Posts Tagged ‘alain’

Chimatemi Manuel

martedì, novembre 6th, 2012

Si si domani ci sono le elezioni. Che palle... ma a te che cazzo te ne frega chi vince? A me un pò importa, ma a te? Boh... non capisco come mai tutta questa attenzione.

Comunque... se tu mi chiedessi qual'é il mio sogno nel cassetto, ma un sogno vero, quasi irrealizzabile, ti direi che mi piacerebbe fare il giro del mondo in barca a vela. In solitaria.

Visto però che di barche non so assolutamente nulla, e di mare poi men che meno (d'estate non andavo neanche in spiaggia) magari farlo da solo non é il caso. Non é che magari tra i miei lettori capita qualcuno che gli serve un mozzo in equipaggio... Magari io porto una radio, qualche antenna. Ci mandiamo le e-mail in HF. Fammi sapere se sai qualcosa, se conosci qualcuno... Pago pure se serve eh! Ci mettiamo d'accordo per un prezzo ragionevole.

Mi sono detto, Alain fatti da solo. E così ho optato per il mare...

Ciao

Un’altra vita

domenica, aprile 1st, 2012

Ragazzi, non è che non ci sono eh... Sono qui. Lo so che aspettate i post che non escono mai, ma che ci posso fare? Non so più che scrivere. Argomenti che qualche mese fa mi appassionavano in questo periodo mi sono pressappoco indifferenti. Esco poco, anzi pochissimo. Se non mi servisse per andare a lavorare credo che potrei rinunciare all'abbonamento della metropolitana.
Passo i weekend in casa. Ieri tra una canzone di Travis ed una di Don Henley ho speso 10 ore consecutive nel consultare un sito di componenti elettronici. Poi verso ora di cena ho fatto venire la solita Pizza consegnata a domicilio da quella pizzeria che mi piace tanto ma che non ho mai visitato di persona.  Dopodichè mi sono visto le prime due puntate della nuova serie di Mad Men (che tra l'altro non mi sono neanche piaciute) poi a dormire.

Oggi colazione dal solito posto con le solite due paste Americane che farebbero schifo ma che alla fine uno si abitua anche a mangiare i sassi se proprio deve. E qui devi...
Adesso la mia ragazza mi sta costringendo ad andare in palestra. Non è per diventare grosso ma giusto per conservare un minimo di efficienza fisica. Per evitare l'atrofia.

In questa condizione di apatia cosa volete che scriva? Non è facile trovare spunti interessanti perchè le stesse cose che una volta mi colpivano e a cui non riuscivo a non pensare oggi mi passano davanti rimanendo inosservate e lasciandomi del tutto indifferente. E una condizione che passerà? Spero nell'arrivo della calda stagione... ma, come diceva il grande Franco:

Su divani, abbandonati a telecomandi in mano storie di sottofondo Dallas e i Ricchi Piangono. Sulle strade la terza linea del metrò che avanza, e macchine parcheggiate in tripla fila, e la sera ritorno con la noia e la stanchezza. Non servono più eccitanti o ideologie ci vuole un'altra vita.

I veri Forrest Gump

domenica, marzo 25th, 2012

Guardate il video di Christoph Rehage, un ragazzo Tedesco che ha camminato da solo attraverso tutta la Cina. (Questo il suo sito)

Avevo saputo di Rehage qualche giorno fa. Oggi invece sul Times c'è un pezzo su Matt Green, un impiegato Americano che a furia di stare su una scrivania ha sbarellato e senza motivo si è fatto a piedi il Coast to Coast degli USA da New York all'Oregon. Ci ha messo 5 mesi durante i quali ha dormito in una tenda che montava nei giardini di chi glielo consentiva.

Finita quell'impresa (a detta sua) era difficile rimettersi sopra un'altra scrivania e così ne ha cominciata un'altra forse ancora più audace: camminare lungo tutte le strade percorribili a piedi di New York City. Attenzione non stiamo parlando solo di Manhattan bensì dell'intera città: 12800 Km da percorrere uno dopo l'altro. A piedi!
Matt vive con 15 dollari al giorno e sul suo sito (in cui racconta la sua avventura e pubblica foto di quello che vede) accetta donazioni.

Queste persone c'è da ammirarle eh... gente che sfugge alla quotidianetà delle cose... alla trappola delle consuetudini. Sono dei ribelli. Dei rivoluzionari. Io li invidio un casino.

P.S.
L'ho detto e lo ripeto: se vinco la famosa lotteria vado a piedi a San Francisco!

Un pomeriggio di inizio Primavera sulla 42esima strada

martedì, marzo 13th, 2012

So che molti di voi non ci crederanno ma mi è capitata una coincidenza bestiale: ho incontrato Luo Yufeng!
Ero davanti alla Biblioteca principale di Manhattan su 42esima e quinta quando mi accorgo che seduta su una sedia c'era lei che leggeva da sola un libro. Penso che neanche se al posto suo ci fosse stata Madonna o Al Pacino mi sarei emozionato così tanto.
Le sono passato a circa 3 metri di distanza. Avrei tanto voluto farmici una foto e magari anche parlarci ma non mi è stato possibile per cause di forza maggiore. Comunque l'ho osservate per una decina di minuti: lei li, sola, che legge un libro. La diva trash della rete Cinese (ora rifugiatasi a Brooklyn) si gode il suo spicchio di Manhattan in un momento di tranquillità, il tutto pochi giorni dopo che l'ho menzionata sul blog... Fantastico.

Poi, sempre per rimanere in tema Cina, poco dopo mi si è avvicinata una anziana signora Cinese che parlando Mandarino mi chiedeva indicando i numeri su un pezzo di carta dove fosse la 43esima strada.
Io le ho risposto a gesti (ma come mai ancora non so dire in Mandarino destra e sinistra?!?!?) e lei appena capita la direzione fa per andarsene ringraziando con un "xiexie" (grazie). Io prontissimo ribatto con "bu ke qi!" (prego). A quel punto la signora che già si era allontanata di due o tre passi torna indietro saltellando tutta contenta per la sorpresa. Diceva chissà che cosa... sono stato capace solo di dirle "Wo shi Yi da li ren, wo hui shuo yidianr Zhong wen..." (sono Italiano, parlo un pò di Cinese)

Comunque... ragazzi... messa un attimo da parte la Cina la città brulica eh... Stanno uscendo fuori delle cose allucinanti. Ma, roba grossa, tanta roba. Un Safari insomma. Capite a me... C'è questo odore di primavera, questa voglia di mettersi in mostra, di scroprirsi, questa smania di brezza e di sole.

Che spettacolo di città.  Ma proprio non vi ci azzardate nemmeno a fare il paragone con altri luoghi. Non c'è partita. Il mondo è qui. Tutto il resto non conta. Anzi non esiste nemmeno.

Buona notte dalla grande mela

Another Sunrise

martedì, marzo 6th, 2012

Va beh... comunque... a parte il caghetto che ho avuto non scrivo perchè sono un pò depresso (che novità direte voi...) Non so che scrivere. O meglio saprei cosa scrivere e lo scrivo pure ma poi penso ma chi me lo fa fare a scrivere, ma chi se ne frega, cosa cambia... e così cancello tutto. Ho una sensazione di impotenza totale.
Ho appena visto un video che mi ha un pò rincuorato. Ve lo propongo anche per via della musica dei Planet Funk:

Il paracadutismo (o skydiving, come si chiama adesso) è una esperienza di vita vera: sei tu, il paracadute ed il cielo infinito. La morte sempre a pochi metri, boccate di andrenalina e di vita a quattromila metri da terra.
In periodi come questo ci vorrebbe qualcosa del genere: qualcosa di forte. Altrimenti che grigiore, che piattume, che gabbia. Avrei voglia di urlare a pieni polmoni, se solo si potesse ma non si può. Perlomeno io non posso, i cittadini invece forse si...

La primavera comunque è vicina e le cose dovrebbero presto andare per il meglio. Magari vado upstate e mi lancio di nuovo davvero.

Adios amigos

Lazzaretti

mercoledì, febbraio 22nd, 2012

Era una bellissima giornata di sole di inizio estate, credo nel 2006. Non ricordo perchè ma tutto scamiciato tornai in Autostrada da Ascoli Piceno con la macchina scappottata e la musica a tutto volume.

Arrivo a Porto d'Ascoli ed approfitto per fare visita ad un amico che lavorava al centro commerciale. Mentre ero lì che parlavo noto un fastidio sulla parte bassa della schiena. Era strano - pensavo - ma nulla di allarmante e così riparto alla volta di un negozio specializzato che vendeva proiettori.

Dentro al negozio mentre l'addetto mi spiega tutto sui proiettori il fastidio diventa rapidamente un dolore nettissimo. Anzi insopportabile. Nel giro di dieci minuti cominciai infatti a sudare e anche rimanere dritto in piedi era sempre più difficile.

Interruppi bruscamente il commesso dicendo: "mi scusi ma devo andare via perchè mi sento male". Ed esco lasciandolo su due piedi. In strada mi assalgono una certezza ed un dubbio: 1) non posso tornare a casa, qui serve un ospedale 2) in ospedale ci vado con la mia macchina oppure faccio venire una ambulanza?

Siccome di stronzi che prendevano ambulanze a sbafo ne ho  trasportati a dozzine, ho optato per la macchina. Grave errore.
Durante i 10 minuti di strada che mi separavano dall'ospedale più volte ho pensato di fermarmi al centro della carreggiata per poi stendermi sul marciapiede in attesa che qualcuno chiamasse i soccorsi. Ho stretto i denti e sono arrivato (ancora non so come) all'ospedale.

Entro al pronto soccorso e scopro che davanti a me c'era una bolgia infernale. Forse cinquanta persone tra cui bambini con ossa rotte e persone sanguinanti a causa di tagli vistosissimi. Un macello. Capisco di aver fatto una cazzata perchè se fossi arrivato in Ambulanza la fila la avrei saltata completamente, comunque mi siedo su una pachina e appoggio la testa sulle ginocchia.
Arriva una che si identifica come volontaria della croce rossa per farmi un triage. Un triage... detto alla francese: ma che bello usare termini raffinati nel bel mezzo di un bordello. Sarà una volontaria (non un medico) a stabilire se sto morendo oppure no. Davanti a tutti mi rivolge domande tipo: Soffre di qualche patologia in particolare? No, sono sano. Mai fatto uso di sostanze stupefacendi? No mai. Ha mai avuto questo dolore prima d'ora? No mai... e così via.

Mi assegna un codice di bassa priorità (ti pareva) e se ne va. Io sono in preda al panico. Il dolore è talmente forte che non riesco a trattenere le lacrime. Le persone attorno a me si allarmano: oh ma questo sta male... fate qualche cosa!
Torna la volontaria e mi offre un posto da sdraiato in una saletta piena di barelle con sopra altrettante persone in attesa. Veramente un lazzaretto... senza medici però. Solo pazienti doloranti.

A fianco a me c'è una anziana signora che si lamenta e piange per chissà quale motivo. Io mi rotolo sulla barella, gli astanti mi chiedono se ho un numero da chiamare per avvisare i parenti. Un pò per il dolore un pò per evitare di allarmare i miei rifiuto. A quel punto ero convinto che stessi per morire per cause che sarebbero rimaste a me ignote. Ne ero quasi certo. Sarà passata un'ora dal mio ingresso in ospedale o forse più quando si ripresenta la volontaria.
Io respiravo a denti stretti, e non parlavo ormai per niente. Ad un certo punto la sento dire: "se vuole un consiglio, cerchi di respirare profondamente..." ma io la interrompo bruscamente e a tutto volume:

"NON MI SERVE UN CONSIGLIO MI SERVE UN MEDICO, PORCO ***!!!!!!!!!"

La volontaria scappa via impaurita. L'urlo è così forte che il trambusto all'interno del pronto soccorso diventa silenzio di tomba. Persino la signora della barella affianco alla mia ha smesso di lamentarsi. Non vola più una mosca... l'ospedale sembra vuoto. Tempo 60 secondi e si materializza un medico in camice bianco: "Senta ora la visitiamo, ma cerchi di stare calmo altrimenti saremo costretti a sedarla". "E magari!!!" rispondo io.

Finalmente mi visitano e la diagnosi è rapidissima: colica renale. Io non sapevo neanche cosa fosse. La prima flebo di antidolorifico non basta e così me ne fanno un'altra a seguire. Finalmente il dolore passa e così mi decido a chiamare mia madre. Quando arriva nel cercarmi le dicono: "signora ma chi cerca, quel pazzo che ha bestemmiato prima?".

Mi chiedo come fanno le persone parcheggiate al lazzaretto di Roma a rimanere posate ed in silenzio per giorni e giorni. Addirittura una signora col trauma cranico dimenticata per 4 giorni! Bisognerebbe che si mettessero tutte a gridare e a lamentarsi sonoramente: perlomeno il Governatore in visita non potrebbe fare finta di non vedere e non sentire!

In situazioni da pazzi forse è bene comportarsi come tali.

I Pariolini di 18 anni

sabato, febbraio 18th, 2012

Allora carissimi... ecco a voi - dopo tanto - un bel post di quelli col bicchiere in mano.
La città mi scorre addosso, tra alti e bassi... ormai è un film di cui non sono più protagonista. Comunque sempre un gran film. Epico direi. Un colossal...

Stasera ero chino sul MacBook Pro a scrivere codice inutile. Oh madonna quanto ne ho scritto ultimamente: C, C++, PHP, CSS, javascript... migliaia di righe così per ammazzare il tempo. Scrivevo scrivevo scrivevo e quasi per caso mi imbatto in questo pezzo dei "i cani" un misterioso per quanto interessante gruppo Romano. E sono entrato in loop.
Sto ascoltando tutto quello che c'è disponibile e vi posso dire che "i cani" sono già schizzati al top della mia classifica personale. I Pariolini di 18 anni la avrò già sentita almeno 20 volte. Mi ci sono anche stappato una bottiglia di Jameson. Ahhhhhhhhhh... questa sudarella che non sai se sono i termosifoni termonucleari Americani oppure la tripla distillazione Irlandese. Sentiteveli perchè veramente vanno a toccare il nervo scoperto di una generazione svanita nel vuoto.

Comunque... si lo so che volete sentire della vita Newyorchese. La maggior parte di voi vorrebbe un blog in stile grande fratello in cui vi racconto i retroscena della mia avventura nella grande mela. Non è sempre facile, e per diversi motivi. In primis perchè dopo tutto questo tempo le cose diventano sempre più normali e le occasioni per stupirsi sempre più rade. In secondo luogo perchè - si sa - le condizioni avverse ed estreme (come le mie di 2 anni fa) rinfrancano lo spirito artistico delle persone. Insomma... per scrivere grandi cose devi essere disperato, solo, completamente perso nei meandri nella tua causa persa. In questi ultimi tempi non sono più solo e nemmeno completamente perso. Il blog inevitabilmente ne risente.

In ogni caso, mi piacerbbe tornare indietro nel tempo. Soprattutto quando bevo mi piacerebbe poter tornare ai tempi dell'Università. Quante ne ho viste... e quante ne ho sprecate.  Anzi no, mi piacerebbe diventare un Pariolino di 18 anni... uno di quelli che oggi fanno le perte col motorino.

Ciao

Tutto pur di riuscire a non pensare

martedì, gennaio 17th, 2012

Negli ultimi giorni lo scopo è quello di non pensare.

Si, li avevo dei posti in mente... alcuni li ho anche scritti ma poi anzichè pubblicarli li ho cancellati. Sarà anche che ormai stiamo costantemente sotto zero ma sta di fatto che negli ultimi giorni sono particolarmente scazzato e disilluso. E' inutile che lo ripeto per la tremilasettecovettesima volta: sta cosa di essere un ospite mi scoccia, e soprattutto il fatto che non c'è modo (legale) di uscirne.

Ma dico io, ragionate assieme a me: Tizio viene qua e si sposa. Lo Stato Americano - che è uno stato civile e moderno - gli riconosce il diritto di rimanere a vivere da queste parti. Bene.
Caio invece viene qui a lavorare e lo Stato Americano dice: "vabbè... visto che il lavoro lo avevi ancora prima di venire, visto che la tua presenza fa girare l'economia e crea altri posti di lavoro americani allora facciamo stare anche te". Benissimo.

Passano diversi anni. Tizio si scopre che mette le corna alla moglie e così lei lo lascia. E lo Stato Americano che fa? Mica lo caccia via... noooo. Lo Stato dice: "e va bhe pazienza... non sei più sposato ma visto e considerato che sei stato qua per oltre due anni e magari hai la macchina, la casa, dei figli, gli amici ecc... ecc... ti facciamo rimanere quanto vuoi. A vita magari. E perchè no? Noi siamo uno Stato civile!". Tutto bellissimo fin qui.

E Caio? Caio fa ancora quel lavoro e però, purtroppo per lui, siccome non lavora per la Chiesa Cattolica SPA e le cose normalmente non durano in eterno dagli e ridagli alla fine il lavoro lo perde. E lo Stato Americano che fa? Mica gli riserva lo stesso trattamento di Tizio. Noooo... Lo Stato Americano gli dice: "caro Caio, hai tempo 24 ore per andartene altrimenti per noi tu sei un clandestino, con tutto quello che ne consegue. E stai attento perchè questa non è l'Italia e salire sulle gru qui non serve ad un cazzo di niente (anche perchè da noi le gru sotto sono ben recintate...). Se ti prendiamo da clandestino sono due calci nel culo e a casa per direttissima."

Insomma... ma è giusta sta cosa? Voi che ne pensate? Ma come si fa a pensare che uno può stare qua 10 anni senza un minimo di riconoscimento di niente, come un ospite con la valigia sempre pronta. Che situazione allucinante. Che esperienza di vita ragazzi... chi lo avrebbe mai detto che mi sarei un giorno trovato in questa condizione di precariato esistenziale.

Comunque oh... cambiamo argomento: sono tornato ai vecchi hobbies, quelli talebani davvero. Ho passato tutto il weekend ed anche il lunedì immerso in cose da pazzi tipo questa. Non è una bomba eh... Non vi fate strane idee! E' la parte iniziale del prototipo di una una antenna da paura. Una cosa tutta automatica mai vista prima che nell'ambiente dei nerd (vecchia scuola) farà scalpore.
Tutto pur di riuscire a non pensare...

Ciao

Solstizio d’Inverno a New York

mercoledì, dicembre 28th, 2011

La sera del Solstizio d'Inverno (che per i superstiziosi affiliati alle grandi sette è meglio nota come "Natale") ero a cena a casa dell'amico Patrice da Tivoli. C'erano diversi amici e ovviamente anche amiche. Ce ne fosse stata una, ma dico solo una che non fosse asiatica. Sembrava di stare ad Hong Kong...
Ad un certo punto si è parlato di religione (giuro che non sono stato io a tirare in ballo l'argomento) e si scopre che ci sono tra noi degli atei, altri che non si interessavano al problema, dei buddisti, addirittura una diceva di essere taoista. Nessuno si è fatto avanti dicendo di essere cristiano. In verità forse uno c'era visto che avevamo tra noi un Polacco ma non si è espresso e quindi non é giusto avere pregiudizi.

Una delle ragazze era della Corea del Sud e ad un certo punto salta fuori l'argomento Kim Jong-il e Nord Corea. Lei parlava di quel paese con un certo imbarazzo, un pò come si potrebbe fare di un vicino di casa sorpreso a spacciare eroina ai bambini delle scuole medie. Le dico che una volta ho incontrato a New York un Nord Coreano, e più precisamente il leader dei dissidenti del Nord America ma lei invece precisa subito che al contrario un Nord Coreano non lo aveva mai visto in vita sua. Che razza di situazione incredibile! Mi chiedo se la nostra ormai inevitabile secessione genererà un epilogo altrettanto drammatico. Staremo a vedere... certo però che di anni ne devono passare ancora molti per fare il paragone perché se Kim Il-sung, fondatore della Corea del Nord, fosse il nostro Bossi allora suo figlio Kim Jong-il (quello morto la settimana scorsa) sarebbe  il trota.

A cena si è mangiato e bevuto... il menu era un pò insolito per una cena di quel genere ma ragazzi... siamo a New York e tutto è possibile. Non sono comunque mancati torrone, panettone e spumantini vari. Non ci siamo insomma fatti mancare niente tranne forse una bella partitina a Poker  che vista la compagine internazionale sarebbe potuta essere interessante da giocare.

Capodanno sarà invece presso l'ormai leggendario Duccio da Firenze, l'artista decano Newyorchese più in voga di tutta Lower Manhattan. Vi farò sapere come è andata

Adios

Dopo Lexington viene Mao

venerdì, dicembre 23rd, 2011

Domani sarà l'ultimo giorno di lavoro sulla quarantaduesima strada.

Un pò mi dispiace perchè ormai ero abituato alla consuetudine del "commute" lungo la N e la 7. Conosco le tempistiche, i trucchi per trovare il posto a sedere, conosco la gente che sta dentro al treno. Vi sembrerà incredibile eppure ormai tutte le settimane trovavo in carrozza facce già viste e la cosa mi faceva sentire un pò a casa.
C'e poi la fermata Court Square dove ogni tanto scendo per passare da un treno all'altro e magari approfittarne per rimanere qualche minuto in più sotto il sole primaverarile o autunnale. Va beh poi c'e il Pret a Manger per la colazione, il portiere Sudamericano, la fauna del quattordicesimo piano ma anche di tutto l'ambiente Fashion in generale. C'e Bryant Park, il palazzo di Bank of America che quando sono arrivato era finito solo a metà, il Chrysler... Che bella zona...

Non che adesso vado a finire in un leprosario eh... alla fine mi sposto solo di 1300 metri e sono sicuro che Lexington avenue avrà anch'essa i suoi pregi. E' che questi piccoli cambiamienti mi fanno immaginare quelli più grossi: che effetto farebbe se un giorno dovessi abbandonare l'intera nazione anzichè solo la quarantaduesima strada? E soprattutto, anzichè a Lexington Ave dove cavolo andrei a finire?

Sto guardando un documentario sulla storia Cinese dell'ultimo secolo e per ora sono arrivato al 1949 e alla proclamazione da parte di Mao della Repubblica Popolare Cinese. Forte Mao... sono rimasto affascianto. Che peccato non aver visitato il suo mausoleo quando mi trovavo a Pechino. Comincerò a verstirmi di verde... non si sa mai

伟大的领袖毛主席万岁