gruppo in questione é quello dei bianchi, più particolarmente quello dei bianchi non laureati.

Guardate qui:

USW

Messi a confronto con le altre nazioni, i bianchi americani sembrano subire un drastico e continuo peggioramento a partire dal 2000 in poi. Le cause di morte sono altrettanto significative: suicidio, intossicazioni da droghe, cirrosi epatica.
I dati sulla "morbidity", e cioè sulla salute in generale, sono altrettanto allarmanti e raccontano una ecatombe: salute generale peggiorata di 10 volte, salute mentale di 5, giorni di malattia quadruplicati, difficoltà nello svolgere le attività basilari della vita come stare in piedi (7 volte peggio), fare amicizie (4 volte peggio) o lavorare (2 volte peggio).

Donald Trump, manco a farlo apposta, mantiene percentuali di gradimento estremamente alte proprio nella stessa categoria e qualche giorno fa questo fatto é stato notato da Noam Chomsky.
Esisterebbe una generazione di Americani - rigorosamente bianca - talmente vessata e delusa dal sistema da annientarsi con droghe o alcool, fino al punto da far impennare le statistiche come se si trattasse delle vittime di una guerra o di una catastrofe.
Secondo Chomsky, queste tendenze autodistruttive nascono da rabbia , disperazione e frustrazione. Negli anni '30, aggiunge, la povertà era ben peggiore ma almeno anche tra i lavoratori più umili o tra i disoccupati esisteva una speranza che oggi manca. Infine, anziché prendersela con chi veramente é la causa del proprio male, Chomsky sostiene che queste persone finiscono col colpevolizzare quelle categorie che sono ancor maggiormente vittimizzate (e cioé donne, messicani, musulmani). I segnali di questo fenomeno sono a Chomsky familiari e gli ricordano l'ascesa del fascismo in Europa.

Korea e Spratly viste da Pechino

febbraio 24th, 2016

Mentre negli USA della questione Coreana si parla poco o nulla, questo argomento in Cina é sentitissimo e se ne parla in TV tutti i giorni. Pare che la Cina abbia di fatto "scaricato" il regime di Kim Jong-un ritenendolo inopportuno e lasciandolo quindi al suo destino. Addirittura la TV di stato Cinese parlava di esercitazioni che le forze Americane avrebbero condotto presso un reattore nucleare Sud Coreano appunto per prepararsi ad un improvviso attacco a sorpresa. I Cinesi sembrano pronti al peggio ed in TV spiegano nei dettagli le forze ed i mezzi in campo: F-22, THAAD, portaerei, tutto insomma. E questo quotidianamente, per ore ed ore. In America ed in Occidente invece se ne parla molto di rado, come se la questione non fosse importante (quanti di voi hanno recentemente sentito nominare in TV il THAAD?)

Come se ciò non bastasse, c'é anche la situazione spinosa delle isole Spratly. Sono certo che conoscete la vicenda per cui é inutile spiegare cosa sta succedendo. Quello che però non mi aspettavo é che anche di questa faccenda in Cina si parla molto molto frequentemente e con dovizia di particolari. Ora sono in campo dei missili terra aria e dei radar in HF, il che rende la cosa potenzialmente esplosiva. Il rischio di incidenti militari tra i due paesi non é mai stato così elevato. Vi immaginate se malauguratamente partisse un missile e un aereo USA venisse abbattuto? Magari subito dopo l'elezione a Presidente di Donald Trump... Non ci voglio neanche pensare.

In difesa della grande mela: due precisazioni a bocce ferme

febbraio 22nd, 2016

Tornando in America ho ripensato a quello che ho scritto nel precedente post. Due appunti, sebbene potenzialmente auto-contraddittori, sono doverosi.

Il primo riguarda il senso di sicurezza che ho percepito a Pechino. Ebbene, é impossibile non accorgersi che in tutta la città - ma proprio tutta - sono presenti enormi quantità di filo spinato. Neanche ad Auschwitz se ne era mai visto tanto.
Molte delle case periferiche si trovano infatti in development più o meno piccoli che sono quasi sempre organizzati nella forma che qui definirebbero "gated community" e cioé "comunità recintata" un concetto che in Italia non vedo ancora in giro ma, vista l'aria, penso prenderà presto piede. Funziona così: anziché fare 4 o 5 palazzine e via, il costruttore le fa e poi le circonda da un bella recinzione. Si entra e si esce soltanto da appositi varchi generalmente sorvegliati H24. Fin qui tutto bene. Il particolare in interessante però é che in Cina al posto della recinzione viene costruito un bel muro di cinta alto un paio di metri e, come se il muro non bastasse, esso viene guarnito con uno o più strati di ferro spinato. Ma non quello economico eh, parlo del barbwire moderno che trovate normalmente nelle caserme o negli aeroporti. Addirittura, all'interno di uno di questi complessi ho notato l'esistenza di una sub-station di Polizia.
Non basta: buona parte di questi palazzi é dotata di inferriate alle finestre e le si notano anche al decimo o al quindicesimo piano.
A questo punto la domanda che mi pongo a posteriori é: se davvero la sicurezza é così alta come sembra, a cosa servono queste eccezionali misure di sicurezza? Difficile dirlo. Ho provato a domandare in giro e la risposte tendono a minimizzare: basta che una famiglia metta le inferriate e le altre seguono a ruota solo per non essere da meno. Il ferro spinato, invece viene visto come una feature per la sicurezza, un lusso insomma e non come un simbolo forte, come una misura estrema ed oppressiva. Parziale conferma a questa ipotesi é data dal fatto che le guardie ai cancelli (tutte rigorosamente in divisa recante il logo della città di Pechino, lo stesso che usa la Polizia) non controllano l'identità di nessuno: a piedi o in macchina, di giorno o di notte, che si entri o che si esca tutti passano indisturbati. Boh... E' dinanzi a domande come questa che la Cina si conferma come da stereotipo incredibilmente misteriosa ed inaccessibile.  Le fonti ufficiali Americane (che non linko per ovvii motivi... tengo famiglia) citano furtarelli di portafogli, risse tra giovanotti nei bar,  truffettine dei taxi abusivi e cose di questa risma. Non c'é riferimento a gente che ti entra in casa o cose del genere. Le fonti Cinesi non sono pervenute. Esisterà un equivalente del COMPSTAT per la città Pechino? Immagino di no. Va beh... rimango col beneficio del dubbio.

Il secondo punto invece é relativo alla metro.
Premesso che, come ripeto, stiamo confrontando una situazione di serie C2 (quella di NY) con una situazione di seria A anzi Champions League (quella di Pechino) e che dinanzi a tale dislivello le scuse servono a poco, c'é comunque da ribadire che mentre la metro di NY é aperta 24/7/365, quella di Pechino chiude quotidianamente dalle 22 alle 05. La differenza é sostanziale perché ogni notte a Pechino possono fare tutti i lavoretti di manutenzione e di pulizia che vogliono mentre a NY questa possibilità non esiste. Non solo: le ore notturne permettono di fermare tutto il materiale rotabile e tutto il personale viaggiante: meno treni, meno straordinari ecc. A NY, invece, col fatto che la metro va 24/7 si spende un botto e per garantire le frequenze stellari (questo si!) che MTA gestisce nelle ore di punta si arriva a costi proibitivi.
Altro particolare non insignificante é che mentre l'accesso a NY é a tariffa fissa (con $2.75 puoi andare da Coney Island a Ditmars Boulevard, da Pelham Bay a Battery Park, da JFK al World Trade ecc.) a Pechino invece si paga in base alla distanza percorsa. Se fai tratte lunghe il prezzo sale (relativamente) anche parecchio. Questo particolare rende la metropolitana Pechinese economicamente più simile ad una rete di treni piuttosto che ad una vera e propria metropolitana. Immaginatevi se a NY i pendolari pagassero tutti il doppio o il quadruplo di quello che pagano i residenti di Manhattan... il bilancio e quindi le risorse a disposizione sarebbero certamente diverse. Ed infatti, i treni extra urbani che costano 4-500 dollari al mese di abbonamento sono molto più vicini a quelli di Pechino in termini di modernità, pulizia ed anche di frequenza.

Insomma... il sindaco é buonista e pure mezzo Italiano ma nonostante ciò non ci dobbiamo mica buttare giù. Amico caro: NY é sempre NY!

Ciao

Di nuovo in Cina

febbraio 20th, 2016

Sono qui per la terza volta sono convinto più che mai: la Cina é tanta roba. Un paese eccezionale.
E' impossibile non accorgersi del fatto che si tratta di un paese in ascesa verticale, e che tra i suoi abitanti sia diffusa e generale la sensazione che domani sarà meglio di oggi, e che oggi é indiscutibilmente meglio di ieri.

Le infrastrutture della città di Pechino fanno impallidire quelle di New York. Roma, al confronto, é una città del terzo mondo (e non sto esagerando).
Parliamo di strade. Attualmente ci sono 6 "grandi raccordi anulari concentrici". Quello più esterno é lungo 220 Km. Il settimo raccordo (ancora esistente solo sulla carta) quando ultimato sarà lungo ben 940 Km. Un reticolo mostruoso di strade e autostade, gigantesco. Eppure non c'é un semaforo fuori posto, una buca, una segnaletica mancante. Traffico? Decisamente inferiore a quello che uno si potrebbe aspettare, e certamente ben lontano dai luoghi comuni occidentali alimentati da foto twittate chissà da dove.
I Cinesi hanno imparato bene Uber e si sono fatti una loro App che funziona in maniera maniacale: clicchi per chiamare una vettura e in meno di 30 secondi sei già connesso con l'autista che verrà a prenderti. E' micidiale. Fai 20-25 Km e paghi $4 senza nessuna mancia. L'automobile praticamente non serve.
Il pezzo forte però, già lo sapete, sono i treni. I treni ti lasciano senza parole. Lo avrò già scritto ma la cosa merita di essere ripetuta: sarò stato a fare le foto alle stazioni e ai vagoni della metro come uno che la metropolitana non l'ha vista mai prima, quando invece da 9 anni la prendo 2 volte al giorno. E' una roba ALLUCINANTE. Come sia possibile mantenere un network di 4 o 500 stazioni (e cresceranno ancora di molto) così pulite e così nuove é un mistero inspiegabile. Si potrebbe apparecchiare e farci cena, in ognuna di esse! Provare ad immaginare cosa penseranno i Cinesi che visitando NY si trovano in mezzo a ratti, puzza di piscio, barboni, ruggine, acqua che cola, crepe, treni vecchi e sporchi é veramente imbarazzante. (Oh, della metro di Roma non voglio parlare neanche eh... non spariamo sulla croce rossa). Ci sono addirittura I BAGNI in tutte le stazioni! I Bagniiiiii capito? Una volta c'erano anche a NY ma li hanno dovuti togliere mossi a disperazione perché se ti andava di lusso andandoci dentro a pisciare ti beccavi una coltellata, ma dovevi essere fortunato. I bagniiii nooooo! Ma come fanno a mantenerli puliti anche quelli?!?
Guardate sta cosa della metro é veramente sconvolgente eh... ha incrinato molte mie certezze. Scioccante. Ma andiamo avanti...

Altra cosa evidente: a Pechino non ci sono in giro personaggi scomodi. Mi spiego meglio. Nonostante siamo nel 2016 e non nel 1986, a New York é abbastanza facile imbattersi in persone da cui vorresti stare il più possibile alla larga. Se poi ti avventuri in determinate zone di Brooklyn, Queens, BRONX ma anche Manhattan allora apriti cielo! Sono cazzi tuoi, della serie "butta il portafogli e scappa".
A Pechino no, no, no e poi no. Puoi andare dove cazzo ti pare che non troverai nessuno che possa vagamente apparire aggressivo, minaccioso o pericoloso. In 10 giorni NESSUNO mi é venuto a chiedere dei soldi. ZERO! Ci sono ovviamente i poveri, e sono anche tanti. C'é però un equilibrio sociale desiderabile e tutti sembrano contenti di quello che hanno e di quello che fanno, per quanto umile esso possa essere.
Sono sicuro al 200% che avrei potuto buttare per terra il portafogli 10 volte e 10 volte sarebbero venuti a ridarmelo. Magari mi sbaglio, chissà, ma anche fosse questa solo una sensazione beh... sarebbe già tanto.
Ah, ho già detto che non ho visto neanche un barbone? Ma sai che vuol dire non trovarne neanche UNO?!? Per me che ne vedo quotidianamente e ovunque é una cosa da rimanere di stucco!

Mettiamoci bene in mente un'altra cosa: un neo-laureato di Pechino guadagna il doppio di quello che guadagna un neo-laureato Italiano. Il doppio. Capisco che molti tra i miei lettori siano rimasti allo stereotipo del Cinese a Prato operaio di Canton, ma le cose non stanno esattamente così. Molti ragazzi Cinesi da New York tornano a lavorare in Cina perché così facendo si garantiscono un tenore di vita migliore. Capisci l'andazzo qual'é? La questione é seria eh... stanno prendono il volo davvero!

Little-problema con Internet. Praticamente alcuni siti é come se non esistessero. Caso eclatante Google: gmail, gmaps, motore di ricerca... tutto bloccato. E' una bella rottura di coglioni, effettivamente una cosa invadente, na roba da grande fratello. I Cinesi sono qui da 4000 anni e saranno qui tra altri 4000 per cui tendono a ragionare a lungo termine. Per un attimo mettiamoci nei loro panni: dall'Occidente si vedono arrivare questa nuova cosa chiamata Internet che, nel giro di poco, avrebbe relegato la consegna della posta, la ricerca di qualsiasi cosa, le mappe della loro città, i messaggi, le conversazioni telefoniche, le OPINIONI, le notizie che leggi e quelle che non leggi ad una potenza antagonista e straniera. Avranno pensato: E CHE SIETE MATTI? Non esiste! La posta ce la consegnamo per i cazzi nostri! E quindi hanno applicato la soluzione più ovvia: hanno rimpiazzato tutti questi servizi con servizi analoghi, ma locali. Attenzione: se veramente avessero voluto blindarsi potevano certamente farlo. Così non é: l'obiettivo non é rendere l'accesso a certi siti occidentali impossibile, l'obiettivo é renderlo solo sconveniente. Una sorta di protezionismo digitale. E non si tratta (come molti pensano) di controllare le opinioni o di censurare le notizie. Yahoo Notizie ad esempio é accessibile, CNN.com anche. Si tratta solo di mantenere l'autorità di una nazione sui servizi essenziali che utilizzano i propri cittadini, una prerogativa che potrà essere giudicata da molti come deprecabile ma che certamente non é priva di logica.

Dulcis in fundo, prima di partire ho mandato una email ad un radioamatore del posto chiedendo se fosse stato possibile incontrare i colleghi Pechinesi. Mi hanno risposto calorosamente, e oggi sono andato a trovarli. Gente squisita, ospitale, mi hanno accolto manco fossi stato Guglielmo Marconi. Tra l'altro, sanno il fatto loro eh... C'erano un paio di pezzi da 90, ingegneri con gli attributi quadrati. Hanno un loro club, uno spazio (grande) messo a disposizione da uno degli amici nella sua proprietà. Dentro ci sono 6-7 tralicci belli alti. Chi porta una radio, chi un amplificatore, chi un computer... e così hanno questo posto dove andare a fare DX. Libero accesso, gratis per tutti. Veramente una bella sorpresa. Abbiamo acceso in 15 metri e ho contattato un amico di Martinsicuro in telegrafia. Poi si é alzato un polverone di Russi e Europei che volevano contattarci. Una delle più belle giornate di radio che ho vissuto in 20 anni di attività.

Ora vi saluto che si é fatto tardi. Domani mi aspettano 14 ore di volo per tornare a New York. A seguire si torna a lavoro. Fuso orario, appena 12 ore. Sarà una settimana interessante.

再見!

A, B o Z?

febbraio 2nd, 2016

Per il compleanno mi volevo regalare un paio di cuffie bluetooth di quelle che tolgono il rumore e proprio quando stavi per acquistarle su Amazon (non lo faccio quasi mai) si va ad inceppare il checkout. C'é Jeff Bezos che sta licenziando un dipendente per ogni 3 secondi di downtime... comunque niente, non si compra. E così ne approfitto per scrivere.

Dunque, avevo visto delle case anche molto belle ma sbirciando i dettagli del distretto scolastico ho scoperto che nel paese interessato il tasso di bambini con difficoltà economiche e/o limitata padronanza della lingua inglese é salito dal 4% al 35% in appena 4 anni. No bueno. Quindi niente, per il momento tutto a monte. Attendere prego.

L'acquisto della casa é il mezzo con cui la società Americana perpetua se stessa: tu sei la casa che ti puoi permettere. Ci sono dei confini invisibili, eppure nettissimi: ognuno nella sua zona, ciascuno al suo posto.
Attenzione, sia ben chiaro: sbaglia chi pensa che queste dinamiche siano legate alla razza, alla religione, alla lingua o a chissà cos'altro. Queste cose non interessano a nessuno e non c'entrano un cavolo. L'unica cosa che conta qui sono i soldi, money, dinero. Il resto non importa un cazzo a nessuno. Puoi pagare: bene, per te c'é la cittadina A. Puoi paghicchiare? Cittadina B. Sei in rosso sul conto? Cittadina Z. Ma com'é possibile visto che A B e Z sono a distanza di 3 Km una dall'altra? Anzi confinano pure! Non importa... I figli di A vanno a scuola coi figli di A, quelli di B con B e quelli di Z a scuola non ci vanno neanche perché i genitori magari non li hanno e se li hanno staranno forse in galera. A tutti bravissimi, B dipende, Z pistole in pungo. I prezzi delle case in A sono il doppio di quelle di B, e quattro volte quelle di Z. La domanda a questo punto é: meglio una casa bella, nuova e grande in B (dove sarei quasi un VIP) oppure una casetta piccola, vecchiarella, magari una bifamiliare (e quindi niente antenna!) in A?

Sono cazzi... comunque dopo Febbraio il mercato dovrebbe esplodere con le nuove offerte della stagione. Vedremo il da farsi. In ogni modo, vi rendete conto che a due immigrati come me e mia moglie, ultimi arrivati e venuti qui con la "giacchetta in collo" viene data la possibilità di fare un mutuo? Perdipiù senza firmettine di genitori, nonni, zii, cugini o cognati! E' incredibile se ci pensate eh... o meglio, a me sembra incredibile. Qui é assolutamente normale.

2016 fuga da New York

gennaio 19th, 2016

Allora,

per caso (e dopo almeno 4-5 anni) oggi per curiosità ho visto quanti visitatori arrivano ancora su questo blog. Ebbene, incredibilmente, nonostante nonostante non scrivo più nulla da anni ormai ci sono ancora una sessantina di irriducibili che continuamente tornano a vedere se ci sono aggiornamenti! Se scrivo un post arrivano ancora 3-400 persone! hahahahaha pazzesco
Mi piacerebbe capire chi siete. Grazie comunque eh...!

I numeri mi hanno fatto sentire in dovere di fornire un aggiornamento, e così eccomi qui.

E' ufficialmente ripresa la ricerca di una casa. Fin qui nulla di nuovo (la cercavo anche l'anno scorso). La novità direi eclatante é che la sto cercando lontano da NYC, anzi molto lontano. Praticamente ai limiti pratici del pendolarismo.

Ora starete pensando: ma sei impazzito? Hai rotto il cazzo dieci anni con New York ed ora vai via? Risposta veloce: si, sono impazzito. Risposta meno veloce: a NY ha molto senso starci da single, tra i 20 ed i 35 anni. Da sposati... beh... per starci comodo devi spendere molto. Anzi moltissimo. Se uno non ha l'esigenza di partecipare a feste e festini, di uscire ogni sera, di fare vita sociale allora comincia a farsi largo sempre di più senso l'idea di spostarsi fuori dai confini della città. Poi, oh, io devo mettere l'antennone, cazzo!

OK, bene. Ma fuori NY dove? Bella domanda! Se la situazione in città é complessa, quella fuori dalla città é un clusterfuck: a portata di treno ci sono infatti circa cinquecento cittadine. Avete letto bene, non venti non sessanta ma ben cinquecento! Ognuna con le sue peculiarità, i suoi difetti, i suoi vantaggi. Le macro aree fondamentalmente sono queste: New Jersey, West Chester, Connecticut, Long Island e per i più audaci anche Staten Island (che sulla carta é parte della città ma in realtà é come se non lo fosse).

Tutto ruota attorno a due parametri fondamentali: qualità delle scuole e velocità dei mezzi di trasporto.

Partiamo dalle scuole.
Ho già scritto in passato su quanto le scuole influiscono sulla società Americana, ma é bene fare un piccolo refresh. Qui le scuole sono praticamente comunali: elementari, medie, superiori... tutte. La "performace" degli studenti di ciascuna scuola viene monitorata con precisione maniacale ed é possibile quindi sapere tutto di tutto di qualsiasi istituto di tutti gli Stati Uniti: voti dei ragazzi (la cosa più importante), livello di soddisfazione dei genitori, etnie degli studenti ecc. Il tutto viene in genere condensato in un voto finale che descrive brutalmente il livello di desiderabilità del distretto scolastico in questione. Si va da 1 a 10. Provate ad immaginare una scuola finanziata dal Comune povero, o degradato: pochi soldi per pagare gli insegnanti, poche attrezzature, ragazzi provenienti da famiglie problematiche che magari non fanno i compiti o magari non si presentano neanche a scuola. E' ovvio che la media scolastica scende e di conseguenza anche il distretto stesso. Cosa succede? Semplice: chiunque ha dei figli non vorrà mai andare a vivere in quella zona e di conseguenza il prezzo medio delle case scende di brutto. Minor valore immobiliare significa anche minor gettito fiscale per il comune stesso (i comuni si auto-finanziano quasi al 100%) e questo vuol dire ancora meno soldi, ancora meno insegnanti, ancora meno risorse per rilanciare le scuole. Parallelamente può succedere che un altro comune virtuoso (magari confinante col primo) ha delle buone scuole. Tutti vorranno andarci a vivere si contenderanno l'acquisto delle case. I prezzi salgono e di conseguenza gli acquirenti si auto-selezionano: i poveri tutti nel comune sfigato mentre i ricchi tutti nel comune virtuoso che, per via di questo circolo vizioso, si trova i soldi delle tasse comunali raddoppiati o triplicati. Va da se che le scuole diventano ancora meglio di quello che erano... e così via all'infinito.
Risultato: il primo posto tende a diventare un ghetto, il secondo invece Beverly Hills. Di conseguenza - a prescindere dal numero di figli che hai - GUAI a comprare casa in zone che hanno cattive scuole. Se cerchi casa fuori città la prima (e spesso l'unica) cosa che a cui fai riferimento sono le scuole. E' incredibile, ma vero.

Come dicevo, il secondo parametro é rappresenta dai mezzi di trasporto.
New York é collegata da grandi linee extra-urbane che vanno verso sud-ovest (NJ Transit), Nord (Metro North) oppure Ovest (Long Island Rail Road). Nonostante qualche incidentino e qualche ritardino occasionali, sono in genere molto affidabili ma anche molto costose. Per i pendolari, a seconda della distanza e della linea, é normale spendere 2, 3 ma anche 4 o 500 dollari al mese di treno. A persona! Questo vuol dire che una coppia sposata tra treno e parcheggio può spendere oltre 1000 dollari al mese solo di trasporto pubblico.
Così come la morfologia sotterranea della metropolitana di NY influisce su quella della città soprastante, il passaggio delle linee extra-urbane regolano lo sviluppo (o il declino) di tutte le cittadine circostanti. E' ovvio che quelle più vicine, collegate direttamente, saranno più appetibili e più costose. Alcune tra esse, ad appena mezz'ora di treno, sono quasi leggendarie: ci vivono solo i super ricchi e sono praticamente inavvicinabili dai comuni mortali. Pariamo di posti idilliaci: mare, natura incontaminata, calma assoluta. Altre invece - magari ancora più vicine - formano una specie di "corona di spini" che insanguina l'hinterland Newyorkese: posti orribili, pericolosi, totalmente indesiderabili. Per arrivare a location appetibili da una famiglia normale é necessario scavalcare sia le prime che le seconde, arrivando quindi in zone di confine con distretti scolastici a macchia di leopardo: scuola ottima, scuola così così, scuola di merda, scuola ottima,  scuola così così, scuola di merda ecc... Più guadagni e più puoi permetterti di comprare casa nella nicchia migliore. Tutto molto semplice... molto schematico.

Oh, intendiamoci: zone meravigliose eh... prati verdi, alberi secolari, scoiattoli, aquile in cielo. Se poi sei sul mare ci sono case con gli attracchi privati, spiagge dove fai surf, regate. Stiamo parlando di bei posti! Solo che sei, tra un cazzo ed un altro, a un'ora di treno da Manhattan. Eh.... un'ora! Che ci vuoi fare?Ti leggi un bel libro, guardi i film... Ti tocca. Poi però la sera quando arrivi a casa sei a casa! Sono scelte di vita...

Io sto vedendo il da farsi. Alla fine quello che paghi di affitto lo paghi ci mutuo. Se si fa dovrò prendermi la mia bella automobile, la griglia per il barbecue, e ovviamente l'antenna!
Altrimenti rimarrò a NY un'altro anno... magari due che ne so. Ma per ora l'idea é di uscire: gli anni passano e bisogna mettere la testa a Boston.

Ciao e grazie ancora per le visite degli irriducibili!

Nostalgia

gennaio 2nd, 2016

E' da tanto che non scrivo e non ero intenzionato a farlo ma stasera é passato a New York l'amico Gallo (quello del coast to coast) e l'occasione si é rivelata foriera di numerosi spunti di riflessione.

Gallo, infatti, si é presentato assieme ad altre 7 persone. Assieme compongono una specie di setta segreta: girano assieme, mangiano assieme, dormono assieme. Ho cercato di capire esattamente cosa li unisse ma non ci sono riuscito. Alcuni sono di Roma, altri di non so di dove ed altri due addirittura lavorano alla SEI.

Per la precisione uno alla SEI, l'altro alla STF... Incredibile! O meglio, la cosa di per se non é incredibile (stiamo parlano della SEI non del KGB) eppure ritrovarsene due all'improvviso a NYC vi assicuro non capita tutti i giorni.

Come era inevitabile mi sono fatto raccontare le ultimissime notizie trasmesse da "Radio Hangar" e sono venute fuori delle chicche pazzesche. Roba potente! Storie di corna conclamate e reiterate, triangoli delle bermuda, portinaie volanti, tresche tra capi ufficio, revival di "le ho fatto vedere la mazza" e via di questo passo. Insomma, pare che nel decennio appena trascorso alla SEI si siano dati da fare parecchio, forse addirittura superando gli antichi fasti di una volta.

Questo post però non parla di corna. Questo post parla di nostalgia. E si perché - come ho già accennato anche stasera stessa Gallo - pubblicamente per la prima volta voglio annunciarvi che ho nostaglia.
E' per me necessario ammettere che nonostante il casino, nonostante le raje, nonostante l'erba alta mezzo metro ed i mobili anni '70, nonostante tutto ciò in quella situazione c'era innegabilmente anche del buono.
Vuoi l'età, la mancanza di qualsiasi limite o responsabilità, vuoi il fatto che tendo facilmente alla retrospettiva rosea, sta di fatto che stasera ho ripensato con malinconia a quegli anni così ruggenti ed audaci. Forse ancora più interessante é il fatto che questa sensazione é riconducibile non soltanto alla SEI, ma probabilmente a tutta l'Italia in generale. Persino agli anni della scuola!

Ebbene lo dico senza mezze parole, lo confesso: ho nostalgia. Mi mancano lo spirito, il senso dell'humor, l'audacia, la distinzione netta e niente affatto celata tra amici e nemici, tra simpatici e rompicoglioni. Mi manca soprattutto il mangiare, la luce del sole accecante, il rosso del tramonto ed il rumore del mare.
E tutto questo all'improvviso, senza nessun preavviso, senza motivo apparente. E dopo quasi dieci anni! Sono cazzi.

Uno di loro

novembre 4th, 2015

Allora,

facciamo un update. Sono qui. Cose da dire ne avrei, ma non so più a chi dirle. Certo, scrivendo in Italiano mi rivolgo necessariamente a voi Italiani che leggete dall'Italia, ma a che pro? Dell'Italia sento solo rumori ovattati e sempre più lontani, ormai quasi impercettibili.

 

Ho incontrato degli Italiani per strada sulla trentesima: Vivi qui? - Si - e da quanto? - da una decina d'anni - Ah allora ormai sei "uno di loro"...

Per Thanksgiving si prospetta il solito enigma del weekend lungo: troppo tempo per rimanere in casa a NY, troppo poco per andare in  Messico, ad Aruba, in Islanda o in Europa. E così nonostante le temperature di stagione abbiamo optato per il Maine. Che per me va bene eh... per come sono fatto tra Cancun e Portland preferisco 1000 volte Portland.
Ogni volta che guardo la mappa della costa Est degli USA mi faccio sempre la stessa domanda: perché cazzo non viaggiavo in Europa quando vivevo in Italia? Cosa mi costava prendere la moto e farmi un weekend in Grecia? O in Svizzera? Ci sarei potuto arrivare tutto su una ruota sola, prendere un caffé e poi tornare indietro a 230 Km/h. Perdipiù impunemente, se solo avessi voluto. E invece niente, weekend tutti a Martinsicuro Texas... La testa era diversa. Solo ora mi rendo conto dell'opportunità perduta.

Che altro.

Ahhhhhhh

Questo ve lo devo dire. Ho scoperto una cosa INCREDIBILE. A New York City c'é una pizzeria al taglio come in Italia. La cosa é a dir poco fenomenale. Ma allora é possibile farla! Sono rimasto così eccitato da questa cosa che ho pensato quasi quasi di aprirla anche io un posto che fa pizzette vere anziché la solita merda.
Ma io la pizza non la so fare... E quindi? Faccio un bel concorso su tutto il territorio nazionale Italiano per il pizzaiolo... (per il visto saprei già come fare). Ma scherzi? Non uno, ne troverei 15 di pizzaioli con i coglioni. Solo che chissà quanti soldi ci vorranno... tipo solo per il forno ed i frigoriferi si parla di decine di migliaia di dollari, per non parlare del locale. Ci sarebbe da farlo solo per alzare il livello medio della pizza al taglio locale, che é sottozero.

Va beh...

Ho mal di testa. Buona notte