Archive for gennaio, 2008

Ristoranti

giovedì, gennaio 31st, 2008

Chi viene a New York e ci sta una settimana si convince che qui ci sono un sacco di cose diverse da mangiare... Il cinese, il giapponese, l'irlandese, il tailandese eccetera-ese.
Diciamoci la verità: ne ho le palle piene dei ristoranti Americani e della loro presunzione di avere tutto quello che il mondo ha da offrire.
Fermo al semaforo senti lui che dice a lei: "che ti porto stasera? italiano? cinese? giapponese?"....
Come se in una sola parola (ad esempio "italiano") si potessero racchiudere le migliaia di forme diverse che quel tipo di cucina può assumere. Italiano che? Pizza? Carne? Pesce? Ma pesce che? Di Lago? Di Fiume? Di Mare? Ma di quale Mare? Tirreno? Alto Adriatico? E poi pesce come? Le possibilità sono infinite. Qui no.. qui sta tutto nella parola "italiano". O in quella "giapponese". O in qualsiasi altra.
La verità è che qui non c'è nessuna cultura della cucina e quindi si accontentano di mettere un assaggino (fatto male) di qualsiasi cosa, dandogli il nome etnico di provenienza.
Ci sono ristoranti Italiani che mi piacciono e in cui vado volentieri (due o tre)... ma questi posti, diciamocelo francamente, in Italia sarebbero medi, o al massimo appena accettabili. Tutti gli altri posti invece, se aperti in Italia chiuderebbero dopo al massimo una settimana.
Insomma il risultato è che non mangio come si deve da sei mesi.
E non date retta quelli che stanno qui e vi dicono: "ma no in quel posto si mangia come in Italia... ottimo te lo giuro". Ve lo dicono solo perchè a forza di mangiare sta roba si sono dimenticati di cosa è il gusto, e di cosa è l'Italia... Io ancora ne ho una vaga idea.

Poll watcher

giovedì, gennaio 31st, 2008

Mi hanno preso a fare lo scrutatore alle elezioni di Roosevelt Island, o meglio il "Poll Watcher", visto che lo scrutinio è automatizzato.
Gli organizzatori dicono che dobbiamo fare bella figura col Governatore dello Stato di New York per cui bisogna che le elezioni si svolgano in maniera impeccabile.
Stasera ci siamo riuniti per decidere i turni e capire la procedura di voto.
Bisogna far accomodare gli elettori presso i giusti seggi e poi chiedere indirizzo e documenti. Essendo il diritto di voto rilegato alla residenza (che in America non è certificabile) l'identificazione è complessa. In caso di dubbi bisogna chiamare il supervisore del seggio.
Gli altri scrutatori vivono sull'isola da decine di anni e si conoscono tutti tra loro. E' stato come assistere ad una riunione di quartiere delle nostre parti.
Sono curioso di vedere in quanti verranno a votare e chi verrà. Sabato sera ci sarà l'ultimo comizio prima delle elezioni.

State of the Union

lunedì, gennaio 28th, 2008

Stasera in TV c'era lo State of the Union.
Ogni anno il presidente fa il punto della situazione davanti a tutti i parlamentari e ad altri esponenti di spicco delle istituzioni, della società civile, delle forze armate.
La diretta CNN è cominciata con la sala già stracolma di ospiti e con l'ingresso del Segretario di Stato seguito da tutti gli altri alti funzionari. Sorrisi e stette di mano calorose. Sembravano tutti dello stesso partito...
Ancora qualche minuto e per ultimo entra Bush.
Standing ovation di almeno un quarto d'ora... il Presidente, pur avendo credo il più basso livello di gradimento della storia, fa fatica a cominciare a parlare interrotto dagli applausi.
Comincia sul vago poi si sofferma sui vari problemi, uno per uno. I prossimi candidati alla casa bianca vengono inquadrati di tanto in tanto. Hillary porta un vestito rosso fuoco mentre Obama sorride con classe senza lasciar intendere il suo pensiero.
Appena Bush finisce una frasce scroscia un applauso. Fisso. Eventualmente l'ala destra della sala si alza anche in piedi. Qualche volta (raramente) si alzano tutti assieme.
I giudici della corte suprema, in toga, rimangono sempre seduti nei loro banchi in prima fila. Sono impassibili e non applaudono mai. Di fianco a loro quattro signori distinti portano uniformi diverse, sono i capi supremi di Marina, Aeronutica, Esercito e Marines. Sembrano contenti quando Bush promette che avrebbero avuto tutto quanto il necessario per proseguire con la difesa dei valori Americani nel mondo (e ti pareva...).
Della politica Americana apprezzo la compostezza, il rigore, la solennità e la concretezza.

Di quella Italiana apprezzo invece gli sputazzi, la mortadella e le bottiglie di champagne in aula. Apprezzo anche il fatto che sono dei gran puttanieri che si giocano la maggioranza in senato a suon di mignotte di altissimo livello.
Da non dimenticare il fatto che uno su tre fa uso di sostanze stupefacenti (mai vedremo quel servizio delle iene, putroppo) e bello anche il fatto che nel nostro parlamento c'è un tasso di delinquenza superiore a quello di Secondigliano.

God’s lonely man

sabato, gennaio 26th, 2008

“The whole conviction of my life now rests upon the belief that loneliness, far from being a rare and curious phenomenon, peculiar to myself and to a few other solitary men, is the central and inevitable fact of human existence”

Thomas Wolfe

Taxi Driver

sabato, gennaio 26th, 2008

Vidi per la prima volta Taxi Driver nel 1996, quando uscì in VHS in omaggio con l'Unità.
Da allora lo avrò rivisto almeno 15 volte. In Italiano lo so quasi tutto a memoria e ora sto imparando anche la versione in Inglese.
Non so perchè ma quel film l'ho sempre trovato stranamente terapeutico. Quando sto male e lo vedo mi sento meglio.
Da quanto sto a New York mi piace anche di più. Tutti i nomi e i luoghi che prima erano sconosciuti ora diventano familiari.
La prima cosa che feci l'anno scorso quando venni per fare il colloquio fu farmi le foto nei posti in cui lo hanno girato.

Oggi fanno sei mesi esatti che sto qui. E' tempo di primi resoconti.

Il Nuovo Secolo Americano

venerdì, gennaio 25th, 2008

Il nuovo secolo Americano

Spesso, quando si parla di teorie del complotto, mi chiedono: "Ma perchè mai avrebbero dovuto far tutto questo?". In questo documentario Italiano si spiega il perchè di tutto quello che sta succedendo con una precisione ed una lucidità che fa impallidire.
Non vedrete mai cose del genere in TV.
Tra tutti i documentari che ho proposto fin'ora questo è quello che ha secondo me deve avere la priorità più alta.

guarda il documentario

Vado a votare in America!

giovedì, gennaio 24th, 2008

L'Isola su cui vivo, dal punto di vista amministrativo, non fa parte della città di New York. Essa rappresenta una eccezione in quanto di proprietà esclusiva dello Stato di New York, che la acquistò dalla famiglia Blackwell per 50.000 dollari.
All'inizio venne sfruttata per carceri manicomi ed ospedali poi, nel 1970, si decise di aprirla allo sfruttamento commerciale.

La gestione di questo nuovo quartiere venne affidato al RIOC, una sorta di ditta privata di proprietà dello stato che qui gestisce tutto: concessioni edilizie, trasporti, licenze commerciali, gestione dei rifiuti... tutto. E' un pò come fosse un piccolo municipio.

Dal 1970 ad oggi mai è stata data la possibilità ai residenti di esprimere direttamente la propria preferenza per la gestione del RIOC. I dirigenti venivano nominati tutti dal Governatore dello Stato.
Il 5 Febbraio, per la prima volta da quando esistono gli Stati Uniti, anche su quest' isola si terranno regolari elezioni per eleggere almeno uno di questi dirigenti.

La scorsa settimana, incuriosito, mi sono recato al comizio elettorale in cui è stato possibile conoscere tutti i candidati.
Il comizio si svolgeva dentro la chiesa di Roosevelt Island, era gestito da un moderatore e si articolava in tre fasi: la prima in cui ciascun candidato parlava per tre minuti esatti presentandosi e illustrando per sommi capi il suo programma elettorale, la seconda in cui il pubblico poteva fare domande anonimamente su foglietti di carta, e la terza in cui si potevano rivolgere domande direttamente dal microfono.

Tutti i candidati hanno parlato solo ed esclusivamente di problemi concreti, delle loro possibili soluzioni e del loro background personale. Non esistevano destra o sinistra. Niente partiti. Nietne bagarre... un fair play per me del tutto nuovo. Gli spettatori a dire il vero erano pochini ma si sa, qui la politica non è seguita.

Io pensavo di essere solo uno spettatore passivo ed invece oggi colpo di scena: ho scoperto che anche io posso votare!!! Non serve infatti essere cittadino Americano, basta dimostrare di vivere qui!
In altre parole, dopo appena 6 mesi di permanenza l'America mi chiama a votare... una piacevole sorpresa. Credo già di sapere chi voterò ma non escludo ripensamenti dell'ultimo minuto.

Imagine

mercoledì, gennaio 23rd, 2008

"Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace..."

Sushi avvelenato

mercoledì, gennaio 23rd, 2008

Così come nelle altre città a New York non c'è molto tempo per cucinarsi. E' inevitabile mangiare fuori tutti i giorni almeno a pranzo.
Una delle poche cose sane che non fanno ingrassare e che trovi ovunque in questa città è sicuramente il Sushi. Costa anche poco infatti volendo con dieci dollari fai pranzo. Tutto a base di riso e pesce fresco. Niente grassi, oli fritti, niente additivi chimici o conservanti perchè il pesce deve per forza essere crudo.
Io mangio sushi molto spesso a pranzo.  Pur essendomi sempre piaciuto le prime settimane facevo fatica ad abituarmi all'idea di dover fare pranzi del genere. Oggi ormai è diventata cosa normale ed abituale.

Stamattina però colpo di scena. Il New York Times ha pubblicato un allarmante articolo (rilanciato da La Repubblica) in cui si parla di preoccupanti quantità di mercurio trovato nel tonno del sushi di Manhattan.
La quantità sarebbe talmente elevata che consentirebbe il ritiro dei prodotti dalla vendita.

E adesso che mangio di sano a pranzo???

Bidet

martedì, gennaio 22nd, 2008

In America non ci sono Bidet... devo aggiungere altri particolari?