Archive for luglio, 2015

Vi presento Robert Durst, l’uomo più pericoloso d’America

domenica, luglio 26th, 2015

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Vi devo raccontare di questa storia allucinante che dopo quarant'anni é tornata alla ribalta per via di un film e di un documentario (in due stagioni!) su HBO.

Si tratta della storia di Robert Durst, un calmissimo settantaduenne apparentemente innocuo nato e cresciuto a New York in una delle famiglie storiche più ricche della città.
La vita di Robert viene segnata già in tenera età quando sua madre si suicida praticamente davanti ai suoi occhi lanciandosi dal tetto di casa. Forse a causa di questa tragedia egli cresce cupo e silenzioso, sempre solo, molto poco incline a seguire gli (importanti) affari di famiglia.

Divenuto adulto si innamora e si sposa con Kathleen McCormack, una bella ragazza di origini ben più modeste delle sue. Di comune accordo, i due vanno a vivere in Vermont e per campare aprono un piccolo negozio di generi alimentari. La cosa ha del ridicolo visto che Robert dispone di risorse finanziare quasi infinite, ma per lui l'indipendenza e la vita semplice non hanno prezzo. Per Robert Durst quello é il paradiso...

Siamo nel 1972 ed il negozietto non va poi così bene. Robert, forse mosso da necessità economiche, si lascia convincere a tornare a New York per occuparsi - nei limiti di quello che riesce a fare - degli affari di famiglia.
E' un grave errore ed infatti la situazione rapidamente precipita.  Robert torna ad essere quello di sempre, le tensioni aumentano ed il matrimonio comincia a risentirne. Volano paroloni, spintoni, addirittura qualche schiaffo. Problemi sicuramente seri, nulla però avrebbe potuto far presagire quello che sarebbe successo di lì a poco.

Nel 1982, mentre si trovava col marito presso una loro proprietà upstate, Kathie improvvisamente sparisce nel nulla. Il marito, gli amici, i familiari... tutti la cercano. Interpellata la Polizia di New York, inizialmente si pensa ad un allontanamento volontario motivato dalle recenti tensioni matrimoniali.
Passano mesi e Kathie non si trova. Vista la notorietà di famiglia, i giornali scandalistici impazziscono sulla vicenda. Qualcuno comincia a pensare che forse Robert possa averla uccisa. Anche la Polizia prende in considerazione l'ipotesi ma, in mancanza di un cadavere, le indagini svolte si limitano all'indispensabile. Del resto, Robert é un cittadino modello che non ha mai dato nessun segno di pericolosità. Come avrebbe mai potuto compiere un atto del genere?

Passano gli anni ed i giornali gradualmente si dimenticano della faccenda. Robert Durst é ormai in netto contrasto col resto della sua famiglia. Gli rimane soltanto una amica di Los Angeles che lo ha assistito nelle fasi più difficili della sparizione della moglie e che si chiama Susan Berman.
Poi Robert sparisce nel nulla. Nessuno sa che fine abbia fatto, esattamente come sua moglie.

Nel 2001 succede l'impensabile. Robert Durst riappare sui radar della cronaca nazionale quando viene arrestato a Galveston, una remota cittadina del Texas. Il capo d'imputazione é come minimo sensazionale: Robert avrebbe ucciso, fatto a pezzi e gettato nella baia di Galveston Morris Black, un suo anziano vicino di casa. Non basta: si scopre che Durst viveva in quella città travestito da donna, una donna muta, così da non dover far sentire in giro il suo vocione profondo.

Articoli di pagine e pagine sul NY Times, copertine a raffica sul NY Post. Tutti cominciano a domandarsi la stessa cosa: se é vero che Durst (in circostanze a dir poco bizarre) ha fatto a pezzi un uomo, non potrebbe essere toccata la stessa sorte a sua moglie?
Nel pieno della polemica c'é un altro colpo di scena: Durst paga la cauzione di 250.000 dollari ed esce di carcere in attesa del processo. Solo che al processo non si presenta e si mette in fuga, destinazione ignota.
La latitanza dura poco. Robert infatti, dopo essersi rasato i capelli e le sopracciglia per rendersi irriconoscibile, pur avendo addosso diverse decine di migliaia di dollari in contanti viene arrestato per il furto di un panino in un supermercato. Così finisce di nuovo in carcere, stavolta senza possibilità di cauzione.

Arriva il processo. Durst forma il team legale più formidabile che si sia mai visto in Texas. Tra essi le due superstar del penale Texano, professionisti che sarebbe stato arduo assumerne uno solo... lui per non sbagliare li prende entrambi.
La strategia difensiva é molto semplice: Durst ha si ucciso un uomo, lo ha si fatto a pezzi e gettato in mare, ma é stata legittima difesa. Robert avrebbe sparato a quell'uomo ma soltanto per difendersi, durante una accesa colluttazione in casa sua. Poi, per via di sua moglie sparita, é stato preso dal panico perché pensava che nessuno gli avrebbe creduto e così si é sbarazzato del corpo, o perlomeno ha cercato di farlo.
La giuria popolare Texana, ammaliata dalla strategia difensiva, gli da ragione e lo assolve. Robert, incredibilmente, torna ad essere un uomo libero.

Si potrebbe pensare che per la seconda volta Robert l'ha fatta franca. In realtà però, é probabilmente la terza. Infatti, proprio nei giorni antecedenti il primo arresto, la sua amica di Los Angeles (quella che più di chiunque altro avrebbe potuto sapere cosa fosse capitato alla povera Kathie e che stava per venire interrogata da un nuovo procuratore distrettuale interessato a riaprire il caso) viene trovata morta con un colpo di pistola alla nuca. Nessun segno di effrazione, nessun furto in casa. Una esecuzione praticamente immotivata.

Secondo il mio parere Durst é colpevole di tutti e tre gli omicidi di cui é sospettato e da cui si é miracolosamente salvato. La sua é una storia ricca di una miriade di particolari che non potevo raccontare tutti in questo post, ma che vi invito comunque a scoprire da soli magari vedendo il bellissimo film con Ryan Gosling. Uno di quei casi in cui si può tranquillamente ribadire che la realtà supera sempre - e di gran lunga - la fantasia.

Aggiornamento:

Ho appena finito di vedere il documentario (mi mancava l'ultima puntata della prima serie). L'ultimo colpo di scena, in ordine cronologico, c'é stato a Marzo e sinceramente mi era sfuggito. Grazie al documentario stesso é stato possibile trovare delle prove con cui riaprire il caso Berman e così Durst é stato arrestato! Ora é in galera, e chissà che non venga condannato davvero questa volta. Meglio tardi che mai...!
Comunque un caso pazzesco: se avete possibilità di vederlo fatelo perché é sensazionale. Uno dei migliori esempi di giornalismo investigativo che abbia mai visto.

Vittoria: a New York, Uber non si tocca!

giovedì, luglio 23rd, 2015

La crociata anti-Uber del Sindaco De Blasio non é durata neanche una settimana.

Dopo l'annuncio del Sindaco e le insistenze iniziali, Uber ha lanciato una massiccia contoffesinva nei confronti dell'amministrazione Comunale. Oltre sit-in, proteste degli autisti e testimonials di personaggi famosi, Uber ha modificato la schermata principale della propria app in modo da includere la possibilità di esprimere la propria opinione dei confronti del Sindaco. Il risultato é stato che circa quarantacinquemila Newyorchesi (compreso il sottoscritto) si sono imbufaliti e hanno sobissato di proteste la casella e-mail del First Deputy Mayor.

Dopo qualche giorno mi é arrivata anche una risposta, ovviamente preconfezionata. La cosa che mi ha colpito di più é stato l'indirizzo dal quale é arrivato: firstdeputymayor. Scritto proprio così, tutto attaccato in una parola sola, tutto minuscolo. Ma dico stiamo scherzando? Avete capito il problema qual'é? Da un lato ci sono l'innovazione ed il futuro, un servizio rivoluzionario ed amato dal pubblico. Dall'altro invece c'é gente che non é in grado di gestire correttamente il proprio nome sulla casella di posta. Questo a Manhattan, mica dentro una caverna!

Comunque, le conseguenze politiche di questa idea di De Blasio sono state tante e tali da costringerlo ad una clamorosa marcia indietro. Almeno per il momento, a New York, Uber non si tocca!

P.S.
Prossime elezioni comunali, se faccio in tempo, voterò Republican. Non importa chi saranno i candiati.

 

 

Il Sindaco di NYC contro Uber

lunedì, luglio 20th, 2015

Ho parlato troppo presto.

Il Sindado di New York ha proposto una ordinanza che limita il numero di mezzi che le aziende con più di 500 automobili (leggi "Uber")possono mettere in circolazione.
La scusa scelta é l'inquinamento e la domanda che ci si vuol porre é se le auto private a noleggio peggiorano la qualità dell'aria ed il traffico nelle strade. Per saperlo é necessario fare uno studio che dura un anno ed in via precauzionale durante quel periodo il numero delle automobili di Uber verrebbe praticamente congelato.
Uber dispone di circa 14.000 macchine a New York. Se consideriamo il fatto che solo a Manhattan ce ne sono generalmente 750.000 in totale, é facile capire che si tratta di un puerile pretesto per limitare la concorrenza ed obbligare i cittadini a servirsi dei Taxi gialli.
Di positivo c'é che l'unico Consigliere Comunale che ha appoggiato la proposta,uno del Bronx, ha capito l'antifona e quindi ha cambiato idea. Staremo a vedere se alla fine passerà o meno.

Non so se nella classifica é sopra o sotto l'uragano Sandy, ma la realtà é che questo Sindaco é sicuramente una delle catastrofi più grandi che siano capitate a queste città. E' un demagogo, un buonista, uno che starebbe bene nel PD Italiano magari a fare il Sindaco di Roma o il Governatore della Sicilia. Il paragone coi suoi predecessori (sua Maestà Michael Bloomberg e sua Santità Rudolph Giuliani) sarebbe fuori luogo, quasi un insulto. Spero solo che i danni che quest'uomo sta facendo alla città siano facilmente riparabili dal Repubblicano che verrà dopo.

Ve ne dico solo una che mi é successa in questi giorni. Camminavo in pieno giorno su Broadway e 29esima strada (metà strada tra Empire e Eataly) e mi hanno offerto di comprare fumo o cocaina. In mezzo alla strada! Qualche anno fa sarebbe stato impensabile, ora invece succede questo ed altro. Tutto merito del nostro amato Sindaco.

Manettari? Ma quando mai!…

domenica, luglio 19th, 2015

 

omicidio-pratisuicidio-milano

Riporto due screenshot presi dal ilfattoquotidiano.it e che si riferiscono ad episodi di cronaca odierni. Avendo l'occhio allenato a certi particolari vi assicuro che sono la consuetudine e non casi isolati.

Nel primo, una persona che potenzialmente potrebbe essere pericolosissimo omicida viene catturata e spostata senza manette (in compenso però la tengono per le spalle... oibò!).

Nel secondo un'altra persona (in evidente stato confusionale dopo una nottata passata a picchiare i propri genitori) mentre viene trasportata in ospedale per motivi psichiatrici si lancia dalla questura dopo essersi divincolata grazie ad uno "scatto repentino".

Vogliamo scommettere che il povero ragazzo non era stato ammanettato con le braccia dietro la schiena? Altrimenti come avrebbe potuto improvvisamente liberarsi, fare tre rampe di scale e buttarsi al volo da una finestra mentre si trovava scortato da tre poliziotti e quattro barellieri? Infine, possibile che in tutto questo il giudice non riscontri nessuna anomalia?

Ho grande affetto per le forze dell'ordine Italiane, ma mi pare innegabile che certe procedure vadano riviste. La persona in custodia deve essera ammanettata o incarcerata dall'inizio alla fine, qualunque sia la ragione. Ne va della sicurezza degli operatori e del cittadino stesso. Punto e basta...

Altro che manettari... In Italia non si ammanetta mai nessuno!

Update di Lunedi Mattina:
Si é suicidato anche il presunto rapinatore di Prati: Nessuna anomalia.

Uber

mercoledì, luglio 15th, 2015

Due settimane fa per la prima volta ho provato Uber.

Siamo rimasti decisamente affascinati dalla qualità del servizio: auto sempre nuovissime, autisti ben vestiti e profumati, scegli la destinazione e paghi automaticamente utilizzando l'App. E' fantastica! Torneremo sicuramente ad usarla con regolarità.

Pensate che la cosa é così diffusa che tra molti si sta diffondendo lo slang di dire "I'll get a Uber" anziché "I'll get a Cab". Uber é caduta come una bomba atomica sul mercato dei Taxi e innalzando (di molto!) l'asticella della qualità ha rivoluzionato le regole del gioco. Sia chiaro: non é che qui mancano i Taxi eh... tutt'altro! Anziché usare Uber si potrebbe tranquillamente aspettare 3 o 4 minuti e fermarne uno per strada. Molte persone (quelle poco avvezze alle novità) infatti fanno ancora così. Altre invece preferiscono la comodità e così passano ad Uber.  Si chiama libero mercato baby... E' Darwin applicato all'Economia.

Arriverà preso il giorno in cui Uber manderà a prenderti delle automobili senza l'autista. Dentro saranno come dei salottini, i sedili messi a rotondo... magari nel mezzo ci si mette anche un bel tavolino per giocare a carte o leggere il giornale. Tutto mentre l'automobile da sola accelera, frena, sterza e ti porta dove devi andare. Per farci un giro però dovrete venire in vacanza in Nord America perché nell'Europa meridionale nel frattempo la legge garantirà l'esistenza natural durante dei casellanti, dei controllori di biglietti del treno, dei centralinisti, dei parcheggiatori (abusivi o meno) e - ovviamente - anche degli autisti dei Taxi.

Bernie Sanders: il socialista candidato alle Presidenziali USA

domenica, luglio 12th, 2015

La campagna elettorale per le elezioni presidenziali Americane del 2016, benché non ancora giunte nel vivo, sono già cominciate e ci sono già delle soprese.
Tra esse, la più inaspettata é sicuramente rappresentata da Bernie Sanders un Senatore dello Stato del Vermont che scandalizza molti definendosi un "Socialista Democratico".
Sanders rappresenta la sinistra estrema Americana e tra le idee rivoluzionarie che propina si trovano concetti dirompenti tipo:

- la sanità é un diritto e deve essere gratuita per tutti punto e basta
- l'università deve essere gratuita punto e basta
- se le banche sono troppo grandi per fallire allora sono anche troppo grandi per esistere
- non puó essere che il 90% della ricchezza sia in mano ad un decimo dell'un percento della popolazione
- non é possibile che la più ricca famiglia Americana (i proprietari di Walmart) sia abbia tanto quanto le 160 milioni di famiglie più povere

e via con cose di questo genere. Ovviamente sono concetti che visti da un Europeo fanno sorridere perché scontati. Qui però tuonano come colpi di cannone, specie se gridati da un candidato alle presidenziali dinanzi a folle esaltatissime e - tra l'altro - anche le più grandi che finora si sono viste in giro.

Inizialmente Sanders non veniva preso sul serio dalla stampa e nemmeno dalla macchina da guerra della Signora Clinton, ma i risultati ottenuti lo hanno proiettato sotto i riflettori e sottoposto alle attenzioni dei grandi. La Clinton, per capirci, in questa fase iniziale più passa il tempo più perde consensi mentre Sanders continua a crescere quasi verticalmente. Ormai i due sono staccati da soltanto 8 punti percentuali di gradimento e - incredibilmente - si cominciano ad ipotizzare gli stati in cui Sanders potrebbe vincere le primarie. Tra essi anche l'Iowa, uno degli stati "battlefield" in cui bisogna vincere a tutti i costi pena la probabile successiva sconfitta contro i repubblicani.

Alla fine le primarie le vincerà probabilmente la Clinton ma sarà di sicuro una sfida interessante e Sanders quantomeno sposterà il baricentro della discussione politica. Se siete curiosi di vederlo in azione vi consiglio il comizio di Portland, Maine di qualche giorno fa (così magari pratichiamo anche un attimo l'Inglese...)

Io comunque alle elezioni di medio termine (sempre che non si ripresentano con un coglione/cogliona) mi sa che voterò per i repubblicani. Ci devo ancora pensare bene. Ciao!

Fuochi d’Artificio a Long Island City (in tutti i sensi!)

venerdì, luglio 10th, 2015

Lo scorso weekend praticamente per caso sono venuti a trovarmi l'amico Gianni Gelato e consorte Miriam. Sempre casualmente era il 4 Luglio e c'erano i fuochi ma viste le esperienze dei precedenti bagni di folla non avevo nessuna intenzione di recarmi a vederli.

La situazione é cambiata quando mi ha invitato l'amico Davide il banchiere del Piemonte (un lettore del blog che si é fatto avanti e come già successo con altri siamo diventati amici) che dispone di un bellissimo appartamento con vista Manhattan lato East River.

Le foto stavolta non le ho fatte con l'iPhone ma - per l'occasione - ho rispolverato reflex, telecomando e cavalletto. Ecco il risultato:

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La foto che vedete é scattata dalla parte alta di Long Island City. Ve lo ricordate quando vi dicevo di investire dei soldi in quella zona? Ecco, adesso é tardi. Oltre al palazzetto nuovo di pacca in cui abita Davide in zona ormai ce ne sono altri cinque o sei, e altrettanti cantieri sono pronti per essere avviati. Come se non bastasse é imminente la costruzione di un palazzo da 77 piani. Se a questo sommiamo i mega development che si stanno per realizzare ad Astoria (due tre fermate lungo la stessa linea della metro) é facile intuire come nei prossimi 10-15 anni il valore commerciale di questa zona é destinato come minimo a triplicarsi. E si é già quasi raddoppiato negli ultimi 10!

Sono tornato

venerdì, luglio 10th, 2015

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Sono tornato dalla Norvegia e sono ancora vivo e vegeto.  Durante il viaggio avrei voluto scrivere molto ma ho evitato altrimenti non sarebbe stata una vacanza vera e propria.

La Norvegia ha confermato tutte le aspettative, anzi le ha superate. Guardate la foto qui sopra: é stata scattata lungo una strada qualsiasi con un iPhone e non ci sono filtri. Non é un paese, é una specie di paradiso terrestre. Sono rimasto scioccato.

Curiosità: la bandiera Norvegese che usano in Norvegia non é quella rettangolare che siamo abituati a vedere a livello internazionale bensì una specie di linguetta rossa in cui si vede soltanto la banda orizzontale, non quella verticale. I Norvegesi devono essere molto nazionalisti perché la bandiera la vedi non solo nei luogi pubblici ma anche sulle case private e tutti usano questa linguettina di cui vi parlo di cui - tra l'altro - non riesco a trovare nemmeno una foto sul web...

Comunque sia chiaro (non so se si é capito) che sto in fissa con la Norvegia. Ci voglio andarare a vivere! Magari solo in Estate, che ne so...
Prendo la Cittadinanza di qui e poi vediamo il da farsi.