Archive for settembre, 2008

God save the Queens (NYC)

martedì, settembre 30th, 2008

Ed eccomi qui, tutto solo nella casetta del Queens.
La zona è quella di Crescent St
Oggi per l'ultima volta ho lasciato l'isola nell'isola da residente. Una scena triste. Sono andato via col tram... malinconia nell'aria. Vah beh pazienza.

Ho passato le ultime 3 ore nel mettere in ordine una tonnellata di roba protata qui dai movers (i facchini).
L'appalto per il trasloco alla fine lo hanno vinto i Russi. Hanno partecipato alla gara anche i Cinesi e i Messicani. Coi primi non è stato possibile capirsi. I Messicani hanno fatto i furbi sul prezzo.
I Russi invece sono usciti con un prezzo competitivo, si sono presentati con un camion enorme, puntuali, impacchettavano tutto con cura... hanno emesso fattura e assicurazione. Gente seria insomma... Alla fine gli ho anche lasciato una bella mancia.

Stasera mi sento come se sto per la prima volta veramente a New York.
R.I. era come una riserva, un parco giochi. Tutto bello, tutto protetto. Un solo omicidio (per causa passionale) in trenta anni. Qui invece siamo a NY NY e la storia è ben diversa. Il 114esimo distretto di polizia ci informa infatti che negli ultimi 20 anni c'è stato un calo verticale di tutti i crimi. Ad esempio, gli omicidi solo nel 1990 furono 30 mentre l'anno scorso furono solo 5 (compresi quelli avvenuti tra i carcerati di Rikers Island).
Oltre agli omicidi nel 2007 si sono verificati anche 449 furti in casa, 318 furti, 303 aggressioni. Sembrano grossi ma se confrontati con quelli del 1990 questi numeri sono noccioline.
(Visto che statistiche? Se la morsa contro il crimine si allenta te ne accorgi da un anno all'altro. NYPD mica Polizia - Carabbbinieri - Guardia di Finanza!)

Autunno

sabato, settembre 27th, 2008

Ultimo weekwend sull'isola.
Stasera altra festa di scienziati nello stesso posto in cui ci fu la prima.
L'autunno è cominciato con una precisione millimetrica.
In casa sono senza connessione per cui ne ho approfittato per venire all'apple store.
Molti dei turisti attorno a me sono Italiani... compresi questi a fianco a me che mi leggono mentre scrivo (evidentemente non si possono fare i cazzi loro!).

Il Ritorno del Principe

venerdì, settembre 26th, 2008

Guardate questo video.
Si tratta della presentazione del libro "Il Ritorno del Principe", di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato.

Scampinato è un magistrato di Palermo. Racconta la storia vera d'Italia. La storia della Mafia.

Se non lo ritenete importante vuol dire che non conoscete l'Italia. Se non vi interessa vuol dire che non vi interessano le sue sorti.

Bella l’Italia. Per le vacanze però

mercoledì, settembre 24th, 2008

Credo che se ci fosse la libertà di licenziare come c'è in America (ma anche in diversi altri posti Europei) l'Italia nel giro di 5 anni diventerebbe una potenza mondiale.
Noi Italiani conosciamo solo la frusta... ammettiamolo. Se non c'è la mordazza non ci si corcia le maniche. Se per caso possiamo barricarci dietro comode certezze o diritti acquisiti si deve per forza abusarne, si deve inevitabilmente approfittare della situazione.
Sicuramente sarò sempre un dipendente ma se mai diventassi un imprenditore non assumerei MAI un lavoratore a tempo indeterminato. Mica sono scemo!

Molti mi chiedono se il lavoro che faccio qui è a tempo determinato o indeterminato.
Non credo esista questa distinzione in America e trovo che essa sia (soprattutto in Italia) del tutto sbagliata.
A seconda dei punti di vista, infatti, qui i contratti di lavoro sono tutti determinati o tutti indeterminati nel senso che il datore di lavoro può mandarti via quando vuole per più o meno qualsiasi motivo.

Ho visto un mare di gente perdere il lavoro in America. Zero paranoie, zero tragedie. Si mettono a cercare un altro lavoro dalla mattina successiva e via. Perdere il lavoro fa parte della esperienza lavorativa di ciascun lavoratore.

Può succedere anche a me? Coi tempi che corrono certo che si! L'America è un crisi e può succedere di tutto...
Il guaio per me è rappresentato soprattutto dal fatto che non mi sarebbe consentito di cercarne un altro.
Qui io sono come un vaso di coccio costretto a viaggiare in mezzo a vasi di ferro.
Eh va beh... se succede pazienza. La mia esperienza l'ho fatta. L'obiettivo era stare un anno in America per cui mission accomplished: dal 25 Luglio 2008 in poi è tutto guadagnato.

Certo se fossi libero di rimanere... se fossi libero di rimanere allora rimarrei.
Ohhhh l'ho detto!
Bella l'Italia. Per le vacanze però

Dal Queens a Gotham City. Tutto in una serata.

martedì, settembre 23rd, 2008

Sono stato a casa nuova e poi a casa di Vega che si offre di vendermi gran parte dei suoi mobili.
Il primo pomeriggio nel Queens è stato incoraggiante.
La casetta è graziosa, il quartiere è vivo, vero.
Moltissimi Greci, diversi Arabi.
Il tempo scorre ad una velocità diversa, probabilmente quella giusta.

Entranto alla Chase un signore anziano sulle stampelle era nel booth del Bancomat per aprire la porta ai passanti.
Spiega ad una signora a nello sportello a fianco al mio che sta va li per cercare di tirare su qualche dollaro.
Faccio il bancomat ed escono tutti pezzi da venti. In tasca nemmeno una moneta.
Esco dalla porta e gli faccio: "I'm sorry but they only give twenties out". E lui: "Don't worry about it man, somebody else will come".
Persino i mendicanti hanno tempo di essere gentili nel Queens.

In serata sono tornato a Manhattan per vedere "The Dark Knight".
Ambientanto a Gotham city, la maestosa e tetra città di Batman, esci dal cinema pensando quanto sarebbe bello poterla visitare.
Poi ti giri e d'improvviso ti ricordi  che non sei in Italia... e che ci vivi già Gotham city!
Forte dai...
Vada come vada ne è valsa davvero la pena di venire a vivere qui.

Queens in vista

lunedì, settembre 22nd, 2008

Allora la news è che Lunedì faccio il trasloco.

Mi devo procurare il numero di una azienda di Cinesi. Per pochi soldi fanno arrivare un piccolo esercito di lavoratori che nel giro di cinque minuti spostato tutto da un appartamento all'altro.

Domani dovrei avere il contratto, Sabato le chiavi, e Lunedì prima notte nel Queens.

Non ho molto altro da dire. Vi terrò informati.

No al Nucleare (la sentina potrebbe ospitare una centrale!)

venerdì, settembre 19th, 2008

Perdio! (e ci vado cauto)

Mi sveglio una mattina a New York e scopro che Berlusconi assieme alla sua banda progetta di realizzare una CENTRALE NUCLEARE a 500 metri da casa mia. Non sto esagerando eh... 500 metri di numero.

Io mi oppongo con tutte le mie forze.

In primo luogo perchè quello del Nucleare dovrebbe essere un discorso già chiuso dal Referendum. Il popolo si è già espresso! Non ci facciamo prendere per il culo.
In secondo luogo perchè tecnicamente quella del Nucleare è una scelta che nasce già perdente, soprattutto in Italia.

Contribuirò a combattere questa battaglia ma se la dovessimo perdere ve lo dico già da subito: prenderò baracca e burattini e me ne andrò definitivamente a vivere altrove. In Europa, in America... magari anche in Africa piuttosto che cercare di riuscure a dormire la notte sapendo di avere una centrale nucleare a 500 metri di distanza.

Diciamo grazie ancora una volta alle mafie che controllano oramai tutto il paese e agli sporchi interessi di quelle fogne che chiamano partiti se ancora una volta siamo chiamati a difendere i nostri diritti elementari.

Aggiornamenti:

21 Settembre 2008: Mozione del Consigliere Comunale Andrea Marinucci volta a dichiarare San Benedetto del Tronto Comune denuclearizzato

Walter Veltroni. Anzi no, Ingrid Betancourt.

giovedì, settembre 18th, 2008

Comincia a fare freddo e il duro inverno di NY è alle porte.
Esco dall'ufficio un pò scazzato, direzione upper West Side lungo la uno.
Sto andando ad una libreria dove è previsto un incontro con Walter Veltroni, che è a a New York per presentare il suo libro tradotto in inglese (oltre che per acquistare un appartamento).

Arrivo in libreria e già da fuori noto la presenza di diversi Italiani Italianissimi di prima classe. Mi colpisce subito una donna vestita con addosso non meno di 15000 dollari di roba.
Entro in questa immensa libreria e al piano superiore trovo subito Fiorenzo.
Ci eravamo dati appuntamento con la scusa di fare qualche domanda al Veltroni. Io personalmente avrei voluto sapere quando è previsto l'inizio della vera opposizione... giusto per evitare di aspettare inutilmente o di continuare a nutrire inutili speranze.
In mezzo agli scaffali dei libri hanno allestito un palchetto con delle sedie. Ci saranno state in tutto 50 persone in silenziosa attesa.

Arriva il Walter accompagnato dalla nipote di Kennedy, dal suo traduttore e da un giornalista premio Pulizter che avrebbe fatto l'introduzione.
Applausi.
Attacca a parlare il Pulitzer, poi parla la Kennedy che ci ricorda suo zio, suo padre Robert Kennedy e del rocambolesco nesso Kennedy-Veltroni.
Ad un certo punto dal lato arriva una signora sola, poco truccata, in punta di piedi. Arriva e si siede in prima fila. Veltroni la riconosce e in sengo di rispetto si alza in piedi.

E' Ingrid Betancourt.

Rimango colpito. Per un attimo Veltroni passa in secondo piano... Anzi mi tiro indietro.
Si parlava di letteratura, di speranza, di pace. Non mi andava di avvelenare il clima lanciando, come probabilmente avrei saputo fare, una frecciata verso Veltroni. Non oggi. Non con la Betancourt in prima fila... Non io.

Usciamo fuori e discutendo sul da fare si avvicina un Italiano sui 50 anni. E' vestito in giacca e porta folti baffi neri. Dice di stare a NY da soli due mesi e alle mie richieste di precisazioni dice di essere il nuovo autista del console.
Ci mostra la limousine che deve guidare in giro per New York, dice che rimarrà in missione cinque anni e che ancora non riesce ad abituarsi alla guida di Manhattan.
Parla con accento meridionale, è il vero e proprio clichè dell'Italiano medio, onesto, fortunato e probabilmente amico degli amici. In lui per un attimo rivedo l'Italia per quello che effettivamente è.

Salutato l'autista, tornando verso casa in metro discutevamo animosamente sull'incontro. Una ragazza Italiana ci sente e ci chiede cosa ne pensavamo di Veltroni. Ascoltando le risposte tira fuori un taccuino per appuntarsele. Io dico che Berlusconi è la metastasi della politica e che Veltroni assieme a tutta l'opposizione escluso Di Pietro mi delude profondamente.
La ragazza è una giornalista de "Il Riformista" che sta qui per le elezioni Americane.
A detta di questa giornalista moltissimi tra gli spettatori del Veltroni erano li per manifestare il loro disappunto nei confronti di questa opposizione. Mi fa piacere sapere che non sono solo. In ogni caso, se leggete il mio nome sul giornale non si tratta di un omonimo. Sono io.

Torno a R.I. e mi fermo a mangiare una pizzetta.
Trovo due amici Siciliani che stanno qui in cerca di fortuna. Uno dei due è filosofo e quindi ne approfitto per propinargli la mia teoria strampalate sulla connessione tra realtà, io ed universo.
Il filosofo la prende con filosofia e non commenta.
Nel frattempo arriva Francesca. Si parla del più e del meno quando una ragazza bionda attacca il bottone con la scusa si una sigaretta. E' evidente che vuole sedersi con noi per conversare e noi la accontentiamo.
E' Russa ma sta qui da quando aveva 8 anni. I suoi genitori lavorano alle Nazioni Unite e ci confessa che lei, pur avendo un master in Finance, da ben DUE MESI non riesce a trovare lavoro. Sono tragedie. Roba da tentato suicidio.

L’Italia vista con gli occhi di Google

mercoledì, settembre 17th, 2008

Avete presente la funzione di Google che fa l'autocompletamento della frase che volete cercare?
Si chiama Google Suggests e fa in modo che, ad esempio, mentre scrivete "Coca " viene aggiunto "Cola" assieme ad un numero di altre possibilità tra le quali effettuare la ricerca come "Coca Cola carreers" per chi cerca lavoro, "Coca Cola cake" per chi vuole farci un dolce o "Coca Cola Musem" per chi vuol visitare il museo.

Google sa cosa cerca la maggior parte dei suoi utenti e propone questi termini di ricerca per velocizzare l'operazione.
Bello, comodo, lo uso tutti i giorni.
Google Suggests è però utile anche per un altro scopo e cioè per farsi una idea di cosa viene cercato online.

Fate questo esperimento facile facile: andate su google.com ed inserite "Gordon Brown", "Angela Merker", "Jose Zapatero", "Nicolas Sarkozy". Troverete generalmente suggerimenti che vi indirizzano verso le rispettive biografie, verso importanti incontri con altri capi di stato, verso la guerra in Georgia.
Ci sono effettivamente anche accenni alla fidanzata di Sarkozy, ad un ipotetico occhio di vetro di Brown, alla somiglianza tra Mr. Bean e Zapatero e ad altre curiosità più o meno fondate che spingono i lettori di tutto il mondo alla ricerca di informazioni.

Provate ora ad inserire "Berlusconi ".

Pare che chi cerca su Google al di fuori dell'Italia riguardo Berlusconi lo faccia collegando quel nome alle seguenti parole: Tiepolo, Mafia, Youtube, Immunity, Censorship, Carfagna oltre a Newsweek, Georgia e Wikipedia.

E chi cerca "Carfagna "? Provateci anche voi se non ci credete. Salta fuori: Berlusconi, Pompino, Intercettazioni, Pompini, Guzzanti oltre a qualche altro termine legato ad una azienda omonima Americana che sta in Ohio.

E' evidente che in Italia il consenso nei confronti del magnate delle televisioni sale a dismisura proprio perchè la maggior parte del popolo bue (speriamo ancora per poco) guarda la TV lasciandosi incantare.

Nel resto del mondo fortunatamente, come ci dimostra Google, evidentemente le cose non stanno così.

DDL Carfagna contro la prostituzione

martedì, settembre 16th, 2008

La serva è ladra,
la padrona è cleptomane

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