La cassetta postale del destinatario é piena

Dopo la bellezza di quasi otto anni nello stesso appartamento di Astoria mi sono trasferito in un altro.
Contrariamente a quanto avevo annunciato non ho (ancora) optato per la casetta in Canada (e cioè in New Jersey) bensì per un altro posto in affitto.

Sebbene di appena forse un kilometro in linea d'aria, spostarsi da un appartamento ad un altro di una grande città richiede una quantità di tempo, di energie e di denaro che quando si é abituati alla vita stanziale delle periferie Italiane si fa fatica ad immaginare.
Già la ricerca, con tutte le sue variabili, é estenuante. Il trasloco poi é una impresa titanica, soprattutto se si é praticamente soli.

Comunque,come dicevo, sono ancora ad Astoria. Tuttavia, pur essendo nello stesso quartiere, le differenze sono sostanziali. Infatti, mentre prima ero in uno dei punti focali della gentrification Newyorchese, ora sono al margini estremi del Queens da bere. Proprio al confine con quell'enorme void che sono le moderne periferie di questa città. Dove mi trovo ora ci sono gli ultimi bar fighetti, gli ultimi ristoranti scintillanti, gli ultimi negozi che a vederli ti pare di stare in America e non in un paese in via di sviluppo. Dopodiché  - a distanza di appena 4 o 5 blocchi - comincia il nulla assoluto, il vuoto, la depressione economica più totale.
A me questo chiaroscuro, questa zona salmastre, piace parecchio. A mia moglie un pò meno... ma pazienza. Si abituerà.
Ah, vi voglio dare un altro elemento per capire meglio: al contrario di tutte le altre volte, stavolta ho preso un appartamento di una casetta del Queens. Na roba familiare... tutti conoscono tutti. Ho addirittura un enorme - e ripeto enorme - giardino che contrattualmente é a mio uso esclusivo. E si, ovviamente c'é anche la fornacella per fare il barbeque!

Tra le altre cose da fare, traslocare comporta l'aggiornamento di tutti gli account di cui si dispone: banca, energia elettrica/gas, internet, immigration, tutte le carte di credito (no, non sono la stessa cosa della banca), patente di guida, trasferimento automatico della posta, abbonamenti  vari, ufficio del personale... insomma ci passi un pomeriggio intero. Ovviamente si fa tutto online eh... é ovvio. Cambio visura energia elettrica? Tac! Fatto. Cambio fornitura Interent? Taaaaac! Fatto. Cambio indirizzo di billing Visa? Martercard? Amex? Taaaaac taaaaac taaaaac! Fatto. Sostituzione patente di guida? Taaaaaaaac! fatto
Poi, nella lista che avevo redatto per evitare di dimenticare qualcosa due giorni fa mi trovo questa voce: CONSOLATO ITALIANO. Mmmmmmmmm Cerco online e trovo solo un indirizzo di posta elettronica a cui rivolgersi. Posta elettronica? Ma come? Non un siterello, una formettino da compilare, non un qualcosina di totalmente automatico? Zero... solo una email a cui dovrà rispondere una persona in carne ed ossa. Va beh... per amor patrio mi armo di pazienza e scrivo:

Gentili Sig.ra/Sig.re,

Sono un Cittadino Italiano iscritto all'AIRE presso il vostro ufficio.
Con la presente comunico che il mio nuovo indirizzo di residenza a New York City é:

[...]

Distinti Saluti

 Pensavo la cosa fosse finita li. Oggi invece la Dott.ssa [...], Cancelliere Amministrativo (!), mi risponde:
Gentile sig. De Carolis,

per procedere all’aggiornamento dei suoi dati, dovra’ cortesemente compilare il modulo allegato e rispedirlo con copia del passaporto e la bolletta di un’utenza a lei intestata riportante il nuovo indirizzo.

Cordiali saluti

A me già bolliva il sangue. Ma é possibile che l'Immigration Americana la quale ti controlla anche I PELI DEL ***O ti fa cambiare indirizzo di residenza online in 2 minuti mentre il Consolato Italiano CHE NON SERVE AD UN **** vuole che compili un modulo DI M**** e che glielo rimandi firmato con la penna? Ma poi come lo devo rimandare? Via email o via posta ordinaria? Posta ordinaria??? Per essere sicuro di non sbagliare provo a domandare:

Gentile Dott.ssa ********,

Intende via e-mail o posta cartacea?
Le mie bollette sono tutte online, va bene uno screenshot?

Grazie

A breve giro, ecco la risposta dello stato italiano. La ciliegina sulla torta:

mailboxfull

La cassetta postale é piena, capito?!? A me queste cose mi mandano ai matti. Vado fuori di testa... E io che ci devo avere a che fare per forza! Quanto ho bestemmiato... ma capite o non capite di cosa stiamo parlando? Che cosa cazzo ci vuole a fare un siterello dove ti registri e gestisci le tue cose del consolato? Pure uno studente al terzo liceo sarebbe in grado di farlo! E invece niente... questi ancora vanno avanti ad impegati che rispondono alle lettere, leccano i francobolli, protocollano i FAX. Tutto come fossimo ancora nel 1990, o nel 1890. Non si riesce più a gestire la quotidianetà delle cose. Ormai l'Italia é fuori dal suo tempo. Altro che ripresa, altro che competizione internazionale. Il prossimo che mi viene a dire "no ma l'estro Italiano, la creatività, l'Ing. Olivetti che ha inventato il Computer..." lo prendo a parole. O forse no. Tanto poi mi passa. Ormai non mi importa più niente di niente.

Saluti

Alain

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  • Mark

    Ci fai sentire dei trogloditi! 🙁 mandaci una "cartolina" della nuova dimora 🙂
    Buon proseguimento nella grande New York!!!

  • Max

    Quanta verità... Che poi se ci vai di persona al Consolato di NY ti sembra di esserti improvvisamente catapultato dentro una puntata di una fiction provinciale tipo Carabinieri o Don Matteo.

  • Andrea Ghilardi

    Ciao Alain, ti leggo sempre con piacere, visto che ora hai il giardino spero che potrai installare delle antenne. 73 de Andrea IK5QLO