Archive for settembre, 2011

L’Italia è una Repubblica fondata sull’evasione fiscale

mercoledì, settembre 28th, 2011

Altro che lotta all'evasione fiscale: tutti quelli che qui hanno una qualsiasi attività in qualche modo sono evasori. Anche se apparentemente lo negano sotto sotto evadono e se ci sei in confidenza te lo dicono pure apertamente.

Ma anche gente insospettabile eh... non si salva nessuno. Anzi si salvano tutti perchè ciascuno di essi si autoassolve con una giustificazione che oscilla tra "se non evado chiudo" e "lo faccio per tirare a campare".

In una nazione di evasori è incredibile l'esistenza di un corpo di Polizia - pergiunta armato - dedito principalmente al contrasto del fenomeno (secondo il mio punto di vista la Guardia di Finanza in quanto ad inutilità è seconda soltanto ai Vigili Urbani).

L'Agenzia delle Entrate è invece un ente monco e privo di qualsiasi potere reale. Persone informate sui fatti mi comunicano che raramente i grossi evasori subiscono qualsiasi tipo di conseguenza e grossi evasori mi hanno raccontato di multe nell'ordine delle centiaia di migliaia di Euro da parte dell'Agenzia evitate semplicemente pagando 1000 Euro (o poco più) a distanza di decenni. In galera per evasione non ci va nessuno, ormai neanche nei film.

Esistono poi dei consulenti che ti aiutano ad evadere le tasse impunemente facendo sembrare che invece le stai pagando come dovresti. Sono i Commercialisti, dei complici autorizzati e formati dallo stato per svolgere tale attività.

Trovare un evasore fiscale è semplicissimo: basta prendere una persona a caso tra le tante che manipolano del denaro senza però ricevere uno stipendio. L'evasione in qualche modo c'è sempre e basta non essere ciechi per rendersene conto.

Tutti si lamentano dell'enorme pressione fiscale per imprese e liberi professionisti. Nulla di più falso: l'Italia è l'unico paese occidentale in cui questi soggetti possono permettersi il lusso di pagare tasse irrisorie o del tutto inesistenti.

 

Matrimonio ad Offida

lunedì, settembre 26th, 2011

Sono tornato in Italia per un matrimonio di Americani che si è svolto presso una Chiesa Medievale di un paesino tra le marche e l'abruzzo che si chiama Offida.

Il posto eccezionale. Gli ospiti Americani alloggiavano presso un residence di San Benedetto del Tronto ed erano evidentemente in visibilio: in Italia si mangia, si beve, c'è il sole, il mare, la storia millenaria... altro che America insomma.

Durante la cerimonia sono uscito fuori a fare un paio di fotografie. Mi sono così accorto che nel corso dei secoli qualcuno aveva scolpito il proprio nome sui mattoni del muro posteriore della chiesa apponendo immancabilmente anche l'anno in cui questo avveniva. Molti nomi erano stati cancellati dal tempo e dalle intemperie mentre altri erano rimasti leggibili. Eccone alcuni:

Tozzi Michele 1888
Veccia Agostino 1896
Garfagno Luigi 1897
BM 1889
Spurio Enrico 1902
Dino - Sabina 1958
Basili Luigi 1990
Tom & Irena 2010

Sono rimasto affascinato dal mistero di quelle scritte e dalla necessità di comunicare la propria esistenza ai posteri: una sottile linea invisibile che unisce Michele, Agostino, Luigi e via via gli altri fino ai giorni nostri. Un qualcosa di cui anche io (che mi sono limitato a leggere) ero diventato inevitabilmente parte.

Mi sa che l’America sta in Germania

venerdì, settembre 23rd, 2011

Oh... stamattina arrivo qui e mi faccio un panino con prosciutto di parma, olive verdi, pesto e formaggio. Servizio impeccabile e di qualità. Tutto pulito, tutto perfetto. Mangiare quel panino dopo un anno di cibo Americano è stato come risvegliarsi da un brutto sogno...

All'aeroporto di Monaco hanno un simulatore di volo Boeing 737 e c'è il cockpit integrale come fosse quello di un aereo vero. Dopo anni e anni di simulaori di volo militareschi, MS Flight Simulator ed X-Plane sarei stato disposto a spendere qualsiasi cifra per fare un giro ma purtroppo non è stato possibile perchè il negozio apriva alle 10 ed il mio volo è alle 10.20. Peccato

Tra gli uffici del personale dell'aeroporto si scorge un parcheggio interno in cui vedo parcheggiate 3 Porsche Cayenne e quattro Mercedes.

Il controllo di sicurezza di un ordine e di una classe che quelli della TSA in America al confronto sembrano dei detenuti in licenza premio. Ma proprio due mondi diversi

Entro in un bagno così pulito che se ci avessero apparecchiato io ci avrei potuto anche mangiare. Mentre uso pappagallo contro il muro mi accorgo che la donna delle pulizie è... una donna! Insomma ero l'ì con il microfono in mano e dietro di me una sconosciuta. Il bello è che ero più a disagio io che lei. Giro la testa e noto contro il muro un piccolo distributore automatico: cazzi finti 4 euro, vagine da viaggio stesso prezzo. (giuro che è vero, non scherzo)

Poi la botta finale. Scendo al gate del mio volo per Ancona e vedo il bar "Spazio Italia". I due baristi inconfondibilmente Italiani. Io mi siedo e uno dei due dice "Buongiorno".
Ordino un cappuccino, e faccio "Toglietemi una curiosità, quanto guadagna un barista in Germania?". Quello risponde dai 3 ai 4000 Euro, ma si lavora anche 12 ore al giorno con solo mezz'ora di pausa. (Credo che per quella cifra in Italia un barista dopo le 12 ore dormirebbe anche sotto il bancone).
Oh, il Calabrese fa un cappuccino cappuccino che io non bevevo da Dicembre 2010. Chiedo anche una pasta e mi danno un cornetto con la marmellata calda... una cosa sopraffina che ovviamente in America non esiste.
Arriva una Americana un pò sovrappeso con una scritta assurda tatuata in corsivo sottile sull'avambraccio sinistro. Si mette a chiedere al Calabrese una pasta con il formaggio anzichè la marmellata. Il barista (con lo sguardo tra lo sbalordito e lo schifato) cerca di spiegarle che non hanno una cosa del genere... lei insiste. Lui pure, e alla fine dice al collega "senti parlaci tu con questa che se no ..." eheheheheh fantastico

L'unico problema è che avvicinandosi troppo all'Italia cominciano a saltare fuori camicie e scarpe troppo vistose, gente che parla a voce alta al telefono dei cazzi suoi, messaggi che arrivano in continuazione con suonerie rumorose e fastidiosissime. Insomma... quelle cose di cui da noi si potrebbe fare volentieri a meno.

In definitiva, ma non è che veramente l'America sta qui in Germania??? Male che vada ci torno a fare il barista o il cameriere! A tempo perso impari la lingua... fai qualche corso professionalizzante... insomma ingrani ed entri nel loro giro.
Ahhh quasi dimenticavo la cosa più importante: LE TEDESCHE... QUANTO CAZZO SONO BONE?!? Oh ma io se parlo in Inglese lo devo solo alle loro...

Insomma, cari ragazzi dai 20 ai 25 anni non avete scuse. Basta piangervi addosso... Gambe in spalla e vocabolario di Tedesco sotto il braccio! L'America, anzi la Germania vi aspetta.

La pizza e la pizzaiola

giovedì, settembre 22nd, 2011

Allora sono qui in aeroporto a JFK in attesa di imbarcarmi su un volo Luf Luf Luf Lufthanzzza! Sti tedeschi so tosti eh...

L'altra sera ero con un collega a Manhattan e siamo scesi sotto casa sua per prendere una pizzetta al taglio.
Gli addetti tutti latini che parlano spagnolo, tranne una ragazza bianca che parlave Inglese senza accento (tra l'altro pure bona).

Mentre ci scaldano ste pizzette io faccio all'amico mio: "ma dimmi un pò, secondo te gli Americani per fare queste pizze di merda ci si impegnano oppure lo fanno senza accorgersene??? No perchè ci hai fatto caso che le pizze al taglio sembrano fatte tutte dalla stessa pizzeria? Tutte uguali, tutte pizze di merda. Ma ti immagini se presenti in Italia una pizza del genere ad un cliente? Rischi che te la sbattono in faccia" (e nel dire questo gli misuravo una sberla a mano aperta).
Lui sorrideva divertito: "Ehhhh davero davero... si si ma scherzi? Comunque questa è una delle migliori" E io: "si lo so questa è la migliore, tu pensa le altre"
E poi io, dopo essermi seduto mentre mangiavo: "Però la pizzaiola non è male eh..." E lui: "si non la avevo mai vista prima, non male".

Dopo una ventina di minuti eravamo in piedi in procinto di uscire e stavamo parlando di qualche altra cazzata quando la pizzala con un sorrido a piena bocca dice in un Italiano da Italo/Americana: "di dove siete ragazzi?"
Ci siamo messi a parlare ma io fativavo a non ridere... Salta fuori che la pizzeria è di sui padre, un Calabrese emigrato tipo 40 anni fa. Il bello è che nonostante il giudizio sulla pizza lei era tutta contenta! ehhehehehehehe

Comunque porco zio che flash... è andata bene perchè in passato ho anche fatto di peggio. Comunque era tutto vero! Sia per quanto riguarda la pizzaola che per quanto riguarda le pizze/panini/cibo da mangiare in piedi Americano che fa tutto schifo. Punto e basta.

Infatti non vedo l'ora di atterare a Monaco per farmi un bel panino Tedesco serio.

Ciao!

La signora del piano di sotto

mercoledì, settembre 21st, 2011

Sotto casa abita una signora con la figlia. Si capisce subito che a differenza di tutti gli altri questi stanno li da una vita: parlano con un accento Newyorchese fortissimo, sono le uniche persone che d'estate si mettono davanti al palazzo a prendere il sole. Insomma le uniche che vivono la zona, le uniche a casa loro.

Dovete sapere che le persone che stanno qui da decenni pagano un affitto che forse è un quarto di quello che paghiamo noi altri ultimi arrivati e probabilmente anche di meno. Nel momento in cui l'intestatario di uno di questi contratti muore i proprietari fanno i salti di gioia. Prima che questo avvenga viene fatto di tutto per convincerli ad andare, vengono addirittura offerti dei soldi ma quasi mai queste offerte vengono accettate. (Ho letto addirittura che alcuni proprietari disonesti pagavano dei ladri per farli entrare di notte nelle case degli inquilini facendoli spaventare nella speranza che si convincessero a cambiare aria).

E' paradossale ma in questo particolare frangente noi immigrati creiamo ai locali un problema che è l'inverso di quello che normalmente altrove si recrimina ai nuovi arrivati: l'aumento dei prezzi degli affitti. A Roosevelt Island in una riunione politica di quartiere sentii apertamente discutere di questo fatto: le stesse famiglie che una volta furono costrette a lasciare Lower Manhattan per rifugiarsi in quell'isola perché cacciate dal mercato selvaggio e da "orde di giovanotti in giacca e cravatta" (parole testuali) a distanza di trent'anni stavano per essere cacciate per la seconda volta e per lo stesso motivo. Ovviamente erano tutti furibondi.

Certe volte cerco di mettermi nei panni della Signora del piano di sotto: lei sola, una figlia a carico, nel giro di pochi anni vede tutto il condominio riempirsi di gente da ogni parte del mondo che pergiunta alla fine finirà per cacciarla via costringedola forse ad indietreggiare verso quell'oceano del nulla che sono le periferie estreme di New York.
Non deve essere facile accettare una cosa del genere.

Liberiamo i marinai del Savina Caylyn!

domenica, settembre 18th, 2011

Lo stato Italiano - stavolta - non intende pagare il riscatto per liberare i cinque Italiani del Savina Caylyn.
Mi sta bene, ma allora cosa stiamo aspettando? Perchè non si manda sul posto qualcuno in grado di risolvere con la forza il problema?  GIS, Col MoschinNOCS, COMSUBIN: c'è solo l'imbarazzo della scelta.  Gli altri paesi che si sono trovati nella stessa situazione hanno fatto la stessa cosa: basta prendere una decisione politica ed avere il coraggio di portarla fino in fondo.

Non si può permettere che cinque Cittadini Italiani muoiano di fame in Somalia. O forse si?!?

Rompere col passato

sabato, settembre 17th, 2011

A che serve dover andare all'anagrafe per cambiare la propria residenza?
Me lo chiedo perchè qui non si fa e se traslochi sei tu stesso ad auto-assegnarti il nuovo indirizzo. Se cambi città non devi andare in municipio ad elemosinare il cambio di residenza e non vengono i vigili urbani (dopo mesi) a controllare che sei in casa. Ma che senso ha tutto questo? Qui usi il tuo nuovo recapito al posto del vecchio punto e basta: la patente la aggiorni online e te ne spediscono un'altra (costo $12), le bollette di gas, luce ed internet invece le aggiorni con una semplice telefonata e magicamente esse vengono collegate alla tua nuova utenza.

Parlando di utenze... qui ho allacciato gas, luce ed internet (poi li ho anche spostati) senza mai e poi mai mostrare un documento, firmare un pezzo di carta o spedire un FAX. Tutto online o per telefono. GRATIS.
Se non ricordo male in Italia per cambiare il nome sul contratto Enel dovetti spendere circa 500 Euro e proprio per questo motivo è tutt'ora intestato a me. Ma perchè si devono pagare cifre del genere per fare gli allacci delle utenze?

Una volta ebbi un problema con una azienda che mi doveva ridare quattromila dollari e non me li ridava. Ho telefonato, sono andato di persona, ho scritto una lettera ma niente soldi. Poi un giorno sono andato in tribunale e  senza nessun avvocato gli ho fatto causa. Ho compilato un foglietto col mio nome, il nome della azienda da cui volevo i soldi, ho messo la crocetta sulla ragione del mio presunto credito e basta: udienza fissata in 30 giorni. Appena arrivata la notifica il debitore mi ha spedito l'assegno coi soldi. Al quanto pare la giustizia civile qui funziona abbastanza bene. Da noi quanto tempo ci vuole per fare un processo civile? 

E i notai? Perchè per vendere una automobile (o peggio un appartamento) i cittadini sono costretti a spendere per un professionista privato più di quanto non spendono di tasse? Ad Astoria c'è uno che fa contemporaneamente da agente immobiliare, da notaio e da barbiere nello stesso studio. Il notaio prende massimo 50 dollari per apporre il suo timbrino sul tuo documento ma spesso - come è successo anche a me - esso viene messo a disposizione gratis. Perchè non lo facciamo anche noi?

Parliamo di Autostrade. Durante il coast to coast spesi una trentina di dollari per i pedaggi di qualche ponte o di qualche tratto speciale nei 5000 Km di percorrenza da NYC a LA. In Europa invece per andare dall'Abruzzo a Capo Nord andata e ritorno (circa 10.000 Km) spesi per le Autostrade Italiane più del doppio di tutto il resto d'Europa messo assieme.
Mio nonno mi diceva che le Autostrade Italiane erano date in gestione a dei privati così che si potessero ripagare gli enormi costi di costruzione. Sono passati trent'anni, ne sono passati quaranta, cinquanta, sessanta... forse anche settanta e ancora si paga il pedaggio. Ma quand'è che le Autostrade diventeranno gratuite? Perchè bisogna continuare a pagare un privato per usare una strada che invece è di tutti?!?

L'elenco potrebbe continuare per ore ed ore ma mi fermo perchè tanto sono cose che sappiamo già tutti. Anzi negli ultimi quattro anni voi le avete imparate sicuramente meglio di me. Da pessimista sono convinto che non cambierà mai nulla e che anzi andrà sempre peggio eppure basterebbe poco per svecchiare questo paese...

Ormai credo di aver deciso: alle prossime elezioni voterò e farò votare per il movimento 5 stelle fondato da beppe grillo. Bisogna rompere definitivamente col passato.

Finchè c’è vita c’è speranza

venerdì, settembre 16th, 2011

Hiroko Masuike/The New York Times

Piccola premessa: ieri mattina maniche corte, stamattina 11 gradi (Benevenuti a New York)

Ero in treno e sul New York Times ho letto una di quelle storie che piacciono a me. Ma tipo che mi ha rallegrato la giornata. E' la storia del sig. Tavares di San Paolo in Brasile che - appena pensionato a 56 anni suonati - manda a fare in culo tutto e tutti per poi comprarsi la moto e, trovata una fidanzata che ha meno della metà dei suoi anni, partire alla volta dell'Alaska. Guardate il giro che si è fatto nonostante non avesse mai portato la moto in vita sua.

Bellissimo, veramente eccezionale. Poi a me lo sapete, i viaggi estremi in moto mi prendono un casino.
Questi NON hanno il GPS e dormono in tenda... tutto all'avventura. Così si fa! Il messaggio positivo è che finchè c'è vita c'è speranza. Fantastico.
Mentre leggevo sull'iphone è passata in playlist "Highway to Hell" degli AC/DC, pezzo ideale per la situazione. La giornata è cominciata bene. Grande Tavares

Ciao!

Il peggior cinema di sempre

giovedì, settembre 15th, 2011

Sono stato a vedere Contagion, l'ultimo film di Matt Damon.

Il film è una cagata come la maggior parte dei film Americani mainstream di questi anni. Storie di una banalità sconcertante... cose che se le facessero scrivere ai ragazzini della seconda media uscirebbero meglio. Tutto scontato e prevedibilissimo nonostante le recensioni (ormai completamente false) diano voti decenti.

Questo ormai vale anche per i film con attori di rango, quelli che una volta facevano i classici e che passeranno alla storia. Viene prodotta quasi solo IMMONDIZIA studiata a tavolino per cercare di trarre un piccolo margine tra l'investimento (massiccio) che si fa in pubblicità ed il ricavo che si spera di ottenere al box-office.

Io ero sicuro al 100% che il film non mi sarebbe piaciuto ma ci sono andato lo stesso per fare ogni tanto una cosa diversa e perchè tra un coupon e l'altro praticamente andiamo al cinema gratis o quasi. Per Contagion, ad esempio, abbiamo speso 9 dollari a testa e cioè meno della metà del prezzo effettivo (18 dollari più le spese). La volta precedente (altro film insignificante) spendemmo 4 dollari in tutto il che è niente male per una serata del weekend in pieno centro a Manhattan...

Non è però del film che vi volevo parlare bensì della violenza che si deve inevitabilmente subire andando al cinema e cioè la pubblicità prima dello spettacolo. E' un bel pezzo che non vado al cinema in Italia, ma posso dirvi che negli USA questa cosa ha raggiunto il grottesco.
Siccome i posti non sono numerati e vengono assegnati in ordine di arrivo, il pubblico veramente interessato al film arriva in sala almeno 45 minuti prima dello spettacolo e per evitare di doversi accontentare di quei posti laterali o troppo vicini che sono praticamente inservibili alcuni arrivano anche un'ora prima.

Se ci fate caso, gli orari di proiezione ricalcano questa realtà: se un film da 1h 45m ha uno spettacolo alle 20 esso finirà alle 21.45 ma lo spettacolo successivo ci sarà non prima delle 22.45. A che serve aspettare la bellezza di un'ora tra una proiezione ed un'altra? Davvero serve un'ora per dare due botte di scopa a terra? Ovviamente no. Tutto quel tempo serve solo ed esclusivamente per costringere la gente a sorbirsi un'ora di pubblicità ininterrotta.

Capito che roba? L'industria si lamenta che la gente non va più al cinema e che copia i film e poi quei pochi che ci vanno ugualmente (nonostante i film di merda) vengono bastonati con un'ora di pubblicità pagata ed obbligatoria! Ma stiamo scherzando o cosa? Bisognerebbe non andarci più perchè ormai non si meritano nemmeno quei quattro soldi dei biglietti presi col coupon.

a cena con Barack

mercoledì, settembre 14th, 2011

Oggi mi è arrivata un'altra email dall'amico Barack. Inizialmente pensavo fosse fishing, o qualche genere di truffa ma poi ho capito che era una cosa seria. Anzi, pare in America stia facendo scalpore.

La mia mail comincia così:

Alain --

Ti scrivo per invitarti a cena.

Se ti suona familiare è perchè come ho già fatto in precedenza ho chiesto di organizzare delle piccole cene da cinque persone con i supporters come te.

Queste cene sono importanti per me, non solo perche mi aiutano a rimanere in contatto con i supportes che si occupano del duro lavoro di organizzare la campagna, ma anche perchè ci separano da tutti gli altri.

Indipendentemente da cosa faranno i nostri oppositori nei prossimi 14 mesi noi abbiamo deciso di porre la gente al centro della campagna e siamo determinati nel realizzarla una donazione alla volta. [...]

Ti chiederei di farne una oggi stesso.

Io ho risposto:

Caro Barack,

non so se ti conviene invitarmi a cena perchè se poco poco mi capiti sullo stesso tavolo ti faccio due maroni come due zampogne sul fatto che per prendere la carta verde in questo paese bisogna farsi il mazzo a tarallo (e non sempre è possibile).
Oh Barack... e facci sto regalo. 5 dollari?!? Ma te ne do 50.000 di dollari se fai sta cazzo di legge, mannaggia Santo Barack dai su... facci sognare!

Vediamo un pò che risponde...

Ciao!