Archive for dicembre, 2013

Verso Napoli

lunedì, dicembre 30th, 2013

Ripresa un cazzo. Non ci sarà nessuna ripresa, perlomeno non nell'arco di questa generazione e probabilmente neanche della prossima. Sono pronto a scommettere quello che volete.
I motivi sono sotto gli occhi di tutti coloro i quali hanno occhi per vedere. Credo che uno particolarmente evidente sia la quasi totale assenza di trasporti pubblici comodi ed affidabili.

Ho deciso di passare il capodanno a Napoli. Secondo google maps in auto servirebbero tre ore e trentaquattro minuti per arrivarci. Ovviamente non ho intenzione di rischiare la macchina e/o la vita per cui pensavo di andarci in aereo. Ma si... che sarà mai! Pensavo che con 200 Euro un volo regionale a breve raggio si potesse acquistare ma mi sbagliavo. Prima di tutto il costo è di 379 Euro, esattamente come un volo New York - Los Angeles preso nello stesso momento e per gli stessi orari (considerate che tra NY e LA ci sono 40 ore di guida, non 3.5, e che il potere di acquisto negli USA è  giusto un pizzico più alto che qui in Italia). Seconda considerazione: anche volendo pagare quello che c'è da pagare il viaggio in aereo richiede necessariamente di fare uno scalo a Milano. Da pazzi insomma... improponibile. Aereo bocciato.

Passiamo al treno. Nel paese dove vivo c'è la ferrovia ma non la stazione. Sono quarant'anni che le persone di qui utilizzano stazioni ferroviarie di località molto più piccole della nostra ma nessuno ha mai fatto niente. Due o tre anni fa (lo so soltanto perchè vidi una foto su un blog) sono stati realizzati lungo i binari una pensilina ed un massetto con tre gradini ma ad oggi non si è mai fermato neanche un treno. Insomma, la stazione non c'è e prendere il treno è quantomeno scomodo. Sempre che ci sia un treno da prendere ovviamente... Ed infatti, entro nel sito di Trenitalia, metto San Benedetto del Tronto - Napoli e dalla ricerca escono fuori soluzioni da 6 o 7 ore. Ma come è possibile? In macchina 3 ore ed in treno 7?!? Non dovrebbe accadere il contrario? Cassato anche il treno. Ultima possibilità autobus.

Certo su google autobus per Napoli. Escono fuori diverse soluzioni a prezzi decenti. Ottimale per me quella dell'azienda dei trasporti pubblici abruzzesi, che parte da Pescara Centrale. Non riesco però a capire come si fa per fare il biglietto e così chiamo in numero verde: trovo occupato. Non è che una vocina dice che sono occupati, proprio ricevo il classico "tu tu tu tu" di una volta. Chiamo di nuovo. Di nuovo occupato. Una terza volta, ci rinuncio. Allora mio padre chiama "un suo amico" (ti pareva) che lavora nella stessa azienda e così ottengo l'informazione che mi serviva... il biglietto si può fare a bordo. Molto bene. Ma come faccio ad arrivare a Pescara?

Per arrivare a pescara serve un treno, il cui biglietto non può essere fatto a bordo. Ma come!?! Un treno regionale non ti fa i biglietti a bordo? E' da pazzi... eppure qui è normale. O lo fai a terra oppure (mi dicono, ma non sono stato in grado di verificare) paghi una penale di 25 Euro. Domanda: domani saranno aperte le biglietterie per pagare sto biglietto da 3.20 Euro? Difficile dirlo, forse. Forse no. Non so ancora esattamente come farò e se le cose si metteranno male non è escluso che finga di essere un turista Italo/Americano che non parla la lingua e che (come sarebbe ovvio in tutto il resto del mondo) pretende di pagare il biglietto direttamente sul treno. Domani si vedrà.

Ho già scritto che in mezzo a tutto questo casino non esistono i Taxi? Cioè in realtà esisterebbero ma sono organizzati in modo che è come se non ci fossero per niente (qui li usano soltanto turisti ignari e prostitute che si recano sul posto di lavoro). In casa credo di aver trovato un libro da leggere durante il viaggio che si addice più che mai alle circostanze: "Napoli siamo noi", di Giorgio Bocca. Lo leggerò con piacere.

Comunque nonostante le difficoltà l'ultima volta che ci sono stato rimasi positivamente colpito dalla città di Napoli. Sono certo che stavolta sarà ancora meglio.

Buon anno

Alain

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa

lunedì, dicembre 23rd, 2013

Eravamo in un noto (e storico) caffé Sanbenedettese noto per le frequentazioni intellettuali e sinistroide della zona. Sette amici trentenni oltre a me: qualcuno studia, altri sono impiegati, altri ancora hanno piccole attività agricole, io che svolgo il ruolo ormai immancabile dell'Italiano emigrante.

Come c'era da immaginarsi la conversazione finisce in politica. Tiriamo avanti a parlare per un bel pezzetto del più e del meno, i soliti argomenti, le solite lamentele Italiche. Io tiro fuori il mio mantra più recente (del resto ribadito anche nel post precedente) e cioè che la colpa dei mali di un popolo é del popolo stesso, non di altri. Vista la natura filo-clericale dei miei interlocutori, per ribadire meglio il concetto ho preso in prestito uno slogan secondo me efficace: "mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa", inteso ovviamente ovviamente come responsabilità collettiva di una classe sociale, di una generazione, di un popolo piuttosto che di un singolo individuo.

Ero nel bel mezzo del mio comizietto e s tavo parlando giusto di evasione fiscale quando vengo interrotto dal proprietario ultra-sessantacinquenne del locale, il quale esordisce dicendo testuali parole: "non vorrei essere frainteso dicendo quel che sto per dire, ma io vengo da una cultura di estrema sinistra. Il mio amico del cuore - col quale feci anche il chirichetto - si é fatto 19 anni di carcere perché apparteneva alla brigate rosse".

Bene così. Noi lo ascoltiamo da seduti col rispettoso silenzio che si deve a chi ha il doppio della tua età ma soprattutto con quello che si deve chi ti ha appena fatto capire (neanche tanto velatamente) di essere uno culo e camicia coi terroristi.
E così l'oste si sfoga. Dice di non poter più andare in pensione per colpa di quelli che non pagano le tasse, che non fanno gli scontrini, dei furbi ecc. ecc. La solita roba trita e ritrita. Porta come esempio la "parrucchera a nero" di sua moglie, una che esercita da casa sua senza alcuna licenza e senza pagare nessuna tassa.
Poi ci racconta di essere stato consigliere comunale ed anche assessore una decina d'anni. Durante la sua esperienza cita il caso emblematico della volta in cui denunciò al 117 un suo elettore che pretendeva un posto di lavoro per il figlio ed in cambio offriva una non ben specificata ricompensa. "Questa é concussione!", disse al brutto ceffo che aveva dinanzi,  "un reato gravissimo!" (che poi in realtà sarebbe stata corruzione e non concussione se mai, ma fa niente...).

Butta dentro anche l'America perché la figlia ha studiato a New York (apriti cielo). Ci racconta di come la stessa abbia ricevuto una lezione morale dagli altri studenti quando venne sorpresa da questi nel prepararsi i fogliettini per copiare agli esami: "Non si fa", le dissero in coro, "questo proprio non si fa". Addirittura "degli Spagnoli" per lo stesso motivo vennero cacciati dall'Università  (ma la figlia no! un concetto di giustizia che verrebbe da giustificare Berlusconi, ma sorvoliamo). Ci riassume la sua morale: "se noi Italiani potessimo capire che certe cose non si fanno allora potremmo risolvere il problema, altrimenti non ci sarà mai soluzione".
Poi arriva alle "multinazionali" che - come é ovvio - fanno sempre e solo il peggio del peggio, che "la politica si cambia dal basso", che i trasporti pubblici possono essere finanziati "tassando di 50 Euro quelli che hanno il Cayenne" e poi tanto per finire in bellezza che "secondo me é meglio NON abolire le province".

Insomma tutto l'escursus classico del Comunista nostalgico pronto a definirsi amico delle Brigate Rosse. Nonostante le ovvie distanze che ci separano (che definirei siderali) l'ho ascoltato con piacere, quasi riverente. Non gli ho neanche detto che vivo a New York. Del resto avevo come l'impressione di trovarmi dinanzi ad un Comunista duro e puro,  un intellettuale vecchio stampo che nonostante il mio quasi totale disaccordo meritava un certo rispetto.

Poi il dramma. Lo shock. Quello che mai vorresti accadesse ma che inevitabilmente accade.

Una delle amiche, profetica, butta li la battuta: ve lo immaginate se dopo tutto questo sermone andiamo via e questo non ci fa lo scontrino? Noi lo prendiamo a ridere come un assurdo irrealizzabile. Come a dire: "ti immagini se beccassero Papa Francesco a rubare in una chiesa?" E' Impossibile, inimmaginabile, non si può neanche concepire una cosa del genere...
Ci alziamo, andiamo alla cassa dove c'era la moglie (tra l'altro con una messa in piega impeccabile) che ci fa pagare. Tu che hai preso? Tu? Tu? Tocca a me e pago. Usciamo fuori ed io mi accorgo di non avere lo scontrino. Ci deve essere un malinteso, un errore dovuto alla confusione dei conti separati. Ma gli altri sono già sbalorditi e per lo stesso motivo: inequivocabilmente, volutamente su quattro conti la signora ha emesso un solo scontrino. 10 Euro, contro un totale di 28,5.

Io divento furente. Tiro anche qualche bestemmione  (in mezzo ai denti però, vista la congrega). Ci consultiamo sul da farsi. Che facciamo rientriamo e gliene diciamo quattro? Sono già le due di notte ed io (stranamente) non ho voglia di fare discussioni, tantomeno di litigare. E così ridendo amaro andiamo via.

Del resto, é stata solo l'ennesima conferma di quel che stavo per dire prima di essere interrotto dal Che Guevara Sanbenedettese: Mea Culpa, Mea Culpa, Mea Maxima Culpa. Colpa sua che si lamenta degli altri e poi non fa gli scontrini, colpa mia che me ne vado senza neanche pretenderlo. Colpa nostra che ce la prendiamo a ridere senza neanche seriamente indignarci. L'elenco delle colpe che quotidianamente ci accolliamo sarebbe sconfinato.

Il primo passo per risolvere "la crisi" (qualunque essa sia) é acquisire la consapevolezza della nostra colpa. Vano é qualsiasi tentativo di cambiamento se prima non riusciremo a capire che i colpevoli siamo noi. Siamo noi, non altri, gli unici artefici del nostro meritato ed inevitabile destino.

Buona notte

ultimissime da JFK: domani sono in Italia

venerdì, dicembre 20th, 2013

Sono a JFK in attesa di prendere un volo Alitalia verso Fiumicino.

Lo so, lo so, piuttosto che volare con Alitalia mi fare incaprettare da un rinoceronte appena uscito dal carcere ma purtroppo questa volta non ho potuto fare altrimenti perché i voli Lufthansa che facevo un tempo sono spariti. E' impressionante quanto siano limitate le possibilità che ci sono per volare da e verso l'Italia... Una volta c'era addirittura un volo Pescara-New York, ora invece sei fortunato se riesci ad arrivare a Roma in tempi ragionevoli e all'orario che dici tu.

Vista la rimpatriata in questi giorni mi sono aggiornato un po' più del solito sulla situazione Italiana. Ho seguito l'evolversi della protesta dei "forconi", di cui condivido le premesse (nel paese si sta malissimo, siamo alla canna del gas) ma non le conclusioni (colpa dei politici perciò tutti a casa, problema risolto).

Il problema vero dei forconi, ma anche di noi Italiani medi in generale, é la tendenza innata che abbiamo nello scaricare sugli altri le colpe. Fateci caso: usiamo sempre la seconda persona plurale, quasi mai la prima. Infatti, sono sempre gli altri quelli rei di non aver fatto o non fatto, sono sempre gli altri quelli che hanno rubato, rovinato o distrutto. Se in Italia tutto va a puttane la colpa non é mica nostra, di noi Italiani. La colpa é loro!... Chi siano "loro" non si sa, non ha neanche importanza. L'importante é che non si pensi neanche per un secondo che forse alla fine abbiamo esattamente e soltanto quello che ci meritiamo, ne più ne meno.
Per il resto, la sapete come la penso: M5S o astensione.

Un'altra cosa che mi ha colpito molto é la vicenda del Prof. Vannoni, il cosidetto caso Stamina. La mia opinione é che si tratti di una truffa oppure - nella migliore delle ipotesi - di un caso di autosuggestione collettiva. Quello che però in casi come questo mi manda in bestia é la dualità delle istituzioni, la loro ambiguità, la tendenza a non risolvere mai in maniera definitiva un problema. Da una parte il Ministero che non si capisce cosa cazzo dica, dall'altra un Ospedale che fornisce questa cura, nel mezzo la Giustizia che stabilisce quali cure sono valide e quali no. Veramente roba da matti...
Io credo che nel giro di massimo un mese si sarebbe dovuti arrivare ad una conclusione definitiva: Vannoni é un genio della medicina? Bene, cure per tutti, premio Nobel e Santo subito. Vannoni é invece un truffatore? Male, anzi malissimo! Manette per lui e gli altri e fine della questione.
Ed invece, polemiche su polemiche, proteste, tutto sulla pelle di gente disperata e disposta ad appigliarsi a tutto.

Comunque, rimarrò fino ad inizio Gennaio, cosa che per gli standard Americani é una bellissima vacanza, quasi strepitosa direi. Oltre alle visite di routine non ho nulla di particolare in programma, tra l'altro non ho più neanche una automobile mia perché qualche mese fa l'ho venduta.

Vi saluto.

P.S.
Domani finalmente si mangia

 

Attenzione a quei visti un po’ fru fru

mercoledì, dicembre 18th, 2013

Avete letto la storia del vice console generale dell'India a New York (e che console! direi quasi una consolle...) che nel tentativo di far entrare negli USA una collaboratrice domestica Indiana  é stata arrestata con l'accusa di frode e traffico di esseri umani?

Hai capito l'arietta che tira qui in materia di immigration? Questa qua é console e giustamente (dal suo punto di vista) si voleva portare dall'India la bambinaia per la figlia. E come si fa col visto? E che problema c'é... compili due moduli qui, scrivi quattro puttanate li e via. Che sarà mai... Ho come la sensazione che questa prima di essere assegnata a New York stesse al consolato di Milano.

Tra l'altro in carcere pare l'abbiamo perquisita, denudata, ispezionata ed interrogata. E che ti credevi che ti portavano all'Hilton dopo l'arresto? Ora l'India sta scatendando un inferno a livello diplomatico perché si tratta pur sempre di un console mica pizza e fichi. Comunque, é sempre consigliabile non cacare il cazzo (termine tecnico giuridico) alle autorità Americane perché se ti prendono poi fanno sul serio. Un console che va in carcere per un cencio di visto fasullo... Roba da matti eh, eppure qui si può.

La Cittadinanza é importante

mercoledì, dicembre 4th, 2013

Sempre per la serie "Cittadianza Italiana VS Cittadiana Americana", torno a raccontarvi un aneddoto secondo me particolare che riguarda il papà dei miei amici in Pennsylvania.

Immaginatevi il Sig. Primo, muratore Italo-Americano sessantenne, baffo prorompente, uno capace di costruire caminetti in pietra lavorando quotidianamente sottozero, uno che l'America l'ha costruita letteralmente e con le proprie mani.

Ebbene, il Sig. Primo é anche un Italianista convinto. Lui - a differenza di tutto il resto della famiglia - dopo quarant'anni di carta verde si sente ancora un Italiano a tutto tondo e assolutamente non vuol sentir neanche parlare di naturalizzazione. "Che cosa?!? Io Cittadino Americano? MAI E POI MAI! Io sono Italiano, e a me gli Americani non mi possono neanche fare il vento col cappello..." dice convinto.

Ora però, quasi pensionato, Primo si concede sempre più spesso dei viaggi di piacere in Italia in previsione del suo rientro definitivo. Nessuno crede che alla fine tornerà davvero in patria ma a lui piace ribadirlo con forza. Staremo a vedere... Quel che é certo però, é che tornare a casa anche soltanto per dei brevi periodi può creargli dei problemi, il primo dei quali si é già manifestato.

Durante l'ultimo suo ingresso, il Sig. Primo si é trovato infatti alle prese con un giovane addetto che gli ha freddamente fatto presente che chi ha la carta verde non può allontanarsi e basta. Non solo ma é stato anche ammonito: se continua così la carta verde la perderà definitivamente a prescindere da quanto vive in America, da quante case, quanti figli o quanti dipendenti egli abbia.
Il Sig. Primo si é incazzato ma ovviamente non ha proferito parola perché "non sia mai fai del casino é possibile che ti rimandino a casa per davvero...".

Ma se davvero il Sig. Primo tornasse sui suoi passi, beh ci sarebbero almeno due o tre problemini da considerare:

1) gli Stati Uniti ti pagano la pensione da non-Cittadino se e solo se vivi negli USA. Vivendo in Italia questa verrebbe prima trasferita all'INPS e poi riscossa come fanno tutti gli altri Italiani. Poi chissà, tra 2 o 3 anni fanno un bel tetto sulle pensioni d'oro, o magari l'Italia esce dall'Euro, o magari lo stato Italiano fallisce... (good luck with that!).
2) Da qualche anno a questa parte il Cittadino Italiano residente in Italia che possiede dei beni immobili all'Estero é tenuto a pagarci le tasse anche in Italia. Si parla dello 0.7% 0.8% annui eh, non bruscolini.
3) Una volta persa la CV, se venisse voglia di rientrare in America per oltre tre mesi bisogna necessariamente richiedere un visto, cosa (credetemi) tutt'altro che facile o scontata. In alternativa, rientrare frequentemente per meno di tre mesi alla volta può portare all'espulsione o a conseguenze imprevedibili.

Morale della favola: la Cittadinanza é importante. Il giorno stesso in cui prendessi la CV metterei già sul calendario la data in cui inoltrare domanda per diventare Cittadino. In realtà a me non mi importa della carta verde, io proprio voglio diventare Cittadinoooooo. Che festa che farei: fuochi artificali, bunga-bunga, la banda coi tamburi, porchette per la strada, bottiglie di champagne a mitraglia... Mi faccio un tatuaggio in petto con su scritto "E MO SUCATEMELO"... magari oh... non mi ci fate pensare va

Ciao!