Archive for maggio, 2013

Ho visto cose che voi Italiani non potreste immaginarvi

lunedì, maggio 27th, 2013

...navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tanoizer. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire. (chi non capisce la citazione é un poppante)

A parte gli scherzi, Sabato mattina subito dopo aver scritto il post sulla scuola Americana mi trovavo in Pennsylvania e - neanche a farlo apposta - mi é stato offerto di visitare l'interno di una scuola superiore pubblica.

Ve lo dico subito: l'esperienza mi ha scioccato. E' stato come prendere una randellata in testa, un pugno sullo stomaco, un calcio nel culo che ti alza mezzo metro da terra. Avete presente le scene ambientate a scuola di qualche film Americano in cui tutto é nuovo, tutto é pulito, tutto é perfetto: ecco siete ancora molto lontani perché la realtà che ho visto supera persino certa fiction a cui siamo tutti abituati.

Strutture faraoniche: stadio con tanto di spalti, campi da tennis, da calcio, palestre enormi attrezzate per qualsiasi attività, laboratori spaziali di ogni tipo (si va dalla falegnameria alla cucina passando per biologia, fisica, informatica, musica, botanica). C'é la materia "teatro" in cui i si mettono in scena davanti ad un pubblico vero delle opere famose, il tutto con tanto di locandine e pubblicità per invitare gli spettatori della città a vedere lo spettacolo. La mensa serve 400 pasti alla volta e le attrezzature della cucina ricalcano praticamente quelle di un grosso ristorante. Ovviamente visti i problemi di cui soffre l'America stanno attentissimi sulle calorie ed il pranzo completo (per chi non é totalmente esente da qualsiasi spesa) costa solo 1.75 Euro.

Giri per la scuola e ogni tanto sulle pareti trovi riferimenti amichevoli su Gay, Lesbiche e Transgender... del tipo "siamo tutti amici siamo tutti uguali ecc. ecc nonostante questo se sei in difficoltà c'é il Dott. tal dei tali nell'aula X che é pronto ad ascoltarti in un ambiente gay friendly"; poi passo davanti all'aula X e sulla finestra noto piccoli adesivi con coppie di uomini e di donne mano nella mano.

Tutto é o sembra nuovo, appena costruito; la pulizia e la manutenzione continua sono spettacolari e per noi (abituati alle crepe sui muri) disarmanti. Ciò che però lascia veramente sbalorditi sono l'auto-esaltazione e l'orgoglio che la scuola infonde negli studenti. C'é infatti un che di trionfale, di "motivational" in qualsiasi cosa si faccia. Per esempio su tutti i muri trovi il poster della squadra di Tennis, di Softball, delle Cheerleaders (e non mi esprimo solo perché sono tutte minorenni... porco zio...), dei Cuochi, della compagnia di Teatro e così via. Le foto sono simili a quelle che vedresti in televisione, scattate e lavorate professionalmente coi i ragazzi visibilmente orgogliosi di poter essere in quello scatto che rimarrà sul muro per un anno intero. Non vi dico poi le cariche istituzionali: 4 foto incorniciate grandi a mezzo busto dei rappresentanti di istituto, ma come fossero dei parlamentari eh... anzi meglio, le vedi proprio all'ingresso a fianco del bandierone Americano. Un pò mi sono commosso nel vederle.
Tutto curato nei minimi particolari, tutto proprio bello bello bello. Per capirci l'Atrio sembra quello di un grande Hotel Hilton. Ma ci rendiamo contro? Che pena...

Vi ripeto che parliamo di una scuola pubblica eh, non di una privata. E vi faccio presente un piccolo particolare: nonostante ci sia tutto questo bengodi le private sono ugualmente popolari e molto frequentate. Nella zona che ho visitato si va dai 6.400 dollari ai 27.000 all'anno. Il bello é che chiunque ha casa sul territorio deve pagare la tassa scolastica che arriva puntualmente anno per anno e che si paga sia sei hai figli sia se non li hai, sia che poi li mandi alla pubblica piuttosto che alla privata: si parla di botte annuali da 2500 dollari che si aggiungono ad una specie di "IMU" da 5-6000 dollari.
Ad una certa ho domandato se non fosse giusto che chi manda i figli a scuola privata non dovesse poi essere esente dalle tasse di quella pubblica, e anzi se magari non fosse opportuno stornare quei soldi dalla pubblica alla privata. Risposta: ma sei scemo? La scuola pubblica é pubblica proprio perché si regge coi soldi di tutti; al contrario, la privata é privata perché se la paga chi la frequenta... Cosa cazzo c'entra la pubblica con la privata?!? Gli Americani - noti Comunistoni rivoluzionari della corrente Fidel Castro - si sono messi tutti a ridere.

Comunque, per concludere, toccare con mano certe situazioni inevitabilmente ti riporta alla memoria quelle che in Italia hai vissuto sulla tua pelle e la sensazione di sconforto che deriva dal confronto é difficile da descrivere con le parole.
E qui voglio lanciare il mio sasso nello stagno, il mio messaggino nella bottiglia galleggiante sull'oceano di merda che ci circonda. Se sei uno studente delle superiori e sei arrivato a leggere fino a questo punto ti do un consiglio da amico: datti da fare, spezza le catene, lascia perdere il pallone, butta via la TV. Scappa dall'Italia! Fallo prima che puoi. Il modo non lo so, ce ne sono tanti, o forse non ne esiste nessuno... Non so. Tu però ci devi almeno provare. Da giovani tutto é possibile, basta soltanto volerlo.

Ciao

P.S.
se sei una studentessa ancora meglio

Le scuole in America sono tutte ottime, ma solo se te lo puoi permettere

venerdì, maggio 24th, 2013

Oh sia chiaro io non frequento molto i centri sociali eh... (mai votato a sinistra in tutta la vita) ma ogni tanto una riflessione lucida su certi meccanismi é il caso di farseli.

Un mio collega si sta spostando dall'East Village perché in un colpo solo gli hanno aumentato l'affitto (già alto) del 20%. Ovviamente gli ho consigliato di venire ad Astoria ma lui mi ha fatto presente che avendo un figlio piccolo doveva innanzitutto preoccuparsi di trovare una zona che avesse una scuola "buona". Come una scuola buona? Io non ne sapevo molto e così ci siamo messi a parlare di questo argomento che ho trovato subito molto interessante. "Ci potrei scrivere un post", gli ho detto. E lui: "No, ci potresti scrivere un libro..."
In effetti é proprio così: per spiegare come sia settaria e segregata la società Americana non esiste esempio migliore se non quello della scuola.

Prima di continuare è però indispensabile una premessa: la razza non c'entra un cazzo con quello che vi sto per dire. Mettetevelo subito in mente perché il primo che arriva a fare discorsi neri-bianchi-asiatici-ispanici me lo mangio. Contrariamente a quel che si dice al bar dello sport qui a nessuno importa un fico secco del colore della tua pelle. Intendiamoci, come ripeto la segregazione esiste eccome ed é anche abbastanza evidente ma essa non é basata direttamente sulla razza; gli Americani in questo si sono evoluti e quando discriminano ormai lo fanno esclusivamente sul censo, non su altro. Il fatto che i quartieri poveri siano prevalentemente neri e quelli ricchi siano prevalentemente bianchi non é dovuto a nessuna forma di razzismo, le ragioni sono piuttosto da ricercare nella religione del denaro ed anche (aimé) nello scarsissimo livello di mobilità sociale al quale gli Stati Uniti si sono ultimamente ridotti: una paese in cui sempre di più se nasci ricco rimani ricco mentre se nasci povero muori immediatamente dopo il parto.

Fatta questa indispensabile (ma non banale) premessa torniamo a bomba. Anzi no, non mi fate scrivere bomba perché se scrivo la parola bomba per più di 3 volte in una settimana l'FBI mi inserisce sicuramente in qualche watchlist (non sia mai che nel blog si spieghino le modalità per realizzare una bomba).
Torniamo quindi in tema, dicevo che la scuola offre un'ottima prospettiva per capire come é fatta la società Americana. Dunque come funzionano le scuole da queste parti? Semplice: innanzitutto ci sono quelle private che vengono finanziate esclusivamente coi soldi di chi le frequenta che sono il top della gamma sia in termini di disciplina che di risultati accademici (del resto é ovvio che chi paga 20.000 dollari all'anno solo per mandare i figli a scuola pretenda il meglio). Tutti gli altri si devono accontentare di quelle pubbliche che sono finanziate invece interamente dai Comuni e la cui qualità varia drasticamente caso per caso. Questa enorme oscillazione che esiste nella pubblica tra "molto buono" e "coltello in tasca" rappresenta il nocciolo della questione e l'oggetto stesso di questa riflessione.

E' risaputo che - proprio come succede nel caso del mio collega - uno dei fattori principali che determinano la scelta di una zona per andare a vivere piuttosto che un'altra é la disponibilità che la stessa offre in termini di scuole per i figli. I metodi per stabilire la qualità di una scuola sono obiettivi ed ineludibili e si basano prevalentemente sui voti che i ragazzini prendono nei test accademici: se la media dei voti é alta la scuola si distingue positiviamente, se invece essa é bassa la scuola si becca una cattiva nomea e di conseguenza chi se lo può permettere cercherà di andare a vivere altrove.
Una scuola peggiore comporta quindi inevitabilmente degli utenti più poveri, di conseguenza meno valore degli immobili che essi occupano e (se ci si trova in un piccolo comune) minor gettito fiscale per il comune di appartenenza. Si crea così un circolo vizioso perché minor gettito vuol dire peggiori servizi, quindi peggiore polizia, peggiori vvff ed alla fine peggiore scuola.

Le conseguenze di questo meccanismo sono facili da immaginare: consolidamento di classi separate e distinte come fossero diverse nazioni, segregazione razziale dilagante, mobilità sociale ai livelli dell'antico Egitto. È il paradosso di un sistema in cui la scuola pubblica anzichè colmare certe differenze le tramanda di generazione in generazione.

Adesso venitemi a dire che non é vero niente, di Obama, di questo o di quell'altro personaggio famoso: le eccezioni esistono proprio per confermare le regole ed anche per addolcire realtà molto amare come quella che vi ho appena descritto.
Questo non é il paradiso baby, questa é l'America

Ciao

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lunedì, maggio 20th, 2013

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Ragazzi sto facendo strada eh... mi invitano alle cene anche i lettori! Incredibile...

Ieri sono stato a farmi una pizza con Paolo Dal Gallo, un ardito che dopo essere sopravvissuto a ben 3 anni delle mie stronzate ha avuto anche il coraggio di invitarmi per ascoltare una sessione "live" delle stesse.

Devo dire che fa una certa impressione incontrare una persona che per pur essendo a te completamente sconosciuta sa già dei tuoi viaggi, dei tuoi pensieri, delle tue antenne. Ma addirittura i post sulle antenne leggete? Io rimango senza parole!
Eravamo da Basil (la meglio pizza del Queens di cui scrissi qualche tempo fa) che Paolo conobbe proprio grazie al blog. Assieme a noi c'erano anche altri due suoi amici: Andrea e la sua ragazza. Lui di Alba (in Piemonte) e lei di Milano.

Parlando del più e del meno sono venute fuori un mare di conoscenze in comune. E' assurda la facilità con cui si conoscono tra loro gli Italiani a Manhattan; lo scrissi già in passato e ne sono convinto più che mai: La New York degli Italiani-Italiani (per intenderci no fettuccini Alfredo) é un paesotto, anzi un paesino che probabilmente non arriva a contare 5000 abitanti.

Paolo ed Andrea sono due rappresentanti di vino. A New York ne ho conosciuti diversi di questi rappresentanti Italiani (in tutto 5, tra cui di vino, birra o liquori) e mi sono accorto che rispecchiano tutti un certo cliché... pensate che uno di questi (a cui vomitai dentro casa perché si beveva troppo bene) era addirittura un ex-tronista di Canale 5. Insomma, gente tosta: un conto é vendere la Peroni o il Montepulciano d'Abruzzo a Martinsicuro, un altro a Manhattan.
Ho promesso ad entrambi di citare queste due bottiglie che mi dicono essere il top del top: Prosecco ZoninBarolo Brunate Ceretto.

La serata si é conclusa al Katch, un locale fighissimo appena aperto e si sono aggregati il proprietario di Basil e la ragazza di Paolo, Italianissima pure lei.
Io quando incontro Italiani come questi, ragazzi così giovani preparati e determinati (Andrea é del 1988!) che fieramente esportano nel mondo i valori ed i sapori della nostra cultura un pò mi rincuoro.  Per un attimo penso che  non tutto é perduto, che forse qualcosa in Italia si può ancora salvare. Ma in genere dura molto poco per cui non ho fatto certo mancare i classici del mio repertorio come le invettive sul sistema Italia e sulla necessità assoluta di fuggire. Na bomba, na roba sado-maso... ma tant'é: chi mi legge conosce il genere e se vengo invitato a cena non posso certo deludere le aspettative.

Colgo l'occasione per salutare tutti i lettori che a differenza di Paolo ancora non ho avuto il piacere di conoscere e che pazientemente dopo così tanto tempo mi leggono ancora. Se vi mancano le mie stupidaggini tenete duro perché non é escluso che molto presto ricominci a scrivere tutti i giorni (non é assolutamente una promessa).

Ciao!