In difesa della grande mela: due precisazioni a bocce ferme

Tornando in America ho ripensato a quello che ho scritto nel precedente post. Due appunti, sebbene potenzialmente auto-contraddittori, sono doverosi.

Il primo riguarda il senso di sicurezza che ho percepito a Pechino. Ebbene, é impossibile non accorgersi che in tutta la città - ma proprio tutta - sono presenti enormi quantità di filo spinato. Neanche ad Auschwitz se ne era mai visto tanto.
Molte delle case periferiche si trovano infatti in development più o meno piccoli che sono quasi sempre organizzati nella forma che qui definirebbero "gated community" e cioé "comunità recintata" un concetto che in Italia non vedo ancora in giro ma, vista l'aria, penso prenderà presto piede. Funziona così: anziché fare 4 o 5 palazzine e via, il costruttore le fa e poi le circonda da un bella recinzione. Si entra e si esce soltanto da appositi varchi generalmente sorvegliati H24. Fin qui tutto bene. Il particolare in interessante però é che in Cina al posto della recinzione viene costruito un bel muro di cinta alto un paio di metri e, come se il muro non bastasse, esso viene guarnito con uno o più strati di ferro spinato. Ma non quello economico eh, parlo del barbwire moderno che trovate normalmente nelle caserme o negli aeroporti. Addirittura, all'interno di uno di questi complessi ho notato l'esistenza di una sub-station di Polizia.
Non basta: buona parte di questi palazzi é dotata di inferriate alle finestre e le si notano anche al decimo o al quindicesimo piano.
A questo punto la domanda che mi pongo a posteriori é: se davvero la sicurezza é così alta come sembra, a cosa servono queste eccezionali misure di sicurezza? Difficile dirlo. Ho provato a domandare in giro e la risposte tendono a minimizzare: basta che una famiglia metta le inferriate e le altre seguono a ruota solo per non essere da meno. Il ferro spinato, invece viene visto come una feature per la sicurezza, un lusso insomma e non come un simbolo forte, come una misura estrema ed oppressiva. Parziale conferma a questa ipotesi é data dal fatto che le guardie ai cancelli (tutte rigorosamente in divisa recante il logo della città di Pechino, lo stesso che usa la Polizia) non controllano l'identità di nessuno: a piedi o in macchina, di giorno o di notte, che si entri o che si esca tutti passano indisturbati. Boh... E' dinanzi a domande come questa che la Cina si conferma come da stereotipo incredibilmente misteriosa ed inaccessibile.  Le fonti ufficiali Americane (che non linko per ovvii motivi... tengo famiglia) citano furtarelli di portafogli, risse tra giovanotti nei bar,  truffettine dei taxi abusivi e cose di questa risma. Non c'é riferimento a gente che ti entra in casa o cose del genere. Le fonti Cinesi non sono pervenute. Esisterà un equivalente del COMPSTAT per la città Pechino? Immagino di no. Va beh... rimango col beneficio del dubbio.

Il secondo punto invece é relativo alla metro.
Premesso che, come ripeto, stiamo confrontando una situazione di serie C2 (quella di NY) con una situazione di seria A anzi Champions League (quella di Pechino) e che dinanzi a tale dislivello le scuse servono a poco, c'é comunque da ribadire che mentre la metro di NY é aperta 24/7/365, quella di Pechino chiude quotidianamente dalle 22 alle 05. La differenza é sostanziale perché ogni notte a Pechino possono fare tutti i lavoretti di manutenzione e di pulizia che vogliono mentre a NY questa possibilità non esiste. Non solo: le ore notturne permettono di fermare tutto il materiale rotabile e tutto il personale viaggiante: meno treni, meno straordinari ecc. A NY, invece, col fatto che la metro va 24/7 si spende un botto e per garantire le frequenze stellari (questo si!) che MTA gestisce nelle ore di punta si arriva a costi proibitivi.
Altro particolare non insignificante é che mentre l'accesso a NY é a tariffa fissa (con $2.75 puoi andare da Coney Island a Ditmars Boulevard, da Pelham Bay a Battery Park, da JFK al World Trade ecc.) a Pechino invece si paga in base alla distanza percorsa. Se fai tratte lunghe il prezzo sale (relativamente) anche parecchio. Questo particolare rende la metropolitana Pechinese economicamente più simile ad una rete di treni piuttosto che ad una vera e propria metropolitana. Immaginatevi se a NY i pendolari pagassero tutti il doppio o il quadruplo di quello che pagano i residenti di Manhattan... il bilancio e quindi le risorse a disposizione sarebbero certamente diverse. Ed infatti, i treni extra urbani che costano 4-500 dollari al mese di abbonamento sono molto più vicini a quelli di Pechino in termini di modernità, pulizia ed anche di frequenza.

Insomma... il sindaco é buonista e pure mezzo Italiano ma nonostante ciò non ci dobbiamo mica buttare giù. Amico caro: NY é sempre NY!

Ciao

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  • Massimiliano Costa

    Sono particolarmente sensibile al tema sicurezza e ritengo che una città sia più sicura per i cittadini solo se esiste un apparato di polizia efficente come penso che avete a NY. COMPSTAT? Ma esiste qui in Italia? Grazie per il post!!!!!