Archive for febbraio, 2011

Indentured servant (Servo a contratto)

lunedì, febbraio 28th, 2011

Durante l'America coloniale  esistevano gli indentured servants, e cioè delle persone che volontariamente lavoravano dai tre ai sette anni in cambio di vitto, alloggio e del trasporto verso gli Stati Uniti. Al termine del loro contratto di schiavitù queste persone tornavano uomini liberi e potevano rimanere nel nuovo mondo.

Oh... se lo rifacessero... quasi quasi...

Berlusconiano per antonomasia

giovedì, febbraio 24th, 2011

Un politologo di centro-destra spiega le ragioni per cui è giusto, anche per il premier, separare la sfera privata da quella pubblica.
Silvio non mollare, il tuo popolo è con te

Pagare le tasse col cellulare: anche in Italia a partire dal 2050 (sempre se ci arriviamo)

mercoledì, febbraio 23rd, 2011

Oh... comunque sti cazzo di Americani so organizzati bene eh. Che invidia... So forti dai... arrendiamoci al merito.

Così come ogni anno anche stavolta devo fare la dichiarazione dei redditi. Lo so, è una rottura di cazzo che in Italia non serve nemmeno tutti gli anni ma negli USA bisogna farla e basta se no ti portano via. Come vi ho già spiegato negli anni passati, quando sei dipendente subito dopo aver fatto la dichiarazione ti arriva un bel rimborso fiscale dal govero. Lo so che per voi in Italia sembrerà impossibile ricevere dei soldi dallo stato (la prima volta non ci credevo neanche io) eppure è così: puntuale come la morte ogni anno ti arriva un bel bonifico dallo zio Sam che è una specie di tredicesima all'Americana.

La dichiarazione si può fare da soli (non è impossibile ma sai che palle...) dal commercialista (un 30 o 50 sacchi e passa la paura) oppure online risparmiando qualcosina rispetto al commercialista. Io l'ho sempre e solo fatta online in circa mezz'ora, senza stampare, firmare o spedire mai nulla. Tutto sulla tastiera: la penna o la carta non sono mai servite a niente.

Già sarebbe un bel traguardo, una robbetta moderna diciamo. Quest'anno perè se ne sono veramente passati:  meraviglia delle meraviglie, la dichiarzione dei redditi si può fare anche solo col cellulare! Funziona che ti scarichi una application per iPhone o per Android, rispondi a delle domandine elementari, poi col telefonino fai una foto alla cedola che ti da il datore di lavoro ed il gioco è fatto! I dati vengono scansionati ed inseriti automaticamente, tu paghi $19 per il servizio e sei a posto.

Cioè capito come funzionano le tasse qua? Non solo che per fare la dichiarazione ti mandano indietro dei soldi, ma la puoi fare anche giocherellando col tuo cellulare! Roba che ti viene voglia di fare lo sborone e di dire:  "Tò Obama... tieniti sti 50 dollari va... Sto mese la stecca di sigarette la pago io"

P.S.

Dopo però si perdono nelle sciocchezze. Mi fanno anche un pò incazzare certe volte.
Ho scoperto che mentre nelle beghe burocratiche di tutti i giorni essere registrati come "DE CAROLIS" piuttosto che "DECAROLIS" non fa nessuna differenza (tanto è vero che nella patente si può scrivere solo ed esclusivamente senza lo spazio) da punto di vista fiscale questa differenza conta eccome! Vuoi vedere che dopo essere stati sulla luna e dopo che le dichiarazioni dei redditi le faranno per via telepatica questi qua mi si inculeranno perchè hanno (loro, non io!) combinato un casino con lo spazio nel mio cognome? Sicuro 100%

Sul testamento biologico

lunedì, febbraio 21st, 2011

Dico sempre che non basta essere atei ma si dovrebbe essere anche anticlericali. Spesso mi capita di ricevere risposte del tipo: "Ma perchè ce l'hai con la chiesa, che ti ha fatto? Che fastidio ti da?".

Un esempio del perchè lo vedete proprio oggi con la polemica che sta montando sul testamento biologico. Ma dico io: se tu, sciamano occidentale che dedichi la tua vita ad un dio inventato da un tuo collega predecessore, ed anche tu, vittima innocente che fin dai tempi del battesimo ti sei lasciato imbambolare dallo sciamano, se entrambi voi volete essere tenuti in vita a tutti i costi... e fatelo! Ma chi ve lo impedisce?

Io invece la penso diversamente e per le scelte che riguardano me e soltanto me gradirei essere lasciato in pace. No perchè se così non fosse interpreterei la vostra interferenza  negli affari della mia vita come un atto di violenza inaccettabile.
La mia vita non è di quell'amico immaginario che chiamate dio, non è di quel ragazzo biondo che camminava sull'acqua in medio oriente moltiplicando pani e pesci dopo aver risvegliato i morti, non è tantomeno vostra. La mia vita è soltanto mia... fatevene una ragione e pensate alla vostra.

Grazie

In Pennsylvania sulle tracce dei migranti Italiani

domenica, febbraio 20th, 2011

Anche in questo weekend sono stato ospite degli amici della Pennsylvania e appena sono arrivato, per caso, ho scoperto di una coincidenza bestiale: i biscotti Pepperidge Farm (i miei preferiti in assoluto) provengono proprio dal paesino dei miei amici e cioè Downingtown PA.
Non solo, il motivo stesso della presenza di così tanti Italiani è legato proprio alla storica fabbrica di biscotti che fino a pochi anni fa impiegava migliaia di operai, molti dei quali appunto Italiani. E' probabilmente per questo motivo che ancora oggi alcuni biscotti si chiamano col nome delle nostre città: Milano, Verona, Montieri.

La situazione di quegli operai doveva essere ben diversa rispetto a quella degli emigranti Italiani del giorno d'oggi.
Negli anni '20, gli Abruzzesi della zona del Teramano, costruirono qui la piccola chiesa di S.Antonio (ora passata ad una congregazione di neri) e successivamente il centro ricreativo "S.Anthony".
Vito, giovane trentenne membro del consiglio direttivo, mi spiega che la principale ragione che spinse i loro nonni a costruire quel piccolo dopolavoro era che gli Italiani non erano accetti in nessun altro luogo.

Oggi i discendenti degli Italiani che arrivarono nella prima metà del secolo scorso sono ormai completamente integrati nel tessuto sociale Americano: quasi nessuno ormai parla più la lingua ed è impossibile riconoscerli se non dai cognomi.
Sulle mura, proprio a fianco alle mappe dell'Abruzzo e della prov. di Teramo, le foto di dozzine di combattenti Italo-Americani veterani (o caduti) della Seconda Guerra Mondiale.
Ero tentato di fare un video fin dal primo momento in cui sono entrato ma non ho potuto più resistere quando è cominciato il rituale (mensile) di "Proud to be American" in cui tutti i presenti, tenendosi per mano, cantano a squarciagola il loro orgoglio di essere Americani.

iPhone vs Android: le mie prime impressioni

sabato, febbraio 19th, 2011

La prima volta che mi capitò tra le mani un iPhone fu nell'Autunno del 2007 quando un amico me lo prestò così che io glielo potessi sbloccare. Lo usai per appena dieci minuti e ne rimasi talmente affascinato che corsi subito all'Apple store sulla quinta Avenue per comprarmene uno.
Dal 2007 ad oggi ho cambiato quattro volte iPhone (tutti usati tranne il primo). Dopo aver distrutto il quarto, stanco delle illiberali limitazioni imposte dalla Apple (che ormai è la nuova Microsoft) e soprattutto dei prezzi esorbitanti ho deciso di dare ad Android una possibilità acquistandone uno.

Mi sono così messo alla ricerca e ho preso su ebay un Samsung Captivate i897. Il telefono ha caratteristiche hardware impressionanti che ad una frazione del prezzo competono con quelle dell'iPhone 4: display 480x800, 512 MB di RAM, 16 GB di flash più uno slot microSD, cazzi e mazzi, tutto a soli $245 (rigorosamente usato eh... ma come fosse nuovo).
Per farvi capire la differenza, a circa $275 avrei potuto ripiegare su un iPhone 3GS ma nonostante il prezzo superiore le caratteristiche sarebbero state un display 320x480, 256 MB di RAM, stessa flash ma niente SD.

Parlare subito di soldi è d'obbligo perchè è proprio per del costo che i telefoni Android sono popolari.
Commercialmente parlando Android è visto dal grande pubblico come succedaneo dell'Iphone. Ieri, ad esempio, passavo davanti ad uno dei negozietti di elettronica di Manhattan (quelli in cui non dovreste mai entrare) ed incrocio una coppia di turisti Italiani. Il ragazzo, fiondatosi verso la vetrina come se dietro ci fosse stata Ruby Rubacuori a 90 gradi, sbotta: "Iphone 4!!!". Non ho mai visto ne sentito nessuno esaltarsi davanti ad una vetrina gridando: "Andoid 2.3!" oppure "Froyo!!!"... Chi compra un telefono Android (e mi riferisco al pueblo, non agli infoiati dell'open-sorca) lo fa solo ed esclusivamente perchè costa poco e non perchè lo ritiene più bello, più funzionale o in nessun caso migliore.

Le domanda che mi sono voluto porre in questo post (e che mi pongo da due settimane) sono quindi le seguenti: nonostante costi meno, l'esperienza di Android è veramente allo stesso livello di quella dell'iPhone? O forse, contrariamente a ciò che pensa el pueblo, essa è addirittura migliore? Chi ha un iPhone vecchiotto (o rotto, come nel mio caso) sarebbe soddisfatto nel passare ad Android o se pentirebbe amaramente?
Ai posteri l'ardua sentenza. Per ora, mettendo da parte l'aspetto economico, ecco le mie considerazioni dopo qualche settimana di utilizzo.

I Pro:

1) L'integrazione con i servizi di google è fenomenale.
Le applicazioni di Google spesso hanno delle features che trovi solo in Android. Maps, ad esempio, se vuoi fa da navigatore tipo tom-tom (e parla pure!)

2) Le applicazioni sono libere e non hanno le restrizioni imposte dalla Apple.
Un esempio per tutti: su Android c'è Flash! Incredibile che chi possiede un telefono da $800-$1000 non possa permettersi il lusso di vedere tutte le pagine web che vuole ma soltanto quelle che vuole la Apple.
E' possibile sostituire tutto: la parte che fa le telefonate, quella che gestisce le finestre, quella che gestisce gli SMS. Le applicazioni possono essere istallate partendo da un file qualsiasi e non soltanto scaricandole dal market di google.

3) Non è indispensabile usare iTunes
E' possibile scambiare qualsiasi file col telefono utilizzando il bluetooh o il cavetto USB. Si può inoltre copiare tutto quel che si vuole, come fosse un hard disk.
Per utilizzare un mp3 basta quindi copiarlo dentro, per estrarlo basta fare il processo inverso. Operazioni banali e sacrosante ma che su iPhone sono proibite.

I contro (bel troiaio...):

1) Le applicazioni non sempre funziano ugualmente bene tra i vari modelli.
Talvolta non funzionano affatto. Alcuni esempi eclatanti che ho scoperto in appena tre settimane di utilizzo sul mio i897:
- Skype non funziona. Lo sanno da diversi mesi quelli di ATT (il mio telefono è un modello di punta), lo sa Google, lo sa Skype, lo sanno gli utenti, lo sanno tutti eppure ancora niente. Skype non va punto e basta.
- L'applicazione del NYT inspiegabilmente certe volte duplica le notizie.
- Twitter ogni tanto mi inserisce dei tweet nel futuro. Di recente ne sono saltati fuori tre datati 9 Maggio 2011. Essendo i tweet in ordine cronologico me li ritrovavo sempre in cima alla lista e per cancellarli ho dovuto rimuovere i relativi contatti. Sul widget non è stato possibile correggere il problema e quindi ho dovuto rimuovere il widget.

2) I vari produttori di telefoni, o le varie compagnie telefoniche, non si limitano ad istallare Android sui loro telefoni ma procedono nel modificarne l'aspetto e l'usabilità.
Menu diversi, funzionalità diverse, orde di applicazioni inutili e spesso fastidiose che in teoria non puoi neanche rimuovere. Mentre gli iPhone seguono in tutto rigorosi standard di usabilità e di design iper-collaudati ed iper-scrutinati, Android è soggetto all'influenza della ATT, della Samsung, della Sony, della HTC o della pinco pallino di turno che pur di ficcare nel telefono un loghetto in più sarebbero disposti a ribrandizzare anche la sacra bibbia. Apple si rallegra del fatto che Android è sempre più "fragmented" ed ha perfettamente ragione. Per rendersene conto basta considerare certe applicazioni fondamentali che vengono fornite: grafica da serial killer sotto LSD e funzionalità del tutto discutibili. Cose tipo che il player originale del mio telefono saltellava quando passavo da uno schermo all'altro, o il dialer che nei contatti senza foto ne usa una di default spettrale e con lo sfondo sfumato dal marrone al nero.

3) Sincronizzare il telefono è quasi impossibile.
Dopo 3 settimane di dure ricerche ad oggi non so ancora come fare per:
- sincronizzare la musica
Ho provato due diverse soluzioni a pagamento ed entrambe lasciano molto a desiderare e neanche funzionano bene
- sincronizzare le foto
Non ci crederete eppure, su Android, l'unico modo che esiste per organizzare le foto è quello di usare le directory, cosa impossibile per chi ne fa molte e vorrebbe gestirle in maniera razionale. Come se non bastasse questa enorme limitazione, l'unica applicazione decente per visualizzarle è quella originale e cioè Gallery 3D, una applicazione brutta per quanto rudimentale che ha il solo pregio (peraltro inutile) di essere tridimensionale
- fare un backup
Come si fa per passare tutti i dati da un telefono all'altro? Non si sa... Dei modi ci sono ma richiedono delle applicazioni esterne ed io, da neofita, quando mi è servito ho lasciato perdere preferendo rifare tutto daccapo. Su iPhone invece questa è una operazione trasparente di cui l'utente neanche si accorge.

4) Ciascun telefono ha i suoi pregi, ma anche i suoi difetti!
Il mio Samsung i897 è noto per avere un GPS talmente sordo che non sentirebbe un satellite cadergli addosso. Mentre gli altri telefoni capiscono di trovarsi a Manhattan in 3 secondi, il mio parte con: forse siamo nella via lattea, oddio forse il pianeta è la terra, mi pare nord america, probabilmente stati uniti, stato di new york, poi dopo che tu hai già fatto prima a domandare istruzioni ad un passante decide: siamo a Manhattan, precisione più o meno 3 isolati, e a volte sbaglia pure!
Il telefono, come migliaia di altri dello stesso modello, era anche difettoso (si spegneva da solo) e quindi me l'hanno sostituito. Cosa buona perchè ora ho un telefono nuovo a prezzo di uno usato ma... che cazzo! con Android è normale mentre se fosse successo ad un iPhone gli utenti avrebbero portato la cosa al consiglio di sicurezza dell'ONU.

5) Molto spesso il fatto che Android non deve essere "sbloccato" è quasi sempre un un mito.
Infatti, così come succede per l'iPhone, se veramente si vuole utilizzare appieno il proprio telefono è necessario effettuare una specie di jalbreak ed eventualmente anche un unlock. Il mio telefono ad esempio, oltre a richiedere questo "jailbreak" per istallare il tether o l'applicazione dei backup, limita i propri utenti ad istallare solo le applicazioni del market (e nemmeno tutte! alcune erano infatti "censurate").

Midtown Manhattan

venerdì, febbraio 18th, 2011

Lunghissima serata di "lavoro" a Midtown Manhattan.

Alla fine del grande freddo Manhattan riacquista quel suo sapore speciale e camminando senza fretta hai il tempo di apprezzarlo fino in fondo: sulla trentacinquesima rivedi quell'incredibile negozio di poster cinematografici, all'incrocio con la settima Tony lo shoe-shine, che un tempo lavorava per strada, ora ha il suo negozio in cui ripara le scarpe. Gli stradoni semivuoti ed incomprensibilmente (almeno per me che sono Italiano) sgombri da auto parcheggiate. Il mio primo ristorante Giapponese in cui mangiai per un anno intero, lo Staples in cui per sbaglio ricevetti 100$ in più nel resto e rientrando per riconsegnarli sconvolsi la cassiera come fossi stato un alieno, il palazzo (a due passi dall'Hotel New Yorker) in cui visitai un appartamento di uno squallore difficile da raccontare a parole ma che nonostante tutto stavo quasi per prendere in affitto.

Il centro di Manhattan (centro nel senso di Midtown) è senza dubbio il posto più anonimo, più duro e più alienante che abbia mai visto: tutto è in movimento, tutti di passaggio, tutto parte di una perenne ed inarrestabile mutazione. La cosa strana è che ormai in quel marasma mi ci sento anche a casa. Da quelle parti, del resto, ne ho fatte parecchie eh... e non ne ho mai ancora scritta nessuna.

Il mio più grande rammarico è quello di non esser venuto qui prima, quand'ero ancora giovane. Se solo avessi potuto leggere un blog e mi fossi lasciato convincere oggi sarebbe tutto diverso!
E' per questo che mi rivolgo a te, o lettore/lettrice neo-diplomato o prossimo alla laurea. Ma anche a te che sei un cameriere, un barista, un ammazzafemmine, una bella figa, un impavido avventuriero/a. A te che mgari non sei più così giovane ma che hai ancora voglia di viaggiare, voglia di vivere: se pensi di intuire i motivi che mi spingono ad amare questa città non aspettare e vieni a New York City! Per tornare indietro nel tempo, verso più sicuri lidi, verso facili certezze, insomma per tornare in Italia ci sarà sempre tempo. Rompi ogni indugio e parti. A tutti i costi.

Che città ragazzi... che città.

Fortuna che dal nome non si capisce che sono Italiano

mercoledì, febbraio 16th, 2011

Non ci sono mezzi termini: di questi tempi è una vera e propria disgrazia essere nati in Italia. C'è solo da vergognarsi.

La Minetti alla CNN è un oltraggio alla nostra intelligenza. Alla nostra storia. Ci vorrano almeno un paio di generazioni prima che le Istituzioni Italiane riacquisteranno un minimo di credibilità o di autorevolezza.
Forse la Consigliera non si è resa conto che CNN non è Canale 5 o Rai Uno. Da queste parti i giornalisti fanno bene il loro lavoro e non sono sotto il controllo (se non addirittura a libro paga!) della persona che oltre ad essere Presidente del Consiglio è anche oggetto delle accuse di cui si sta discutendo. Guardate il distacco, la professionalità, la freddezza con cui vengono poste le domande ed ascoltate le risposte. Non c'è nessun commento di sorta, ma lo spazio lasciato all'immaginazione del telespettatore è vermente poco: i fatti (già solo quelli ammessi dalla Minetti) parlano da soli.

L'introduzione catapulta chi non conosce la vicenda direttamente in un film di Tinto Brass:  "Nicole Minetti, una donna che ha partecipato ai party selvaggi descritti dagli inquirenti, ex showgirl ed ex igienista dentale diventata politica, è anche lei indagata per l'accusa di aver procurato prositute minorenni a Berlusconi...".
In America il processo (quello mediatico) sarebbe terminato qui, senza necessità di sentire l'intervista stessa. Il pubblico avrebbe preteso le dimissioni della Minetti dopo, ovviamente, quelle di Berlusconi e di tutto il resto del governo.

Ma sentite anche le risposte evasive! Cose da pazzi. Cose che qui ti lancerebbero pomodori per strada...

CNN: "Ha mai ricevuto denaro da Berlusconi?"
ex Igienista Dentale: "Si, mi ha aiutato in qualche situazione"
CNN: "E quanto le ha dato?"
ex Igienista Dentale
: "Preferirei non specificare questi dettagli, non hanno importanza"
CNN: "Beh, qualcuno crede che invece ha importanza perchè dimostrerebbe che lei è stata pagata per i suoi servizi oppure per il suo silenzio" (porco zio! ndr)
[...]
CNN: "Come descriverebbe la sua relazione col primo ministro?"
ex Igienista Dentale: "Ho avuto una relazione affettuosa, nel senso di qualcuno che si prende cura di te e di cui tu ti prendi cura!" (mannaggia sansone!!!! ndr)
CNN: "Quindi non una relazione impropria, una relazione sessuale?"
ex Igienista Dentale: "Non entrerei in questi dettagli. Sono dettagli privati" (maremma bucaiola!!!!! ndr)

Fin qui la parte anche comica. In cui volendo si riesce anche, se pur amaramente, a ridere.
Adesso quella più seria. Quella veramente grave per cui invece non si riesce neanche sorridere.

Un esempio del danno di immagine che questo regime ha arrecato all'Italia e alle sue Istituzioni si manifesta sul sito stesso della CNN a poca distanza dalla tragicomica intervista dell'igienista showgirl.
Si parla infatti di Amanda Knox, la studentessa Americana accusata di omicidio a Perugia e sia dall'articolo che dai commenti traspare una diffidenza degli Americani nei confronti del nostro paese ed in particolare nei confronti dei suoi inquienti che, chissà come mai, vengono da alcuni considerati influenzabili, corrotti o non imparziali.

Ecco che dalle barzellette sul Bunga Bunga, dai sorrisini plastici della Minetti, dal culo e dalle tette di Ruby si passa alle questioni serie, alla credibilità dello Stato, al buon nome degli Italiani. La mia unica consolazione è che dal nome nessuno può intuire la mia nazionalità. Potrei passare per Francese o anche per Spagnolo e ultimamente, in attesa di tempi migliori, quando possibile evito sempre di specificare.

La lotteria per la carta verde è GRATIS. Non pagate mai nessuno!

martedì, febbraio 15th, 2011

L'amico Giovanni Sagripanti, er mejo avvocato del centro Italia, mi ricorda un fatto che merita di essere ribadito ancora una volta: la lotteria per prendere la carta verde che fa il governo Americano è GRATIS, ed il link ufficiale è questo:

http://www.dvlottery.state.gov/

Le iscrizioni aprono a Ottobre e durano circa un mese.

Se per caso vi imbattete in altri siti che finiscono per ".gov" lasciate perdere immediatamente. Attenzione perchè se mettete dentro la vostra email o il vostro numero di telefono alcuni di questi siti vi contatteranno anche prima che voi abbiate finalizzato l'iscrizione. Vi arriverà una telefonata di qualcuno che vi prometterà la vincita chiedendovi ovviamente di pagare un corrispettivo. Rispondete NO GRAZIE ed andate sul sito ufficiale del governo.

Nessuno, ripeto nessuno, può garantirvi di farvi vincerete la lotteria. (Questa qui è l'America e non una nazione in cui si ottengono posti nell'amministrazione pubblica facendo pompini...)

Ciao

Alla manifestazione femminile contro Berlusconi

lunedì, febbraio 14th, 2011

Oggi sono stato alla manifestazione contro la mignottocrazia organizzata da tre ricercatrici di New York.
Prima di organizzare la cosa mi avevano contattato per sapere se io mi ero già mosso ma essendo la cosa esclusivamente femminile ho preferito tirarmente fuori. Del resto, come sapete, io in questo senso ho già dato ampiamente.

La manifestazione è riuscita benissimo. Complice una calda ed insolita giornata di sole si sono presentate circa duecento persone. Massima disponibilità della polizia che ha transennato appositamente un lato della settima avenue tra la 42 e la 41 e messo a disposizione due agenti. Ironia della sorte, proprio davanti al ristorante "Ruby".

Come sempre tanti giovani e tantissimi cervelli in fuga. La crema della gioventù Italiana costretta ad espatriare e che dall'estero manifesta la sua indignazione nei confronti della classe politica indegna che li rappresenta.

Ad un certo punto arriva un signore sui sessant'anni con un manico di scopa al quale aveva appeso un paio di mutande con sopra scritto "Italia". Tutti lo hanno fotografato perchè l'idea sembrava una originale forma di contestazione al governo ed invece, con mio grande stupore, si scopre che quel signore voleva manifestare a favore di Berlusconi... non contro!
E' rimasto lì per un'oretta a farfugliare le solite filastrocche sulla Boccassini, sui giudici politicizzati, su Berlusconi sempre assolto in tutti i processi finora intentati contro di lui ed altre fesserie del genere. Molti protestavano circa la sua presenza e ovviamente con alcuni è andata a finire a parole... ma non con me! A me piace da morire il confronto civile in queste situazioni.

In conclusione, la mia riflessione è la seguente.

Berlusconi è ormai un vecchio che si addormenta continuamente. E' svenuto tre o quattro volte in pubblico ed è palesemente incapace di controllare certi suoi vizietti quantomeno rischiosi. Insomma sarà forte, intelligente, furbo e tutto quel che volete ma non è di sicuro immortale. Anzi ha già un piede nella fossa. Sono convito che 'o sistema si stia già preparando al periodo post-Berlusconi...

Sarà quello un periodo caratterizzato da decine di milioni di persone che sono figlie di questi anni. Saranno probabilmente cittadini seri, preparati, colti ma nonostante questo inclini a bersi e a ripetere come pappagalli le stronzate imposte dalla tv del capo. Gente pronta e disposta a credere a tutto, a difendere l'indifendibile, a rinnegare la propria intelligenza uniformandosi al pensiero unico che arriva dall'alto.
Se non fosse per il fatto che è ormai terzo mondo di una nazione del genere, in per cui per altro vengono coltivati su vasta scala germi ideologici che pensavamo aver sterminato mezzo secolo fa, ci sarebbe quasi da aver paura.