Archive for febbraio, 2015

La Cina é tanta roba

giovedì, febbraio 26th, 2015

Mentre l'altra volta bazzicavamo la zona del centro assoluto di Pechino, stavolta siamo alloggiati in periferia all'anello 4. Per capirci, é come se a Roma dopo il primo raccordo anulare ne avessero costruito attorno un altro, e poi un altro, e poi un altro fino ad arrivare al settimo che quando verrà completato (quest'anno!) sarò lungo 940 Km.
Ci troviamo dal lato dell'aeroporto. In pratica il Queens di Pechino! Visto che ormai il Queens lo conosco palmo dopo palmo, il confronto tra la periferia Pechinese e quella Newyorkese era inevitabile.

Vi dico subito: sono molto impressionato. Positivamente impressionato!

Vi voglio raccontare un piccolo aneddoto relativo al mio visto Turistico. Questa volta appena entrato mi hanno dato una specie di I-94 Cinese in cui veniva spiegato in Inglese che qualora gli stranieri non avessero alloggiato in un Hotel essi avrebbero dovuto registrare la loro dimora presso la Polizia entro 24 ore.

Inizialmente ho avuto il sospetto che fosse una esagerazione assurda, poi però mi sono ricordato che facciamo fare la stessa identica cosa agli stranieri che vengono in Italia (io stesso l'ho fatto due volte per mia moglie) e così mi sono convinto definitivamente: se si fa anche in Italia allora senza ombra di dubbio si tratta di una esagerazione assurda che non serve ad un cazzo ma visto che da queste parti la legge é legge ci siamo subito messi in moto per provvedere.

Il quartierino del Queens Cinese ha una stazioncina di Polizia a due passi da casa. Essa si trova davanti ad una scuola elementare che appena l'ho vista ho fatto fermare la macchina per scendere a fare le foto: campi di pallone immacolati, erba verde come in Holly e Benji. Strutture nuove, luminose, moderne, colorate. Mi veniva da piangere. Neanche in America ho mai visto scuole pubbliche del genere... E siamo in periferia!
Entriamo nella stazione di Polizia. Dentro quattro agenti, tutte donne. L'ufficio é nuovo di pacca: computer ovunque, addirittura un chiosco touch screen per immettere denunce e lamentele varie in maniera anonima e automatica. Sul muro in fondo un tabellone di foto "segnaletiche" sorridenti di tutto il personale in forza alla stazione  a partire dal comandante fino all'ultimo arruolato con tanto di nome, cognome e numero di badge (meicojoni che trasparenza!!!). Dalla parte opposta un kit fotografico con camera e riflettori per (credo) fare le foto tessera da mettere sui documenti.

Molte dei cartelli erano tradotti in Inglese. Uno di essi diceva esattamente quello che serviva a me: registrazione stranieri residenti. I miei parenti ovviamente mi rappresentano e io non devo dire nulla... Oltre al mio passaporto avevamo già portato anche un certificato di proprietà della casa in cui abitiamo. Ma non basta! Visto che non si tratta di una casa singola mancava una dichiarazione dell'ufficio del management del condominio o della community di appartenenza. Puttana eva quanti cazzi... io mi ero quasi scoraggiato. Ma loro no.

Le palazzine in cui abitiamo sono una serie di costruzioni seminuove che conteranno una ventina di palazzi messi a cerchio. All'interno del cerchio c'é un enorme spazio pubblico tutto lastricato di marmo con giochi per bambini ed anche un fontanone enorme. L'intera area é recintata e si entra passando per una specie di posto di blocco. Al centro del cortile si trova il "management", luogo in cui tempo 5 minuti hanno emesso un certificato in carta semplice in cui c'é scritto in Cinese che sto vivendo qui dal tot al tot. Poi sotto hanno messo il timbro ufficiale, e cioè una stella al centro di un timbro circolare in cui tutto intorno viene specificato di quale autorità si tratta. Questo stile di timbro viene usato da tutto e da tutti, ed é sempre e solo di colore rosso.
Una volta tornati dalla Polizia le agenti hanno inserito i miei dati nel loro sistema di terminati (tutto basato su PC HP con Windows 7 e Microsoft Explorer. mah...) e mi hanno consegnato un'altra ricevuta in bianco e nero senza loghi e senza simboli, fatta eccezione per il classico timbro rosso di cui sopra. Questione risolta.

La Cina é una realtà molto, molto, molto interessante sotto diversi punti di vista., non da ultimo quello economico. Certo, per entrare a pieno titolo in questo mondo é necessario uno sforzo di adattamento culturale che oserei definire titanico ma sono certo che la ricompensa per tale sforzo sarebbe immensa.
Non nascono che sono sempre più tentato di farmi una esperienza di vita in Cina eh... Ovviamente col passaporto blu in tasca, resta inteso!

Di nuovo in Cina

lunedì, febbraio 23rd, 2015

Scrivo da JFK, col cellulare.
Sto andando in Cina per qualche giorno. Praticamente atterro, prendo una grappa Cinese e riparto...
In teoria sarei dovuto già essere arrivato ma a causa di problemi legati al visto (tanto per cambiare!) ho dovuto rimandare la partenza. Ovviamente lo scherzetto mi è costato un altro occhio ma è stata solo colpa mia per cui non mi posso lamentare...
Il Consolato Cinese è enorme. Credo che rilascino 1000-2000 visti al giorno, forse anche di più. È in una zona un pò sfigata ma è organizzato per fare grossi numeri: impiegate in tailleur col foulard abbinato, regole chiare, altissima efficienza. Per non essere da meno rispetto agli altri ti chiedono la prenotazione dell'hotel in cui starai, cosa ridicola visto che potrebbe costare appena 50$, o anche meno... la tant'è (Non ho potuto entrare come parente di una Cinese per motivi troppo lunghi da spiegare sulla tastiera di un iphone ma credetemi: la burocrazia Cinese è di gran lunga più sensata e razionale di quella nostrana).
Insomma, avendo a che fare con le autorità Cinesi la sensazione è sempre la stessa e cioè quella di un paese che a tutti i costi vuole impressionare.

Vi saluto. Prossimo post da Beijing

Sono invecchiato

lunedì, febbraio 16th, 2015

Oggi fa così freddo che le autorità hanno consigliato alla popolazione di rimanere in casa. Capita raramente...

Sia l'East River che l'Hudson hanno cominciato a congelare in superficie. Certo non é che ci puoi camminare sopra facendo una bella passeggiata da Astoria al New Jersey, però vedere passare dei lastroni di ghiaccio sotto il ponte di Brooklyn fa sempre un certo effetto.

Io ho tirato fuori un passamontagna sintetico nero di quelli che si usano in montagna per andare a sciare. Nonostante ciò un freddo brutale,  doloroso. In questo momento ci sono -16 gradi ma quel che é peggio é sicuramente il vento gelido che tira da giorni.  Quand'é così effettivamente é dura ma ormai per me, fa parte del gioco: si resiste e alla fine si apprezza di la primavera quando finalmente arriverà.

Ma veniamo al dunque.

Si dirà: "ma come, una volta su sto blog alzavi polveroni tali che ti citava l'Espresso, ti intervistavano alla Zanzara, ti arrivano minacce di ripercussioni legali gravissime e te ne fregavi, ti visitava regolarmente la Digos... e ora invece stai qui a parlarci del freddo a NY? Ma che ti sei rincoglionito???"

Ebbene non é che mi sono rincoglionito... é che sono semplicemente invecchiato.
Qualche anno fa io cercavo attivamente questioni spinose su cui discutere con chiunque. Le cercavo ovunque e ovviamente - in Italia non é difficile per niente - ne trovavo ovunque. Oggi non é più così e anzi quand'anche se ne presentasse una in maniera lampante farei di tutto per non vederla. Magari poi la vedo lo stesso ma probabilmente non ci penso. Di sicuro non ne parlo con nessuno... figuriamoci scriverne!

Comunque, anche se non credo interessi a nessuno, ci tengo a farvi sapere che ho passato il weekend da solo in casa (la moglie é fuori sede...) a programmare in C. Belin non lo facevo da 15 anni eh... Or ora ho un segmentation fault che mi sta facendo impazzire: non a caso ho fatto quasi le 2 di notte e ancora non sono riuscito a risolvere.

Ciao!

Chiudo il conto

domenica, febbraio 8th, 2015

Stasera, rientrando verso casa dalla lavanderia, ho incontrato la signora del primo piano. Mi riferisco alla signora che sa tutto di tutti, quella di cui ho scritto già diverse volte (personaggio molto caratteristico...). Mi ferma, io mi tolgo le cuffie, e lei fa: me lo lasci un autografo? Io pensavo stesse raccogliendo delle firme per chissà quale protesta, e invece no! Sorridendo spiega: si perché ormai sei famoso... ti ho visto in TV!
Si riferiva alla mia apparizione al telegiornale. Hahahahahaha incredibile che proprio lei ci fosse capitata! Chissà se qualcun altro mi ha riconosciuto?...

Ma veniamo al dunque.

Oggi mi sono deciso a chiudere il mio conto corrente Italiano con Fineco.
Fui probabilmente uno dei primi clienti di Fineco (era il 2000!) e sicuramente il primo ad aprirlo all'ufficio Postale Centrale di Bologna. All'epoca, infatti, esistevano 3 metodi per aprire il conto: andare di persona presso non so qualche banca dell'Emilia Romagna, far venire a casa un loro rappresentante oppure stampare dei moduli e poi andare a firmarli alle poste alla presenza di non so quale ufficiale preposto. Io scelsi la terza opzione e - ovviamente - successe un gran casino perché nessuno degli impiegati capiva ne sapeva cosa volessi. Se ne dovette occupare il direttore in persona... nientemeno. Alla fine però il conto fu aperto e me lo ritrovo ancora oggi.

Ho deciso di chiuderlo per i seguenti motivi:

1) La carta di credito di Fineco non funziona bene all'estero. Essa funziona come dovrebbe se e solo se prima fai disattivare qualsiasi forma di protezione nei confronti di truffe, clonazioni ecc. Ridicolo.
2) La carta mi é scaduta, ma nessuno se ne é accorto. Sul sito risulta una carta attiva, ma nessuno sa dirmi se é stata spedita o meno, se é attiva o meno. Decisamente inquietante.
3) Il conto non lo uso dal 2007 eppure continuo a pagare il canone. Ingiusto.
4) Per effettuare disposizioni da migliaia e migliaia di Euro bastano una telefonata ed una password da 8 caratteri numerici (ne chiedono solo 2). Per chiudere il conto invece servono una Raccomandata A/R e 30 giorni di tempo. Molto Italiano.
5) Mi dicono che essere disoccupati ed avere un conto corrente in Italia con dei soldi dentro può comportare controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate. Visto che già una volta mi sono salvato per miracolo da un processo totalmente non necessario al giudice tributario, vorrei evitare un secondo round. Kafka.

Insomma basta, chiudo, taglio un altro ponte col passato. Ovviamente non spedirò la lettera raccomandata perché il luogo in cui vivo mi impedisce di farlo. Non mi sto riferendo agli USA eh... mi riferisco al ventunesimo secolo! Nel ventunesimo secolo infatti contratti di lavoro, offerte immobiliari, dichiarazioni dei redditi ed altri documenti di questo calibro vengono inoltrati e "firmati" con un click. E' già tanto che la spedirò posta semplice.

Poi chissenefrega... se mai dovessi tornare riapro il conto al BancoPosta! Hahahahahahh ahahah ahahahahah! Col cazzo. Piuttosto metterei i soldi sotto al materasso. Se c'é una cosa che mi manda ai matti sono le Poste e soprattutto il BancoPosta. "BancoPosta"... già solo a pronunciare il nome mi viene un prurito tipo bedbugs.  Mi sto toccando i c******i.
Vi saluto va...

Ciao

Scoppi, metro evacuata, apparizione sul telegiornale: a New York il buongiorno si vede dal mattino

mercoledì, febbraio 4th, 2015

Stamattina, come ogni mattina, aspettavo la metro ad Astoria per andare a lavorare.
Faceva un freddo bestiale e non avevano spalato la neve sulla piattaforma (dalle mie parti la metropolitana é aerea, non sotterranea) e così mentre aspettavo ho approfittato per segnalare la cosa su Twitter.

Arriva prima un N, pieno pieno. A seguire da lontano vedo un altro treno, un Q, e così decido di salire sul successivo che - come prevedevo - era praticamente vuoto. Così mi siedo comodamente, metto la borsa di pelle sullo ginocchia e sopra apro il mio libro. La lettura della mattina é sicuramente l'Highlight dell'intera giornata: 25 minuti di pace, di relax assoluto. Ho letto parecchi libri da quando viaggio in metro... leggere rende piacevole l'esperienza del commuting, quasi auspicabile. In questi giorni sto leggendo il quarto ed ultimo libro dell'infinita serie "L'amica geniale" di Elena Ferrante che, per un totale di circa 1500-1700 pagine, si é rilevata una lettura sorprendentemente interessante.

Leggevo leggevo, le stazioni passavano una dietro l'altra e dopo qualche minuto - totalmente immerso nel racconto della ferrante - avevo già perso il conto del tempo. Improvvisamente la luce naturale viene sostituita da quella dei neon, dall'aria si passa all'acqua, poi alla terra: immerso nella viscere della terra il treno procedeva spedito tanto quanto la mia lettura.

Poi l'imprevisto che non ti aspetti: BOOOOM! Un boato metallico, forse uno scoppio. La testa istintivamente si alza da libro. Lo sguardo incrocia gli sguardi degli altri passeggeri, dal vagone si alza un mormorio istintivo "ohhhhhhhhhh", poi un brusio quasi impercettivile: "ma cos'é successo?", "cos'é stato?". La mia testa entra subito in modalità "CAUTION" e una serie di possibili cause vengono elaborate silenziosamente: abbiamo forse colpito qualcosa? qualcuno? Ma come é possibile visto siamo nell'ultimo vagone? Non può essere...

Pensavo pensavo e prima ancora di arrivare ad una soluzione..... "BOOOOOOOOOOOOOM!". Un secondo scoppio, più forte del primo. Nel vagone silenzio totale. Nessuno parla o dice niente. La seconda esplosione (a questo punto sono sicuro che si tratta di una esplosione) rivela altri particolari interessanti: il tunnel é inequivocabilmente colmo di fumo. La mia testa entra in modalità "MASTER WARNING" Comincio ad aspettare con impazienza che arrivi la stazione. Ma poi, dove siamo: sott'acqua (tra Quensbooro Plaza e Lex) oppure sotto terra (tra Lex e 5th)?!? Poco importa: decido che alla prossima fermata scendo... ci mancherebbe altro. I'm out of this shit! Per precauzione mi segno il numero del vagone: 9113

Aspetta aspetta e (non ci credo ancora) BAAAAAAAAAAM! Questa volta il flash dell'esplosione é anche visibile sul lato destro del treno. La mia testa entra in modalità "M#######A A ###!". Passano altri interminabili secondi e finalmente arriva la stazione. Esco al volo e assieme a me tutti gli altri. Mi ritrovo a fare le scale in salite due alla volta, tutto intorno gente che usciva con la stessa celerità.
Eravamo alla Fifth Avenue. Salendo pensavo: c'é il booth dell'MTA alla fifth? Mi pare di si... quindi é mio dovere avvisare.

Arrivo al booth e busso sul vetro. Dentro due dipendenti assonnati, uno dei due mi risponde facendo lo sguardo come a dire "mo che vuoi... ci siamo alzati adesso... calma no?". Io gli dico laconicamente "<em>something explode in the manhattan bound tunnel, three explosions, there is plenty of smoke, car 9113</em>". Questo lì per li non reagisce. Poi dietro di me sento altre due tre persone confermare la mia ricostruzione: Yes yes, something exploded... yes in the Q train. A quel punto l'annoiato dipendente MTA si riveste d'autorità, inforca la pettorina arancione e gialla, da disposizioni al suo collega e comincia a gridare: out out out! everybody out! e scende giù verso il tunnel.

A quel punto io ho fatto tutto quello che c'era da fare, tranne l'ultima cosa: Twitter. E così twitto questo:

Faceva un freddo cane ed ero alla sessantesima strada sulla quinta. Non rimaneva che risolvere l'ultimo problema: come diavolo fare ad arrivare in ufficio in orario? Ipotesi Taxi subito scartata... troppo traffico. Opto così per l'opzione di raggiungere a piedi una linea alternativa sperando di trovarla ancora attiva.

Nonostante il freddo pungente la scelta si rivela azzeccata: arrivo in ufficio giusto in tempo per cominciare a ricevere i primi contatti di due giornalisti che volevano informazioni e domandavano se avevo fatto delle foto o dei video. Uno dei due mi chiede se mi va di fare una intervista per il telegiornale. Accetto. Tempo 15 minuti e arriva il classico camioncino delle News, quello con tutte le antenne sul tetto.

Al telegiornale di mezzogiorno mandano in onda l'intervista. Eccola (minuto 1.35):

Io non mi ero preparato assolutamente: barba lunga, capello non rasato, abbigliamento da Fantozzi made in USA e soprattutto ciancicavo una gingomma come il peggiore dei super grezzi. Del resto non é che ti avvisano il giorno in cui andrai a finire sul telegiornale... e poi ero ancora sotto shock, che volete? Vorrei vedere voi passare da Elena Ferrero alla corsa per la vita alle nove e trenta del mattino.

Comunque, i vigili del fuoco hanno spento il piccolo incendio e la Polizia ha indagato nel tunnel per circa 90 minuti. Non so cosa hanno scoperto... quali possano essere state le cause degli scoppi. Personalmente, col senno del poi, credo che la causa sia stata in qualche modo elettrica: forse un corto circuito sul terzo binario (quello che porta la tensione)? Forse un difetto dell'impianto di illuminazione che ha causato lo scoppio di alcune lampade allo iodio? Non lo so... Forse non lo saprò mai.

Comunque bello spavento eh... decisamente una mattinata da ricordare.

Epidemia di Measles negli USA

lunedì, febbraio 2nd, 2015

Dovete sapere che in America c'é una epidemia terribile. Si parla già di cento casi in California, le autorità stanno contattando oltre 1000 persone per verificare se sono state contagiate. Panico! Se ne parla in tutti i telegiornali, tutti i giorni. Addirittura Obama in persona si é raccomandato pubblicamente per far vaccinare tutti i bambini.

Non stiamo parlando di Ebola... bensì di Measles. Cos'é Measles? Siete pronti? Andate a vedere allora...

Giuro che la prima volta che ho tradotto Measles dall'Inglese all'Italiano non credevo ai miei occhi. Tutto sto rumore per il morbillo?!? Io l'ho pure avuto, e così quasi tutti i bambini della mia classe, ai tempi. Avere il morbillo era come avere gli orecchioni e la varicella: normale routine. Solo ora scopro di  essere scampato ad una malattia terribile, di essere vivo per miracolo.

I numeri dicono che esso é il virus che causa più morti nel mondo e che per ogni 1000 bambini che lo contraggono, 1 o 2 muoiono. Ma vale lo stesso per l'influenza, o mi sbaglio? Scherzi a parte: é cambiata la medicina oppure é cambiato il morbillo? Veramente sono scampato ad una malattia mortale senza neanche essermene reso conto?

Illuminatemi voi

Ciao