Archive for giugno, 2015

La grande Norvegia

giovedì, giugno 18th, 2015

Nell'Estate del 2006, sulla via per capo Nord, mi feci tutta la Norvegia in moto e rimasi talmente affascinato che promisi a me stesso prima o poi di ritornarci. Domani ci torno.

Ve lo dico subito subito: la Norvegia é il top del top. Dopo tre o quattro giorni che vedi quei paesaggi ti cominci a domandare se per caso ci sia qualche allucinogeno nell'acqua potabile perché é tutto perfetto, tutto idilliaco, tutto immacolato. Il mio non fu un semplice viaggio ma una esperienza mistica. Sono dieci anni che ci ripenso... e domani finalmente ci torno.

Come se non bastasse questa bellezza naturale ai confini del surreale, non tutti sanno che la Norvegia é un paese pieno di soldi a scoppiare (hanno il petrolio!). Sono inoltre moderni e organizzati al punto che potrebbero far vergognare la Svizzera e parlano tutti tutti tutti Inglese che se per caso trovi un cagnolino per strada e lo accarezzi quello anziché abbaiare si gira e ti risponde: "Hi, how can I help you?".
Il sito delle Ferrovie Norvegesi (per dire) ha un design, una funzionalità, una pulizia che neanche mio fratello volendo riuscirebbe a metterci bocca. Così come quelli delle varie compagnie aeree (ce ne sono due o tre) tutti offrono assistenza H24 e, manco a dirlo, supporto totale in Inglese. Le varie città sono collegate benissimo: voli da ovunque a ovunque per quattro soldi, i treni sono degli Hotel a 5 stelle che con 75 dollari fai un viaggio di 7 ore in prima classe.

E il Consolato Norvegese? Ne vogliamo parlare? Parliamone...
Per farvi capire la classe e la differenza, mentre in quello Italiano la gente aspetta seduta per terra in mezzo alla strada e poi scoppia in lacrime per via dei problemi, nel Consolato Norvegese tutto fila liscio come l'olio. Anche li il sito é fenomenale, gli appuntamenti rapidi e precisi, ti ricevono in un ufficio tutto per te e usano le e-mail anziché le fotocopie o i fax.
Non tutti ricordano che la Norvegia é fuori sia dall'Unione Europea che dalla moneta unica. Ebbene, nonostante questo al consolato si fanno pagare in Euro.  Il paese inoltre aderisce al trattato di Schengen sulla libera circolazione per cui, in pratica, la Norvegia si gode tutti i vantaggi di essere parte dell'Europa senza però dover sottostare a nessuno degli obblighi. E' un paese geniale... Chapeaux!

I risultati non tardano ad arrivare: proprio oggi CNN ha pubblicato un pezzo su uno studio di McKinsey sulle città emergenti che esploderanno di ricchezza nel prossimo decennio anni. Tra le prime dieci, la numero due e la numero tre sono in Norvegia e si distinguono per ricerca scientifica, startup, energia e trasporti.

Questa qui é gente che ha raggiunto un livello di civiltà superiore al nostro... c'é poco da fare. Quando vedo paesi come questo mi esalto.
Oddio a dirla tutta ci sarebbe il piccolo problemino che farebbe un pò freddino eh... ma appena appena. Ma é questo il bello, é anche questo uno dei fattori che li ha resi così precisi ed organizzati.

Grande Norvegia!

Le abilità eccezionali della Professoressa Nappi

mercoledì, giugno 10th, 2015

Ieri stavo ascoltando la Zanzara e ad un certo punto esce fuori Valentina Nappi.
A quanto pare Valentina é ormai una icona in Italia. Non soltanto sembra essere la pornodiva del momento, ma pare che goda di un certo seguito non soltanto per quello che fa ma anche per quello che dice e per quello che scrive.

Tra una ovvietà ed un'altra sento: sono appena tornata dall'America, ci sono stata quattro mesi. Vi giuro che in quel momento istantaneamente io ho pensato: se é stata quattro mesi o é cittadina/permanent resident (non risulta), o ha un visto lavorativo di qualche tipo oppure ha fatto overstay e in America non ci metterà più piede.
Ormai quella dell'immigration é una valutazione che faccio in automatico senza nenche volerlo... se sento parlare di una permanenza in America instintivamente comincio a calcolare le implicazioni legali del caso. E' diventata una deformazione mentale

Il dubbio comunque é durato poco perché qualche minuto dopo Cruciani le chiede: "Ma é vero che in America tu hai un visto con su scritto un numero che certifica delle tue abilità speciali...?". A quel punto ho drizzato bene le orecchie... e la Nappi ha risposto: "Si é vero, ho un visto per stranieri con abilità eccezionali, il numero é O1, e l'abilità eccezionale che ho é il culo".

Ho sorriso ma mica per la battuta (banale direi) della Nappi. L'ironia della cosa non é immediatamente evidente ma provate ad immaginare questo monologo tra una autorità immaginaria e la Nappi (forse dovrei recitarlo in teatro):

tu che fai?!? esegui prestazioni sessuali in cambio di soldi??!!!??? ma che scherzi???? in galera! galera per te, per l'altro/a, per il proprietario della casa, tutti in galera! Ahhh... e non lo fate neanche in privato? In un parcheggio??? Ancora peggio!!!! mettiamo in galera pure chi ti ha dato la patente allora! Ma aspetta... come vi portate la telecamera? Ah registrate pure? Disponibile su Internet... ed in videoteca. Mmmmm
Ma allora va bene! Chissà cosa avevamo capito. Per un attimo ci era sembrata che fosse prostituzione... Prego fate pure! Nessun  problema. Anzi ecco pronto il visto O1 . Può andare... buona giornata

Capito l'assurdità della morale della società in cui viviamo? Le pornodive scrivono su micromega ed i pornoattori vanno all'isola dei famosi. Sono persone che scopano in cambio di soldi giusto? Ebbene loro lo fanno liberamente e sono idolatrati, se però altrettanto liberamente decidesse di farlo una persona qualunque beh, allora... in galera!
Ma dov'è sta la logica in tutto questo? Spiegatemelo voi

Ciao

Big Bubble

lunedì, giugno 8th, 2015

Avevo scritto un pezzo di 6-600 parole sulla sparatoria di ieri a Martinsicuro ma l'ho cancellato senza pubblicarlo. Parlava della stupidità delle istituzioni e di come ormai non soltanto non si riesce più a trovare le soluzioni ai problemi ma neanche a vedere chiaramente le cause degli stessi. Queste cose (non la sparatoria i ragionamenti da essa scaturiti) mi fanno temere sempre più che l'Italia sia una nave alla deriva e che non ci sia alcuna possibilità di rimetterla in rotta. Spero tanto di sbagliarmi.

Ma parliamo piuttosto della scialuppa.

Da qualche tempo leggo con rinnovato interesse delle teorie (alcune strampalate, altre più affidabili) secondo le quali la ripresa Americana sia soltanto frutto di manovre finanziarie totalmente sconnesse dall'economia reale. Unici veri motori della ripresa sarebbero il "quantitative easing" (soldi stampati a volontà) ed i tassi di interesse del dollaro tenuti praticamente a zero da anni. Si aggiungono allo scenario altre bolle pronte a rompersi in qualsiasi momento, la cui inevitabile esplosione - sempre secondo questi economisti cassandra - sarà ben più devastante di quella del 2008.

Qui negli USA il portabandiera di questa teoria é il mitico Ron Paul, un parlamentare Repubblicano (da non confondere col figlio Rand che é Senatore). Ron sembra pronto ad una vera e propria catastrofe, al punto che autonomamente si finanzia degli spot in TV per avvisare la popolazione.
Sarà vero? Boh... spero di no anche in questo caso. Di fatto però esiste una certa "euforia" sia nel mercato immobiliare che in quello del lavoro e mi chiedo fino a che punto essa possa essere giustificata. Secondo me ci sono quantomeno dei riscontri oggettivi... Staremo a vedere.

Sulla libertà di parola negli USA

lunedì, giugno 8th, 2015

La libertà di parola per gli Americani é sacra come per noi Italiani lo sarebbe la Sindone qualora fosse autentica.

Ultimamente ascolto la Zanzara e in ogni puntata ci sono almeno 2 o 3 persone che sono passibili di denuncia. Basta un semplice insulto, una sparata, un concetto politicamente scorretto ed ecco che arriva il fatidico "ti denuncio" pronunciato in diretta da qualcuno. Altre denuncie non vengono annunciate ma immancabilmente arrivano lo stesso. E a dozzine!
Ma non serve scomodare i programmi famosi. Quanti di voi non avranno mai sentito parlare di una denuncia per una parola di troppo detta nel proprio condominio, in una associazione, in una squadra sportiva... si sente ovunque. E' un continuo.

Qui funziona diversamente.

Innanzitutto la legge consente di esprimere qualsiasi opinione, per quanto volgare, insensata o assurda essa possa essere. E' consentito apprezzare o schifare tutto, senza limiti. E' parimenti consentito inguriare chi vuoi, compresi politici, istutuzioni e forze dell'ordine. Per capirci se io scrivessi OBAMA E' UN COGLIONE, nessuno potrebbe mai venirmi a dire niente, tantomeno verrei denunciato per vilipendio. Allo stesso modo del Presidente, scendendo giù per le varie istituzioni nessuno é immune o schermato da qualsiasi commento negativo, critica, ingiuria. Non sono immuni - ovviamente - neanche i privati cittadini. Non esiste quindi che tu denunci il tuo vicino di casa perché quello ti da del figlio di puttana, perché magari lo senti gridare "Boia chi molla" o perché allo stadio si mette una maglietta con su scritto "Speziale innocente" (Tra l'altro, non si può dire che Speziale fosse innocente ma lo si può dire con Berlusconi?!? Mah...). Qui ognuno dice e scrive quello che vuole, senza problemi.

Essite solo una fattispecie in cui si può finire nei guai e cioè quando scrivendo il falso si procura un danno materiale quantificabile ad una persona o ad una azienda. Per esempio: se io scrivessi che nel ristorante sotto casa ci sono i topi e fosse dimostrato che a seguito del mio post il ristorante avesse incassato duecento mila dollari anziché trecento, allora io dovrei rimborsarne cento. Se però il danno non c'é o non é quantificabile (ad esempio scrivo che la vigilessa del mio quartiere é una gran maiala) allora non c'é niente da fare e le autorità giudiziare non si interessano minimamente al caso perché semplicemente non esiste nessun reato da perseguire.

Non esistono limiti quindi? Altroché se esistono! La differenza é che questi limiti sono definiti ed applicati dalla società che ti circonda e non dalla legge: il fatto che é legale dire una cosa non vuol dire assolutamente che sia anche lecito farlo. Al lavoro, nello sport, nella politica, ovunque: qui basta veramente poco per venire licenziati, espulsi, radiati o emarginati per sempre.

La galera ed i tribunali però - come é giusto che sia - con tutto questo non c'entrano affatto.

 

Fine di alain.it

lunedì, giugno 1st, 2015

Ragazzi, quanti anni sono che scrivo su un dominio Italiano? 7? 8? Ebbene siamo arrivati alla fine: chiudo alain.it

Il motivo é molto semplice e consiste nel fatto che lo stato Italiano, tramite il Garante della Privacy e - almeno questa volta - per nome e per conto della barzella chiamata "Europa" vuole costringermi a gestire il mio sito come dice lui e, in caso mi rifiutassi, ad insozzarlo con segnaletiche INUTILI la cui presenza denota soltanto l'idiozia di chi l'ha voluta e concepita.

A obbrobri come questo non bisogna assolutamente piegarsi. Soprattutto, alla stupidità ed alla prepotenza bisogna rispondere NO. E IO DICO NO! NO! NO! E 1000 VOLTE NO! Piuttosto che scriverci sopra anche una sola parola che mi detta lo stato questo blog lo darei alle fiamme.

Lo chiudo quindi? Si e no. Finisce alain.it e comincia alain.nyc. Passo da un dominio Italiano ad uno Americano, su un server Americano gestito da un residente in America. Tradotto vuol dire niente diffamazione se dai del coglione ad un coglione, niente direttore responsabile (del mio paio di palle!), bestemmia e rutto liberi e - ovviamente - niente cartelli demenziali imposti con la forza pena multe da 6.000 a 120.000 Euro. In sole tre parole parole vuol dire LIBERTA' DI PAROLA.

Non é la prima volta che questa idea mi passa per la mente ma stavolta (anche in previsione del futuro) mi toccherà di attuarla. Ovviamente la cosa non é indolore eh... tutt'altro. Tecnicamente equivale ad un suicidio  perché mentre alain.it ha una ottima visibilità sui motori di ricerca, alain.nyc é di fatto inesistente. Ma poco male, non mi sono mai impegnato per essere visibile o per aumentare le visite e quindi, in fondo, chi se ne frega. Spero solo che un numero consistente di aziende abbia la mia stessa idea spostando tutto fuori dall'Europa e che un numero altrettanto grande non ci apra nemmeno.

Per ora il sito é chiuso (la legge entra in vigore tra qualche ora e me lo ha comunicato per caso un amico soltanto oggi!). Appena possibile farò in modo che il materiale già presente sul sito diventi fruibile dal nuovo dominio. La cosa ha le sue complessità, ci vorrà del tempo... Non so ancora quanto.

Arrivedeci in America