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Il grande Cinema Italiano degli anni che furono

lunedì, marzo 28th, 2016

Stasera ho visto "Così parlò Bellavista", un meraviglioso film di De Crescenzo che qualche tempo fa mi consigliò l'amica Marina.
Il film é una diapositiva della Napoli degli anni '80, ma soprattutto dei Napoletani, della loro simpatia, della loro filosofia di vita, dei loro grandi pregi, della dignità con cui affrontano i drammi che li affliggono. Per carità, é una commedia da ridere eh... mica un film impegnato. Ciò nonostante i film come questo dopo averli visti ti senti più ricco, come se ti lasciassero qualcosa per sempre.
Paradossalmente di essi Youtube é strapiena perché dal punto di vista commerciale sono praticamente inutili e nessuno si prende la briga di farli rimuovere.

Al contrario, reputo film nuovi come "The Martian" o "The Revenant" delle cagate megagalattiche. Non é il caso di questi due ma nella maggior parte degli altri non riesco nemmeno ad arrivare fino alla fine. Negli anni recenti Hollywood sta sfornando quasi esclusivamente tonnellate e tonnella merda. Risulta evidente che si gira solo ed esclusivamente per cercare di guadagnare dei gran soldi. Delle due l'una: o non c'è più niente da dire, o non c'é più nessuno che sia in grado di ascoltare. Non so cosa sia la causa di questo degrado, so solo che esso mi preoccupa più dei dell'economia o del global warming.

Tornando a noi, volete un altro capolavoro assoluto? Ve ne regalo due: Detenuto in attesa di GiudizioBello Onesto Emigrato Australia Sposerebbe Compaesana Illibata. Entrambi interpretati dall'Albertone Nazionale, entrambi dei primi anni settanta, entrambi legati all'emigrazione. Da rivedere assolutamente. Buona visione!

Il mito di New York City: dalla quotidianetà al grande schermo

venerdì, maggio 11th, 2012

Stasera sono stato al Cinema a vedere The Avengers in IMAX 3D, un bel film che vi consiglio perchè è divertente, molto dinamico e anche perchè le scene esterne - quelle della battaglia dei supereroi che combattono contro i cattivi alieni - sono tutte ambientate a Manhattan: inquadrature dei grattacieli famosi a profusione, taxi gialli che rotolano in aria, Iron Man che sfreccia su e giù per la sesta avenue. Bel film!

Prima del film, come al solito, hanno fatto vedere dei trailers.

Si parte con The Dark Knight Raises, l'ultimo dell'interminabile serie di Batman stavolta interpretato da Christian Bale. Anch'esso ambientato a New York: ponti sull'East River che saltano in aria, angolature della skyline che hai visto e rivisto 400 volte pensando sempre le stesse cose, sparatorie con la Polizia di New York, incroci di strade ormai familiari.

Poi The Amazing Spider Man, ultimo dell'altra saga seza fine, quella dell'Uomo Ragno. Spiderman è una delle icone della città e ovviamente anche in questo caso non si poteva che girarlo a Manhattan. Un film molto New York Centrico, una città prevalentemente nottura e volutamente surreale con lo Spiderman che dondolando in quota sorvola il rossore delle automobili in coda sui grandi viali. Anche qui mitragliette della Polizia che sparano senza sosta, 500 agenti speciali a caccia del supereroe e infrastrutture che stramazzando al suolo ricordano (qualora fosse necessario) la loro maestosità inferiore soltanto alla loro fama.

Per finire si sdrammatizza un pò e si cambia genere passando a "The Dictator", l'ultimo film di Sacha Cohen (quello di Borat) che si mantiene saldo al suo genere interpretando un grottesco dittatore mediorientale in visita negli Stati Uniti. Lo avrete già intuito: indovinate un pò in che città Americana è ambientato? E bravi... anche questo è ambientato a New York City con i personaggi della città sfruttati al meglio e alcune delle scene riprese per strada di nascosto con gente comune (per esempio, col quel Poliziotto baffuto in camicia bianca seduto nella sua macchina una volta ci ho parlato anche io...).

E' il mito di una città celebrata ormai da decenni sia negativamente per il suo pauroso quanto affascinate carattere degradato e criminale di un tempo, sia positivamente per la rinascita che la consacra a capitale mondiale dell'Economia e della Cultura moderna. Il tutto, osservato standoci dentro, immerso in quelle stesse strade, circondato da quella stessa gente, avvolto da quelle stesse sensazioni.

Il peggior cinema di sempre

giovedì, settembre 15th, 2011

Sono stato a vedere Contagion, l'ultimo film di Matt Damon.

Il film è una cagata come la maggior parte dei film Americani mainstream di questi anni. Storie di una banalità sconcertante... cose che se le facessero scrivere ai ragazzini della seconda media uscirebbero meglio. Tutto scontato e prevedibilissimo nonostante le recensioni (ormai completamente false) diano voti decenti.

Questo ormai vale anche per i film con attori di rango, quelli che una volta facevano i classici e che passeranno alla storia. Viene prodotta quasi solo IMMONDIZIA studiata a tavolino per cercare di trarre un piccolo margine tra l'investimento (massiccio) che si fa in pubblicità ed il ricavo che si spera di ottenere al box-office.

Io ero sicuro al 100% che il film non mi sarebbe piaciuto ma ci sono andato lo stesso per fare ogni tanto una cosa diversa e perchè tra un coupon e l'altro praticamente andiamo al cinema gratis o quasi. Per Contagion, ad esempio, abbiamo speso 9 dollari a testa e cioè meno della metà del prezzo effettivo (18 dollari più le spese). La volta precedente (altro film insignificante) spendemmo 4 dollari in tutto il che è niente male per una serata del weekend in pieno centro a Manhattan...

Non è però del film che vi volevo parlare bensì della violenza che si deve inevitabilmente subire andando al cinema e cioè la pubblicità prima dello spettacolo. E' un bel pezzo che non vado al cinema in Italia, ma posso dirvi che negli USA questa cosa ha raggiunto il grottesco.
Siccome i posti non sono numerati e vengono assegnati in ordine di arrivo, il pubblico veramente interessato al film arriva in sala almeno 45 minuti prima dello spettacolo e per evitare di doversi accontentare di quei posti laterali o troppo vicini che sono praticamente inservibili alcuni arrivano anche un'ora prima.

Se ci fate caso, gli orari di proiezione ricalcano questa realtà: se un film da 1h 45m ha uno spettacolo alle 20 esso finirà alle 21.45 ma lo spettacolo successivo ci sarà non prima delle 22.45. A che serve aspettare la bellezza di un'ora tra una proiezione ed un'altra? Davvero serve un'ora per dare due botte di scopa a terra? Ovviamente no. Tutto quel tempo serve solo ed esclusivamente per costringere la gente a sorbirsi un'ora di pubblicità ininterrotta.

Capito che roba? L'industria si lamenta che la gente non va più al cinema e che copia i film e poi quei pochi che ci vanno ugualmente (nonostante i film di merda) vengono bastonati con un'ora di pubblicità pagata ed obbligatoria! Ma stiamo scherzando o cosa? Bisognerebbe non andarci più perchè ormai non si meritano nemmeno quei quattro soldi dei biglietti presi col coupon.

Tower Heist

sabato, novembre 20th, 2010

Stasera torno a casa e trovo tutta la strada illuminata a giorno. A metà della via una folla osservava pazientemente qualcosa. Ho capito subito: stavano ancora girando Tower Heist!

Salgo le scale al volo per prendere la macchina fotografica e scendo di nuovo: dietro due finte auto della polizia trovo Eddie Murphy e Ben Stiller intenti a girare una scena chiave del film. In tutto il pezzo durava sui venti secondi ma gliel'ho visto rifare almeno trenta o quaranta volte. Una cosa ossessionante.

Murphy viene ammanettato, e mentre lo caricano a forza su una delle macchine si mette a gridare: "Yo! Stop! Police Brutality!". In quel momento passa Stiller per la strada e così Murphy si rivolge direttamente a lui: "Man take a picture, take a cell picture! Be my witness... Call my brother, he got the money... tell him to go to the bail bond and take me out!"

Mentre fino alla nausea ripetevano sta scenetta, una organizzazione impressionante si occupava delle riprese, dei microfoni, delle luci, del controllo dei passanti che osservavano in religioso silenzio.
I poliziotti erano come quelli veri. Incredibile... Tutto nei minimi dettagli. Penso che usassero divise vere.
Osservando attentamente sono però riuscito a scovare un difetto significativo: le auto erano del 31esimo distretto ma gli agenti avevano le divise del ventisettesimo. Come si può fare uno sbaglio del genere? L'ho fatto allora presente ad un finto-agente il quale accortosi della pecca ha subito contattato il responsabile di quelle cose. Ne è seguita una piccola discussione e credo qualche imprecazione. Troppo tardi però per sostituire le mostrine con quelle giuste. L'errore entrerà in produzione.

Stiller molto umile. Quasi inosservato. Murphy invece sempre al centro dell'attenzione si atteggiava e saltellava continuamente. Tra le riprese di campo e controcampo è passato a prenderlo un macchinone nero per portarlo chissà dove. Stiller invece se ne stava per i fatti suoi dentro un camper grande più di un monolocale a Manhattan.

Due i momenti esilaranti: il primo quando Murphy ha sbagliato una battuta. Ne è uscito brillantemente con una delle sue smorfie e tutti siamo scoppiati a ridere. Il secondo invece quando durante il controcampo sono passati tre ragazzotti un pò sfacciati. Uno di loro grida a squarciagola: "Where is my fuck you man???" Murphy allora alza le braccia al cielo e risponde "Here I am!!!" Tutti a ridere di nuovo. A quel punto uno della sicurezza interviene per chiedere gentilmente ai giovanotti di allontanarsi ma il capobanda conlcude il suo audace intervento con un bel : "leave me alone, we're on the public street you douchebag!". Poi finalmente se ne vanno e le riprese possono proseguire.

Dovrebbe essere al cinema tra circa un anno.

P.S.
Appena posso monto il video che abbiamo girato

il grande Pachanga sotto casa

venerdì, agosto 6th, 2010

Stamattina esco e praticamente sotto casa c'erano una dozzina di camion enormi che impegnavano quasi tutta la strada. Erano inconfondibilmente i camion di un set cinematografico (ormai ne so qualcosa).

Mi sono chiesto che film potessero mai venire a girare nel Queens ed ero quasi tentato di fermare qualcuno dello staff per chiederlo ma andavo di fretta verso l'ufficio ed ho evitato.

Ora scopro che il film non è un gran che ma nel cast c'è Luis Guzman, il mitico Pachanga, lo scagnozzo traditore di Carlito's Way. E' un attore che fa sempre e solo ruoli minori ma che mi piace un casino... Sarebbe stato bello avere una foto per il blog.

Che peccato...