Archive for gennaio, 2014

L’America, i suoi visti ed il caso dei cuochi di Macerata

venerdì, gennaio 31st, 2014

Oggi é una brutta giornata e così per evitare di pensare scrivo un pezzettino...

E' vero o non é vero che nel nostro paese gli immigrati clandestini posso arrivare, studiare gratis e poi diventare anche ministri? E' una normale no? Sarà così anche in tutto il resto del mondo, giusto? Sbagliato!

Credo abbiamo ormai imparato la lezione anche Jonathan Papapietro e Gloria Lattanzi, gli sventurati protagonisti di una storiella niente male segnalatami segnalatami dall'amico Micheal.

Ma veniamo ai fatti. Da un articolo de Il Resto del Carlino:

papapietro

Il resto del pezzo é interessante e, se pur amaramente, fa sorridere per diversi motivi. Questi due giovanotti, secondo la loro versione, si presentano a New York con "il visto sbagliato". Poi, senza alcun motivo, vengono "arrestati" e rispediti a casa. E si meravigliano pure...

Visto che apparentemente la confusione regna sovrana, credo sia opportuno fare un richiamino in materia di visti.

I due Maceratesi non erano provvisti di nessun visto: ne di tipo turistico tantomeno di tipo lavorativo. Avevano invece un waiver (un sostitutivo, diciamo...) che funziona così: negli anni che furono gli USA, l'Italia ed altri paesi dell'Area Atlantica si sono accorti che far fare il visto ai turisti che visitavano i paesi delle controparti era diventato controproducente. Si sono detti: "bene o male siamo tutti paesi ricchi, bene o male tutti abbiamo sto grosso giro di turisti reciproci. Che ne dite se da oggi in poi io faccio entrare da me i tuoi e tu fai entrare da te i miei senza troppe complicazioni?"
Affare fatto! Da quel momento in poi gli Italiani hanno cominciato ad entrare in America senza nessun visto, e così gli Americani in Italia.

Ma solo i turisti però! I lavoratori non c'entravano un cazzo di niente con quell'accordo. E anzi, come ricordato recentemente dal ministro Americano preposto in una commissione durante la stesura della proposta di legge sull'immigrazione, oggi non esiste nessun tipo visto lavorativo per chi voglia fare lavori a bassa specializzazione.

Mi pare opportuno aprire una piccola parentesi sull'ESTA. Si tratta forse di un visto? Ovviamente NO, non é un visto neanche quello.
Negli ultimi anni gli USA si sono accorti che alcuni dei paesi con cui avevano contratto l'accordo (leggi Italia) si ostinavano nel far arrivare in frontiera dei soggetti che poi puntualmente venivano rispediti a casa perché palesemente indesiderabili. Mi riferisco soprattutto a persone già espulse in precedenza, o ad altre che presentano problemi di sicurezza.
Che fare allora? Anziché rimandarli a casa (con tutte le spese derivanti) queste persone vengono trattenute direttamente al momento di richiedere online l'ESTA. Come a dire: inutile che spendi i soldi per il biglietto perché sappiamo già che non ti faremo entrare in nessun caso. 

Tornando a bomba (quanto mi piace questa espressione...) agli occhi delle autorità Americane i due ragazzi erano colpevoli oltre che di entrare illegalmente nel paese quantomeno anche di una mistificazione: facendo finta di essere turisti, essi volevano cominciare a lavorare ed i lavoratori - udite udite - in America non possono entrare.

L’Europa é finita: parola della Commissione Europea.

domenica, gennaio 26th, 2014

Probabilmente negli ultimi mesi vi potrebbe essere capitato di imbattervi in Paolo Barnard, un giornalista di cui vi avevo parlato (a piu riprese) quando ancora non andava in televisione a "la gabbia" di Paragone su la7.

Barnard é una persona intellettualmente intransigente. Studia come un maniaco ed é preparatissimo sugli argomenti di cui parla. E' uno tosto insomma, sempre interessante da ascoltare.
Ultimamente si é dedicato anima e corpo alla Modern Monetary Theory, una teoria economica che secondo Barnard sarebbe la soluzione ideale di tutti i problemi che abbiamo. Io non sono d'accordo su tutto quel che Barnard propone, ma non é questo il punto. Il punto é che in una delle sue ultime apparizioni televisive ha nominato un recente documento della Commissione Europea secondo cui si prevede che entro il 2023 il rapporto del tenore dei cittadini Europei rispetto a quelli Americani sarà peggiore a quello che fu nel 1965.

Mi sono incuriosito e così sono andato a cercarlo. Questo é l'indice, mentre questa é la parte citata. Ecco cosa c'é scritto nel passaggio saliente (la traduzione é mia):

Se si considerano valide le previsioni alla base di questo scenario, l'area Euro finirà nel 2023 con un tenore di vita relativo a quello degli Stati Uniti inferiore a quello che fu nella metà degli anni '60. Se questo si avvererà, nel 2023 lo standard di vita Europeo (PIL potenziale pro-capite) sarebbe pari soltanto al 60% di quello Americano.

Avete capito di cosa stiamo parlando o no? Non mimì e bubù bensì quelli della Commissione Europea prevedono che già tra 10 anni il tenore di vita Europeo sarà circa la metà di quello Americano. Quasi la metà! Roba da matti eh...

Queste le previsioni della Commissione, ora passiamo alle mie.

Personalmente credo che non ha senso fare confronti a lungo termine con gli USA semplicemente perché credo che tra 10 anni l'Europa e l'Euro non esisteranno più.
Prima di tutto in Francia, poi in UK ed infine anche in Germania le forze politiche anti-Europeiste diventeranno così forti da chiedere ed ottenere la secessione. Per innescare la rottura totale basterebbe anche uno soltanto di questi tre paesi. Il resto verrebbe da se.

Sempre secondo la mia visione distopica, successivamente a questi eventi la situazione Italiana potrebbe diventare talmente grave da ricordare quella di alcuni paesi Est Europei subito dopo la fine dell'Unione Sovietica: enormi prigioni da cui milioni di persone vorrebbero allontanarsi, ma a cui viene impedito di farlo.

Andrà a finire così? Io spero di no, comunque non ci dormo già la notte. Se sento l'inno di Mameli tremo.

Ciao

 

Il mio Sabato pomeriggio

sabato, gennaio 25th, 2014

Allora,

fuori nevica. Freddo a catena. Stamattina sono andato in banca a contare gli spicci (ormai l'unico motivo per cui vado in banca), poi sono stato alle poste, da UPS, in lavanderia  per le camicie, al baretto per un bel the ed una pasta (di merda).

Ora sono qui a casa, in venti metri c'é un filo di propagazione e ogni tanto in JT65 con cinquanta Watt esce fuori uno spot dal Giappone, dall'Australia, dal Sud Africa. In sottofondo le colonne sonore di tutti i cartoni animati degli anni '80 (a furia di sentirle oramai le ha imparate a memoria anche la mia ragazza, che é di Pechino!).

Ecco il Venezuela. Gli rispondiamo al Venezuela? Ma si va... baaam! Beccati sta frustata. Secondo me sul tetto sto sciogliendo la neve in questo momento.

Una delle cose che mi piace della radio - tra le tante - é che almeno in quell'ambito legalmente parlando sono Americano a tutti gli affetti.  Uno di loro, soggetto agli stessi diritti ed alle stesse regole.   Sulla licenza non c'é scritto mica "TEMP VISITOR" e nessuno può, in nessun modo, accorgersi di alcuna differenza. Bellissima sensazione!

Io questo voglio, sono contento così. Se avessi risorse illimitate non comprerei mica una Lamborghini. Non farei cose da pazzi. Mi basta poco. Questo é il mio sogno Americano.
Grande paese ragazzi... grandissimo. Non é il paradiso eh... sia chiaro. Eppure per chi come il sottoscritto si sente un cane sciolto penso sia il top.

Comunque vada a finire per me - e potrebbe finire molto male molto presto - non potrei mai nutrire sentimenti di ostilità nei confronti degli USA. Solo ammirazione.

Il Venezuela alla fine ha risposto, avanti un altro...

Ciao (e 73!)

QTH Starbucks

mercoledì, gennaio 22nd, 2014

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Secondo voi si era mai visto uno che si porta una radio ed una antenna e trasmette da dentro uno Starbucks? Fino a due giorni fa secondo me no...

Vi ricordate l'appuntamento col radioamatore vicino di casa? Ci siamo visti per l'appunto in uno Starbucks sulla prima avenue. Inizialmente io non avevo neanche idea di quanti anni avesse. Ci eravamo sentiti in telegrafia eh... roba da 1800 altro che Facebook.

E' andata a finire che siamo quasi coetanei, entrambi provenienti da un altro paese, lui é sposato io convivo, quasi colleghi. Non ci eravamo mai visti (ne parlati) prima di quel momento eppure era come se ci conoscessimo da sempre.

Senza che ci mettessimo d'accordo lui ha portato uno zaino pieno di tasti telegrafici, io invece una valigetta con dentro un kit HF completo e pronto a trasmettere.

Prima di andare via uno dei tasti me lo ha anche regalato! Il valore é più che altro simbolico ma sono rimasto colpito ugualmente. Una persona che non conosci e che non hai mai visto prima ti fa un regalo qui non é cosa sa poco. Siamo a Manhattan eh... dove é anche possibile che se muori all'improvviso dopo dieci minuti é come se non fosse successo niente.

Queste sono le cose che mi mandano ai matti

martedì, gennaio 21st, 2014

Di recente Delta Airlines ha ristrutturato interamente il proprio terminal a La Guardia facendo, a mio avviso, un lavoretto come si deve. Questa estate rimasi talmente colpito che feci appositamente delle fotografie. Eccone una:

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Notate gli iPad sul bancone del bar? Ce ne sono altri sui tavoli, altri ancora sui divanetti. iPad a 360 gradi insomma... a dozzine. Uno si siede, prende un caffé e mentre aspetta l'aereo si legge il giornale o magari fa un sudoku, un solitario, che ne so... E' una bellissima idea! Ma che bravi questi di Delta...

Altra idea: ma perché non lo facciamo anche in un locale in Italia?

Ebbene, c'é chi ci ha già pensato.  Il proprietario di "Gina la Piadina", una nota Piadineria di Asti, ha avuto la brillante idea di mettere nel suo negozio quattro iPad gratuitamente fruibili dagli avventori del suo locale. Uno mentre mangia la piadina può usare l'iPad... una figata pazzesca! E' anche meglio della Delta perché mentre al Terminal mangi solo della merda ad Asti invece ci sono salumi e formaggi di prima... Na roba da capogiro insomma... dieci e lode!

Ora, uno si immaginerebbe che un commerciante così avanti e così brillante venga premiato. Indovinate cosa gli succede:

Imprenditore dell'anno? No....
Medaglia d'oro al valor civile? Nooooo...
Cavaliere del Lavoro? Noooooooooo....
Laurea honoris causa in Economia? Nooooooooooooooo....

e cosa allora?

Arriva la finanza, gli sequestrano gli iPad e gli fanno 5300 Euro di multa. Motivo? Non erano apposte le autorizzazioni e le targhette identificative del caso. Non é uno scherzo eh, E' tutto vero. Pare che chi voglia tenere un iPad dentro un bar deve chiedere lo stesso permesso che serve per tenere una macchinetta del videopoker.

A questo punto io mi chiedo: l'Italia é un paese in cui vive ancora anche gente normale oppure ci sono rimasti solo dei vecchi rincoglioniti statali e parastatali? Come cazzo é possibile che uno prenda una multa da 5300 Euro per un cazzo di iPad??? Ma stiamo scherzando? Queste cose a mi mandano ai matti...

Se torno in Italia vado in galera sicuro al 100%

New York in Morse

domenica, gennaio 19th, 2014

Ultimamente mi sono rimesso a fare telegrafia. Siamo tornati ai tempi di Marconi, del Titanic che fa SOS...

E' difficile ma da soddisfazione. E' un rituale, una tradizione vecchia di secoli. Quando vai in giro con la radio nessuno capisce mai di cosa si tratta: Radioamatore che? ...e che fai trasmetti?!? E perché mai? Ma non c'é già Internet? Se però tiri fuori il tasto e fai sentire due note di telegrafia tutti capiscono immediatamente e la cosa diventa lampante: ahhhh il codice Morse! Mio nonno / il mio vicino di casa / mio cugino lo faceva anche lui sotto le armi. Ancora si fa? Ma che bello... 

Stanotte ero sui 7Mhz che spazzolavo la banda quando sento uno che chiama in telegrafia e così rispondo. Per coincidenza anche lui stava a New York, anzi a Manhattan sulla 75esima strada nell'Upper East Side. Praticamente a circa 1Km da dove mi trovo io...
Esce fuori una comunicazione sudatissima, decisamente atipica ed irrituale, ricca di errori e di ripetizioni. Ma vi immaginate la sfida? Il paradosso di comunicare all'interno della città di New York in Morse quando tutti gli altri lo fanno in LTE? E quasi rivoluzionario direi!

Ma che antenna hai? Di quanti piani é il tuo palazzo? Cose di questo genere... il tutto condito da abbreviazioni e da formalità imposte dalla legge ed infine scandito in una serie di punti e di linee che si susseguono nel silenzio nell'etere Newyorchese. E' poesia...

Domani ci incontriamo in uno Starbucks. E' la prima volta che incontro un altro Radioamatore a New York, anzi in America! E non ci ho mai neanche parlato! Non vedo l'ora

Buona notte

Le cimici dell’NSA

giovedì, gennaio 16th, 2014

Quando si parla di cimici io sono un esperto mondiale... questo lo sapevate già. Oggi però non parliamo di cimici del materasso bensì di quelle dell'NSA.

Stasera ero a Boston che facevo cena da solo in una tavernetta e così mentre mangiavo un hamburger mi sono messo a leggere un paio di cose circa uno degli ultimi leaks  rilasciati da Snowden e compagnia bella.

Secondo la stampa l'NSA istallerebbe dentro computer e telefoni venduti in giro per il mondo dei piccoli "trasmettitori" che permetterebbero alla stessa di spiare facendolo anche via radio anziché, come normalmente accade, via Internet.

Ma come sarebbe possibile istallare un trasmettitore in grado di coprire Km di distanza all'interno di una chiavetta USB o del cavo di un monitor?
E come diavolo farebbero quelli dell'NSA a costruire dei trasmettori così piccoli, così incredibilmente stealth ed allo stesso tempo così efficienti?
Possibile che nessuno se ne sia accorto fino ad oggi?

Sempre ammesso che il materiale rilasciato sia genuino, la risposta a queste domande sarebbe sorprendente:  l'NSA non userebbe dei normali trasmettitori bensì dei retro-riflettori radar.

Funziona così: nel cavetto del monitor  di un possibile target viene istallato al momento della vendita un dispositivo come questo:

ragemaster

successivamente, a qualche Km di distanza si istalla un Radar come quest'altro:

ctx4000

Il Radar, come é ovvio, continuamente trasmette e riceve segnali che vengono riflessi dagli oggetti circostanti. Quando il segnale del radar investe il retro-riflettore questo modula su di esso l'informazione da trasferire (che nell'esempio specifico é un canale VGA).

Nel computer, insomma, non c'é nessun trasmettitore. Una tradizionale operazione di bonifica risulterebbe essere totalmente inefficace. Il riflettore, inoltre, non dovendo trasmettere alcunché risulta essere piccolissimo e a bassissimo consumo tanto che le batterie - quando necessarie - durano mesi se non addirittura anni.

Non avevo mai sentito parlare di questa particolare tecnica che, in effetti, é da considerarsi relativamente nuova (brevettata nel 1959 ma implementata solo recentemente).

Vi lascio con una chicca. Un giocattolino che mi piacerebbe un casino avere. Eccolo:

geneis

E' un normale telefonino che però contiene anche un ricetrasmettitore SDR. E questo già nel 2008! Pensate oggi che faranno con iPhone, Android, tablet ecc...

All'NSA fanno sul serio

Ciao

Conversazione sul tetto

martedì, gennaio 14th, 2014

Oggi, complici il fatto che in mattinata non lavoravo e che c'erano la bellezza di una decina di gradi, ho colto l'occasione per istallare un balun sull'antenna.

Mi ha aiutato, come al solito, il "super" del palazzo (per chi si fosse perso le puntate precedenti il super é una specie di addetto alla manutenzione che vive nel palazzo stesso).
Un signore alto e magro, pacato, sui sessanta. E' Rumeno, ha una passione per i cappelli tipo cowboy, e - a giudicare dalle T-Shirt - anche per l'Australia.

Dai che vi ho già parlato di lui... Venne qui come rifugiato politico ai tempi di Ceausescu assieme alla moglie, una signora distinta che ha l'aria di essere più giovane di lui di 15 anni.

Comunque, eravamo sul tetto. Lui reggeva la scala, io facevo delle misure ed armeggiavo coi cavi quando abbiamo cominciato a parlare del più e del meno.

Lui: Come hai trovato la situazione in Italia?
Io: Pessima. Peggio del peggio. (E che vi aspettavate da me...?)
[segue conversazione sui meriti dell'America, terra di opportunità per chi ha voglia di fare, poi...]
Io: si bella l'America, ma la carta verde é un problema quasi insormontabile. Tu almeno a suo tempo l'hai presa facilmente!
Lui: facilmente? Quando mai?!? Io per tutto il tempo sono dovuto rimanere qui senza poter tornare a casa neanche una volta. Ho rivisto mia madre soltanto dopo dieci anni. In quel periodo mia moglie era 
in preda alla disperazione e piangeva tutti i giorni.
Io: ah beh... in effetti facilmente mica tanto

Nel frattempo io da sopra la scala continuavo a lavorare. Faceva così caldo che mi sono tolto anche la giacca e sono rimasto col maglione.

Io: mi devi dire assolutamente una cosa a cui penso da tempo
Lui: dimmi
Io: cosa é successo alla signora dell'A10? Sua figlia é sparita all'improvviso... Che fine ha fatto? (Ero quasi certo che si fosse suicidata... mi sbagliavo di poco)
Lui: Well... She came home one night and said I dont feel very well, I don't feel very well... Next thing you know, she passed away my man! She passed away! 25 years old.
Io: Puttana di eva! Ora si spiegano tante cose...

Passa qualche altro minuto. L'antenna é quasi pronta. Faccio qualche misura prima di scendere per assicurarmi di non doverci ritornare e siccome sono proprio in vena di non farmi i cazzi miei insisto con le domande:

Io: E tu? Tu hai dei figli?
Lui (sconsolato): Eh io no... mia moglie non può avere figli e così non ne abbiamo mai avuti.
Io: Hai rimpianti? Ci torneresti di nuovo in America?
Lui: Certamente si. Certamente!

Poi mi ha raccontato di Frankie, un suo amico Italo Americano morto da poco che venne qui dopo la guerra. Frankie, a detta sua, In Italia aveva mangiato cibo che raccoglieva dai cassonetti mentre qui in quarant'anni di duro lavoro era riuscito a comperarsi una casa per lui oltre a due palazzine da otto appartamenti ciascuna.
Della storia il super non accettava assolutamente il figlio di questo Frankie, un ragazzo che non aveva voglia di lavorare e che potendoselo permettere non lavorava. Anzi faceva il comico... "il comico ti rendi conto? Questo nasce qua con passaporto, soldi e tutto e che fa? Il comico!" Il super furibondo per questo motivo.

Ora l'antenna va molto meglio. Ripenso alle storie che ho sentito. La signora dell'A10 (Americanissima che più Americana non si può) colpita da una tragedia del genere (a proposito, e il marito?!?) e circondata a trecentosessanta gradi da stranieri come me ed il super. Ripenso alla moglie del super senza figli che negli anni '80 piangeva perché non poteva tornare a casa, a Frankie ed a suo figlio il comico miliardario.

Sono tutte storie vere, storie che mi circondano e che che in qualche modo hanno a che fare con l'America, col dolore e con l'immigrazione.
Ti svegli una mattina e sono 7 anni che stai in America. Che flash eh...

Vi saluto. Ta ti ta ti, ta ta ti ta (chi deve capire capisce)

Ciao!

Finti invalidi a NY: uno scandalo Italiano

giovedì, gennaio 9th, 2014

In Italia il Sindaco di New York viene considerato Italiano soltanto per via del cognome che porta. 

Bene, allora mi chiedo se per lo stesso motivo sarebbero da considerare Italiani anche tre dei cinque organizzatori della grande truffa al sistema delle pensioni di invalidità, e se lo sono anche gli altri 33 imputati (su un totale di 106) che portano un cognome riconducibile all'Italia.

Secondo gli inquirenti, i nostri potenziali connazionali (tutti ex-poliziotti) avrebbero messo in piedi un sistema per far ottenere pensioni di invalidità ad altri colleghi compiacenti ma perfettamente sani. Alcuni si sarebbero addirittura dichiarati vittime dell'11 Settembre pur non essendo mai stati a Ground Zero, una truffa ignobile costata alla comunità diverse centinaia di milioni di dollari e perpetrata alle spalle delle vere vittime.

La cosa che mi ha impressionato é che nonostante a New York si parlino oltre 800 lingue diverse, circa un terzo di questi personaggi sembra provenire dall'Italia. Se c'é da essere orgogliosi per il Sindaco allora oggi é anche il caso di vergognarsi per questi altri.

Dubbio made in Italy

mercoledì, gennaio 8th, 2014

Non ho veramente voluto nulla di tutto questo.
Non sono qui per godermi i vantaggi dell’emigrazione
non mi godrò mai nulla fino in fondo
starò semplicemente qui, in piedi, a sudare,
a ricordarvi con la mia lontananza di avere dei rimpianti.
Per tutto quello che di bellissimo mi avete tolto.
per tutto quello che avrei potuto fare, essere, avere a casa mia.
E anche se qua andrà tutto per il meglio, non sarò mai a casa
e questa lingua non sarà mai mia, come tutte queste nuvole.
ma non ve ve fregherà nulla. Mai.
Forse un giorno.
quando le vostre città in macerie, puzzeranno di vecchio
e sentirete la mancanza di tutti i ragazzi che avete mandato via a calci.
Perchè credo sia tutta colpa vostra, di nessun altro. Nessun politico, nessun amministratore
nessun potente ha più colpa di voi. Di noi.
Perché mi sento responsabile di questa catastrofe tanto quanto lo siete voi.
È ora di ammettere che abbiamo fallito. E che il nostro mondo é crollato.
E io non sono che una scheggia andata a infrangersi da qualche altra parte.