Archive for giugno, 2012

La grande innovazione del Governo Italiano

domenica, giugno 24th, 2012

...e prima di questo qui avevamo Brunetta. Fate voi

Oscar Giannino

giovedì, giugno 21st, 2012

Devo ammettere che fino a qualche mese fa avevo un pregiudizio nei confronti di Oscar Giannino. Probabilmente dopo averlo sentito difendere Berlusconi in qualche talk-show televisivo istintivamente ed ingiustiamente lo avevo associato a quel "bestiario che Berlusconi raccoglie al suo passaggio come il Nazareno i suoi apostoli" (Copyright Giorgio Bocca).

Ovviamente mi sbagliavo: ascolto infatti in metropolitana il Podcast del suo programma su Radio24 ed oltre ad approvare praticamente tutto quello che dice certe volte addirittura mi esalto.

Sia chiaro, Giannino (come il sottoscritto!) è un liberale quindi non vi aspettate di sentirlo tessere le lodi dei sindacati, dello Stato assistenziale o delle politiche di austerità dell'attuale governo... Tutt'altro! Se pensate di condividere queste idee vi consiglio di fare un salto sul suo sito ed ascoltate una puntata in streaming. Questa qui è quella di oggi:

Lasciare o cambiare l’Italia

Lasciare l'Italia per non morire di tasse. E' questa l'iniziativa intrapresa da un piccolo gruppo di imprenditori capitanati da Andrea Zucchi. Nella trasmissione però spazio anche per chi vuole resistere e cambiare l'Italia come il sindaco di Villafranca di Verona, Mario Faccioli.

Molto interessante anche il suo Chicago Blog che offre spunti insoliti su questioni secondo me fondamentali per capire le vere ragioni che hanno causato e stanno causando la disfatta della Repubblica Italiana.

Buon ascolto e buona visione

Fareed Zakaria (CNN) sul problema dell’ immigrazione

martedì, giugno 19th, 2012

L'America sembra essersi all'improvviso svegliata rispetto al problema dell'immigrazione.

L'ultimo ad occuparsene è stato Fareed Zakaria, un ottimo giornalista della CNN che scrive anche sul Times. Egli stesso è un Americano naturalizzato che si definisce Americano "per scelta" piuttosto che per nascita e l'ultima puntata della serie speciale del suo fortunato programma "GPS" tratta appunto di immigrazione.

Vi consiglio di guardarla (la puntata integrale costa $1.99 su iTunes) perchè Zakaria è una persona razionale ed equilibrata che riesce a centrare l'essenza delle cose che tratta come pochi altri riescono a fare. In essa vengono confrontate le politiche migratorie del Giappone, dell'Europa, degli USA, ed infine quelle del Canada, il modello virtuoso da imitare.

Zakaria nella sua conclusione finale propone di concedere la carta verde agli stranieri imprenditori ed a quelli che trovandosi già nel territorio Americano hanno conseguito titoli di studio avanzati (PhD e Master) e soprattutto anche di regolarizzare una volta per tutte la posizione degli 11.5 milioni di clandestini che lavorano in nero in tutto il paese.

Non fare ciò, a detta del Sindaco di New York Michael Bloomberg, equivarrebbe a commettere un "suicidio Nazionale" che l'America non si può assolutamente permettere in quanto l'immigrazione sarebbe - sempre secondo il Sindaco - il principale problema economico del paese.

Di diverso avviso Kris Kobach, Segretario di Stato del Kansas e co-autore della famigerata legge anti-immigrati dell'Arizona. Secondo Kobach gli stranieri lavoratori illegali vanno deportati - non importa a quale prezzo - così che gli Americani possano finalmente tornare a fare quei lavori di bassa manovalanza che attualmente sono tutti relegati al sommerso.

Davvero molto interessante secondo me. Buona visione!

Dei delitti e delle pene, la versione Americana: investire qualcuno da ubriachi

giovedì, giugno 14th, 2012

Osservate il video sottostante, una ripresa della "dash-cam", la telecamera spesso posizionata sul cruscotto delle auto della Polizia Americana che riprende in continuazione tutto quello che succede.

La spiegazione dell'accaduto è lampante: durante un normale controllo in autostrada un agente viene quasi investito da un camioncino che lo manca solo di pochi centimetri. Anzi, in realtà non lo manca affatto perchè lo specchietto dell'automobile gli si fracassa dietro la schiena.

Nel video non vedete l'epilogo della vicenda.

Succede infatti che l'investitore non si ferma e scappa via. Il poliziotto, dolorante ma ancora abile, rimonta in macchina e partendo a sirene spiegate gli corre dietro. Qualche chilometro più avanti trova la macchina incriminata ferma a bordo della strada perchè costretta ad accostare dai testimoni del fattaccio.

Il Poliziotto scende, ammanetta il guidatore e gli pronuncia i suoi diritti, quelli che vedete in tutti i film Americani: "Hai il diritto di non parlare... tutto quello che dirai...".
Le analisi del sangue riveleranno che l'autista non era semplicemente distratto ma anche ubriaco e così scatta la sanzione penale.

Domanda: secondo voi quale sarebbe stata la giusta pena? Quanto gli avebbero dato in Italia? E quanto invece gli hanno effettivamente dato in America? Provate a rispondere nei commenti... domani vi darò la risposta alla terza domanda

risposta: 11 anni di carcere (maggiori dettagli nei commenti)

Non pisciate fuori dal vaso. Perlomeno non a New York City!

mercoledì, giugno 13th, 2012

C'è una coppia di amici Italiani che vive a New York ed in questi giorni i genitori di lei sono venuti a trovarli.

Stamattina il suocero - che non parla Inglese - era a passeggio da solo in un parchetto attorno alla centodecima strada, vicino a Central Park. Ad un certo punto cammina cammina gli scappa da pisciare e così si mette a cercare un bagno (secondo me è più brutto scrivere cose tipo "il bisogno piccolo" che "pisciare"...).

Gira che ti rigira il bagno non si trova e un pò per la vergogna di dover chiedere in una lingua che non si conosce, un pò per non riuscire a stimare bene la distanza da casa, un pò per la prostata, un pò perchè suvvia... una pisciata che sarà mai? il malcapitato signore Italiano decide di appartarsi in un angolo del parco circondato da alberi e quindi al riparo da sguardi indiscreti per farsi la sua bella pisciata all'aperto.

E così, proprio sul più bello di quella grandissima emozione che sono una bella pisciata in piedi riesce a dare ecco che dal nulla sbucano fuori e si avvicinano due persone. Ma chi cazzo saranno mai questi che si permettono di disturbare durante la sacra pisciata? (in questo post ho scritto "pisciata" talmente tante volte che mi sta venendo da pisciare anche a me). I due lo lasciano sgrullare per bene (ci mancherebbe!) e poi si presentano mostrando un paio di distintivi.
Il signore, in preda al panico e non proprio padrone della lingua, non riesce bene neanche a capire chi sono esattamente: Polizia di New York? FBI? USSS? CIA? SIAE? non si sa. Quello che è certo è che però ostentano una certa autorità e, particolare non da poco in una simile circostanza, dalla cintola di uno dei due si intravede per un attimo lo scintillio di un paio di manette.

Vuoi vedere che adesso mi arrestano per una pisciata?!? Viene chiesto il passaporto che per fortuna il signore si era portato dietro e così i due agenti si mettono a scrivere un verbalino che consegnano al trasgressore. Poi se ne vanno senza aver estratto le manette, cosa che invece certamente avrebbero fatto se malauguratamente fossero mancati i documenti.
Viene contestato il l'articolo 153.09 del Helth Code che se pur minore è a tutti gli effetti di un reato penale. Generalmente esso viene convertito dal Giudice in una multa da 50-100 dollari senza menzione sulla fedina penale, ma da Giudice bisogna andarci però! Ad Agosto... ed il singore invece riparte tra due settimane.

Pazienza, vuol dire che ci andrà l'avvocato da solo. Esistono infatti schiere di avvocati che lavorano solo ed esclusivamente con le pisciate ed alla modica cifra di 400 dollari fanno tutto quel che c'è da fare, compresa l'udienza in tribunale. Ovviamente i miei amici ne hanno già ingaggiato uno, e che mica vorrai rischiare di diventare un pregiudicato negli USA solo per via di una pisciata?

Il matrimonio dei Brahmani

domenica, giugno 10th, 2012

Stasera ero ad un house warming party nell'Upper East Side in zona novantesima e seconda. Una coppia che conosciamo ha comperato un appartamento al primo piano di un palazzo e così hanno fatto la tradizionale festa di inaugurazione.
Non male direi: oltre ad essere una bella casetta è anche un investimento intelligente se si considera la futura apertura della metropolitana sulla seconda avenue.

Tra gli invitati c'era una coppia di Indiani entrambi impiegati nel settore dell'informatica. Lui è qui da dieci anni e lavorando in un grande Ospedale da poche settimane ha finalmente ottenuto la carta verde. Lei invece è arrivata in America molto dopo. Qualcuno allora ha posto una domanda quasi inevitabile: come vi siete conosciuti?

La risposta - tutt'altro che rara quando si ha a che fare con l'India - ha impressionato un pò tutti: "ci siamo conosciuti Online".
Ma come online? Su quale sito vi siete cercati? E loro: non ci siamo cercati noi, ci hanno combinato i nostri genitori.
Io so che queste cose ancora succedono in giro per il mondo... ma un conto è saperle e un altro è sentirsele dire faccia a faccia da una coppia con cui stai facendo cena e così le domande di noi occidentali sono state parecchie.

Ci hanno spiegato che i genitori utilizzando un sito web hanno cercato un coniuge per i rispettivi figli basando la ricerca principalmente sulla casta a cui appartengono e cioè la famosissima casta dei Brahmani (la stessa di Siddartha) ma anche sull'oroscopo Indiano e su altri fattori. Il loro era un match quasi perfetto, superiore al 95%.
I genitori sarebbero anche stati abbastanza liberali perchè (di nascosto dal resto delle famiglie) avrebbero permesso ai due ragazzi di conoscersi per qualche ora prima del fidanzamento ufficiale. Lui infatti tornato appositamente dagli USA per il matrimonio è andato a prendere lei alla stazione dei treni e nel tragitto verso casa i due hanno avuto modo di scambiare qualche parola. Una eccezione non da poco, al quanto pare. In ogni caso, una volta arrivati a destinazione c'erano già tutti i parenti ad attenderi i quali pubblicante hanno domandato alla ragazza: "allora che fai, te lo sposi o non te lo sposi?!?". Ovviamente la risposta è stata positiva: "e che potevo fare in quella situazione?..." dice oggi lei. E così giù festeggiamenti per il fidanzamento ufficiale in casa.

Dopo sei mesi il matrimonio vero e proprio, durato tre giorni interi e poi il rientro in America. Ora che hanno entrambi la carta verde ecco che puntuale è in arrivo il primo figliolo. Io ho chiesto: ma farete la stessa cosa anche per il figlio/figlia in arrivo? E loro: assolutamente no. Questa cosa delle caste e dei matrimoni combinati va avanti da 2500 anni ed è ora di dire basta... il figliolo sarà Americano e potrà sposarsi con chi vuole.

Evviva l'America!

Ciao

Cosa sono i Radioamatori. Bellissimo documentario del 1962

sabato, giugno 9th, 2012

Credo che l'impatto che Internet ha avuto sulla società moderna sia stato più forte di quello che prima di essa ebbero la stampa o l'energia elettrica. I giovani (quelli che hanno meno di 25 anni) non potranno mai capire che cosa davvero significava vivere in un mondo disconnesso dal sapere e dagli altri.

In una sitazione del genere - oggi ormai impensabile - la radio assumeva un ruolo di primissimo piano: c'era un carisma, un mistero, un senso di sfida. Essere radioamatore significava poter spalancare l'unica finestra sul mondo che la tecnologia umana metteva a disposizione fine alla prima metà degli anni '90.

Niente visto? No problem! C’è Blueseed, il barcone dei programmatori al largo della California

giovedì, giugno 7th, 2012

Per farvi capire a che livello sono arrivati gli USA, vi riprongo la storia (suggeritami da un lettore) di una azienda Californiana che nel 2013 intende varare una nave da tenere fissa in acque internazionali al largo della Silicon Valley.
Il motivo? Semplice: farci soggiornare legalmente tutti quegli imprenditori o tecnici informatici che per motivi burocratici non riescono ad ottenere un permesso di soggiorno negli USA.

L'idea alla base del progetto è semplice e la spiega bene l' articolo della BBC. In soldoni, il 25% di tutte le start-up Americane è fondata da stranieri ma, allo stesso tempo, una serie di lacci e lacciuli impedirebbe a molti di essi di poter approdare negli Stati Uniti e così Blueseed si propone di ospitarli su una specie di nave da crociera - appositamente allestita con uffici e centri ricreativi - ancorata ad appena mezz'ora di distanza dalla California.
I soggiornanti potrebbero così ricevere visite di clienti e colleghi o addirittura effettuare periodicamente visite di affari presso la terraferma. Il tutto nel pieno rispetto delle regole!

In questa cosa ci rivedo un pò la storia di Radio Caroline, la stazione pirata che per aggirare la legge negli anni '60 trasmetteva da una nave al largo delle coste Inglesi musica Rock in tutta la Gran Bretagna. Una idea brillante, forse provocatoria, che farà certamente discutere.

East New York, il nuovo Bronx

mercoledì, giugno 6th, 2012

Foto Daily News

Nell'immaginario di molti New York è ancora una città violenta così come essa effettivamente era durante gli anni settanta. Molti altri invece - influenzati dalla filmografia degli ultimi vent'anni o magari da una gita turistica - hanno rivisto questa opinione ricollocando la città al posto che merita e cioè tra le prime al mondo in quanto a vivibilità e sicurezza.

Ovviamente delle zone difficili ancora ci sono ma sia chiaro che persino in queste zone siamo a livelli di pericolosità che sono niente rispetto a quelli di un tempo. Saranno quartieri in cui si vive male, in cui ci si guarda le spalle, in cui ogni tanto qualcuno spara eppure nonostante ciò i tre-quattro mila omicidi all'anno del periodo di "Guerrieri della Notte" e "Taxi Driver" sembrano ricordi usciti dai film polizieschi piuttosto che dalle statistiche ufficiali della Polizia.

Scommetto che tutti conoscerete il Bronx che suo malgrado è ormai universalmente riconosciuto come sinonimo di violenza e deriva sociale estrema. Ebbene, applicando le dovute proporzioni rispetto al passato, sebbene il Bronx sia tutt'ora il Bronx esso non è la zona più pericolosa della città. Infatti, il triste primato gli è ormai stato soffiato dalla zona di "East New York", un settore di Brooklyn immediatamente a sinistra dell'aeroporto JFK.

A detta di molti - e come confermano i numeri - le condizioni di quella zona occupano attualmente la pole position criminale della città di New York ma bisogna fare molta attenzione: Brooklyn ha più o meno gli stessi abitanti di tutta Roma e non bisogna ovviamente fare di tutta l'erba un fascio.

Vedi Chicago e poi muori

domenica, giugno 3rd, 2012

La settimana scorsa sono stato a Chicago.
Ho trovato una città relativamente piccola rispetto a New York, molto molto rilassante. Poca gente in giro, grandi spazi, architettura moderna. Avevamo una stanza al quattordicesimo piano di in un hotel con vista sul fiume. La sera le luci della città viste dall'alto. Mancava solo Batman.

Ho incontrato un mio ex-collega che da un anno si è trasferito a Chicago. Ha un altro posto ed è contento. La sua fidanzata è una ragazza Indiana-Americana di prima generazione. I genitori arrivarono dall'India negli anni '70 con la valigia di cartone e ora lei lavora presso una importante multinazionale. Le cose vanno bene ad entrambi insomma e così a fine estate si sposano. Vanno a vivere a casa di lei che - al quanto pare - si è già comperata casa da sola.

Tutta la città completamente rivolta al turista: visite guidate in bici, gite in barca, champagnini in riva al fiume, Luna Park sul lago, fuochi artificiali due volte alla settimana per tutta l'Estate, monumenti, fontanoni colossali, musei sempre aperti, opera lirica all'aperto con migliaia di persone a guardare... tutto perfettamente organizzato. La città no pulita, di più: immacolata.
E si mangia pure bene! Tra le altre cose, ho trovato per caso il Purple Pig un posto col cuoco metà Pugliese e metà Greco che cucina con una dedizione e una ricercatezza di particolari che non hanno niente da invidiare neanche a Manhattan.
Chicago ha la sua Chinatown, la sua effervescente comunità Gay, le sue spiagge assolate, le sue casette a due passi dal centro in cui tirare su famiglia... Insomma è una città meravigliosa.

Che vi devo dire... più vedo queste cose e più mi cascano a terra le braccia. Mi deprimo pensando all'Italia ed all'indissolubile "tether" che ad essa mi unisce. Non so se il concetto l'ho già espresso su questo blog (mi pare di si) quindi a costo di rischiare di essere ripetitivo lo scrivo di nuovo: non tornerei in Italia neanche se il genio della lampada mi proponesse di fare il presidente del consiglio con tanto di minorenni e consiglieri regionali alle feste del bunga bunga.