Archive for marzo, 2015

Filosofia del rifiuto

domenica, marzo 22nd, 2015

Preferire sempre di no. Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, [...]. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata. Rispondere: no. [...]. Non preferire niente. Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo. Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. [...]. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo.

Ennio Flaiano

Le Iene

mercoledì, marzo 18th, 2015

Stasera sono andato a salutare er Patrice. Abitiamo a poche centinaia di metri e mi faceva molto piacere sapere che se mai fosse servito avrei potuto chiamare un amico a darmi una mano.
Ma anche solo per parlare, una risata, un consiglio... Guardate che trovare un amico e trascorrerci 5-6 anni in generale a questa età non é facile, ma trovarlo a NY é veramente una impresa. Passare da tanti a tanti meno uno é un conto, passare da uno a zero é un altro... Una serata decisamente amara.

Ma veniamo a noi.

Vi sembrerà incredibile eppure fino a poco fa non avevo mai visto un servizio delle iene. Una puntata intera tutt'ora non l'ho vista mai. Se mi chiedete chi conduce - o chi abbia condotto in passato - la mia risposta é che non lo so assolutamente. Proprio non ne ho idea.
Bene, avete presente quel film in cui Nanni Moretti va a Lipari e mentre sta su un traghetto un suo amico vede per la prima volta una telenovela e così si ossessiona e comincia a guardale continuamente?
A me é successa in questi giorni la stessa cosa con le iene. Sto facendo in binge-watching delle iene da paura... a catena. Ma tipo: ancora un'altra poi vado, ancora un'altra e poi vado... e si fanno le due del mattino! I miei preferiti sono Golia ma sopratutto Lucci. Lucci mi fa morire dal ridere, é un genio.

Guardare le iene per me é molto importante mi rinfresca la memoria su aspetti della vita quotidiana che per voi forse sono rimasti scontati mentre per me ultimamente lo sono diventati un pò meno.
Se si guarda l'Italia da una certa distanza (sia fisica che temporale) la cosa che fa più impressione sono l'impunità e l'assuefazione che la gente ha sviluppato nei confronti di essa.
C'é gente che ritrovi a truffare puntata dopo puntata, anno dopo anno. Non solo non finiscono in galera, ma il fatto stesso che questi possano continuare a fare quello che fanno é diventato un fatto tollerabile, un caso della vita con cui si é costretti a dover fare i conti.

Qui esistono dei programmi di denuncia simili alle iene. La differenza però é che nel momento in cui viene smascherato un truffatore a fine puntata escono fuori le autorità con le armi spianate a fare l'arresto davanti alle telecamere. E che si vedano bene le manette e le canne delle pistole... che servano da esempio!
Non esiste che tal di tali, reo conclamato, possa uscire in diretta nazionale senza che nessuno muova un dito per fermalo. Figuriamoci gente che in TV ci finisce due o tre volte a distanza di anni! Sarebbe semplicemente inconcepibile...

Comunque queste situazioni - anche se a debita distanza - mi diverte ammirarle.In questo periodo le mie uniche finestre aperte sull'Italia sono rimaste la zanzara di Cruciani ed i sevizi online delle iene.

Adios!

Il vero problema é il buonismo

lunedì, marzo 16th, 2015

E' una piccola stupidaggine però ve la voglio raccontare ugualmente. Tanto per...

Il fratello di un mio amico ed ex-collega Americano (anzi Americanissimo!) lavora a Wall Street e ha una montagna di soldi. Va in giro linto e pinto, ha una casa in una zona di ricchi che sembra di stare in un film.

Qualche mese fa decide di recarsi in Canada per il weekend e siccome ha una proprietà non troppo distante dal confine decide di andarci in macchina.
I Canadesi, a forza di stare a contatto con gli Americani, giustamente si sono imparati la lezione e così al confine controllano tutto e tutti. Non ci interessa se sei di Detroit o del Maine: Documenti Prego! Carte alla mano... tutti quanti punto e basta.

E infatti il nostro amico - che per motivi di privacy chiameremo col suo vero nome e cioè John - favorisce il suo ID alla Polizia Canadese (non ricordo se agli Americani serve il Passaporto, credo di no, ma poco importa ai fini di questa storia). Era già pronto a partire quando invece si sente dire: ALT! Lei non può entrare, ci segua in Commissariato (traduzione mia...)

John é incredulo: cazzo vogliono questi da me? Porto il cognome di un ex-presidente degli USA... mica cazzi! La questione però é presto chiarita: nel lontano 199x lei é stato arrestato per una lite domestica. Prima di farla entrare dobbiamo sapere come é andata a finire, perché dal computer non risulta.

Il promemoria Canadese funziona e John ora ricorda tutto: anni e anni prima, a Boston, era successo infatti che durante l'Università John e la sua fidanzata (ora ex) ebbero una discussione piuttosto accesa. I vicini si alterano e chiamano il 911. La polizia arriva, sia John sia la ragazza insistono sul fatto che si tratta di una semplice discussione animata e che nessun atto di violenza é stato commesso eppure non ci sono storie: tempo 5 minuti John viene portato via in manette.

Passata la notte in cella visto e considerato che non ci sono accuse formali, John viene rilasciato senza nessuna conseguenza. Il problema però é che nel suo file questa cosa non risulta: per via di una dimenticanza, o di un vizio di forma in esso non risulta nessuna condanna ma neppure nessun prosciogliomento. Quindi nel dubbio, niente Canada!

Ripeto: stiamo parlando di un signore di livello sociale medio-alto, ben istruito, cittadino di una nazione limitrofe che cerca di attraversare il confine verso un'altra nazione che definire amica sarebbe un eufemismo (praticamente é il 51esimo stato!). Questo signore non é pregiudicato eh... é solo che nel suo file manca qualche cosa, c'é un minimo di incertezza. E se fosse che veramente questo ha dato uno schiaffone alla ragazza? NON SIA MAI! Un rischio troppo groppo... non lo possiamo far entrare nel Canada.

Come é andata a finire? Tramite il fratello John ha dovuto chiamare le autorità Bostoniane le quali, praticamente in tempo reale, hanno ammesso l'errore e aggiornato il suo file. La cosa é immeditatamente pervenuta alle guardie di confine: nessuna condanna, anzi nessun processo. E così John é riuscito a farsi il weekend in Canada.

Vi starete chiedendo come mai vi racconto questa storia. Beh... il riferimento ad un altro paese dell'Europa medionale NON é puramente casuale.
Avete sentito la storia di Terni? Ve la riassumo io: un gentiluomo dell'Africa settentrionale approda in Italia e chiede asilo. L'asilo gli viene negato e, anziché venire espulso, questo ha la possibilità di fare ricorso. Durante il ricorso qui si attende in carcere, in Italia invece si é liberi di andare dove si vuole e così il nostro gentiluomo prende a vagare per il paese mettendo a segno diversi reati nell'area del basso marchigiano. Finalmente il ricorso viene anch'esso negato e (stranamente) questa persona viene rimpatriata con la forza.
Ma a questo signore l'Italia piace tanto e così ritorna per la seconda volta. Viene identificato correttamente e quindi a priori si scopre che oltre a non aver alcun diritto all'asilo, il nostro amico é un criminale recidivo. Eppure, miracolo Italiano, gli viene consentito di fare la domanda di asilo per la seconda volta e - udite udite - per la seconda volta viene lasciato libero di andare dove gli pare.
Indovinate come va a finire? La settimana scorsa a Terni per futili motivi il nostro amico ha ucciso un ragazzo con una bottigliata sul collo.

Il parallelo tra John ed il richiedente asilo é inevitabile. Da una parte il Canada che si rifiuta di far entrare nel suo territorio uno che forse ha dato una sberla alla ragazza (forse!). Dall'altra l'Italia che lascia libero di scorrazzare un criminale certificato perché questo deve avere la possibilità di chiedere asilo dopo che l'asilo gli é già stato negato in precedenza (tra l'altro uno che arriva su un barcone salpato dallo Stato Islamico. Tanto per gradire...)

Il problema principale dell'Italia non é la mafia. Il vero problema é il buonismo.

Ciao

Questa città é così: prendere o lasciare

lunedì, marzo 9th, 2015

Dove eravamo rimasti? Alla Cina. Bene.

Sono tornato dalla Cina e per via del fuso orario sono stato come mai mi era successo prima. Per tutta la settimana mi sono svegliato alle 3 di notte come fossero state le nove. Non c'era verso di riaddormentarsi e di conseguenza in ufficio stavo una chiavica.

Ma veniamo alla notizia BOMBA di questa settimana: l'amico Patrice lascia NY e si trasferisce a San Francisco. Col Patrice ne abbiamo passate assieme di cotte e di crude, ne abbiamo fatte di risate e rimesse di paure... insomma... é ovvio mi dispiace che se ne vada, ed anche parecchio.

Non posso certo dire che sia stato uno dei tanti compagni di merende (quelli li ho lasciati tutti in Italia) ma di sicuro é stato l'unico testimone oculare (da prospettiva privilegiata) di quel che per me é stato allo stesso tempo un periodo così terribile ed anche così formidabile.

Parliamoci chiaro: a New York - e per me soprattutto - non é facile trovare nuovi amici. Col Patrice ho condiviso praticamente tutta l'odissea dei visti, i momenti tristi ed anche quelli esaltanti.
New York é anche questo: tutto é in movimento, tutto cambia. Non fai a tempo a crearti un punto di riferimento che immancabilmente esso muta in qualcosa d'altro e allora devi ricominciare tutto d'accapo. Un altro esempio? Ancora non so esattamente quando, ne come, ma sono quasi certo che dopo 26 anni di vita in Italia e 7 anni di vita ad Astoria sarò costretto a lasciare anche quest'ultima per trasferirmi in un altro quartiere. E si riparte: altre persone, altre dinamiche, altri orizzonti.

Questa città é fatta così. Prendere o lasciare.

Di che colore é questa veste?

domenica, marzo 1st, 2015

Questa foto la devo é l'effetto ottico più incredibile che mi sia mai capitato di vedere.
La storia che ci sta dietro la spiega bene il Washington post. In soldoni si tratta di una foto scattata ad un matrimonio e che é inizialmente circolata tra alcuni degli invitati i quali non riuscivano a mettersi d'accordo sul colore del vestito fotografato. E' forse blu e nero, oppure bianco e oro? Ecco la foto:

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(CAITLIN MCNEILL/TUMBLR)

Ora alcuni di voi si chiederanno se é uno scherzo: ovviamente essa é blu e nera! O viceversa: ovviamente é bianca e oro! Ma non é uno scherzo. E' effettivamente possibile interpretare il colore della veste in entrambi i modi. Se la osservate per circa 10-15 minuti ve ne accorgerete anche voi.