Archive for agosto, 2010

Il Colonnello e la spiaggetta a Vernon Boulevard

lunedì, agosto 30th, 2010

Sta cosa del parlare con gli Astronauti è vecchia come il cucco e la faccio da una quindicina d'anni eppure ogni volta l'entusiasmo è sempre lo stesso ed ogni scusa è buona per riprovarci.

Oggi per esempio tornavo dall'ufficio e attorno alle 19 sapevo che ci sarebbe stato un passaggio della Stazione Spaziale proprio sulla verticale di New York.
Considerato che il Colonnello Doug Wheelock è uno di quelli infoiatissimi con la radio e che praticamente tutti i giorni te lo ritrovi a chiacchierare con la gente o a cantare le canzoncine di auguri dallo spazio, vista la bella giornata e conscio del fatto che dall'Italia l'ho fatto mille volte ma che dall'America mai, ho preso la bici e me ne sono andato al fiume con antenne, radio, cavi e accessori vari.

Arrivo sul posto in cinque minuti e proprio all'angolo tra Vernon Boulevard e la 31esima Avenue trovo una sorpresa inaspettata. Sotto il livello della strada c'è infatti una piccola spiaggetta di una bellezza particolare. Ma come ho fatto a non accorgermene prima? (Quella volta non era un sogno... la spiaggia vicino casa c'è veramente!)

Non c'è comunque tempo di contemplare e quindi in fretta e furia monto il tutto e mi rivolgo verso sud ovest in attesa che la stazione faccia il suo ingresso proprio sopra i cieli di Manhattan. Passano le 19.00 ma niente, silenzio assoluto. Cazzo... dopo tutta sta corsa almeno un qualcosina in digitale? Zero.

Passa allora uno dei guerrieri della notte e si ferma. "Wassup bro? What is that thing?" Spiego che sto aspettando di parlare con gli astronauti, e lui rispettosissimo: "That's pretty cool shit man..." e se ne va.

Va beh, siamo a 25 gradi di elevazione e visto l'andazzo già che ci siamo provo a chiamare in maniera preventiva: "NA1SS this is WW3WW portable New York City please copy?". Dopo un paio di botte alla terza esce fuori il Colonnello Wheloock! Non parlava con me, stava rispondendo ad altri, ma c'era!

Si passa dalla calma alla frenesia. Comincio a saltellare nel verificare il puntamento azimutale/zenitale. L'antenna è si d'alluminio ma a forza di tenerla per la coda pesa lo stesso un bel pò. Con l'altra mano reggo la radio e non so come accendo il registratore dell'iphone. Mi abbasso per fare in modo che l'audio proveniente dalla radio si senta nel telefono. Immagino sembrassi uno sciamano ubriaco che con antenne e cavi fa riti woodo a New York City quando con la coda dell'occhio vedo passare la polizia. Mi guardano incuriositi e se ne vanno. E' andata bene perchè avrei potuto avere bel pò da stare a spiegare (e avevo lasciato la licenza a casa!).

Chiamo diverse volte. Niente... Ha risposto a mezza America ma non a me. Poi quando sono cominciati a venir fuori i Canadesi del nord-est (che palle sti Canadesi) ho capito che ero fuori gioco. Ho osservato così il segnale del Colonnello svanire dietro le case popolari della ventisettesima mentre io, a bordo spiaggia, reggevo l'antenna e la radio circondato da cagnolini e rispettivi padroni. Il tutto sarà durato al massimo tre minuti. La delusione di non essere riuscito a comunicare invece durerà molto di più.

Ma tanto lo ripiglio eh... Lo ripiglio lo ripiglio...

Inserto domenicale

domenica, agosto 29th, 2010

La domenica mattina davanti ad un bell'espresso ti leggi il giornale Italiano la giornata comincia alla grande!
Ti viene proprio voglia di rientrare in patria. Una nostalgia irrefrenabile.

Clamori

giovedì, agosto 26th, 2010

Oh... lo so che ci venite apposta, ma mica posso stare a raccontarvi tutti i fatterelli che mi capitano per le strade di Manhattan. Ce ne sarebbero eh... tanti pure. Ma non ne ho la forza. E così stasera ci diamo alla musica. Alla musica di un certo livello. E zitti eh!

Quanti saranno quelli che a New York stanno cantano a squarciagola "Clamooooori nel moooooondo moribondooooooo" di Franco Battiato?
Secondo me uno soltanto: io.

E non mi venite a dire che Battiato non è un genio... Uno che già nel 1982 parlava di minuscoli computers, sangue nero di Harlem e manometri affolati a Wall Street in cui "nel fango delle cifre tutto se ne va". Guardate lo stile nel video. Che classe. Che superiorità!

Franco, fanno bene a chiamarti "il maestro". Sei un grande. Franco, se mi leggi: sei un grandissimo. Un genio. Un visionario. Fossero tutti come te in Italia ci tornerei a vivere volentieri.

Clamori nel mondo moribondo
clamori nel mondo.
Ciuffi d'isotopi in mano
passeggio tra le particelle dei miei atomi
nuclei pulsari, neutroni e quasari
il mondo è piccolo, il mondo è grande
e avrei bisogno di tonnellate d'idrogeno.
Infestati di ragnatele
pieni di minuscoli computers
mangiando farfalle giapponesi
mosche giganti sputano dati
dando il totale sui disoccupati.
Clamori nel mondo moribondo
clamori nel mondo.
Sangue nero di Harlem
manometri affollati a Wallstreet
nel fango delle cifre tutto se ne va
guerriglia nella giungla.
Ma sotto un tetto di palme.
Amore mio
lunga sarà la fine.
Sceicchi custodi
di passaggi a livello nel deserto
spargono lacrime di petrodollari
sufi soffocati, Mullah immobili
nel silenzio delle sparatorie.
Clamori nel mondo moribondo
clamori nel mondo.

Twilight

domenica, agosto 22nd, 2010

La serata è cominciata con un campari (quanto tempo era che non ne bevevo uno???) ed è proseguita da Giano: pasta col pesce, rosè frizzantino, tiramisù, caffè, ammazzacaffè.

Dopodichè eravamo indecisi se avventurarci per Alphabet City oppure se ripiegare sul 230 Fifth. Abbiamo optato per la seconda opzione. Prima di entrare sulla quinta avenue incontro Duccio, come fossimo in un paesino. Alla fine entriamo... e dopo la iniziale titubanza i compaesani credo siano rimasti positivamente colpiti. Il 230 non ve lo sto a raccontare: terrazza sul tetto al ventesimo piano, grattacieli tutto intorno, fighe a nastro ecc... insomma lo sapete già... inutile che mi ripeto.

Una chiacchiera tira l'altra e si fanno le due. Decidiamo di andar via, scendiamo in strada e su Broadway, tra 27 e 28, incontro Duccio per la seconda volta in una sera. Incredibile ma vero.
I Martinsicuresi sfrecciano via in Taxi, Duccio torna a casa. Io rimango solo.

Per circa mezz'ora resto seduto nel mezzo di uno spartitraffico in meditazione. Sono le tre e non c'è verso di andare a dormire. Chiamo allora l'unica persona che a quell'ora può essere disponibile, una persona che vive sulla prima avenue proprio sul confine tra la realtà e l'immaginario: mi riferisco ovviamente al Santorino.
Alle tre del mattino lui è nel vivo della serata, come per noi altri fossero le nove e mezza. Mi invita a Long Island City (?!?) ad un party. Accetto.

Vado per prendere un Taxi e ad un incrocio si ferma una macchina con dentro due giovincelle. Quella al volante chiama (Sir! Sir!). Ci giriamo sia io sia il venditore di spiedini arrosto, che in quel momento era più vicino di me. La guidatrice specifica: "not you Sir, the other one!" indicando me.
Mi avvicino incuriosito alla macchina e la guidatrice estrae un biglietto da visita: "This is my business card, just in case you need it" e vola via. Sul biglietto c'è scritto: "Professional Masseuse - For your Pleasure - Sarah - 347 ......".

Trovo un taxi e mi dirigo verso la zona industriale di Long Island City, area in cui qualche anno fa non sarei sceso neanche scortato dai Marines. Capannoni industriali in disuso, ruggine, calcinacci. Così isolato che potrebbero ucciderti e seppellirti impunemente a bordo strada. Nel buio della notte si sente dall'alto musica Techno.
Il Santorino scende e mi introduce a questa festa. Per l'ingresso pago 15 dollari... ma non è una discoteca, e nemmeno una casa. E' un party Underground, un evento per soli amici degli amici.
Ambiente molto strano. Il loft è gigantesco... sui muri due enormi proiettori disegnano forme psichedeliche. La musica da forsennati.

Il Santorino è a suo agio come un topo nel formaggio. Non scendo nei particolari perchè violerei il segreto professionale... ma diciamo che si è inserito bene. Non gli manca niente.
Prendo una biretta offerta da lui perchè non ho cash e in un posto del genere ovviamente non accettano nessuna carta di credito.
Mi spiega: "vedi, ad una festa come questa potresti benissimo andare da una a caso e dirle - ieri ho visto un film all'equatore, c'erano sette sottotitoli ma ne ho capito soltanto mezzo, e comunque, domani, vaffanculo a mammeta - e andrebbe benissimo". Lo prego, anzi lo scongiuro di fargli una intervista video in cui immortalare questa ed altre massime del genere ma purtroppo rifiuta.

Verso le 4 ( le 5???) il Santorino se ne torna a casa, io rimango, e ballo pure!
Piano piano si passa dal buio della notte alle prime luci dell'alba. Alle spalle del DJ,  dietro i finestroni a scacchi, i contorni dei grattacieli diventano sempre più nitidi. Twilight alle porte di Manhattan.
Alle 7 mi arrendo e me ne vado. La musica continua imperterrita e ad un blocco di distanza risuona ancora per la strada.
I meccanici ed i carrozzieri dei taxi fanno silenziosamente il loro lavoro ormai al termine del turno di notte. L'aria è ferma, l'ambiente è decisamente squallido. Eppure intimo.

Alle porte del ghetto della 21esima strada fermo un taxi e mi faccio portare a casa. La nottata è finita. Ne è valsa la pena.

Ma voi preferite i post sulla politica o quelli sulla fauna?

martedì, agosto 17th, 2010

Nei giorni passati ho così colto l'occasione per rispolverare l'altro mio siterello che non visitavo da mesi (forse anni). Scherzando scherzando, pur essendo in completo abbandono, quel sito si autoalimenta di contenuti generando il doppio delle visite rispetto a questo.
Pensate che c'è un dipendente della NASA che lo mantiene per lavoro. Quando c'è un problema è lui che mi contatta per segnalarmelo (giuro che è la verità!).
Insomma un lavoro che merita più attenzione e così, vista la carenza di idee per il blog, in questi giorni mi sono messo sotto per fare delle manutenzioni diventate ormai indispensabili. Il weekend l'ho speso tutto davanti allo schermo... come ai vecchi tempi.

Sul blog non è che non ho voglia di scrivere eh... In realtà avrei anche scritto un paio di pezzi, uno sulla politica (erano mesi che non scrivevo nulla al riguardo) ed un'altro sulla fauna di Manhattan... ma poi in ultimo non li ho voluti pubblicare. Il primo post l'ho tralasciato perchè non trovo più la forza di spendermi sull'argomento (il malato è terminale) ed il secondo perchè ormai non trovo più lo slancio per esprimermi come un tema del genere meriterebbe. E quindi, tolta la politica e tolta la fregna, di cosa volete che mi metta a scrivere? Di calcio???

Stasera è arrivata un'altra comitiva di tredici persone dal mio paese. Mi fa sempre piacere ricevere compaesani ed amici.
Prima tappa ovviamente Times Square. Difficile dopo tutto questo tempo per me ricordare l'emozione che la visita di quel posto, in realtà così freddo ed asettico, possa suscitare. Eppure quell'emozione deve essere forte perchè i turisti (ed in modo particolare gli Italiani) lo apprezzano particolarmente.
Avevo buttato la pietra nello stagno di andare in un ristorante degno di tale nome ma i visitatori hanno preferito per stasera un qualcosa nella zona di Times Square così li ho accontentati portandoli da Dallas BBQ. In realtà c'erano in zona delle alternative meno economiche ma essendo in comitiva ho optato per una soluzione da venti dollari (e non da cento!).

Va beh dai, me ne vado a dormire. Magari in settimana quei due post li rivedo e trovo la forza di pubblicarli... per il momento buona notte a tutti

In attesa che qualcosa abbocchi alla canna

lunedì, agosto 9th, 2010

Venerdì sera è passato a trovarmi un vecchio amico di Università che non vedevo da otto anni che era qui in vacanza assieme ad altri quattro amici. Contemporaneamente, per coincidenza, sono capitati qui un altro paesano in viaggio di nozze, un collega in trasferta ed una amica giornalista di passaggio. Si è così creata l'occasione ideale per delle belle seratone in compagnia come solo tra Italiani è possibile fare.

Li ho portati in diversi locali, abbiamo fatto il giro completo di Manhattan col traghetto e stasera in pizzeria abbiamo incontrato per caso Patrizio il romano (aka "noi je damo de ceppa") con la fidanzata. Insomma uno squadrone. Sembrava di stare in Italia!
Mi sono divertito un casino poi però alla fine i cinque sono ripartiti ed io sono rimasto solo dentro la metro. Tutti che rientravano alle loro vite, alle loro abitudini consolidate, alle loro origini. Tutti tranne me che imperterrito persevero nello starmene in questa grande città dei balocchi, per quale motivo (e a fare cosa) non si sa.

Allego la foto della capo Nord di Manhattan (il punto grograficamente più a Nord di tutta l'isola) in cui è stata eretta una piccola tettoia abusiva per giocare a carte nell'attesa che qualcosa abbocchi alla canna.

il grande Pachanga sotto casa

venerdì, agosto 6th, 2010

Stamattina esco e praticamente sotto casa c'erano una dozzina di camion enormi che impegnavano quasi tutta la strada. Erano inconfondibilmente i camion di un set cinematografico (ormai ne so qualcosa).

Mi sono chiesto che film potessero mai venire a girare nel Queens ed ero quasi tentato di fermare qualcuno dello staff per chiederlo ma andavo di fretta verso l'ufficio ed ho evitato.

Ora scopro che il film non è un gran che ma nel cast c'è Luis Guzman, il mitico Pachanga, lo scagnozzo traditore di Carlito's Way. E' un attore che fa sempre e solo ruoli minori ma che mi piace un casino... Sarebbe stato bello avere una foto per il blog.

Che peccato...

Medicare for ALL

martedì, agosto 3rd, 2010

L'altro giorno davanti alla libreria pubblica di Manhattan c'era un gruppo di signore di una certa età che manifestavano chiedendo assistenza sanitaria universale. Senza ma e senza se: assistenza per tutti punto e basta.
Quello che ovunque è un concetto scontato qui è per alcuni una chimera, per altri una bestemmia.

C'è da ammettere che quando Nixon prometteva agli Americani l'assistenza sanitaria che si meritavano (e cioè la migliore al mondo) aveva ragione. In effetti gli Americani hanno ottenuto l'assistenza migliore che ci sia! Quelli che se la meritano però... mica tutti gli Americani!

La questione del ginocchio ha avuto degli sviluppi.

Pochi giorni dopo aver fatto la risonanza magnetica mi è arrivata una lettera da una azienda a me sconosciuta che, incaricata dalla mia assicurazione, mi ha autorizzato a fare la risonanza che avevo già fatto! Pazzesco.
Dopo un pò mi chiama il super-chirurgo e mi fa: "De Carolis... mo soccmel! hai una ciste grande quanto una pallina da ping pong dentro al ginocchio! Bisogna assolutamente che mettiamo mano ai ferri per tirarla via".
Mi faccio dare il codice dell'intervento per dirlo all'assicurazione. Telefono, premi uno, premi cinque, premi cancelletto... parli con l'operatrice... spieghi tutto e lei ti fa: "Al momento non abbiamo ragione di negare il rimborso delle spese per questo intervento". Capito il concetto? L'assicurazione non dice di SI... dice solo "Per ora non diciamo di NO"!

Siccome io coi medici sono molto sfortunato nel senso che nonostante tutti gli sforzi non sono mai riusciti a risolvere UN CAZZO DI NIENTE tra i vari problemi che ho avuto finora, prima di procedere con un intervento compesso (vivo da solo) e pontenzialmente disastroso dal punto di vista finanziario ho mandato le carte ad un altro dottore in Italia per assicurarmi che almeno possa servire a qualcosa.

Mai mettere due dottori a confronto perchè inevitabilmente le diagnosi e le cure saranno diverse, ed infatti il secondo dice che probabilmente facendo l'intervento non si risolve nulla e che il dolore mi rimane. Dice anche che le cisti le abbiamo tutti e che se non è indispensabile non vale la pena di rimuoverle.

In Italia mi operai per un'altra cosa e non solo non ho risolto il problema ma ne ho creati di altri anche peggiori. Insomma non so che fare e non so di chi fidarmi... Ad Agosto si vedrà.