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Ho visto cose che voi Italiani non potreste immaginarvi

lunedì, maggio 27th, 2013

...navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tanoizer. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire. (chi non capisce la citazione é un poppante)

A parte gli scherzi, Sabato mattina subito dopo aver scritto il post sulla scuola Americana mi trovavo in Pennsylvania e - neanche a farlo apposta - mi é stato offerto di visitare l'interno di una scuola superiore pubblica.

Ve lo dico subito: l'esperienza mi ha scioccato. E' stato come prendere una randellata in testa, un pugno sullo stomaco, un calcio nel culo che ti alza mezzo metro da terra. Avete presente le scene ambientate a scuola di qualche film Americano in cui tutto é nuovo, tutto é pulito, tutto é perfetto: ecco siete ancora molto lontani perché la realtà che ho visto supera persino certa fiction a cui siamo tutti abituati.

Strutture faraoniche: stadio con tanto di spalti, campi da tennis, da calcio, palestre enormi attrezzate per qualsiasi attività, laboratori spaziali di ogni tipo (si va dalla falegnameria alla cucina passando per biologia, fisica, informatica, musica, botanica). C'é la materia "teatro" in cui i si mettono in scena davanti ad un pubblico vero delle opere famose, il tutto con tanto di locandine e pubblicità per invitare gli spettatori della città a vedere lo spettacolo. La mensa serve 400 pasti alla volta e le attrezzature della cucina ricalcano praticamente quelle di un grosso ristorante. Ovviamente visti i problemi di cui soffre l'America stanno attentissimi sulle calorie ed il pranzo completo (per chi non é totalmente esente da qualsiasi spesa) costa solo 1.75 Euro.

Giri per la scuola e ogni tanto sulle pareti trovi riferimenti amichevoli su Gay, Lesbiche e Transgender... del tipo "siamo tutti amici siamo tutti uguali ecc. ecc nonostante questo se sei in difficoltà c'é il Dott. tal dei tali nell'aula X che é pronto ad ascoltarti in un ambiente gay friendly"; poi passo davanti all'aula X e sulla finestra noto piccoli adesivi con coppie di uomini e di donne mano nella mano.

Tutto é o sembra nuovo, appena costruito; la pulizia e la manutenzione continua sono spettacolari e per noi (abituati alle crepe sui muri) disarmanti. Ciò che però lascia veramente sbalorditi sono l'auto-esaltazione e l'orgoglio che la scuola infonde negli studenti. C'é infatti un che di trionfale, di "motivational" in qualsiasi cosa si faccia. Per esempio su tutti i muri trovi il poster della squadra di Tennis, di Softball, delle Cheerleaders (e non mi esprimo solo perché sono tutte minorenni... porco zio...), dei Cuochi, della compagnia di Teatro e così via. Le foto sono simili a quelle che vedresti in televisione, scattate e lavorate professionalmente coi i ragazzi visibilmente orgogliosi di poter essere in quello scatto che rimarrà sul muro per un anno intero. Non vi dico poi le cariche istituzionali: 4 foto incorniciate grandi a mezzo busto dei rappresentanti di istituto, ma come fossero dei parlamentari eh... anzi meglio, le vedi proprio all'ingresso a fianco del bandierone Americano. Un pò mi sono commosso nel vederle.
Tutto curato nei minimi particolari, tutto proprio bello bello bello. Per capirci l'Atrio sembra quello di un grande Hotel Hilton. Ma ci rendiamo contro? Che pena...

Vi ripeto che parliamo di una scuola pubblica eh, non di una privata. E vi faccio presente un piccolo particolare: nonostante ci sia tutto questo bengodi le private sono ugualmente popolari e molto frequentate. Nella zona che ho visitato si va dai 6.400 dollari ai 27.000 all'anno. Il bello é che chiunque ha casa sul territorio deve pagare la tassa scolastica che arriva puntualmente anno per anno e che si paga sia sei hai figli sia se non li hai, sia che poi li mandi alla pubblica piuttosto che alla privata: si parla di botte annuali da 2500 dollari che si aggiungono ad una specie di "IMU" da 5-6000 dollari.
Ad una certa ho domandato se non fosse giusto che chi manda i figli a scuola privata non dovesse poi essere esente dalle tasse di quella pubblica, e anzi se magari non fosse opportuno stornare quei soldi dalla pubblica alla privata. Risposta: ma sei scemo? La scuola pubblica é pubblica proprio perché si regge coi soldi di tutti; al contrario, la privata é privata perché se la paga chi la frequenta... Cosa cazzo c'entra la pubblica con la privata?!? Gli Americani - noti Comunistoni rivoluzionari della corrente Fidel Castro - si sono messi tutti a ridere.

Comunque, per concludere, toccare con mano certe situazioni inevitabilmente ti riporta alla memoria quelle che in Italia hai vissuto sulla tua pelle e la sensazione di sconforto che deriva dal confronto é difficile da descrivere con le parole.
E qui voglio lanciare il mio sasso nello stagno, il mio messaggino nella bottiglia galleggiante sull'oceano di merda che ci circonda. Se sei uno studente delle superiori e sei arrivato a leggere fino a questo punto ti do un consiglio da amico: datti da fare, spezza le catene, lascia perdere il pallone, butta via la TV. Scappa dall'Italia! Fallo prima che puoi. Il modo non lo so, ce ne sono tanti, o forse non ne esiste nessuno... Non so. Tu però ci devi almeno provare. Da giovani tutto é possibile, basta soltanto volerlo.

Ciao

P.S.
se sei una studentessa ancora meglio

La donna da 60 miliardi di dollari

domenica, novembre 25th, 2012

Scrivo questo post da un treno regionale della Pennsylvania (SEPTA) e ogni volta che prendo un regionale negli USA mi viene la depressione. Non perché il treno é disastrato o il servizio scadente, piuttosto per l'esatto contrario! Ne ho scritto tante volte ma questa volta non ho intenzione di ripetermi. Stavolta voglio invece ripetermi su un altro argomento che conoscerete molto bene: la bellezza di avere una Green Card negli Stati Uniti d'America.

C'é la moglie del mio amico della Pennsylvania che é cittadina Messicana ed ha la carta verde da parecchio tempo. Una volta presa la laurea in Economia (online) ha trovato un lavoro in una ben nota azienda finanziaria che esiste anche in Italia. Dopo qualche anno - sempre con la carta verde - per guadagnare un pò di più ha cambiato lavoro ed é entrata in una banca d'affari tra le più note del mondo. Attenzione: non lavorava ad uno sportello qualsiasi (anche perché di sportelli non ce ne sono) bensì come personal Banker di personaggi con account da decine e decine di milioni di dollari.

Il suo lavoro consisteva nel contattare o essere contattata da questi clienti - molti dei quali famosi - per effettuare bonifici da milioni e milioni di dollari a botta.
Mi ha spiegato la complessità della procedura necessaria per spostare cifre a 7 zeri: tutti che lavorano in coppia, tu metti un numero e il tuo "specchio" che lo reinserisce, poi un secondo livello di controlli, poi un terzo. Mi ha anche spiegato che volendo c'era un sistema di emergenza che le avrebbe permesso di fare un bonifico "immediato" senza controlli fino a 50 milioni di dollari ovunque nel mondo. Io le ho fatto la battuta: ma non potevi farti un bonifico verso un tuo account in una Banca Panamense per poi scappare a Città del Messico? Lei l'ha presa a ridere.
Fatto sta che facendo due conti della serva questa ragazza in due anni ha trasferito approssimativamente 60 miliardi di dollari. Avete letto bene: miliardi, non milioni. Capito che razza di lavoro che aveva? Na robetta abbastanza seria insomma... e volete sapere come é andata a finire?

Dopo due anni comincia a stressarsi sempre di più. Resiste più che può ma alla fine é estenuata e capisce che é venuto il momento di cambiare aria. Lascia la banca e si prende la licenza per fare l'agente immobiliare. In pochi mesi vende 6 belle casette, quelle coi muri di legno ed il pratino intorno (valore due-treceno mila dollari l'una). Il problema é che deve lavorare dalla mattina alla sera in ufficio, poi nei weekend deve accompagnare i potenziali acquirenti a vedere gli immobili. Troppo lavoro... e oltretutto le commissioni non sono alte quanto sperava. Insomma capisce - ancora una volta - che é ora di reinventarsi, di cercare orizzonti nuovi.
In questo momento la donna da 60 miliardi di dollari sta frequentando una scuola per parrucchieri e parallelamente si sta formando come truccatrice professionale. La scuola dei parrucchieri costa 18 mila dollari, ai quali va sommato il costo delle lezioni da truccatrice da fare probabilmente a Manhattan.

Avete capito che velocità, che flessibilità, che apertura di orizzonti c'é in un mercato del lavoro come quello Americano? Lavori per una grandissima azienda assicurativa/finanziaria presente in tutto il mondo e ti licenzi, lavori per la più grande banca Americana in cui trasferisci miliardi di dollari e ti licenzi, fai l'agente immobiliare vendendo case su case e ti licenzi. Poi studi per far la parrucchiera. E tutto ciò senza neanche spostarsi da casa eh... ci sarebbero miriadi di altre opportunità dall'Alaska alla California, dal Rhode Island a Porto Rico.

Ragazzi non ci sono cazzi: l'America é l'America. Tra massimo 5 anni l'Europa non esisterà neanche più.

Ciao

Le Ferrovie del primo mondo

venerdì, novembre 25th, 2011

Oggi una giornata di sole eccezionale come non si vedeva da anni.

Non è la prima volta che scrivo delle ferrovie regionali Americane ma al costo di essere ripetitivo non posso esimermi dal farlo ancora perchè oltre ad essere economiche le trovo sempre eccezionalmente pulite, affidabili e di una puntualità imbarazzante direi quasi maniacale.
Oggi scrivo dalla linea R5 delle ferrovie regionali della Pennsylvania (SEPTA) che scorre lungo una serie di paesini modello Svizzera con pratini, casette di legno, cervi e foreste da tutte le parti. Ciascuno di questi paesi ha immancabilmente la sua fermata ferroviaria e siccome alcuni sono veramente piccoli talvolta il treno si ferma due volte nell'arco di un minuto.

Nonostante la città di Philadelphia attraversi un periodo che non è tra i migliori della sua storia essa vanta una stazione ferroviaria accogliente e pulita a specchio con tanti ristoranti e diversi hotspot Wi-Fi sia gratuiti che a pagamento. Tre o quattro poliziotti col cane divisa scura comoda ed attrezzati per sostenere e prevalere in un eventuale confronto fisico camminano avanti e indietro ogni 5 minuti tra la gente che amabilmente mangia - o scrive - seduta ai tavoli.

Credo che qui il concetto sia semplice: i Cittadini devono essere messi in grado di potersi spostare dal punto A al punto B facendolo nel comfort, in sicurezza e a prezzi ragionevoli per tutti.
Risulta quindi evidente che una certa attenzione nei confronti delle infrastrutture fondamentali e dei trasporti pubblici in particolare: stazioni del ferroviarie anche ogni 700 metri, treni puntualissimi, libera concorrenza nei servizi offerti, scippatori-mariuoli-teppistelli e scassacazzo allontanati con la forza dalla forza pubblica.

Benvenuti nelle ferrovie del primo mondo...

Ciao!

Irene: the day after

domenica, agosto 28th, 2011

L'uragano (che qui è diventato una tempesta tropicale) è ormai passato. Ieri sera e stanotte molto vento e moltissima pioggia. La corrente è andata via e poi tornata un paio di volte. Provvidenziale la torcia che mi sono portato dietro... Verso l'una siamo andati a dormire e io ho dormito per terra.
Alle 9 del mattino la corrente è di nuovo andata via, stavolta definitivamente.

Il seminterrato della casa ha cominciato ad imbarcare acqua e abbiamo cominciato ad estrarla con i secchi. Nel frattempo si cercava di riparare un vecchio generatore che non ne voleva sapere di partire. Alla fine tra una bestemmia ed una pulita al carburatore è partito e tramite un groviglio di prolunghe abbiamo collegato la pompa del seminterrato, tutti gli impianti di rete e di telefonia e una televisione.

Ora stiamo cercando di capire la portata del danno e quando sarà possibile rientrare in città. Pare che le cose siano andate bene, e che gli allagamenti siano limitati. Vedremo...
Per adesso Internet a benzina.

Ciao!

 

In Pennsylvania sulle tracce dei migranti Italiani

domenica, febbraio 20th, 2011

Anche in questo weekend sono stato ospite degli amici della Pennsylvania e appena sono arrivato, per caso, ho scoperto di una coincidenza bestiale: i biscotti Pepperidge Farm (i miei preferiti in assoluto) provengono proprio dal paesino dei miei amici e cioè Downingtown PA.
Non solo, il motivo stesso della presenza di così tanti Italiani è legato proprio alla storica fabbrica di biscotti che fino a pochi anni fa impiegava migliaia di operai, molti dei quali appunto Italiani. E' probabilmente per questo motivo che ancora oggi alcuni biscotti si chiamano col nome delle nostre città: Milano, Verona, Montieri.

La situazione di quegli operai doveva essere ben diversa rispetto a quella degli emigranti Italiani del giorno d'oggi.
Negli anni '20, gli Abruzzesi della zona del Teramano, costruirono qui la piccola chiesa di S.Antonio (ora passata ad una congregazione di neri) e successivamente il centro ricreativo "S.Anthony".
Vito, giovane trentenne membro del consiglio direttivo, mi spiega che la principale ragione che spinse i loro nonni a costruire quel piccolo dopolavoro era che gli Italiani non erano accetti in nessun altro luogo.

Oggi i discendenti degli Italiani che arrivarono nella prima metà del secolo scorso sono ormai completamente integrati nel tessuto sociale Americano: quasi nessuno ormai parla più la lingua ed è impossibile riconoscerli se non dai cognomi.
Sulle mura, proprio a fianco alle mappe dell'Abruzzo e della prov. di Teramo, le foto di dozzine di combattenti Italo-Americani veterani (o caduti) della Seconda Guerra Mondiale.
Ero tentato di fare un video fin dal primo momento in cui sono entrato ma non ho potuto più resistere quando è cominciato il rituale (mensile) di "Proud to be American" in cui tutti i presenti, tenendosi per mano, cantano a squarciagola il loro orgoglio di essere Americani.

Per diventare santi c’è sempre tempo

martedì, settembre 7th, 2010

L'America è allo sbando e i vari stati sono costretti a ripiegare sul gettito fiscale garantito dal gioco d'azzardo che sta diventando un pò ovunque un male necessario. Si sa bene infatti quali nefandezze esso comporti: delinquenza, prostituzione, famiglie che ci si rovinano ecc. ma, perdio, siamo alla canna del gas e tutto fra brodo per cui ben vengano puttane, magnacci, gente che dorme in macchina, strozzini e quant'altro.

L'altra sera (siccome l'ambiente mi piace) ero in uno di questi piccoli casinò improvvisati. Intendiamoci, il casinò è piccolo ma non si fanno mancare nulla: dalla roulette al blackjack, dai dadi al poker, dalle slot alle corse dei cavalli. C'è tutto e sembra di stare a Las Vegas anche se in realtà ti trovi in un oscuro ed anonimo paesino della Pennsylvania.

A me interessa solo il Poker ed il motivo è semplice: non capisco che gusto ci possa essere nel fare giochi basati esclusivamente sulla fortuna. Mi piace avere un opponente, creare l'atmosfera, la sfida, mi piace il ragionamento. Insomma mi piace il Poker.

Ho perso? Ho perso si!... Che palle… ma possibile che solo questo vi interessa? Quanto non ve lo voglio dire… vi basti sapere che ho fatto (e lasciato) piatti da 3, 4 o anche 500 dollari, il che vi assicuro è divertente per un dilettante come me che siede ad un 1-2 No Limits.
E ho anche dato spettacolo! Come quel giro in cui dopo aver giocato passivamente per oltre un'ora lasciando sul tavolo almeno 30-40 dollari senza nemmeno vedere mai tutte le carte mi è entrata una coppia di 2. Dalla parte opposta del tavolo un nero dal torace imponente. Uno di quelli rumorosi, plateali, di quelli che cacano il cazzo in dialetto dicendo un mare di stronzate. Diceva di fare lo spacciatore, poi si è scoperto che era un poliziotto.

Insomma avevo questa coppia in mano, nessuno rilancia e al flop entra il terzo 2, assieme ad un asso. Calma. Calma. Calma.
Su 9 giocatori è quasi sicuro che qualcun altro abbia il secondo asso, c'era solo da stabilire chi fosse. Era il nero spacciatore/poliziotto/cacacazzo.

Io che ero di mano faccio un check timidissimo, mentre lui, lo sparone, butta dentro 40 dollari di rilancio. Sapevo di averlo in pugno ma non volevo farglielo capire e così facendo la faccia da via crucis ho impiegato almeno mezzo minuto per vedere i suoi 40. Entra dentro anche un altro giocatore (uno di quelli pericolosissimi, che parlano poco e menano molto).
Al turn esce un J. Bene. Molto bene. Check (io), check (il pericoloso). Il nero sparone butta dentro altri 30 dollari. Mi asciugo la fronte, soffro visibilmente. Ci penso… ci ripenso… tutto il tavolo aspetta la mia mossa. Metto dentro i 30. Il pericoloso intuisce che qualcosa non torna e scappa via.

Siamo io, timido e bianco come la carta, e lui, la pantera nera. L'ultima carta è un 7. Impossibile una scala, impossibile un colore. Molto improbabili un altri tris o cose migliori. E' mio. Questa volta lui inspiegabilmente fa un check. Io vado ALL IN mettendo dentro gli ultimi  40 dollari che avevo sul tavolo. Lui ovviamente non aspettava altro e nello scoprire anzitempo una doppia (A7) sorridendo mi fa: "You got an ace, right?". Io: "no chief, I got pocket deuces!"
E' rimasto di sasso, poi raddrizzando a mitraglietta gli indici verso me ha sorriso amichevolmente commentando come solo un nero può saper fare. I borbottii sono andati per un'ora.

Gli altri piatti che ho perso non ve li voglio raccontare ma vi assicuro sono stati forse anche più vissuti di questo. Mettiamoci anche che ho voluto strafare, ho voluto esagerare, ho voluto l'adrenalina a tutti i costi ed è mancato quel pizzico di fortuna in più. La mia filosofia era: gioco talmente di rado che è il caso di farlo audacemente perdendo divertendosi piuttosto che giocare con calma e vincere (poco) annoiandosi. L'altra sera mi sono divertito parecchio e quindi ho raggiunto il mio scopo.

Ciao carissimi

p.s.
Siate clementi, io sono un cittadino modello: pratico solo vizi ai sensi di legge, pagandoci anche le tasse. Per diventare santi c'è sempre tempo

L’incredibile storia di Centralia, PA

domenica, gennaio 10th, 2010

Secondo voi quanto può durare un incendio?
Forse un'ora? Una settimana? Un mese? No, può durare molto molto di più.

Esiste in Pennsylvania una città che una volta contava oltre 2000 abitanti, sette chiese, cinque hotel, ventisette bar, due teatri, una banca, un ufficio postale e quattordici alimentari. Quella città, oggi abbandonata, è stata completamente distrutta a causa di un incendio che dura da ben 48 anni.

Si tratta di Centralia, una città la cui storia è senz'altro la più bizzarra che abbia mai sentito.

Siamo nel 1962 e cinque vigili del fuoco volontari della locale stazione vengono incaricati di ripulire la piccola discarica del paese appiccando il fuoco a dei cumuli di rifiuti incendiabili.
L'operazione era stata compiuta in precedenza altre volte senza incidenti. In quell'occasione però le ceneri ardenti furono ingenuamente depositate dai pompieri nell'apertura di una vecchia miniera a cielo aperto. Una miniera di carbone.
Le ceneri, penetrate in profondità, hanno dato origine ad un lento ma inesorabile incendio sotterraneo che dura ancora oggi.
I pompieri, che ebbero gran successo nell'appiccare le fiamme, fallirono poi nello spegnerle e decisero di rinunciare pensando che di li a poco si sarebbero estinte spontaneamente. Purtroppo così non fu.

Inizialmente nessuno si rese conto della gravità del problema che nei primi dieci anni si limitò alle emissioni di fumo e gas dal sottosuolo e alle consugenti ripercussioni sulla salute e sulla qualità dell'aria.
Le cose però cominciarono a peggiorare nel 1979
quando il benzinaio di Centralia si accorse che le sonde sotterranee inserite per misurare la quantità di benzina nelle taniche risultavano "calde". Applicato un termomentro in una di queste la temperatura misurata risultò essere di quasi 80 gradi centigradi!
L'incendio sotterraneo diventava sempre più minaccioso soprattutto perchè in tutti quegli anni aveva lentamente eroso dall'interno il sottosuolo e quindi compromesso le strade e le case. Nel 1981 un cratere largo un metro e profono trenta si aprì improvvisamente sotto i piedi di un bambino che giocava in giardino.
La strada statale 61 che attraversava la città fu più volte distrutta e ricostruita fino al punto di deciderne l'interruzione e poi la deviazione.

Il governo decise di intervenire nel 1984 stanziando 42 milioni di dollari per trasferire tutta la popolazione ma diverse famiglie decisero di restare. Nel 1992 si procedette all'esproprio dell'intera città e nel 2002 le poste americane revocarono il codice di avviamento postale di Centralia, il 17927.
Oggi Centralia brucia ancora ed è diventata una città fantasma che conta solo 9 irriducibili abitanti. In alcuni punti (come vedete nel video) il suolo è caldo abbastanza da accendere un fiammifero al solo contatto. Alcune stime prevedono lo spegnimento dell'incendio tra 250 anni. Altre tra 1000.

Imperdibile la scritta "SHIT HAPPENS" che qualche genio ha scritto con la bomboletta lungo statale 61. Direi che appena finisce l'inverno un bel giretto in moto in Pennsylvania con sosta a Centralia è quantomeno obbligatorio.

Updates:
Centralia vista in un film del 1988 (molte delle case erano ancora in piedi)

Pennsylvania Hold ‘em

sabato, gennaio 9th, 2010

Non potevo mancare alla serata Poker dagli amici in Pennsylvania e così eccomi qui di nuovo.

Al tavolo conosco solo 3 persone, gli altri 5 sono tutti muratori di una certa età. Gente schietta e dall'incazzo facile abituata a lavorare a meno venti gradi per tutto l'inverno.

Arrivo e scegliendo il posto del dealer pesco un asso.
Primo giro: Full House e piatto.
Secondo giro: altro Full House e piatto.
Terzo giro: Three of a kind e piatto.
Quarto giro: Three of a kind e piatto.
Quinto giro: Full House al flop e, ovviamente, piatto.

Giuro che ero un pò in imbarazzo per via della fortuna esagerata con cui ho aperto le danze. Poi però le cose sono cambiate e dopo un paio di mani sfortunate rienta in gioco Gianni e alla fine  vince lui. Io arrivo solo terzo. Bella partita però.

Domani si vocifera di andare al CASINO' ad Atlantic City per fare l'esperimento del Poker quello vero... Vi terrò informati sugli sviluppi.

Buona notte

Festa di S.Rocco a Martins Creek

domenica, agosto 16th, 2009

Durante la primissima tappa del coast to coast ebbi modo di visitare Martins Creek, una località della Pennsylvania in cui emigrarono numerosi miei compaesani di Martinsicuro (TE).
Fui accolto calorosamente da Joe e Donna Piergallini che oltre ad aiutarmi ad incontrare tutti gli altri Italiani mi invitarono a ritornare il 15 di Agosto in occasione della festività di Santo Rocco, patrono locale.

Oltre un mese fa scrissi una e-mail al Sindaco di Martinsicuro per informarlo di questa evenienza. Qualche settimana dopo, grazie anche all'interessamento di Gloria Caioni del Corriere Adriatico, l'Amministrazione ha risposto e mi ha inviato dei doni da consegnare alla comunità Martinsicurese. Nella fattispecie il libro di fotografie di Leopoldo Saraceni, una targa della Città di Martinsicuro, un crocifisso (da parte del Parroco) e una lettera di saluti a firma del Sindaco e dell'Assessore al Turismo.

Ieri pomeriggio, dopo che la mia auto in affitto mi ha lasciato a piedi a New York proprio davanti all'imbocco dell'Holland Tunnel, sono in qualche modo riuscito ad arrivare finalmente a Martins Creek.
In occasione della festa del Santo, quella che normalmente è una cittadina tranquilla e silenziosissima si è popolata di centinaia e centiaia di persone con tanto di musica da vivo, cibo e divertimenti vari.

Il segno più evidente che i Martinsicuresi hanno lasciato nelle usanze culinarie locali sono sicuramente le "CRISPELLI", versione ribattezzata ma autentica delle tipiche CRISPELLE Martinsicuresi.
Allo stand, il più grande di tutti, lavoravano una ventina di persone. Le Crispelle venivano stese con una sorta di mattarello motorizzato per poi essere fritte e immediatamente servite coperte di zucchero a velo o a richiesta di sale.
La fila era talmente lunga che io stesso ho desistito aspettando fino a tarda sera per assaggiarne una.

Tra i vari giochi c'era il Dime Toss della locale compagnia di Vigili del Fuoco volontari oppure altri giochi "d'azzardo" come  il Blackjack, i dadi e tre diverse ruote della fortuna (tutto molto casereccio e con in ballo qualche dollaro al massimo).
I bambini potevano invece contare sul saltamolla vincolato (mai visto prima!), sul fucile ad aria compressa, sulle freccette, e sui castelli gonfiabili.

Martins Creek non è una municipalità bensì un qualcosa che in Italia potrebbe essere paragonato ad una frazione. Non c'è quindi un Sindaco in loco o un qualsiasi altro tipo di autorità ufficiale. Gli unici uffici pubblici (eccenzionalmente moderni e puliti) sono quelli del Lower Mount Bethel Township che però nel weekend sono chiusi.
Di conseguenza l'unica vera figura autorevole a cui consegnare i doni della nostra comunità era quella del Parroco Cattolico che tutti chiamano semplicemente "Monsignore".

Fissato l'appuntamento per l'indomani col Monsignore (dopo le messe e prima della processione) sono stato ospite insieme ad altri amici a casa Piergallini dove ho potuto assaggiare delle ottime lasagne annaffiate da vino fatto in casa.
Dopo il dolce un bel giro di liquore Strega, che per via del nome qui ha la scherzosa reputazione di avere effetti allucinogeni...
Tra i vari invitati a casa Piergallini ho potuto ascoltare i racconti dei figli della prima generazione di emigranti Martinsicuresi, quella che ha lavorato nell'ormai dismesso Cementificio Alpha.
Tra le tante storie di dura vita da emigranti mi è rimasta più impressa quella dell'esplosione di dinamite avvenuta alla fine degli anni '60 o quella di un lavoratore rimasto accidentalmente sepolto dalla polvere di cemento.

L'indomani, visitato il monumento ai caduti della grande guerra, ho consegnato al Monsignore i doni e ho per lui tradotto al volo la lettera del Sindaco.
Mi è stata posta qualche domanda sulla Città di Martinsicuro, sui Santi, sul numero delle Chiese e sul nome della Parrocchia (per fortuna mi ricordavo tutto!).
I doni sono stati graditi e l'interessamento della comunità Martinsicurese molto apprezzato. Il Parroco mi ha salutato promettendomi che avrebbe informato tutti i Creekers a messa e che avrebbe messo "on display" sia i doni che la lettera stessa.

Sono ripartito contento non solo per la calorosa ed Italianissima ospitalità ricevuta ma anche per aver portato un piccolo ricordo che spero possa manifestare l'affetto e la vicinanza dei Martinsicuresi a tutti i compaesani emigrati.

Le mattonelle di Joe Biden

domenica, agosto 9th, 2009

Sono in Pennsylvania a casa degli amici.

Ieri a cena una simpatica coppia di Italo-Americani che vivono negli USA da oltre quarant'anni.
Lui, un arzillo pensionato originario delle mie parti, afferma di guardare nella TV Italiana solo Ballarò Annozero e Report. Prima di morire deve assolutamente visitare "la Cuba". Mi sono ovviamente offerto di accompagnarlo in qualsiasi momento.

La cosa più curiosa che racconta tra le tante esperienze di una vita da emigrante è quella di aver rifatto il pavimento della cucina della casa dell'ex Governatore del Delaware (oggi vice-Presidente degli USA) Joe Biden.
La cosa che sembra incredibile è che Joe Biden in persona, assieme al figlio, lo aiutarono a montare le mattonelle per terra.
In realtà però non lo è perchè quella di darsi da fare nei lavori di tutti i giorni è una abitudine tutta Americana che trova riscontro in diversi altri racconti del genere. E' forse una forma di emancipazione al contrario in cui i super potenti si sentono realizzati nello svolgere in casa mansioni completamente estranee alla loro condizione.

Su RAI International ho poi oggi sentito una bellissima intervista ad Emma Bonino.
Positivo (per quanto scontato) il messaggio da me ricevuto: i politici NON sono tutti uguali. C'è del buono persino nella Politica Italiana. Ci sono persone oneste, appassionate, coerenti, capaci.

Tra tutti, il Partito Radicale è indubbiamente quello che mi trova più vicino ideologicamente. Peccato si sia infognato nel PD confondendosi di fatto tra fila di personaggi di ben altra (inferiore) fatta e perdendo così il mio voto alle politiche perlomeno fino a quando non sarà possibile espriemere le preferenze.

Sono le 21 e ancora devo ripartire per NY. Prossimo Week-end visita a Martins Creek.

Ciao!