Archive for novembre, 2011

The Boys of Summer

mercoledì, novembre 30th, 2011

In questi giorni nel tempo libero - e cioè in metropolitana - mi sto occupando principalmente di tre cose.
- ricezione  di telegrafia a ritmi diciamo "accelerati" tramite una applicazione su iphone. Cosa ormai completamente inutile ma dal fascino per me ancora irresistibile
- studio della lingua cinese. Decisamente più utile della telegrafia ma altrettanto difficile da apprendere soprattutto nella fase iniziale
- lettura delle news ormai quotidiane sull'incredibile storia di Andrea Rossi e del suo reattore nucleare made in Bologna. Sono ormai quasi convinto che sia tutto una bufala ma nonostante ciò la vicenda merita di essere seguita ed approfondita, fosse solo per cercare di carpire meglio le dinamiche mediatiche che regolano il mondo dell'informazione moderna

Attorno ad uno di questi tre argomenti (e più probabilmente sul terzo) sarebbe dovuto ruotare il post di questa sera poi però alle 23.30 sono sceso un attimo al supermercato per comprare un racino d'uva (si un "racino") e mentre ero in fila alla cassa sugli altoparlanti passano "The Boys of Summer" di Don Henley.
Il titolo della canzone l'ho riconosciuto solo grazie all'iPhone, ma la musica e parte delle parole mi erano familiari. Strano, eppure sono sicuro di non averla ascoltata per anni...

Poco importa come conoscevo la canzone. Quel che conta è che mi ha dato modo di fermarmi per solo un secondo a riflettere sulla situazione: io li da solo in fila, il supermercato americano, il commesso che spazza il pavimento con la ramazza, la sporcizia sotto il frigo dei gelati, le cassiere di un pacchiano assoluto. L'America è spesso trasandata, obiettivamente bruttina, volendo anche povera. Eppure, ragazzi... che fascino che ha questo paese! Ti prende, non c'è niente da fare. Per capirlo bisogna viverci

Ciao

2021: Escape from Bel Paese

martedì, novembre 29th, 2011

In fondo al cuore di molti Italiani di qui c'è l'opzione Europea. Uno dice: va beh, se per un motivo o per un altro dovrò andare via dall'America male che vada me ne torno in Europa (in Europa eh... non in Italia).

Stamattina però leggo che i Tedeschi si stanno preparando per uscire dall'Euro il che vorrebbe dire la fine della moneta unica - ma anche dell'Europa unita - e quindi lo svanire della via di fuga immaginaria a cui qui ci piace pensare nei momenti di sconforto.
Del resto sembrava troppo bello per essere vero: possibile che dopo essere aver assistito a quello che è successo in Italia negli ultimi vent'anni i Tedeschi avrebbero continuato zitti zitti a pagare per noi all'infinito? Ovviamente la cuccagna non poteva durare ancora a lungo e infatti sembra che ormai i nodi stiano per venire al pettine.

Oh ma li conoscete gli Europei del nord? Quelli sono anglo-sassoni, gente che rispetta le regole, che ha ancora il senso dello stato e della collettività. Ammettiamolo: in fondo noi Italiani cosa abbiamo a che fare con loro? Niente... anzi mi meraviglio che si siano voluti mischiare con noi sin dall'inizio. Forse pensavano che saremmo cambiati? Che stando a contatto con la civiltà saremmo evoluti? Ma quando mai! Anzi, dagli anni '90 in poi abbiamo toccato livelli di degrado che non si vedevano dai tempi della fine dell'Impero Romano.

Nei prossimi 10 anni per lo scenario peggiore immagino un'Italia prigione dalla quale i ragazzi vorrebbero fuggire senza però poterlo fare. Immagino gli Italiani sui barconi che cercano di approdare in Francia o quelli che clandestinamente attraversano i valichi delle Alpi per arrivare in Svizzera. Mi immagino gli Ingegneri che fanno i camerieri a Berlino (lo so ci sono già, ma non come clandestini) e di sentire parlare Italiano tra le strade dei quartieri a luci rosse di Amburgo (lo so si parla già, ma ora solo tra gli utilizzatori finali). La cosa più atroce che mi viene in mente è però qualcuno che mi sfotte dicendomi: "hai vissuto anni e anni in America e ora sei tornato in Italia?!? ma che sei un pazzo???"

Meglio cinque anni da leone in America che 15 di noia in Abruzzo

domenica, novembre 27th, 2011

Il cugino di Rita Morelli, uccisa ieri a Manhattan, ricorda: "Mi diceva sempre meglio cinque anni da leone in America che 15 di noia in Abruzzo, era felice".
E come non essere d'accordo? Sento una grande vicinanza con questa ragazza non soltanto perchè Abruzzese ma anche e soprattutto perchè condivo l'amore per la stessa città ed inseguo affannosamente lo stesso sogno Americano.

La zona della centoventesima strada ad East Harlem (anche nota come "Spanish Harlem" oppure "El Barrio") la conosco perchè qualche anno fa ebbi modo di frequentarla quando proprio lì abitavano tre amiche Italiane.
E' indubbiamente una zona difficile e molto povera e chi ci vive lo fa sicuramente per via degli affitti relativamente bassi rispetto al resto di Manhattan. Nonostante questo io non ci vivrei mai perchè secondo me il gioco non vale la candela nel senso che considerata la distanza e la qualità della vita credo che convenga frequentare altri lidi... ma questa è un'altra storia.

Comunque da quello che leggo sembrerebbe che l'omicidio di Rita Morelli non sarebbe da attribuire alle condizioni del quartiere perchè si pensa che l'assassino sia qualcuno che lei conosceva e che aveva fatto entrare volontariamente in casa. Speriamo si arrivi ad un arresto nei prossimi due o tre giorni perchè altrimenti le possibilità di risolvere il caso decresceranno a livello esponenziale col passare delle ore successive.

Vi terrò informati

 

 

Le Ferrovie del primo mondo

venerdì, novembre 25th, 2011

Oggi una giornata di sole eccezionale come non si vedeva da anni.

Non è la prima volta che scrivo delle ferrovie regionali Americane ma al costo di essere ripetitivo non posso esimermi dal farlo ancora perchè oltre ad essere economiche le trovo sempre eccezionalmente pulite, affidabili e di una puntualità imbarazzante direi quasi maniacale.
Oggi scrivo dalla linea R5 delle ferrovie regionali della Pennsylvania (SEPTA) che scorre lungo una serie di paesini modello Svizzera con pratini, casette di legno, cervi e foreste da tutte le parti. Ciascuno di questi paesi ha immancabilmente la sua fermata ferroviaria e siccome alcuni sono veramente piccoli talvolta il treno si ferma due volte nell'arco di un minuto.

Nonostante la città di Philadelphia attraversi un periodo che non è tra i migliori della sua storia essa vanta una stazione ferroviaria accogliente e pulita a specchio con tanti ristoranti e diversi hotspot Wi-Fi sia gratuiti che a pagamento. Tre o quattro poliziotti col cane divisa scura comoda ed attrezzati per sostenere e prevalere in un eventuale confronto fisico camminano avanti e indietro ogni 5 minuti tra la gente che amabilmente mangia - o scrive - seduta ai tavoli.

Credo che qui il concetto sia semplice: i Cittadini devono essere messi in grado di potersi spostare dal punto A al punto B facendolo nel comfort, in sicurezza e a prezzi ragionevoli per tutti.
Risulta quindi evidente che una certa attenzione nei confronti delle infrastrutture fondamentali e dei trasporti pubblici in particolare: stazioni del ferroviarie anche ogni 700 metri, treni puntualissimi, libera concorrenza nei servizi offerti, scippatori-mariuoli-teppistelli e scassacazzo allontanati con la forza dalla forza pubblica.

Benvenuti nelle ferrovie del primo mondo...

Ciao!

Peter Luger

mercoledì, novembre 23rd, 2011

Stasera sono tornato con amici a cena da Peter Luger, la storica Streak House di Brooklyn.
Mi piace andarci non solo perchè si mangia molto bene ma anche per l'ambiente che si crea al suo interno. Da Peter Luger, infatti, sembra di stare almeno 15 anni nel passato. Il management del locale sembra infatti fare di tutto per lasciare le cose esattamente come sono sempre state: niente prenotazioni su internet, niente carte di credito (solo quelle di debito), camerieri professionisti e baristi vecchia scuola (il nostro avrà avuto 60 anni), arredamento in legno originale, proprietario con due baffi ottocenteschi che non si vedevano neanche in "Gangs of New York"... tutto come una volta insomma. Inoltre trovandosi a Brooklyn i turisti sono praticamente zero e la clientela è ricca di rumorosissima gente del posto.
Ci siamo fatti la bistecca per 4 e due belle bottiglie di vino Napa Valley Californiano (ottimo anche quello). Per finire dolcettino della casa di quelli come una volta con panna montata a strafottere e poi il conto: 431 dollari tutto compreso. Alè! alè!

Al ritorno pioveva e siamo tornati a Midtown in Taxi passando per la FDR drive. Manhattan sotto la pioggia battente, le luci dei palazzi che diffondendosi nell'aria danno alla città quel tono misterioso da Gotham City. Non mi stancherò mai di dirvelo: bella bella bella

Domani dovrei andare dagli amici in Pennsylvania e sarà sicuramente una sfacchinata perchè si tratta del weekend più trafficato di tutto l'anno per vi del Thanksgiving Day. Preparo le valigie e vado a letto

Ciao!

Ve li do io i Comunisti

lunedì, novembre 21st, 2011

by mattgunn via picplz

Ero di sotto a mangiare un panino quando comincia a sfilare sulla 42esima una processione di gente con in mano un enorme cartellone bianco con sopra stampati i volti e i nomi dei più grandi eroi Coministi Sovietici e Cinesi degli ultimi secoli.

Il cartello era lungo credo più di 150 metri, forse 200 ed era sicuramente il più lungo che mi sia mai capitato di vedere in tutta la vita. Era sorretto da dei ragazzi giovanissimi tutti Cinesi. Ho provato a chiedere dove andassero ma nessuno ha risposto se non con un sorriso.

Venivano da Times Square e attraversavano la quinta avenue in direzione delle Nazioni Unite. Chissà quale manovra pubblicitaria / propagandistica ci stava dietro, e pensate che organizzazione per movimentare un oggetto del genere nel centro di Manhattan affidandosi ad un gruppo (disciplinatissimo) di baldi giovani.

Italiani avete capito cosa sono i Comunisti?  No le stronzate che vi ha messo in testa ed in bocca il capo del bordello che ancora ci rappresenta in tutto il mondo. (A me negli ultimi 5 anni mi hanno dato del Comunista almeno 50 volte... A ME! eheheheheheheh).
Comunque si... adesso è cambiato tutto. State tranqiuilli. Adesso vedrai che in 5 giorni mettiamo tutto apposto. Certo... come se 50 anni di malgoverno seguiti da 20 di mignottocrazia li risolvi con uno o due governicchi di neo-demoscristiani / catto-comunisti appena svegliatisi dal letargo berlusconiano. hahahahahahahaha!

Italiani! L'ora delle decisioni è passata: è giunta quella delle conseguenze. Si salvi chi può

Adios

Pomeriggio a Dumbo

lunedì, novembre 21st, 2011

Photo by Mike O'Dea

Oggi ero un paio di un ex-colleghi sotto il ponte di Brooklyn. Ci eravamo dati appuntamento così che avremmo potuto fare un pò di radio visto che ormai siamo veramente alle ultimissime giornate in cui è possibile restare agevolmente all'aperto senza morire congelati.

Nella parte immediatamente sottostante al ponte la Città ha creato un nuovo parco che si è aggiunto al Brooklyn Bridge Park che sta a ridosso del Manhattan Bridge. Devono aver speso diversi soldi perchè tutta l'aerea è stata rinnovata ed ulteriormente rivalutata. Tra i due ponti hanno anche messo una grandissima giostra di quelle classiche coi cavalli a dondolo coperta da un involucro a vetro.

In quella parte di Brooklyn - che si chiama Dumbo - è facile rendersi conto di quanto la città sia cambiata nel corso dei decenni. Abbondano infatti le testimonianze della gente vera e della vita reale: si vedono vecchie fabbriche, stabilimenti, case popolari. Oggi quelle cose ci sono ancora ma è diventato tutto finto: le Fabbriche sono costosissimi Loft per gente che viene dalla Luna, gli stabilimenti conservano l'aspetto originale ma vengono destinati a tutt'altri scopi. Persino i binari del tram sono stai lasciati per bellezza.

C'erano cinque o sei coppie che in altrettanti set fotografici inscenavano scene genuine di effusioni amorose, le famiglie coi bambini, i single coi cani, c'erano le barche che scorrazzavano su e giù per l'East River passando velocemente sotto i due ponti. Al ritorno ho preso una pizzetta di quelle che solo a New York riescono a fare così male e dopo una breve passeggiata me ne sono tornato a casa nel Queens

Vertical Wind Tunnel

venerdì, novembre 18th, 2011

Io sono il secondo che entra nel tunnel. Molto divertente direi... ma la caduta libera è un'altra cosa. (Guardate l'istruttore alla fine !!!)

Shopping in ufficio

giovedì, novembre 17th, 2011

Chi mi conosce bene sa che se c'è una cosa che io non sopporto e che non so fare è quella ci comprarmi i vestiti.
Se avessi li sordi pagherei qualcuno non solo per comprarli ma anche per sceglierli la mattina. Andare nei negozi e provarmeli per me è di una fatica immane e i negozi stessi poi sono per me di un fastidio esagerato.

Insomma per me i vestiti sono un problema e una rottura quindi appena posso approvigionarli senza fatica ne approfitto.
Oggi in ascensore vedo un cartello che dice che nell'ufficio di fianco al nostro c'è una svendita di campioni modello. Praticamente nell'ufficio a fianco al nostro c'e' una specie di negozio con tanto di cartelloni, manichini e specchi enormi. E' in tutto e per tutto simile ad un grande magazzino solo che non ci sono clienti e non si vende niente ma si decide cosa, come e quanto produrre certe linee di abbigliamento su vasta scala. Per farlo gli addetti si servono di questi pezzi singoli prodotti come campione di cui periodicamente si devono disfare... a prezzi irrisori.

Io ho preso due pantaloni made in Italy di Ardold Brant (chi sia non ho idea), un golfino di lana blu, una giacca scamosciata bellissima di Kenneth Cole (uno stilista di Manhattan che qui va forte) e un completo giacca/pantalone della stessa marca.
Il tutto 120 dollari. Dai su... si può fare. Fosse sempre così...
A servire i clienti c'erano tutte le impiegate di quell'ufficio assieme al capo, un signore sui 40 probabilmente gay e dai modi super raffinati. Si vedeva che era un super esperto del settore. Quando lui diceva "va bene" singificava che andava bene veramente... Ha detto anche che ho una taglia intermedia e quindi per fare una cosa fatta bene devo assolutamente andare dal sarto prima di indossare quello che ho comprato.

Cari amici rallegratevi e gioite con me perchè mi sono convertito ed ora credo in Dio

mercoledì, novembre 16th, 2011

Sono stato illuminato da una rivelazione fulminante e ora non posso più fare finta di non conoscere la verità. Da oggi non sono più ateo ma appartengo alla "Church of the Flying Spaghetti Monster", la Santa Chiesa iniziata dal nostro profeta Sant.mo Bobby Henderson in Kansas nel 2005.

Il Profeta (all'epoca ateo e 24enne appena laureato in Fisica) ricevette la buona nuova direttamente dallo Spaghetti Monster secondo cui il mondo e la vita stessa sono dono di un Dio avente le esembianze di un mucchietto di spaghetti con sotto due polpette e sopra un paio di occhi.
Nonostante le persecuzioni e le discriminazioni i Pastafariani si sono moltipicati diffondendosi in tutto il mondo e oggi la nostra religione è ormai riconosciuta anche da diversi Governi. In Austria, ad esempio, dopo una lunga battaglia legale un fratello Pastafariano è riuscito a farsi riconoscere il sacrosanto diritto di indossare lo scolapasta (il nostro copricapo) sulla foto della sua patente di guida esattamente come avviene per gli altri indumenti di carattere religioso.

La nostra religione è molto attenta ai problemi che affliggono il mondo e non si esime dall'esprimersi sui grandi temi della morale: l'alto numero di disastri, carestie e guerre che affliggono i giorni nostri è in realtà legato al calo del numero dei Pirati avvenuto negli oceani a partire dal 1800 in poi. Anche il global warming è conseguenza della scomparsa dei pirati che - contrariamente all'immagine negativa diffusa nel Medioevo dai teologi Cristiani e dagli Hare Krishna - erano degli esportatori di pace e di buone intenzioni.
I Pastafariani sono inoltre pro-life. Secondo noi, infatti,  la vita umana comincia già con la creazione degli spermatozoi ed è quindi ora di fermare la strage di miliardi di esseri umani che ogni giorno si compie nelle vasche da bagno degli adolescenti o nei jeans troppo stretti diffusi da certi stilisti.

Vi invito quindi a leggere i Testi Sacri aprendo il cuore alla verità e all'amore eterno del nostro unico Dio perchè non è mai troppo tardi per convertirsi dando un nuovo senso alla propria vita.

I am the Flying Spaghetti Monster. Thou shalt have no other monsters before Me. (Afterwards is OK; just use protection.) The only Monster who deserves capitalization is Me! Other monsters are false monsters, undeserving of capitalization.
-Suggestions 1:1

RAmen