Archive for aprile, 2011

Da grande voglio fare il mariuolo

venerdì, aprile 29th, 2011

Ma come si fa a permettere che il monumento (forse) più famoso che abbiamo venga svaligiato sotto gli occhi dell'autorità da una banda che da anni va a prendersi le monetine?!?
Nel 2002 se ne occupò addirittura il New York Times che a seguito di un arresto ingenuamente ipotizzò la fine di quest'assurda Italica storia. Ma quando mai? A distanza di quasi dieci anni la questione è tutt'altro che risolta ed il copione si ripete oggi esattamente come allora con uno dei responsabili che difende il suo "diritto" sulle monetine arrampicandosi per protesta sulla fontana (la fontana di Trevi perdio!)  tagliandosi il ventre con una lametta. L'altro giorno per convincerlo a scendere è dovuto intervenire nientedimeno che il Comandante dei Vigili di Roma! E non è la prima volta eh... questo qua ha preso in totale 583 multe da 160 Euro ciascuna. Nessuna pagata, ovviamente.

Ma siamo veramente nella repubblica delle banane?!? Possibile che a Roma, culla del diritto della civiltà occidentale, oggi si sia arrivati al punto in cui si è incapaci di reprimere i trasgressori delle norme più elementari?

Qui non ci sono le fontane e non si lanciano monetine quindi è difficile quindi immaginare una scena simile, ma sforziamoci ugualmente di farlo: a Liberty Island arriva un pinco pallino qualsiasi e comincia a raccattare davanti alla polizia circa 23 mila dollari a settimana destinati allo stato. Poi, per protesta, lo stesso soggetto sale sulla Statua della Libertà e rifiutandosi di scendere si taglia la trippa con una lametta. Secondo voi cosa succederebbe? Per convincerlo verrebbe il capo della Polizia di New York? Secondo no. Anzi, credo che verrebbero altri...

Poi la ciliegina sulla torta: quand'è che finalmente succede qualche cosa? Le cose si muovono solo quando arriva la televisione del capo del governo a fare le riprese! Così la gente (giustamente) si indigna sui reati di strada e magari perde di vista questioni che dalla strada risultano meno visibili ma che sono sicuramente ancor più gravi, come ad esempio le gesta di un primo ministro plurio-prescritto e pluri-imputato circondato da una manica di pregiudicati manco fossimo nel South Bronx.

Viva l'Italia!

P.S.
Dopodomani è il primo Maggio. Festa dei lavoratori? No, lotteria! Speriamo bene...

Il nuovo 911

giovedì, aprile 28th, 2011

 

Sala 911 di nuova generazione (time.com)

 

 

Da un vecchio post:

A differenza del bel paese in cui ci sono: 112 per la polizia (o sono i carabinieri... boh) - 113 per i carabinieri (ma a che serve se chè già la polizia?) - 114 per il telefono azzurro (ma come? e il 112-113 a che cazzo servono allora? eheheheheheh)- 115 Vigili del fuoco (pronto va a fuoco la casa! Si ma ci sono feriti? Si... almeno 20. Bene allora chiami anche il numero delle ambulanze perchè noi pensiamo solo a spegnere il fuoco) - 116 per il Soccorso Stradale (va beh dai... ci sta) - 117 per la Guardia di Finanza (Pronto, correte, mandate uno dei vostri elicotteri! Perchè signore? Perchè non mi hanno fatto lo scontrino...) - 118 per le Amulanze (Pronto... la casa va a fuoco, ci sono 20 feriti. Si ho già chiamato i vigili del fuoco. Come? Devo chiamare anche la polizia? Al 112 o al 113, lei lo sa?) - 119 per Telecom Italia Mobile (Pronto mi serve una ambulanza! Devo premere 7 per parlare con un operatore? La promozione dell'Estate? Oh ma qua sto morendo... tu tu tu tu tu...) per tutto questo (esclusa ovviamente la TIM!) qui c'è un numero unico e cioè il 911.
Tu chiami e parli con una sola persona che da sola gestisce qualsiasi situazione di emergenza possibile. Mentre ci parli quella mette dei dati in un computer e a raffica partono gli avvisi per la polizia, per le ambulanze, i vigili del fuoco o per chiunque altro serva in quella situazione. Rispondono anche agli SMS e agli MMS, parlano diverse lingue e sono addestrati per gestire qualsiasi situazione. Un lavoro che può fare la differenza tra la vita e la morte degli utenti: "This is 911, what's the nature of your emergency?". Figata

E' interessante vedere con quanta attenzione i servizi di emergenza vengano gestiti in questo paese.

Sul Time di questa settimana si parla del 911, il numero telefonico unico che gestisce tutte le emergenze in America.
Nonostante si tratti (credetemi) di un sistema efficientissimo che funziona perfettamente bene, gli USA si stanno già preoccupando di aggiornarlo per fare in modo che questo mantenga il passo con le nuove tecnologie di comunicazione.

In progetto ci sono miglioramenti nei metodi di geocodifica delle informazioni necessarie a localizzare i chiamanti, la creazione di un network in grado all'occorrenza di svincolare da un particolare territorio l'operato delle varie centrali ma anche di condividere in tempo reale i dati relativi agli interventi coordinati dalle stesse.

E va beh dai... noi pressappoco con 112, 113 e compagnia bella siamo più o meno allo stesso livello

Brutta gente a Union Square

mercoledì, aprile 27th, 2011

Oggi ero a Union Square e cercando un posto per mangiare mi sono addentrato nella parte posteriore del giardinetto.
Sia chiaro, la situazione era apparentemente normale e non ho visto nulla di allarmante ad primo colpo d'occhio, eppure era innegabile la presenza di un grosso numero di personaggi poco raccomandabili.

Ho addirittura visto (prima volta in assoluto da quando sto a NY) un passaggio di mano di qualche cosa. Insomma si spaccia... C'erano poi persone che stavano in piedi a malapena e se non consideriamo la parte anteriore della pizza credo che per la restante i balordi fossero la maggior parte. E questo in pausa pranzo eh, non a mezzanotte...

Sono sicuramente ancora molto lontani i tempi dei guerrieri della notte, eppure la direzione in cui ci si muove a causa della crisi e dei tagli al bilancio è indiscutibilmente quella.

Oggi, se potete, cercate di evitare Times Square

domenica, aprile 24th, 2011

La sera mi viene sonno molto presto e quindi di mattina mi sveglio ad orari per me inconsueti. Stamattina (la domenica di Pasqua!) alle 6 ero già in piedi.

Ho dovuto aspettare fino alle 7 per uscire a mangiare... Per strada pochissima gente, taxi gialli parchegiati ovunque. Ma quanti sono i tassisti a New York City?!? Per rendertene conto devi aspettare che si fermino un attimo la mattina del giorno di Pasqua.

All'incrocio tra Broadway e Crescent St due a spasso coi cani si fermano a discutere dei loro animali come fossero figli, dall'altra parte dell'incrocio un nero ride da dentro un bar e la risata arriva a sentirsi a circa quaranta metri di distanza.
Il Supermercato Trade Fair è aperto H24 e c'è già gente a fare la spesa.

La mattinata è spendida. Clima ideale. Chissà se stasera le condizioni saranno altrettanto rilassanti.

Adios

P.S.
Quasi dimenticavo: Sai Baba santo subito (state a vedere che risorge anche lui)

New York certe volte è un paesino

sabato, aprile 23rd, 2011

Allora stasera dopo il lavoro ero con l'amico Patrice caput mundi a prendere un caffè dopo il lavoro.
Si fanno le 20 e Patrice propone una pizza. E perchè no? E' un bel pezzo che non mangio una pizzetta fatta bene e così accetto. Si ma la pizza dove? Anzichè andare in uno dei collaudatissimi posti del "circuto" di pizze iper collaudate ho gettato l'amo e proposto una avventurosa disgressione presso una pizzeria sconosciuta consigliatami qualche mese fa da un amico Italiano.

Detto fatto, dopo venti minuti eravamo nell'Upper East side da "San Matteo" su novantesima e seconda.

Davanti alla pizzeria trovo per coincidenza l'amico che me l'aveva consigliata e cioè Bonaventura da Roma, un super ingegnere dell'IBM che si occupa di intelligenza artificiale ai massimi livelli.
Ci mettiamo a parlare, e dopo poco esce fuori il proprietario che si presenta e ci stringe la mano. Di dove siete, di dove non siete... Lui è di Salerno e rompe subito il ghiaccio con un aneddoto di qualche ora prima. Una signora gli aveva detto: "ma lo sa che per venire a mangiare la pizza da lei ho dovuto prendere due metropolitane?". La sua pronta risposta: "Signò avete sbagliato proprio persona perchè per portale la pizza a voi io aggia dovuto piglià n'aereo!". Tutti a ridere.

Entriamo, ci sediamo, secondo colpo di scena: il socio del proprietario (anzi suo fratello) è un conoscente del Patrice. Si sono incontrati qualche tempo fa presso una salumeria del Bronx. Incredibile ma vero.
Saluti, abbracci... come stai come non stai. Ordiniamo un tagliere di affettati e due pizze.

Pian piano il locale si svuota, e rimaniamo fino a chiusura. Il Patrice, visto che siamo tutti italiani, viene interpellato per una consulenza professionale dai proprietari. Al bancone viene offerto il rituale limoncello. Io gentilmente rifiuto ma nel momento in cui viene versato si decide diversamente: "E pigliatillo pure tu... che cazz!...". E così lo bevo anche io.

Il locale è ormai chiuso, le sedie sopra i tavoli, i pizzaioli fanno le palline con la massa per il giorno successivo. Al bancone si discute di cose tecniche tra un limoncello ed un altro quando improvvisamente entrano senza bussare gli agenti di polizia "Fragola" e "Zucchino". Saluti affettuosi e strette di mano. I due agenti prendono il loro consueto caffè espresso e se ne vanno dopo poco, ma non prima di aver salutato dicendo qualche cosa in Italiano.

Alla fine della piacevole serata, soddisfatti e divertiti, ce ne andiamo anche noi.
Nonostante tutto, certe volte, New York è veramente un paesino.

A domani

Il Paziente Italiano

giovedì, aprile 21st, 2011

La vicenda di Claudio Messora (Byoblu) che si trova in Ospedale a Milano e non riesce a farsi fare una risonanza magnetica urgente mi ha fatto ripensare a quando io qui ottenni di fare lo stesso esame seduta stante oltretutto per una questione del tutto banale.

Messora è un blogger free-lance che qui probabilmente non avrebbe avuto nessuna copertura sanitaria. Se la sua sventura gli fosse capitata a New York la risonanza la avrebbe avuta il giorno stesso in cui si sarebbe ricoverato (e probabilmente anche l'intervento) ma credo che il tutto gli sarebbe costato almeno 30 o 40 mila euro.

Messora lamenta inoltre scarsa comunicazione del personale medico misto ad una sorta di apatia e distacco nei confronti del paziente. Non si deve mai generalizzare eppure io riconosco nella sua testimonianza la mia personale esperienza coi medici Italiani che, una avuto modo di fare il confronto con quelli Americani, mi sembrano essere molto meno accomodanti ed accessibili di quanto invece dovrebbero.

La domanda quindi nasce spontanea: è meglio il sistema Americano in cui la sanità privata è iper efficiente ma che a volte costa cara (al punto di rovinarti) oppure quello Italiano in cui i servizi pubblici sono un pò "così così" ma pur sempre praticamente gratuiti?
La mia risposta è semplice: meglio quelli Europei (UK, Francia, Germania... no Italia) che sono al tempo stesso pubblici ed anche efficienti.

Un saluto a Claudio Messora con i miei migliori auguri di pronta guarigione.

Via le BR dalle Procure Americane

mercoledì, aprile 20th, 2011

Stasera mi volevo fare una partitella ma niente da fare...

Non so fino a che punto la notizia è circolata in Italia ma qui in America è scoppiato il caso del Poker online.
Un procuratore di Manhattan (che nel 1962 fu sorpreso a Canal Street a baciarsi con una ballerina Russa di troika) ha infatti scoperto delle irregolarità nel modo in cui i maggiori siti gestivano le proprie finanze e li ha fatti chiudere tutti in un colpo solo. C'è scappato addirittura qualche mandato di cattura.

Il risultato paradossale è che oggi si gioca a Poker online praticamente in tutto il mondo tranne che negli USA, la patria mondiale di queste cose.

Immediata la reazione del Presidente Obama: "Contro i PM eversivi pronto al voto"

Oxycodone

mercoledì, aprile 20th, 2011

Stamattina sono rimasto sorpreso da un articolo sul NYT secondo cui in alcune province Americane le morti di overdose da Oxycodone hanno superato quelle degli incidenti stradali, così come quelle per il crack negli anni '80 e quelle per eroina negli anni '70 messe assieme.

In Italia non l'ho mai sentito nominare, qui invece "Oxy", "Oxycod" o "Oxycodone" sono parole che appaiono sempre più spesso sui giornali o nei film e che assieme alla metanfetamina (quella fatta in casa) fanno parte di quel panorama di stupefacenti "alternativi" che possono essere reperiti senza troppe difficoltà da chiunque.
Ma che cos'è l'Oxycodone? Non è una droga bensì un antidolorifico disponibile in farmacia dietro prescrizione medica che in molti hanno cominciato ad usare per uso ricreativo.

I consumatori di Oxy non appartengono alle classi disagiate o emarginate... tutt'altro: stiamo parlando di ragazzi provenienti da famiglie perbene e benestanti. Nessuno è immune e nelle zone maggiormente colpite non esiste famiglia in cui almeno uno dei figli non sia dipendente dall'abuso questa medicina.

Tornato a casa. Anzi no, tornato e basta…

martedì, aprile 19th, 2011

Il dentista nel furgoncino

 

Sono qui sdraiato sul divano da circa 6 ore che faccio di tutto per evitare di addormentarmi fuori orario. Ho la casa che è un bordello e la valigia ancora da disfare ma non ho nessuna voglia di muovere un dito al punto che mi sono alzato per andare a pisciare solo quando è diventato improrogabile farlo.

Sta cosa che ogni volta all'aeroporto devo spiegare chi sono e cosa faccio mi rompe il cazzo in una maniera difficile da comprendere. Atterri e ti senti finalmente arrivato a casa, ma poi la prima persona che incontri ti ricorda  le cose come stanno e cioè che in realtà sei solo  un ospite. Non che siano scortesi eh... perlomeno non lo sono mai stati con me. E' piuttosto la situazione stessa che mi deprime perchè conferma il fatto di non avere più una casa e ribadisce lo status di "straniero in patria" qualunque sia il punto di vista da cui si volesse osservare la propria situazione.

Certo, se tra dieci giorni vincessi la lotteria cambierebbe tutto eh...  sul blog ci sarebbero festeggiamenti ad oltranza. Poi, oltre al coast to coast in bicicletta, avrei in mente cose tipo far fare i fuochi d'artificio a Martinsicuro (in mia assenza) oppure distribuire banconote vere a Times Square per ringraziare gli Americani dell'ospitalità. In alternativa potrei far scrivere qualcosa sui cieli di Manhattan col fumo degli aerei, oppure fare un annuncio a pagamento sul NYT. Magari porco zio!

Io vorrei rimanere perchè mi sento a mio agio e perchè credo che a questa età ed in questo momento storico New York City sia di gran lunga il posto migliore in assoluto per vivere. Eppure non è certo il paradiso terrestre eh...
Ad esempio guardate la foto che ho scattato oggi ad Astoria. Siccome ci sta un fottio di gente che non si può più permettere di andare dal dentista allora il dentista va direttamente davanti casa loro. Con un furgone!!!
Oppure senti sta storia qua.
Qualche settimana fa una ragazza stava sciando con amici in Colorado. Ad un certo punto uno le è andato addosso e lei ha battuto violentemente la testa al punto di svenire. Si è svegliata circondata dai soccorritori che l'hanno caricata e portata in ambulanza all'ospedale. Siccome ha vomitato i medici hanno temuto un trauma cranico e così le hanno fatto tutte le analisi diagnostiche del caso. Per fortuna nulla di grave e tutto si è risolto in un bernoccolo. Nessuna cura necessaria oltre al riposo.
Oggi però le è arrivato il conto: 18.000 dollari. E se veramente avesse avuto bisogno di un qualche cosa di neurologico? Le sarebbe certamente partita la casa.
Ma l'assicurazione ce l'ha? Si ce l'ha, ma non si sa se e quanto paga perchè lei è una studentessa di Taiwan e le assicurazioni in questi casi sono diverse, limitate e piene di rider policies (cioè di inculate). In ogni caso i soldi li dovrà improntare tutti lei poi si vedrà come va a finire.
Insomma, a parte gli aspetti potenzialmente negativi (come la sanità) io qui mi trovo bene e mi piacerebbe poter chiamare questo posto "casa". Per ora non posso.

Adesso vi saluto che ho un altro compito improrogabile da espletare.

Ciao!

La vacanza è finita. La grande Cina mi mancherà.

lunedì, aprile 18th, 2011
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Due modelli al 798 Art Center durante un photoshoot

E così eccomi qui con le valigie pronte, solo nel cuore dell'ultima notte Cinese.
Che peccato... proprio ora che iniziavo ad ambientarmi è ora di ripartire. La Cina merita sicuramente di essere visitata e per quanto mi riguarda credo anche che non sarebbe male farci anche una esperienza più singnificativa.
Non mi riferisco solo alle enormi potenzialità economiche che essa offre (sarebbe il caso di parlare del sogno Cinese piuttosto che di quello Americano) ma anche e soprattutto a tutto quello che questa terra è in grado di insegnare e trasmettere.
Sinceramente mi dispiace andar via perchè nonostante le difficoltà e gli aspetti meno facili da digerire (non sono pochi) questo paese esercita un fascino immenso.
Ora sono qui che scrivo le ultime righe prima della partenza, intento a rimanere sveglio così da crollare facilmente durante il volo. Nei prossimi giorni pubblicherò altro materiale e forse sarò in grado di fare una analisi più distaccata ed attenta degli input ricevuti in questi giorni. Per ora vi propongo le foto del "798 Art Center", il bellissimo centro artistico e culturale di Pechino.