Archive for ottobre, 2012

Sandy

lunedì, ottobre 29th, 2012

Il meglio arriverà attorno alle 20 ora locale ma diciamo che c'é già un cielo lievemente sul grigio. Anche il venticello sta montando ed é crollata la gru del 157W 57th St. Per ora la rete elettrica mantiene: sono attualmente scollegate solo 62 utenze in tutto il queens occidentale (se volete sapere in tempo reale quante case sono senza luce basta andare sul sito della Coned).

Dovesse capitare qualcosa di clamoroso lo comunicherei (sempre se possibile) immediatamente su Twitter. In alto a destra vedete gli ultimi 15 tweet del mio feed. In genere le reti dei cellulari funzionano sempre ma se veramente dovesse succedere che si interrompono totalmente le comunicazioni accendo la radio ed eventualmente faccio fare relay - sempre su Twitter - di un qualche mio messaggio via onde corte con ( hashtag #alain.it )

Ipocrisia Italiana, Ipocrisia Americana. Il confronto di Indro Montanelli

domenica, ottobre 28th, 2012

Scrivo da Monaco, in attesa di imbarcarmi sul volo che mi riporterà ancora una volta negli Stati Uniti.

Sul Corriere di oggi ho trovato una lettera inedita di Indro Montanelli al premio Pulitzer Edmund Stevens in cui si parla delI'ipocrisia del popolo Americano confrontata con quella del popolo Italiano. Nonostante alcune prospettive siano state superate dalla Storia (mi riferisco gli Americani anticolonialisti, alla minaccia Sovietica ed infine all'Italia incapace di fabbricare menzogne utili agli interessi di una classe - leggi Berlusconismo - ) la lettera é incredibilmente attuale e da leggere assolutamente.

Eccone alcuni passaggi che hanno ravvivato il mio volo dall'Italia verso l'Europa.

Caro Edmund,

debbo muovere alcune obiezioni ai tuoi giudizi sull'ipocriasia Americana. Anzitutto non mi sono accorto che in America l'ipocrisia sia più diffusa che altrove: in Italia, per esempio. Mi sono accorto soltanto ch'essa è di diversa natura. Da noi l'ipocrisia non é un fatto sociale. Appartiene al novero delle iniziative private, e ognuno la esercita per fini personali.

Gl'Italiani, per esempio, non si metteranno mai d'accordo tra loro per sostenere una menzogna utile agl'interessi dello Stato o di una classe, come succede da voi, dove ogni tanto vengono varate grosse bugie collettive, cui ognuno si sforza di credere. [...]

L'Ipocrisia in Italia é dettata del senso dell'<< opportuno >>. E' spicciola, pratica e utilitaria. Quando un italiano vuol cambiare partito, non fa un esame di coscienza; si limita ad un calcolo di convenienza. [...]

No, una vera e propria ipocrisia in Italia non c'é; ma non c'é per la ragione molto semplice, e poco nobile, che gl'Italiani non hanno un Ideale. Essi accettano sé stessi. Non si sforzano di essere diversi e migliori di quello che sono. In America l'ipocrisia nasce da questo tentativo. [...]

Per concludere, rimango del mio avviso che l'ipocrisia é il tributo obbligatorio che il Peccato paga alla Virtù. Ma bisogna che questa virtù ci sia, perché un popolo le paghi il tributo. In America c'é. E' nello sforzo che ogni americano compie, più o meno in buona fede, per essere virtuoso. Non sempre ci riesce, ma quasi sempre se lo propone. [...]

Noi questa ingenua fede l'abbiamo persa da secoli. E appunto per questo siamo maturi per diventare la colonia di un popolo puritano, ipocrita e forte. Se voi continuate a fare gli anticolonialisti, qualche altro - puritano anch'esso, a modo suo, e certamente più ipocrita di voi - ne approfitterà.

Pensateci.

Veni Vidi Vici

venerdì, ottobre 26th, 2012

Ragazzi,

sono le 4:17 del mattino ed in questo momento non sono carico a pallettoni, sono carico a bombe a mano perché ho appena vinto il torneo di Poker. Madonna che soddisfazione... non potrete mai capire: vengo qua da forestiero, non mi conosce nessuno, tutti che ti dicono se, come e quanto giocare .Tutti professionisti insomma, e tu invece sei il coglione di turno. Mai visto un tavolo in cui si discute tanto sul nulla, e a così alta voce. Comunque un ambiente piacevole... all'Italiana insomma.

Io li solo a testa bassa, timido, a tratti nervoso...  A na certa uno mi ha anche criticato apertamente: questo non é giocare male le carte, questo é regalare le chips! E io calma, silenzio, mantenevo a stenti l'emozione. A me interessava solo poter tornare in America e dire di aver vinto un torneo in Italia. Tutto li... il resto non importava, l'importate era l'idea.

Ho giocato ininterrottamente dalle 22.45 alle 04:00. Mani da paura... ho buttato fuori giocatori tosti tra cui alcuni di quelli che parlavano più del dovuto e tra essi ovviamente - ironia del destino - c'era anche quello che mi aveva criticato in precedenza.
Verso la fine del torneo é cominciata a venire fuori una certa confidenza. Giocavo come un forsennato, come una belva... alla Stu Ungar per capirci.

Alla fine eravamo rimasti in due e l'altro - un ragazzo che giocava con la fidanzata seduta di fianco - mi chiede se avessi voluto spartire. Io rispondo che per me arrivare secondo o spartire era la stessa cosa e che stavo giocando solo per la gloria quindi preferivo andare avanti. Così é stato.
A onor del vero il mio oppositore finale non ha sbagliato neanche una mano: ha foldato tutte le mani in cui avrebbe perso e giocato forte le altre ma alla fine non c'é stata storia. Ero un fiume in piena, ho concluso con una scala A-5: stretta di mano, scambio di email, tutti a casa.

Dopo la vittoria sarei voluto andare al solito bar per festeggiare ma era già chiuso. Ho girato per tutto il paese in cerca di un posto ancora aperto per condividere con qualche altro la mia gioia ma niente da fare.
Che cazzo... va bene che sono le quattro del mattino ma é anche Venerdì dio bono... Tutti a letto?!?
Va beh....bella serata insomma. Sono al top, super contento. Domenica mattina si parte per New York.

Ciao

Distruggeranno Roma e sulle sue rovine deporranno il germe della storia antica

giovedì, ottobre 25th, 2012

Pasolini aveva già previsto tutto.

Roma Kaput Mundi

mercoledì, ottobre 24th, 2012

Il centro di Roma é un manicomio criminale a cielo aperto. Non so come ci si possa vivere o lavorare: traffico folle, auto parcheggiate ovunque (persino nel piazzale della sede centrale dell'Aeronautica Militare Italiana c'erano delle auto messe alla rinfusa), puzza di piscio in ogni angolo, cagate di cane...Poi i lavavetri ai semafori! I lavavetri ancora nel 2012... io vado ai matti in queste situazioni.

Ho guidato auto e moto a New York, Los Angeles, San Francisco, Chicago oltre a una miriade di altri centri Americani piccoli o medi e non ho mai preso una multa (veramente una l'ho presa sotto casa a New York per divieto di sosta, era colpa mia). A Roma invece in appena mezz'ora di guida iper-attenta sono certo che avrò preso almeno 2 o 3 ZTL. C'è una confusione bestiale, un esempio per tutti: parcheggio al sotterraneo di Villa Borghese e uscendo trovo un bivio tipo "Via Rettale" - "Piazza del menga" - "Viale Fusto di Palma" - "Vicolo ceppa" ecc... Io che ne so? Il GPS sottoterra non prende per cui ovviamente ne scelgo uno a caso e così mi ritrovo nel bel mezzo di un'altra ZTL. Porco zio che nervi... C'eravamo io con la macchina e tutto intorno gente col cane, taxi e bus. Sembrava mi ci avessero paracadutato da un C-130. Ma ***** d**, ce lo volete scrivere o no che quell'uscita del parcheggio porta in un cazzo di giardinetto Zen? Ma lo fate a posta per incularvi i turisti??? Roba da matti. Ho speso più di ZTL che di benzina, autostrada vitto e alloggio. Grazie Roma....

Voi direte, ma perché non ci sei andato in treno al centro? Era quello che pensavo di fare inizialmente. Poi però gli amici di Tivoli mi hanno fatto capire che chi ha la macchina preferisce andarci in macchina. Motivo? Solo per salire sul treno "devi fare a botte" (parole loro), é pieno di gentili signori che rubano a tutte le ore e come se non bastasse il treno certe volte passa certe no. La sera che sono arrivato - per esempio - il treno da Roma non passava. Ritardo? Sospensione? Non si sa... tu sei in stazione che aspetti forse 20 minuti, forse un'ora, forse due. Chissà.
Insomma, io la macchina ce l'avevo e così mi sono detto e che cazzo... mi faccio un giretto in centro a Roma che sarà mai? Guido a Manhattan! Col cazzo invece! Manhattan é un parco giochi confronto al centro di Roma. Ma proprio non ci sono paragoni.

Oh... e l'autostrada A24? Il GRA? Ne vogliamo parlare? Incredibile: le ragazze si rifanno il trucco ed i ragazzi sfogliano la gazzetta mentre sono al volante tanto il traffico va talmente lento che si può fare tranquillamente. Dentro di me pensavo a questi che tutti i giorni si fanno da 2 a 4 ore di guida in quelle condizioni, li guardavo dallo specchietto retrovisore e mi veniva l'angoscia. Tutto perché i treni sono pochi e gestiti al livello del terzo mondo.

E poi c'é gente che mi dice ma che ci fai a New York? Se ti piace la città perché non vai a vivere a Roma? COL CAZZO che ci vado! Piuttosto Beijing

PS
Si lo so, si scrive Caput. Non é un errore 

Il silenzio della Morte

sabato, ottobre 20th, 2012

La ricerca affannosa ed instancabile di un posto in cui fare una sana partitella a carte inizialmente non ha dato buoni risultati. Infatti, seguendo le istruzioni fornitemi (tutti hanno sentito parlare di un posto ma nessuno mi sa dire esattamente dove si trovi) mi sono ritrovato in un locale di scambisti (!!!). Il simpatico buttafuori a cui avevo chiesto un aiuto mi fa: "ma lasciaperdere le carte  porco ***... vieni a scopare piuttosto!". E io: no grazie ho già dato, passata la trentina mi sono dato ad altri vizi. E così me ne vado sconsolato.

Poi però al bar di fiducia succede l'imprevedibile. Ero solo come un cane al bancone  quando uno che conoscevo vagamente e solo di vista mi avvicina e fa: ma tu come ti chiami? e dove vivi? Io ti conosco! Ho letto un pezzo sul tuo sito, sei un grande! E rivolgendosi al barista: cosa ha preso il signore? Pago io. E mi offre da bere. Prima volta in assoluto che succede un fatto del genere. Posso dire con orgoglio che dopo aver scritto per cinque anni il blog mi ha fruttato due bevute in un bar!
Comunque, la conversazione volge sul più e sul meno. Sai sono stato di recente in America... a San Francisco e a Las Vegas... ho giocato a carte... A CARTE?!?!? Si a Poker. A POKER????!????!?? E che sai dove si gioca a Martinsicuro? E certo che lo so!

Ed ecco che per puro caso trovo - in fondo grazie al blog - un contatto affidabile ed informazioni certe sul da farsi. La rivelazione é eccezionale: oltre alle sboldre, alla bamba e alle armi da fuoco scopro finalmente che il mio paese natale ha anche altro da offrire ai suoi residenti. Mi segno bene mentalmente il dove ed il quando, oltre ai numeri di telefono.

Poi però la serata volge al termine. E' notte fonda ma per via del fuso orario per me é come se fosse appena sera. Me ne torno a casa a piedi, cosa inconcencepibile da queste parti. Unico incontro un cagnolino abbandonato che abbaia un pò per paura un pò come a dire: "ma come non mi dai niente da mangiare"?. Una bandiera dell'Italia sventola sul balcone screpolato di una casa in un quartiere malfamato. Quartiere poi?... capirai... in realtà piuttosto che quartiere sarebbe il caso di dire quattro case. Sui marciapiedi - ovunque - erbacce e vegetazione spontanea. L'Italia é la nazione delle gramigne e delle canne (di bambu?) che crescono ovunque: lungo le autostrade, ai bordi dei marciapiedi, sui muri delle case.

Per strada incontro una fiat Punto della guarda di finanza ed un altra dei Carabinieri. Mi scrutano con aria spospettosa: che ci fa uno a piedi nel cuore della notte a Martinsicuro? Speravo che lo facessero ma non mi fermano. Di tanto in tanto qualche altra automobile diesel passa lungo la strada principale del paese - via Roma - ma generalmente il traffico é talmente lasco che risulterebbe fattibile sdraiarsi e forse anche dormire un pochino al centro della carreggiata.

Tutto attorno silenzio totale, assordante. E' silenzio della Martinsicuro in notturna. Il silenzio della morte

L’Autista Egiziano, l’auito cuoco Greco e la sanatoria di Ronald Reagan

giovedì, ottobre 18th, 2012

Oggi ho preso un taxi per un viaggetto più lungo del normale e così mi sono messo a parlare con l'autista, un uomo Egiziano di 65 anni dall'Inglese al limite dell'incomprensibile. Indovinate di cosa si é parlato? Di immigration! Io non lo faccio apposta ma ormai la lingua batte dove il dente duole. Erano belli i tempi in cui coi tassisti si parlava soltanto d'altro...

Comunque, di dove sei di dove non sei... sono Italiano - sono Egiziano. Lui parte in quarta: Ahhhh sei Italiano. Lo sai che mio fratello (che lavora in cucina)  ha vissuto per due anni a Napoli? Lui tra l'altro é cittadino Greco per cui ha i documenti per stare in Italia senza problemi e nonostante ciò é riuscito a farcela e così é venuto qui con la moglie ed il figlio piccolo. Ora il figlio va a scuola e lui lavora senza problemi... ora stanno bene.

E io immediatamente: si ma spiegami una cosa, come diavolo ha fatto a venire qui? Con quale visto? E lui: E' venuto da turista e poi si é dileguato. Ora sia lui sia la famiglia sono clandestini e non possono lasciare mai il paese ma poco importa perché l'intenzione é quella di far finire l'università al figlio per poi tornarsene tutti in Egitto o in Grecia. Lui ha 56 anni... non gli serve di restare qui molto a lungo.
Hai capito l'antifona? Uno che fa l'aiuto cuoco - con moglie e figli - sta meglio in America da clandestino che in Europa da Cittadino. Non mi sorprendo affatto.

Comunque andiamo avanti. Domando al mio nuovo amico: e tu invece? Tu come hai fatto a venire? Lui scoppia a ridere e risponde che ci é venuto per pura fortuna: eravamo cinque amici in un bar del Cairo. Tanti anni fa la lotteria la si faceva solo via lettera, non esistevano i computer. Uno di noi era fissato che voleva venire negli USA e così si é offerto di compilare le carte per noi altri, oltre che per se stesso. Dopo un anno ricevemmo risposta: tre di noi furono estratti ed accettati, gli altri due (tra cui colui il quale ebbe l'idea) rimasero esclusi. Ancora oggi ogni volta che torno in Egitto quel signore - ormai anziano - mi ricorda che se sto in America lo devo lo a lui... ed é vero, così gli regalo 4 o 500 dollari per sdebitarmi.

E prima? Prima com'era la situazione delle carte verdi? Lui dice che é sempre stato un casino, una battaglia, "a struggle" per un oceano di gente. L'unico a dare un pò di sollievo fu Ronal Reagan. Reagan? Strabilio io.
Si, Reagan. Ai suoi tempi c'erano diversi milioni di clandestini e - a detta dell'autista che ha vissuto quei giorni in prima persona - Reagan forzò il governo nel passare una legge che di fatto legalizzava parte di essi a patto che lavorassero nell'agricoltura. A New York City l'agricoltura non andava fortissimo neanche allora e cosi creò un mercato sommerso di dichiarazioni false di aziende che non esistevano o dichiarazioni di aziende vere per gente che non aveva mai messo piede in un campo. In un modo o nell'altro in tantissimi pagarono le tasse arretrate di braccianti e ed ottennero i documenti grazie alla "sanatoria" (perché di questo si trattava) che fece nientedimeno Ronald Reagan. Soccia che storia!

Arriviamo finalmente a destinazione. L'autista scende e mi aiuta a tirare giù la valigia. Io pago, resto mancia. Lui tutto contento mi stringe la mano. Io lo saluto: buona fortuna Mohammed! E lui: no... buona fortuna a te, e speriamo che torni presto!

P.S.
COL CAZZO CHE VOLO ALITALIA

Immigrazione: Romney 1 – Obama 0

martedì, ottobre 16th, 2012

Stavo guardando il secondo confronto elettorale tra Obama e Romney sulla CNN via web. Immaginatevi la scena: proiettore acceso, piedi sul tavolino basso, qualche snack sul divano... ascoltavo si con attenzione ma senza farmi uscire il sangue dalle orecchie.

A na certa una ragazza bellina dai lineamenti esotici prende la parola per rivolgere la sua domanda ai candidati: "Cosa intendete fare per quelle persone che pur non avendo la carta verde vivono qui come parti produttive della società?". Porco zio! Per alzare il volume sono scattato in piedi e ho rovesciato tutto per terra.

Romney risponde per primo ed in meno di 15 secondi sgancia un tonante da far tremare i muri della casa: io sono figli di migranti e la nostra é una nazione di migranti. Chi viene da altre nazioni come migrante é il benvenuto. Detto questo, non deve servire un avvocato per venire in questo paese legalmente. Voglio dare visti - anzi carte verdi - ai laureati in materie tecniche e scientifiche. Dobbiamo accertarci che il nostro sistema legale funzioni.
E Gli illegali? Dice che avranno vita molto difficile, per esempio non gli daranno più neanche le patenti di guida. Poi precisa un fatto inoppugnabile: Obama aveva promesso che nel primo anno del suo governo avrebbe fatto una legge che avrebbe risolto definitivamente il problema dell'immigrazione. Come mai invece - nonostante avesse la maggioranza assoluta ovunque - non é riuscito a fare niente?

Tocca ad Obama. Io penso: Barack fai il bravo e attenzione a quello che dici perché qua ti giochi il supporto di alain.it. Poi hai voglia a cacare il cazzo con le e-mail di spam...  Prende la parola il Presidente e fa una versione Inglese della supercazzola talmente inconcludente che non mi ricordo neanche cosa abbia detto. Si faremo, vedremo, miglioreremo... Politichese puro. Ovviamente non ha spiegato il perché non é stato capace di fare la legge nel primo anno... e così Romney rinnova la domanda incalzandolo per la seconda volta: "Si Presidente, ma perché non risponde e ci dice come mai non ha fatto la legge che ha promesso di fare?". Silenzio imbarazzante... la domanda cade nel vuoto. (Qui sotto la parte iniziale del botta e risposta, questo il testo completo, questo invece il video).

 Insomma, per quanto mi riguarda Romney 1 - Obama 0.
Ciao

Q: President — Romney, what do you plan on doing with immigrants without their green cards that are currently living here as productive members of society?

MR. ROMNEY: Thank you, Lorraine. Did I get that right? Good. Thank you for your question. And let me step back and tell you what I'd like to do with our immigration policy broadly and include an answer to your — your question.

First of all, this is a nation of immigrants. We welcome people coming to this country as immigrants. My dad was born in Mexico of American parents. Ann's dad was born in Wales and is a first- generation American. We welcome legal immigrants into this country.

I want our legal system to work better. I want it to be streamlined, I want it to be clearer. I don't think you have to — shouldn't have to hire a lawyer to figure out how to get into this country legally. I also think that we should give visas to people — green cards, rather, to people who graduate with skills that we need, people around the world with accredited degrees in — in science and math get a green card stapled to their diploma, come to the US of A. We should make sure that our legal system works.

Number two, we're going to have to stop illegal immigration. There are 4 million people who are waiting in line to get here legally. Those who've come here illegally take their place. So I will not grant amnesty to those who've come here illegally.

What I will do is I'll put in place an employment verification system and make sure that employers that hire people who have come here illegally are sanctioned for doing so. I won't put in place magnets for people coming here illegally, so for instance, I would not give driver's licenses to those that have come here illegally, as the — as the president would.

The kids of — of those that came here illegally, those kids I think should have a pathway to become a — a permanent resident of the United States.

And military service, for instance, is one way they would have that kind of pathway to become a permanent resident.

Now, when the president ran for office, he said that he'd put in place, in his first year, a piece of legislation — he'd file a bill in his first year that would reform our — our immigration system, protect legal immigration, stop illegal immigration. He didn't do it. He had a Democrat House and Democrat Senate, supermajority in both houses. Why did he fail to even promote legislation that would have provided an answer for those that want to come here legally and for those that are here illegally today? That's a question I think the — the president will have a chance to answer right now.

PRESIDENT OBAMA: Good. I look forward to it. Was — Lorena? Lorraine.

We are a nation of immigrants. I mean, we're just a few miles away form Ellis Island. We all understand what this country has become because talent from all around the world wants to come here, people who are willing to take risks, people who want to build on their dreams and make sure their kids have an — even bigger dreams than they have.

But we're also a nation of laws. So what I've said is we need to fix a broken immigration system. And I've done everything that I can on my own and sought cooperation from Congress to make sure that we fix this system.

First thing we did was to streamline the legal immigration system to reduce the backlog, make it easier, simpler and cheaper for people who are waiting in line, obeying the law, to make sure that they can come here and contribute to our country. And that's good for our economic growth. They'll start new businesses. They'll make things happen to create jobs here in the United States.

Number two, we do have to deal with our border. So we've put more Border Patrol on than anytime in history, and the flow of undocumented workers across the border is actually lower than it's been in 40 years.

What I've also said is, if we're going to go after folks who are here illegally, we should do it smartly and go after folks who are criminals, gang bangers, people who are hurting the community, not after students, not after folks who are here just because they're trying to figure out how to feed their families, and that's what we've done.

And what I've also said is, for young people who come here, brought here oftentimes by their parents, have gone to school here, pledged allegiances to the flag, think of this as their country, understand themselves as Americans in every way except having papers, then we should make sure that we give them a pathway to citizenship, and that's what I've done administratively.

Now, Governor Romney just said that, you know, he wants to help those young people, too. But during the Republican primary, he said, I will veto the DREAM Act that would allow these young people to have access. His main strategy during the Republican primary was to say, we're going to encourage self-deportation, making life so miserable on folks that they'll leave. He called the Arizona law a model for the nation. Part of the Arizona law said that law enforcement officers could stop folks because they suspected maybe they looked like they might be undocumented workers and checked their papers. And you know what, if my daughter or yours looks to somebody like they're not a citizen, I don't want — I don't want to empower somebody like that.

So we can fix this system in a comprehensive way. And when Governor Romney says the challenge is, well, Obama didn't try, that's not true. I sat down with Democrats and Republicans at the beginning of my term, and I said, let's fix this system, including senators previously who have supported it on the Republican side.

But it's very hard for Republicans in Congress to support comprehensive immigration reform if their standard bearer has said that this is not something I'm interested in supporting.

Parti subito per le Americhe, le disse padre Pio

sabato, ottobre 13th, 2012

Vi voglio fare un quadretto di una mattinata tipo per le coloratissime vie di Astoria.

Verso le undici vado al baretto per prendere una pasta ed un caffè Americano. Per pura coincidenza la pasta l'ho anche fotografata, eccola:

  

Mi siedo e mentre mangio entra un giocatore di Poker. Ci riconosciamo al volo e ovviamente subito attacchiamo a parlare. Indovinate di cosa? Ovviamente di Poker...
Dopo un pò il discorso si allarga e salta fuori che anche lui ha origini Italiane. E di dove? Faccio io? Lui: di Pietralcina. Conosci un certo "Padre Pio"?
Mi racconta così che la sua famiglia era in amicizia col famoso Frate che ora é diventato Santo, lo informo io. Lui continua dicendo che pur non credendo alle storie dei miracoli o delle stimmate una cosa la sapeva per certo: poco prima della guerra suo nonno venne in America passando da Ellis Island e lasciandosi alle spalle il resto della famiglia. Dopo che riuscì a sistemarsi mandò una lettera alla moglie scrivendole che avrebbero potuto a loro volta imbarcarsi. La nonna era però titubante: l'idea di lasciare l'Italia alla volta di un paese così lontano e sconosciuto la turbava profondamente così si rivolse a Padre Pio, che le disse: figlia mia, in Europa stanno per succedere cose terribili. Prendi la prima nave disponibile e parti subito senza esitare. A quel punto la nonna - rassicurata dall'opinione del Frate - non ha più dubbi e si imbarca a bordo dell'ultima nave che partì per le Americhe prima dello scoppio delle atrocità della seconda guerra mondiale.
Il mio commento é stato scontato. Gli dico: caro amico, se fossi in te andrei subito alla 46esima strada e mi farei fare un volto di Padre Pio d'oro massiccio da almeno mezzo chilo da portare sempre appeso al collo. Pensa, non fosse stato per lui ora invece che a New York saresti a Pietralcina!!! Ma Padre Pio é veramente un Santissimo !!! VIVA PADRE PIO!

Le sorprese della mattinata non erano affatto finite.

Mi ero messo in mente che dovevo andare a tagliarmi sti quattro peli che mi sono rimasti in testa da un barbiere. Ehhh si.. he cazzo! Volevo togliermi questa soddisfazione dopo anni e anni di rasoio elettrico davanti allo specchio del bagno ma anziché recarmi dal Greco sotto casa sono andato dal "Modern Barber" vicino alla Subway. Questo qui:

Entro e mi accorgo che si trattava di un barbiere Italiano. Avete presente i Barbieri di 50 anni fa? Magari ne é rimasto qualcuno nel paesino dove vivete: quel tipo di barbiere in cui si andava a fare barba e capelli vostro nonno con le poltroncine comode di una volta. Il posto è esattamente così, un vero e proprio viaggio nel tempo, un tuffo nell'Italia del dopoguerra... nell'Italia vera.
Dentro ci sono due giovani ed un signore anziano. Si libera l'anziano. La licenza sul muro lo identifica come "Domenico". Mi siedo e chiedo: "where are you from?". E lui: "I am Italian", e io: "Si lo avevo intuito, ma di dove?".
E' Calabrese, una persona squisita dai modi gentili, dal fare d'altri tempi. Sembra abbastanza sorpreso nel vedermi e mentre mi serve ci mettiamo a parlare.
Da quanto tempo sei qui? Io dico 5 anni. Lui fa, nel mio caso devi aggiungere uno zero. 50 anni sempre a New York?!? Chiedo stufettatto. Lui fa, non solo a New York, cinquanta anni sempre ad Astoria e sempre in questo stesso negozio.
Il Barbiere Domenico lavora li dentro da mezzo secolo. Ha visto tutto, anzi ha vissuto tutto! E' una fonte storica preziosa e ci tornerò sicuramente già solo per questo.
Nonostante la sua lontananza é rimasto molto ben informato sulle questioni Italiche. Infatti mi chiede cosa sta succedendo con la corruzione ed il declino economico del paese. Dice che dalle sue parti non lavora più nessuno, soprattutto i giovani. E specifica: pensa che mio nipote ha studiato a Siena "cose di computer"...  ma nonostante ciò col lavoro che ha trovato non poteva pagarsi neanche l'affitto e così é tornato giù al paesello dai genitori "porca mad....." e partono le prime sillabe di una bellissima bestemmia consolatoria trattenuta a stento in mezzo ai denti. A quel punto non c'erano più dubbi: il mio nuovo barbiere é lui

Italian Poker Tour

venerdì, ottobre 12th, 2012

Allora ragazzi, questo é un post di servizio rivolto ai lettori della mia zona.

Vi do una notizia: sto per tornare in Italia per una decina di giorni. Le date precise chi le deve sapere le sa... Voi direte: e chi se ne frega? E dite bene! Infatti se non giocate a Poker non vi deve fregare niente. Se invece avete un bel tavolo e vi farebbe piacere propormelo sentiamoci, io ci sarei volentieri.

In Italia voglio giocare  H24, non-stop. E se no che altro c'é da fare da quelle parti? Niente... Io poi vivo sul fuso orario di New York per cui il rischio paranoia é alle stelle. Va a finire che mi tocca comperarmi una cassetta di Amaro Averna per ammazzare il tempo come feci la volta scorsa. Eddai, e fatemi ricredere... chiamatemi! Sono carico a pallettoni

Comunque, già che siamo in tema vi voglio consigliare un film-documentario imperdibile. Sicuramente lo avrete già visto ma lo scrivo ugualmente: vedetevi All In - The Poker Movie. Bellissimo, entusiasmante, un ritratto del gioco del Poker visto come rappresentazione massima dell'essenza stessa del sogno Americano. Cosa c'è di più Americano del gioco del Poker? Pochissime cose, forse soltanto il Baseball e la torta di mele.
Nel documentario si narrano inoltre i retroscena del mitico (anzi leggendario) club Mayfair di New York City che ha ispirato lo sceneggiatore del film Rounders (in Italia "Il Giocatore") con Matt Daemon e Edward Norton.

Se solo si potesse tornare indietro nel tempo che darei per passare una serata in quel basement su Madison e 24esima prima che il Sindaco Giuliani lo fece chiudere...
La domanda a questo punto é: ma oggi esiste o non esiste un qualche altro Mayfair a Manhattan? Chissà... nel caso vi terrò informati

Ciao