Archive for ottobre, 2013

Another one bites the dust

sabato, ottobre 26th, 2013

Me ne sono andato dall'Italia in tempi non sospetti. Oggi il discorso é diverso ma nel 2007 pochi avrebbero avuto il coraggio di farlo davvero. Se poi consideriamo il lavoro fisso a 10 minuti di strada, l'auto pagata (spider!), l'appartamento di proprietà (dei genitori ovviamente, ma in Italia non fa differenza) ed il traliccio sul tetto (che nel mio caso é un particolare non da poco) é lecito supporre che non lo avrebbe fatto quasi nessuno.

All'inizio i "ma sei proprio sicuro?" ed i "pensaci bene prima di farlo" erano ancora vivi e vegeti nella mia mente e così descrivere cosa c'era di sbagliato nel bel paese ed al contempo cos'era affascinante negli USA divenne una necessità impellente. Adesso però tutto é cambiato: ormai coloro i quali hanno qualcosa da offrire stanno già pensando a come o dove fuggire ed é quindi inutile mettere il dito nella piaga. Raccontare come sono le poste, le compagnie aeree, le scuole, i mezzi di informazione e/o altro (in altre parole scrivere questo blog) é diventato un esercizio inutile e crudele perché sono cose che si sanno e che chi non sa riesce benissimo ad immaginare.

C'é però un argomento che a mio modesto parere merita ancora di essere trattato ed esso é l'immigrazione. Credo che l'Italiano medio fatichi ancora a comprendere i concetti basilari di questa materia per cui qualsiasi storiella, episodio o fatterello che qui sarebbe scontato in Italia diventa imperdibile. L'immigrazione é l'unico argomento che ancora mi attrae e che mi da la forza di cliccare su "Pubblica".

Ebbene, ci risiamo: Patrice mi ha raccontato l'incredibile (ma purtroppo vero) epilogo della storia di Charles detto Charlie, il Francese che dopo un quinquennio di permanenza modello a New York é stato rimandato a Parigi a calci nel culo e nel giro di poche ore solo perché aveva perso il lavoro. Vi ricorderete sicuramente che Charlie aveva - anzi ha - una fidanzata Giapponese. All'amore non si comanda e così a questa é venuta la pensata di fargli visita a Parigi per una settimana. Cosa c'é di meglio di una bella vacanzina per tenere acceso il rapporto? Del resto lei, forte del suo visto di tipo "O" concesso solo agli stranieri dotati di "capacità eccezionali", non ha nulla da temere giusto?

Sbagliato! Il viaggio é all'altezza delle aspettative e forse anche le supera ma al ritorno c'é un'amara sorpresa: l'Immigration officer in servizio a JFK le rivolge le domande di rito che si fanno ogni volta (e non importa se é la venticinquesima in 5 anni): "Ma che vieni a fare a New York?", "Che lavoro fai?", ecc. ecc. ecc. In questo caso però non é soddisfatto delle risposte: "ma come, hai il visto O e fai la parrucchiera?!? ". Parole che pesano come macigni. A nulla valgono le spiegazioni e le richieste di ragionevolezza: "Officer sono una stylist non una semplice parrucchiera!", "Sono qui da anni e non c'é mai stato nessun problema...". Niente da fare, l'Officer si é probabilmente espresso in altri termini ma il concetto é stato pressappoco: "Come no, Stylist dei miei coglioni... A New York le parrucchiere si sprecano bella...  Per quanto mi riguarda puoi tornare in Giappone ad impastare daifuku". E così infatti é stato:  il permesso di entrare negli USA, nonostante la straniera fosse provvista di regolarissimo visto lavorativo, viene semplicemente negato. Tutto normale, assolutamente "by the book".

Ora il Francesino é Parigi, la Giapponesina a Tokyo: entrambi sono perfettamente capaci di lavorare e produrre, entrambi hanno dimostrato di sapere essere parte attiva ed integrante nel tessuto sociale Americano. Ma non importa, non sono Cittadini Americani e per questo nulla é loro dovuto, anzi in America probabilmente non metteranno mai più piede.

La Cittadinanza da queste parti vale ancora qualche cosa. Altrove non lo so.

Un caro saluto dal limbo,

Alain detto Alan

Gravity filmone dell’anno e c’é anche una scena con un radioamatore!

domenica, ottobre 6th, 2013

Gravity é un filmone ambientato nello spazio per cui figuratevi se stasera non andavo a vedermelo al Cinema in Imax 3D.
State tranquilli non vi dirò come va a finire perché non lo so neppure io (poi vi spiego), vi dico solo che é un bellissimo film. Ero convinto pensavo che un film del genere non sarebbe interessato a molti altri ma mi sbagliavo di grosso perché ne parlano tutti dappertutto e per entrare si fa la fila fuori all'aperto. Già si vocifera di un Oscar per Sandra Bullock e di incassi record.

Prima di vederlo pensavo alla trama: succede una emergenza, si perdono i contatti... stai a vedere che il regista mette nella storia un contatto radio con qualche radioamatore?
L'intuizione era giusta ed il contatto avviene! Si poteva fare di meglio eh... più che un radioamatore sembrava un CB ubriaco, il contatto é in full duplex (non impossibile ma quantomeno improbabile) eppure la cosa mi ha rallegrato non poco. Vedere rappresentato sul grande schermo il proprio stranissimo hobby ventennale non capita spesso.

E qui l'imprevisto: verso la fine del film durante la scena massima succede l'incredibile: la pellicola salta e si accendono le luci. Io ho tirato istintivamente un bestemmione da antologia, gli altri tutti attoniti. Una ragazza dietro si chiede ad alta voce se quella non sia effettivamente la fine del film ma un altro ragazzo le chiarisce subito le idee:  ma quale fine del film, é scattato l'allarme antincendio!

In effetti per qualche istante rimaniamo tutti un pò perplessi perché non si sentono sirene o si vedono allarmi. Soltanto nella sala del macchinista si intravede qualcosa lampeggiare... Io pensavo che si trattasse di un guasto tecnico ma  la decisione collettiva é stata quella di evacuare e così é stato: 2 o 300 persone tutte giù per la scala antincendio. Tempo 5 minuti e arriva un piccolo esercito di pompieri in assetto da guerra, la polizia blocca la strada, il marciapiede bloccatto dalla moltitudine di spettatori che si aggiungono ai passanti. Il vero problema però é che nessuno sa come é finito il film. Tutt'ora me lo chiedo.

Andatelo a vedere mi raccomando perché merita. Poi magari  fatemi sapere cosa succede negli ultimi 10 minuti.

Ciao!