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New York in Morse

domenica, gennaio 19th, 2014

Ultimamente mi sono rimesso a fare telegrafia. Siamo tornati ai tempi di Marconi, del Titanic che fa SOS...

E' difficile ma da soddisfazione. E' un rituale, una tradizione vecchia di secoli. Quando vai in giro con la radio nessuno capisce mai di cosa si tratta: Radioamatore che? ...e che fai trasmetti?!? E perché mai? Ma non c'é già Internet? Se però tiri fuori il tasto e fai sentire due note di telegrafia tutti capiscono immediatamente e la cosa diventa lampante: ahhhh il codice Morse! Mio nonno / il mio vicino di casa / mio cugino lo faceva anche lui sotto le armi. Ancora si fa? Ma che bello... 

Stanotte ero sui 7Mhz che spazzolavo la banda quando sento uno che chiama in telegrafia e così rispondo. Per coincidenza anche lui stava a New York, anzi a Manhattan sulla 75esima strada nell'Upper East Side. Praticamente a circa 1Km da dove mi trovo io...
Esce fuori una comunicazione sudatissima, decisamente atipica ed irrituale, ricca di errori e di ripetizioni. Ma vi immaginate la sfida? Il paradosso di comunicare all'interno della città di New York in Morse quando tutti gli altri lo fanno in LTE? E quasi rivoluzionario direi!

Ma che antenna hai? Di quanti piani é il tuo palazzo? Cose di questo genere... il tutto condito da abbreviazioni e da formalità imposte dalla legge ed infine scandito in una serie di punti e di linee che si susseguono nel silenzio nell'etere Newyorchese. E' poesia...

Domani ci incontriamo in uno Starbucks. E' la prima volta che incontro un altro Radioamatore a New York, anzi in America! E non ci ho mai neanche parlato! Non vedo l'ora

Buona notte

Pomeriggio a Dumbo

lunedì, novembre 21st, 2011

Photo by Mike O'Dea

Oggi ero un paio di un ex-colleghi sotto il ponte di Brooklyn. Ci eravamo dati appuntamento così che avremmo potuto fare un pò di radio visto che ormai siamo veramente alle ultimissime giornate in cui è possibile restare agevolmente all'aperto senza morire congelati.

Nella parte immediatamente sottostante al ponte la Città ha creato un nuovo parco che si è aggiunto al Brooklyn Bridge Park che sta a ridosso del Manhattan Bridge. Devono aver speso diversi soldi perchè tutta l'aerea è stata rinnovata ed ulteriormente rivalutata. Tra i due ponti hanno anche messo una grandissima giostra di quelle classiche coi cavalli a dondolo coperta da un involucro a vetro.

In quella parte di Brooklyn - che si chiama Dumbo - è facile rendersi conto di quanto la città sia cambiata nel corso dei decenni. Abbondano infatti le testimonianze della gente vera e della vita reale: si vedono vecchie fabbriche, stabilimenti, case popolari. Oggi quelle cose ci sono ancora ma è diventato tutto finto: le Fabbriche sono costosissimi Loft per gente che viene dalla Luna, gli stabilimenti conservano l'aspetto originale ma vengono destinati a tutt'altri scopi. Persino i binari del tram sono stai lasciati per bellezza.

C'erano cinque o sei coppie che in altrettanti set fotografici inscenavano scene genuine di effusioni amorose, le famiglie coi bambini, i single coi cani, c'erano le barche che scorrazzavano su e giù per l'East River passando velocemente sotto i due ponti. Al ritorno ho preso una pizzetta di quelle che solo a New York riescono a fare così male e dopo una breve passeggiata me ne sono tornato a casa nel Queens

Domenica a Roosevelt Island: aria di casa lontano da casa

lunedì, ottobre 17th, 2011

Ieri sono tornato dopo tanto tempo a Roosevelt Island.
Bellissima giornata, anche se ormai si fa fatica a stare seduti sulle pachine per via del freddo. Colori magnifici, gabbiani che volano sul pelo dell'acqua. Bel posto davvero... che nostalgia.

Ho montato il mio piccolo show e mi sono messo a chiamare. Potenza 5 watt scarsi. Hanno risposto diversi Americani oltre a Capo Verde, Toscana, Croazia, Cuba, Romania e Lithuania.

Ieri ci doveva essere una qualche festività Ebraica perchè l'isola (e mi dicono anche Coney Island) era piena di famiglie Ebree ordodosse vestite in maniera elegante. Alcuni degli uomini avevano un cappello enorme molto particolare: vuoto al centro e tutto intorno una specie di pelliccia. Mai visto prima.

A un certo punto uno dei bambini viene a chiedere cosa stessi facendo. Era la terza persona che si avvicinava per domandare... ma a differenza delle altre il bambino ha attirato la curiosità di una decina di altri.
Insomma ero circondato da bambini dagli otto ai 12 anni... molto interessati eh...!Quando gli ho detto che potevo sentire facilmente gli aerei in volo e la polizia sono andati in delirio. Secondo me un paio li ho convinti a diventare radioamatori.

Ripiegata la stazione radio nello zaino mi sono rimesso in sella per tornare ad Astoria. Sulla via del ritorno, proprio su Main Street davanti al mio vecchio palazzo di Roosevelt Island vedo una agente di polizia che fa le multe. Ma non è un agente qualsiasi, è un mio ex-collega che ora fa il poliziotto presso il Roosevelt Island Public Safety.

Ci fermiamo a parlare. Come stai? Come sta quello, come sta quell'altro... Tra me e me penso che ormai incontro continuamente gente per strada. Persino i poliziotti che fanno le multe. Aria di casa... lontano da casa.
Mi rimetto in sella. Colori, edifici, natura: New York in bici è fenomenale come al solito.

Adesso però ho paura di aver preso l'influenza. Perlomeno un raffreddore... ma ne è valsa la pena però: Capo Verde con 5 watt l'antenna che la reggi in mano oh... provateci voi se ci riuscite!

Ciao a domani

New York chiama Cingoli

sabato, luglio 23rd, 2011

Oggi nonostante i 37 gradi sono tornato a fare radio sul fiume.

Ho contattato diverse stazioni Europee, anche abbastanza agevolmente. C'erano poi un casino di Italiani, ne avrò sentiti una quindicina. Addirittura c'era una stazione dalle isole campane col prefisso speciale "IC8" che non avevo mai sentito prima.

Uno da vicino Chieti arrivava a tutta forza e quindi attraeva le attenzioni di dozzine di Americani. Mi sono sgolato per chiamarlo ma niente da fare, non sono riuscito per via della "concorrenza" locale che è agguerritissima.

Poi per caso capita Giovanni da Cingoli, un simpatico operatore dal forte accento Marchigiano che giornalmente si tiene in contatto via radio con gli Italo-Americani. Bellissima la conversazione, peccato non aver potuto registrarla tutta per via del telefonino scarico...

Comunque, a un certo punto Giovanni mi dice di conoscere una persona che ha un ristorante a Manhattan, un ristorante di Piadine, che si chiama appunto "La Piadina". Volete scommettere che si riferiva a "Piada"? Andrò quanto prima a Clinton Street per domandare.

P.S.
L'antenna tira eh... una sera mi porto le mutande di latta e faccio la prova con 100 Watt

Aggiornamento: Questo qui è invece un contatto un pò più ortodosso

Un Sabato Nerd

domenica, luglio 17th, 2011

Ho a disposizione una nuova ed interessante radiolina e così oggi sono tornato sulla spiaggetta di Long Island City per provarla.
Mi sono portato anche una versione riveduta del mio loop e l'ho piazzato proprio in riva al fiume, all'ombra di un grosso albero.
La giornata stupenda, non faceva neanche troppo caldo. Mi sono seduto su un masso e cominciato a trasmettere.
Dopo neanche 5 minuti mi sono accorto che la batteria interna della radio era scarica... Pazienza. Sono tornato a casa, ho saldato al volo un paio di connettori e sono tornato sul posto con una batteria esterna da 12 Ah (che credo sarebbe bastata per trasmettere fino al 2050...)
Inizialmente la propagazione non era ottima e ho fatto solo due contatti, uno in Estonia l'altro in UK. Poi però, dopo una breve pausa caffè con il Patrice, sono tornato per la terza volta sul posto al tramonto e questa volta la propagazione era da panico: segnaloni da ovunque... stazioni gomito a gomito. Nel giro di poco ho messo dentro: Russia, Svezia, Spagna, Polonia, UK e Ucraina.
Ma lo riuscite a capire il fascino di questa cosa? Tu sei li con una radio che trasmette più o meno la stessa potenza di un cellulare ed il tuo segnale - rimbalzando più volte tra il cielo e la terra -  va a finire dall'altra parte del mondo. E' una cosa eccezionale... sono 20 anni che lo faccio e ancora non me ne stufo.


Ad un certo punto arrivano delle barche con dei ragazzi a bordo.
Erano diverse barche a remi, una canoa ed un gommone col motore. Io ero appena ritornato per la seconda volta e li ho trovati lì.
Pensavo fossero delle barche in affitto ma mi sbagliavo. Un ragazzo sui 16 mi ha infatti spiegato che quei ragazzi erano parte di un progetto doposcuola di una scuola superiore del Bronx. Le barche sono costruite dai ragazzi stessi in circa 12 settimane, e quel giorno le stavano usando assieme agli insegnati per recarsi dal Bronx a Governors Island, andata e ritorno.
Capito che roba? Già il fatto che una scuola superiore ti fa una cosa del genere è una figata... ma poi pensate alla disciplina, all'organizzazione, alla determinazione che ci vuole per fare cose del genere. E poi oh... Bronx eh!... Mica Hollywood.

A fine serata la marea si è abbassata, il sole è sceso, nel Socrates Park è partito un bel concerto dal vivo ed è uscito fuori un tramonto spettacolare. Arrivavano ancora segnali a bomba ma prima che facesse buio davvero era ora di andare.
Adesso è l'una di notte e sono qui da solo in casa, la radiolina sintonizzata sulla frequenza della Special Operation Division della Polizia, sparatorie ogni 20 minuti. Tra poco mi alzo e vado al supermercato per comprare qualcosa da mangiare.
Domani, come ogni domenica, si ricomincia dalla lavanderia.

Ciao

WW3WW Portable Magnetic Loop Antenna

mercoledì, giugno 15th, 2011

Doing JT65 on 20 Mt

All right, here we go: by popular demand here is some info about my loop.

Living in New York City is the worst possible nightmare for an Amateur Radio enthusiast: no antennas on top of the roof of your tiny little apartment and for the most also no car at all. The only chance you have to transmit something is being portable. Yep... that's right! Over here you will have to get used to that "/P" suffix after your callsign.

All my equipment - battery included - must be light enough to be carried on a bicycle since I often operate from the City Parks. Imagine the scene: curious people giving you funny looks, bums asking for money, kids asking questions, sometimes even cops asking what the heck is that all about.

Since I moved here I always used a MP-1 Super Antenna and I was quite satisfied with it. Recently I wanted to experiment with an exotic type of aerial that I have never tried before: the magnetic loop.
Since I don't have a garage nor an impressive toolset, my portable loop had to be as easy as possible to build.
After some googling I came out with a fairly good solution that I believe is simple enough for anybody to replicate (If I made it here, you can make it anywhere!)

So, here is what you need if you want to build your own:

- Various Schedule 40 1/4" PVC pipes and junctions used for the support structure. I used two X junctions, six T junctions and about seven feet of pipe.
- Around 10 to 13 feet of RG-213 coaxial cable needed to build the loop itself.  Mine is 11 feet long, but the exact length doesn't really matter.
- Three SO-239 panel connectors
- Two PL-259 connectors for the RG-213
- Some small electrical wire to connect the capacitor
- Some ticker electrical wire to make the coupling loop (you will need a fifth of the length of the main loop)
- A few electrical jumper connectors to make removable connections on the air variable capacitor
- Some extra coax cable like RG-6, RG-58 or RG-59 to cover the bands that your variable capacitor cannot eventually reach by itself
- A high voltage (no less than 2KV) air variable capacitor in the range of  20-250 pF (a 500 pF capacitor would be too big. This is a portable antenna! see below)
- Some screws to secure the SO-239 to the PVC X junctions, some electric tape

What about the tools? Here is what I had:

- Screwdriver
- Soldering iron (mine is 30W but a more powerful is definitely better)
- Electrician scissors (I had to buy those...)
- Small saw to cut the PVC pipes
- a drill would be gold if you have it (I didnt't, so I had to drill the holes using one tip of my scissors. Not fun at all...)

I believe you could buy the whole above material (if you don't have it already) for about $50. The capacitor is the most difficult thing to procure but once every while you can find good deals on ebay. I got mine (a dual gang 4500V 15-250 pF) for about 6 bucks.

The net is full of excellent resources about this antenna so I  won't duplicate other people's already excellent work. I just want to show how I built mine so that you get inspired to build your own.

The key concept is that you will have to sustain a loop made with the RG-213. Any way to reach this is acceptable as long as the loop will stand at about 2 feet from the ground.
The loop will have to be left open and at the two extremes of it you will connect your variable capacitor. To make the loop portable I have used two SO-239 connectors. Their purpose is to sustain mechanically the loop and to provide an attach point for the electrical connections to the capacitor.
At the opposite side of the loop you will put another smaller loop made with tick electrical wire. It will be 1/5 of the length of the main RG-213 loop. The smaller loop will then be connected to the feedline that goes to your transceiver. The two loops will be physically disconnected from each other with their distance being up to around two inches. You only have to make sure that they are on the same plane.

That's it. The antenna is done and ready to be used. My 15 to 250 pF capacitor allows to tune  from 10.2 to 20.7 MHz. I mean, such a small loop has a very poor performance on 7 MHz (about 9%) but still you might want to use it there. That's the reason why I had to use the RG-6 cable to extend my tuning range. I have a smaller piece that I put in series to reach 21 MHz, and a bigger one that I use in paraller to go down to 7.

Does it work? It does... I mean, don't imagine that it will make miracles but I believe its a good antenna: I work DX stations without much trouble on phone or PSK31 using just about 30 Watt. The only problem is that being an high Q device the tuning is as sharp as a razor blade you can't really move around the band without having to re-tune the capacitor (which becomes annoying after a few times you do it).

Here is all you need to know if you want to proceed:

- Magnetic Loop Calculator
- The best article on Magnetic Loops I could ever find (by N4SPP)
- W2BRI's site explains how to properly build a loop complete of coax capacitors
- A loop made by KR1ST (no less!)

Good Luck and good DX!

73's de WW3WW

Abruzzesi in inglese

lunedì, aprile 27th, 2009

Dopo che in questa settimana c'erano meno di 10 gradi all'improvviso temperature sopra i 30.
Comincia all'improvviso l'Estate 2009.

Nel weekend sono stato coi miei in Pennsylvania. Occasione per rivedere gli amici, rilassarsi un pò e respirare aria buona.
Mi sono portato la radio e ho contattato Svizzera, UK e Francia. Ad un certo punto mi ha risposto anche un Abruzzese... ma non sono riuscito a fargli capire la mia sigla.

Io: WHISKY-WHISKY-3-WHISKY-WHISKY...
Lui: Ok I got WHISKY-WHISKY, please repeat your prefix
Io: the prefix is also WHISKY-WHISKY !
lui: Sorry... bye bye

Se parlavamo Abruzzese forse era meglio.
Tatà... mbè dajje! J sò wischi wischi tre wischi wischi com mi sind? kapa rocc!

Radio Amarcord

lunedì, gennaio 26th, 2009

Mi è capitato questo video sotto gli occhi e ho avuto nostalgia. Adesso che ho 30 anni fatemi fare un pò di revival.

Scommetto che i più giovani fanno fatica ad immaginare un mondo senza Internet, senza cellulari, senza televisione satellitare, senza la possibilità di telefonare facilmente all'estero.
Eppure fino a quando io facevo i primi anni delle superiori il mondo era esattamente così.
Non si poteva in nessun modo comunicare a distanza con gli amici tantomeno crearsi un giro nuovo alternativo alle frequentazioni di tipo tradizionale (sport, parrocchia, bar ecc...)

C'era tuttavia una eccezione: la radio.

Normalmente le radio vengono usate per motivi di lavoro. All'epoca però esisteva anche una componente significativa di persone che la utilizzavano solo ed esclusivamente per divertimento, per scambiare quattro chiacchiere con gli amici di sempre o per conoscerne di nuovi.
Mi riferisco al famoso CB, anche detto Baracchino, una radio di bassa potenza che trasmettendo sulla frequenza di 27 MHz consentiva agevolmente collegamenti a breve distanza (diciamo fino a 50 Km).

C'erano 40 canali da utilizzare: il 5 riservato ai camionisti, il 7 ai marinai, il 9 alle emergenze (non esistevano i cellulari!) e tutti gli altri disponibili per noi perditempo.
I Martinsicuresi li trovavi tutti sul canale 13. Quelli di Monteprandone (che dall'alto dominavano) inizialmente sull'8, poi sul 30. San Benedetto del Tronto era sul 14.
A qualsiai ora del giorno trovavi qualcuno disponibile a parlare.
Per ingaggiare una conversazione bastava pronunciare la parola "BREAK". Chi era in ascolto capiva e ti rispondeva. Poteva essere un qualcuno che conoscevi già oppure un perfetto sconosciuto. C'erano incredibilmente anche diverse donne.
Serate anzi nottate intere a parlare. Dozzine di amici. Cene, ritrovi, incontri. Bei ricordi.
Era una specie di Skype/Facebook preistorico, limitato nello spazio e nella popolarità ma non per questo meno affascinante. Anzi lo era anche di più! La radio è una magia che solo chi la pratica può capire.

Per chi poi voleva approfondire la parte tecnica si poteva fare il grande salto, e cioè fare l'esame per prendere la famosa "patente" e diventare radioamatore. Bisognava studiare la telegrafia, un pò elettronica e diversi regolamenti.
Ottenute le carte il ministero ti assegnava una sigla (una specie di targa) per trasmettere su una serie di frequenze assegnate un pò ovunque: dalle onde lunghe alle microonde.
Le possibilità erano infite. Essere radioamatore ti dava la possibilità di comunicare agevolmente con tutto il mondo negli anni in cui nessun'altro era in condizione di farlo.
Ascoltare (o interferire!) le comunicazioni di navi, aerei, forze dell'ordine e tutto il resto non sarebbe stato difficile. Durante la guerra fredda, poi, attrezzature del genere potevano essere usate per lo spionaggio. Ecco perchè era anche una grossa responsabilità che veniva rilasciata con attenzione da parte dei vari governi. Quando presi la patente io, ad esempio, vennero i carabinieri a casa farmi le domande. Avevo 16 anni.

C'era infine una via di mezzo tra il CB ed il radioamatore. C'erano dei CB truccati, più potenti, che trasmettevano su un numero di canali ulteriori rispetto ai 40 normali. Erano ovviamente illegali.
Sfruttando le caratteristiche della propagazione ionosferica e solo in particolari condizioni (piuttosto raramente) si riusciva a parlare a distanze incredibili. Quasi sempre in Europa, ma di tanto in tanto anche in America, Sud America, Australia.
Io lo facevo? E certo che lo facevo! (il reato è ora prescritto, non c'era niente di male e ora lo posso confessare). Ho usato quelle frequenze illegali fino a quando avevo l'età minima per diventare radioamatore.
Avvenuto il contatto ci si scambiavano delle speciali cartoline per posta. La prima mi arrivò dall'Irlanda.
Era fantastico. Un miracolo che si ripeteva ogni volta. I primi approcci con l'Inglese parlato li ebbi in quel modo.

Oggi quel mondo è quasi del tutto sparito. Il CB è morto. I radioamatori stanno morendo (letteralmente!).
Io sono uno degli irriducibili che non mollerà fino alla fine.
Mentre vi scrivo ho in casa a New York due antenne, tre radio e la licenza Americana.
Mi dedico quasi esclusivamente alle comunicazioni spaziali (satelliti e/o astronauti) ed ho un altro blog con 8600 iscritti. Questo qui rispetto a quello fa ridere.

E va beh mi sono sfogato. Buona notte.

Radio a Manhattan

mercoledì, gennaio 7th, 2009

Mi sono comprato una radiolina nuova e stasera provandola ho dato una bella spazzolata alle frequenze UHF.
C'è un sacco di traffico e tantissimi ripetori (che qui sono gestiti dai singoli radioamatori).
Ho parlato con un italoamericano che trasmette dal Lower East Side.
Immaginare uno che per tutta la vita (fin dai tempi del CB!) ha trasmesso in radio da lower Mahattan fa effetto.
Chissà ai tempi quali erano i rumori, quali le voci, quali le stazioni.
La radio ridona ad un ambiente come Manhattan la sua dimensione reale.
La radio ha un sapore tutto suo.
So che solo in pochi potrete capire.

Amateur Radio Emergency Service

martedì, dicembre 2nd, 2008

Sapete già che mi sono procurato, oltre alla licenza, diverse attrezzature per praticare ogni tanto il mio hobby di radioamatore.
Durante l'estate infatti ho a più riprese istallato una stazioncina ad onde corte in quel di Roosevelt Island riuscendo a contattare anche l'Italia.

Oltre che essere uno sfizioso passatempo quello della radio è un servizio potenzialmente utile alla comunità.
Pur essendo spesso tecnologicamente antiquati, i sistemi usati dai radioamatori sono insostituibili in caso di emergenza.
Quando telefono, cellulare, internet, televisione e tutto il resto smettono di funzionare il radioamatore comunica esattamente come prima e avendo a disposizione come fonte di energia solo la batteria di una automobile è in grado di comunicare in tutto il mondo.

Qui a New York durante l'11 Settembre e successivamente in occasione del blackout del 2003 (ma anche in numerose altre recenti vicende americane come New Orleans e Ohio) i radioamatori hanno contribuito a rendere possibili le comunicazioni dei mezzi di soccorso durante le primissime fasi delle emergenze.

L'organizzazione, gestita dai radioamatori stessi, è presa molto sul serio.

Ogni lunedì sera, ad esempio, centinaia di radioamatori si ritrovano sui ripetitori VHF e UHF della zona per mantenersi pronti in caso di reale necessità.
Il network in tempo di pace si chiama ARES (Amateur Radio Emergency Service) ed è coordinato autonomamente dall'associazione dei radioamatori americani.
In tempo di guerra, invece, il Presidente ha la facoltà di sospendere tutti radioamatori consentendo di trasmettere solo a quelli abilitati al RACES (Radio Amateur Civel Emergency Service).
Questa eventualità, istituita nel dopoguerra, non è mai stata ancora attivata (l'ultima sospensione del servizio di radioamatore risale alla seconda guerra mondiale).

Devo capire bene il protocollo e la dialettica locale (non è facile!) e poi mi registro all'ARES New York come stazione HF/VHF/UHF portatile su bicicletta.