Archive for febbraio, 2013

Evviva il TRICOLARE !

giovedì, febbraio 21st, 2013

tricolare

Pochi giorni fa avevo scritto che a mio avviso il voto degli Italiani all'estero - così come concepito ora - serve soltanto ad alimentare circoli tutt'altro che virtuosi e che preferirei venisse abolito del tutto. Ebbene oggi ho avuto l'ennesima spettacolare conferma della mia ipotesi.

In puntalissimo ritardo rispetto ai termini ultimi per votare dall'estero (quando si dice "Italian Style"...) ho ricevuto da Roma una bellissima lettera dal COMITATO TRICOLARE ITALIANI nel MONDO. Sulla busta inviata per Posta Prioritaria Internazionale (prioritaria un cazzo visto che é in ritardo!) c'é scritto in bella vista proprio così: COMITATO TRICOLARE.
Nel momento in cui l'ho vista ero davanti alla mia cassetta della posta con gli occhi sbarrati senza riuscire a capire se era il caso di ridere o di piangere. Sono rimasto per qualche secondo lì fermo in piedi a ripensare ai 5 euro a voto di rimborso elettorale, ai candidati nominati dai segretari, alle pensioni a vita. Ero zitto ma dentro di me bestemmiavo.

Prima che me lo chiedete: la busta non è per un candidato del Berlusca e nemmeno per una delle listarelle affollate dai suoi trombati. E' per uno schieramento "maggiore". Fate vobis.

Che paese... questa busta ora la incornicio.

Ciao

P.S.
Ragazzi Domenica votate M5S! Eddai... e togliamoci sta soddisfazione. Mandiamo dentro una pattuglia di scalmanati, di gente comune che ha voglia di ribaltare il tavolo. Daiiii che ci si diverte. Confido in voi giovani.

Ruby on Pairs

sabato, febbraio 16th, 2013

Questo post é per farvi annusare l'incredibile assortimento di personaggi che si incontrano a New York. Gente fuori da qualsiasi schema.

Ma andiamo con ordine: il livello del mio poker é sceso sotto terra. Non so come sia possibile ma da mesi sto giocando male male male male... Stasera come al solito dopo un'oretta di gioco già ero fuori. Pazienza, mi metto li tra i tavoli a bere una cosa e a chiacchierare col famoso Giapponese che poi é di Taiwain. Si é discusso delle relazioni tra mainland e Taiwan, di Dumplings all'oca Pechinesi, di come sei arrivato qui e di cosa fai esattamente ecc ecc.

Tra una chiacchiera e l'altra si presenta una ragazza nera (un femminone... ma sorvoliamo) simpatica, inglese forbito privo di qualsiasi accento, orecchino sul naso. E' sposata con un uomo anche lui presente ma che stava ancora giocando. Lui bianco, capelli rossicci, aspetto molto trasandato - ma molto molto -  con una panza enorme, ginocchia in dentro, peso sui 150 Kg. Mi dice che nel 2006 ha giocato per sei mesi di fila tutti i giorni a Las Vegas per 12-14 ore al giorno poi però ha capito che non era aria e ha mollato.

Non so come con un altro dei soliti giocatori, un omone grossolano e pelato di origini Slovacche, si finisce a parlare di immigration. Strano eh? Un argomento nuovo... Nella fattispecie si cercava di definire l'evoluzione storica della cosidetta "underclass", cioè di quella componente della forza lavoro Americana che mossa dalla disperazione é da sempre disposta a tutto accettando qualsiasi lavoro a qualsiasi condizione. Prima gli schiavi neri, poi gli Irlandesi, poi gli Italiani e gli altri Europei, poi i latini ed infine gli illegali Messicani.

La ragazza nera (che non cito perché ha un nome di una unicità tale che verrebbe indicizzato e ritrovato al primo colpo)  interviene nella discussione con ferma decisione. Deve saperla lunga in materia perché descrive con esattezza i normali sotterfugi che si fanno per scaricare le tasse di un lavoratore illegale, sa i controlli che si fanno ed anche quelli che non si fanno. Insomma lascia intendere che deve averne assunti diversi di questi illegali in passato e si trova così in disaccordo con lo slovacco che già mezzo ubriaco alla fine demorde e se ne va lasciando me e la signora a parlare d'altro.

Mi sembra subito molto ben inserita nel mondo del poker. Infatti mi passa un volantino ben fatto di un torneo di beneficenza. Ma torneo a soldi eh, roba seria non caramelle. Ma allora lei é del giro? Altrimenti perché mai avrebbe volantini da distribuire? Poi cita una cosa di cui avevo sentito parlare anni e anni fa ma che non pensavo esistesse davvero: la mitologica bisca di Times Square. Ebbene esiste e pare che ogni sera - in piena Times Square - si giochi a carte sia tornei che cash come se fosse Atlantic City. La notizia é grossa eh... molto succosa. Non ho approfondito per evitare tentazioni irresistibili.

Poi il colpo di scena. Emergono altri particolari difficilmente contestualizzabili che assolutamente non mi aspettavo. Innanzitutto nonostante siamo quasi coetanei i due hanno già due figli di 9 e 16 anni. 16 anni?!? Madonna... precoce! Che fai che non fai... dice di essere un software engineer. Software engineer? e di che esattamente? Di Ruby!  Ma un momento, tuo marito (soggettone) gioca a poker per 6 mesi di fila a Las Vegas e tu programmi in Ruby? Mah... Dopo un pò in una pausa lui si avvicina e ribadisce che a sua volta anche lui é un programmatore! In cosa? Risponde con un nome che non riconosco (mai sentito prima) ma alla fine capisco che voleva dire "Ruby on Rails". Capo-di-cazzo!

Insomma capito? Coppia mista, lei molto colta e precisina lui un pizzico meno, stranamente affini al mondo del poker underground, troppo coinvolti per esserne solo spettatori eppure programmatori di Ruby o presunti tali. Perdipiù quasi miei coetanei ma con due figli già grandi. Questa é l'America ragazzi. I personaggi sono anche meglio di quelli che trovi nei film.

Do the right thing

mercoledì, febbraio 13th, 2013

CAPOLAVORO eccezionale di Spike Lee da vedere assolutamente.

Bed-Stuy al top: c'é il razzismo bieco nei confronti dei neri, le differenze e gli attriti tra le varie razze (Italiani, Latini, Neri) ma anche il vittimismo e le lamentele talvolta immotivate dei neri stessi che lo stesso Spike Lee affronta in maniera inequivocabilmente autocritica. Il tutto é alleggerito da una trama assolutamente non drammatica che si sviluppa attorno a personaggi pittoreschi e fondamentalmente comici come potrebbero essere soltanto nella Brooklyn degli anni 70 e 80.

Veramente un film molto piacevole. Una poesia metropolitana da godersi rigorosamente in lingua originale.

Buona visione motherfuckers!

PS
alla fine é drammatica e come

La folle vendetta di Christopher Jordan Dorner

lunedì, febbraio 11th, 2013

dorner-thumb

La realtà supera sempre e di gran lunga la fantasia. E casi come questo ne sono la conferma.

Christopher Jordan Dorner é un veterano della Marina Americana che ha combattuto in medio oriente. Afro-Americano dal fisico possente, al suo ritorno Dorner diventa agente della polizia di Los Angeles.
Nel 2008 si trova coinvolto in un caso di "Police Brutality" in cui - secondo la sua versione dei fatti - un suo superiore avrebbe colpito una persona arrestata e ammanettata senza nessuna giustificazione o motivo. Il procedimento disciplinare che ne conseguì però trova Dorner reo di falsa testimonianza e ne causa l'allontanamento dalla polizia. Non solo, a seguito di questo evento Dorner perde il suo lavoro di riservista della marina e divorzia da sua moglie.
Il suo caso rimane dimenticato per anni, fino a quando di recente succede un fatto strano: la figlia di un capitano di polizia - una insegnante di Basket - viene brutalmente e misteriosamente uccisa assieme al suo fidanzato in circostanze inizialmente incomprensibili. Dopo poco tutto si spiega, ed il movente del delitto appare subito sconvolgente: si tratta della vendetta dell'ex agente Dorner, e questo soltanto l'inizio.
Viene fatto ritrovare un manifeso di 11 pagine in cui in termini chiari ed eleganti Dorner spiega le sue motivazioni e soprattutto le sue intenzioni. In esso, tra le tante altre cose, si legge:

Userò contro chi veste la divisa della LAPD elementi di guerriglia asimmetica ed anticonvenzionale.
[...]
Ci sarà l'elemento della sorpresa dove lavorate, dove vivete, mangiate o dormite.
[...]
Non ho mai avuto la possibilità di crearmi una famiglia e così sterminerò le vostre.

La cosa sarebbe grave anche solo se si trattasse di un criminale qualsiasi ma le minacce arrivano da un ex-combattente, ex-poliziotto iper addestrato che ha già ucciso due persone. E sono minacce del tutto credibili, infatti qualche giorno dopo una pattuglia messa a difesa di uno dei possibili bersagli viene assaltata con metodologia militare: un poliziotto muore, altri due sono gravemente feriti.  Quasi certamente é opera di Dorner.

Qualche giorno fa viene ritrovato il suo pickup truck dato alle fiamme in una zona montagnosa poco fuori Los Angeles. Nel giro di mezz'ora una forza di 400 uomini armati fino ai denti passa al setaccio tutta la zona utilizzando anche cani ed elicotteri. Nessuna traccia del fuggitivo.

Poco dopo la CNN riceve un pacco contenente un distintivo della LAPD forato da colpi di pistola ed un DVD, con preghiera di divulgarlo al grande pubblico. Assieme al materiale anche delle note scritte a penna in cui si ribadisce la propria innocenza. Il tutto firmato  Christopher Dorner.

Fonti di intelligence confermano la possibilità che oltre a svariate armi corte e d'assalto Dorner possa esseri procurato un terribile fucile da cecchino calibro .50 (in grado di colpire con precisione millimetrica bersagli nel raggio di qualche chilometro) oltre ad un lanciarazzi anticarro.

E' panico. La caccia all'uomo é forsennata e la LAPD ha già offerto 1 milione di dollari come ricompensa per la sua cattura. Nel frattempo la sezione disciplinare si é vista costretta a rivedere il procedimento che ha portò al suo licenziamento e non sono esclusi colpi di scena. Vedremo come va a finire.

Sul voto degli Italiani all’estero

giovedì, febbraio 7th, 2013

Oggi mi é arrivata la locandina (ridicola) di un trombato di Forza Italia che vorrebbe essere rieletto Onorevole all'interno di una sua lista civica. Ovviamente non cito il suo nome tantomeno quello della lista per evitare di fargli pubblicità ma mi piacerebbe ugualmente sapere come cazzo hanno fatto (lui ed altri che al quanto pare fanno la stessa cosa in giro per il mondo) ad ottenere i nomi e gli indirizzi degli Italiani residenti all'Estero. Mistero.

Comunque secondo me gli Italiani residenti all'Estero non dovrebbero votare per niente. Mi spiego: un conto sono quelli che si trovano in viaggio di lavoro, di piacere o di studio, un altro quelli che stabilmente si trasferiscono altrove. I primi sono giustamente titolati per votare nel paese in cui vivono, ma i secondi invece? Perché devono votare se non pagano neanche le tasse?
L'Italia fa esattamente l'opposto di quello che invece dovrebbe: un Cittadino Italiano senza neanche parlare la lingua e senza neanche individuare l'Italia su una mappa del Mediterraneo vota normalmente mentre uno studente temporaneamente in Erasmus no può farlo. Roba da matti...

Per me il discorso é semplice: vuoi votare? Per farlo devi essere a) Cittadino b) Residente in Italia (salvo le eccezioni di cui sopra). Il motivo per cui si debba far votare gente che manca dall'Italia da quarant'anni (o da cinque come il sottoscritto) non lo capisco.
Mi si dirà: ma come, anche gli USA fanno votare i cittadini residenti all'estero. E grazie al cazzo! rispondo io... la differenza é che gli Americani mica hanno avuto l'esodo secolare e continuo che invece abbiamo avuto (e stiamo ancora avendo) noi in Italia! Ed infatti gli Americani all'Estero votano come tutti gli altri in patria, non hanno mica dei collegi speciali con dei candidati farlocchi che non si capisce bene chi o cosa rappresentino... Non nascondiamoci dietro un dito: il sistema dei voti all'estero é una farsa, soltanto l'ennesimo bacino di voti e mangerie a cui i partiti attingono per continuare a perpetuare lo scempio.

Unica soddisfazione possibile votare Movimento Cinque Stelle. Fatelo e consigliate di farlo.

Ciavez