Archive for agosto, 2015

New York é una droga: Antonio e le bombe nucleari

sabato, agosto 29th, 2015

Poche cose ormai mi stupiscono. Tutto sta diventando routine, tutto é normale. Perfino le cose più bizzarre, quelle che un tempo le raccontavo agli amici premettendo: "non crederai mai cosa ho visto qui a New York!" ormai passano quasi inosservate.

Mercoledì però me ne é successa una che (stranamente) ancora una volta mi ha incuriosito. Un'altra della serie "only in New York".
Ero al meetup degli Italiani. Solo pochi lettori di questo blog sanno di cosa sto parlano perché ne ho già scritto ma soltanto diversi anni fa. Comunque, per capire di cosa si tratta, é un meetup organizzato dal leggendario "Juan", un intellettuale Portoricano dall'aspetto Nordico che parla perfettamente 5 lingue e avendo oltre 40 anni ne dimostra 28 o al massimo 30.
Il meetup ora si svolge in un ristorante Italiano (vero!) sulla 23esima strada. Io arrivo sempre per primo così mi siedo, prendo un vino bianco e una bruschetta e aspetto gli altri.

Il primo ad arrivare é un signore pensionato, capelli bianchi, piccolo di statura. Porta una camicia a maniche corte chiara, pantalone classico. Dall'aspetto sembra Italiano, dice di chiamarsi Antonio (non é Antonio ma facciamo finta di si). Poi però ci tiene a precisare che nonostante conosca la lingua egli é Portoricano, proprio come Juan.

Scambiamo quattro parole di circostanza. Antonio é un uomo mite, molto rispettoso delle opinioni altrui. Ascolta molto e parla poco e quando lo fa si esprime gentilmente, e a bassissima voce. Mi incuriosisce il fatto che quando lavorava si occupava di "Microsoft SQL Server" e così gli chiedo qualche cosa sul suo lavoro cercando di immaginare ambienti, luoghi e circostanze della New York tecnologica pre-startup.

Finisce il meetup (io nel frattempo ho sollevato due tre polveroni a sfondo politico con altri partecipanti... ma lasciamo stare) e verso le nove andiamo a casa. Antonio ed io prendiamo lo stesso treno per tornare a casa (Q o N): lui per un transfer vero l'Upper West Side, io diretto ad Astoria. Mentre aspettiamo il treno la conversazione continua. Antonio vive da oltre 40 anni a New York... cosa che già di per se é parecchio interessante. Mentre continua a raccontarmi dei suoi lavori accenna ad una esperienza con le forze armate, con l'Aeronautica in particolare. E si perché era il tempo del Vietnam e così si deve arruolare per forza. E che facevi in Aeronautica? Chiedo io. E lui: Eh... mmm Systems Officer sui bombardieri. Detto timidamente, quasi a mezza bocca.  E io, come un treno: Che bombardiere???  E lui: F-111, un bombardiere nucleare.

f111

Apriamo una piccola parentesi.

L'F-111 é uno dei bombardieri che per decenni hanno costituito il nerbo dell'armamento nucleare tattico degli Stati Uniti. Un'arma terribile, da impiegare negli scenari di guerra più cupi possibili da immaginare. L'equipaggio é composto da due persone sedute una di fianco all'altra: il pilota - che porta l'apparecchio - ed il systems officer che fa tutto il resto, compreso sganciare la bomba.
Avete capito l'assurdità di questa cosa? Un uomo così pacato e così calmo, dall'aspetto bonario e dai modi gentili ha avuto in mano il potere di cambiare il corso della storia, potenzialmente di distruggere l'intera civiltà. Se ci pensate non é poco: neppure Gengis Khan, Napoleone, Giulio Cesare... neppure Hitler ha mai avuto un potere del genere.
Mi ha raccontato dei controlli pre-volo in cui (tra le altre cose) era suo compito settare lo "yield" (potenza esplosiva) delle bombe termonucleari, o della procedura necessaria che il Presidente degli Stati Uniti avrebbe effettuato per ordinare (a lui in persona!) un attacco nucleare contro bersagli predeterminati. "You break the cookie to verify the launch code..." mi ha detto, riferendosi ad una contenitore sigillato simile ad un biscotto che si spezza con le mani e che contiene i codici attuali da verificare con quelli trasmessi via radio. Se i codici combaciano allora l'ordine é confermato e si sganciano le bombe atomiche.

Al che gli ho chiesto: ma se tu fossi impazzito, avresti potuto farlo anche senza ricevere l'ordine del Presidente? Lui mi ha spiegato che l'attacco nucleare può essere effettuato se e solo se entrambi i membri dell'equipaggio sono d'accordo. Ci sono due chiavi che una persona sola non potrebbe mai riuscire a girare contemporaneamente per cui dovrebbero essere entrambi gli aviatori ad impazzire, non uno soltanto.
Chissà perché nella mia testa ho sempre pensato che senza il famoso codice le bombe non funzionassero... tipo non esplodessero neanche volendo. Ma quando mai! Esplodono e come! Basta mettersi d'accordo su dove sganciarle.

f111-pilot

E' rimasto a fare quel lavoro per qualche anno poi é andato via nonostante davanti a detta sua si prospettasse una "bella carriera". Non mi ha spiegato come mai ma credo che - da come ne parla oggi - non fosse molto entusiasta di quella esperienza. La prospettiva di dover personalmente innescare un olocausto nucleare non deve essere facile da sopportare. Lui la descrive con pochissimo slancio, con quasi nessun entusiasmo.
Alla quarantaduesima strada doveva scendere per il suo transfer e così ci siamo salutati. L'ho pregato di tornare di nuovo al meetup così da potermi raccontare qualche altra storia della guerra fredda, qualche falso allarme, qualche notte insonne passata a pensare alla bomba ed all'imminente fine del mondo.

Hai capito certi incontri che si fanno a NY? Non solo il fatto in se (uno che ha maneggiato ordigni nucleari non lo trovi tutti i giorni) ma anche il personaggio insolito, uno che non te lo immaginerei mai e poi mai a svolgere un compito del genere.
Che città... Nonostante ci si abitui a tutto una volta entrati in questo vortice micidiale di storie, di intrecci, di contraddizioni poi é difficile farne a meno. New York é una droga.

Immigrazione: la questione del secolo

martedì, agosto 18th, 2015

Immigration-Issue-of-the-Century-2

In vista delle elezioni presidenziali del 2016 si comincia a parlare sempre più spesso delle tematiche principali tipiche della campagna elettorale e tra le più importanti c'é ovviamente l'immigrazione.

Vi propongo la traduzione di un post molto interessante di Patrick Buchanan (noto commentatore Repubblicano, due volte candidato alla Presidenza) in cui si analizza il problema Americano partendo dalla situazione Europea.
Buchanan non ha dubbi: e l'immigrazione la vera problematica che l'Occidente dovrà affrontare in questo secolo. Prima ancora del terrorismo Islamico.

[...]

Riuscirà l'Occidente a resistere oppure scomparirà entro la fine di questo secolo diventando l'ennesima civilizzazione perduta? L'immigrazione di massa - se continuerà - sarà decisiva nel definire il destino dell'Occidente più di quanto lo sarà il terrorismo Islamico. Il mondo intero sta invadendo l'Occidente.

E' questa una assurda esagerazione? Ragioniamo.

Lunedi scorso il Washington post ha pubblicato in copertina un articolo su una "escalation nelle violenze contro i rifugiati" in Germania che include attacchi incendiari e aggressioni fisiche.

Nascosta tra le righe dell'articolo c'erano dei numeri impressionanti. La Germania, che l'anno scorso ha accolto 174,000 rifugiati, é destinata a prenderne altri 500,000 quest'anno nonostante essa sia più piccola dello stato del Montana.

Come può un paese popoloso e geograficamente limitato come la Germania, che già vive tensioni razziali durissime, accogliere mezzo milione di persone senza che questo causi un disastro e cambi i connotati della nazione stessa?

Quando arriveranno altri rifugiati, si pensa forse che le rivolte e le guerre razziali si fermeranno?

Questi rifugiati poi, richiedenti asilo e immigrati illegali, non smetteranno certo di arrivare in Europa. Essi sono spinti attraverso il Mediterraneo da guerre in Libia, Siria, Iraq, Afghanistan e Yemem, dalle orribili condizioni di vita Eritrea, Ethiopia, Somalia e Sudan piuttosto che dal terrorismo Islamico del Medio Oriente o dalla povertà del Sub-Sahara.

Secondo le Nazioni Unite in Africa vivevano 1.1 miliardi di persone nel 2013. Esse diventeranno 2.4 miliardi entro il 2050 per poi raddoppiare di nuovo arrivando a 4.2 miliardi entro il 2100.

Quanti di questi miliardi sognano di Arrivare in Europa? Quando e perché smetteranno di farlo? Quanti possono essere assorbiti in Europa senza che il continente questa vada in rovina o cambi definitivamente?

E' l'Europa in grado di sigillare i propri confini e mandare indietro gli intrusi? O forse essa é moralmente paralizzata ed é diventata quello che Jean Raspail descrive in "The Camp of the Saints"?

In Britannia ed in Francia la questione rovente sono le migliaia di richiedenti asilo Arabi ed Africani ammassati a Calais che cercano di attraversare l'Eurotunnel verso Dover. I Britannici sono furibondi: a milioni vogliono lasciare l'Unione Europea. Vogliono mantenere la propria identità.

Ogni settimana leggiamo di navi affondante nel Mediterraneo con centinaia di rifugiati annegati. Nonostante ciò, molti altri arrivano nelle isole Greche o Italiane, e da li in Germania, in Scandinavia e negli altri stati sociali dell'Europa Occidentale. Se riescono a mettere piede nel territorio dell'Unione Europea sono arrivati a destinazione.

Questa invasione senza fine ha causato la nascita di partiti anti-immigranti e anti-Europei in quasi tutti i paesi dell'Europa. Pochi di questi partiti esistevano all'inizio del secolo. Come andrà a finire?

"Il genere umano non può sopportare molta realtà", scrisse T. S. Eliot.

E' l'Occidente ancora cieco nei confronti della realtà, del futuro che inevitabilmente lo attende se le frontiere ed i confini non verranno chiusi all'immigrazione di massa?

Le popolazioni di origine Europea di ogni dove hanno livelli di natalità talmente bassi da non poter garantire il ricambio generazionale. Allo stesso tempo, esse vivono nei posti più desiderabili al mondo.

Al contrario, le grandi e crescenti popolazioni dell'umanità vivono nel terzo mondo. Milioni e milioni sono determinati a venire in Occidente: legalmente quando é possibile, illegalmente se necessario. Più ci riescono e più ne arriveranno.

O le nazioni Occidentali prenderanno misure drastiche per chiudere le frontiere, oppure esse saranno sommerse. Il carattere di questi paesi saranno cambiati per sempre. Quelli più piccoli diverranno irriconoscibili. Mentre questo accade, tensioni etniche e razziali diverranno sempre più comuni proprio come sta accadendo ora in in Europa.

"Il principio che le leggi di immigrazione Americane debbano servire l'interesse dei propri cittadini" é fondamentale, dice il Sen. Sessions.

E Session ha ragione. L'America é casa nostra. Noi decidiamo chi entra e chi no, quanto grande la famiglia Americana deve diventare, chi adottiamo e da dove arrivano. Questa é la vera questione del 2016.

Non solo, essa é la questione del ventunesimo secolo.