Archive for giugno, 2008

Tassinari comunisti

lunedì, giugno 30th, 2008

Una sera mentre stavamo in giro per Manhattan a fare bisboccie con gli amici abbiamo preso il taxi.
Saliamo a bordo ed il tassinaro, un nero Africano che sta qui da trent'anni, intuisce che siamo stranieri e ci chiede da dove venivamo.
Noi diciamo Italia e lui al volo: "ahhh Italia, Berlusconi won again... Mafia..." Porco cane penso io! Siamo messi bene... comunque paghiamo la corsa e via.
Finito in quel posto abbiamo chiamato un altro taxi.
Il secondo tassinaro era stavolta un nero Americano. Ci chiede di dove eravamo per poi prontamente commentare: "Italia... Berlusconi... Mafia...!" Non potevo credere alle mie orecchie. Sembrerebbe che i tassinari di NY pur lavorando 15 ore al giorno siano meglio informati della maggior parte degli Italiani stessi riguardo l'Italia. Ci sarebbe stato da vomitare eppure me la sono presa in allegria.

Forse chi legge pensa che questa sia una storia di fantasia ma invece non lo è! E' tutto vero!
Lo giuro sui miei figli.

La giornata dell’ozio

lunedì, giugno 30th, 2008

Certe volte di Domenica non esco.
L'ozio è il più gustoso di tutti i vizi e io lo pratico allegramente. Oggi mi sono alzato alle 17.30 e non mi sono neanche vestito.
Venerdì prossimo è festa (Indipendence Day). Faranno i fuochi d'artificio e non vedo l'ora per fare le foto.
Polso e fianco vanno meglio. Entro poco potrò risalire in sella.

Nella giornata dell'ozio non posso permettermi di scrivere di più. Accontentatevi della canzoncina del mio vicino di casa. Ciao

Governors Island

sabato, giugno 28th, 2008

E' stato un Sabato ECCEZIONALE anche se questo post qui lo scrivo con una mano sola (tra un pò capirete anche perchè).

Ma andiamo con ordine. La scorsa settimana, assieme agli amici Italiani ho fatto un giro in elicottero sopra Manhattan. Da Battery Park ad Harlem, poi giù di nuovo alla Statua della Libertà fino a tornare al punto di partenza.
Durante il tragitto mi sono accorto che non c'era quasi nulla di inconsueto: i soliti palazzi, i soliti posti, la solita skyline. Tutto come mi aspettavo... tranne un particolare: Governors Island.

Mi cade infatti l'occhio su quest'isolotto a sud di Manhattan, vicinissimo alla costa. Da sopra si vedono case, prati, ville, palazzi residenziali, strade. La cosa strana però è che tutto sembra disabitato. Solo una persona gira in bici tutta sola. Un'isola fantasma.
Subito pensai che la dovevo visitare assolutamente.

Mi informo e scopro che in effetti l'isola è un presidio abbandonato delle forze armate e che è attualmente disabitata. Ma che vado a fare su un'isola deserta? Magari mi annoio dopo averla esplorata tutta. E allora ecco l'idea: decido di andarci in bicicletta e di portarmi il setup completo per le onde corte: antenna, accortadore, ricetrasmettitore e batteria. Così dopo aver girato in bici allungo l'antenna per oltrepassare gli oceani cavalcando le onde dell'etere. Un sabato da leoni insomma (o da coglioni decidete voi).
Purtroppo non sono riuscito a trovare in tempo utile un caricatore per batterie di automobili per cui il progetto della radio è fallito. Rimaneva però la bicicletta e così alle 14 sono partito: aerial tram, linea verde express fino a Bowling Green e infine traghetto per Governors Island. Alle 15 ero sul posto.

Dentro il traghetto mi accorgo che qualche conto non torna: se l'isola è deserta, come mai ci stanno andando assieme a me altre 200 persone?
Arrivo infatti e invece dell'isola di Crusoe trovo un delirio di musica e di colori. Gente mascherata, teatro all'aperto, opere d'arte moderna piazzate lungo il cammino.
Noh ho capito se l'isola è sempre così o se invece c'è una qualche ricorrenza. Sta di fatto che lo stato di New York l'ha trasformata in un mondo immaginario fatto di verde, arte e musica.
Non sembrava di stare a New York. Il tempo a Governors Island scorre ad un ritmo tutto suo. Non esistono regole, non ci sono pensieri. Solo voglia di divertirsi e di stare bene.

Ho fatto qualche foto e mi sono rilassato veramente tantissimo.
Al ritorno decido di fare il colpo da 90: invece che tornare in metro faccio tutto in bici! Detto fatto mi metto sulla parallela ciclabile della FDR lungo l'East River Park. Il tempo minaccia piogga. In giro non ci sono turisti nel raggio di miglia. Vivo la città con la sua gente più vera, nei sui angoli segreti, nei suoi scorci esclusivi.

All'altezza della 20esima attacca a piovere seriamente. Saranno state le 18.
Spero che smetta presto e mi metto sotto la FDR ad aspettare. Davanti a me uno strano concerto pieno di giovani sponsorizzato da ditte che vendono impianti eolici e fotovoltaici.
Aspetto una decina di minuti. La pioggia non diminuisce. Noto che vendono birra e ne approfitto per fare una pausa spendendo gli ultimi 6 dollari della giornata giusti giusti.
Sotto il chiosco della birra alcuni giovanissimi attivisti di Brooklyn invitano i loro coetanei a votare alle presidenziali. Mi metto a parlare con loro mentre bevo la birra e attacca a diluviare. Piove così tanto che i traghetti fanno marcia indietro e il Queens scompare incredibilmente alla vista!
Non ho altra scelta se non aspettare sotto il chiosco approfittando per fare amicizia con gli altri malcapitati.

Tra di essi Scott, uno della Security. Ha 38 anni e 2 figlie ma dice che vuole andarsene a vivere in Europa. Originario del Bronx, mi racconta di quando andava a scuola col coltello per difendersi dentro il treno.
Dice che era una guerra. Una lotta per la sopravvivenza quotidiana. Chiedo se il Bronx è pericoloso anche oggi: "Hell yeahhh" risponde. Dice che ci sono dei posti in cui la maggior parte delle persone "are able to flight, are willing to fight and will fight!".
Ora se ne sta con le figlie nell'Upper West sognando l'Europa. Quando si dice "l'erba del vicino..."

Smette di piovere. Saluto Scott, saluto la barista di Osaka (i dettagli li censuriamo) e riparto alla volta di casa.
La strada ancora umida, anzi viscida, un tombino dalle grate fine e lunghe attorno alla 26esima. Ci passo sopra ed è catastrofe: la ruota anteriore scivola dentro ed io con lei. L'impatto è secco ma ripartito in tre punti: polso, gomito, chiappa. Tutto sulla sinistra.
Rimango a terra sotto gli occhi di 2 newyorkers e 2 tassinari fermi.
Nessuno dice una parola. Nemmeno io. Faccio un rapido check. Ho la fronte appoggiata sull'asfalto ma non ho battuto la testa. Il polso non è rotto. Il resto nemmeno.
Mi tolgo dalla strada. I tassinari ripartono. Caccio due o tre bestemmie da un kilotone ciascuna e rimetto in sede la catena della bici. Macchina fotografica e iPhone miracolosamente non coinvolti. Decido che posso ripartire e riparto.

Arrivato a casa mi ritrovo una bella bozza sul culo che non vedevo dai tempi del pattinaggio. Brucia. Il polso fa male ma non ci sono danni rilevanti. Il tutto guaribile in 24 ore. Che fortunello che sono: a quest'ora potevo essere in ospedale con 15 mila dollari o più da pagare di tasca mia ed il biglietto aereo di sola andata per Fiumicino.

Anche per oggi è fatta.

Chinatown

giovedì, giugno 26th, 2008

Mi sono comprato un bel Rolex. Falso.

L'Amico Camerini mi ha lasciato il suo Rolex di plastica trasparente (qui non si vedono in giro) e così mi è venuta voglia di prenderne anche uno di metallo.
Quello vero costa tipo un 7.000 euro. Se avessi potuto permettermi un orologio del genere ora non stavo certo qui ma in una villa sul mare in Brasile circondato da aragoste e perizomi ascellari quindi me ne serviva sicuramente uno falso.

Esco dall'ufficio e prendo la E fino a Canal Street, nel cuore di Chinatown.
Chinatown la potrebbero chiamare "Little Napoli" perchè senza problemi si vende di tutto per strada, compresi gli orologi tarocchi.
Arrivo ad un negozio e guardo la merce appesa: Bulgari, Ferrari, Omega ed un casino di altri orologi finti. Niente Rolex. Passo oltre, stessa storia. Alla terza bancarella non vedo ancora nessun Submariner (il modello che cercavo) e quasi rassegnato mi allontano... Mica possono avere tutto sti Cinesi!

Faccio due passi e qualcuno mi bussa sulla spalla. Era un cinese di una sessantina d'anni. Aveva in mano solo Rolex, di tutti i tipi. Li guardo bene... c'era uno che poteva andare bene ma era dorato. L'orologio finto può anche passare ma per carità, che non sia dorato!!! mica sono veramente rincoglionito. Dico che lo voglio blu e argentato e allora il Cinese mi dice di seguirlo. Mi porta dietro un angolino dove lo aspettavano i suoi compari (neri però). Dentro delle cassette di alluminio c'erano credo tutti i rolex di questo mondo e tra di essi ovviamente il Submariner blu argentato che volevo io.
Prezzo 50 dollari che sono scesi a 35.

E' un piacere fare affari a Chinatown. Domani ci torno e compro un paio di mutande di pelle di coccodrillo di Louis Vuitton.

L’America secondo Follieri

mercoledì, giugno 25th, 2008

Stamattina articolone in prima pagina sul Wall Street Journal riguardo l'arresto di Raffaello Follieri, un Italiano 29enne che, secondo l'accusa, sarebbe venuto qui nel 2003 vantando agganci in Vaticano che gli avrebbero consentito di far acquistare ad eventuali investitori proprietà della Chiesa Cattolica Romana Spa a prezzi vantaggiosi.
Il Follieri è (era?) fidanzato con un mozzone di attrice Americana (guardacaso) e aveva rapporti con persone vicine ai Clinton.
Sempre secondo l'accusa Follieri ha usato 1.3 Milioni di dollari degli investitori per fini personali, tra cui un affitto da 37mila dollari al mese ed un Jet personale.

Certo che oh, uno che ha la mia età, 37mila dollari di affitto, amico degli amici di Clinton, Jet privato, attrice al seguito... Quella si che è America!

Si riparte

lunedì, giugno 23rd, 2008

E così la festa è finita.
Gli amici sono partiti (due su tre) e domani si ricomincia la solita routine.
E' stata una visita graditissima. Per qualche giorno non ero a New York, ma in Italia nel mio ambiente di sempre.
Quante risate... passeranno mesi prima di farle ancora. Grazie 1000 ragazzi.

Ci sarebbero usciti una decina di post su tanti argomenti diversi ma ho preferito prendere una vacanza anche dal blog e scriverli ora sarebbe la stessa cosa. Si ricomincia da domani.

Grande serata. Il dreamteam colpisce ancora.

sabato, giugno 21st, 2008

Ragazzi SERATONE come non era mai successo prima.

Abbiamo seminato il PANICO in uno dei locali della figheria di Manhattan. C'era Loris (Lu Briatore) che pur conoscendo solo quattro parole Inglese ha fermato TUTTE le ragazze della serata come un passaggio a livello. I risultati di tutto questo impegno sono coperti da segreto professionale ma, credeteci sulla parola, sono stati risultati di tutto rispetto.
Risate, goliardia, cattivo gusto, eccessi di ogni tipo. Mi sono divertito come non succedeva da mesi. Forse da anni.
Peccato che i miei amici non vivono qui. Sarebbe tutta un'altra cosa.

Cominciamo bene

venerdì, giugno 20th, 2008

Madison Square Garden

Ragazzi ci sono i miei amici faccio fatica a trovare il tempo e la concentrazione per scrivere.
Ieri li ho portati al Madison Square a vedere i R.E.M.
Al ritorno eravamo carichi di valigie. Si è fermato un tassinaro anziano che ci ha caricato tutti e 4 nel sedile posteriore e ha messo le valigie su quello anteriore (il bagagliaio non si apriva).
Non sapeva la strada per R.I. e ho dovuto spiegarla io. Gli altri tassinari gli suonavano e lo insultavano...
Cominciamo in bellezza.

Schiavi

martedì, giugno 17th, 2008

Oggi un ragazzo si è messo in piedi su un davanzale del sesto piano nel palazzo di fronte al mio. Con una mano si teneva attaccato alla finestra, con l'altra lavava la parte esterna dei vetri. Nessuna protezione, nessuna corda. Ogni tanto (come si vede nella foto) appesa la spatola nella tasca dei jeans si spostava da una finestra all'altra, chiudendo e aprendo gli slider coi piedi.

Scommetto che si trattava di un clandestino che si stava guadagnando 10 dollari o poco più. Nessuno lavorerebbe in condizioni del genere tra le persone del posto.
I clandestini sono gli schiavi del nostro tempo. Una volta Roma faceva guerre in tutto il Mediterraneo per procurarseli.
Oggi invece non serve più catturarli con la forza. Non serve più nemmeno andare a prenderli.

Vengono da soli.

Deep inside Queens

lunedì, giugno 16th, 2008

Mi devo sforzare assolutamente di non pensare a quanto leggo riguardo l'Italia se no mi tocca attivarmi seriamente per non tornarci mai più. La tentazione è forte eh... Ogni giorno che passa lo è di più.

Ieri ho fatto un giro serio in bici nel Queens. Dopo tutta la 36esima avenue ho fatto un pezzetto di North-qualcosa Boulevard, poi Broadway e poi tutta la 34esima strada fino allo Shea Stadium. Stiamo parlando di oltre un'ora per andare e altrettando per tornare.
Nel Queens inoltrato ci sono molti neri e moltissimi ispanici. Senti parlare solo Spagnolo.
Sotto un cavalcavia della metro (la 7) una signora sudamericana arrostiva spiedini, braciole e mais su un carrello della spesa. Tutto abusivo... Aveva una cassetta col ghiaccio e le bibite. Nel punto in cui friggeva
le persone passavano gomito a gomito e chi si fermava per comprare ostruiva il passaggio di tutti gli altri.
Automobili vecchie, ammaccate. Musica latina ad alto volume ed adesivi dei santi appiccicati sui vetri... Per un attimo mi è tornata in mente Caracas. Ho comprato un pupo e mi sono messo a mangiarlo nel Corona Park.

A fianco allo stadio si vedono due missili. Mi sono informato e ho scoperto che sono parte di un museo della scienza. Si tratta di un Titan II e di un Atlas... tra i primi usati per la corsa allo spazio. Essendo da sempre un appassionato ho approfittato per fare qualche foto da vicino.