Archive for settembre, 2013

Streets of Philadelphia

lunedì, settembre 23rd, 2013

Mi trovo al centro di Philadelphia e così ho approfittato per fare una sorpresa ad un vecchio compagno di scuola (anzi di scuolabus!) che non vedevo da un pezzo.

Sapevo che faceva il cuoco presso un ristorante Italiano e così facendo delle ricerche l'ho rintracciato e mi sono presentato al volo. Immaginatevi la sorpresa: era incredulo!
La sua storia é particolare: 5 o 6 anni fa era qui a casa di parenti e nel giro di pochissimo si é sposato con la attuale moglie. Al quanto pare le chiese se si sarebbe voluta sposare al primissimo appuntamento, e lei ha accettato!

Inizialmente faceva il macellaio, poi il cuoco. Cambiati due o tre lavori da Chef (con relativi aumenti) é finito a lavorare dove si trova ora. Ve lo farei vedere: una cucina enorme con dentro una decina di persone ad aiutarlo. Tutti linti e pinti, lui un sorrisone orgoglioso  in mezzo alle padelle ed ai piatti da preparare. Mi ha fatto piacere rivederlo realizzato e soddisfatto.

Ci ha organizzato il menu con tutte cose che sapeva lui senza che noi scegliessimo niente. Oh ma intendiamoci: il ristorante roba di classe eh... No la trattoria di nonna papera. Ovviamente si mangia a livello colossali. Non voglio fare nomi perché no mi pare corretto (dalle mie parti il mondo é troppo piccolo) ma eravamo nella zona più in voga della città e seduti ai tavoli c'era la Philadelphia da bere... quella che conta. Gente col soldo insomma, un bel locale veramente.

Mi ha detto - e questa la bomba finale - che si é comprato la casa in cui hanno girato Rocky 2 e che ci va a vivere la settimana prossima. Sono contento per lui perché si é mosso con audacia, é stato bravo e gli é andata bene. L'America lo ha premiato... beato lui!

Un saluto dalle Streets of Philadelphia
Alain detto Alan

 

Charles – detto Charlie – se ne torna a Parigi

domenica, settembre 22nd, 2013

Immaginatevi un tipo sui trent'anni, un Francese di Parigi che da cinque anni vive a New York. Si chiama Charles, detto Charlie. Charles, anzi Charlie, di tornare a Parigi non ne vuol sentire neanche parlare: "ogni volta che ci torno mi sento come fossi uno straniero" - ripete continuamente - eppure ci tornerà Martedì 24 Settembre con un biglietto di sola andata.

Cosa é successo? Semplicissimo: Charlie ha perso improvvisamente e senza alcun preavviso il lavoro che in tutti questi anni gli aveva permesso di rimanere tramite un variopinto  mosaico  di visti lavorativi. Cinque anni di permanenza modello, di tasse pagate, di rispetto assoluto di tutte le leggi - in primis quelle legate all'immigrazione - dopodiché Charlie se ne torna a casa ed amici come prima. Tutto come se non fosse mai successo nulla.

Ovviamente la tentazione di restare é forte... del resto di Parigi Charles - che ormai é diventato Charlie - non sa proprio cosa farsene eppure tornerà indietro perché consapevole del fatto che fare ora uno "sgarro" alle autorità pregiudicherebbe in modo irreparabile la possibilità di tornare indietro se mai - un bel giorno - essa si dovesse magicamente presentare.

Venerdì sera a Charlie hanno organizzato una festa d'addio a sorpresa. Erano presenti gli amici ed anche la sua fidanzatina Giapponese, una ragazza con cui aveva recentemente iniziato una relazione dagli esiti ormai incerti.
A ravvivare la serata tra un karaoke e l'altro una bella torta tipo compleanno con su scritto "We Will Miss You!".

Dell'Italia a me importa praticamente quanto a Charlie di Parigi e probabilmente anche meno. Non posso però fare a meno di notare quanto macroscopica sia la distorsione del concetto di cittadinanza che si é verificata nella mente dell'Italiano medio. Io arrivo da clandestino e ho diritto allo studio. Poi pretendo anche di lavorare dove e come voglio, e se lavoro per qualche anno - ma anche no - ho diritto alla cittadinanza. Alla fine forse mi faranno anche ministro... Giusto no?
Su certi argomenti sono ormai diventato poco propenso al confronto e forse anche intollerante. Sono ad esempio convinto che l'immigrazione sia uno dei problemi principali che affliggono la repubblica delle banane. Non dico sia il numero uno in assoluto ma per me è sicuramente tra i primi tre (...e se lo trovate oltraggioso me ne batto il cazzo).

Saluti,
Alain detto Alan