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2016 fuga da New York

martedì, gennaio 19th, 2016

Allora,

per caso (e dopo almeno 4-5 anni) oggi per curiosità ho visto quanti visitatori arrivano ancora su questo blog. Ebbene, incredibilmente, nonostante nonostante non scrivo più nulla da anni ormai ci sono ancora una sessantina di irriducibili che continuamente tornano a vedere se ci sono aggiornamenti! Se scrivo un post arrivano ancora 3-400 persone! hahahahaha pazzesco
Mi piacerebbe capire chi siete. Grazie comunque eh...!

I numeri mi hanno fatto sentire in dovere di fornire un aggiornamento, e così eccomi qui.

E' ufficialmente ripresa la ricerca di una casa. Fin qui nulla di nuovo (la cercavo anche l'anno scorso). La novità direi eclatante é che la sto cercando lontano da NYC, anzi molto lontano. Praticamente ai limiti pratici del pendolarismo.

Ora starete pensando: ma sei impazzito? Hai rotto il cazzo dieci anni con New York ed ora vai via? Risposta veloce: si, sono impazzito. Risposta meno veloce: a NY ha molto senso starci da single, tra i 20 ed i 35 anni. Da sposati... beh... per starci comodo devi spendere molto. Anzi moltissimo. Se uno non ha l'esigenza di partecipare a feste e festini, di uscire ogni sera, di fare vita sociale allora comincia a farsi largo sempre di più senso l'idea di spostarsi fuori dai confini della città. Poi, oh, io devo mettere l'antennone, cazzo!

OK, bene. Ma fuori NY dove? Bella domanda! Se la situazione in città é complessa, quella fuori dalla città é un clusterfuck: a portata di treno ci sono infatti circa cinquecento cittadine. Avete letto bene, non venti non sessanta ma ben cinquecento! Ognuna con le sue peculiarità, i suoi difetti, i suoi vantaggi. Le macro aree fondamentalmente sono queste: New Jersey, West Chester, Connecticut, Long Island e per i più audaci anche Staten Island (che sulla carta é parte della città ma in realtà é come se non lo fosse).

Tutto ruota attorno a due parametri fondamentali: qualità delle scuole e velocità dei mezzi di trasporto.

Partiamo dalle scuole.
Ho già scritto in passato su quanto le scuole influiscono sulla società Americana, ma é bene fare un piccolo refresh. Qui le scuole sono praticamente comunali: elementari, medie, superiori... tutte. La "performace" degli studenti di ciascuna scuola viene monitorata con precisione maniacale ed é possibile quindi sapere tutto di tutto di qualsiasi istituto di tutti gli Stati Uniti: voti dei ragazzi (la cosa più importante), livello di soddisfazione dei genitori, etnie degli studenti ecc. Il tutto viene in genere condensato in un voto finale che descrive brutalmente il livello di desiderabilità del distretto scolastico in questione. Si va da 1 a 10. Provate ad immaginare una scuola finanziata dal Comune povero, o degradato: pochi soldi per pagare gli insegnanti, poche attrezzature, ragazzi provenienti da famiglie problematiche che magari non fanno i compiti o magari non si presentano neanche a scuola. E' ovvio che la media scolastica scende e di conseguenza anche il distretto stesso. Cosa succede? Semplice: chiunque ha dei figli non vorrà mai andare a vivere in quella zona e di conseguenza il prezzo medio delle case scende di brutto. Minor valore immobiliare significa anche minor gettito fiscale per il comune stesso (i comuni si auto-finanziano quasi al 100%) e questo vuol dire ancora meno soldi, ancora meno insegnanti, ancora meno risorse per rilanciare le scuole. Parallelamente può succedere che un altro comune virtuoso (magari confinante col primo) ha delle buone scuole. Tutti vorranno andarci a vivere si contenderanno l'acquisto delle case. I prezzi salgono e di conseguenza gli acquirenti si auto-selezionano: i poveri tutti nel comune sfigato mentre i ricchi tutti nel comune virtuoso che, per via di questo circolo vizioso, si trova i soldi delle tasse comunali raddoppiati o triplicati. Va da se che le scuole diventano ancora meglio di quello che erano... e così via all'infinito.
Risultato: il primo posto tende a diventare un ghetto, il secondo invece Beverly Hills. Di conseguenza - a prescindere dal numero di figli che hai - GUAI a comprare casa in zone che hanno cattive scuole. Se cerchi casa fuori città la prima (e spesso l'unica) cosa che a cui fai riferimento sono le scuole. E' incredibile, ma vero.

Come dicevo, il secondo parametro é rappresenta dai mezzi di trasporto.
New York é collegata da grandi linee extra-urbane che vanno verso sud-ovest (NJ Transit), Nord (Metro North) oppure Ovest (Long Island Rail Road). Nonostante qualche incidentino e qualche ritardino occasionali, sono in genere molto affidabili ma anche molto costose. Per i pendolari, a seconda della distanza e della linea, é normale spendere 2, 3 ma anche 4 o 500 dollari al mese di treno. A persona! Questo vuol dire che una coppia sposata tra treno e parcheggio può spendere oltre 1000 dollari al mese solo di trasporto pubblico.
Così come la morfologia sotterranea della metropolitana di NY influisce su quella della città soprastante, il passaggio delle linee extra-urbane regolano lo sviluppo (o il declino) di tutte le cittadine circostanti. E' ovvio che quelle più vicine, collegate direttamente, saranno più appetibili e più costose. Alcune tra esse, ad appena mezz'ora di treno, sono quasi leggendarie: ci vivono solo i super ricchi e sono praticamente inavvicinabili dai comuni mortali. Pariamo di posti idilliaci: mare, natura incontaminata, calma assoluta. Altre invece - magari ancora più vicine - formano una specie di "corona di spini" che insanguina l'hinterland Newyorkese: posti orribili, pericolosi, totalmente indesiderabili. Per arrivare a location appetibili da una famiglia normale é necessario scavalcare sia le prime che le seconde, arrivando quindi in zone di confine con distretti scolastici a macchia di leopardo: scuola ottima, scuola così così, scuola di merda, scuola ottima,  scuola così così, scuola di merda ecc... Più guadagni e più puoi permetterti di comprare casa nella nicchia migliore. Tutto molto semplice... molto schematico.

Oh, intendiamoci: zone meravigliose eh... prati verdi, alberi secolari, scoiattoli, aquile in cielo. Se poi sei sul mare ci sono case con gli attracchi privati, spiagge dove fai surf, regate. Stiamo parlando di bei posti! Solo che sei, tra un cazzo ed un altro, a un'ora di treno da Manhattan. Eh.... un'ora! Che ci vuoi fare?Ti leggi un bel libro, guardi i film... Ti tocca. Poi però la sera quando arrivi a casa sei a casa! Sono scelte di vita...

Io sto vedendo il da farsi. Alla fine quello che paghi di affitto lo paghi ci mutuo. Se si fa dovrò prendermi la mia bella automobile, la griglia per il barbecue, e ovviamente l'antenna!
Altrimenti rimarrò a NY un'altro anno... magari due che ne so. Ma per ora l'idea é di uscire: gli anni passano e bisogna mettere la testa a Boston.

Ciao e grazie ancora per le visite degli irriducibili!

Nostalgia

sabato, gennaio 2nd, 2016

E' da tanto che non scrivo e non ero intenzionato a farlo ma stasera é passato a New York l'amico Gallo (quello del coast to coast) e l'occasione si é rivelata foriera di numerosi spunti di riflessione.

Gallo, infatti, si é presentato assieme ad altre 7 persone. Assieme compongono una specie di setta segreta: girano assieme, mangiano assieme, dormono assieme. Ho cercato di capire esattamente cosa li unisse ma non ci sono riuscito. Alcuni sono di Roma, altri di non so di dove ed altri due addirittura lavorano alla SEI.

Per la precisione uno alla SEI, l'altro alla STF... Incredibile! O meglio, la cosa di per se non é incredibile (stiamo parlano della SEI non del KGB) eppure ritrovarsene due all'improvviso a NYC vi assicuro non capita tutti i giorni.

Come era inevitabile mi sono fatto raccontare le ultimissime notizie trasmesse da "Radio Hangar" e sono venute fuori delle chicche pazzesche. Roba potente! Storie di corna conclamate e reiterate, triangoli delle bermuda, portinaie volanti, tresche tra capi ufficio, revival di "le ho fatto vedere la mazza" e via di questo passo. Insomma, pare che nel decennio appena trascorso alla SEI si siano dati da fare parecchio, forse addirittura superando gli antichi fasti di una volta.

Questo post però non parla di corna. Questo post parla di nostalgia. E si perché - come ho già accennato anche stasera stessa Gallo - pubblicamente per la prima volta voglio annunciarvi che ho nostaglia.
E' per me necessario ammettere che nonostante il casino, nonostante le raje, nonostante l'erba alta mezzo metro ed i mobili anni '70, nonostante tutto ciò in quella situazione c'era innegabilmente anche del buono.
Vuoi l'età, la mancanza di qualsiasi limite o responsabilità, vuoi il fatto che tendo facilmente alla retrospettiva rosea, sta di fatto che stasera ho ripensato con malinconia a quegli anni così ruggenti ed audaci. Forse ancora più interessante é il fatto che questa sensazione é riconducibile non soltanto alla SEI, ma probabilmente a tutta l'Italia in generale. Persino agli anni della scuola!

Ebbene lo dico senza mezze parole, lo confesso: ho nostalgia. Mi mancano lo spirito, il senso dell'humor, l'audacia, la distinzione netta e niente affatto celata tra amici e nemici, tra simpatici e rompicoglioni. Mi manca soprattutto il mangiare, la luce del sole accecante, il rosso del tramonto ed il rumore del mare.
E tutto questo all'improvviso, senza nessun preavviso, senza motivo apparente. E dopo quasi dieci anni! Sono cazzi.