Archive for giugno, 2013

Gimagua

sabato, giugno 29th, 2013

Si lo so i topi, si lo so il caldo, si lo so la ruggine, si lo so la puzza... eppure ogni tanto mentre torni a casa ti capitano scene tipo due gemelli Columbiani che improvvisano un live di rumba, flamenco, cumbia e ritmi Afro-Americani davanti a dozzine di passeggeri che aspettano il treno.

E come ci danno dentro! Ogni tanto qualcuno offre un dollaro, qualcun'altro compra il CD per 10 (io l'ho preso), applausi, addirittura c'é chi balla.
Gli artisti di strada (anzi di metro) sono benvenuti e autorizzati a suonare dall'autorità dei trasporti cittadina. Pagheranno anche le tasse? Non lo so, ma non mi meraviglierei se lo facessero...

Poi il treno finalmente arriva, alcuni salgono altri scendono e tutto torna come prima: altra fermata alro giro.

Che città ragazzi... che città

Ultimissime dal fronte

martedì, giugno 25th, 2013

C'é un signore attempato seduto vicino a me che dormendo russa e a questo punto le cose sono due: mi metto a gridare causando l'arrivo di una coppia F-22 oppure cerco di non pensarci e scrivo un post.

Opto per il post. Dunque, first things first: ho cambiato lavoro.

Domande: Ma come, non avevi detto che non si poteva cambiare? Ma allora hai la carta verde? Ma quindi puoi lavorare dove vuoi? Vedi allora che é facile anche in America arrivare e fare quel cazzo che vuoi? Risposte: No. No. No. No.

Cambiare lavoro col visto che ho io (che poi é l'unico che permette di farlo) é una impresa non da poco prima di tutto perché le aziende quando cercano hanno bisogno per ieri non per tra due mesi, e perché le spese legali necessarie solo per inoltrare la necessaria domanda (che può essere accolta, rifiutata o - peggiore delle ipotesi che riguarda circa il 25% dei casi - rimandata a data da destinarsi) sono tutt'altro che trascurabili: si parla di circa 3 o 4 mila dollari per l'azienda e di 1225 per il candidato.
Avete capito bene: prima ancora di cominciare a lavorare, anzi prima ancora di avere il permesso per cominciare a farlo, solo per paventare l'ipotesi nei confronti del Governo bisogna sganciare questi soldi. Tra il tempo necessario all'avvocato preparare le carte (tantissime) ed i tempi della burocrazia se ne vanno da 30 a 60 giorni.

Nel mio caso l'azienda ha scelto di intraprendere questo percorso e nonostante tutto di assumermi perché la mia esperienza professionale ed incredibilmente quella del mio hobby di radioamatore sono risultate particolarmente appetibili per la stessa. In altre parole ho trovato a New York un lavoro che ha che fare sia con Linux che con le Antenne. E poi ditemi se questa non é l'America!...

Ora, per carità del Signore Pastafarian, non cominciate a chiedermi cose come "come si fa a prendere il visto?", "ho diritto di venire a vivere in America se ho la laurea in Zootecnica?", "mi puoi dare il nome del tuo avvocato ma solo se parla Italiano?" perché ne ho scritto almeno 200 volte e tra l'altro le risposte sono tutte disponibili in rete. Trovare queste risposte é il primo test da superare - il più facile in assoluto, tra l'altro - che la folle impresa di emigrare negli Stati Uniti d'America comporta.

Comunque, sono giorni molto intensi. Come dicevo vi scrivo da dentro un Aereo. In questi giorni viaggio spesso in Aereo. In Aereo c'é sempre qualcosa da fare, da leggere, da imparare (Messaggio subliminale. Se lo capisci potresti diventare il prossimo Magnum PI. Se non sai chi é Magnum PI e sei figa mandami una mail, hai vinto un viaggio a New York).

Sono talmente preso e talmente immerso in questo nuovo ambiente di soli Americani che ho completamente perso di vista la situazione Nord Africana. Per esempio ho saputo che Berlusconi é stato condannato ma non ho avuto il tempo o la voglia di leggere un solo articolo al riguardo. So anche che il Movimento 5 Stelle é già alla frutta (cosa che non mi stupisce affatto, figurati se puoi prendere a caso 150 morti di ****, fargli odorare 600 mila euro all'anno e poi pretendere che li restituiscano… troppo bello per essere Italia) ma non mi interesso della questione e non seguo più neanche Grillo.

Ho rimosso quasi tutti i Podcast in lingua Italiana (rimangono Dee Giallo e "Ad Alta Voce" della RAI) e a mano a mano sto rimuovendo qualche Follow alle sorgenti delle News de noiantri. Molto meglio ascoltare Zakaria, TED o leggere Salon, The Daily Beast, The New Yorker, The Atlantic, NYT ecc. Ti si apre una finestra sul mondo e ogni tanto si parla anche di Italia, ma soltanto di quello che conta davvero. Basta Al Berluscone, basta "riforme" (se ne parla da quando facevo le elementari) e basta ripresa imminente (ripresa un cazzo, il peggio deve ancora arrivare). Da quando ho cambiato lavoro parlo e ascolto l'Italiano per meno di 10 minuti al giorno.

Il blog faccio fatica a scriverlo non soltanto per il tempo, ma anche per la voglia di farlo. Ormai sto sorvolando il punto del non ritorno e mai come in questi giorni mi sono sentito mentalmente lontano dall'Italia. Il bel paese rimane l'incubo da scongiurare, l'ipotesi impronunciabile, la peggiore delle possibili immagini future.

Paradossalmente da questa paura nasce la forza per fare e continuare a fare, senza fermarsi mai, costi quel che costi.

Il trombone di fianco a me alla fine si é svegliato e ha smesso di russare. Tra una mezz'oretta il sole della Florida. Buona giornata a tutti.

Alain

Cronaca di un suicidio nella Città di New York

giovedì, giugno 13th, 2013

Duo giorni fa er Patrice mi chiama e fa: oh mi vedi cosa é appena successo alla nostra fermata della metro? Ci sono 5 camion dei pompieri, mezza dozzina di auto della polizia e due elicotteri.

Cerco al volo "Astoria Train" e trovo una valanga di tweet di pochi minuti prima del tipo: "Ma come cazzo é che il treno non passa più?", oppure "Tra le stazioni X ed Y tutti i treni sono sospesi per un incidente", e infine "Cosa sono i pezzi di carne NON UMANA che stano cadendo dalla metro sopraelevata sulla strada sottostante alla stazione Z di Astoria?" con foto allegata.

Apro la foto e al centro della carreggiata si vede un pezzo di carne chiara che é difficile da riconoscere perché mancano gli estremi ma che senza dubbio é (anzi era) una gamba. Tutto intorno grossi organi sparsi, sangue e pezzi di tessuto. L'autore dello scatto non lo aveva intuito ma per me la cosa risultava inequivocabile: qualcuno si era buttato sotto il treno della metro sopraelevata e alcuni suoi resti passando attraverso le traversine dei binari sono finiti sulla 31esima strada sottostante.

Di suicidi a mezzo subway ne succedono quotidianamente nella rete ferroviaria di NYC. Sono talmente frequenti che i giornali non pubblicano più neanche la notizia. L'anno scorso ad esempio, nella stessa stazione si uccise un'altra persona appena un paio d'ore che io prendessi il treno per andare a lavorare ma non ce ne accorgemmo neppure. Niente polizia, niente pompieri, niente giornali. Questa volta invece la cosa é talmente orribile  che la gente non ha potuto fare a meno di vedere o di parlarne. Persino qualche giornale lo ha fatto.

Quando a piedi sono arrivato a casa, sul luogo del fattaccio era rimasto solo il bagnato delle autobotti dei pompieri e qualche guanto in lattice utilizzato da chi ha avuto il compito ingrato di recuperare il recuperabile.
C'era un signore distinto sui 60 anni seduto immobile per terra che con lo sguardo perso nel vuoto aspettava chissà che cosa. Poi c'era un sacco di curiosi accumulatisi per l'occasione come fossero stati in un paesino qualsiasi. Tra loro il mio barbiere Siciliano, l'edicolante, i tassisti Indiani, persino i vari ragazzi del delivery. Infine c'era anche  una signora del mio condominio che vive al piano di sotto a cui - particolare che mi ha fatto gelare il sangue in quella circostanza - l'anno scorso penso si sia suicidata l'unica figlia.

Ora si sa che il suicida era un ingegnere programmatore 31enne. Su linkedin sembra che fosse anche uno bravo... usava twitter, facebook ed aveva anche il suo blog sul quale prima di uccidersi aveva scritto "E' venuta l'ora di pagare il conto". Incredibile come oggi non esista più nessuna privacy per nessuno. Basta leggere un nome sul giornale per sapere tutto di chiunque...

E questo é quanto! In un battibaleno e tutto é tornato esattamente come prima e nessuno si é accorto più di niente. Non ci sarà nessuno ad Astoria a ricordarsi di quel poveraccio, casa sua verrà affittata ad un ignaro nuovo inquilino, il suo nome scomparirà tra le pieghe di una ricerca su google news.
Anche da situazioni come questa qui si riesce ad apprezzare la differenza che c'é tra noi topi di campagna e questi altri topi di città: mentre un fatto del genere nel paesino sconvolgerebbe tutti per anni, qui é bastata mezza serata per dimenticarsene come se non fosse mai successo niente. Anzi, é già sorprendente il fatto che se ne sia parlato per ben 5 ore.

PS
Nomi e link sono omessi volutamente

Edward Snowden, 29 anni, ex dipendente CIA: ecco a voi il nuovo Assange

domenica, giugno 9th, 2013

Mi chiamo Ed Snowden, ho 29 anni, ho lavorato come infrastructure presso Booz Allen Hamilton per l'NSA...

Comincia così l'intervista fatta ad Edward Snowden, senza dubbio una delle più sensazionali degli ultimi anni.

Il profilo del personaggio é degno delle migliori spy story, anzi forse le supera: nonostante la giovane età Snowden ha già ricoperto i ruoli di system's engineersystems administrator, senior adviser per la CIA poi solutions consultant e telecommunications informations system officer per l'NSA.

La storia é incredibile, la situazione pazzesca ed i risvolti (quantomeno per lo stesso Snowden) tutt'ora inimmaginabili eppure il ragazzo parlando a braccio ostenta una calma disumana, una dialettica estremamente articolata ed una chiarezza nelle idee che potrebbero far invidia al più esperto degli oratori.

Questa é una di quelle volte in cui si può dire che la realtà supera di gran lunga la fantasia: già la consapevolezza che l'NSA (e cioè il braccio "tecnologico" della CIA) riesca apparentemente a mettere il naso ovunque e senza nessun limite lascia perplessi, ma poi sentirselo raccontare in certi termini da un tecnico "qualsiasi" che mosso dal rimorso di coscienza si ribella e spiffera tutto é un caso senza precedenti.
Non capita spesso di vedere un giovanotto che vivendo alle Hawaii e guadagnando un sacco di soldi si lascia persuadere dagli ideali e decide lucidamente di  buttare tutto all'aria condannandosi ad oscure quanto inevitabili ripercussioni tra cui sicuramente la tortura e probabilmente la morte.

Per giustificare la nobiltà delle sue intenzioni Snowden specifica che se avesse voluto danneggiare il paese o trarre vantaggi economici avrebbe potuto farlo senza problemi. Infatti:

...avevo accesso agli elenchi completi di tutti i dipendenti dell'NSA, dell'intelligence community e degli infiltrati in tutto il mondo. Avevamo accesso alla locazione di tutte le nostre stazioni all'estero, allo scopo delle loro rispettive missioni e cose di questo genere.

Se davvero avessi voluto arrecare danno agli Stati Uniti avrei potuto smantellare l'intero sistema di spionaggio nell'arco di un pomeriggio."

Ciliegina sulla torta il suo altisonante titolo di studio: la terza media. Edward Snowden non si é mai diplomato neanche alle superiori.