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La folle vendetta di Christopher Jordan Dorner

lunedì, febbraio 11th, 2013

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La realtà supera sempre e di gran lunga la fantasia. E casi come questo ne sono la conferma.

Christopher Jordan Dorner é un veterano della Marina Americana che ha combattuto in medio oriente. Afro-Americano dal fisico possente, al suo ritorno Dorner diventa agente della polizia di Los Angeles.
Nel 2008 si trova coinvolto in un caso di "Police Brutality" in cui - secondo la sua versione dei fatti - un suo superiore avrebbe colpito una persona arrestata e ammanettata senza nessuna giustificazione o motivo. Il procedimento disciplinare che ne conseguì però trova Dorner reo di falsa testimonianza e ne causa l'allontanamento dalla polizia. Non solo, a seguito di questo evento Dorner perde il suo lavoro di riservista della marina e divorzia da sua moglie.
Il suo caso rimane dimenticato per anni, fino a quando di recente succede un fatto strano: la figlia di un capitano di polizia - una insegnante di Basket - viene brutalmente e misteriosamente uccisa assieme al suo fidanzato in circostanze inizialmente incomprensibili. Dopo poco tutto si spiega, ed il movente del delitto appare subito sconvolgente: si tratta della vendetta dell'ex agente Dorner, e questo soltanto l'inizio.
Viene fatto ritrovare un manifeso di 11 pagine in cui in termini chiari ed eleganti Dorner spiega le sue motivazioni e soprattutto le sue intenzioni. In esso, tra le tante altre cose, si legge:

Userò contro chi veste la divisa della LAPD elementi di guerriglia asimmetica ed anticonvenzionale.
[...]
Ci sarà l'elemento della sorpresa dove lavorate, dove vivete, mangiate o dormite.
[...]
Non ho mai avuto la possibilità di crearmi una famiglia e così sterminerò le vostre.

La cosa sarebbe grave anche solo se si trattasse di un criminale qualsiasi ma le minacce arrivano da un ex-combattente, ex-poliziotto iper addestrato che ha già ucciso due persone. E sono minacce del tutto credibili, infatti qualche giorno dopo una pattuglia messa a difesa di uno dei possibili bersagli viene assaltata con metodologia militare: un poliziotto muore, altri due sono gravemente feriti.  Quasi certamente é opera di Dorner.

Qualche giorno fa viene ritrovato il suo pickup truck dato alle fiamme in una zona montagnosa poco fuori Los Angeles. Nel giro di mezz'ora una forza di 400 uomini armati fino ai denti passa al setaccio tutta la zona utilizzando anche cani ed elicotteri. Nessuna traccia del fuggitivo.

Poco dopo la CNN riceve un pacco contenente un distintivo della LAPD forato da colpi di pistola ed un DVD, con preghiera di divulgarlo al grande pubblico. Assieme al materiale anche delle note scritte a penna in cui si ribadisce la propria innocenza. Il tutto firmato  Christopher Dorner.

Fonti di intelligence confermano la possibilità che oltre a svariate armi corte e d'assalto Dorner possa esseri procurato un terribile fucile da cecchino calibro .50 (in grado di colpire con precisione millimetrica bersagli nel raggio di qualche chilometro) oltre ad un lanciarazzi anticarro.

E' panico. La caccia all'uomo é forsennata e la LAPD ha già offerto 1 milione di dollari come ricompensa per la sua cattura. Nel frattempo la sezione disciplinare si é vista costretta a rivedere il procedimento che ha portò al suo licenziamento e non sono esclusi colpi di scena. Vedremo come va a finire.

Day 12 – Fine del Coast to Coast

sabato, giugno 13th, 2009

L'avventura è veramente finita.

Oggi siamo passati per Malibu, Santa Monica e Redondo Beach lungo la mitica Pacific Coast Highway (PCH).
Ho scoperto che i famigerati CHIPS (la stradale della california) una volta usava le Harley Davidson mentre ora delle BMW uguali identiche alle nostre.
Los Angeles è bellissima ma guidare è un incubo. Code ovunque. New York al confronto è disabitata.
Le ultime 30 miglia in particolare sono state tremende. La Highway 405, come ogni giorno ed in particolare ogni venerdì, era stracolma di automobilisti e a tratti si procedeva a passo d'uomo.

Siamo arrivati al punto concordato e abbiamo trovato ad attenderci un ragazzo davanti al suo garage.
Devo ammettere che mi ero affezionato alla moto e lasciarla mi è dispiaciuto.
Sulla via dell'aeroporto (in taxi) c'era il sole al tramonto sulla skyline di Los Angeles. Questa l'ultima immagine che mi è rimasta in mente.

Oltre l'Europa, anche l'America è fatta.
Prossima volta coast to coast in Australia.

Day 11 – Siamo a Los Angeles

venerdì, giugno 12th, 2009

Da una stradina nel deserto del Nevada si è passati in poche ore al traffico vorticoso di una autostrada a sei corsie della zona metropolitana di Los Angeles.

Ho chiamato la mia amica Shira che abita a NYC ma è di Los Angeles e lei appena ha saputo che mi trovavo in zona mi ha fatto richiamare dal suo papà che hai insistito per ospitarci nella sua villetta con piscina.

Los Angeles è tutta un'altra cosa rispetto a New York. Le persone e lo stile di vita sono competamente diversi. Abbiamo ad esempio conosciuto un vicino di casa 58enne simpaticissimo con una carica e una vitalità da far invidia ad un ventenne.
Le donne nella zona di Los Angeles sono meglio vestite e credo anche più curate. Sembrano essere tutte in forma. Ovunque ti giri vedi belle donne dentro belle macchine.

Il programma per domani è semplice: giro in moto lungo la spiaggia di Malibu, riconsegna delle moto nel tardo pomeriggio e volo verso La Guardia in serata.

L'avventura volge al termine.