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Immigrazione: la questione del secolo

martedì, agosto 18th, 2015

Immigration-Issue-of-the-Century-2

In vista delle elezioni presidenziali del 2016 si comincia a parlare sempre più spesso delle tematiche principali tipiche della campagna elettorale e tra le più importanti c'é ovviamente l'immigrazione.

Vi propongo la traduzione di un post molto interessante di Patrick Buchanan (noto commentatore Repubblicano, due volte candidato alla Presidenza) in cui si analizza il problema Americano partendo dalla situazione Europea.
Buchanan non ha dubbi: e l'immigrazione la vera problematica che l'Occidente dovrà affrontare in questo secolo. Prima ancora del terrorismo Islamico.

[...]

Riuscirà l'Occidente a resistere oppure scomparirà entro la fine di questo secolo diventando l'ennesima civilizzazione perduta? L'immigrazione di massa - se continuerà - sarà decisiva nel definire il destino dell'Occidente più di quanto lo sarà il terrorismo Islamico. Il mondo intero sta invadendo l'Occidente.

E' questa una assurda esagerazione? Ragioniamo.

Lunedi scorso il Washington post ha pubblicato in copertina un articolo su una "escalation nelle violenze contro i rifugiati" in Germania che include attacchi incendiari e aggressioni fisiche.

Nascosta tra le righe dell'articolo c'erano dei numeri impressionanti. La Germania, che l'anno scorso ha accolto 174,000 rifugiati, é destinata a prenderne altri 500,000 quest'anno nonostante essa sia più piccola dello stato del Montana.

Come può un paese popoloso e geograficamente limitato come la Germania, che già vive tensioni razziali durissime, accogliere mezzo milione di persone senza che questo causi un disastro e cambi i connotati della nazione stessa?

Quando arriveranno altri rifugiati, si pensa forse che le rivolte e le guerre razziali si fermeranno?

Questi rifugiati poi, richiedenti asilo e immigrati illegali, non smetteranno certo di arrivare in Europa. Essi sono spinti attraverso il Mediterraneo da guerre in Libia, Siria, Iraq, Afghanistan e Yemem, dalle orribili condizioni di vita Eritrea, Ethiopia, Somalia e Sudan piuttosto che dal terrorismo Islamico del Medio Oriente o dalla povertà del Sub-Sahara.

Secondo le Nazioni Unite in Africa vivevano 1.1 miliardi di persone nel 2013. Esse diventeranno 2.4 miliardi entro il 2050 per poi raddoppiare di nuovo arrivando a 4.2 miliardi entro il 2100.

Quanti di questi miliardi sognano di Arrivare in Europa? Quando e perché smetteranno di farlo? Quanti possono essere assorbiti in Europa senza che il continente questa vada in rovina o cambi definitivamente?

E' l'Europa in grado di sigillare i propri confini e mandare indietro gli intrusi? O forse essa é moralmente paralizzata ed é diventata quello che Jean Raspail descrive in "The Camp of the Saints"?

In Britannia ed in Francia la questione rovente sono le migliaia di richiedenti asilo Arabi ed Africani ammassati a Calais che cercano di attraversare l'Eurotunnel verso Dover. I Britannici sono furibondi: a milioni vogliono lasciare l'Unione Europea. Vogliono mantenere la propria identità.

Ogni settimana leggiamo di navi affondante nel Mediterraneo con centinaia di rifugiati annegati. Nonostante ciò, molti altri arrivano nelle isole Greche o Italiane, e da li in Germania, in Scandinavia e negli altri stati sociali dell'Europa Occidentale. Se riescono a mettere piede nel territorio dell'Unione Europea sono arrivati a destinazione.

Questa invasione senza fine ha causato la nascita di partiti anti-immigranti e anti-Europei in quasi tutti i paesi dell'Europa. Pochi di questi partiti esistevano all'inizio del secolo. Come andrà a finire?

"Il genere umano non può sopportare molta realtà", scrisse T. S. Eliot.

E' l'Occidente ancora cieco nei confronti della realtà, del futuro che inevitabilmente lo attende se le frontiere ed i confini non verranno chiusi all'immigrazione di massa?

Le popolazioni di origine Europea di ogni dove hanno livelli di natalità talmente bassi da non poter garantire il ricambio generazionale. Allo stesso tempo, esse vivono nei posti più desiderabili al mondo.

Al contrario, le grandi e crescenti popolazioni dell'umanità vivono nel terzo mondo. Milioni e milioni sono determinati a venire in Occidente: legalmente quando é possibile, illegalmente se necessario. Più ci riescono e più ne arriveranno.

O le nazioni Occidentali prenderanno misure drastiche per chiudere le frontiere, oppure esse saranno sommerse. Il carattere di questi paesi saranno cambiati per sempre. Quelli più piccoli diverranno irriconoscibili. Mentre questo accade, tensioni etniche e razziali diverranno sempre più comuni proprio come sta accadendo ora in in Europa.

"Il principio che le leggi di immigrazione Americane debbano servire l'interesse dei propri cittadini" é fondamentale, dice il Sen. Sessions.

E Session ha ragione. L'America é casa nostra. Noi decidiamo chi entra e chi no, quanto grande la famiglia Americana deve diventare, chi adottiamo e da dove arrivano. Questa é la vera questione del 2016.

Non solo, essa é la questione del ventunesimo secolo.

 

Bernie Sanders: il socialista candidato alle Presidenziali USA

domenica, luglio 12th, 2015

La campagna elettorale per le elezioni presidenziali Americane del 2016, benché non ancora giunte nel vivo, sono già cominciate e ci sono già delle soprese.
Tra esse, la più inaspettata é sicuramente rappresentata da Bernie Sanders un Senatore dello Stato del Vermont che scandalizza molti definendosi un "Socialista Democratico".
Sanders rappresenta la sinistra estrema Americana e tra le idee rivoluzionarie che propina si trovano concetti dirompenti tipo:

- la sanità é un diritto e deve essere gratuita per tutti punto e basta
- l'università deve essere gratuita punto e basta
- se le banche sono troppo grandi per fallire allora sono anche troppo grandi per esistere
- non puó essere che il 90% della ricchezza sia in mano ad un decimo dell'un percento della popolazione
- non é possibile che la più ricca famiglia Americana (i proprietari di Walmart) sia abbia tanto quanto le 160 milioni di famiglie più povere

e via con cose di questo genere. Ovviamente sono concetti che visti da un Europeo fanno sorridere perché scontati. Qui però tuonano come colpi di cannone, specie se gridati da un candidato alle presidenziali dinanzi a folle esaltatissime e - tra l'altro - anche le più grandi che finora si sono viste in giro.

Inizialmente Sanders non veniva preso sul serio dalla stampa e nemmeno dalla macchina da guerra della Signora Clinton, ma i risultati ottenuti lo hanno proiettato sotto i riflettori e sottoposto alle attenzioni dei grandi. La Clinton, per capirci, in questa fase iniziale più passa il tempo più perde consensi mentre Sanders continua a crescere quasi verticalmente. Ormai i due sono staccati da soltanto 8 punti percentuali di gradimento e - incredibilmente - si cominciano ad ipotizzare gli stati in cui Sanders potrebbe vincere le primarie. Tra essi anche l'Iowa, uno degli stati "battlefield" in cui bisogna vincere a tutti i costi pena la probabile successiva sconfitta contro i repubblicani.

Alla fine le primarie le vincerà probabilmente la Clinton ma sarà di sicuro una sfida interessante e Sanders quantomeno sposterà il baricentro della discussione politica. Se siete curiosi di vederlo in azione vi consiglio il comizio di Portland, Maine di qualche giorno fa (così magari pratichiamo anche un attimo l'Inglese...)

Io comunque alle elezioni di medio termine (sempre che non si ripresentano con un coglione/cogliona) mi sa che voterò per i repubblicani. Ci devo ancora pensare bene. Ciao!

Immigrazione: Romney 1 – Obama 0

martedì, ottobre 16th, 2012

Stavo guardando il secondo confronto elettorale tra Obama e Romney sulla CNN via web. Immaginatevi la scena: proiettore acceso, piedi sul tavolino basso, qualche snack sul divano... ascoltavo si con attenzione ma senza farmi uscire il sangue dalle orecchie.

A na certa una ragazza bellina dai lineamenti esotici prende la parola per rivolgere la sua domanda ai candidati: "Cosa intendete fare per quelle persone che pur non avendo la carta verde vivono qui come parti produttive della società?". Porco zio! Per alzare il volume sono scattato in piedi e ho rovesciato tutto per terra.

Romney risponde per primo ed in meno di 15 secondi sgancia un tonante da far tremare i muri della casa: io sono figli di migranti e la nostra é una nazione di migranti. Chi viene da altre nazioni come migrante é il benvenuto. Detto questo, non deve servire un avvocato per venire in questo paese legalmente. Voglio dare visti - anzi carte verdi - ai laureati in materie tecniche e scientifiche. Dobbiamo accertarci che il nostro sistema legale funzioni.
E Gli illegali? Dice che avranno vita molto difficile, per esempio non gli daranno più neanche le patenti di guida. Poi precisa un fatto inoppugnabile: Obama aveva promesso che nel primo anno del suo governo avrebbe fatto una legge che avrebbe risolto definitivamente il problema dell'immigrazione. Come mai invece - nonostante avesse la maggioranza assoluta ovunque - non é riuscito a fare niente?

Tocca ad Obama. Io penso: Barack fai il bravo e attenzione a quello che dici perché qua ti giochi il supporto di alain.it. Poi hai voglia a cacare il cazzo con le e-mail di spam...  Prende la parola il Presidente e fa una versione Inglese della supercazzola talmente inconcludente che non mi ricordo neanche cosa abbia detto. Si faremo, vedremo, miglioreremo... Politichese puro. Ovviamente non ha spiegato il perché non é stato capace di fare la legge nel primo anno... e così Romney rinnova la domanda incalzandolo per la seconda volta: "Si Presidente, ma perché non risponde e ci dice come mai non ha fatto la legge che ha promesso di fare?". Silenzio imbarazzante... la domanda cade nel vuoto. (Qui sotto la parte iniziale del botta e risposta, questo il testo completo, questo invece il video).

 Insomma, per quanto mi riguarda Romney 1 - Obama 0.
Ciao

Q: President — Romney, what do you plan on doing with immigrants without their green cards that are currently living here as productive members of society?

MR. ROMNEY: Thank you, Lorraine. Did I get that right? Good. Thank you for your question. And let me step back and tell you what I'd like to do with our immigration policy broadly and include an answer to your — your question.

First of all, this is a nation of immigrants. We welcome people coming to this country as immigrants. My dad was born in Mexico of American parents. Ann's dad was born in Wales and is a first- generation American. We welcome legal immigrants into this country.

I want our legal system to work better. I want it to be streamlined, I want it to be clearer. I don't think you have to — shouldn't have to hire a lawyer to figure out how to get into this country legally. I also think that we should give visas to people — green cards, rather, to people who graduate with skills that we need, people around the world with accredited degrees in — in science and math get a green card stapled to their diploma, come to the US of A. We should make sure that our legal system works.

Number two, we're going to have to stop illegal immigration. There are 4 million people who are waiting in line to get here legally. Those who've come here illegally take their place. So I will not grant amnesty to those who've come here illegally.

What I will do is I'll put in place an employment verification system and make sure that employers that hire people who have come here illegally are sanctioned for doing so. I won't put in place magnets for people coming here illegally, so for instance, I would not give driver's licenses to those that have come here illegally, as the — as the president would.

The kids of — of those that came here illegally, those kids I think should have a pathway to become a — a permanent resident of the United States.

And military service, for instance, is one way they would have that kind of pathway to become a permanent resident.

Now, when the president ran for office, he said that he'd put in place, in his first year, a piece of legislation — he'd file a bill in his first year that would reform our — our immigration system, protect legal immigration, stop illegal immigration. He didn't do it. He had a Democrat House and Democrat Senate, supermajority in both houses. Why did he fail to even promote legislation that would have provided an answer for those that want to come here legally and for those that are here illegally today? That's a question I think the — the president will have a chance to answer right now.

PRESIDENT OBAMA: Good. I look forward to it. Was — Lorena? Lorraine.

We are a nation of immigrants. I mean, we're just a few miles away form Ellis Island. We all understand what this country has become because talent from all around the world wants to come here, people who are willing to take risks, people who want to build on their dreams and make sure their kids have an — even bigger dreams than they have.

But we're also a nation of laws. So what I've said is we need to fix a broken immigration system. And I've done everything that I can on my own and sought cooperation from Congress to make sure that we fix this system.

First thing we did was to streamline the legal immigration system to reduce the backlog, make it easier, simpler and cheaper for people who are waiting in line, obeying the law, to make sure that they can come here and contribute to our country. And that's good for our economic growth. They'll start new businesses. They'll make things happen to create jobs here in the United States.

Number two, we do have to deal with our border. So we've put more Border Patrol on than anytime in history, and the flow of undocumented workers across the border is actually lower than it's been in 40 years.

What I've also said is, if we're going to go after folks who are here illegally, we should do it smartly and go after folks who are criminals, gang bangers, people who are hurting the community, not after students, not after folks who are here just because they're trying to figure out how to feed their families, and that's what we've done.

And what I've also said is, for young people who come here, brought here oftentimes by their parents, have gone to school here, pledged allegiances to the flag, think of this as their country, understand themselves as Americans in every way except having papers, then we should make sure that we give them a pathway to citizenship, and that's what I've done administratively.

Now, Governor Romney just said that, you know, he wants to help those young people, too. But during the Republican primary, he said, I will veto the DREAM Act that would allow these young people to have access. His main strategy during the Republican primary was to say, we're going to encourage self-deportation, making life so miserable on folks that they'll leave. He called the Arizona law a model for the nation. Part of the Arizona law said that law enforcement officers could stop folks because they suspected maybe they looked like they might be undocumented workers and checked their papers. And you know what, if my daughter or yours looks to somebody like they're not a citizen, I don't want — I don't want to empower somebody like that.

So we can fix this system in a comprehensive way. And when Governor Romney says the challenge is, well, Obama didn't try, that's not true. I sat down with Democrats and Republicans at the beginning of my term, and I said, let's fix this system, including senators previously who have supported it on the Republican side.

But it's very hard for Republicans in Congress to support comprehensive immigration reform if their standard bearer has said that this is not something I'm interested in supporting.

Change.gov

venerdì, novembre 7th, 2008

Dopo due giorni dalla vittoria delle elezioni e prima ancora di essere nominato Obama è già al lavoro.
Indovinate cosa ha fatto?

Ha aperto un blog!

Si chiama change.gov e si pone l'obiettivo di fornire le risorse necessarie per meglio comprendere il processo di cambiamento e le decisioni necessarie a realizzarlo. Oltre a ciò il sito si propone di ascoltare i cittadini riguardo i problemi che il paese affronta e i suggerimenti per le possibili soluzioni.

Che invidia

Ma Obama è Cristiano o Mussulmano?

venerdì, novembre 7th, 2008

La fonte di preoccupazione che sento dire più spesso riguardo Obama (sia in Italia che in America) è che sarebbe Mussulmano.
Questa chiacchiera, priva di alcun fondamento e nata dai veleni pre-elettorali con cui i Repubblicani speravano di vincere le elezioni, è per me un ottimo spunto di riflessione.

Innanzitutto penso a come sia facile influenzare la parte meno attenta della popolazione utilizzando notizie fasulle od imprecise.
In secondo luogo penso a come la vera forza che fa la differenza tra l'Occidente ed il resto del mondo, ovvero la separazione della Religione dallo Stato, si stia oggi trasformando nella mente di molti in un banale ma pericolosissimo duello tra religioni monoteiste.

Vi spiego come la penso in materia.

Per me la moltitudine di persone che ogni giorno si reca nei luoghi di culto è soltanto la dimostrazione della voluttuosità e dell'idiozia del genere umano.
Qualunque cosa succeda, in quanto animali, saremo sempre voluttuosi e fondamentalmente idioti.
In altre parole saremo sempre tanti e per la maggior parte purtroppo credenti.

L'idea che deve resistere nella mente del popolo, e soprattutto nella mente del popolo religioso, è che la religiosità deve sempre rimanere fuori dalle stanze del governo. Deve essere rilegata alla sfera personale del singolo individuo e mai condizionare la vita o le libertà altrui.
E' la storia che ce lo insegna.

Detto ciò, a me non interessa affatto sapere se Obama è Ebreo, Cristiano o Musulmano. A me interessa solo sapere che egli intende rispettare tutti gli altri per quello che sono e non per la religione impostagli dai genitori o dalle circostanze.
Mi fanno infatti molta più paura i Cristiani convinti che i Mussulmani integrati.

Obama, comunque, per buona pace degli Italiani rimbambiti dalle TV di Berlusconi, è Cristiano.

Senza parole

mercoledì, novembre 5th, 2008

Sì è vero, tra Silvio Berlusconi e Barak Obama esistono delle similitudini. I punti di contatto tra il presidente del Consiglio italiano e il candidato democratico alla Casa Bianca, si notano, a parere del ministro Frattini, in modo particolare nel loro modo di comunicare. "Posso solo fare due osservazioni: il candidato presidente democratico - ha affermato Frattini commentando, durante l’intervento a ‘In mezzora' su Raitre, alcune considerazioni espresse oggi dal ministro Sandro Bondi sulle affinità tra i due leader politici - l’ho sentito fare dei discorsi basati molto sugli ideali, discorsi che non durano molto e che si concentrano su alcuni pensieri chiave".

Si tratta "di veri e propri ‘chiodi' che devono rimanere piantati nella memoria di chi ascolta. Questo modo di comunicare - aggiunge Frattini - credo sia molto simile a quello di Berlusconi. Entrambi sono capaci di toccare la percezione dei potenziali elettori".

La seconda somiglianza, "riguarda l’insistenza del senatore Obama, sul concetto ‘buy american’, ovvero comprate americano, investite sul nostro Paese. Ciò che fa in Italia anche Berlusconi - conclude Frattini - quando sottolinea l’importanza di investire sui prodotti italiani, pur non essendo il presidente del Consiglio un protezionista".

All'improvviso ci rendiamo conto di quanto piccoli e poveri siamo diventati.
Questi tentativi da parte dei burattini Italiani di avvicinarsi ai politici internazionali sono goffi e patetici.

Fossi in Obama mi riterrei insultato.

Obama Presidente: un giorno di festa

mercoledì, novembre 5th, 2008

Festa grande stanotte a Time Square.
Ha vinto l'America intelligente, l'America tollerante, l'America del cambiamento. Ha vinto l'America.
Mai vista una gioia così grande: gli Americani si abbracciano per strada, si baciano, si stringono attorno alla nuova speranza che li unisce tutti.
La guerra, la crisi, gli altri gravi probemi si fanno per un attimo da parte.
Oggi si fa la storia.

Buon lavoro Presidente Obama.

Il Leone Obama

martedì, ottobre 21st, 2008

Obama risponde alle accuse di "Socialismo" rivoltegli dal suo opponente. Sentite che roba.

Obama Obama Obama

Scontro finale

mercoledì, ottobre 15th, 2008

Lo scontro finale Obama-McCain secondo me ha visto McCain recuperare terreno alla grande.

Obama mi è sembrato appannato, poco incisivo.
A più riprese McCain lo ha messo alle strette, e quasi sempre ha avuto da aggiungere la parola finale.
Obama ha arrancato persino quando ha dovuto spiegare che spesso la controparte lo definisce un terrorista...
Secondo me stavolta ha vinto McCain, e questa è in fondo la volta che conta.

Sono perplesso.

Obama for President

martedì, ottobre 7th, 2008

Stasera secondo dibattito Obama-McCain.

Queste elezioni me le sto gustando veramente. Non vedo l'ora che arrivi Novembre per vedere le fasi finali.

Obama è superiore in tutto. Non solo nello stile ma anche nella filosofia politica, nei contenuti, nella passione.
Inutile fare paragoni coi burattini/delinquenti/mafiosi della politica Italiana.

Certo che se vincesse McCain ci rimarrei male. Il mio giudizio riguardo l'America cambierebbe di molto.