Posts Tagged ‘ham radio’

Da una parte dell’Oceano all’altra: FORZA ITALIA!

mercoledì, febbraio 19th, 2014

Alcuni radioamatori sono, diciamo, un più radioamatori degli altri.

C'é per esempio Joe Taylor, un premio nobel per la fisica che di tanto in tanto prende carta e penna ed inventa nuovi metodi di comunicazione digitale.
Taylor é un tipo incredibile. Nonostante sia un professorone, nonostante il Nobel e tutte le altre riconoscenze in alcuni video lo trovi seduto in t-shirt assieme a gente qualsiasi che giocherella con le sue invenzioni. 

Gente qualsiasi come il sottoscritto, per l'appunto. Stasera ero in radio ed usavo proprio uno di questi suoi nuovi metodi che si chiama JT65. Dopo un paio d'ore di attività, trasmettendo con 50 Watt il mio segnale aveva raggiungo tre continenti. Ecco la mappa:

jt65

Taylor ha fatto le cose in grande perché, oltre ad essere uno dei più efficaci in assoluto, il suo metodo é progettato per far trasmettere agli interessati esclusivamente il minimo indispensabile di quel che serve e cioè nominativi, posizioni e segnali. Ci sarebbe anche uno spazietto dedicato ai saluti ma sempre in formula estremamente stringata, anzi direi letteralmente telegrafica: consistono nel numero 73.
Non si può insomma trasmettere qualcosa come "ciao come stai, qui fa freddo, domani mi faccio controllare la prostata" perché il metodo non lo consente affatto. E' tutto tagliato su misura, non si spreca neanche un bit.

Per ragioni che non vi sto a raccontare oggi cercavo corrispondenti da Arizona, DC, Hawaii, Idaho, Lousiana o qualche altro stato Americano quando improvvisamente esce fuori un Laziale! Ah però, il Lazio... praticamente dietro casa. Fa sempre piacere, devo ammettere.

E così chiamo il Laziale (sarebbe quell'IZ0MIO che vedete evidenziato sotto, K1FM invece indica me) e questo mi risponde. Alla fine dello scambio però anziché passare il saluto meccanico di cui sopra (il numero 73) tiro in aria una bomba direi quantomeno inusuale. Trasmetto letteralmente "FORZA ITALIA".

Hahahaha mi immagino la sorpresa del collega Armando da Ripi (FR) quando si é visto arrivare FORZA ITALIA da una stazione Americana in JT65. Successivamente Armando ha risposto a tono aggirando anche lui il protocollo e trasmettendo un bel GRAZIE ALAIN.

Ogni messaggio impiega 47 secondi per essere trasmesso. Ecco qui sotto lo scambio:

0401 Transmitting 7.076 MHz JT65: IZ0MIO K1FM FN30 
0402 -16 0.1 1768 # K1FM IZ0MIO -03 
0402 -10 0.2 717 # AH6A W8BRV RRR 
0402 -6 0.3 835 # W6AAJ N9GRG EN52 
0402 -4 0.1 2106 # CQ K8JTD EM79 
0403 Transmitting 7.076 MHz JT65: IZ0MIO K1FM R-16 
0404 -18 0.1 1769 # K1FM IZ0MIO RRR 
0404 -11 0.2 721 # AH6A W8BRV 73 
0404 -9 0.5 833 # W6AAJ N9GRG R-09 
0404 -11 0.7 1387 # CQ WD0DMO EN21 
0404 -5 0.2 2080 # N9CVB K8JTD -04 
0405 Transmitting 7.076 MHz JT65: FORZA ITALIA 
0406 -16 0.1 1770 # K1FM IZ0MIO 73 
0406 -7 0.5 833 # W6AAJ N9GRG 73 
0406 -10 0.6 1388 # CQ WD0DMO EN21 
0407 Transmitting 7.076 MHz JT65: IZ0MIO K1FM 73 
0408 -15 0.1 1770 # GRAZIE ALAIN 

Notate la formalità di tutti gli altri messaggi. Tutti così schematici, così razionali. Stasera ho voluto dare una botta di vitalità, di colore. L'altro giorno ad uno del West Virginia gli ho mandato "COUNTRY ROAD". Pochi giorni dopo mi ha mandato una cartolina per posta! hahahaha
Da notare il fatto che per mantenere queste trasmissioni "variopinte" nell'ambito della legalità qui é necessario adottare alcuni accorgimenti tecnici atti a farsi riconoscere, cosa che ho ovviamente rispettato appieno (ci mancherebbe solo che mi faccio fare una multa dall'FCC!)

Domani o appena posso vi scrivo dell'incedibile radio pirata (si! esistono ancora) che ho sentito l'altra sera e da cui sono riuscito a farmi fare una bella dedica in diretta che si é sentita in tutto il Nord America ed anche in parte dell'Europa. Eh??? Fantastico...!

P.S.
Se solo riuscissi ad incuriosire una persona su diecimila riterrei la missione compiuta. In questi post di "volgarizzazione" dell'hobby del radioamatore spero di riuscire a raccontarvi una emozione mostrandovi di sfuggita un angolino di questo mondo fantastico che inevitabilmente sta per scomparire. I post tecnici, quelli seri, li lascio scrivere agli altri più bravi di me.

Ciao. Anzi 73!

PPS
Il primo che collega "Forza Italia" col partito di Berlusconi lo prendo a male parole

Message in a bottle

mercoledì, agosto 14th, 2013

Luca Parmitano é un astronauta Italiano che attualmente si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Proprio oggi sul suo blog ha pubblicato un post molto interessante titolato "Message in a bottle" (disponibile anche in Italiano) che vi consiglio di leggere.

Parmitano descrive un contatto radio casuale effettuato con un ragazzo Portoghese sulle frequenze riservate ai radioamatori. La cosa é a me particolarmente cara perché nel lontano 1996 (praticamente al termine dell'era mesozoica antecedente la diffusione di massa di Internet e Smartphones) un contatto del tutto analogo capitò anche a me. Ai tempi l'astronauta non era Italiano bensì Russo (e quindi un "Cosmonauta": Valeri Korzun), ed il contatto non proprio casuale perché ci provavo e riprovavo quotidianamente da circa un mese.
Riuscii nell'impresa una domenica mattina presto, quando probabilmente la concorrenza Europea ancora dormiva e la stazione spaziale MIR si allontanava lungo il corridoio che sorvola la Turchia e l'Iraq, lasciando quindi fuori dai giochi le "big guns" del quadrante nord-occidentale.

Dissi poco più del mio nome, qualcosa del tipo "Good Morning...". Il Cosmonauta ricambiò i saluti per poi sparire in Medio Oriente. Fu una emozione fortissima, una soddisfazione incredibile. Pensateci: prima di Facebook, prima di Google, prima di Twitter, praticamente prima di Internet come la conosciamo oggi ero riuscito a scambiare un saluto con un tizio in orbita attorno alla terra. E' roba che a 17 anni ci rimani flashato eh... Cominciai a gridare e saltare per la stanza come un pazzo. I miei genitori si svegliarono di soprassalto senza capire cosa fosse successo.

Ed infatti ci sono un pò rimasto sotto con questa cosa: da li in poi ho contattato una dozzina di Astronauti diversi sia a voce che via "Packet Radio" (una sorta di E-Mail rudimentale via etere) e in un modo o in un altro non ho più smesso di occuparmene. Potrei raccontarvi storie per ore ed ore, tipo che ho un un sito/community che si occupa di questo tipo di comunicazioni e che viene aggiornato da un impiegato della NASA  ancora oggi (ve lo giuro é vero!), oppure che una volta feci cena con Guidoni e Malerba a Berlino, oppure che passai un'oretta a mangiare una torta seduto vicino a Sergjei Krikalev (un mito in materia di volo spaziale). Ma ce ne sarebbero tante altre, del resto sono vent'anni mica dieci giorni...

Il ragazzo portoghese si cui parla nel post lo conosco ovviamente, e poco prima di scrivere questo post ho dato un piccolo consiglio ad un altro amico che gestisce il logbook della stazione radio di Parmitano. Insomma é un mondo, un mio pallino che qui non conosce nessuno, una gioia da nerd d'altri tempi.

Che bell'hobby la radio... Non me ne stuferò mai.

Dove c’è un’Antenna, c’è casa

domenica, luglio 22nd, 2012

Cominciò tutto durante le scuole medie, quando avrò avuto 12 anni e per via di alcune regalie relative a qualche festività ottenni un centinaio di mila lire da spendere a mio piacimento.
In quegli anni e a quell'età erano una cifra considerevole. Ricordo quando a cena detti la notizia ai miei genitori:  con le centomila avrei acquistato una Beretta F92. Ovviamente una replica che spara proiettili a salve, ma pur sempre in tutto e per tutto identica ad una pistola vera.

Ricordo molto bene come andò a finire, i miei non  la presero bene (un dodicenne con in tasca una pistola potrebbe avere le carte in regola per fare rapine in banca 4-5 anni più tardi) e così mio padre anziché giocare la carta della repressione autoritaria decise di scegliere quella del rilancio costruttivo e disse: "se non compri quella pistola i soldi li puoi tenere tutti e comprare qualsiasi altra cosa che pago io".

Era l'occasione che aspettavo da tempo e sapevo esattamente quello che dovevo chiedere. Risposi al volo: "vorrei la radio come quella di zio Salvatore, con tanto di antenna". Mio padre rimase un pò perlesso perché oltre alla spesa serviva istallare una grande antenna, far passare cavi per tutta la casa e richiedere una autorizzazione ministeriale. Una bella rogna insomma, ma intuito il mio entusiasmo per quella cosa accettò ugualmente.

Ebbi così il mio primo baracchino (il mitico "Alan 48"), un alimentatore Elbex da 3 Ampere ed una Ringo della Eco Antenne (verticale a mezz'onda alta 5.5 metri). Costo totale: 330 mila lire nel 1991-1992.
Da quel giorno ho sempre avuto un discreto arsenale di antenne a disposizione ed Antenna è diventato negli anni sinonimo di casa. Se non hai una antenna sul tetto vuol dire che non sei a casa tua.

Ebbene, dopo peripezie lunghe mesi, dopo dozzine di telefonate e di spiegazioni, dopo aver addolcito il portiere grazie all'intercessione di Ulysses S. Grant, ieri ho montato una antenna sul tetto del mio appartamento a New York City!
Si tratta di ben poca cosa rispetto agli standard a cui mi avevano abituato i miei amici DXer Italiani (un dipolo bibanda caricato 20/40) ma dopo anni di astinenza mi sento come se avessi il Very Large Array del New Mexico tutto per me.

Ci pensavo ieri sera mentre tornavo a casa dal tornero di Poker: ormai mi sento a casa e non mi stupisce più niente. Un tempo mi bastava intravedere la skyline di Manhattan per rimanere incantato, oggi invece la città e le sue meraviglie mi passano davanti quasi inosservate.
Ma cosa vuol dire essere a casa propria? Vuol dire semplicemente essere nato in un posto oppure condividere ed apprezzare la grandezza di un altro? Difficile rispondere in questa fase della mia vita. Per il momento vuol dire soltanto avere una antenna sul tetto.

73 de Alain K1FM

Ciao!

Saluti da Coney Island

domenica, maggio 13th, 2012

Oggi una delle principali attrazioni turistiche di Coney Island era il sottoscritto.
Si saranno fermate una decina di persone. Alcuni mi hanno anche scattato le foto.
La soluzione "backpack" è comoda perchè mi permette di operare stando seduto o addirittura in piedi e quindi senza l'ausilio di un tavolo pubblico che è difficile da trovare. E' allo stesso tempo un tantino problematica perchè scatena la curiosità dei passanti che non resistono alla tentazione di chiederti cos'è la roba che hai sulle spalle. In molti intuiscono che sia un antenna, nessuno riesce ad intuire a cosa possa servire. Una signora ha anche azzardato "ma ti serve per ricevere il Wi-Fi"? Si signora, il Wi-Fi direttamente dalle Isole Vergini però...
Arrivavano segnali a bomba. Europa e Italiani a tutta potenza... Peccato che non ho potuto fare traffico perchè si è alzato il vento e faceva freddo quindi siamo dovuti tornare a casa quasi subito. Un contatto con la Lousiana però l'ho fatto, giusto per gradire.
Qualcuno potrebbe aver da ridire sul fatto che usare una antenna ad altissimo Q a poche decine di centimetri dalla tempia destra potrebbe non essere consigliabile perchè potrei inavvertitamente trasformarmi nell'incredibile Hulk... Su questo sto ancora lavorando!

Adios amigos

Aggiornamento: video di alcuni contatti del giorno dopo

Sabati nerd

domenica, febbraio 5th, 2012

State tranquilli non sto fabbricando una bomba...

Il video lo apprezzeranno in pochissimi ma ci tengo a pubblicarlo ugualmente perchè per arrivare al risultato di stasera ho speso ore ed ore di paziente lavoro.
E' una Antenna automatica: basta premere un tasto e la radio va in trasmissione, dopodichè un servocomando fa girare un condensatore variabile e mentre questo accade vengono fatte delle misure tramite dei comandi su una linea seriale. Quando l'accordo è fatto il tutto si ferma e la radio torna in ricezione.
Come vedete è tutto ancora in fase di prototipo: il servocomando si regge tra un mazzo di carte da Poker ed un libro di foto di New York, tutti i collegamenti sono volanti ed il software richiede ancora parecchi aggiustamenti. Però funziona! ( Arduino mi sta facendo ritornare adolescente... )

Ciao!

In onore di Nikola Tesla

venerdì, novembre 4th, 2011

Domani Sabato 5 Novembre trasmetterò dall' Hotel New Yorker col nominativo speciale N3Y attivato in onore del genio Nikola Tesla che proprio in quel luogo passò gli ultimi anni della sua vita.

Per l'occasione saranno in aria anche le stazioni speciali W3T dal laboratorio Wardenclyffe a Shoreham NY (quello mai completato e che sarebbe dovuto servire per realizzare la trasmissione di energia elettrica senza fili) e YU0TESLA dal museo Tesla di Belgrado.

Saremo attivi via Satellite e via onde corte (15/20/40 metri) dalle 17.30 alle 23.30 UTC. QSL speciali ed altre info qui.

Inutile specificare che per me è un grande onore ed una grande emozione trasmettere da un luogo così significativo per la scienza e le telecomunicazioni, paragonabile solo a quelle volte in cui potetti trasmettere dal luogo in cui Guglielmo Marconi trasmise i primi segnali radio della storia. Non so se stanotte ci dormo...

A domani!!

La Febbre del Sabato Sera sul satellite della Marina Militare Italiana

venerdì, ottobre 28th, 2011

In vent'anni di Radio mi è capitato di soccorrere una persona durante una alluvione, di paracadutarmi in Piemonte con una stazione radio portatile, di parlare diverse volte con astronauti a bordo di due diverse stazioni spaziali, di giocherellare con satelliti radioamatoriali, di ricevere i segnali dello Space Shuttle Columbia, di contattare un sommergibile in navigazione, di trasmettere da dentro un vecchio incrociatore della Marina Australiana... insomma di tutto... potrei raccontare un milione di storie perché in tutto questo tempo la radio è stata (ed è ancora) per me un hobby fantastico.

Ci sono però dei pazzi che non si accontentano delle cose normali e si prodigano per andare "oltre". Mi riferisco ad esempio a quelli che per divertirsi irrompono sui satelliti militari.
Voi vi sorprenderete eppure non è certo un segreto il fatto che diversi satelliti militari - tra cui il Sicral della Marina Militare Italiana - vengono saltuariamente utilizzati oltre che dai legittimi proprietari anche da altri smanettoni "curiosi" che li usano per chiacchierare amabilmente tra loro. Succede così che l'Aviazione Americana viene interrotta da dei ragazzini Brasiliani o addirittura (come nei giorni scorsi) che sul satellite della Marina Italiana venga trasmessa una playlist di musica anni '70 e '80 . Sarà una concidenza eppure oggi il satellite è stato spento.

Il sistema più bersagliato però è certamente l'UHF Follow On della NATO che ormai in Brasile è diventato una sorta di baracchino utilizzato fin anche dai camionisti per parlare con le proprie mogli. Riuscire a procurarsi un setup in grado di sfruttare i satelliti dell'Alleanza Atlantica richiede infatti costi ridottissimi e delle abilità che potrebbe avere anche un tredicenne: bastano una radio da $50 da prendere usata su ebay, qualche componente elettronico ed una antenna che si può costruire in 15 minuti per poter trasmettere via satellite il proprio segnale su tutta l'area di interesse della NATO (Sud America, Nord America, Europa). Diverso è invece il livello di difficoltà per il satellite Italiano che al quanto pare richiede attrezzature più sofisticate e conoscenze tecniche non del tutto comuni.

Altro che fare le penne col motorino davanti alla pattuglia dei vigili urbani! Di questi tempi ci sono adolescenti che si dedicano a bravate ben più complesse e ben più "audaci". Roba che se li beccano finiscono a Guantanamo Bay full inclusive e tutto spesato.

PS
Onde evitare altre visite "strane" al blog è bene specificare che le informazioni contenute in questo post sono tutte reperite dalla rete tramite google. Non sono quindi quindi a conoscenza di nessun dettaglio riguardo nessun "fatto" che non sia già di pubblico dominio

EseguiEsegui

Che forse forse…

domenica, ottobre 23rd, 2011

Ultime giornate di sole, ultimi pomeriggi che puoi passeggiare all'aperto e così ne ho approfittato per tornare a Roosevelt Island con la radio, stavolta quella più potente.

Prima è passato a trovarmi Marcello, un lettore del blog che da poco si è trasferito anche lui a New York per lavoro, poi  mi sono messo a trasmettere e ho fatto un polverone da panico... ma tipo che irrompevo nei circoletti di radioamatori Italiani che parlavano tra di loro. Ho anche parlato con Antonio, un amico che vive vicino casa, uno di quelli con antenna gigantesca ed amplificatore a valvole ceramiche su cui potresti cucinare un uovo al tegamino.

Sono rimasto fino a notte inoltrata... un freddo allucinante (fortuna che mi ero portato un cuscinetto da mettere sotto il sedere).

A cena siamo stati a mangiare le cozze a Manhattan. Se mai vi venisse l'idea di mangiare del pesce a Manhattan, fatevene venire un'altra di idea. Ancora devo trovare un posto decente e quello di stasera non lo era minimamente: paghi un botto e mangi cose che saprei cucinare (meglio) anche io... il che è tutto dire.

Adesso vi saluto che prima di andare a letto mi guardo una delle ultime puntate di Boardwalk Empire Season 2. Sto guardando troppe serie televisive. Che forse forse mi sto rincoglionendo anche io???

Un saluto caro

73 de Alain WW3WW/P

New York chiama Cingoli

sabato, luglio 23rd, 2011

Oggi nonostante i 37 gradi sono tornato a fare radio sul fiume.

Ho contattato diverse stazioni Europee, anche abbastanza agevolmente. C'erano poi un casino di Italiani, ne avrò sentiti una quindicina. Addirittura c'era una stazione dalle isole campane col prefisso speciale "IC8" che non avevo mai sentito prima.

Uno da vicino Chieti arrivava a tutta forza e quindi attraeva le attenzioni di dozzine di Americani. Mi sono sgolato per chiamarlo ma niente da fare, non sono riuscito per via della "concorrenza" locale che è agguerritissima.

Poi per caso capita Giovanni da Cingoli, un simpatico operatore dal forte accento Marchigiano che giornalmente si tiene in contatto via radio con gli Italo-Americani. Bellissima la conversazione, peccato non aver potuto registrarla tutta per via del telefonino scarico...

Comunque, a un certo punto Giovanni mi dice di conoscere una persona che ha un ristorante a Manhattan, un ristorante di Piadine, che si chiama appunto "La Piadina". Volete scommettere che si riferiva a "Piada"? Andrò quanto prima a Clinton Street per domandare.

P.S.
L'antenna tira eh... una sera mi porto le mutande di latta e faccio la prova con 100 Watt

Aggiornamento: Questo qui è invece un contatto un pò più ortodosso

Un Sabato Nerd

domenica, luglio 17th, 2011

Ho a disposizione una nuova ed interessante radiolina e così oggi sono tornato sulla spiaggetta di Long Island City per provarla.
Mi sono portato anche una versione riveduta del mio loop e l'ho piazzato proprio in riva al fiume, all'ombra di un grosso albero.
La giornata stupenda, non faceva neanche troppo caldo. Mi sono seduto su un masso e cominciato a trasmettere.
Dopo neanche 5 minuti mi sono accorto che la batteria interna della radio era scarica... Pazienza. Sono tornato a casa, ho saldato al volo un paio di connettori e sono tornato sul posto con una batteria esterna da 12 Ah (che credo sarebbe bastata per trasmettere fino al 2050...)
Inizialmente la propagazione non era ottima e ho fatto solo due contatti, uno in Estonia l'altro in UK. Poi però, dopo una breve pausa caffè con il Patrice, sono tornato per la terza volta sul posto al tramonto e questa volta la propagazione era da panico: segnaloni da ovunque... stazioni gomito a gomito. Nel giro di poco ho messo dentro: Russia, Svezia, Spagna, Polonia, UK e Ucraina.
Ma lo riuscite a capire il fascino di questa cosa? Tu sei li con una radio che trasmette più o meno la stessa potenza di un cellulare ed il tuo segnale - rimbalzando più volte tra il cielo e la terra -  va a finire dall'altra parte del mondo. E' una cosa eccezionale... sono 20 anni che lo faccio e ancora non me ne stufo.


Ad un certo punto arrivano delle barche con dei ragazzi a bordo.
Erano diverse barche a remi, una canoa ed un gommone col motore. Io ero appena ritornato per la seconda volta e li ho trovati lì.
Pensavo fossero delle barche in affitto ma mi sbagliavo. Un ragazzo sui 16 mi ha infatti spiegato che quei ragazzi erano parte di un progetto doposcuola di una scuola superiore del Bronx. Le barche sono costruite dai ragazzi stessi in circa 12 settimane, e quel giorno le stavano usando assieme agli insegnati per recarsi dal Bronx a Governors Island, andata e ritorno.
Capito che roba? Già il fatto che una scuola superiore ti fa una cosa del genere è una figata... ma poi pensate alla disciplina, all'organizzazione, alla determinazione che ci vuole per fare cose del genere. E poi oh... Bronx eh!... Mica Hollywood.

A fine serata la marea si è abbassata, il sole è sceso, nel Socrates Park è partito un bel concerto dal vivo ed è uscito fuori un tramonto spettacolare. Arrivavano ancora segnali a bomba ma prima che facesse buio davvero era ora di andare.
Adesso è l'una di notte e sono qui da solo in casa, la radiolina sintonizzata sulla frequenza della Special Operation Division della Polizia, sparatorie ogni 20 minuti. Tra poco mi alzo e vado al supermercato per comprare qualcosa da mangiare.
Domani, come ogni domenica, si ricomincia dalla lavanderia.

Ciao