Posts Tagged ‘da ridere’

L’America vista dalla Korea del Nord

martedì, marzo 19th, 2013

Quello che vedete é un video della TV Nord Koreana in cui vengono mostrate le condizioni di vita negli Stati Uniti d'America. E' un'opera d'arte, un lavoro fantastico e del tutto veritiero: proprio stasera ha nevicato e così ho fatto cena con un bel bicchierone pieno di neve.

In realtà ci sarebbe poco da ridere... La Korea del Nord vive in un universo parallelo di cazzate colossali che - ne sono fermamente convinto - molti dei suoi abitanti ormai considerano come verità. Del resto come potrebbe essere diversamente? Una nazione che viene sottoposta per decenni alla TV di regime sviluppa inevitabilmente orde di rincoglioniti capaci di credere ciecamente a qualsiasi cosa. Perché questo avvenga é necessario disporre di un sistema dell'informazione non libero (o semi-libero) ed ovviamente di una scarsissima diffusione di Internet.

Un pò come l'Italia insomma... (e se non siete d'accordo non vi preoccupate, dopo decenni é normale)

Ciao

Il Giapponese in Ascensore

venerdì, dicembre 28th, 2012

Oggi verso le 18 assieme ad un collega stavamo uscendo dall'ufficio e aspettando l'ascensore ci mettiamo a parlare del più e del meno.
L'ascensore arriva, si apre la porta e noi entriamo. Dentro c'é già un signore sui 45 più basso di me che stava leggendo qualcosa per cui non potevo vederlo bene in faccia.

Scendiamo al primo piano, noi gli facciamo largo e questo finalmente alza lo sguardo per uscire. Lo riconosco immediatamente eppure la coincidenza é tale che mi sembra impossibile e cerco di avvicinarmi meglio onde evitare brutte figure.
Lo ricorro al portone: excuse me, have I met you before? Lui si gira inizialmente incuriosito da questa domanda inusuale ed inaspettata. E' notte, io ho un cappotto nero lungo, porto il cappello e la sciarpa ed evidentemente lui non mi riconosce. Così lo aiuto: "Do you play cards?".Sbarra gli occhi e gli si forma un enorme punto interrogativo in faccia. Risulta evidente che sta domandando: ma chi cazzo é questo, come mai mi sta seguendo, come fa a sapere che gioco a Poker, e soprattutto che vuole ora da me?

In quel momento passa un'altra impiegata che si gira per guardarci entrambi. La sua faccia é tra il divertito, lo schifato ed il sorpreso come a voler dire: "ma che razza di gente ci lavora in questo palazzo?!?". Comunque il nostro tizio, un giapponese normalmente taciturno, rotondetto dallo sguardo spento e dall'accento peggiore del mio risponde: "yes I play! I play but only FREE Poker, FREE Poker..." enfatizzando quindi che non si tratta di situazioni underground bensì di una cosa perfettamente normale. Avrei potuto dargli la frustata finale dicendo: "ah si... ma se é Free come mai tre settimane fa stavi per vincere 100 dollari?"... ma mi sembrava di infierire troppo e così sollevandomi il berretto l'ho rassicurato dicendo: "I am Alain, remember me? A L A I N...". Lui riprende colore: ahhh... Alàn... Alàn (detto alla Francese) Of course I remember you!

E ci credo che si ricordava! Tre settimane fa infatti ci eravamo ritrovati al tavolo finale di un torneino da 40 persone al solito Bar di Astoria. Alla fine eravamo rimasti soli, lui tirato come le corde di un violino, ad ogni decisione che prendeva sembrava sudasse sangue. Voleva vincere a tutti i costi ma ad una certa mi propose di spartire la posta. Io ovviamente negai perché é contro la mia filosofia (meglio perdere che spartire)  ed anche perché ero convinto che heads-up non avrebbe resistito a lungo (ed infatti di li a poco cedette).

Comunque, quante sono le possibilità che una persona contro cui hai vinto un torneo di carte dall'altra parte della città lavori nello stesso tuo palazzo a Manhattan? Quante quelle che prenda lo stesso ascensore nello stesso momento della giornata? Saranno una su diecimila? Una su centomila? Non lo so... comunque é una bella coincidenza, una di quelle che mi divertono e mi fanno pensare.
Ma poi, sarà davvero una coincidenza? Non é che é lui che sta controllando me?!? Ci manca solo che stasera durante la partita arriva sfondando la porta: FBI Freeze! Show me your hands! hahaahahahahah sarebbe il top

Le 10 città in cui vivere più incredibili e sottovalutate d’America (e cioè del mondo)

domenica, novembre 11th, 2012

Con questo post torniamo agli antichi splendori. Spero lo apprezzerete

Di recente BuzzFeed ha compilato una lista delle dieci città Americane meno conosciute e più sottovalutate d'America definite allo stesso tempo come luoghi incredibili in cui vivere.

Al primo posto c'é Portland Oregon, a seguire Charleston South Carolina, Providence Rhode Island, Milwaukee Wisconsin, Louisville Kentucky, Boulder Colorado, Baltimore Maryland e in ottava posizione - rullo di tamburi - Astoria Queens.

La descrizione di Astoria é questa: "Sebbene il Queens sia tecnicamente parte di NYC, con un popolazione di 2.3 milioni, esso é una città a se stante. Nel Queens, famoso per la sua incredibile diversità, si parlano più di 170 lingue diverse. Cos'altro si potrebbe desiderare oltre alla cucina così eclettica, gli stadi, un fantastico beer garden, l'influenza del jazz ed una scoppiettante vita notturna?".

(Stranamente il pezzo non cita un particolare non indifferente del Beer Garden  - che poi è il posto in cui gioco a carte il sabato sera - e cioè le due chiappe di culo della cameriera al primo piano. Una roba da resuscitare i morti)

Comunque... hai capito Ciccio? Hai capito com'é l'andazzo? E invece mi sa di no. Fammiti spiegare meglio: immaginiamo che per caso tu ti trovi in un paese che pur vantando un passato glorioso sia del tutto privo di futuro e viva un presente senza alcuna speranza. Tipo, che ne so, un paese Mediterraneo in cui si mangia bene, il clima é mite, in cui i nonni hanno la pensioncina ed i genitori il posto fisso magari statale. Supponi poi che sia un paese vecchio nel cuore oltre che nell'età, un pò razzistello a livello istituzionale ma allo stesso tempo anche buonista della seria "volemose bene facciamo entrare tutti" e paradossalmente anche un pò fascistoide di ritorno. Insomma immaginati di trovarti nel peggio del peggio che l'occidente possa offrire e che tu decida di andartene altrove. Dove sarebbe opportuno andare?

Le scelte sono molte ed ovviamente la prima da considerare per via della vicinanza e della possibilità legale é l'Europa. Domanda: esiste in Europa un luogo in cui sin dal primo giorno non solo non si verrebbe mai etichettati come "stranieri" ma nemmeno identificati come tali? Esiste in Europa un luogo aperto a tutte le culture, che utilizzi un linguaggio universale, che abbia usi e costumi a te già familiari, un luogo in cui potresti veramente sentirti a casa e verso cui - in brevissimo tempo - svilupperesti un feroce attaccamento sia utilitaristico che ideologico?

In Europa non lo so... mi direte voi. In America invece esiste e si chiama New York City. Questo é il punto e le chiacchiere stanno a zero: New York non é solo una città e nemmeno solo una nazione. E' un mondo, un universo, uno stato mentale. E fanculo a tutto il resto

Ciao

Oggetto misterioso

giovedì, luglio 12th, 2012

Trovato stasera sul fondo del frigorifero. Si è formato per via del caffè freddo che colava da un contenitore rovesciato...
Secondo voi rappresenta un messaggio subliminale di qualche tipo? Non so cosa pensare

Non pisciate fuori dal vaso. Perlomeno non a New York City!

mercoledì, giugno 13th, 2012

C'è una coppia di amici Italiani che vive a New York ed in questi giorni i genitori di lei sono venuti a trovarli.

Stamattina il suocero - che non parla Inglese - era a passeggio da solo in un parchetto attorno alla centodecima strada, vicino a Central Park. Ad un certo punto cammina cammina gli scappa da pisciare e così si mette a cercare un bagno (secondo me è più brutto scrivere cose tipo "il bisogno piccolo" che "pisciare"...).

Gira che ti rigira il bagno non si trova e un pò per la vergogna di dover chiedere in una lingua che non si conosce, un pò per non riuscire a stimare bene la distanza da casa, un pò per la prostata, un pò perchè suvvia... una pisciata che sarà mai? il malcapitato signore Italiano decide di appartarsi in un angolo del parco circondato da alberi e quindi al riparo da sguardi indiscreti per farsi la sua bella pisciata all'aperto.

E così, proprio sul più bello di quella grandissima emozione che sono una bella pisciata in piedi riesce a dare ecco che dal nulla sbucano fuori e si avvicinano due persone. Ma chi cazzo saranno mai questi che si permettono di disturbare durante la sacra pisciata? (in questo post ho scritto "pisciata" talmente tante volte che mi sta venendo da pisciare anche a me). I due lo lasciano sgrullare per bene (ci mancherebbe!) e poi si presentano mostrando un paio di distintivi.
Il signore, in preda al panico e non proprio padrone della lingua, non riesce bene neanche a capire chi sono esattamente: Polizia di New York? FBI? USSS? CIA? SIAE? non si sa. Quello che è certo è che però ostentano una certa autorità e, particolare non da poco in una simile circostanza, dalla cintola di uno dei due si intravede per un attimo lo scintillio di un paio di manette.

Vuoi vedere che adesso mi arrestano per una pisciata?!? Viene chiesto il passaporto che per fortuna il signore si era portato dietro e così i due agenti si mettono a scrivere un verbalino che consegnano al trasgressore. Poi se ne vanno senza aver estratto le manette, cosa che invece certamente avrebbero fatto se malauguratamente fossero mancati i documenti.
Viene contestato il l'articolo 153.09 del Helth Code che se pur minore è a tutti gli effetti di un reato penale. Generalmente esso viene convertito dal Giudice in una multa da 50-100 dollari senza menzione sulla fedina penale, ma da Giudice bisogna andarci però! Ad Agosto... ed il singore invece riparte tra due settimane.

Pazienza, vuol dire che ci andrà l'avvocato da solo. Esistono infatti schiere di avvocati che lavorano solo ed esclusivamente con le pisciate ed alla modica cifra di 400 dollari fanno tutto quel che c'è da fare, compresa l'udienza in tribunale. Ovviamente i miei amici ne hanno già ingaggiato uno, e che mica vorrai rischiare di diventare un pregiudicato negli USA solo per via di una pisciata?

Lo Scienziato Italo-Americano Labor Bureau

mercoledì, aprile 18th, 2012

L'amico Michele (che ringrazio per la segnalazione) visitando un museo di Washingtown ha trovato questo curioso cartello che pubblicizzava la creazione a New Orleans di una azienda di collocamento per Italo Americani che si chiamava appunto "L'Italo Americano Labor Bureau".

Credo che tra 50 anni nei musei compariranno cartelli molto simili che publicizzeranno agenzie del genere. Magari una si chiamerà "Lo Scienziato Italo-Americano Labor Bureau" e la pubblicità potrebbe cominciare più o meno così:

Negli scorsi 10 anni nello Stato di New York è arrivato un gran numero di Scienziati Italiani. In questo decennio sono sbarcati negli aeroporti di New York 4500 scienziati ITALIANI. Questi emigranti sono perlopiù UOMINI INTELLIGENTI, SANI, CAPACI ED OPEROSI. COME LAVORATORI NON HANNO RIVALI. Attratti dalla meritocrazia e dai fondi destinati alla ricerca anzichè al finanziamento illecito dei partiti sono arrivati in cerca di sistemazione. OSPEDALI, UNIVERSITA', INDUSTRIE PRIVATE, E TUTTI QUELLI CHE GESTISCONO GRANDI QUANTITA' DI LAVORANTI, CONSIDERANO LO SCIENZIATO ITALIANO UN ACQUISTO DI SUCCESSO PER VIA DELLA SUA ADATTABILITA' E DELLA SUA OSTINAZIONE AL LAVORO DURO.

Il cagozzo Americano

sabato, marzo 3rd, 2012

Questa settimana ho avuto un virus intestinale e quindi per un giorno mi ono trovato nell'impossibilità di recarmi in ufficio (c'era il rischio che mi cagassi addosso...). Cosa si fa in questi casi in America?

- Si va dal medico per farsi scrivere su un pezzo di carta che si sta male?
Noooooo!!!

- Si mandano FAX?
Nooooooooooooooo!!!

- Si fa mandare un certificato dal medico per via *** telematica *** al Sitema di Accoglienza Centrale dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che lo inoltrerà tramite Posta Elettronica Certificata (si, è certificato che non serve ad un cazzo effettivamente) al datore di lavoro?
Noooooooo!!!

- Viene un medico a sorpresa - ma in fasce orarie predeterminate - per controllare che in effetti si è agli arresti domiciliari e magari già che c'è si mette anche ad odorare anche il bagno per vedere se è vera la storia del virus intestinale?
Noooooooooooooooo!

Ma allora cosa si fa?!? Semplice: non si fa niente. Basta una telefonata, una email (non certificata!) o un piccione viaggiatore in cui si dica: "oggi sto male quindi non vengo". Fine della burocrazia necessaria.
Fino a dieci episodi come questo in un anno (che a me per fortuna basterebbero per 10 anni) non è rischiesto nessun documento scritto. Basta la parola.
Adesso direte: si ma se stai male per più di 10 giorni? Allora si che serve il certificato di un medico perchè entrano in gioco assicurazioni private ed altri fattori più complessi... Casi rari comunque, da queste parti.

Da regina trash Cinese ad estetista di Brooklyn: la storia incredibile di Luo Yufeng

sabato, febbraio 25th, 2012

Luo Yufeng (nota anche come Feng Luoyu, Luo Yuefeng, 羅玉鳳, 罗玉凤, luō yùfèng, Sister Feng, Feng Jie o Sister Phoenix) è una giovane ragazza Cinese fermamente convinta di essere una delle donne più belle ed intelligenti al mondo.

Nonostante - a detta di molti - non presenti tutte le caratteristiche tipiche di una Top Model la sua convinzione di essere bella ha reso questa ragazza una delle figure più note di tutta la Cina.
Nel Novembre del 2009 infatti Yufeng comincia a cercare marito e per farlo decide di ricorre ad uno stratagemma originale: dopo aver fatto stampare un pacco di volantini in cui elencava i requisiti necessari si presenta nel cuore finanziario di Shangai per distribuirli ai giovani rampolli Cinesi di passaggio. In essi scriveva che il suo uomo ideale - oltre che ricco - doveva essere alto almeno 1.80 ed aver conseguito un master in Economia presso l'Università di Pechino o di Qinghua (le più prestigiose della Cina). Nel volantino precisava di essere alta 1.47, diplomata presso una scuola superiore qualsiasi e nonostante ciò di grande cultura. La sua intelligenza, inoltre, era definita come tra le più alte degli ultimi 300 anni e dei 300 successivi. Neanche Einstein la avrebbe potuta superare.

A Shangai la sua iniziativa non passa inosservata, anzi genera un successo clamoroso. Dopo aver rifiutato dozzine di proposte, Yufeng si ritrova prima oggetto di un articolo su un giornale, poi invitata ad un talk show televisivo. E così scoppia il caso mediatico: un intero continente discute scherzosamente il suo caso ponendosi al contempo interrogativi ben più profondi relativi all'evoluzione della società Cinese ed alle aspirazioni dei suoi giovani nell'era del boom economico.

Le apparizioni televisive si sprecano, addirittura le fanno incidere una canzone un pò stupida che va a ruba su iTunes. Yufeng diventa una vera e propria star del trash riuscendo a totalizzare su Weibo (il Twitter Cinese) la cifra astronomica di 1.8 milioni di followers (Beppe Grillo ne ha 400mila). Ovviamente riesce anche a mettere da parte qualche soldino e quindi a coronare il suo sogno di sempre: visitare gli Stati Uniti d'America.

Ottenuto il visto turistico viene a New York e qui avviene il colpo di scena impensabile. Facendo leva sulla sua popolarità negativa la ragazza si presenta all'immigration e fa domanda di asilo negli USA. La mole di insulti e commenti denigratori che produce è tale che i funzionari si lasciano convincere accettando la sua application e concedendole la Carta Verde.

Ora Luo Yufeng vive a Brooklyn e lavora come estetista in un anonimo salone di bellezza. Intervistata dal New York Post dimostra che la sua autostima non è affatto diminuita:  "L'America è ancora il luogo in cui chiunque può realizzarsi. Potrei aprire una piccola attività, farla crescere, quotarla in borsa e poi espandera al mondo intero".
Nelle giornate libere dal lavoro non è raro vederla davanti alla Columbia University mentre distribuisce la versione in Inglese del volantino che la rese famosa a Shangai. Yufeng è infatti ancora single e determinata nel trovare un uomo all'altezza delle sue aspirazioni. Sostiene - ad oggi - di averne scartati oltre 300.000. Il testo dice:

I'm looking for a Husband now. I am the hottest star from China. my name is luoyufeng (罗玉凤), chinese call me fengjie (凤姐) , born 1985, I want my Husband very Interested in political and Economic, he would like to Dominate the world.

I want my Husband like this:

1. he must Between 25 to 31 years old.
2. he will Between 5.74 feet to 6.11 feet height.
3. he must never get married, no children.
4. he will graduated from a prestigious world, like Harvard, Yale, MIT, west point, Stanford, Oxon, and so so.
5. He must has a master's degree.
6. he can't been an Asian.
7. he would better have a house and a car.

I'm born in a poor family in chongqing. when 16, I come to a Inexpensive Normal school which I never liked.

I read a lot of books Between 9 to 20.

I'm Expert in Poetry and prose. in 2006 when I'm 21, I became a Language teacher.

in 2008 when I'm 23, I resigned and come to shanghai for a better future.

but I can't get a good job there.

there was no way to get more income except publicize myself.

so I became the hottest star in china in 2010 when I'm 25.

I came to the USA in the same year. Since there is over 300,000 chinese man asked marry me, but none of them suitable.

Notice:
1. I'm only 4.82 feet height, but I used to wear a High-heeled shoes. So I always looked like 5.08 feet.
2. I'm from china which Country control Family planning as their basal policy. I will Follow it, so I only want 2 children if get married.

Ho già provato a chiamarla per candidarmi ma oggi è Sabato per cui probabilmente starà lavorando.
Mentre gli Americani si limitano a sbellicarsi dalle risate senza capire la portata del suo fenomeno, i Cinesi la rincorrono per scattarle una foto o farsi firmare un autografo. Ormai le è impossibile recarsi a Chinatown (o a Flushing) per via della folle che suo malgrado inevitabilmente mobilita.

La storia quindi continua ancora... vedremo se alla fine riuscirà finalmente a sposarsi. In bocca al lupo Luo Yufeng!

P.S.
Non è che potete farmi un piacere e mandarmi un insulto, una minaccia, qualsiasi cosa di negativo. Fatemi sto favore che magari riesco a chiedere asilo e a fare l'estetista a Brooklyn pure io! (sempre meglio che tornare in Italia)

Lazzaretti

mercoledì, febbraio 22nd, 2012

Era una bellissima giornata di sole di inizio estate, credo nel 2006. Non ricordo perchè ma tutto scamiciato tornai in Autostrada da Ascoli Piceno con la macchina scappottata e la musica a tutto volume.

Arrivo a Porto d'Ascoli ed approfitto per fare visita ad un amico che lavorava al centro commerciale. Mentre ero lì che parlavo noto un fastidio sulla parte bassa della schiena. Era strano - pensavo - ma nulla di allarmante e così riparto alla volta di un negozio specializzato che vendeva proiettori.

Dentro al negozio mentre l'addetto mi spiega tutto sui proiettori il fastidio diventa rapidamente un dolore nettissimo. Anzi insopportabile. Nel giro di dieci minuti cominciai infatti a sudare e anche rimanere dritto in piedi era sempre più difficile.

Interruppi bruscamente il commesso dicendo: "mi scusi ma devo andare via perchè mi sento male". Ed esco lasciandolo su due piedi. In strada mi assalgono una certezza ed un dubbio: 1) non posso tornare a casa, qui serve un ospedale 2) in ospedale ci vado con la mia macchina oppure faccio venire una ambulanza?

Siccome di stronzi che prendevano ambulanze a sbafo ne ho  trasportati a dozzine, ho optato per la macchina. Grave errore.
Durante i 10 minuti di strada che mi separavano dall'ospedale più volte ho pensato di fermarmi al centro della carreggiata per poi stendermi sul marciapiede in attesa che qualcuno chiamasse i soccorsi. Ho stretto i denti e sono arrivato (ancora non so come) all'ospedale.

Entro al pronto soccorso e scopro che davanti a me c'era una bolgia infernale. Forse cinquanta persone tra cui bambini con ossa rotte e persone sanguinanti a causa di tagli vistosissimi. Un macello. Capisco di aver fatto una cazzata perchè se fossi arrivato in Ambulanza la fila la avrei saltata completamente, comunque mi siedo su una pachina e appoggio la testa sulle ginocchia.
Arriva una che si identifica come volontaria della croce rossa per farmi un triage. Un triage... detto alla francese: ma che bello usare termini raffinati nel bel mezzo di un bordello. Sarà una volontaria (non un medico) a stabilire se sto morendo oppure no. Davanti a tutti mi rivolge domande tipo: Soffre di qualche patologia in particolare? No, sono sano. Mai fatto uso di sostanze stupefacendi? No mai. Ha mai avuto questo dolore prima d'ora? No mai... e così via.

Mi assegna un codice di bassa priorità (ti pareva) e se ne va. Io sono in preda al panico. Il dolore è talmente forte che non riesco a trattenere le lacrime. Le persone attorno a me si allarmano: oh ma questo sta male... fate qualche cosa!
Torna la volontaria e mi offre un posto da sdraiato in una saletta piena di barelle con sopra altrettante persone in attesa. Veramente un lazzaretto... senza medici però. Solo pazienti doloranti.

A fianco a me c'è una anziana signora che si lamenta e piange per chissà quale motivo. Io mi rotolo sulla barella, gli astanti mi chiedono se ho un numero da chiamare per avvisare i parenti. Un pò per il dolore un pò per evitare di allarmare i miei rifiuto. A quel punto ero convinto che stessi per morire per cause che sarebbero rimaste a me ignote. Ne ero quasi certo. Sarà passata un'ora dal mio ingresso in ospedale o forse più quando si ripresenta la volontaria.
Io respiravo a denti stretti, e non parlavo ormai per niente. Ad un certo punto la sento dire: "se vuole un consiglio, cerchi di respirare profondamente..." ma io la interrompo bruscamente e a tutto volume:

"NON MI SERVE UN CONSIGLIO MI SERVE UN MEDICO, PORCO ***!!!!!!!!!"

La volontaria scappa via impaurita. L'urlo è così forte che il trambusto all'interno del pronto soccorso diventa silenzio di tomba. Persino la signora della barella affianco alla mia ha smesso di lamentarsi. Non vola più una mosca... l'ospedale sembra vuoto. Tempo 60 secondi e si materializza un medico in camice bianco: "Senta ora la visitiamo, ma cerchi di stare calmo altrimenti saremo costretti a sedarla". "E magari!!!" rispondo io.

Finalmente mi visitano e la diagnosi è rapidissima: colica renale. Io non sapevo neanche cosa fosse. La prima flebo di antidolorifico non basta e così me ne fanno un'altra a seguire. Finalmente il dolore passa e così mi decido a chiamare mia madre. Quando arriva nel cercarmi le dicono: "signora ma chi cerca, quel pazzo che ha bestemmiato prima?".

Mi chiedo come fanno le persone parcheggiate al lazzaretto di Roma a rimanere posate ed in silenzio per giorni e giorni. Addirittura una signora col trauma cranico dimenticata per 4 giorni! Bisognerebbe che si mettessero tutte a gridare e a lamentarsi sonoramente: perlomeno il Governatore in visita non potrebbe fare finta di non vedere e non sentire!

In situazioni da pazzi forse è bene comportarsi come tali.

Altro che due penne davanti ai Caramba…

mercoledì, febbraio 15th, 2012

Manhattan a volte è anche questo.