Archive for aprile, 2012

Facite ammuina

sabato, aprile 28th, 2012

Tra le notizie di cronaca stamattina ne ho vista una che mi ha fatto fare un sorriso amaro.

Quando lavoravo nel mondo dell'Aeronatica un Carabiniere del Nucleo Elicotteri ci spiegò che l'impiego principale dei velivoli era quello di fare le riprese  sul luogo di un eventuale fattaccio per poi consegnare la cassetta alla troupe della RAI. Attenzione, non fraintendete, intendeva fare le riprese all'Elicottero stesso, non al luogo del fattaccio!

In teoria funziona così: quando ormai non c'è più nulla da fare l'Elicottero arriva e fa due-tre sorvoli per mettersi in bella mostra dinanzi alle telecamere della TV. Se per via delle tempistiche questo non fosse possibile (magari la TV arriva prima o dopo) dall'Elicottero scende un agente addetto alle riprese armato di elecamera, l'apparecchio si mette in Hovering e da terra l'agente fa la ripresa. Successivamente la cassetta che documenta l'impegno costante e l'onnipresenza dello Stato Italiano viene consegnata ai mass media per essere divulgata.

Ripeto: questa cosa ce la raccontò un Carabiniere e vale per tutte le Forze dell'Ordine che nella situazione di competizione assurda e deleteria in cui si trovano fanno a gara per mettersi in mostra dinanzi l'opinione pubblica in modo da ricevere più lustro, più potere, più risorse.Magari mi sbaglio, ma l'ultima sparatoria di Roma mi pare proprio un caso del genere. Gurdate le foto.

 

 

I Poliziotti aspettano, due conversano amabilmente, uno addirittura se la ride. Braccia conserte dietro la schiena, niente giubbotti antiproiettile, niente armi spianate. E' evidente che non cercano nessuno e che non c'è nessun pericolo.
Eppure l'Elicottero sorvola la zona. Ma per fare cosa esattamente? Ho paura che quel Carabiniere dicesse la verità: forse sono in volo soltanto per farsi foto e riprese così che queste apparendo sui giornali regalino a chi le guarda l'illusione di vivere in un paese industriale e moderno, un paese in grado di competere coi primi al mondo.

Purtroppo così non è: mentre a New York in massimo 10 minuti la Polizia è in grado di far arrivare 24/7/365 un Elicottero dotato di tutte le tecnologie necessarie anche solo per ripescare un ubriaco che si fa il bagno in mare, in Italia si interviene solo dopo due ore dinanzi al piu grande incidente navale della storia della navigazione avvenuto a 10 minuti da un gruppo di ricerca e soccorso dell'Aeronautica Militare e vicissimo a diversi altri centri di volo attrezzati.

L’Italia prima della crisi

giovedì, aprile 26th, 2012

Queste foto le scattatai io a scuola nel 1999. Mi domando se la crisi sia la causa oppure la conseguenza di qualcosa d'altro.

P.S.
Salutatemi il bel paese... Piuttosto che tornarci a vivere vado a lavare i piatti a Berlino! (Se si spacca l'Europa sono fottuto)

Una di queste lavagne un giorno crollò durante l'intervallo per fortuna senza ferire nessuno

Una delle aule migliori. Un'altra aveva solo mezza porta (la parte sopra la maniglia)

Uno dei bagni (accessibile a tutti) veniva usato come discarica

Il lavandino di un bagno al primo piano, adiacente la palestra

I buchi nelle porte e nei muri venivano spesso utilizzati per nascondere hashish all'interno della scuola

Perle filosofiche sullo Scuolabus: PELO A TUTTI - NERVO A TUTTE

Queens Popolare ed Italia a confronto

martedì, aprile 24th, 2012

Stasera ero a Key Gardens, un quartiere popolare del Queens.

Vi dovete immaginare una zona grigia, diciamo anche abbastanza povera. Ho preso una pizzetta al taglio in un posto incasinato. Dentro nessun cliente oltre a me, gli sgabelli rattoppati col nastro adesivo, sulle pareti dipinti paesaggi costieri Italiani. Forse la Amalfi? Oppure la Liguria? Difficile dire quali fossero le intenzioni di chi li dipinse 20 o 30 anni fa. Dalla parte opposta un orologio omaggio di un qualche prodotto da cucina con "Buone Feste" scritto sul quadrante.
I negozi circostanti pieni di cose vecchie e polverose, le scatole della merce esposta nelle vetrine sbiadita dal tempo e dal sole. Un barbiere con dentro l'arredamento e la poltrona (vuota) anni '70, un bancomat talmente vecchio e sporco che non ho avuto il coraggio di utilizzarlo, un negozio di bigiotteria di un kitsch esagerato che condivide il locale con un Western Union Money Transfer. I grattacieli sono talmente lontani che ci si dimentica della loro esistenza. E' la New York di cui non è facile riuscire ad essere orgogliosi. La New York dormitorio, quella in cui se per sbaglio arrivasse un turista sarebbero i locali a fargli le foto.

Eppure è sempre New York: prendendo la metro dalla 51esima strada - proprio sotto il Citigroup Center - ci arrivi comodamente in 30 minuti esatti. I treni passano giorno e notte 365 giorni l'anno uno dietro l'altro. Uno che abita a Kew Garden può tranquillamente vivere senza automobile e recarsi a lavorare a Manhattan senza problemi. Lo fanno milioni di persone. 5 milioni al giorno, per la precisione.

La paga minima nello Stato di New York, quella sotto la quale è illegale scendere, è di $7.25 all'ora. E' difficile trovare un lavoro che paghi il minimo. E' più realistico considerare un 10 dollari all'ora, se non 15. Per  fare il ragionamento che sto per fare consideriamo una media (bassa per NYC) di $12 orari.
Ebbene, immaginiamo una coppia composta da due persone semplici, due proletari al primo impiego che si trovano un lavoro qualsiasi. Non dico una professione come quella del Barman o del Cameriere che potrebbe essere incredibilmente remunerativa, mi riferisco proprio uno di quei lavori in cui non sono richieste particolari doti o abilità.

Quanto si guadagna? $12 * 8 ore al giorno * 20 giorni = $1,92o al mese che in due sono $3,840

Tutto questo senza considerare straordinari, bonus o magari un lavoretto extra da fare nel weekend. Il minimo del minimo a NYC sono $3,840 al mese per una coppia appena sposata che si accontenta di qualsiasi cosa. Bene, ma l'affitto?
Un bilocale più che dignitoso a Kew Gardens costa circa $1200 dollari al mese ma cercando bene si può arrivare a spendere anche 1000. Tolte le tasse rimarrebbero dai $2000 ai $2500 al mese per vivere in due cosa che è abbastanza agevole se si vive senza automobile e non si mangia fuori troppo spesso.

Di questi lavoretti senza pretese è piena l'America. Si la recessione, la crisi, Wall Street... tutto quel che volete eppure io sono convinto che chiunque possa trovare un lavoretto da 10-15 dollari all'ora senza troppa fatica. Di sicuro è cento volte più facile che trovarlo in Italia!

Concludo: avete capito come da noi quattro trentenni su dieci vivono ancora coi genitori mentre da queste parti a vent'anni sono già tutti autonomi ed indipendenti? Non c'entrano i bamboccioni, non c'entra la psicologia, non c'entrano le mamme, non c'entra un cazzo di niente: il motivo è solo ed esclusivamente economico. Il modello sociale Italiano ha fallito e una intera generazione è stata cancellata. Le conseguenze di tutto ciò saranno imprevedibili. Forse irreparabili.

P.S.
So che arriverà qualcuno a menarla col pippone della Sanità Privata. La risposta è composta da una parola sola: Canada

L’ultimo dei Moicani: Marcello l’Americano se ne torna in America

lunedì, aprile 23rd, 2012

Dubito che ci sia qualche lettore che possa ricordare un post dell'ormai lontano Dicembre 2007 in cui raccontavo la storia - insolita - di Marcello l'Americano che per scelta vive in Italia anzichè negli USA.

Marcello è un Italiano nato e cresciuto per caso in America. In Italia si sente a casa sua, ritrova le sue radici e le sue origini.  Ci sta molto volentieri e oltre al vino (è diventato un esperto di tutte le Cantine del centro-Italia) ama l'arte e la pittura. Mi risulta che ultimamente dipinga ad olio e parli soltanto di Monet o Renoir.

Nonostante tutto, mai poi e poi mai si allontanerebbe dall'Italia. A lui proprio gli piace, è un patriota, un Italiano vero di quelli che cantava Toto Cutugno. Eppure... dopo esserci stato la bellezza di sette anni credo che alla fine si sia arreso. Mi dicono che parte oggi per l'America per un periodo di qualche mese. Poi torna. Ma torna davvero? Chissà?

Ci sono settanta miliardi di Italiani che vivono in America ma quasi nessun Americano che vive in Italia. Marcello era una delle poche eccezioni che confermava la regola. Se dovesse andare anche lui  vuol dire che siamo veramente messi male.

Sulle Elezioni Comunali

giovedì, aprile 19th, 2012

Lo Stato Italiano si ricorda che sono residente all'estero soltanto a fasi alterne.
Mentre per l'Agenzia delle Entrate vivo ancora in Italia (la storia dell'Agenzia delle Entrate ve la racconterò appena trovo la forza per farlo) il Comune di Martinsicuro mi invita a votare alle prossime elezioni Comunali del 6-7 Maggio scrivendomi qui in America.

Ero convinto che i residenti all'Estero non potessero votare alle Comunali ma mi sbagliavo. In realtà possono farlo ma solo se si recano ai seggi. Niente voto per posta come invece succede alle Politiche.
La cosa mi pare incoerente. Ma come? Mi tolgono il diritto alla Sanità e allo stesso tempo mi fanno consentono di votare? Ma poi, essendo per lo stato Italiano residente a New York perchè mai dovrei votare a Martinsicuro anzichè a Milano? Mistero.
Comunque la cartolina è qui con me e stasera me la sono letta. Tra le altre cose dice:

Questa cartonlina-avviso dà diritto a tutte le agevolazioni di viaggio concesse agli elettori per il primo turno di votazione e per l'eventuale ballottaggio. Per il ritorno, il biglietto di viaggio dovrà essere esibito insieme alla tessera elettorale personale munita del timbro della sezione nella quale la S.V. avrà votato.
Sia per ritirare la tessera elettorale personale, si per ottenere le agevolazioni di viaggio, con la presente cartolina-avviso dovrà essere esibito il passaporto o un altro documento di riconoscimento.
Soccmel bel, ma che mi danno un rimborso per tornare a votare? Ma allora torno davvero. Andiamo a vedere a quanto ammonta questo rimborso! Da una rapida ricerca scopro le vantaggiosissime agevolazioni che lo Stato Italiano propone:

AGEVOLAZIONI PER I VIAGGI CON IL MEZZO AEREO
Come noto, l'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 11 aprile 2011, n. 37, aggiungendo il comma 1-bis all'articolo 2 della legge 26 maggio 1969, n.241, ha previsto per gli elettori una agevolazione di viaggio nella misura del 40 per cento, per l'acquisto di un biglietto aereo di andata alla sede elettorale di iscrizione e ritorno, per i viaggi aerei effettuati sul territorio nazionale. L'importo massimo rimborsabile non può essere superiore a 40.00 euro per il viaggio di andata e ritorno per ogni elettore.
[...]
A seguito di tale richiesta, ha manifestato la disponibilità ad applicare le agevolazioni in questione solo la Compagnia Alitalia, che ha stipulato l'apposita convenzione.

[...]

Le agevolazioni si applicheranno solo ai biglietti rilasciati per viaggi di andata e ritorno.
Si ricorda che l'elettore dovrà presentare al check-in e/o all'imbarco la tessera elettorale o, in mancanza di essa, per il solo viaggio di andata, una dichiarazione sostitutiva ai sensi degli articoli 46 e 48 del T.U. n. 445/2000; al ritorno l'elettore dovrà comunque esibire la tessera elettorale regolarmente vidimata dal seggio elettorale recante la data di votazione.

[...]

Veramente fantastico. Eccezionale. Praticamente lo Stato vuol far votare i Cittadini all'Estero per eleggere le Amministrazioni di Comuni in cui magari non vivono da mezzo secolo e di cui ignorano completamente le problematiche e le necessità.
E va bene... Ma a cos'altro serve proporre uno sconto del 40% con massimale di 40 Euro su un biglietto Aereo se non a rendersi ridicoli agli occhi del mondo? E vogliamo parlare del burocratese tipico del bel paese? Immaginatevi la scena: io che chiedo uno sconto di 40 Euro su un volo che ne costa 1000-1200 presentando al Check-In di JFK la mia tessera elettorale Italiana oppure una dichiarazione sostitutiva ai sensi della legge di questa cippa. Surreale. Ma non bastava organizzarsi e spedire le schede elettorali via posta? Io le avrei rispedite al Comune e bona lì! Si spende niente e si ottiene il risultato.
Ma chi le fa queste leggi??? Sembra che a scriverle a Roma ci siano dei cocainomani semi-analfabeti che passano il tempo a pensare a come fare per poter arraffare soldi senza poi farsi beccare la sera quando vanno a spenderli a mignotte...
Comunque per la gioia dei paesani lasciatemi spendere due parole riguardo queste elezioni.
Dando uno sguardo al materiale disponibile circa i programmi dei vari candidati e ascoltando le varie interviste ho notato che i candidati dedicano una attenzione particolare al tema della sicurezza. Ebbene, ce ne fosse uno soltanto che fa una proposta concreta o che abbia una idea che possa considerarsi realisticamente efficace. Il motivo? Semplicissimo: in Italia il Sindaco - pur essendo riconoscouto dalla legge come massima Autorità di Pubblica Sicurezza - non è messo in condizione di poter fare niente. Lo Stato Centrale ha da sempre tenuto saldamente accentrato il controllo e la gestione delle Forze dell'Ordine arrivando a livelli di inefficienza scandalosi per una un paese che voglia ancora considerarsi una moderna Democrazia Occidentale. Questo i candidati lo sanno perfettamente, solo che come è ovvio non possono dirvelo.
A prescindere da chi vincerà i Cittadini possono mettersi l'anima in pace già da subito: il nuovo eletto non cambierà assolutamente nulla in materia di sicurezza. Tra pochi mesi verrete qui a darmi ragione.
Un saluto a tutti i Martinsicuresi
Alain

Lo Scienziato Italo-Americano Labor Bureau

mercoledì, aprile 18th, 2012

L'amico Michele (che ringrazio per la segnalazione) visitando un museo di Washingtown ha trovato questo curioso cartello che pubblicizzava la creazione a New Orleans di una azienda di collocamento per Italo Americani che si chiamava appunto "L'Italo Americano Labor Bureau".

Credo che tra 50 anni nei musei compariranno cartelli molto simili che publicizzeranno agenzie del genere. Magari una si chiamerà "Lo Scienziato Italo-Americano Labor Bureau" e la pubblicità potrebbe cominciare più o meno così:

Negli scorsi 10 anni nello Stato di New York è arrivato un gran numero di Scienziati Italiani. In questo decennio sono sbarcati negli aeroporti di New York 4500 scienziati ITALIANI. Questi emigranti sono perlopiù UOMINI INTELLIGENTI, SANI, CAPACI ED OPEROSI. COME LAVORATORI NON HANNO RIVALI. Attratti dalla meritocrazia e dai fondi destinati alla ricerca anzichè al finanziamento illecito dei partiti sono arrivati in cerca di sistemazione. OSPEDALI, UNIVERSITA', INDUSTRIE PRIVATE, E TUTTI QUELLI CHE GESTISCONO GRANDI QUANTITA' DI LAVORANTI, CONSIDERANO LO SCIENZIATO ITALIANO UN ACQUISTO DI SUCCESSO PER VIA DELLA SUA ADATTABILITA' E DELLA SUA OSTINAZIONE AL LAVORO DURO.

6 Train

martedì, aprile 17th, 2012

Avete presente quando nei film si vedono folle oceaniche accalcarsi in metropolitana con passeggeri gomito a gomito dentro i vagoni che escono ed entrano dal treno come mandrie di buoi inferociti? La linea 6 nelle ore di punta è esattamente in quel modo: sempre stracolma, sempre iper-caotica. Non ci trovi un posto a sedere neanche portandoti una pistola.
Per velocizzare al massimo le operazioni di carico/scarico lungo le varie stazioni la MTA piazza degli addetti che sollecitano i passeggeri a fare in fretta per poi segnalare al capotreno che è ora di ripartite sventolando una piccola torcia elettrica.

La 6 io la prendo alla 59esima strada, stazione in cui scendo dalla N. Sono sicuro che inizialmente la stazione non fu progettata per gestire certi volumi di traffico. I sessantamila passeggeri che ogni giorno ci transitano si trovano infatti costretti a camminare su una passerella larga poco più du un metro e mezzo che sfiora i treni in movimento ed in così poco spazio è indispensabile stare molto attenti a non inciampare o a non farsi dare una spallata dalla persona che cammina in senso opposto se non si vuole finire sotto le ruote.

La città è corsa ai ripari iniziando la costruzione della nuova linea della Seconda Avenue. Costerà 1.7 miliardi di dollari al Kilometro  e avrà tempi di realizzazione biblici (si parla di decenni di lavoro) e fino al giorno dell'inaugurazione le cose sulla 6 non miglioreranno di molto. Anzi probabilmente addirittura peggioreranno per via dell'apertura imminente dell'East Side Access verso le ferrovie regionali di Long Island.

La cosa affascinante è in tutto questo marasma riesco ugualmente a trovare dei punti di riferimento, dei momenti di familiarità. Capita infatti ogni tanto di riconoscere qualcuno, di rivedere facce note come la cinquantenne rifatta serie "crollo ma non mollo", la ragazza acida con cui ebbi una conversazione folle alla festa di chissà chi (il mondo è piccolo), il signore strano che parla da solo spaventando quelli che gli siedono vicino. Insomma, persino nei meandri più duri della metropolitana di NYC, forse il non-luogo più impersonale e frenetico che ci sia in Occidente, a cercarli bene si ritrovano elementi di una umanità altrimenti perduta.

L’Albero degli zoccoli – A Better Life

sabato, aprile 14th, 2012

Ogni epoca ha avuto la sua forma di schiavismo.

I Romani combattevano guerre in tutto il Mediterrano per procursi lavoratori da portare a Roma in catene. Passando da un impero ad un altro l'America è stata costruita sul lavoro e sulla pelle degli schiavi prelevati con la forza dall'Africa nera.

Successivamente - abolito lo schiavismo - è subentrato lo sfruttamento di classe. In fondo, a che serve procurarsi schiavi stranieri quando basta rendere schiave fasce intere del proprio popolo?
Oggi il progresso ha reso possibile il miracolo: mentre un tempo era indispensabile combattere per assoggettare l'altrui gente oggi è possibile farlo restando a distanza. Le guerre non servono; anzi dono dannose. Molto meglio imporre la Pax Americana. Se serve anche con la forza.

Vi propongo due film completamente diversi e che raccontano storie di vita disgiunte sia geograficamente che storicamente. Eppure due film in cui io mi immedesimo e mi riconosco appieno perchè raccontano l'uno da dove vengo, l'altro dove mi trovo.
Il primo è "L'Albero degli zoccoli", un film di Ermanno Olmi Palma d'oro a Cannes nel 1978. Il secondo invece è "A Better Life" di Chris Weitz.

Buona visione

New York, NY. Aria di casa

sabato, aprile 14th, 2012

Ieri sera cena alla Trattoria Ornella di Astoria. Il proprietario si chiama Giuseppe ed è un signore che vive negli USA da una ventina d'anni che inizialmente era venuto per fare l'Architetto ma poi per via della sua grande passione per la cucina si è messo nel business della Ristorazione diventando manager di alcuni dei ristoranti più grandi di Manhattan. Ora ha il suo posto qui ad Astoria. Si mangia molto bene e lui è una persona squisita. E' l'unico Ristorante Italiano che frequento in tutto il Queens.

Per il dopocena siamo andati a St. Mark's Place che ormai è diventato il posto a Manhattan che frequento di più in assoluto.
Prima fermata in un posto nuovo che si chiama San Matteo e che - pur essendo un locale gemellato con la Pizzeria che porta lo stesso nome ma che si trova nell'Upper East Side - al posto della Pizza fa una specialità Salernitana che si chiama Panuozzo.
Noi purtroppo avevamo già mangiato quindi il Panuozzo non abbiamo potuto assaggiarlo così Enzo (il proprietario) ci invita a provare il suo gelato fatto - come spiega orgogliosamente - con la frutta anzichè con le polverine.
Non ci potevo credere: per la prima volta in America mi trovavo davanti un gelato artigianale (o come dicono qui "from scratch") e cioè fatto partendo dagli ingrendenti grezzi piuttosto che da prodotti industriali. E che gelato!!! Ne ho mangiati due uno dietro l'altro. Ci tornerò per provare il Panuozzo ma sicuramente anche per un altro gelato.

Ultima tappa della serata l'immancabile visita a Giano, un posto di cui vi ho già parlato diverse volte in cui mi reco molto volentieri se passo dalle parti di Alphabet City.
C'era Paolo - uno dei due proprietari Milanesi - che è uno che se poco poco hai un pò di confidenza (succede in media dopo 10 minuti che lo hai incontrato) c'è da morire dal ridere. Veramente simpatico. Credo che se non avesse aperto il ristorante lo avrebbero potuto tranquillamente prendere a Zelig. Ieri per noi ha stappato una bottiglia di Prosecco e non ci ha fatto neanche pagare. Sia lui che Matteo (il socio) sono due persone veramente piacevoli. Inutile ribadire che si mangia ottimamente. Uno dei pochi Ristoranti Italiani in cui vado a Manhattan.

Usciamo da Giano e a pochi metri dall'uscio incontriamo un ragazzo che conobbi qualche anno fa. Lui è un animatore digitale ad altissimi livelli che tra gli altri ha fatto scene di film del calibro di Harry Potter o Sherlock Holmes. Mi disse che per fare animazioni di soli 5 secondi impiegano talvolta anche mesi di lavoro.
Qualche anno fa era convintissimo e determinato nel tornare a vivere in Italia. Ieri lo era un pò meno: ha infatti rifatto un nuovo visto per vivere negli USA e dal "vivere in Italia" è passato al "vivere in giro per il mondo" (avendo però in tasca un bel visto O1 per poter entrare negli USA quando gli pare e piace anzichè essere costretto a tornarsene in patria!).

Siccome sia io, sia il compagno di avventure "er Patrice" detto "noi je damo de ceppa" abbiamo le ragazze Cinesi va a finire che in un modo o nell'altro ruotiamo sempre attorno al mondo dell'estremo oriente. E' una sindrome meglio nota come "Febbre Gialla" di cui in qualche modo siamo rimasti inconsapevolmente contagiati e così sulla via di casa - verso ora di chiusura - ci siamo fermati presso il Ristorante Taiwanese della ragazza del Patrice che stasera era al lavoro. Mi pare che vi ho già accennato anche di questo posto qui che è famoso per il suo Bubble Tea.

Sono rientrato a casa che erano le due passate. Stamattina sveglia alle 7 per un funerale a Canarsie - nel cuore della Brooklyn nera - ed ora pomeriggio di relax a Central Park.

Ciao

157 West 57th street

martedì, aprile 10th, 2012

Vi avevo già parlato di Central Park West. Bene, allora beccatevi ste due mine:

recentemente un attico al numero 15 di CPW è stato venduto ad un magnate della Chimica Russo per la bellezza di 88 Milioni di Dollari. Pare sia stato un regalo per sua figlia ventiduenne della serie "papà papà cosa mi compri per il compleanno? - Una Ferrari! - Ma la Ferrari me l'hai già regalata per i 16 anni!!! Uffaaa.... - E va beh allora eccoti un bel superattico a Manhattan...".

Tra qualche anno verrà invece aperta una nuova torre che spingendosi fino a 305 metri di altezza diverrà la costruzione residenziale più alta della città. Si chiama 157 West 57 e cambierà radicalmente la skyline di Manhattan. Andate a visitare il sito ufficiale perchè merita e soprattutto non dimenicate di vedere i panorami di cui si godrà da lassù perchè sono una roba allucinante.
Al 157 il superattico lo daranno via per 110 milioni di dollari ed è un prezzone se considerate che metteranno nei bagni il bidet, un privilegio che - così come le viste mozzafiato - in casa possono permettersi in pochi.