Archive for gennaio, 2009

HIV negli USA

sabato, gennaio 31st, 2009

Già è difficile che la difendo, eppure ieri mi è toccato di difendere l'Italia su un terreno inusuale.

Delle Americane dicevano che quando venivano in vacanza da noi c'era sempre un nuvolo di ragazzotti pronti ad insidiarle. Ne erano felici, ma alla fine dovevano tirarsi indietro perchè il carattere notoriamente farfallone del maschio Italiano lo rendeva particolarmente vulnerabile alle malattie sessualmente trasmissibili, prima tra tutte l'HIV.

In realtà qui il rischio di HIV è doppio rispetto all'Italia (dati alla mano) e la colpa non è come molti pensano delle componenti etniche minoritarie. Il 66% dei casi è infatti "non-hispanic white".

Si tiravano indietro... si... inventatene un'altra di scusa! Ma certo che ci stavano già mi pareva di vederle

Il processo del secolo

venerdì, gennaio 30th, 2009

Allora oggi mi presento nella zona giudiziaria di Manhattan: palazzoni, frasi incise sul marmo, uffici, bandiere americane e polizia statale a strafottere.

La Small Claims Court (Giudice di Pace) tratta tutte le cause civili fino a 5000 dollari. E' un tribunalino che serve a sbrigare le piccole beghe in maniera rapida ed economica.
Arrivo sul posto, un edificio grande ma secondario, a prochi passi dai tribunali penali (enormi), dal carcere e dalla corte suprema dello stato.
Il palazzo è pulito e gestito in maniera ordinata ma al tempo stesso spento, decadente. Emana quella sensazione tipica di tutti gli uffici pubblici che non si sa mai perchè (sia in Italia che in America) sembrano vivere in un'epoca passata ed in un universo parallelo.

Il pubblico viene ricevuto in una stanzetta minuscola. Ci sono dieci persone in fila ad un UNICO sportello (400.000 cause all'anno!). La stanza è così stretta che la coda è un biscione serratissimo.
Impossibile non ascoltare i casi di tutti quelli che ti stanno davanti.
La maggior parte delle persone (come me del resto) si è presentata per avviare un nuovo processo. La procedura è semplicissima: basta compilare un modulo (la classica fotocopia della fotocopia della fotocopia sbiadita) in cui si inseriscono le proprie generelità, quelle della controparte, la cifra pretesa ed il motivo (ci sono le causali più comuni basta mettere la crocetta). Volendo poi ci sono due righe per dei commenti.

Facile penso. Prendo il mio bel modulo e cerco una penna. Ma non ci sono penne! Porca eva... niente... non c'è una penna in tutto il tribunale. La elemosino in giro ed in piedi sul muro della stanzetta mi metto a riempirlo. Mi cade l'occhio sulla scritta fina fina in basso: "ATTENZIONE. E' importante inserire il nome legale e l'indirizzo corretto del denunciato per riuscire ad ottenere un risarcimento coatto. Se non si è sicuri del nome o dell'indirizzo potete verificarlo online su www.dos.state.ny.us o oppure presentarvi all'ufficio cancelleria della contea"

Vuoi vedere che l'indirizzo della ditta che gestisce il mio ex condominio è diverso? Del resto ai tempi l'assegno dell'affitto lo spedivo chissà dove... mmmmmmm Scatta la paranoia.
Sempre in piedi, con l'iphone in mano consulto il database del dipartimento di stato. Sorpresa: il nome della ditta che cerco non risulta affatto (poi scoprirete perchè!).
Esco dalla fila e mi metto nel corridioio. L'iphone questa volta lo uso per chiamare la controparte. "Salve sono in tribunale giusto giusto per denunciarvi, potete cortesemente confermarmi il vostro indirizzo legale? No non aspetto fino a domani perchè un mese fa mi avete detto al stessa cosa. Grazie arrivederci"

L'indirizzo pare sia quello giusto. Rientro in coda e faccio amicizia con due compagni di sventura. Una anziana signora francese con la green card ed un newyorchese doc quarantenne. Entrambi veterani di quell'ufficio, entrambi a raccontarmi i successi ed i fallimenti delle loro passate esperienze giudiziarie.
Secondo loro io ho le carte in regola... insomma ce la posso fare. Va beh comunque arriva il mio turno.
L'impiegata è rapidissima ma cortese e molto chiara. Le spiego tutto, compreso l'inghippo dell'indirizzo. Lei dice che sicuramente va bene così e che anche se la ditta non figura nel database non vuol dire che i dati in mio possesso sono sbagliati. Anyway per scrupolo mi consiglia di fare una visita alla cancelleria della contea che sta li vicino e nel caso in cui si scoprisse qualcosa di nuovo di tornare indietro e riferire.
Costo costo della denuncia 20 dollari da pagare con soldi contati (non danno resto). Udienza fissata al 4 Marzo. Da una stampantina esce la ricevuta con tutti i dati e oltre a quella mi viene dato un manualetto che spiega tutto quello che c'è da sapere per non farsi trovare impreparati il giorno del processino.

Esco e cerco la cancelleria. Tataaaaaaa! L'indirizzo che cerco è quello della corte suprema! Quella dei film... si quella di Carlito's Way, di Wall Street e di tutti gli altri film in cui c'è di mezzo un processo ambientato a New York. Salgo la mitica scalinata ed entro.
Bello... molto molto bello. Antico, colonne di marmo, statue. Piccolino eh... raccolto direi. Avvocatine tiratissime con fascicolettini precisini in mano vanno su e giù per gli ascensori. Non divaghiamo: la cancelleria della contea è nel piano sottoterra.
Scendo sotto e si passa dal giorno alla notte. Dallo sfarzo alla tracollo. Dalla storia all'oblio. Tutto a distanza di un solo piano in ascensore.
Il corridoio circolare è male illuminato. I muri tinteggiati senza cura, le stanze numerate come fossero state quelle di un carcere. Di tanto in tanto degli antri bui, forse dei ripostigli di fortuna. Entro nello stanzone della contea.

Immaginatevi il peggior ufficio statale che avete mai visto in Italia.
In mezzo al pubblico una serie di scaffali antidiluviani al cui interno sono disposte centinaia di libri anneriti dal tempo. Su ogni libro c'è scritto un anno. Il più antico che ho visto risale al 1920.
Scrivanie vecchissime, impiegati ridondanti e sgangherati, prigionieri a vita di quel lavoraccio degno di Kafka. Una di loro, con la camicia macchiata, mi fa compilare un modulo inutile su cui scrivo il nome della ditta che cerco, il mio nome e la data (il modulo reca ancora 19 come cifre iniziali dell'anno in corso). Col foglietto in mano consulta un indice computerizzato. Salta fuori che la ditta esiste e che è stata incorporata nel 1985. A quel punto la signora esce dal bancone e viene in mezzo agli scaffali.
Penso subito: "Nooooooooooo! Vuoi vedere che sti libri contengono i dati di tutte le aziende di New York dal 1920 ad oggi?!?... Su carta!!!"
Ed infatti così è! Nel librone del 1985 ci sono ulteriori riferimenti indicizzanti di altri documenti, che stanno nel retrobottega. Dopo una decina di minuti di attesa la magia si compie. L'impiegata torna con in mano l'atto costitutivo di quella azienda. Altro che query al db... è praticamente un viaggio nel tempo.
Scopro che l'indirizzo è diverso. Puttanaccia eva!

Torno al giudice di pace. Rifaccio il metal detector, la fila si è dissolta. Spiego che ho trovato un altro indirizzo ma l'impiegata di turno (non la stessa di prima) mi rassicura: "Sta ditta si trova ancora a questo indirizzo? Aprono la posta? Rispondo al telefono?" SI? Allora vai tranquillo. Puoi correggere gli indirizzi anche dopo se dovesse servire.
A posto. Missione compiuta. Era ora di tornare al lavoro.

Già che c'ero ho dato uno sguardo all'aula.
Marziale... con la cattedra del giudice rialzata... Bello bello bello: il 4 Marzo mi presento in toga nera con parrucca a boccoli bianchi.
Sto preparando l'arringa, mi vedo con l'Indice puntato al cielo: "Vostro onore, questo non è solo il caso di un povero inquilino che cerca di recuperare il frutto del suo faticoso lavoro. Questo caso rappresenta l'essenza stessa del sogno Americano, su questo caso si basa il futuro della nostra Democrazia. United we stand, We will prevale, Love it or Leave it, God Bless America!"

A quel punto vinco sicuro e mi ridanno i soldi... (se non me li ridanno biastimo in aula tanto qui si può!)

Neve – Jovanotti – Tribunale

giovedì, gennaio 29th, 2009

Stamattina esco di casa e c'era la neve. Io me lo aspettavo... qui quando le previsioni dicono neve è neve... ti ci puoi scommettere un braccio.
Era quella neve perfetta, appena caduta. Talmente bella che mi è venuta voglia di andare con lo snowboard.
All'inizio ti piace pure eh... ma poi quando ti entra nelle scarpe e da bianca diventa nera per lo sporco ti piace un pò di meno. Diventata ghiaccio la odi. Non si riesce a camminare, attraversare la strada può essere un problema.
Fortuna che subito dopo ha piovuto e si è sciolto quasi tutto. Venerdì nevica di nuovo.

Ho preso il biglietto per il concerto di Jovanotti a New York.
Comprai la cassetta di "Jovanotti for President" quando facevo la quinta elementare. Un personaggio sempre positivo. Sono contento che viene a cantare qui.

Domani pomeriggio vado in Tribunale.
Il vecchio condominio mi deve ridare una fracca di soldi. Ho telefonato, ho scritto raccomandate... niente da fare.
A questo punto le possibilità sono due: chiedere la mediazione dell'ufficio del procuratore generale attraverso un apposito form e tentare una soluzione pacifica in estremis, oppure fare causa presso il Giudice di Pace di Manhattan.
Io faccio causa.
Mi sembrano organizzati bene... Solo il giudice di pace fa 400.000 processi all'anno. Confido nella giustizia (Americana!...)

Come direbbe la buonanima di Magnotta: "Noooo io ci metto l'avvocato perchè mi avete rotto i coglioni!"
Speriamo che gli avvocati della San Giorgio non mi faranno u culu. (Se non capite la battuta lasciate perdere)

Obama sull’Immigrazione

mercoledì, gennaio 28th, 2009

Ero incuriosito dai primi giorni del governo Obama e così sono andato a vedere il sito della Casa Bianca.

Sbirciando ho cliccato sull'Agenda relativa all'immigrazione. Tra i vari punti leggo:

Bring People Out of the Shadows: Support a system that allows undocumented immigrants who are in good standing to pay a fine, learn English, and go to the back of the line for the opportunity to become citizens.

Se gli immigrati senza documenti pagando una multa ed imparando l'inglese potranno diventare cittadini io come minimo potrò diventare Governatore!!! ehehehehh

Vai Barakko!!!

Radio Amarcord

lunedì, gennaio 26th, 2009

Mi è capitato questo video sotto gli occhi e ho avuto nostalgia. Adesso che ho 30 anni fatemi fare un pò di revival.

Scommetto che i più giovani fanno fatica ad immaginare un mondo senza Internet, senza cellulari, senza televisione satellitare, senza la possibilità di telefonare facilmente all'estero.
Eppure fino a quando io facevo i primi anni delle superiori il mondo era esattamente così.
Non si poteva in nessun modo comunicare a distanza con gli amici tantomeno crearsi un giro nuovo alternativo alle frequentazioni di tipo tradizionale (sport, parrocchia, bar ecc...)

C'era tuttavia una eccezione: la radio.

Normalmente le radio vengono usate per motivi di lavoro. All'epoca però esisteva anche una componente significativa di persone che la utilizzavano solo ed esclusivamente per divertimento, per scambiare quattro chiacchiere con gli amici di sempre o per conoscerne di nuovi.
Mi riferisco al famoso CB, anche detto Baracchino, una radio di bassa potenza che trasmettendo sulla frequenza di 27 MHz consentiva agevolmente collegamenti a breve distanza (diciamo fino a 50 Km).

C'erano 40 canali da utilizzare: il 5 riservato ai camionisti, il 7 ai marinai, il 9 alle emergenze (non esistevano i cellulari!) e tutti gli altri disponibili per noi perditempo.
I Martinsicuresi li trovavi tutti sul canale 13. Quelli di Monteprandone (che dall'alto dominavano) inizialmente sull'8, poi sul 30. San Benedetto del Tronto era sul 14.
A qualsiai ora del giorno trovavi qualcuno disponibile a parlare.
Per ingaggiare una conversazione bastava pronunciare la parola "BREAK". Chi era in ascolto capiva e ti rispondeva. Poteva essere un qualcuno che conoscevi già oppure un perfetto sconosciuto. C'erano incredibilmente anche diverse donne.
Serate anzi nottate intere a parlare. Dozzine di amici. Cene, ritrovi, incontri. Bei ricordi.
Era una specie di Skype/Facebook preistorico, limitato nello spazio e nella popolarità ma non per questo meno affascinante. Anzi lo era anche di più! La radio è una magia che solo chi la pratica può capire.

Per chi poi voleva approfondire la parte tecnica si poteva fare il grande salto, e cioè fare l'esame per prendere la famosa "patente" e diventare radioamatore. Bisognava studiare la telegrafia, un pò elettronica e diversi regolamenti.
Ottenute le carte il ministero ti assegnava una sigla (una specie di targa) per trasmettere su una serie di frequenze assegnate un pò ovunque: dalle onde lunghe alle microonde.
Le possibilità erano infite. Essere radioamatore ti dava la possibilità di comunicare agevolmente con tutto il mondo negli anni in cui nessun'altro era in condizione di farlo.
Ascoltare (o interferire!) le comunicazioni di navi, aerei, forze dell'ordine e tutto il resto non sarebbe stato difficile. Durante la guerra fredda, poi, attrezzature del genere potevano essere usate per lo spionaggio. Ecco perchè era anche una grossa responsabilità che veniva rilasciata con attenzione da parte dei vari governi. Quando presi la patente io, ad esempio, vennero i carabinieri a casa farmi le domande. Avevo 16 anni.

C'era infine una via di mezzo tra il CB ed il radioamatore. C'erano dei CB truccati, più potenti, che trasmettevano su un numero di canali ulteriori rispetto ai 40 normali. Erano ovviamente illegali.
Sfruttando le caratteristiche della propagazione ionosferica e solo in particolari condizioni (piuttosto raramente) si riusciva a parlare a distanze incredibili. Quasi sempre in Europa, ma di tanto in tanto anche in America, Sud America, Australia.
Io lo facevo? E certo che lo facevo! (il reato è ora prescritto, non c'era niente di male e ora lo posso confessare). Ho usato quelle frequenze illegali fino a quando avevo l'età minima per diventare radioamatore.
Avvenuto il contatto ci si scambiavano delle speciali cartoline per posta. La prima mi arrivò dall'Irlanda.
Era fantastico. Un miracolo che si ripeteva ogni volta. I primi approcci con l'Inglese parlato li ebbi in quel modo.

Oggi quel mondo è quasi del tutto sparito. Il CB è morto. I radioamatori stanno morendo (letteralmente!).
Io sono uno degli irriducibili che non mollerà fino alla fine.
Mentre vi scrivo ho in casa a New York due antenne, tre radio e la licenza Americana.
Mi dedico quasi esclusivamente alle comunicazioni spaziali (satelliti e/o astronauti) ed ho un altro blog con 8600 iscritti. Questo qui rispetto a quello fa ridere.

E va beh mi sono sfogato. Buona notte.

Divorzio all’Italiana

lunedì, gennaio 26th, 2009

Ma tu dimmi se per riscoprire il grande cinema Italiano dovevo venire a New York...

Stasera mi sono visto Divorzio all'Italiana, un film di Pietro Germi del 1961.
Fantastico. Mastroianni un colosso che continua a scalare la classifica dei miei attori preferiti.

Vedetevi il film vi piacerà sicuramente

Il muro della vergogna

venerdì, gennaio 23rd, 2009

Nel tragitto tra la metro e casa mi fermo spesso a fare spesa in un supermercato che non è enorme eppure ha un sacco di cose buone.

Sopra le casse ci sono i monitor di sorveglianza e tutto intorno ad essi una serie di foto polaroid appiccicate al muro. Centinaia e centinaia di foto ognuna con un commento scritto sotto a penna.
Le avevo notate altre volte e pensavo si trattasse delle foto del dipendente del mese, di clienti affezionati o di vincitori di chissà quale concorso.

Oggi però mi ci è caduto l'occhio di nuovo e mi sono messo ad osservarle con più attenzione:  alcuni giovanissimi, altri vecchi, alcuni in pantaloncini, altri in giacca e cravatta. Le foto poi erano di persone sempre diverse. No, non erano dipendenti. Si trattava sicuramente di clienti.
C'era poi una particolarità. Ciascuno aveva in mano e mostrava al fotografo un prodotto in vendita nel supermercato: latte, salami, bistecche, bottiglie.

Mi è venuto il dubbio: vuoi vedere che sono le foto dei clienti sorpresi a rubare?!?!?

Avvicinatomi abbastanza da leggere le didascalie i dubbi sono subito svaniti. "PRESO DA JOHN IL 26 AGOSTO 2006" "PRESO DA MIKE IL 4 SETTEMBRE 2004" e così via...
Erano davvero le foto dei ladri! Il cassiere me ne ha dato conferma... ehhehehehehehehehe pazzesco.

Paese che vai usanze che trovi

La Porchetteria di Manhattan

giovedì, gennaio 22nd, 2009

No non parlo della porchetta che pensate voi. Parlo di quella che si mangia.

Stasera una piacevole sorpresa: sulla settima strada nell'East Village trovo un posto che vende esclusivamente Porchetta.

Il proprietario mi spiega che l'idea gli è venuta quando a Roma visitava suo cugino e che la Porchetta è fatta alla maniera Umbra. Io l'ho assaggiata ed è buona.
Ahhhh un bel panino con la Porchetta e senti già aria di casa.

Lì vicino un altro ristorante Italiano chic... si chiama Giano e ogni primo Martedì del mese, solo su prenotazione, fa la Porchetta Night.
Praticamente c'è porchetta al piatto per tutti servita da dei centurioni Romani che la portano in trionfo dalla cucina ai commensali camminando su un tappeto di petali di rosa.

Viva la Porchetta (quella che si mangia e quella che pensavate voi)

Ritorna il trentenne

mercoledì, gennaio 21st, 2009

Allora prima che me lo chiederete tutti chiariamo subito un paio di punti sul viaggio in Jamaica.

- Donne: ZERO
- Tetraidrocannabinolo: ZERO

Sono stato in un mega resort nuovo di zecca veramente bellissimo. Lontano da tutto e da tutti, così isolato che non sarebbero riuscite ad entrarci neanche le FARC Columbiane.
Certo, avreo potuto recarmi a Negril (posto ben noto per smaialamento e cannonieri) ma da solo non me la sentivo. Ho capito subito che per la perdizione avrei dovuto faticare mentre per il relax totale bastava lasciarsi andare. Ho scelto il relax.
Del resto, il cannabinolo e le mignotte stanno anche a New York eh... anzi qui ti portano tutto a domicilio con una semplice telefonata. I numeri li trovi comodamente su Internet.
Mi sono voluto godere la villetta in riva al mare, le mangiate, le bevute nel baretto sulla spiaggia, la musica, le giornate di sole ecc...

C'è stato spazio per un sacco di riflessioni e costatazioni di cui leggerete nei prossimi giorni.
Ora è tardi e domani si torna al lavoro.

Ciao

da -13 a 30 gradi in quattro ore

sabato, gennaio 17th, 2009

Allora si parte.

Tra un'oretta dovrebbe arrivare il tassinaro che mi porta a Newark. Inizio dell'avventura Jamaicana.
Il fatto che vado da solo scatena pareri contrastanti: hai fatto bene - sei un pazzo.

Vado in località Montego Bay in un villaggio nuovo nuovo.
Io mi metto sulla spiaggia... noci di cocco... un libro... Ho anche due pacchetti di Marlboro Light che mi lasciò qui Marina. Ahhhhh relax
Non mi porto nessun computer. Se c'è un wi-fi le mail le leggo dall'iphone e volendo posso anche scrivere sul blog. Se non trovo un wifi non scrivo.

Voi non vi preoccupate