Archive for gennaio, 2011

Sogni (o deliri) di mezzo inverno

lunedì, gennaio 31st, 2011

Mi arriva all'improvviso una lettera con dentro una strana carta di credito. Apro la busta, leggo le prime 3 righe... faccio cadere il foglio per terra e come un pazzo in maniche di camicia esco di casa correndo verso sud. Corro, corro, corro, la camicia si bagna dal sudore. Il fiatone rumoroso. Sul Queensboro Brisdge, verso Manhattan, qualcuno nota un folle in abiti da ufficio che fa una maratona. Ma di folli ce ne sono già tanti per cui uno in più cambia poco.
Arrivato sulla cinquantanovesima giro a sinistra lungo la seconda avenue. Sempre senza fermarsi mai. Ormai stiamo parlando di diversi chilometri, la stanchezza si fa sentire. E' forse per questo che mi parte sto rantolio disperato, qualcosa tipo un mantra ossessivo che si mescola al fiatone.  Due parole, poche lettere... ma è ancora impossibile capire cosa sia.
E' passata una mezz'ora, ormai sulla trentaquattresima strada le gambe cominciano a cedere ma io non mollo e facendo appello a tutte le mie forze giro a destra. Il mantra misterioso scandisce regolarmente il movimento meccanico delle mie gambe idiavolate fino a quando, sotto l'empire, il cuore mi sta per uscire dal petto. Entro nella hall e tutti fanno largo al mio passaggio. Guadagno l'ascensore. Tutti gli altri escono impauriti: ma cosa sarà venuto qui a fare? In cima ai due ascensori riprendo a correre nei corridoi nella disperata impresa di raggiungere la cima del palazzo.
Arrivo sul balcone, la luce mi acceca, tutto intorno aria frizzante.  La città sottostante sembra un oceano, sirene, martelli, clacson... rumore continuo. Ma per me è come se fossi solo. Non faccio in tempo a fermarmi che mi aggrappo forte alle grate ed il rantolo di prima esplode chiaramente in un disumano per quanto imprevedibile: "HOOOO VINTOOOOOOO,  ####OOOOOO ##OOOOO !!!!!!!!!
Il boato è talmente forte che le onde d'urto lungo le vetrate dei grattacieli diventano quasi visibili. Al NORAD scatta l'allarme di difesa aereo. Obama viene fatto salire in fretta sull'Air Force One. I sismografi di tutto il mondo registrano un sisma di media entità con epicentro Manhattan. Un flottiglia di balenotteri si arena in Nuova Zelanda. L'asse magnetico terrestre si sposta di un decimo di grado.
Poi  silenzio. La città di ferma. Dall'alto vedo la testa di tutti gli abitanti di NY che si volta, i vigili del fuoco si tolgono l'elmo per vedere meglio, i bambini indicano col ditino in su, le mamme a bocca aperta. Qualcuno domanda: mamma mamma, ma cosa è successo? E la mamma risponde: niente non ti preoccupare... ha vinto.

Se vinco aspettatevi scene del genere.

P.S.
Chi indovina cosa c'è nella parte censurata vince un peluche a forma di vitello dai piedi di balsa

Tentata rapina a casa mia

sabato, gennaio 29th, 2011

La mia ragazza stava tornando a casa alle 18.06 quando un uomo tra i 25 ed i 30, nero, alto circa 1.80, col volto coperto parzialmente da un berretto l'ha seguita per poi entrare spingendo la porta che lei aveva aperto.
Alla prima rampa di scale l'uomo le ha chiesto l'ora (da qui la precisione con cui abbiamo ricostruito il fatto) per poi avvicinarla chiedendo prima di darle il cinque, poi prentendendo un abbraccio.
A quel punto lei, che già era agitata dal comportamento anomalo di questa persona, si è divincolata ed è scappata via. Essendo il palazzo ben illuminato ed alto il rischio che altri inquilini entrassero all'ora di punta, l'uomo si è immediatamente dileguato.

Lei si è spaventata moltissimo ma ha atteso che io tornassi prima di parlarne con qualcuno. Contattato il guardiamo abbiamo consultato le telecamere di sorveglianza (l'ora è sfasata) e poi ho chiamato il 911. Ci hanno passato un interprete che si è fatto spiegare per bene come sono avvenuti i fatti e poco dopo è arrivata la polizia qui in casa per fare gli accertamenti del caso.

I poliziotti mi hanno spiegato che casi come questo sono frequenti, e che i malviventi usano questa modalità per rapinare le persone più vulnerabili. In genere poi fuggono in direzione dei Project (le case popolari) perchè sanno che da quelle parti è più farla franca. In effetti l'orario, la dinamica, ed il fatto che la ragazza ha precedentemente mostrato in metropolitana di avere un iPhone lascerebbe immaginare un tentativo di rapina.

Ultiamente in tutta la città sempre più spesso capita di sentire racconti di rapine, talvolta anche violenti. Quello di oggi è stato un rischio enorme, dalle conseguenze impensabili. Ma è andata bene per fortuna... Diciamo che è stata una wake up call:  è pur sempre New York City, non Disneyland.

Bisonga tenere gli occhi aperti

Che telefono mi compro?

venerdì, gennaio 28th, 2011

Allora oggi ridendo e scherzando ha rifatto un altro mezzo metro di neve.
La cosa più fastidiosa sono quelle pozze che si formano tra la strada ed il bordo del marciapiedi. Certe volte ci devi passare sopra quando attraversi la strada e non riesci a capire se si tratta di neve, ghiaccio o acqua. Lo capisci quando il piede ci scompare dentro e la scarpa ti si riempie di acqua gelata...

In questi giorni, dopo aver definitivamente distrutto l'ultimo iPhone, vado in giro con un vecchio Blackberry che ha un cencio di browser WAP, praticamente niente applicazioni e quasi nessun supporto per gmail (in realtà ci sarebbe sia l'applicazione di google che il supporto diretto via RIM ma nessuno dei due funziona!)

Mi serve un telefono nuovo, ma non mi va di spendere altri $275 per un iPhone 3GS usato. Pensavo ad un Sony Ericcson X8, o ad un qualsiasi altro telefono Android che nuovo costi al massimo $200. Voi sapreste consigliare qualcosa?

Ciao

Al Supermercato

giovedì, gennaio 27th, 2011

Alain: Scusi Signorina, ma cosa ci fa ancora qui?
Cassiera: In che senso, scusi?
Alain: Ma come, non lo sa? Lei ha grandi opportunità in un altro paese... Le piace così tanto fare la cassiera?
Carriera: E di che paese si tratta?'
Alain: Dell'Italia! E dove altrimenti...
Cassiera: Credo proprio che approfitterò! A chi mi devo rivolgere?
Alain: Semplicissimo: si può recare ad Arcore nella villa del Presidente oppure, in Sardegna a Villa Certosa oppure direttamente a Roma a Palazzo Chigi. Dove le sta più comodo.
Cassiera: Devo fare domanda? Come mi devo presentare?
Alain: Basta dire che la manda un certo "Lele Mora". Si segni questo nome, tutto il resto verrà da se.
Carriera: Grazie, non vedo l'ora. Che bel paese l'Italia!
Alain: Eh si, noi siamo per le pari opportunità. Altro che la cassiera, con un culo come quello le faranno fare come minimo il Consigliere Regionale

P.S.
Il colloquio è di fantasia, il culo invece è reale

Cosa ne pensano all’estero di Berlusconi? La risposta è su google

martedì, gennaio 25th, 2011

Ecco il consueto aggiornamento sui google trend Berlusconiani.
Andate su google in Inglese e provate anche voi! Poi magari per fare il confronto cercate anche Obama o Merkel...

Daifuku – Grande Fortuna

martedì, gennaio 25th, 2011

Daifuku - Foto Wikipedia

Nel supermercatino Giapponese sotto casa tra le tante cose strane che ho assaggiato ne ho trovata una che mi piace.

E' un dolcetto tipico che si chiama Daifuku (che significa "grande fortuna") ed è moooooolto particolare. La prime volte che lo mangi ti fa anche un pò impressione perchè ha una consistenza strana. Sembra un pochino viscido... ma poi capisci che quello è il buono.

Di cosa è fatto è difficile dirlo. La parte esterna di una pasta di riso, quella interna di semi di Azuki (pensa te!). E' dolciastro... e ce ne sono colori diversi a seconda dei gusti. Costa 95 centesimi al pezzo e quando mi capita sulla via di casa me ne compro sempre uno.

Nel supermercato giapponese ci sarebbero una miriade di altre cose da provare ma sono tutte talmente strane e talmente diverse che è difficile avventurarsi in un mondo del genere. Se dovessi scoprire altre cose buone vi terrò informati ma per il momento, se vi capita, mangiatevi un Daifuku e fatemi sapere

Ciao

I berretti a forma di animale

domenica, gennaio 23rd, 2011

La novità dell'inverno Newyorchese sono senz'altro i berretti di lana a forma di animale. Sono simpaticissimi, e saltando fuori dal nulla si sono diffusi in tutta la città. Li vedi ovunque, e ogni giorno ti capita di incontrare un animale che fino a quel momento non avevi mai visto prima. Oggi c'era l'ariete, ieri ho visto l'elefante, ieri l'altro il bue. Mi domando, ma chi le inventa queste cose?  In Italia si vedono in giro?

P.S.
Per me comprerò ovviamente il maiale

Quei lavori che a New York diventano speciali

sabato, gennaio 22nd, 2011

Quali sono i lavori che farei volentieri se potessi lavorare liberamente a New York? Non mi riferisco alle ipotesi ovvie tipo il miliardario a wall street, il genio da google a chelsea o il tecnico della CSU (qui non si chiama CSI!). Mi riferisco a quei lavori che altrove sarebbero ordinari ma che invece a New York assumono connotati per me speciali.

Questi sono i primi dieci che mi vengono in mente:

- Il tassista

Taxi Driver è il mio film preferito. Lo Yellow Cab è se vogliamo il simbolo stesso di questa città... Quante storie, quanti volti, quante immagini inedite di Manhattan vive in un solo giorno ogni tassista di New York? E' un lavoro duro ma che puoi fare per solo arrotondare quando sei uno studente, un artista, un sognatore. Prendi la macchina a noleggio e si parte: altra corsa altro giro.

- Il portiere di notte di un grande condominio

Certi condomini di Manhattan contano gli stessi residenti di un paesino in Italia. Il portiere è una figura importante perchè fa da guardiano, da postino, da confidente. E' la figura che rappresenta l'intero palazzo agli occhi del resto della città. Ne avete mai visto uno uscire in strada in divisa, visiera davanti agli occhi e fischietto in bocca, per dirigere il traffico? Neanche la Polizia a volte riesce ad essere così marziale ed efficace.
Di notte poi c'è tempo per guardare un bel film, per chattare o giocare a poker online, per studiare. Difficile immaginare di fare il portiere di notte senza avere almeno preso 3 lauree e persi 3 milioni di euro giocando.

- Il lavavetri dei grattacieli (magari solo a Primavera!)

Certo, per rimanere appeso ad un cavo ad altezze comprese tra 0 e 400 metri bisogna avere almeno scritta la parola "paracadutista" nel proprio curriculum. Non è da tutti. Ma volete mettere passare in rassegna piano per piano, ufficio per ufficio, scrivania per scrivania il cuore pulsante dell'America corporate? Nessuno al mondo può immaginare una visione più chiara e realistica di quello che siamo e di quello che vorremmo essere. Meglio che andare al cinema. Ed il panorama? L'isolamento dal resto del mondo sottostante? Un pò come scalare una montagna scivolando sul vetro, anzichè arrampicandosi sulla roccia.

- Il barista in un locale gay

Ecco qua. Adesso in l'Italia ci sarà già chi fa le battute o chi storce il naso. In una nazione retriva ed omofoba come l'Italia è normale. Del resto siamo qui anche per questo...
Ovvio che per un gay sarebbe il lavoro ideale, ma anche per un etero non sarebbe niente male.
Nei gay bar infatti, non tutti sono gay. (Così come nei bar etero non tutti sono etero. In Italia come in tutto il mondo il 5% di tutta la popolazione è gay! Si, avete letto bene, uno su venti dei vostri amici è gay! ta-ta-ta-taaaaa!).
Un etero che si avventura in un bar gay va a colpo sicuro perchè la donna etero che ci trovi è ingrifatissima, ed impotente, dinanzi alla moltitudine dei maschioni che non la cagano minimamente. Scatta così quel meccanismo che dice: il primo che mi rivolge parola gli salto addosso. E quel primo che capita saresti sicuramente tu! Credetemi, è il luogo in cui tutti vorreste trovarvi nel weekend, è come andare a pesca con le bombe a mano. E questo il cliente, figuratevi il barista che carneficina!
Una volta ne vidi uno in un locale a lower Manhattan: tutto palestrato, modi gentili... a detta delle amiche che ci portammo era uno piacente. Gli amici gay ci spiegarono che il barista invece NON era gay... cosa che mandava alle follie i clienti che, cercando disperatamente di convertirlo sulla retta via, spendevano un sacco di soldi in bevute. Quel barista pare fosse felicemente sposato con una donna e pare guadagnasse circa 150.000 dollari all'anno.

- Il train conductor della metropolitana

Il conductor non è il pilota del treno ma quella persona che apre la finestrella al centro dello stesso per assicurarsi che nessuno si ficchi accidentalmente nel gap tra la banchina e le porte scorrevoli.
E' anche quella persona che sentite parlare negli altoparlanti dei treni più vecchi, e che comanda l'apertura delle porte.
La responsabilità cade tutta sul pilota: occhi attenti sui binari, mano pronta per frenare se mai saltasse qualcuno sotto le ruote. Il conductor no: tra una fermata e l'altra lo vedi che legge con calma un libro, in stazione scambia un sorriso o una battuta coi colleghi. Qualche rara volta fa un apprezzamento ad una bella ragazza. Non so perchè ma mi piacerebbe provare a starmene in quella stanzetta, pigiare i bottoni, annunciare le fermate al microfono per poi mettermi da solo a leggere il mio libro.

- Il controllore di volo

Quello di NYC è uno degli scali più affolati del mondo ed il trittico di aeroporti che circonda la città genera un traffico aereo di una complessità che credo non ha uguali nel mondo. Sebbene dicano che per via delle rotte congestionate sia diventato un lavoro di merda, a me piacerebbe ugualmente lo stesso. Lo slang, la velocità e la freddezza nell'impartire le istruzioni, la responsabilità e la concentrazione, l'impossibilità di fare sbagli lo rendono un lavoro sempre affascinante. A New York deve essere il massimo.

- L'operatore della funivia di Roosevelt Island

L'operatore della funivia è un pò un caronte dei tempi moderni che traghetta senza sosta gli abitanti di Roosevelt Island da e verto Manhattan. Lo sapete, quel posto mi è sempre rimasto nel cuore e la visuale che offre la funivia è impareggiabile. I passeggeri poi sono quasi esclusivamente dipendenti dell'ONU o ricercatori ai massimi livelli mondiali. Gente interessante insomma, che ho avuto il piacere di conoscere e frequentare in quell'anno sull'isola e che non mi dispiacerebbe incrociare due volte al giorno tutti i giorni.

- Il dispatcher del 911

A differenza del bel paese in cui ci sono: 112 per la polizia (o sono i carabinieri... boh) - 113 per i carabinieri (ma a che serve se chè già la polizia?) - 114 per il telefono azzurro (ma come? e il 112-113 a che cazzo servono allora? eheheheheheh)- 115 Vigili del fuoco (pronto va a fuoco la casa! Si ma ci sono feriti? Si... almeno 20. Bene allora chiami anche il numero delle ambulanze perchè noi pensiamo solo a spegnere il fuoco) - 116 per il Soccorso Stradale (va beh dai... ci sta) - 117 per la Guardia di Finanza (Pronto, correte, mandate uno dei vostri elicotteri! Perchè signore? Perchè non mi hanno fatto lo scontrino...) - 118 per le Amulanze (Pronto... la casa va a fuoco, ci sono 20 feriti. Si ho già chiamato i vigili del fuoco. Come? Devo chiamare anche la polizia? Al 112 o al 113, lei lo sa?) - 119 per Telecom Italia Mobile (Pronto mi serve una ambulanza! Devo premere 7 per parlare con un operatore? La promozione dell'Estate? Oh ma qua sto morendo... tu tu tu tu tu...) per tutto questo (esclusa ovviamente la TIM!) qui c'è un numero unico e cioè il 911.
Tu chiami e parli con una sola persona che da sola gestisce qualsiasi situazione di emergenza possibile. Mentre ci parli quella mette dei dati in un computer e a raffica partono gli avvisi per la polizia, per le ambulanze, i vigili del fuoco o per chiunque altro serva in quella situazione. Rispondono anche agli SMS e agli MMS, parlano diverse lingue e sono addestrati per gestire qualsiasi situazione. Un lavoro che può fare la differenza tra la vita e la morte degli utenti: "This is 911, what's the nature of your emergency?". Figata

- L'antennista

Anche dal punto di vista radiantistico NYC è una realtà credo unica ed irripetibile. Su tutte le gamme c'è infatti una quantità di segnali al limiti teorici del possibile con delle potenze da mandare fuori uso quei ricevitori economi che nel resto del mondo funzionano invece senza problemi.
L'antennista, sempre in alto, sempre solo, sempre all'erta,  è il protagonista di questo mondo invisibile fatto di MHz, di dB, di interferenze, di rumore atmosferico, di voci, di immagini o di informazioni che si incrociano nell'etere senza mai mescolarsi. L'antennista è un lavoro che ho nel cuore e che pratico, per hobby, dall'età di 12 anni. Quale luogo migliore per un antennista se non la città dei grattacieli?

L'elenco potrebbe ancora continuare a lungo... ma mi fermo qui.
Il messaggio è che New York è una città che mi da energia. Cose che altrove passerebbero inosservate, qui trovano un loro senso acquistando una qualche forma ispiegabile di magia. Il proverbio dice: "If you're leaving New York you're going nowhere". Più passa il tempo più sento che è proprio così

Hai presente la Tunisia?

giovedì, gennaio 20th, 2011

Ragazzi, mi sono visto la puntata odierna di Annozero.  Roba da pazzi. Io rimango basito ma mica per le cose che vengono raccontate... quelle me le immagino. Rimango basito perchè molti Italiani ancora fanno fatica ad accettare l'evidenza dei fatti. Ma ve le ricordate le foto su Oggi con Berlusconi che ha a cavallo 4 ragazze? E le foto della in Sardegna col Presidente della Repubblica Ceca col coso di fuori, ve le ricordate? E le registrazioni della D'Addario ve le ricordate? E le dieci domande di Repubblica, ve le ricordate? E Noemi, anche lei minorenne, ve la ricordate? E il pompino ministeriale, ve lo ricordate? E le due occasioni in cui Veronica scrisse quello che scrisse... ve le ricordate? E la telefonata fra Craxi e B. in cui si parla di scopate di fine anno, ve la ricordate? Ma mica è il primo episodio. Tutti sembrano cadere dalle nuvole.
Ma insomma, messi da parte X-Fucktor, il Grande Bordello, l'oroscopo e tutti gli altri contenuti demenziali che guardate, cos'altro c'è che ricordate?

Ad un certo punto di Annozero Zucconi dice che la vera preoccupazione è che il paese non reagisce. Non reagisce? Dai tempo al tempo Zucconi! Fai passare ancora qualche anno... Una volta perso l'effetto mediatico del sistema il popolo Italiano si sveglierà e saranno dolori per tutti.

Hai presente la Tunisia? Al confronto dell'Italia sembrerà uno scherzo

Si ma perchè Ruby sta ancora in Italia?

martedì, gennaio 18th, 2011

Oh... ormai siamo arrivati ad un livello impensabile. L'Italia è un laboratorio di totalitarismo democratico. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che quello che sta succedendo in Italia sarebbe stato veramente possibile. Tra vent'anni, quando la realtà virtuale in cui viviamo ora si sarà sgonfiata, i giovani ci chiederanno increduli di raccontare e pretenderanno di sapere da noi cosa abbiamo fatto per opporci a tutto questo. Chi vivrà vedrà.

Nel frattempo, posso aggiungere una mia considerazione personalissima alla vicenda di Ruby Rubacuori? Ma giusto una cosina che finora non ho sentito a nessuno. Una voce fuori dal coro...

La signorina in questione è ormai maggiorenne e ha già subito arresti per furto e rissa  (senza considerare il resto). NON è cittadina Italiana. Domanda: che aspettiamo a rimandarla in Marocco? A che titolo si trova ancora sul suolo Italiano? Con che tipo di permesso di soggiorno? E' questo l'esempio di integrazione che vogliamo dare agli altri immigrati?

Non bisogna cadere nella trappola del buonismo altrimenti si lascia spazio a chi fa del razzismo, della giustizia sommaria e dell'ignoranza la base del proprio consenso. Il mio giudizio sulla vicenda non lascia spazio ai se o ai ma:  una volta concluse le pendenze che la signorina ha con la legge Italiana questa deve essere ricondotta con la forza nel suo paese di origine precludendole a vita qualsiasi altro ingresso in Italia.

Altro che fare il carabiniere!!! Ma che davvero siamo diventati una nazione di rincoglioniti? Non ci deve essere nessuna clemenza nei confronti dell'ospite che tradisce la fiducia del padrone di casa. Di zoccole e di ladri è già piena l'Italia. Ha avuto la sua possibilità e l'ha sprecata imbrogliandoci... adesso a casa!