Archive for maggio, 2011

New York City – Timelapse

martedì, maggio 31st, 2011

Video by stimul.
(Grazie a @nipac per la segnalazione)

Weekend lungo

martedì, maggio 31st, 2011

Ragazzi... che vi devo dire...

New York è un posto in cui nello stesso mese si passa dai riscaldamenti all'aria condizionata. E' scoppiato infatti un caldo non da poco e i condizionatori della città hanno ricominciato a ronzare.

Oddio... sto dimenticando come si scrive in Italiano. Si scrive "a ronzare" oppure "ha ronzare"?!? Giuro che mi viene il dubbio. Sarà a causa dell'ora tarda oppure saranno i quasi quattro anni di permanenza negli USA? Probabilmente entrambe le cose.

Il weekend è stato lungo per via della festività di lunedì. Non ho fatto niente di speciale, diciamo che è stato un weekend rilassante.

Oggi sono ho fatto un test sul campo della nuova antenna e i risultati sono incoraggianti: ho ricevuto l'Europa, Cuba, il Sud America... peccato che non potevo trasmettere per via della batteria rotta. La foto che vedete l'ha scattata un passante curioso dopo che si è fermato a chiederci cosa stessimo facendo.

Adesso vi saluto che finalmente mi viene sonno

Ciao

Sono arrivate le schede del referendum

sabato, maggio 28th, 2011

Cari amici Newyorkesi, se ancora non avete ricevuto le schede e se non vi arriveranno entro Martedì 31, chiamate il Consolato Italiano di New York al numero 212.439.8636 dalle 14.30 alle 16.

Ciao!

 

G8: Esclusivo – la risposta di Obama a Berlusconi

giovedì, maggio 26th, 2011

Da fonti certe ho ottenuto la risposta che Obama avrebbe offerto a Silvio Berlusconi dopo che questo lo ha aggiornato sulle ultimissime della Repubblica delle Banane

Power Hacking: la Lampada IKEA Wireless

giovedì, maggio 26th, 2011

Stasera dovevo uscire ma purtroppo la cosa è saltata e così mi sono dedicato alla scienza e così casualmente credo di aver fatto una invenzione che potrebbe cambiare le sorti dell'umanità: la Lampada IKEA Wireless.

P.S.
Se ci provate anche voi fate molta attenzione ai 4.5 KV presenti alla base dell'antenna

Sognando Miami

mercoledì, maggio 25th, 2011

E' da giorni che ti leggo, ti rispondo solo adesso perchè sono in dirittura d'arrivo. Amo l'america e leggere d'america è un piacere. Sono stato a New York, stavo per comprare una casa a Miami ma poi mi hanno detto che comprare casa non ti dà il diritto di vivere in america e allora ...
Quando penso che qui in Italia facciamo entrare zingari senza soldi e lavoro e perfino poco affidabili e invece un italiano che vuole comprare casa, ha un lavoro, dei soldi e un'istruzione viene preso a calci nel culo, un po' mi incazzo.
Stavo cercando un modo per partecipare alla Green Card Lottery, con sto annullamento della lotteria 2010 è un casino, tu sai quando si farà l'altra, quando si potrà partecipare e come?
Un abbraccio

Carissimo,

hai perfettamente ragione. Come ho tante volte scritto gli Italiani non hanno ormai più nessun concetto di cittadinanza e soprattutto nei giovani è radicata l'idea - del tutto astratta ed insensata - che basta "trovare un lavoro" per poter di punto in bianco partire e vivere in qualsiasi paese extracomunitario.

Qualche tempo fa ad Annozero mi rimase impresso un ragazzo straniero che ha studiato in Italia. Uno colto che parlava forbito. C'era andato per ribadire un concetto: "ho studiato in Italia, voglio poter lavorare in Italia". La gente appaudiva, io invece sono saltato sulla sedia.

Ma come? Qui in America gli stranieri pagano circa il doppio la retta Universitaria e alla fine del corso (dopo circa un anno di OPT) li mandano via con un "arrivederci e grazie"... Da noi invece, non solo che siamo stati così generosi da far studiare quel ragazzo praticamente GRATIS (anzi avrà pure avuto accesso ai sussidi statali) questo pretende pure di poter rimanere. E perchè mai dovrebbe poter rimanere? In base a quale diritto?
Non dico che questa facoltà gli debba essere esclusa: magari è un genio, magari qualcuno lo sponsorizza ed alla fine è giusto che rimanga... Ci mancherebbe. Io mi oppongo piuttosto alla pretesa immotivata che uno debba poter rimanere solo perchè ha studiato, o solo perchè ha trovato un lavoro qualsiasi.

Va beh ma in fondo che ci frega: la barca sta affondando ed è inutile stare a discutere sui particolari di bordo. L'unica cosa da fare è cercare una scialuppa.
Potrai partecipare alla lottery come ogni anno ad Ottobre.  Ti auguro di vincere e di poter così finalmente scappare a Miami.

Ciao!

Aggiornamento delle 12.14 AM

Manco a farlo apposta mi ha appena telefonato un amico per dirmi di un Italiano che vive a Los Angeles, uno laureato in Economia che sta qui da diverso tempo grazie ad un visto lavorativo. Ha con se moglie e figlio. E' stato licenziato ieri e si chiede cosa deve fare perchè in teoria dovrebbe lasciare immediatamente gli Stati Uniti, altrimenti si preclude la possibilità di poterci rimanere in futuro, cosa piuttosto problematica visto che suo figlio è nato qui... Capito che aria che tira da queste parti?

Krypton Neon – L’Artista del neon di Long Island City

mercoledì, maggio 25th, 2011

Per le strade di Long Island City sono incappato casualmente in questo artigiano (uno molto Hippie anni '70) che nel suo coloratissimo laboratorio - assieme alla moglie - spiega come produce le sue bellissime insegne al neon.

Two lovers

martedì, maggio 24th, 2011

Questo che vi propongo parla di un uomo disperato e disilluso, un uomo schiacciato dalle circostanze e dai casi della vita. Comincia che lo sfortunato protagonista per la seconda volta cerca di togliersi la vita fallendo. Non è proprio il mio genere, eppure mi è piaciuto molto lo stesso.

E' un film che parla di affetti ma anche di South Brooklyn. Un film di classe, raffinato, una finestra sulla vita della periferia: la ragazza che vive da sola al piano di sopra nell'appartamento pagato dall'amante, il ragazzo che vive ancora coi genitori, la famiglia che gestisce la lavanderia e che sulle camicie mette "we love our customers". Insomma, la New York vera e non quella che più spesso siamo abituati a guardare grande schermo.

Dietro ogni inquadratura, ogni prospettiva, ogni fotogramma c'è per me un ricordo, un significato, un qualche cosa di vissuto. Saranno i film come questo che, una volta lasciata l'America, diventeranno per me impossibile da guardare.

Il battesimo che avrei voluto per me

lunedì, maggio 23rd, 2011

Sabato pomeriggio sono stato invitato al "baby shower" della figlia di alcuni amici Abruzzesi che (guardacaso) sono dei ricercatori a NYC nel settore delle neuroscienze.
Visto che c'era il sole e che la cosa si sarebbe svolta presso gli stupendi condomini residenziali di Long Island City ho optato per la bici e mi sono fatto tutta Vernon Boulevard passando sotto il ponte e attraverso la parte vecchia di Long Island City (figata per me pazzesca).

Va beh, arrivo nel mega condominio (cose in Italia MAI VISTE... fidatevi dello zio Alain) e mi accorgo che si trattava di qualcosa d'altro rispetto ad un semplice baby shower. C'era infatti un signore con la barba, vestito di bianco, al collo una specie di sciarpa lunga fino alle ginocchia, portamento solenne, sguardo rilassato ma fermo... ma che è un prete? Stai a vedere che fanno un battesimo?!?

Conoscendo gli amici rimango sorpreso da questa evenienza e infatti chiedo spiegazioni appena entro. Mi tranquillizzano subito: non è un prete ma un reverendo (soccmel!) e non si farà nessun battesimo bensì una cerimonia (laica) di benvenuto per la bambina.
Praticamente il prete vestito di bianco, anzi il reverendo, non è un prete ma un signore che ha conseguito la licenza statale per fare i matrimoni. Legalmente parlando ha gli stessi poteri di un prete cattolico in Italia e praticamente fa le stesse cose senza però tirare in ballo le superstizioni medioevali che ben conosciamo (sangue liquefatto una volta all'anno, esorcismi, superpoteri stile pokemon, fax in arrivo direttamente dalla madonna e cose di questo genere). Insomma, un battesimo senza nessun dio. GENIALE!

La cerimonia molto molto bella. Il reverendo ha letto delle cose lui, ha fatto leggere delle poesie, alla fine ha concluso con le lyrics di pezzo di Franco Battiato. Fantastico. Ma mi veniva da chiedere al reverendo: scusi ma il limbo? Ah non esiste più il limbo... si erano sbagliati. Allora va bene così dai...
Poi, colpo di scena. Alla festa c'era una ragazza alta, piacente direi. Bella donna... stivale di pelle... insomma non mi fate parlare... ci siamo capiti. Esce fuori l'incredibile: è la moglie del reverendo. Hai capito sti preti del 2000 come si trattano bene??? Se lo sapevo mi facevo reverendo anche io! Il bello è che è reverendessa pure lei! Insomma due preti (o facenti funzione) sposati tra di loro. Allelujua!

Poi il rinfresco. Ah, quasi dimenticavo: il tutto si è svolto in una saletta con parete a vetro e vista sull'East River e Manhattan. L'Empire State Building maestoso in lontananza. Roba da urlo.
Comunque durante il rinfresco l'amico/padre mi dice che stanno per rientrare in Italia. Ed io: ma come? sei impazzito?!? E lui: ma si... un anno o due poi andiamo in Australia. Ahhhh.... allora si!
Suo fratello è qui anche lui e indovinate che fa? Il ricercatore. In Scozia. Dice che appena finisce il dottorato viene anche lui a NYC. (E'una saga ormai, anzi no, è una diaspora. La diaspora Italiana)

Vi devo raccontare anche della parte vecchia di Long Island City ma ci faccio uscire un altro post.

Sia lodato il Signore.

Ciao!

Scene di vita e di morte nella metropolitana di New York

domenica, maggio 22nd, 2011

Scendo dal trendo per prenderne un altro quando proprio in mezzo ad uno degli enormi corridoi del piano principale della stazione di Herald Square noto un movimento strano di divise. Mi avvicino e metto subito a fuoco la situazione: due equipaggi della FDNY stavano tentando di resuscitare una persona.
Uno dei tecnici era accovacciato dietro la testa (riversa verso l'alto) del malcapitato e attraverso la bocca controllava costantemente l'accesso alle vie respiratorie, un altro si occupava di pompare aria con un palline ambu, un altro ancora faceva il massaggio cardiaco intervallandosi ad intervalli regolari con le insufflazioni dell'aria. Altri tre tecnici erano in piedi, uno con una cartella in mano, due guardavano senza fare niente. Tutto in torno numerosi borsoni pieni di strumenti, boccettine, siringhe e macchinari.

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