Posts Tagged ‘musica’

Gimagua

sabato, giugno 29th, 2013

Si lo so i topi, si lo so il caldo, si lo so la ruggine, si lo so la puzza... eppure ogni tanto mentre torni a casa ti capitano scene tipo due gemelli Columbiani che improvvisano un live di rumba, flamenco, cumbia e ritmi Afro-Americani davanti a dozzine di passeggeri che aspettano il treno.

E come ci danno dentro! Ogni tanto qualcuno offre un dollaro, qualcun'altro compra il CD per 10 (io l'ho preso), applausi, addirittura c'é chi balla.
Gli artisti di strada (anzi di metro) sono benvenuti e autorizzati a suonare dall'autorità dei trasporti cittadina. Pagheranno anche le tasse? Non lo so, ma non mi meraviglierei se lo facessero...

Poi il treno finalmente arriva, alcuni salgono altri scendono e tutto torna come prima: altra fermata alro giro.

Che città ragazzi... che città

Another Sunrise

martedì, marzo 6th, 2012

Va beh... comunque... a parte il caghetto che ho avuto non scrivo perchè sono un pò depresso (che novità direte voi...) Non so che scrivere. O meglio saprei cosa scrivere e lo scrivo pure ma poi penso ma chi me lo fa fare a scrivere, ma chi se ne frega, cosa cambia... e così cancello tutto. Ho una sensazione di impotenza totale.
Ho appena visto un video che mi ha un pò rincuorato. Ve lo propongo anche per via della musica dei Planet Funk:

Il paracadutismo (o skydiving, come si chiama adesso) è una esperienza di vita vera: sei tu, il paracadute ed il cielo infinito. La morte sempre a pochi metri, boccate di andrenalina e di vita a quattromila metri da terra.
In periodi come questo ci vorrebbe qualcosa del genere: qualcosa di forte. Altrimenti che grigiore, che piattume, che gabbia. Avrei voglia di urlare a pieni polmoni, se solo si potesse ma non si può. Perlomeno io non posso, i cittadini invece forse si...

La primavera comunque è vicina e le cose dovrebbero presto andare per il meglio. Magari vado upstate e mi lancio di nuovo davvero.

Adios amigos

Groove NYC

domenica, dicembre 18th, 2011

MacDougal St nel West Village in è strapiena di locali in cui si suona musica dal vivo. Come spesso succede nelle zone cool di Manhattan i posti sono sempre stracolmi e si fa fatica ad entrare, dentro si sta stretti, ti portano da bere con l'imbuto e devi consumare tutta la sera altrimenti ti alzi e te ne vai.
C'è però un posticino senza troppe pretese in cui una volta andai per caso e che successivamente non ho più abbandonato. E' il Groove NYC, un baretto semplice semplice in cui trovo sempre gruppi e clientela interessanti.
Ieri ci sono tornato con l'amico Nat e l'amico Marco (un ex compagno di scuola), entrambi di passagio. Ingresso 7 dollari, una biretta altra decina di dollari... serata da paura.
Purtroppo non vi posso raccontare alcuni dettagli di ciò che è successo all'interno per via del segreto professionale ma fidavevi, cose degne dei tempi migliori.
La band eccezionale. Verso le tre del mattino è entrato un gruppo di ragazzi che sicuro al 100% appartenevano ad una scuola da ballo e si sono messi a ballare tra i tavoli. C'erano tre ragazzi neri molto molto simpatici ed anche molto "allegri", uno bianco tipo anni '80, un koreano, una ragazza cinese ed un'altra latina caliente.
Erano coreografici e riscuotevano parecchio successo al punto che verso la fine erano loro che tenevano banco. E' finita che si sono piazzati prima davanti e poi sopra al palco.
Da notare il ragazzino con la maglietta rossa che avrà ballato alla velocità che vedete per almeno 90 minuti senza fermarsi mai e senza una goccia di sudore. Un fuoriclasse.
Bella serata davvero. Ci siamo divertiti

 

Gente in Progresso

martedì, settembre 6th, 2011

Ragazzi, qua l'inverno è inverno davvero... non come da noi. E' una fase mentale oltre che fisica che cambia la prospettiva dell'intera città, cambia i ritmi, i posti che frequenti e le cose che fai. Il mese prima passeggi per ore, quello dopo fai fatica a fare a piedi i 5 minuti che vanno dalla metropolitana a casa tua.
Stamattina esco bello bello e... sorpresa: fa troppo freddo per andare a maniche corte. Sono risalito a prendere un giubottino e una volta di nuovo in strada ha cominciato a piovere. E piove ancora adesso, dopo il lavoro.
Quinto inverno a New York City... chi lo avrebbe mai detto: come ogni volta torneranno di nuovo le pioggie, riapriranno le scuole, cadranno foglie lungo i viali e ancora un altro inverno, che porterà la neve e un'altra primavera. E tu che fai di sabato in questa cittàaaaaa dove c'è gente che lavora, per avere dieci giorni all'anno di ferie...

(Come sempre, chi non capisce le citazioni è un pivello. Grande Franco)

tutti in Canada

domenica, novembre 14th, 2010

Stasera ero a Flushing che mi facevo un Hot Pot quando improvvisamente mi è tornata in mente questa canzone che non sentivo da vent'anni.
La passavano in radio nel 1988 mentre coi miei eravamo in campeggio a Chianciano Terme. Come mai improvvisamente mi tornano in mente certi dettagli è un mistero.

Comunque...

Ho letto oggi sul Times che il Canada va forte con l'immigrazione. In un certo senso il Canada sono gli Stati Uniti che sarebbero dovuti essere: niente armi da fuoco, sanità da paese civile, tensioni sociali minime. Insomma, visto che gli USA la menano con carte verdi e permessi di soggiorno il Canada è un paese da tenere in altissima considerazione.
L'unico problema è che fa un freddo insopportabile, a livello che in Italia è difficile da immaginare... Oddio, forse c'è anche il problema che pur essendo tutto bello e tutto funzionante dopo un pò probabilmente ti annoi a viverci. Mica è New York!
Però... che cazzo... se uno avesse proprio voglia di mandare affanculo a tutti i costi puttanopoli ci si potrebbe anche pensare. Io la terrò in conto!

Il top sarebbe l'Australia... ma da quelle parti l'immigrazione è tutta  un'altra storia.

Ciao

Clamori

giovedì, agosto 26th, 2010

Oh... lo so che ci venite apposta, ma mica posso stare a raccontarvi tutti i fatterelli che mi capitano per le strade di Manhattan. Ce ne sarebbero eh... tanti pure. Ma non ne ho la forza. E così stasera ci diamo alla musica. Alla musica di un certo livello. E zitti eh!

Quanti saranno quelli che a New York stanno cantano a squarciagola "Clamooooori nel moooooondo moribondooooooo" di Franco Battiato?
Secondo me uno soltanto: io.

E non mi venite a dire che Battiato non è un genio... Uno che già nel 1982 parlava di minuscoli computers, sangue nero di Harlem e manometri affolati a Wall Street in cui "nel fango delle cifre tutto se ne va". Guardate lo stile nel video. Che classe. Che superiorità!

Franco, fanno bene a chiamarti "il maestro". Sei un grande. Franco, se mi leggi: sei un grandissimo. Un genio. Un visionario. Fossero tutti come te in Italia ci tornerei a vivere volentieri.

Clamori nel mondo moribondo
clamori nel mondo.
Ciuffi d'isotopi in mano
passeggio tra le particelle dei miei atomi
nuclei pulsari, neutroni e quasari
il mondo è piccolo, il mondo è grande
e avrei bisogno di tonnellate d'idrogeno.
Infestati di ragnatele
pieni di minuscoli computers
mangiando farfalle giapponesi
mosche giganti sputano dati
dando il totale sui disoccupati.
Clamori nel mondo moribondo
clamori nel mondo.
Sangue nero di Harlem
manometri affollati a Wallstreet
nel fango delle cifre tutto se ne va
guerriglia nella giungla.
Ma sotto un tetto di palme.
Amore mio
lunga sarà la fine.
Sceicchi custodi
di passaggi a livello nel deserto
spargono lacrime di petrodollari
sufi soffocati, Mullah immobili
nel silenzio delle sparatorie.
Clamori nel mondo moribondo
clamori nel mondo.

Percussioni a Union Square

sabato, marzo 27th, 2010

Only in New York

New York in miniatura

venerdì, marzo 5th, 2010

The Sandpit, un lavoro eccellente di Sam O'Hare.
Da vedere in alta definizione (cliccateci sopra).

Molto bella anche la musica.

L’anno che verrà

venerdì, gennaio 1st, 2010

Un genio

Caro amico ti scrivo
Così mi distraggo un po'
E siccome sei molto lontano
Più forte ti scriverò.
Da quando sei partito
C'è una grossa novità
L'anno vecchio è finito ormai
Ma qualcosa ancora qui non va.
Si esce poco la sera
Compreso quando è festa
E c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra.
E si sta senza parlare per intere settimane
E a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane.
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
Porterà una trasformazione
E tutti quanti stiamo già aspettando.
Sarà tre volte natale e festa tutto il giorno
Ogni cristo scenderà dalla croce
E anche gli uccelli faranno ritorno.
Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno
Anche i muti potranno parlare
Mentre i sordi già lo fanno.
E si farà l'amore ognuno come gli va
Anche i preti potranno sposarsi
Ma soltanto a un a certa età.
E senza grandi disturbi qualcuno sparirà
Saranno forse i troppi furbi
O i cretini di ogni età.
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
E come sono contento di essere qui in questo momento.
Vedi caro amico cosa si deve inventare
Per poter riderci sopra
E continuare a sperare.
E se quest'anno poi passasse in un istante
Vedi amico mio come diventa importante
Che in questo istante ci sia anch'io.
L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
Io mi sto preparando
È questa la novità.

La scolaresca

mercoledì, dicembre 2nd, 2009

Allora senti.

Mi arriva in mente un'altra canzone dal passato.
All'improvviso, senza motivo: tre note sole di uno xilofono o qualcosa di simile… e poi qualche parola di cui riesco ad identificare solo "it's no xxxxx, no xxxxx at all".
Mi metto alla ricerca. Non è facile ma la identifico. E' Sacrifice di Elton John!
Fine anni ottanta, il muro è appena caduto, speranza, Elton al top. Senti che canzone… Bellissima. Sembra un secolo fa.
Mi continuo a chiedere come mai mi vengono in mente ste canzoni senza averle sentite per decenni. Boh...

Stamattina arrivo in stazione. Per la prima volta nel 2009 metto la sciarpa. Musica dall'iphone, borsa col mac a tracolla. Presenza insolita di una scolaresca delle medie sulla piattaforma opposta.
Che scena incredibile: da una parte i lavoratori, forse ancora giovani sulla carta ma ormai spediti sulla via inesorabile del declino, in mezzo i binari, dall'altra i ragazzini che se pur in ordine ed abbigliamento quasi militare sorridono ai meno fortunati dianzi a loro, ed alla vita.
Non scatto una foto (satebbe stata bellissima) perché qualcuno a fianco a me avrebbe potuto pensare male. Tu pensa a che livello ci ha ridotti la televisione…
Arriva il treno. Le tre classi con relative maestre salgono tutte in un vagone verso Ditmars. Passano pochi secondi ed il treno riparte lasciando la piattaforma vuota come è sempre stata e come sempre sarà da domani in poi.

Cold cold heart
Hard done by you
Some things look better baby
Just passing through

And it's no sacrifice
Just a simple word
It's two hearts living
In two separate worlds
But it's no sacrifice
No sacrifice
It's no sacrifice at all