Day 6 – Route 66

Siamo arrivato in Texas dopo una tirata di oltre 400 miglia.

Si fa fatica a spiegare a parole il fascino di questi luoghi. Quello di stasera è sicuramente il più bel giro in moto che ho fatto fin dai tempi dei fiordi sulla E6 in Norvegia.

La temperatura sfiora i 40 gradi, e il paesaggio è diventato surreale.

La I40 non è più quella grossa autostrada che era solo poche centinaia di miglia più indietro. Sembra di essere sul set di un enorme film Western e che da un momento all'altro stiano per sbucar fuori gli indiani.

Parallela alla I40 scorre la vecchia Route 66.
Larga non più di 5 metri è a tratti abbandonata e a tratti utilizzata come piccola strada locale.
In giro pochissime persone. Case abbandonate. Pale eoliche a centinaia. Spazi immensi. Cielo enorme.

Alloggiamo in un motel circondato da un ambiente che così decadente ho visto solo nell'Europa dell'Est.
Ho avuto paura nell'inoltrarmi per circa due miglia lungo una strada di campagna alla ricerca di un ristorante consigliatoci dal gestore del Motel (un indiano).

Forse è solo che dobbiamo farci l'abitudine a questo tipo di ambiente. Una signora che lavora nello spaccio di un benziaio si è messa a ridere quando le ho chiesto se la zona era sicura o meno. Mi ha detto "this is Route 66 ya know?". Pare che qui non voli una mosca senza prima chiedere il permesso. Sarà. Comunque mi piace. Domani non vedo l'ora di rimettermi in marcia verso Albuquerque NM.

Il Coast to Coast comincia oggi. Comincia qui.

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