Questa città é così: prendere o lasciare

Dove eravamo rimasti? Alla Cina. Bene.

Sono tornato dalla Cina e per via del fuso orario sono stato come mai mi era successo prima. Per tutta la settimana mi sono svegliato alle 3 di notte come fossero state le nove. Non c'era verso di riaddormentarsi e di conseguenza in ufficio stavo una chiavica.

Ma veniamo alla notizia BOMBA di questa settimana: l'amico Patrice lascia NY e si trasferisce a San Francisco. Col Patrice ne abbiamo passate assieme di cotte e di crude, ne abbiamo fatte di risate e rimesse di paure... insomma... é ovvio mi dispiace che se ne vada, ed anche parecchio.

Non posso certo dire che sia stato uno dei tanti compagni di merende (quelli li ho lasciati tutti in Italia) ma di sicuro é stato l'unico testimone oculare (da prospettiva privilegiata) di quel che per me é stato allo stesso tempo un periodo così terribile ed anche così formidabile.

Parliamoci chiaro: a New York - e per me soprattutto - non é facile trovare nuovi amici. Col Patrice ho condiviso praticamente tutta l'odissea dei visti, i momenti tristi ed anche quelli esaltanti.
New York é anche questo: tutto é in movimento, tutto cambia. Non fai a tempo a crearti un punto di riferimento che immancabilmente esso muta in qualcosa d'altro e allora devi ricominciare tutto d'accapo. Un altro esempio? Ancora non so esattamente quando, ne come, ma sono quasi certo che dopo 26 anni di vita in Italia e 7 anni di vita ad Astoria sarò costretto a lasciare anche quest'ultima per trasferirmi in un altro quartiere. E si riparte: altre persone, altre dinamiche, altri orizzonti.

Questa città é fatta così. Prendere o lasciare.