Archive for novembre, 2012

Il nuovo John Lennon

venerdì, novembre 30th, 2012

Che zona Williamsburg... il top di NYC. L'ho detto e lo ripeto: se non hai visto Williamsburg, non hai visto New York City

Ciao

La donna da 60 miliardi di dollari

domenica, novembre 25th, 2012

Scrivo questo post da un treno regionale della Pennsylvania (SEPTA) e ogni volta che prendo un regionale negli USA mi viene la depressione. Non perché il treno é disastrato o il servizio scadente, piuttosto per l'esatto contrario! Ne ho scritto tante volte ma questa volta non ho intenzione di ripetermi. Stavolta voglio invece ripetermi su un altro argomento che conoscerete molto bene: la bellezza di avere una Green Card negli Stati Uniti d'America.

C'é la moglie del mio amico della Pennsylvania che é cittadina Messicana ed ha la carta verde da parecchio tempo. Una volta presa la laurea in Economia (online) ha trovato un lavoro in una ben nota azienda finanziaria che esiste anche in Italia. Dopo qualche anno - sempre con la carta verde - per guadagnare un pò di più ha cambiato lavoro ed é entrata in una banca d'affari tra le più note del mondo. Attenzione: non lavorava ad uno sportello qualsiasi (anche perché di sportelli non ce ne sono) bensì come personal Banker di personaggi con account da decine e decine di milioni di dollari.

Il suo lavoro consisteva nel contattare o essere contattata da questi clienti - molti dei quali famosi - per effettuare bonifici da milioni e milioni di dollari a botta.
Mi ha spiegato la complessità della procedura necessaria per spostare cifre a 7 zeri: tutti che lavorano in coppia, tu metti un numero e il tuo "specchio" che lo reinserisce, poi un secondo livello di controlli, poi un terzo. Mi ha anche spiegato che volendo c'era un sistema di emergenza che le avrebbe permesso di fare un bonifico "immediato" senza controlli fino a 50 milioni di dollari ovunque nel mondo. Io le ho fatto la battuta: ma non potevi farti un bonifico verso un tuo account in una Banca Panamense per poi scappare a Città del Messico? Lei l'ha presa a ridere.
Fatto sta che facendo due conti della serva questa ragazza in due anni ha trasferito approssimativamente 60 miliardi di dollari. Avete letto bene: miliardi, non milioni. Capito che razza di lavoro che aveva? Na robetta abbastanza seria insomma... e volete sapere come é andata a finire?

Dopo due anni comincia a stressarsi sempre di più. Resiste più che può ma alla fine é estenuata e capisce che é venuto il momento di cambiare aria. Lascia la banca e si prende la licenza per fare l'agente immobiliare. In pochi mesi vende 6 belle casette, quelle coi muri di legno ed il pratino intorno (valore due-treceno mila dollari l'una). Il problema é che deve lavorare dalla mattina alla sera in ufficio, poi nei weekend deve accompagnare i potenziali acquirenti a vedere gli immobili. Troppo lavoro... e oltretutto le commissioni non sono alte quanto sperava. Insomma capisce - ancora una volta - che é ora di reinventarsi, di cercare orizzonti nuovi.
In questo momento la donna da 60 miliardi di dollari sta frequentando una scuola per parrucchieri e parallelamente si sta formando come truccatrice professionale. La scuola dei parrucchieri costa 18 mila dollari, ai quali va sommato il costo delle lezioni da truccatrice da fare probabilmente a Manhattan.

Avete capito che velocità, che flessibilità, che apertura di orizzonti c'é in un mercato del lavoro come quello Americano? Lavori per una grandissima azienda assicurativa/finanziaria presente in tutto il mondo e ti licenzi, lavori per la più grande banca Americana in cui trasferisci miliardi di dollari e ti licenzi, fai l'agente immobiliare vendendo case su case e ti licenzi. Poi studi per far la parrucchiera. E tutto ciò senza neanche spostarsi da casa eh... ci sarebbero miriadi di altre opportunità dall'Alaska alla California, dal Rhode Island a Porto Rico.

Ragazzi non ci sono cazzi: l'America é l'America. Tra massimo 5 anni l'Europa non esisterà neanche più.

Ciao

Happy Thanksgiving

giovedì, novembre 22nd, 2012

Let's give thanks
for an idea
a grand idea called America

the idea that if work hard
if you have a dream
if you work with your neighbors
you can do almost anything

this led to other ideas
like liberty
rock'n'roll
to free markets
free enterpise
and free refills

it put a man on the moon
and a phone in your pocket

our country has gone through a lot
over this century and a half
but this idea isn't fragile
when times get tough it rallies us as one

everyday more people believe in the American idea
and when they do
the dream comes true

we're grateful to be a part of it

Ragazzi é Manhattan mica no

sabato, novembre 17th, 2012

Nella classe di Cinese che frequento da un annetto c'é un professore universitario di Economia sui 65. Un tipo super alla mano, altro che barone a parlarci sembra il droghiere sotto casa. In questo periodo sta imbiancando casa quindi sulle braccia o sulle mani gli si vede sempre qualche macchiolina di tempera.
Prima di insegnare da giovane faceva il militare nell'aeronautica e per questo ha girato l'Europa. Come é possibile che un militare diventi professore universitario? Non lo so... comunque qui é possibile.

Poi c'é un altro tipo sui 50 che viene da Los Angeles ma ora abita sulla ventesima strada. Ci ha invitato un giorno a pranzo da lui ed (il suo appartamento avrebbe meritato un post dedicato ma stavo partendo per l'Italia e non ho avuto tempo). Per lavoro rappresenta gli interessi di VIP che vogliono scrivere dei libri tipo biografie ecc. Insomma lui viene contattato da questi personaggi e tramite i suoi agganci gli trova un editore a condizioni vantaggiose per tutti. Ogni tanto va allo stadio con Eminem, oppure in giro con Jay-Z. Studia cinese perché la moglie (una manager di Chanel) é originaria di Taiwan.

Poi c'é una signora sui 45 di origini Sud Africane che parla un Inglese British super formale. Abita nell'Upper East Side in al centrissimo su un grattacielo. Anche lei molto simpatica. E' terrorizzata dal fatto che possano aggredirla o rapinarla soprattutto quando sta in metro. Un giorno l'ho incontrata per caso sulla quarantaduesima che aspettava la Q così di nascosto mi sono avvicinato e le ho messo la mano dietro la schiena come fosse stata una pistola. A momenti sviene... ancora ci ride.
Per lavoro vende arte ai ricchi. In pratica aiuta facoltosi collezionisti di NY ad acquistare arte per milioni di dollari. Tu pensa

Stasera ero in radio sui 40 metri (7 MHz) nella sottobanda della telegrafia quando sento uno chiamare dalla zona 2 che é quella di NY. Stiamo parlando di telegrafia eh... avete presente i vecchi film in bianco e nero in cui si vede il telegrafista che pigia sul tasto? Quello. Gli rispondo e cominciamo a conversare... giusto quattro chiacchiere veloci. Nonostante il tipo trasmetta dall'Upper East Side e cioé a 1-2 Km di distanza il segnale non é fortissimo ma va bene lo stesso. Alla fine come faccio sempre vado a vedere sul callbook il profilo del corrispondente e scopro che si tratta di un veterano della guerra del vietnam, pensionato dell'industria delle telecomunicazioni ed ora attore professionista che ha un ruolo fisso in una serie della CBS in cui é un detective oltre a varie altre collaborazioni con programmi del calibro di 30 Rock e Law and Order. Ma soprattutto - e questo ci ha fatto sorridere parecchio - é un gangster anche in Boardwalk Empire, una serie TV tra le mie preferite.

Cioè capito? A Manhattan prendi gente a caso e ognuno ha una storia da raccontare, ognuno fa o ha fatto qualcosa di speciale. Ragazzi ma é Manhattan eh... da paura

Saluti dal Queens

Le 10 città in cui vivere più incredibili e sottovalutate d’America (e cioè del mondo)

domenica, novembre 11th, 2012

Con questo post torniamo agli antichi splendori. Spero lo apprezzerete

Di recente BuzzFeed ha compilato una lista delle dieci città Americane meno conosciute e più sottovalutate d'America definite allo stesso tempo come luoghi incredibili in cui vivere.

Al primo posto c'é Portland Oregon, a seguire Charleston South Carolina, Providence Rhode Island, Milwaukee Wisconsin, Louisville Kentucky, Boulder Colorado, Baltimore Maryland e in ottava posizione - rullo di tamburi - Astoria Queens.

La descrizione di Astoria é questa: "Sebbene il Queens sia tecnicamente parte di NYC, con un popolazione di 2.3 milioni, esso é una città a se stante. Nel Queens, famoso per la sua incredibile diversità, si parlano più di 170 lingue diverse. Cos'altro si potrebbe desiderare oltre alla cucina così eclettica, gli stadi, un fantastico beer garden, l'influenza del jazz ed una scoppiettante vita notturna?".

(Stranamente il pezzo non cita un particolare non indifferente del Beer Garden  - che poi è il posto in cui gioco a carte il sabato sera - e cioè le due chiappe di culo della cameriera al primo piano. Una roba da resuscitare i morti)

Comunque... hai capito Ciccio? Hai capito com'é l'andazzo? E invece mi sa di no. Fammiti spiegare meglio: immaginiamo che per caso tu ti trovi in un paese che pur vantando un passato glorioso sia del tutto privo di futuro e viva un presente senza alcuna speranza. Tipo, che ne so, un paese Mediterraneo in cui si mangia bene, il clima é mite, in cui i nonni hanno la pensioncina ed i genitori il posto fisso magari statale. Supponi poi che sia un paese vecchio nel cuore oltre che nell'età, un pò razzistello a livello istituzionale ma allo stesso tempo anche buonista della seria "volemose bene facciamo entrare tutti" e paradossalmente anche un pò fascistoide di ritorno. Insomma immaginati di trovarti nel peggio del peggio che l'occidente possa offrire e che tu decida di andartene altrove. Dove sarebbe opportuno andare?

Le scelte sono molte ed ovviamente la prima da considerare per via della vicinanza e della possibilità legale é l'Europa. Domanda: esiste in Europa un luogo in cui sin dal primo giorno non solo non si verrebbe mai etichettati come "stranieri" ma nemmeno identificati come tali? Esiste in Europa un luogo aperto a tutte le culture, che utilizzi un linguaggio universale, che abbia usi e costumi a te già familiari, un luogo in cui potresti veramente sentirti a casa e verso cui - in brevissimo tempo - svilupperesti un feroce attaccamento sia utilitaristico che ideologico?

In Europa non lo so... mi direte voi. In America invece esiste e si chiama New York City. Questo é il punto e le chiacchiere stanno a zero: New York non é solo una città e nemmeno solo una nazione. E' un mondo, un universo, uno stato mentale. E fanculo a tutto il resto

Ciao

Chimatemi Manuel

martedì, novembre 6th, 2012

Si si domani ci sono le elezioni. Che palle... ma a te che cazzo te ne frega chi vince? A me un pò importa, ma a te? Boh... non capisco come mai tutta questa attenzione.

Comunque... se tu mi chiedessi qual'é il mio sogno nel cassetto, ma un sogno vero, quasi irrealizzabile, ti direi che mi piacerebbe fare il giro del mondo in barca a vela. In solitaria.

Visto però che di barche non so assolutamente nulla, e di mare poi men che meno (d'estate non andavo neanche in spiaggia) magari farlo da solo non é il caso. Non é che magari tra i miei lettori capita qualcuno che gli serve un mozzo in equipaggio... Magari io porto una radio, qualche antenna. Ci mandiamo le e-mail in HF. Fammi sapere se sai qualcosa, se conosci qualcuno... Pago pure se serve eh! Ci mettiamo d'accordo per un prezzo ragionevole.

Mi sono detto, Alain fatti da solo. E così ho optato per il mare...

Ciao

Ma quale catastrofe

venerdì, novembre 2nd, 2012

Faccio un rapido riepilogo della questione Sandy perché ancora c'é chi mi viene a chiedere se sono ancora vivo o se la mia casa é stata distrutta visto che al TG hanno detto che il Queens é stato devastato dalle fiamme.

Innanzitutto c'é da dire che un uragano non é l'apocalisse ma solo un temporale più intenso del solito. Se si ha un solido riparo da pioggia e vento non c'é assolutamente nulla da temere. Per quanto riguarda gli incendi invece é vero che nel Queens sono bruciate 80 case, ma é anche vero che questo borough credo sia più grande di tutta Roma e, guardacaso, le 80 case che sono bruciate distano da qui almeno un'ora di treno. Diciamo che ad Astoria non si é nemmeno sentita la puzza di bruciato e si é visto soltanto un bel pò di vento, poca piogga, qualche ramo rotto, le foglie per terra e niente più.

Allagamenti a Manhattan. Parliamone...

La parte sud di Manhattan é molto più bassa del resto ed é facile che si allaghi. Ovviamente il fattore allagamento era stato previsto con largo anticipo e tutte le misure necessarie al caso prese per tempo: popolazione evacuata, ingressi della metro sigillati e al momento opportuno energia elettrica scollegata. E' stato un bel casino per carità ma nulla in confronto a quello che succederebbe se un evento del genere si verificasse in maniera inaspettata.  Tempo 5 giorni e tutto ritornerà perfetto come prima.

Si ma i morti?

Per carità ci sono stati dei morti. Ma quanti sono? In tutto 38 e cioè uno ogni 217000 abitanti. Facendo le proporzioni é come se nella città di Padova per via di un temporale cadesse una pianta e uccidesse un passante. Una catastrofe? Non so ditemi voi. Magari a Padova succede ogni anno ma nessuno ne parla in questi termini.

Ne ho già visti due di uragani e sono pronto per altri dieci: problemi zero. Mi danno da pensare invece le emergenze improvvise tipo una bombetta nord korena, un terremoto... qualcosa insomma che all'improvviso scateni il panico generale e spinga folle oceaniche a lasciare in fretta e furia case ed uffici.
Magari un giorno accenderete la TV ed il TG vi dirà: "ci giunge ora una nota d'agenzia secondo cui si sarebbero interrotti i contatti con la città di New York. Si parla di un qualche tipo di esplosione. Obama ha lasciato improvvisamente una riunione col neo Primo Ministro Italiano (Beppe Grillo) senza dare spiegazioni e si é messo subito in volo sull'Air Force One."

Quella si che sarebbe una vera catastrofe... Non una bottarella di vento a 140 Km/h prevista con oltre una settimana di anticipo