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QTH Starbucks

mercoledì, gennaio 22nd, 2014

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Secondo voi si era mai visto uno che si porta una radio ed una antenna e trasmette da dentro uno Starbucks? Fino a due giorni fa secondo me no...

Vi ricordate l'appuntamento col radioamatore vicino di casa? Ci siamo visti per l'appunto in uno Starbucks sulla prima avenue. Inizialmente io non avevo neanche idea di quanti anni avesse. Ci eravamo sentiti in telegrafia eh... roba da 1800 altro che Facebook.

E' andata a finire che siamo quasi coetanei, entrambi provenienti da un altro paese, lui é sposato io convivo, quasi colleghi. Non ci eravamo mai visti (ne parlati) prima di quel momento eppure era come se ci conoscessimo da sempre.

Senza che ci mettessimo d'accordo lui ha portato uno zaino pieno di tasti telegrafici, io invece una valigetta con dentro un kit HF completo e pronto a trasmettere.

Prima di andare via uno dei tasti me lo ha anche regalato! Il valore é più che altro simbolico ma sono rimasto colpito ugualmente. Una persona che non conosci e che non hai mai visto prima ti fa un regalo qui non é cosa sa poco. Siamo a Manhattan eh... dove é anche possibile che se muori all'improvviso dopo dieci minuti é come se non fosse successo niente.

Ragazzi é Manhattan mica no

sabato, novembre 17th, 2012

Nella classe di Cinese che frequento da un annetto c'é un professore universitario di Economia sui 65. Un tipo super alla mano, altro che barone a parlarci sembra il droghiere sotto casa. In questo periodo sta imbiancando casa quindi sulle braccia o sulle mani gli si vede sempre qualche macchiolina di tempera.
Prima di insegnare da giovane faceva il militare nell'aeronautica e per questo ha girato l'Europa. Come é possibile che un militare diventi professore universitario? Non lo so... comunque qui é possibile.

Poi c'é un altro tipo sui 50 che viene da Los Angeles ma ora abita sulla ventesima strada. Ci ha invitato un giorno a pranzo da lui ed (il suo appartamento avrebbe meritato un post dedicato ma stavo partendo per l'Italia e non ho avuto tempo). Per lavoro rappresenta gli interessi di VIP che vogliono scrivere dei libri tipo biografie ecc. Insomma lui viene contattato da questi personaggi e tramite i suoi agganci gli trova un editore a condizioni vantaggiose per tutti. Ogni tanto va allo stadio con Eminem, oppure in giro con Jay-Z. Studia cinese perché la moglie (una manager di Chanel) é originaria di Taiwan.

Poi c'é una signora sui 45 di origini Sud Africane che parla un Inglese British super formale. Abita nell'Upper East Side in al centrissimo su un grattacielo. Anche lei molto simpatica. E' terrorizzata dal fatto che possano aggredirla o rapinarla soprattutto quando sta in metro. Un giorno l'ho incontrata per caso sulla quarantaduesima che aspettava la Q così di nascosto mi sono avvicinato e le ho messo la mano dietro la schiena come fosse stata una pistola. A momenti sviene... ancora ci ride.
Per lavoro vende arte ai ricchi. In pratica aiuta facoltosi collezionisti di NY ad acquistare arte per milioni di dollari. Tu pensa

Stasera ero in radio sui 40 metri (7 MHz) nella sottobanda della telegrafia quando sento uno chiamare dalla zona 2 che é quella di NY. Stiamo parlando di telegrafia eh... avete presente i vecchi film in bianco e nero in cui si vede il telegrafista che pigia sul tasto? Quello. Gli rispondo e cominciamo a conversare... giusto quattro chiacchiere veloci. Nonostante il tipo trasmetta dall'Upper East Side e cioé a 1-2 Km di distanza il segnale non é fortissimo ma va bene lo stesso. Alla fine come faccio sempre vado a vedere sul callbook il profilo del corrispondente e scopro che si tratta di un veterano della guerra del vietnam, pensionato dell'industria delle telecomunicazioni ed ora attore professionista che ha un ruolo fisso in una serie della CBS in cui é un detective oltre a varie altre collaborazioni con programmi del calibro di 30 Rock e Law and Order. Ma soprattutto - e questo ci ha fatto sorridere parecchio - é un gangster anche in Boardwalk Empire, una serie TV tra le mie preferite.

Cioè capito? A Manhattan prendi gente a caso e ognuno ha una storia da raccontare, ognuno fa o ha fatto qualcosa di speciale. Ragazzi ma é Manhattan eh... da paura

Saluti dal Queens

New York, NY. Aria di casa

sabato, aprile 14th, 2012

Ieri sera cena alla Trattoria Ornella di Astoria. Il proprietario si chiama Giuseppe ed è un signore che vive negli USA da una ventina d'anni che inizialmente era venuto per fare l'Architetto ma poi per via della sua grande passione per la cucina si è messo nel business della Ristorazione diventando manager di alcuni dei ristoranti più grandi di Manhattan. Ora ha il suo posto qui ad Astoria. Si mangia molto bene e lui è una persona squisita. E' l'unico Ristorante Italiano che frequento in tutto il Queens.

Per il dopocena siamo andati a St. Mark's Place che ormai è diventato il posto a Manhattan che frequento di più in assoluto.
Prima fermata in un posto nuovo che si chiama San Matteo e che - pur essendo un locale gemellato con la Pizzeria che porta lo stesso nome ma che si trova nell'Upper East Side - al posto della Pizza fa una specialità Salernitana che si chiama Panuozzo.
Noi purtroppo avevamo già mangiato quindi il Panuozzo non abbiamo potuto assaggiarlo così Enzo (il proprietario) ci invita a provare il suo gelato fatto - come spiega orgogliosamente - con la frutta anzichè con le polverine.
Non ci potevo credere: per la prima volta in America mi trovavo davanti un gelato artigianale (o come dicono qui "from scratch") e cioè fatto partendo dagli ingrendenti grezzi piuttosto che da prodotti industriali. E che gelato!!! Ne ho mangiati due uno dietro l'altro. Ci tornerò per provare il Panuozzo ma sicuramente anche per un altro gelato.

Ultima tappa della serata l'immancabile visita a Giano, un posto di cui vi ho già parlato diverse volte in cui mi reco molto volentieri se passo dalle parti di Alphabet City.
C'era Paolo - uno dei due proprietari Milanesi - che è uno che se poco poco hai un pò di confidenza (succede in media dopo 10 minuti che lo hai incontrato) c'è da morire dal ridere. Veramente simpatico. Credo che se non avesse aperto il ristorante lo avrebbero potuto tranquillamente prendere a Zelig. Ieri per noi ha stappato una bottiglia di Prosecco e non ci ha fatto neanche pagare. Sia lui che Matteo (il socio) sono due persone veramente piacevoli. Inutile ribadire che si mangia ottimamente. Uno dei pochi Ristoranti Italiani in cui vado a Manhattan.

Usciamo da Giano e a pochi metri dall'uscio incontriamo un ragazzo che conobbi qualche anno fa. Lui è un animatore digitale ad altissimi livelli che tra gli altri ha fatto scene di film del calibro di Harry Potter o Sherlock Holmes. Mi disse che per fare animazioni di soli 5 secondi impiegano talvolta anche mesi di lavoro.
Qualche anno fa era convintissimo e determinato nel tornare a vivere in Italia. Ieri lo era un pò meno: ha infatti rifatto un nuovo visto per vivere negli USA e dal "vivere in Italia" è passato al "vivere in giro per il mondo" (avendo però in tasca un bel visto O1 per poter entrare negli USA quando gli pare e piace anzichè essere costretto a tornarsene in patria!).

Siccome sia io, sia il compagno di avventure "er Patrice" detto "noi je damo de ceppa" abbiamo le ragazze Cinesi va a finire che in un modo o nell'altro ruotiamo sempre attorno al mondo dell'estremo oriente. E' una sindrome meglio nota come "Febbre Gialla" di cui in qualche modo siamo rimasti inconsapevolmente contagiati e così sulla via di casa - verso ora di chiusura - ci siamo fermati presso il Ristorante Taiwanese della ragazza del Patrice che stasera era al lavoro. Mi pare che vi ho già accennato anche di questo posto qui che è famoso per il suo Bubble Tea.

Sono rientrato a casa che erano le due passate. Stamattina sveglia alle 7 per un funerale a Canarsie - nel cuore della Brooklyn nera - ed ora pomeriggio di relax a Central Park.

Ciao

157 West 57th street

martedì, aprile 10th, 2012

Vi avevo già parlato di Central Park West. Bene, allora beccatevi ste due mine:

recentemente un attico al numero 15 di CPW è stato venduto ad un magnate della Chimica Russo per la bellezza di 88 Milioni di Dollari. Pare sia stato un regalo per sua figlia ventiduenne della serie "papà papà cosa mi compri per il compleanno? - Una Ferrari! - Ma la Ferrari me l'hai già regalata per i 16 anni!!! Uffaaa.... - E va beh allora eccoti un bel superattico a Manhattan...".

Tra qualche anno verrà invece aperta una nuova torre che spingendosi fino a 305 metri di altezza diverrà la costruzione residenziale più alta della città. Si chiama 157 West 57 e cambierà radicalmente la skyline di Manhattan. Andate a visitare il sito ufficiale perchè merita e soprattutto non dimenicate di vedere i panorami di cui si godrà da lassù perchè sono una roba allucinante.
Al 157 il superattico lo daranno via per 110 milioni di dollari ed è un prezzone se considerate che metteranno nei bagni il bidet, un privilegio che - così come le viste mozzafiato - in casa possono permettersi in pochi.

La magia di Midtown Manhattan

venerdì, marzo 16th, 2012

joiseyshowaa via Flickr

Cammini di sera in penombra per le strade di Midtown Manhattan e tra un hotel di lusso ed un condominio da 60 piani nella zona di Broadway e 35-40esima strada trovi sti negozietti che vendono cianfrusaglie dal valore prossimo allo zero. Profumi finti, t-shirt di cattivo gusto, collanine di plastica colorata. Tuttti sempre quasi vuoti.
Poi palazzoni post-industriali che sembrano abbandonati da decenni ma che invece sono ancora in uso. Le finestre attappate per evitare di far vedere cosa ci sia all'interno, il portone anonimo e trasandato col numero civico stampato in grande sopra l'architrave. Ma chi frequenta sti palazzi. E per far cosa poi? Mistero.
Poi un loft con le finestre aperte dalle quali si intravede l'arredamento scarno ed essenziale. Nonostante il frastuono che proviene dalla avenue sottostante si sente il suono di una chitarra elettrica di qualcuno che si sta esercitando.
Midtown Manhattan è un continuo alternarsi e mescolarsi di vecchio e di nuovo, di ricchezza estrema e povertà assoluta, di vetro e di ruggine, di display lcd e vecchi cartelloni publicitari dipinti sui mattoni impolverati.
L'idea della New York che mi immaginavo prima ancora di venire qui l'ho trovata proprio qui ai piedi dell'Empire State, nelle strade attorno al Madison Square Garden, nei negozietti antichi che ogni tanto ancora capita di incontrare per caso.

Un pomeriggio di inizio Primavera sulla 42esima strada

martedì, marzo 13th, 2012

So che molti di voi non ci crederanno ma mi è capitata una coincidenza bestiale: ho incontrato Luo Yufeng!
Ero davanti alla Biblioteca principale di Manhattan su 42esima e quinta quando mi accorgo che seduta su una sedia c'era lei che leggeva da sola un libro. Penso che neanche se al posto suo ci fosse stata Madonna o Al Pacino mi sarei emozionato così tanto.
Le sono passato a circa 3 metri di distanza. Avrei tanto voluto farmici una foto e magari anche parlarci ma non mi è stato possibile per cause di forza maggiore. Comunque l'ho osservate per una decina di minuti: lei li, sola, che legge un libro. La diva trash della rete Cinese (ora rifugiatasi a Brooklyn) si gode il suo spicchio di Manhattan in un momento di tranquillità, il tutto pochi giorni dopo che l'ho menzionata sul blog... Fantastico.

Poi, sempre per rimanere in tema Cina, poco dopo mi si è avvicinata una anziana signora Cinese che parlando Mandarino mi chiedeva indicando i numeri su un pezzo di carta dove fosse la 43esima strada.
Io le ho risposto a gesti (ma come mai ancora non so dire in Mandarino destra e sinistra?!?!?) e lei appena capita la direzione fa per andarsene ringraziando con un "xiexie" (grazie). Io prontissimo ribatto con "bu ke qi!" (prego). A quel punto la signora che già si era allontanata di due o tre passi torna indietro saltellando tutta contenta per la sorpresa. Diceva chissà che cosa... sono stato capace solo di dirle "Wo shi Yi da li ren, wo hui shuo yidianr Zhong wen..." (sono Italiano, parlo un pò di Cinese)

Comunque... ragazzi... messa un attimo da parte la Cina la città brulica eh... Stanno uscendo fuori delle cose allucinanti. Ma, roba grossa, tanta roba. Un Safari insomma. Capite a me... C'è questo odore di primavera, questa voglia di mettersi in mostra, di scroprirsi, questa smania di brezza e di sole.

Che spettacolo di città.  Ma proprio non vi ci azzardate nemmeno a fare il paragone con altri luoghi. Non c'è partita. Il mondo è qui. Tutto il resto non conta. Anzi non esiste nemmeno.

Buona notte dalla grande mela

High Line Park

domenica, gennaio 8th, 2012

Oggi pomeriggio sono andato a vedere l'High Line Park, un giardino creato a Manhattan rivalutando una vecchia linea ferroviaria sopraelevata in disuso. Sono entrato a Chelsea sulla ventiduesima e sono uscito sulla trentesima ma inn futuro il progetto verrà esteso fino alla trentaquattresima.

L'idea di creare una passeggiata circondata dal verde dove un tempo invece scorrevano i binari è vincente. Peccato che in inverno il verde diventi marrone ma che volete... fa parte della natura anche questo.

La zona è molto interessante e ovviamente costosissima. Diverse le palazzine appena costruite dal design innovativo, ancora quasi tutte vuote. Ci sono anche dei loft enormi in via di riqualificazione con in mezzo addirittura la ciminiera di una fornace.

Da lontano i soliti palazzi alti tipici di una città come questa. Gli dei che ti osservano dall'olimpo. Tu non li vedi ma loro vedono te. In basso, tra i comuni mortali, ancora qualche casetta anonima ed evidentemente povera: un alberello di natale senza pretese, il giardinetto in disordine con qualche vecchia sedia arruginita. Gente che magari ci abita da due o tre generazioni e che ancora incredibilmente non si arrende all'arrembaggio degli speculatori immobiliari.

Che città ragazzi. If you're leaving New York, you're going nowhere.

Ciao

Meglio cinque anni da leone in America che 15 di noia in Abruzzo

domenica, novembre 27th, 2011

Il cugino di Rita Morelli, uccisa ieri a Manhattan, ricorda: "Mi diceva sempre meglio cinque anni da leone in America che 15 di noia in Abruzzo, era felice".
E come non essere d'accordo? Sento una grande vicinanza con questa ragazza non soltanto perchè Abruzzese ma anche e soprattutto perchè condivo l'amore per la stessa città ed inseguo affannosamente lo stesso sogno Americano.

La zona della centoventesima strada ad East Harlem (anche nota come "Spanish Harlem" oppure "El Barrio") la conosco perchè qualche anno fa ebbi modo di frequentarla quando proprio lì abitavano tre amiche Italiane.
E' indubbiamente una zona difficile e molto povera e chi ci vive lo fa sicuramente per via degli affitti relativamente bassi rispetto al resto di Manhattan. Nonostante questo io non ci vivrei mai perchè secondo me il gioco non vale la candela nel senso che considerata la distanza e la qualità della vita credo che convenga frequentare altri lidi... ma questa è un'altra storia.

Comunque da quello che leggo sembrerebbe che l'omicidio di Rita Morelli non sarebbe da attribuire alle condizioni del quartiere perchè si pensa che l'assassino sia qualcuno che lei conosceva e che aveva fatto entrare volontariamente in casa. Speriamo si arrivi ad un arresto nei prossimi due o tre giorni perchè altrimenti le possibilità di risolvere il caso decresceranno a livello esponenziale col passare delle ore successive.

Vi terrò informati

 

 

Chase hai rotto: passo a TD Bank

giovedì, luglio 21st, 2011

Immaginatevi la scena: ero all'angolo tra 43esima e sesta, sole cocente, palazzi infiniti verso il cielo.
Arrivo ad uno dei tanti baracchini che vendono da mangiare... ahhhh oggi mi faccio un bel burrito di quelli rustici. Ordino, il Messicano mi chiede se lo voglio piccante. Io dico di si ma POCO (in America devi dire per qualsiasi cosa POCO/SMALL se no esagerano)

Mentre questo sfornella il burrito apro il portafogli e vedo una banconota singola da 1 dollaro. Ovviamente il baracchino non accetta la carta... quindi devo fare ATM (il bancomat, per capirci). Faccio cenno al Messicano e corro all'angolo. Trovo TD Bank. In verità sapevo che a fianco nello stesso blocco c'era la mia Chase ma mica potevo fare aspettare quello del Burrito così sono entrato e ho fatto ATM da li.

Apriamo una piccola parentesi. Dovete sapere che questi figliacci di puttana delle banche Americane sul Bancomat picchiano duro, ma duro duro eh... Io in Italia ho avuto Fineco sin dal 2001 ed ero quindi abituato a non pagare nulla, qui invece si sommano a fine anno delle palanche da almeno 100-150 dollari (ma anche di più) solo per l'utilizzo di sportelli esterni. C'è da dire che Chase ha sportelli ovunque, ma proprio ovunque, eppure nella frenesia della vita di città ti capita sempre quell'occasione in cui  fai il prelievo da un ATM qualsiasi. Poi, diciamocela tutta, in fondo quei 100 dollari all'anno non sono la fine del mondo... eppure mi fanno girare i coglioni se penso che te li applica la tua banca: ma come, io ti porto i miei soldi e quando li rivoglio mi fai pure pagare?!?  Non ci siamo...

Era un pò che ci pensavo e così stavolta ho deciso di andare in fondo. Faccio ATM, pago la bellezza di quasi 5 dollari per l'operazione, e pensando all'imminente vendetta mi gusto con calma il Burrito. Appena finisco entro da TD Bank e trovo un Detective della NYPD in divisa di guardia all'ingresso. Un addetto gentilmente mi fa accomodare e poco dopo arriva Faruk, lo specialista dei conti correnti. Domanda: E' vero che da voi non si pagano gli ATM? Risposta: si è vero, a patto però che mantieni almeno 2500 dollari sul conto. A posto, entro il weekend facciamo tutto, compreso un mega bonifico da Chase. Faruk è contento, io pure. Stretta di mano, esco e vado da Chase.

Entro da Chase, la mia banca attuale, con in mano la Brochure di TD Bank. Alla receptionist chiedo che vorrei avere delle informazioni sul mio account. Chiamano allora Melissa, una pantera nera da paura, ma una cosa incredibile. Sarà stata alta penso 3 o 4 metri. Se Naomi avesse lavorato in banca e Melissa al posto di Naomi nessuno avrebbe notato la differenza. Ci accomodiamo in una saletta appartata. La Panterona vede la Brochure e capisce subito l'aria che tira: "I see you've been shopping today..." Ehhhh brava... mo sint!

Allora le spiego il problema, che è semplice da capire: mi sono rotto i coglioni di pagare gli ATM e lei, bravissima, si arrampica sugli specchi per cercare di farmi capire che in fondo gli sportelli Chase sono ovunque per cui non è un grosso problema. Saremo stati a discutrere 15 minuti ma ovviamente il suo discorso non stava in piedi e così alla fine ha tirato fuori l'ultima arma del suo arsenale, la bomba atomica: "ma sa lei potrebbe essere un cliente Premium per cui un banchiere - come me per esempio - potrebbe rimanere il contatto costante con lei e seguirla in tutte le operazioni..." In quel momento quasi avevo cambiato idea: la la linea diretta con la Pantera non era male. Sempre meglio di Faruk! Però poi ho ripensato ai 5 dollari sprecati per mangiare un Burrito e ci ho ripensato immediatamente: niente da fare. Si cambia.

E così mi faccio spiegare come trasferire tutto da una banca all'altra. Era più semplice di quanto pensassi. Pensate che la banca nuova tra i vari benefit mi darà anche la cassetta di sicurezza.  Non so che metterci dentro ma è una figata lo stesso... Poi magari oh... a Faruk gli dico senti sei e bravo e tutto ma il banchiere personale preferirei non dico la pantera ma perlomeno una lince o una gatta selvatica.

Midtown Manhattan

venerdì, febbraio 18th, 2011

Lunghissima serata di "lavoro" a Midtown Manhattan.

Alla fine del grande freddo Manhattan riacquista quel suo sapore speciale e camminando senza fretta hai il tempo di apprezzarlo fino in fondo: sulla trentacinquesima rivedi quell'incredibile negozio di poster cinematografici, all'incrocio con la settima Tony lo shoe-shine, che un tempo lavorava per strada, ora ha il suo negozio in cui ripara le scarpe. Gli stradoni semivuoti ed incomprensibilmente (almeno per me che sono Italiano) sgombri da auto parcheggiate. Il mio primo ristorante Giapponese in cui mangiai per un anno intero, lo Staples in cui per sbaglio ricevetti 100$ in più nel resto e rientrando per riconsegnarli sconvolsi la cassiera come fossi stato un alieno, il palazzo (a due passi dall'Hotel New Yorker) in cui visitai un appartamento di uno squallore difficile da raccontare a parole ma che nonostante tutto stavo quasi per prendere in affitto.

Il centro di Manhattan (centro nel senso di Midtown) è senza dubbio il posto più anonimo, più duro e più alienante che abbia mai visto: tutto è in movimento, tutti di passaggio, tutto parte di una perenne ed inarrestabile mutazione. La cosa strana è che ormai in quel marasma mi ci sento anche a casa. Da quelle parti, del resto, ne ho fatte parecchie eh... e non ne ho mai ancora scritta nessuna.

Il mio più grande rammarico è quello di non esser venuto qui prima, quand'ero ancora giovane. Se solo avessi potuto leggere un blog e mi fossi lasciato convincere oggi sarebbe tutto diverso!
E' per questo che mi rivolgo a te, o lettore/lettrice neo-diplomato o prossimo alla laurea. Ma anche a te che sei un cameriere, un barista, un ammazzafemmine, una bella figa, un impavido avventuriero/a. A te che mgari non sei più così giovane ma che hai ancora voglia di viaggiare, voglia di vivere: se pensi di intuire i motivi che mi spingono ad amare questa città non aspettare e vieni a New York City! Per tornare indietro nel tempo, verso più sicuri lidi, verso facili certezze, insomma per tornare in Italia ci sarà sempre tempo. Rompi ogni indugio e parti. A tutti i costi.

Che città ragazzi... che città.