Archive for dicembre, 2012

Il Giapponese in Ascensore

venerdì, dicembre 28th, 2012

Oggi verso le 18 assieme ad un collega stavamo uscendo dall'ufficio e aspettando l'ascensore ci mettiamo a parlare del più e del meno.
L'ascensore arriva, si apre la porta e noi entriamo. Dentro c'é già un signore sui 45 più basso di me che stava leggendo qualcosa per cui non potevo vederlo bene in faccia.

Scendiamo al primo piano, noi gli facciamo largo e questo finalmente alza lo sguardo per uscire. Lo riconosco immediatamente eppure la coincidenza é tale che mi sembra impossibile e cerco di avvicinarmi meglio onde evitare brutte figure.
Lo ricorro al portone: excuse me, have I met you before? Lui si gira inizialmente incuriosito da questa domanda inusuale ed inaspettata. E' notte, io ho un cappotto nero lungo, porto il cappello e la sciarpa ed evidentemente lui non mi riconosce. Così lo aiuto: "Do you play cards?".Sbarra gli occhi e gli si forma un enorme punto interrogativo in faccia. Risulta evidente che sta domandando: ma chi cazzo é questo, come mai mi sta seguendo, come fa a sapere che gioco a Poker, e soprattutto che vuole ora da me?

In quel momento passa un'altra impiegata che si gira per guardarci entrambi. La sua faccia é tra il divertito, lo schifato ed il sorpreso come a voler dire: "ma che razza di gente ci lavora in questo palazzo?!?". Comunque il nostro tizio, un giapponese normalmente taciturno, rotondetto dallo sguardo spento e dall'accento peggiore del mio risponde: "yes I play! I play but only FREE Poker, FREE Poker..." enfatizzando quindi che non si tratta di situazioni underground bensì di una cosa perfettamente normale. Avrei potuto dargli la frustata finale dicendo: "ah si... ma se é Free come mai tre settimane fa stavi per vincere 100 dollari?"... ma mi sembrava di infierire troppo e così sollevandomi il berretto l'ho rassicurato dicendo: "I am Alain, remember me? A L A I N...". Lui riprende colore: ahhh... Alàn... Alàn (detto alla Francese) Of course I remember you!

E ci credo che si ricordava! Tre settimane fa infatti ci eravamo ritrovati al tavolo finale di un torneino da 40 persone al solito Bar di Astoria. Alla fine eravamo rimasti soli, lui tirato come le corde di un violino, ad ogni decisione che prendeva sembrava sudasse sangue. Voleva vincere a tutti i costi ma ad una certa mi propose di spartire la posta. Io ovviamente negai perché é contro la mia filosofia (meglio perdere che spartire)  ed anche perché ero convinto che heads-up non avrebbe resistito a lungo (ed infatti di li a poco cedette).

Comunque, quante sono le possibilità che una persona contro cui hai vinto un torneo di carte dall'altra parte della città lavori nello stesso tuo palazzo a Manhattan? Quante quelle che prenda lo stesso ascensore nello stesso momento della giornata? Saranno una su diecimila? Una su centomila? Non lo so... comunque é una bella coincidenza, una di quelle che mi divertono e mi fanno pensare.
Ma poi, sarà davvero una coincidenza? Non é che é lui che sta controllando me?!? Ci manca solo che stasera durante la partita arriva sfondando la porta: FBI Freeze! Show me your hands! hahaahahahahah sarebbe il top

Auto in fiamme, FDNY in azione

mercoledì, dicembre 26th, 2012

Stasera mentre giocavamo a carte entra uno e fa: "scusate é di qualcuno la macchina rossa parcheggiata proprio davanti al locale?"
Quasi nessuno ha dato peso alla domanda, ma poi lui fa: "Meglio così perché ha appena preso fuoco...". A quel punto abbiamo lasciato le carte e siamo corsi a vedere.

In effetti proprio davanti al bar una macchina nuova di pacca ardeva allegramente dalla parte del cofano. Appena siamo usciti si é fermato il primo camion della FDNY, la polizia aveva già sbarrato la strada.
Sono scesi i pompieri con le bombole in spalla e tutto, uno di loro ha preso una specie di piede di porco si é avvicinato di lato e tipo baseball ha dato una cannata al finestrini davanti e dietro fracassandoli entrambi all'istante. Nel frattempo altri srotolavano una manichetta e appena pronti nel giro di qualche secondo hanno praticamente riempito d'acqua la macchina come fosse una piscina. A quel punto il tipo col piede di porco ha cercato di aprire il cofano della macchina da dentro (!!!).
Poi é andato davanti e ha messo a leva... la manichetta é finita nel cofano. Nonostante l'acqua da tutte le parti non si é spenta subito, anzi hanno dovuto fare una ripassatina al motore che si era improvvisamente riacceso.

Comunque niente di che... Era del tutto evidente che il carburante della macchina era rimasto al sicuro dentro al serbatoio e che ad ardere erano solo parti plastiche del motore stesso. Non come quella volta a Varese in cui una BMW nuova di pacca esplose come un'autobomba mentre gli ero parcheggiata a fianco in autogrill... Roba da matti... Ma questa qui un'altra storia che viene bene solo se raccontata dal vivo.

Ciao!

L’Antennone del Queens

martedì, dicembre 25th, 2012

Ieri non c'era propagazione e girano noto un segnalone in onde medie di quelli che vedi poche volte, tipo che con 18db di attenuatore arrivava ancora a 9+40. Facendo una rapida ricerca scopro che si tratta di WQEW, un sito da 50 KW ora appartenente al gruppo Disney e che si trova a Maspeth in Queens. Un trasmettitore da 50 KW vicino casa mia? Dovevo vederlo assolutamenti così nonostante i due gradi centigradi ho preso la bici e sono andato.

E' stata una ottima occasione per rivedere che razza di posti sono le zone industriali di Manhattan che - estremamente trasandate - istintivamente ti instillano un senso di insicurezza profonda. Passaggi a livello incustoditi, immondizia per la strada, ristoranti terzomondisti, night clubs sempre aperti col pranzo a buffet... Non sembra neanche di stare a New York.

Voglio un Presidente del Consiglio di trentacinque anni (magari donna)

lunedì, dicembre 24th, 2012

Bisogna che scrivo un altro post su Beppe Grillo perché veramente ho le lacrime agli occhi.

Questo qui é un santo... c'é poco da fare. E' uno che ha ristabilito in Italia un concetto fondamentale che sembrava essere stato perso per sempre e cioè che la politica é fatta dai cittadini per i cittadini in cambio di nulla.

Ascoltate il discorso che fa in un comizio: ci sarebbe da baciarlo in bocca con tutta la lingua! Alla fine si butta sulla gente come fosse una rockstar... Ma ci rendiamo conto? Gli altri pezzi di merda dei politici vanno a fare la spesa con la scorta mentre Grillo nuota (letteralmente) in mezzo alla gente! Incredibile, non ci sono parole.

Prima delle varie elezioni lo sentii in un comizio che tra il serio ed il faceto diceva che l'obiettivo era quello di essere il primo partito in Italia. Sembrava una bestemmia, una cosa talmente assurda da non poter essere presa neanche sul serio. Ebbene oggi quello di Grillo é il primo partito in Sicilia (la terra del 61 a 0 per Berlusconi). Nel video di oggi dice di voler arrivare al 100% e che quando la politica verrà restituita ai cittadini allora il Movimento si potrà anche sciogliere. Ragazzi ma questo é un patriota! Questo qui é uno del calibro di Cavour e Mazzini...antipolitica un cazzo!

Lo so che in molti non vorreste andare a votare. Io stesso non votavo più per niente... vi dico solo questo: vogliamo dare un calcio nel culo al sistema? Vogliamo aria fresca, gente nuova, idee rivoluzionarie? Vogliamo vedere cosa mai succederebbe se tirassimo fuori dal parlamento un centinaio di nominati della casta in cambio di altrettanti eletti di un movimento di cittadini? Bene, allora asteniamoci dall'astenzione e votiamo Movimento Cinque Stelle. E' un tentativo disperato, un esperimento di democrazia. Sono in fondo cittadini come me e come te... che sarà mai? Almeno sono incensurati! Diamogli una possibilità...

Non ascoltate le troiate che scrivono Repubblica o il Giornale. Per la prima volta in sessant'anni i partiti si trovano dinanzi alla concreta possibilità di perdere una fetta del potere assoluto di cui godono. E' normale che essi faranno di tutto per arrestare questo moto di liberazione apparentemente incontrastabile.
Vi rendete conto che le massime istituzioni dello Stato hanno apertamente dichiarato che intendono ostacolare l'avanzata del movimento con leggi specifiche o tecnicismi elettorali? Siamo ormai all'eversione istituzionalizzata... siamo al colpo di stato silente. Grillo aveva il telefono sotto controllo illegalmente da parte dei servizi.  Attenzione...

Comunque, tornando a noi, io questa scommessa la voglio fare. Io ci sto. Anzi, dico che non solo bisogna votare M5S ma anche riuscire a convincere almeno un'altra persona a farlo. L'obiettivo é vincere le elezioni: voglio un Presidente del Consiglio di trentacinque anni (magari donna), non un altro vecchio babbione rincoglionito che sta a non fare un cazzo da quaranta.

Ciao!

La diversità é consuetudine

domenica, dicembre 23rd, 2012

Ieri a pranzo siamo stato a Flushing.

Flushing é roba da matti... Pensavate di aver visto la Cina a Chinatown giusto? Sbagliato. Mentre a Canal Street Chinatown é una semplice via con una serie di negozi per turisti gestiti da Cinesi Cantonesi, Flushing é una città intera in cui vivono decine e decine di migliaia (forse centinaia?) di Cinesi perlopiù settentrionali. (E si perché voi non lo sapete ma gira e rigira tutto il mondo é paese eh... anche in Cina c'é il tormentone polentoni/terroni ecc...)

Comunque... Flushing é da vedere perché e praticamente come visitare Pechino senza recarsi in Asia. Uno che non é abituato potrebbe addirittura spaventarsi in una situazione del genere. Tipo che vai a mangiare in un mall e attorno a te ci sono solo Asiatici. Ma a migliaia! La gente parla solo Mandarino, addirittura una ragazza viene da me per chiedere se poteva prendere una sedia e me lo chiede in Cinese...  a me! Sopra il mall c'é un grosso Macy's. Anche li sia i clienti che gli impiegati sono Cinesi e parlano tra loro in Mandarino. Poi c'é un supermercato che é qualcosa di surreale: diciamo che la maggior parte dei prodotti in vendita sono per me sconosciuti, roba mai vista prima... verdure strane, pesci strani, tutto strano. Ma enorme eh! Tipo la Coop... non un buchetto. Ecco una delle sue dozzine di corsie:

IMG_1470

Va beh.

Oggi invece a pranzo siamo stati al Café Triskell, un ristorantino Francese che é un gioiellino del Queens: al muro cartine della Bretagna, pubblicità antiche in lingua, bottiglie di vino, oggetti particolari. Poi si mangia bene eh... anche il pesce non é male (noi prendiamo abitualmente cozze e salmone). La proprietaria é una quarantenne dalla voce rauca. Porta SEMPRE una maglietta con su scritto "CASH ONLY". Non ho ancora capito se é semplicemente per via del fatto che accettano solo contati o se invece si tratta anche di una battuta piccante. La settimana scorsa é successo un fatto che mi ha fatto ridere un pò. Siccome il posto é ormai famoso é venuta una coppia di amiche di Manhattan le quali complimentandosi per il ristorante carino le fanno: "ma che bel posto, e tu di dove sei?". Probabilmente si aspettavano di sentire della Corsica, della Costa Azzurra o di Parigi che ne so... ed invece con quella voce rauca da scaricatore di porto che fuma senza filtro la tipa risponde: "I'm from Washington Heights...!". E' come se uno va in un ristorante Giapponese a Roma e chiedendo al proprietario lui di dov'é quello ti risponde: "So' der Testaccio...". Eccezionale

Ogni volta che ci vado (siccome per l'appunto prendono solo contanti) mi tocca uscire e fare bancomat da un supermercato Brasiliano che sta dall'altra parte della strada. Voi vi chiederete cosa mai ci possa essere di tanto speciale in Brasile da richiedere un supermercato apposta per loro. Me lo chiedo anche io. Non é grande come quello Cinese ma comunque dentro ci sono tutti i prodotti loro, cose che magari altrove non troveresti facilmente. Del resto il Brasile quasi é un continente eh... mica parliamo del Molise! C'é sempre Samba negli altoparlanti e - soprattutto - ci sono delle cassiere iper-tirate iper-truccate che sembra di stare in un night club. Non ho fatto loro mai una foto ma potete immaginare il livello culturale...
Per finire, Triskell si trova sulla 36esima avenue che per la parte Est rispetto alla metro é una zona Musulmana di Astoria. Praticamente sei nella mecca: alcune donne col burka, altre coi capelli raccolti tipo suora,  uomini con quei berretti ricamati ed i camici bianchi lunghi fino alle caviglie, i bambini coi loro vestitini dai colori accesi, diverse moschee. Poi ci sono macellerie halal, piccoli negozietti che vendono prodotti mediorientali, gli immancabili money transfer per mandare i soldi a casa.

Insomma... capito qua com'é l'andazzo? Astoria, la zona degli Italiani, anzi no dei Greci, anzi no dei Brasiliani, anzi no degli Arabi. Qua se qui incontri uno dai tratti nord europei che parla inglese perfettamente nato e crescito a New York quasi quasi ti stupisci. La diversità é consuetudine. Che città... Poi un giorno vi racconto due cose o tre su quello che sta succedendo in Cina agli Ingegneri Cinesi.

Ciao!

L’importanza di un simbolo

giovedì, dicembre 20th, 2012

obelisco

Il simbolo della Città di Philadelphia é la Liberty Bell, una campana che secondo la leggenda venne suonata per sancire ufficialmente l'indipendenza degli USA nei confronti dell'Impero Britannico.
Negli anni successivi all'indipendenza la campana fu suonata in svariate cerimonie ufficiali fino a quando (all'incirca nel 1840) all'improvviso si ruppe.
Inizialmente si cercò di riparla ma divenne presto evidente che ogni tentativo sarebbe stato vano: la campana era irrimediabilmente rotta e non più in grado di suonare. Fu così realizzata una seconda campana identica all'originale ma, contrariamente alle aspettative, la vecchia campana continuò ad acquisire attenzioni sempre maggiori fino a diventare una vera e propria reliquia. La seconda campana invece fu praticamente dimenticata.

Mi giunge notizia dalla madrepatria di un fatto quantomeno interessante: il primo (e direi unico) monumento del mio paese é stato distrutto a colpi di ruspa.
L'Italia é un luogo interessante: si fa un monumento nel posto più importante, ogni anno corone dei fiori, mostrine luccicanti, saluti militari e squilli di tromba. Poi però nel corso dei decenni qualcosa lentamente cambia ed il simbolo comincia a perdere valore. Magari esso viene danneggiato e non lo si ripara per niente, un giorno le corone cadono a terra ed i fiori si lasciano  marcire al sole, si comincia a parlare di una eventuale "rimozione". Alla fine, un brutto giorno, come se si trattasse di un abuso edilizio arrivano le ruspe ed il monumento viene abbattuto perché ritenuto superato, antiestetico ed ingombrante.
Vorrà dire che ci terremo la seconda campana... quella priva di alcun valore.

E' tutto finito... (nulla di nuovo sotto il sole)

New Rules

lunedì, dicembre 17th, 2012

Seguendo l'esempio di altri nei prossimi giorni limiterò la facoltà di postare commenti esclusivamente a chi avrà premura di identificarsi tramite Google, Twitter, Facebook oppure (forse) anche direttamente via e-mail.

I motivi sono due: il primo é quello di scoraggiare i commenti anonimi lanciati come l'equivalente di un sasso su una finestra. Questi commenti li cancello già direttamente e sul blog non appaiono neanche ma - francamente - non mi va neanche di leggerli per cui meglio risolvere il problema alla radice. Il secondo é che anche nel caso dei commenti costruttivi (siano essi elogi o critiche) mi sembra opportuno stabilire una relazione paritaria tra che scrive e chi commenta.

Fortunatamente non mi trovo costretto a gestire 500 commenti per post quindi suppongo che questa misura limiterà il traffico dei commenti fino quasi a farli scomparire. Pazienza. Vorrà dire che limiterò la quantità per guadagnare in qualità. Del resto ho smesso di misurare gli accessi a queste pagine da anni...

In altre parole: se vorrete ancora commentare sarete i benvenuti ma dovrete metterci nome e cognome. Altrimenti amici come prima (ma niente commento...)

Ciao

The Nostalgia Train: “it makes New York New York”

domenica, dicembre 16th, 2012

Quella del "Nostaglia Train" é una bellissima iniziativa del museo della metropolitana di New York che consiste nel rimettere in circolazione un treno d'epoca perfettamente funzionante e restaurato. Tutt esattamente come una volta: le luci che vanno e vengono, il rumore assordante, il capotreno in divisa con tanto di orologio da taschino che ad ogni stazione esce fuori e grida come un pazzo per annunciare le fermate successive.

I Newyorchesi più attenti raccolgono queste occasioni al volo ed ecco che a bordo trovi sempre una quantità incredibile di persone in costume di tutte le età. Addirittura c'é chi si organizza per suonare musica degli anni '30 dal vivo animando i balli dei gentiluomini e delle dame in carrozza.
Poi l'eccezione, lo strappo alla regola che non mi sarei mai aspettato: la MTA consente di spostarsi tra un vagone e l'altro sia a treno fermo che in movimento. Normalmente - pur essendo le porte tutte aperte - per motivi di sicurezza questa cosa é oggi assolutamente vietata ma in questa occasione si chiude un occhio nonostante le vibrazioni siano fortissime ed il "gap" tra i due pianali non esattamente trascurabile.

Il bello é che il treno effettua il percorso di una normale linea della metro (la M) e quindi ad ogni stop c'é sempre un sacco di gente totalmente ignara che ti guarda a bocca aperta. E' come un viaggio nel tempo: tu aspetti un treno R-160B del 2010 ed invece inspiegabilmente si presenta un R-1 costruito nel 1931. I turisti vanno in delirio...

Un Newyorkese attempato, berretto in testa, capello bianco e NY Times alla mano, rimasto evidentemente sorpreso dalla gradevole trovata riassume tutto in quattro parole: "it is an undiscovered pleasure. It makes New York New York!".

Sulle armi da fuoco in America

sabato, dicembre 15th, 2012

I recenti eventi di Newtown Connecticut mi spingono ad una riflessione (non la prima) sull'uso delle armi in America.

Ci sono due tipi di persone negli USA: quelli che considerano le armi come la causa di un problema e quelli che invece le considerano come la soluzione dello stesso.

A differenza di noi Europei una enorme moltitudine di Americani vive nella paura, nella diffidenza reciproca, nella costante necessità di doversi sentire protetti dalla capacità di uccidere chiunque sia nei paraggi in qualsiasi momento. Essi considerano quindi le loro armi da fuoco come una necessità primaria imprescindibile, qualcosa a cui non rinuncerebbero - e a cui probabilmente non rinunceranno - neanche se le stragi nelle scuole avvenissero ogni settimana dell'anno.

La differenza ha radici antiche: mentre nell'Europa dell'800 si viveva già un livello di civiltà e di sicurezza di tipo moderno, i primi settler Americani si ritrovarono catapultati in una specie di medioevo in cui sopravviveva soltanto chi riusciva a sparare per primo. Poteva un agricoltore dell'Oklahoma pensare di fare a meno delle armi? Il rischio degli indiani e la relativa assenza di autorità costitute rendevano il suo fucile importante tanto e quanto l'aratro, se non addirittura di più.

Non basta: questa attitudine all'uso della violenza - dettata dalle circostanze e tramandata nei secoli di padre in figlio - é stata sfruttata dai grandi interessi del capitale e trasformata in una enorme opportunità di business. Se si considera che le industrie produttrici sono le stesse coinvolte nei teatri bellici in cui l'America combatte, o nell'esportazione verso altri paesi, si capisce come i lobbisti delle armi abbiamo potuto acquistare il potere incredibile che hanno nei confronti della politica, potere di cui i rappresentati eletti non possono ormai più evitare di tener conto.

Insomma, se davvero pensate che dopo quel che é successo l'America rinuncerà alle armi da fuoco vi sbagliate di grosso. Gli Americani non vi rinunceranno mai ed una eventuale decisione autoritaria da parte di Obama scatenerebbe conseguenze inimmaginabili, forse anche una seconda guerra civile. Al massimo le soluzioni che verranno attuate raggiungeranno la messa al bando delle armi d'assalto (gli M16 e gli AK47 per capirci) oltre che l'istituzione di maggiori controlli nei confronti di chi richiede un porto d'armi. La lobby delle armi propone invece di armare gli insegnanti nelle scuole e, dal loro punto di vista, questa sarebbe una scelta intelligente, non una provocazione.

L’Italia merita Berlusconi (e Bersani)

sabato, dicembre 8th, 2012

Fino a poco fa il Berlusconismo mi faceva incazzare e spendevo del tempo a discutere - animosamente - sull'argomento. Ma discussioni serie eh... accese! Chi mi conosce o legge il blog sa che ho fatto un casino: alain.it citato dai media nazionali, manifestazioni a Manhattan, volantinaggi, interviste alla radio e sui giornali, minacce di querele, autorità alle calcagna... di tutto e di più.

Oggi ho saputo che Silvio é ritornato. La mia reazione? Totale indifferenza, anzi mi sono messo a ridere.

La classe politica di una nazione rispecchia fedelmente la nazione stessa. Questi qua non é che sono scesi da un disco volante, stanno dove stanno perché nel corso dei decenni ce li abbiamo messi noi! Prendete per esempio Renzi. Lo chiamavano "giovanotto" con una accezione chiaramente negativa. Parlava di "rottamare" i vecchi tromboni rincoglioniti, di aria nuova... quasi un rivoluzionario insomma.  Risultato? Ha perso. Ma certo che ha perso! Ma ragazzi ancora non lo avete capito? L'Italia é un paese di vecchi di *****! Pensavate che il prossimo leader fosse Renzi? ha ha ha ha

Tornando a bomba, quasi quasi anziché votare Grillo voto Silvio! E si perché la casa brucia e non c'é più niente da fare così invece di un bicchiere d'acqua forse é il caso di gettarci sopra una tanica di benzina. Tanto vale (magari stando a debita distanza!) di godersi lo spettacolo no?

PS
L'Autocensura é necessaria in quanto in Italia esistono ancora reati di opinione e si può venire condannati per averne espressa una (come per l'appunto che l'Italia é un paese di *****)