Archive for ottobre, 2011

What is China?

lunedì, ottobre 31st, 2011

Ragazzi mi sa che in futuro dovremo fare in conti con la Cina. Guardate il filmato perchè è interessante

La Febbre del Sabato Sera sul satellite della Marina Militare Italiana

venerdì, ottobre 28th, 2011

In vent'anni di Radio mi è capitato di soccorrere una persona durante una alluvione, di paracadutarmi in Piemonte con una stazione radio portatile, di parlare diverse volte con astronauti a bordo di due diverse stazioni spaziali, di giocherellare con satelliti radioamatoriali, di ricevere i segnali dello Space Shuttle Columbia, di contattare un sommergibile in navigazione, di trasmettere da dentro un vecchio incrociatore della Marina Australiana... insomma di tutto... potrei raccontare un milione di storie perché in tutto questo tempo la radio è stata (ed è ancora) per me un hobby fantastico.

Ci sono però dei pazzi che non si accontentano delle cose normali e si prodigano per andare "oltre". Mi riferisco ad esempio a quelli che per divertirsi irrompono sui satelliti militari.
Voi vi sorprenderete eppure non è certo un segreto il fatto che diversi satelliti militari - tra cui il Sicral della Marina Militare Italiana - vengono saltuariamente utilizzati oltre che dai legittimi proprietari anche da altri smanettoni "curiosi" che li usano per chiacchierare amabilmente tra loro. Succede così che l'Aviazione Americana viene interrotta da dei ragazzini Brasiliani o addirittura (come nei giorni scorsi) che sul satellite della Marina Italiana venga trasmessa una playlist di musica anni '70 e '80 . Sarà una concidenza eppure oggi il satellite è stato spento.

Il sistema più bersagliato però è certamente l'UHF Follow On della NATO che ormai in Brasile è diventato una sorta di baracchino utilizzato fin anche dai camionisti per parlare con le proprie mogli. Riuscire a procurarsi un setup in grado di sfruttare i satelliti dell'Alleanza Atlantica richiede infatti costi ridottissimi e delle abilità che potrebbe avere anche un tredicenne: bastano una radio da $50 da prendere usata su ebay, qualche componente elettronico ed una antenna che si può costruire in 15 minuti per poter trasmettere via satellite il proprio segnale su tutta l'area di interesse della NATO (Sud America, Nord America, Europa). Diverso è invece il livello di difficoltà per il satellite Italiano che al quanto pare richiede attrezzature più sofisticate e conoscenze tecniche non del tutto comuni.

Altro che fare le penne col motorino davanti alla pattuglia dei vigili urbani! Di questi tempi ci sono adolescenti che si dedicano a bravate ben più complesse e ben più "audaci". Roba che se li beccano finiscono a Guantanamo Bay full inclusive e tutto spesato.

PS
Onde evitare altre visite "strane" al blog è bene specificare che le informazioni contenute in questo post sono tutte reperite dalla rete tramite google. Non sono quindi quindi a conoscenza di nessun dettaglio riguardo nessun "fatto" che non sia già di pubblico dominio

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Cambio radicale: a New York è possibile

giovedì, ottobre 27th, 2011

Sempre per quel discorso del turnover ve ne racconto un'altra degna di nota.

Ho un amico Americano che vive a Westchester e che lavora da Morgan Stanley. Fa un lavoro rispettabilissimo e guadagna anche bene. Cercate di immaginare la situazione: vivi in un posto meraviglioso, la mattina prendi il treno e dopo mezz'ora sei sotto il grattacielo di uno dei nuovi padroni del mondo, uno di quelli che decideranno le sorti nostre e della generazione successiva. Entri, ti siedi, fai il tuo lavoro dalle 9 alle 17. Ogni due settimane ti arriva un assegnino niente male, ferie pagate, se ti ammali hai degli ospedali che non ve li posso raccontare perchè in Italia non sono concepibili. Insomma hai tutto. Il sogno Americano, anzi no mi correggo: il sogno Italianissimo del "posto fisso". E che posto fisso!

Verrebbe quasi da pensare che per lui è arrivato il momento di aspettare in pace la pensione. E invece no! Qui siamo a New York e quindi l'amico Americano che combina? Decide che ne ha abbastanza, che si deve reinventare, che vuole un cambio radicale e così fa il test per entrare in Polizia. Supera il test scritto, supera i controlli medici, le indagini sul suo passato e alla fine è con tutte le carte in regola: appena si libera un posto nell'arco del 2012 lo chiameranno a rapporto con un preavviso di 24 ore.
Io ho cercato di farlo riflettere: ma sei sicuro che ti piacerà fare un lavoro del genere? Ormai hai 30 anni! E come la metti col fatto che guadagnerai solo il 38% di quello che guadagni adesso? (attenzione, non il 38% in meno... intendo il 62% in meno!) Ma lui non sente storie: appena lo chiameranno andrà in ufficio saluterà tutti e il giorno stesso si presenterà in accademia. Per quanto riguarda i soldi dice che all'inizio tirerà la cinghia, poi spera di diventare ufficiale in modo da guadagnare all'incirca quanto guadagna ora. Poi mal che vada se proprio vede che non fa per lui dopo un paio d'anni si licenzia e si ributta sul mercato del lavoro di Wall Street. "...Perchè l'importante è essere soddisfatti", precisa.

Due cose sono da considerare in questa storia. La prima è la trasparenza e l'accessibilità del sistema: pur non conoscendo nessun Generale di Corpo D'Armata e pur non essendo figlio di un Brigadiere un impiegato qualsiasi riesce a farsi accettare in Polizia. A 30 anni pergiunta!. La seconda è che nonostante tutto un giovane si può sentire motivato e capace di attuare un cambio del genere: il punto di arrivo di molti Italiani come punto di partenza di altrettanti Newyorchesi.

Ciao!

Il Maschio Italiano e l’influenza del grande Oriente

mercoledì, ottobre 26th, 2011

Nel mondo pre-Internet, durante l'epoca dell'informazione disconnessa, gli unici fugaci contatti che la mente dell'infante poteva avere con l'infinità dell'immaginario erano rappresentati dai cartoni giapponesi o dai telefilm americani.

Nella primissima fase della nostra vita, la più delicata, quella cioè in cui si guardavano i cartoni animati, siamo stati martellati dalla visione quotidiana di leggiadre ragazzine orientali di primo pelo, tutte così misteriose, così perfette, così fugaci ed irraggiungibili. Ehhh che bei ricordi! Ma il Giappone dov'era? Come si arrivava in Asia? Boh... Io non conoscevo nessuno che c'era mai stato e mi chiedevo se ste ragazzine - così precoci e raffinate - esistessero davvero.

Non dico che la "febbre Gialla" abbia poi attecchito su tutti ma lo sgambettio, le donne voluttuose, le situazioni ambigue così abilmente ricreate dai maestri Giapponesi devono per forza aver influenzato la mente (viziosa) di una intera generazione del maschio Italiano, l'animale più ambito ed invidiato a livello planetario.

Emigrazione Interna e Xenopatriottismo

martedì, ottobre 25th, 2011

Dopo la caduta dell'Unione Sovietica si diffuse in Russia la speranza di poter vivere finalmente in un paese normale e moderno. Come sappiamo la realtà è stata ben diversa e dodici anni di Putin sono bastati per far svanire l'innato ottimismo di quella popolazione. Il risultato è quella che viene ormai definita come la sesta grande ondata migratoria della popolazione Russa.

Togliete Russia e mettete Italia, sostituite "crollo dell'URSS" con "mani pulite", aggiornate Putin con Berlusconi ed ecco che il bellissimo articolo del NY Times che tratta questa grande tragedia Russa si adatta perfettamente alla non meno importante tragedia Italiana. Leggetelo assolutamente perchè fa riflettere. Anzi, a me fa anche un pò rabbrividire.

Si descrive in esso una generazione ormai consapevole del fatto che nel proprio paese sarà impossibile vivere una vita "normale" senza infrangere la legge o le regole e che si prodiga nell'arte della fuga. Parecchi impavidi rimangono in patria per combattere il sistema dall'interno ma molti altri invece - se ne hanno le possibilità - si arrendono all'evidenza dei fatti e fuggono con la speranza - magari un bel giorno lontano - di poter ritornare.

Altri ancora, costretti dalle circostanze della vita a rimanere, si convincono di essere estranei al sistema sentendosi allo stesso tempo irrilevanti ed alienati nei confronti dello stesso. Cadono quindi in un fenomeno definito come "Emigrazione Interna" in cui il cittadino smette di guardare la tv ritirandosi a vita privata ed isolandosi da tutto il paese circostante.
Si può addirittura arrivare allo "Xenopatriottismo", una condizione in cui ci si affeziona patriotticamente ad una nazione ed una cultura che non appartiene - Giapponese, Scozzese, Catalana - e i studiano la storia, la lingua e le tradizioni di questa nuova nazione immaginaria.

 

Che forse forse…

domenica, ottobre 23rd, 2011

Ultime giornate di sole, ultimi pomeriggi che puoi passeggiare all'aperto e così ne ho approfittato per tornare a Roosevelt Island con la radio, stavolta quella più potente.

Prima è passato a trovarmi Marcello, un lettore del blog che da poco si è trasferito anche lui a New York per lavoro, poi  mi sono messo a trasmettere e ho fatto un polverone da panico... ma tipo che irrompevo nei circoletti di radioamatori Italiani che parlavano tra di loro. Ho anche parlato con Antonio, un amico che vive vicino casa, uno di quelli con antenna gigantesca ed amplificatore a valvole ceramiche su cui potresti cucinare un uovo al tegamino.

Sono rimasto fino a notte inoltrata... un freddo allucinante (fortuna che mi ero portato un cuscinetto da mettere sotto il sedere).

A cena siamo stati a mangiare le cozze a Manhattan. Se mai vi venisse l'idea di mangiare del pesce a Manhattan, fatevene venire un'altra di idea. Ancora devo trovare un posto decente e quello di stasera non lo era minimamente: paghi un botto e mangi cose che saprei cucinare (meglio) anche io... il che è tutto dire.

Adesso vi saluto che prima di andare a letto mi guardo una delle ultime puntate di Boardwalk Empire Season 2. Sto guardando troppe serie televisive. Che forse forse mi sto rincoglionendo anche io???

Un saluto caro

73 de Alain WW3WW/P

Salvataggio a Coney Island

domenica, ottobre 23rd, 2011

Eravamo sul boardwalk di Coney Island quando all'improvviso sono arrivate un paio di macchine e contemporaneamente due elicotteri della Polizia: mentre un elicottero è rimasto in alto l'altro è sceso a circa 20 metri di quota alla ricerca di qualche cosa.

Ad un certo punto quello più basso si ferma e rimane immobile e tra gli sbuffi chiari dell'acqua notiamo che si alzano le braccia di due persone che chiedono aiuto. Incredibilmente c'era qualcuno in mare!

Dall'elicottero salta un uomo rana e poco dopo viene calato il cesto col verricello. Una delle due persone viene fatta risalire dal cesto, l'altra invece (che opponeva resistenza) è stata riportata a nuoto dal soccorritore.

Era successo che un ragazzo giovane (non so fino a che punto lucido) nonostante il freddo ed il divieto si è messo a nuotare verso il largo. Ad un certo punto non riusciva più a tornare e così una signora è a sua volta scesa in acqua per prestargli soccorso. Nel frattempo i presenti hanno chiamato il 911 e nel giro di 10 minuti sono arrivati 2 elicotteri, 3 automobili , 2 unità dei vigili del fuoco ed una motovedetta.

La signora è stata accompagnata in ospedale, il ragazzo ammanettato. Morale della favola: a New York City non fate il bagno quando c'è il divieto di balneazione.

P.S.
Purtroppo verso la fine mi si è riempito l'iphone e così non ho potuto riprendere il decollo. L'atterraggio però si vede bene.

LENR: truffa geniale o invenzione del millennio?

giovedì, ottobre 20th, 2011

Mi domando se in Italia si parla abbastanza del caso dell'Ing. Andrea Rossi, il ricercatore che assieme all'Università di Bologna sta facendo rispolverare la dolorosa e decennale storia della fusione nucleare fredda.

Rossi sostiene infatti di aver messo a punto un reattore in grado di produrre energia a costi bassissimi, senza utilizzare combustibili pericolosi, senza produrre nessuna scoria inquinante e senza contribuire alle emissioni di Anidride Carbonica. Si chiama E-Cat, appartiene alla categoria dei LENR (Low Energy Nuclear Reaction) e per funzionare utilizza piccole quantità di nickel ed idrogeno assieme ad un catalizzatore che è finora rimasto segreto.

Le possibilità sono due: o si tratta di una truffa eccezionale oppure ci troviamo davanti alla più importante invenzione del millennio oltre che alla soluzione definitiva dei problemi energetici mondiali. Riuscire a capire quale delle due ipotesi sia quella giusta non è facile perchè attualmente ci sono autorevoli sostenitori per entrambe.

Andrea Rossi dal canto suo è pragmatico e dichiara che cancellerà qualsiasi dubbio nella maniera più convincente possibile: combinando 52 piccoli reattori ne ha assemblato uno più grande capace di sviluppare circa 1MW (cioè la potenza necessaria per alimentare qualcosa come 500/2000 utenze domestiche). Tale super reattore verrà acceso a Bologna per la prima volta il 26 Ottobre e non da Rossi ma da alcuni consulenti esterni di una azienda Americana che si sta interessando al progetto.

Qualcuno a Bologna ne ha sentito parlare? Fatemi sapere le internals dai!

Ciao

 

 

Viva il turnover

martedì, ottobre 18th, 2011

Un paio di settimane fa (o forse la settimana scorsa?) ero a prendere un gelato sulla prima Avenue. Era una gelateria di quelle commerciali - anzi addirittura un franchise... (orrore!)  - in cui non mangerei mai ma la situazione era particolare e così mi sono dovuto accontentare.

Mentre mangiavamo sto gelato di plastica mi cade l'occhio su un articolo del Times appeso al muro che parlava della proprietaria del locale. Niente di spettacolare eh... solo che raccontava la storia di una signora che dopo qualche anno di lavoro a Wall Street si è stufata ed assieme ad una amica ha deciso di comperarsi una gelateria per mettersi in proprio.

Capisci la dinamicità, la flessibilità, la velocità con cui qui vive la gente? Quella se stava in Italia dentro quell'ufficio ci avrebbe piantato le radici e avrebbe sicuramente aspirato alla pensione. Anzi, adesso che c'è la crisi si sarebbe rivolta ai sindacati, poi anni di mobilità e di cassa inegrazione, proteste di piazza, interviste ad anno zero e appelli ai politici perchè ci diano il lavoro di cui abbiamo tanto bisogno e che tra l'altro è un nostro diritto. Poi in cambio magari gli votiamo.

E invece no... la signora si licenzia da una banca d'affari "boutique" e si ributta nel calderone per vendere gelati. Capito perchè l'America è l'America mentre noi siamo solo l'Italia? Abbasso il posto fisso, viva il turnover!

Ciao

Domenica a Roosevelt Island: aria di casa lontano da casa

lunedì, ottobre 17th, 2011

Ieri sono tornato dopo tanto tempo a Roosevelt Island.
Bellissima giornata, anche se ormai si fa fatica a stare seduti sulle pachine per via del freddo. Colori magnifici, gabbiani che volano sul pelo dell'acqua. Bel posto davvero... che nostalgia.

Ho montato il mio piccolo show e mi sono messo a chiamare. Potenza 5 watt scarsi. Hanno risposto diversi Americani oltre a Capo Verde, Toscana, Croazia, Cuba, Romania e Lithuania.

Ieri ci doveva essere una qualche festività Ebraica perchè l'isola (e mi dicono anche Coney Island) era piena di famiglie Ebree ordodosse vestite in maniera elegante. Alcuni degli uomini avevano un cappello enorme molto particolare: vuoto al centro e tutto intorno una specie di pelliccia. Mai visto prima.

A un certo punto uno dei bambini viene a chiedere cosa stessi facendo. Era la terza persona che si avvicinava per domandare... ma a differenza delle altre il bambino ha attirato la curiosità di una decina di altri.
Insomma ero circondato da bambini dagli otto ai 12 anni... molto interessati eh...!Quando gli ho detto che potevo sentire facilmente gli aerei in volo e la polizia sono andati in delirio. Secondo me un paio li ho convinti a diventare radioamatori.

Ripiegata la stazione radio nello zaino mi sono rimesso in sella per tornare ad Astoria. Sulla via del ritorno, proprio su Main Street davanti al mio vecchio palazzo di Roosevelt Island vedo una agente di polizia che fa le multe. Ma non è un agente qualsiasi, è un mio ex-collega che ora fa il poliziotto presso il Roosevelt Island Public Safety.

Ci fermiamo a parlare. Come stai? Come sta quello, come sta quell'altro... Tra me e me penso che ormai incontro continuamente gente per strada. Persino i poliziotti che fanno le multe. Aria di casa... lontano da casa.
Mi rimetto in sella. Colori, edifici, natura: New York in bici è fenomenale come al solito.

Adesso però ho paura di aver preso l'influenza. Perlomeno un raffreddore... ma ne è valsa la pena però: Capo Verde con 5 watt l'antenna che la reggi in mano oh... provateci voi se ci riuscite!

Ciao a domani