Archive for maggio, 2012

KiteGen: l’ultima frontiera dell’Eolico è Made in Italy

venerdì, maggio 25th, 2012

Anche se sempre meno di frequente ogni tanto arrivano anche delle notizie esaltanti dall'Italia.

La vedete la foto in cui ero a Coney Island con la mia antenna? Uno dei tanti passanti che si era fermato a fare domande doveva aver in qualche modo pensato che avesse a qualche cosa a che fare col vento e così tra le altre cose mi ha disse: "Ma lo sai che hanno scoperto che il modo più efficiente di produrre energia eolica non sono le pale ma utilizzando di kite? (aquiloni)".
Io in quel momento ero preso dalla radio e così devo avergli risposto qualcosa tipo: "si si lo so, senza contare che la supercazzola prematurata ha perso i contatti col tarapia tapioco..." e sorridendo ho lasciato correre.

Oggi però ho scoperto che la tecnologia a cui si riferiva quel signore esiste davvero ed è tutta Made in Italy: nel Torinese c'è infatti la KiteGen Srl, una azienda che ha inventato e brevettato un sistema che potrebbe rivoluzionare la produzione di energia eolica così come la conosciamo oggi.
Scordatevi le pale che girano: KiteGen propone di sostituirle con un braccio meccanico che con la forza del vento fila in aria un grosso aquilone. L'energia viene prodotta dal cavo che srotolandosi fa girare il generatore e poi, una volta finita la matassa, questo viene manovrato in modo da poter essere facilmente richiamato a terra spendendo una frazione dell'energia prodotta durante la salita. E si ricomincia daccapo. Questo il video dimostrativo:

E questa invece è una test del primo prototipo funzionante al recentissimo KiteGen open day 2012:

Ragazzi qui non parliamo del solito siterello del cavolo dove vai a vedere le foto di tuo cugino: qui siamo di fronte a ricerca seria! L'energia sarà il principale problema dei prossimi anni e soluzioni come questa potrebbero diventare di uso comune in tutto il mondo. A questa gente che avendo le palle quadrate e la testa piena di idee così innovative se ne resta in Italia bisognerebbe fargli un monumento.

Gyu-Kaku

venerdì, maggio 25th, 2012

Sapete che ultimamente ho una certa inclinazione verso l'estremo Oriente. Ebbene stasera siamo stati a cena in un posto Giapponese di quelli seri, ma seri veramente.

Si chiama Gyu-Kaku ed è uno di quei barbeque in cui oltre alle varie portate ti portano delle cose da arrostire da soli direttamente sul tavolo. Io ho preso tutto a base di pesce (presto vi spiegherò anche il perchè) mentre la mia ragazza ha preso il rinomatissimo Kobe Beef, un manzo speciale allevato secondo antiche tradizioni Giapponesi.
Dopodichè un bel piatto noodle ai frutti di mare (decentemente freschi), una zuppetta piccante di kimchi sempre al pesce accompagnata da un Tofu Giapponese particolare e per finire un dessert da urlo della "Pasticceria Boutique" Lady M di Manhattan.

Immaginatevi il tutto a Midtown: vetrate immense, luce a 360 gradi, palazzi da un centinaio di piani tutto attorno. Dentro ambiente di classe, bella gente (belle manze!... fatemelo dire). Il cameriere che ti serve con cura, il Manager tutto incravattato che viene a chiederti se è tutto apposto, se possono fare altro. Molto molto bello.

Alla fine mi aspettavo una mazzata tra capo e collo. Quanto si spenderebbe per una cena simile in pieno centro a Roma o Milano? Arriva il conto e tra un deal ed un altro (ormai qui le donne passano i pomeriggi a trovare gli sconti su Internet per qualsiasi cosa... tipo anche per le pizze a domicilio) spendiamo 20 Euro tondi torni a persona. Va beh direte lo sconto. Senza sconto il prezzo pieno sarebbe stato 28 Euro a testa. Sempre niente per una situazione del genere secondo me.

Ragazzi che vi devo dire... mi tocca ripetermi: è una città speciale, tutto è al top. Vivi sensazioni ed situazioni sempre speciali, qualsiasi cosa fai. Per me New York City è il massimo (che guaio!...)

Ciao

su Beppe Grillo ed il M5S dopo i fatti di Parma

mercoledì, maggio 23rd, 2012

Premesso che:

1) così come dico da diverso tempo l'anno prossimo (salvo ripensamenti dell'ultimo momento, che non ci saranno) alle politiche voterò per il Movimento 5 Stelle

2) a New York la maggior parte delle persone che conosco tutt'ora le ho conosciute tramite il meetup di Beppe Grillo che frequentai un paio d'anni

3) ho partecipato alla organizzazione di tutti i V-Day Newyorchesi e ho organizzato personalmente il no-B day di Manhattan

non posso fare a meno di manifestare la mia preoccupazione per quello che sta succedendo in Italia e cioè che un comico sia riuscito ad organizzare la seconda forza politica del paese.
Ma ci rendiamo conto a che livello siamo arrivati? E' come se quando negli USA Stephen Colbert si candidò alle Presidenziali egli fosse risultato secondo solo ad Obama. Veramente pazzesco... surreale.

Grillo avrà mille difetti. Basa la forza del suo messaggio su assenza totale di qualsiasi confronto, violenza verbale e sprezzo totale nei confronti degli avversari. E' sicuramente un populista. Si è già contraddetto tante volte ma quasi nessuno dei suoi sostenitori ancora se ne accorge solo perchè è impossibile farglielo notare. Tutto quel che volete, è però importante ricordare un particolare: Grillo non si candida personalmente ma manda avanti ragazzi e ragazze come me o come te. Grillo non fa quello che fa per intascare rimborsi elettorali o per creare un sistema di potere con cui alimentare il circolo vizioso del voto di scambio. Grillo è - nonostante le sue gravi carenze - l'unico aggregatore di facce pulite, di intelligenze e di idee nuove che c'è rimasto in questo paese ormai alla canna del gas.

Andrà lontano? Non lo so, non credo. Ma non mi importa. Il fatto è che non ci sono alternative e che è giusto votargli anche solo per tirare un calcio nel culo a questa partitocrazia marcia e repellente.

Concludo con una utopia: in una intervista l'ho sentito scherzare sul fatto che puntava a conquistare gli astenuti e quindi a diventare il primo partito nazionale vincendo le elezioni politiche. Se veramente un bel giorno dovesse accadere credo che potrei tornare in Italia finalmente fiero del mio paese.

Il bimbo nella lavatrice

martedì, maggio 22nd, 2012

Un genitore buontempone decide di fare uno scherzo al figliolo chiudendolo nel cestello di una lavatrice industriale. Peccato che questa lavatrice fosse pronta a partire e che una volta azionata fosse impossibile da fermare.

Per fortuna il tutto si risolve con qualche ferita oltre ad un terribile spavento. Comunque, che bello scherzo!

Ora la Polizia sta cercando di trovare i genitori per "accertarsi che il bambino stia bene" e credo anche per consegnare al simpatico genitore un viaggio premio nelle prigioni dello Stato del New Jersey.

Ufficio Italiano VS Ufficio Americano

lunedì, maggio 21st, 2012

Parliamo di divertimento: la balotta dell'Ufficio Italiano batte quella dell'Ufficio Americano 3 a 0 a tavolino, non c'è partita.

Stasera ho ritrovato questa immagine che mi preparò un collega in Italia nel 2005-2006 e mi è venuta nostalgia dell'ambiente informale e rilassato che in genere si crea dalle nostre parti e che invece qui è impensabile.

L'America "corporate" sotto questo aspetto richiede un cambio di abitudini radicale. Immaginate che anche lavorando anni e anni con le stesse persone non conoscerete mai veramente nessuna di esse. E' raro - molto raro - che vedi qualcuno al di fuori dell'orario lavaorativo. Mai una battuta vera, mai una cosa che vada "oltre" l'essere semplicemente colleghi. E' così e bisogna saperlo sin dall'inizio. Pensate, proprio oggi uno ha dato le dimissioni. Lo conoscevo da almeno 3 anni, siamo stati seduti uno di fronte all'altro e questo mica è venuto a salutarmi! E' andato via senza dire neanche dire ciao. Io non mi stupisco perchè la stessa cosa qui mi è successa almeno un altra mezza dozzina di volte... ma a pensarci c'è da rimanere a bocca aperta.

Gli Americani sono fatti in questo modo, c'è poco da fare. Io per fortuna ho qui anche del personale Italiano per cui un minimo di familiarità in più c'è ma se avessi dovuto aver a che fare esclusivamente con Americani non so come avrei fatto.
Un esempio che faccio è questo: sapete in 5 anni quante volte è venuto un collega (non Italiano) a trovarmi a casa? Mai! Il campanello non ha mai suonato spontaneamente, anzi se non consideri le pizze a domicilio non ha mai suonato punto e basta! In Italia eravamo sempre insieme, la sera più che la mattina. Beh, a dire il vero con un collega Americano in particolare ho avuto modo di vedermici anche il pomeriggio ma più che altro perchè ci accomunava la passione per la fisioterapia orientale... Poi però dopo che andò via un giorno l'ho incontrato in metro e non si è fermato nemmeno a parlarmi. Da matti...

In Italia invece, che ve lo dico a fare? In ufficio tutti i giorni - tutti i giorni in pausa caffè certi discorsetti... quasi al bar. Ma partecipavano anche le colleghe donne eh... mica si scandalizzavano! Anzi, quando noi ventenni ci lanciavamo nell'epica delle nostre bravate le signore adulte ci davano l'azzico! Erano divertite più loro che noi. E le colleghe coetanee... oh... non mi fate parlare dai... Un fucarone da paura. Mannaggia mo se ne va!!! Eccezionale. Fantastico. Superiore.

Gli amici che trovi al lavoro in Italia ti rimangono per la vita. Io li sento tutti ancora oggi... Comunque non mi stupisco, è risaputo che l'Italia è un paese fatto di gente amichevole che si sa divertire e che sa stare bene insieme. Gli Americani dal canto loro sono più freddi, più distaccati, sempre estremamente formali e rispettosi dei ruoli. E forse in fondo questo questo loro modo di essere alla fine è anche un punto di forza.

Un saluto ed un abbraccio a tutti i lavoratori Italiani che domani mattina leggendo il post faranno un sorriso: andate al caffè a dire quattro cazzate come si deve anche per me. Ciao!

Ecco perchè in America l’IMU (9000 dollari all’anno) la si paga anche volentieri

sabato, maggio 19th, 2012

Oggi un collega di Long Island mi diceva che dalle sue parti con cifre ridicole rispetto a quelle di Manhattan si possono affittare case meravigliose in zone bellissime. Volendo acquistarne una con due stanze da letto ed il classico giardino si spendono circa 300.000 dollari.

Per recarsi al lavoro si devono mettere in conto un'ora di treno treno all'andata e una al ritorno. Le condizioni sono più che dignitose (no carri bestiame!) e si spendendo circa 300 dollari mensili per il treno regionale al quale vanno aggiunte le spese per la metropolitana che arrivano senza sforzi ad altri 100 dollari. Metà delle spese di trasporto poi possono essere scaricate dall'imponibile delle tasse.

Un aspetto da considerare se si vuol acquistare una casa nelle suburb, dice il collega, sono le tasse Comunali che variano a seconda di quanto è ben tenuto il Comune in cui ci si trova. In quelli dei ricchi si può anche pagare 30.000 dollari all'anno mentre lui - che vive in una zona media - ne spende 9.000. Quando me lo ha detto sono saltato dalla sedia. 9000 dollari?!? Per lui invece è normale. Dice che hanno ottime scuole, Polizia e VVFF che funzionano molto bene, tutto pulito e tenuto come nuovo... Insomma i servizi di qualità si pagano e lui sembra esserne pienamente consapevole. Quasi giustifica questa spesa.

E come potrebbe essere diversamente? Negli USA, soprattutto nei piccoli centri, il frutto delle tue tasse lo tocchi con mano tutti i giorni. Da esse dipendono la tua sicurezza, le scuole dei tui figli, la pulizia delle strade, lo smaltimento dei rifiuti. Tutto grazie alle tasse che versi annualmente al Comune (e non a Washington!). La gente considera i dipendenti pubblici appunto come propri dipendenti e da essi esige (e quasi sempre ottiene) il massimo rendimento. Il Sindaco fa veramente il Sindaco e più che di politica si occupa di amministrazione risolvendo i problemi con le risorse che la comunità gli mette a disposizione.

Per quel che ho visto finora la realtà dei piccoli comuni mi è sembrata quasi sempre invidiabile. L'America delle suburb assomiglia ad una enorme Svizzera a stelle e strisce. Tutto sempre in ordine, sempre luccicante. Il vero sogno Americano.

Eduardo Saverin

giovedì, maggio 17th, 2012

C'è sto ragazzo che si chiama Eduardo Saverin e siccoma ha fondato Facebook per pagare meno tasse ha deciso di rinunciare alla Cittadinanza Americana.

Siccome i soldi gli escono già dalle orecchie e visto che ne sta per incassarne ancora di più per via dell'ingresso in borsa Eduardo deve aver deciso che non vale la pena di essere cittadino USA e si è regolato di conseguenza decidendo di voler essere solo un ospite occasionale, soltanto un alieno... come milioni di altri.

Ci sono state diverse polemiche oggi addirittura due senatori hanno svelato una proposta di legge che impedirebbe al giovane milionario di rimettere piede negli Stati Uniti per il resto della sua vita qualora non pagasse le tasse che avrebbe dovuto. I Senatori, nella loro infinita ipocrisia, fanno anche i fighi. Dichiarano infatti: "Eduardo Saverin vuole togliere l'amicizia agli Stati Uniti d'America. Bene, abbiamo uno status update per lui: paga tutte le tasse oppure non ti azzardare a rimettere piede negli USA".

Ma come?!? Le grandi aziende Americane ed occidentali non sono forse tutte "residenti" all'estero solo ed esclusivamente per motivi fiscali? Stiamo parlando di realtà nazionalissime che operando quasi esclusivamente nei rispettivi paesi al contempo stabiliscono sedi fittizie in paradisi fiscali al fine di non pagare pwe niente le tasse. Altro che i quattro baiocchi di Eduardo Saverin e degli altri 3000 come lui. Qui parliamo di centiaia di miliardi di dollari all'anno, cifre che farebbero la differenza tra la povertà e la ricchezza di intere popolazioni. Avete mai sentito qualcuno che propone una legge per evitare che questo avvenga?

Certe volte mi chiedo se oggi ha ancora senso parlare di democrazia

Citi bike: finalmente New York City avrà il suo bike sharing

lunedì, maggio 14th, 2012

La città di New York si appresta ad attivare "citi bike", un progetto di Bike Sharing che sarà operativo già in Estate e che cambierà l'aspetto della città così come la conosciamo oggi.

Si tratta di una flotta di biciclette pubbliche messe a disposizione di tutti al costo di 95 dollari all'anno. Gli iscritti potranno usufruire delle bici prendendole e depositandole in apposite stazioni ad intervalli di massimo 45 minuti alla volta senza costi aggiuntivi.

Come è ovvio a New York quando si fanno le cose si devono fare per forza in grande. Citi bike disporrà infatti di 10.000 bici e circa 600 stazioni perlopiù a Manhattan ma anche in parte del Queens e di Brooklyn (sono escluse per il momento Staten Island e The Bronx).
C'è molto entusiuasmo e personalmente la trovo una idea fantastica che renderà ancor più piacevole e rapido spostarsi a Manhattan. Sarò di sicuro un utente affezionato! Essendo poi le bici di proprietà pubblica, a spero inoltre che esse sia uno stimolo per sensibilizzare l'amministrazione della città nei confronti del furti di biciclette forse l'ultimo dei "petty crimes" che inarrestabile si perpetua quotidianamente sotto gli occhi di tutti.

Oltre gli entusiasmi anche qualche dubbio. A destare preoccupazione è proprio la portata del programma che secondo alcuni potrebbe limitare la viabilità stradale delle automobili per via del necessario aumento delle piste ciclabili, dell'inevitabile crescita del traffico su due ruote e dello spazio tolto ai parcheggi che verrà utilizzato per costruire le stazioni.

Saluti da Coney Island

domenica, maggio 13th, 2012

Oggi una delle principali attrazioni turistiche di Coney Island era il sottoscritto.
Si saranno fermate una decina di persone. Alcuni mi hanno anche scattato le foto.
La soluzione "backpack" è comoda perchè mi permette di operare stando seduto o addirittura in piedi e quindi senza l'ausilio di un tavolo pubblico che è difficile da trovare. E' allo stesso tempo un tantino problematica perchè scatena la curiosità dei passanti che non resistono alla tentazione di chiederti cos'è la roba che hai sulle spalle. In molti intuiscono che sia un antenna, nessuno riesce ad intuire a cosa possa servire. Una signora ha anche azzardato "ma ti serve per ricevere il Wi-Fi"? Si signora, il Wi-Fi direttamente dalle Isole Vergini però...
Arrivavano segnali a bomba. Europa e Italiani a tutta potenza... Peccato che non ho potuto fare traffico perchè si è alzato il vento e faceva freddo quindi siamo dovuti tornare a casa quasi subito. Un contatto con la Lousiana però l'ho fatto, giusto per gradire.
Qualcuno potrebbe aver da ridire sul fatto che usare una antenna ad altissimo Q a poche decine di centimetri dalla tempia destra potrebbe non essere consigliabile perchè potrei inavvertitamente trasformarmi nell'incredibile Hulk... Su questo sto ancora lavorando!

Adios amigos

Aggiornamento: video di alcuni contatti del giorno dopo

Il mito di New York City: dalla quotidianetà al grande schermo

venerdì, maggio 11th, 2012

Stasera sono stato al Cinema a vedere The Avengers in IMAX 3D, un bel film che vi consiglio perchè è divertente, molto dinamico e anche perchè le scene esterne - quelle della battaglia dei supereroi che combattono contro i cattivi alieni - sono tutte ambientate a Manhattan: inquadrature dei grattacieli famosi a profusione, taxi gialli che rotolano in aria, Iron Man che sfreccia su e giù per la sesta avenue. Bel film!

Prima del film, come al solito, hanno fatto vedere dei trailers.

Si parte con The Dark Knight Raises, l'ultimo dell'interminabile serie di Batman stavolta interpretato da Christian Bale. Anch'esso ambientato a New York: ponti sull'East River che saltano in aria, angolature della skyline che hai visto e rivisto 400 volte pensando sempre le stesse cose, sparatorie con la Polizia di New York, incroci di strade ormai familiari.

Poi The Amazing Spider Man, ultimo dell'altra saga seza fine, quella dell'Uomo Ragno. Spiderman è una delle icone della città e ovviamente anche in questo caso non si poteva che girarlo a Manhattan. Un film molto New York Centrico, una città prevalentemente nottura e volutamente surreale con lo Spiderman che dondolando in quota sorvola il rossore delle automobili in coda sui grandi viali. Anche qui mitragliette della Polizia che sparano senza sosta, 500 agenti speciali a caccia del supereroe e infrastrutture che stramazzando al suolo ricordano (qualora fosse necessario) la loro maestosità inferiore soltanto alla loro fama.

Per finire si sdrammatizza un pò e si cambia genere passando a "The Dictator", l'ultimo film di Sacha Cohen (quello di Borat) che si mantiene saldo al suo genere interpretando un grottesco dittatore mediorientale in visita negli Stati Uniti. Lo avrete già intuito: indovinate un pò in che città Americana è ambientato? E bravi... anche questo è ambientato a New York City con i personaggi della città sfruttati al meglio e alcune delle scene riprese per strada di nascosto con gente comune (per esempio, col quel Poliziotto baffuto in camicia bianca seduto nella sua macchina una volta ci ho parlato anche io...).

E' il mito di una città celebrata ormai da decenni sia negativamente per il suo pauroso quanto affascinate carattere degradato e criminale di un tempo, sia positivamente per la rinascita che la consacra a capitale mondiale dell'Economia e della Cultura moderna. Il tutto, osservato standoci dentro, immerso in quelle stesse strade, circondato da quella stessa gente, avvolto da quelle stesse sensazioni.