Posts Tagged ‘politica italiana’

La mia su Renzi

venerdì, febbraio 21st, 2014

renzi-andreotti

Stamane avevo letto le indiscrezioni secondo cui al Ministero della Giustizia sarebbe andato a finire Nicola Gratteri, PM che avevo rivisto parlare proprio qualche giorno fa su Presa Diretta.

Mentre lo ascoltavo mi sono detto: "questo é uno di quelli che ha le palle eh... ci vorrebbe uno così a gestire le cose di giustizia".
Oh, non ho finito a pensarlo che me lo ritrovo nella rosa proprio come Ministro della Giustizia. La cosa mi ha sorpreso al punto che quasi mi sono ricreduto in merito a Renzi: vuoi vedere che questo qualche cosa giusta la fa sul serio?

L'illusione é durata poco: Gratteri fuori, dentro un altro... e ti pareva? Il resto delle considerazioni però riamane inalterato: questo é un governo che si prefigge lo scopo di cambiare tutto facendolo senza nessuna legittimazione popolare e con un programma che non é chiaro a nessuno.

La mia previsione: fallirà clamorosamente. Tempo sei mesi e dopo le prime proteste di piazza ne riparleremo.
Non lo dico perché non ho fiducia nelle capacità di Renzi o della  squadra di governo. Lo dico semplicemente perché la situazione é talmente grave e talmente marcia che neanche se scendesse in terra Gesù Cristo a guidare un esecutivo di Apostoli egli riuscirebbe a sistemarla.

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa

lunedì, dicembre 23rd, 2013

Eravamo in un noto (e storico) caffé Sanbenedettese noto per le frequentazioni intellettuali e sinistroide della zona. Sette amici trentenni oltre a me: qualcuno studia, altri sono impiegati, altri ancora hanno piccole attività agricole, io che svolgo il ruolo ormai immancabile dell'Italiano emigrante.

Come c'era da immaginarsi la conversazione finisce in politica. Tiriamo avanti a parlare per un bel pezzetto del più e del meno, i soliti argomenti, le solite lamentele Italiche. Io tiro fuori il mio mantra più recente (del resto ribadito anche nel post precedente) e cioè che la colpa dei mali di un popolo é del popolo stesso, non di altri. Vista la natura filo-clericale dei miei interlocutori, per ribadire meglio il concetto ho preso in prestito uno slogan secondo me efficace: "mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa", inteso ovviamente ovviamente come responsabilità collettiva di una classe sociale, di una generazione, di un popolo piuttosto che di un singolo individuo.

Ero nel bel mezzo del mio comizietto e s tavo parlando giusto di evasione fiscale quando vengo interrotto dal proprietario ultra-sessantacinquenne del locale, il quale esordisce dicendo testuali parole: "non vorrei essere frainteso dicendo quel che sto per dire, ma io vengo da una cultura di estrema sinistra. Il mio amico del cuore - col quale feci anche il chirichetto - si é fatto 19 anni di carcere perché apparteneva alla brigate rosse".

Bene così. Noi lo ascoltiamo da seduti col rispettoso silenzio che si deve a chi ha il doppio della tua età ma soprattutto con quello che si deve chi ti ha appena fatto capire (neanche tanto velatamente) di essere uno culo e camicia coi terroristi.
E così l'oste si sfoga. Dice di non poter più andare in pensione per colpa di quelli che non pagano le tasse, che non fanno gli scontrini, dei furbi ecc. ecc. La solita roba trita e ritrita. Porta come esempio la "parrucchera a nero" di sua moglie, una che esercita da casa sua senza alcuna licenza e senza pagare nessuna tassa.
Poi ci racconta di essere stato consigliere comunale ed anche assessore una decina d'anni. Durante la sua esperienza cita il caso emblematico della volta in cui denunciò al 117 un suo elettore che pretendeva un posto di lavoro per il figlio ed in cambio offriva una non ben specificata ricompensa. "Questa é concussione!", disse al brutto ceffo che aveva dinanzi,  "un reato gravissimo!" (che poi in realtà sarebbe stata corruzione e non concussione se mai, ma fa niente...).

Butta dentro anche l'America perché la figlia ha studiato a New York (apriti cielo). Ci racconta di come la stessa abbia ricevuto una lezione morale dagli altri studenti quando venne sorpresa da questi nel prepararsi i fogliettini per copiare agli esami: "Non si fa", le dissero in coro, "questo proprio non si fa". Addirittura "degli Spagnoli" per lo stesso motivo vennero cacciati dall'Università  (ma la figlia no! un concetto di giustizia che verrebbe da giustificare Berlusconi, ma sorvoliamo). Ci riassume la sua morale: "se noi Italiani potessimo capire che certe cose non si fanno allora potremmo risolvere il problema, altrimenti non ci sarà mai soluzione".
Poi arriva alle "multinazionali" che - come é ovvio - fanno sempre e solo il peggio del peggio, che "la politica si cambia dal basso", che i trasporti pubblici possono essere finanziati "tassando di 50 Euro quelli che hanno il Cayenne" e poi tanto per finire in bellezza che "secondo me é meglio NON abolire le province".

Insomma tutto l'escursus classico del Comunista nostalgico pronto a definirsi amico delle Brigate Rosse. Nonostante le ovvie distanze che ci separano (che definirei siderali) l'ho ascoltato con piacere, quasi riverente. Non gli ho neanche detto che vivo a New York. Del resto avevo come l'impressione di trovarmi dinanzi ad un Comunista duro e puro,  un intellettuale vecchio stampo che nonostante il mio quasi totale disaccordo meritava un certo rispetto.

Poi il dramma. Lo shock. Quello che mai vorresti accadesse ma che inevitabilmente accade.

Una delle amiche, profetica, butta li la battuta: ve lo immaginate se dopo tutto questo sermone andiamo via e questo non ci fa lo scontrino? Noi lo prendiamo a ridere come un assurdo irrealizzabile. Come a dire: "ti immagini se beccassero Papa Francesco a rubare in una chiesa?" E' Impossibile, inimmaginabile, non si può neanche concepire una cosa del genere...
Ci alziamo, andiamo alla cassa dove c'era la moglie (tra l'altro con una messa in piega impeccabile) che ci fa pagare. Tu che hai preso? Tu? Tu? Tocca a me e pago. Usciamo fuori ed io mi accorgo di non avere lo scontrino. Ci deve essere un malinteso, un errore dovuto alla confusione dei conti separati. Ma gli altri sono già sbalorditi e per lo stesso motivo: inequivocabilmente, volutamente su quattro conti la signora ha emesso un solo scontrino. 10 Euro, contro un totale di 28,5.

Io divento furente. Tiro anche qualche bestemmione  (in mezzo ai denti però, vista la congrega). Ci consultiamo sul da farsi. Che facciamo rientriamo e gliene diciamo quattro? Sono già le due di notte ed io (stranamente) non ho voglia di fare discussioni, tantomeno di litigare. E così ridendo amaro andiamo via.

Del resto, é stata solo l'ennesima conferma di quel che stavo per dire prima di essere interrotto dal Che Guevara Sanbenedettese: Mea Culpa, Mea Culpa, Mea Maxima Culpa. Colpa sua che si lamenta degli altri e poi non fa gli scontrini, colpa mia che me ne vado senza neanche pretenderlo. Colpa nostra che ce la prendiamo a ridere senza neanche seriamente indignarci. L'elenco delle colpe che quotidianamente ci accolliamo sarebbe sconfinato.

Il primo passo per risolvere "la crisi" (qualunque essa sia) é acquisire la consapevolezza della nostra colpa. Vano é qualsiasi tentativo di cambiamento se prima non riusciremo a capire che i colpevoli siamo noi. Siamo noi, non altri, gli unici artefici del nostro meritato ed inevitabile destino.

Buona notte

ultimissime da JFK: domani sono in Italia

venerdì, dicembre 20th, 2013

Sono a JFK in attesa di prendere un volo Alitalia verso Fiumicino.

Lo so, lo so, piuttosto che volare con Alitalia mi fare incaprettare da un rinoceronte appena uscito dal carcere ma purtroppo questa volta non ho potuto fare altrimenti perché i voli Lufthansa che facevo un tempo sono spariti. E' impressionante quanto siano limitate le possibilità che ci sono per volare da e verso l'Italia... Una volta c'era addirittura un volo Pescara-New York, ora invece sei fortunato se riesci ad arrivare a Roma in tempi ragionevoli e all'orario che dici tu.

Vista la rimpatriata in questi giorni mi sono aggiornato un po' più del solito sulla situazione Italiana. Ho seguito l'evolversi della protesta dei "forconi", di cui condivido le premesse (nel paese si sta malissimo, siamo alla canna del gas) ma non le conclusioni (colpa dei politici perciò tutti a casa, problema risolto).

Il problema vero dei forconi, ma anche di noi Italiani medi in generale, é la tendenza innata che abbiamo nello scaricare sugli altri le colpe. Fateci caso: usiamo sempre la seconda persona plurale, quasi mai la prima. Infatti, sono sempre gli altri quelli rei di non aver fatto o non fatto, sono sempre gli altri quelli che hanno rubato, rovinato o distrutto. Se in Italia tutto va a puttane la colpa non é mica nostra, di noi Italiani. La colpa é loro!... Chi siano "loro" non si sa, non ha neanche importanza. L'importante é che non si pensi neanche per un secondo che forse alla fine abbiamo esattamente e soltanto quello che ci meritiamo, ne più ne meno.
Per il resto, la sapete come la penso: M5S o astensione.

Un'altra cosa che mi ha colpito molto é la vicenda del Prof. Vannoni, il cosidetto caso Stamina. La mia opinione é che si tratti di una truffa oppure - nella migliore delle ipotesi - di un caso di autosuggestione collettiva. Quello che però in casi come questo mi manda in bestia é la dualità delle istituzioni, la loro ambiguità, la tendenza a non risolvere mai in maniera definitiva un problema. Da una parte il Ministero che non si capisce cosa cazzo dica, dall'altra un Ospedale che fornisce questa cura, nel mezzo la Giustizia che stabilisce quali cure sono valide e quali no. Veramente roba da matti...
Io credo che nel giro di massimo un mese si sarebbe dovuti arrivare ad una conclusione definitiva: Vannoni é un genio della medicina? Bene, cure per tutti, premio Nobel e Santo subito. Vannoni é invece un truffatore? Male, anzi malissimo! Manette per lui e gli altri e fine della questione.
Ed invece, polemiche su polemiche, proteste, tutto sulla pelle di gente disperata e disposta ad appigliarsi a tutto.

Comunque, rimarrò fino ad inizio Gennaio, cosa che per gli standard Americani é una bellissima vacanza, quasi strepitosa direi. Oltre alle visite di routine non ho nulla di particolare in programma, tra l'altro non ho più neanche una automobile mia perché qualche mese fa l'ho venduta.

Vi saluto.

P.S.
Domani finalmente si mangia

 

Sulla vittoria del Movimento Cinque Stelle

venerdì, marzo 1st, 2013

Sapevo esattamente che sarebbe andata a finire così. Non mi sono stupito affatto. Sono contento del risultato elettorale? Dio bono se sono contento! Contentissimo. Un movimento di protesta primo partito a livello nazionale... Qualche anno fa sarebbe stato impensabile ma ora é realtà.

Badate bene una cosa: la mia opinione é che nonostante tutti gli sforzi ed i buoni propositi il M5S non riuscirà assolutamente a sistemare niente in Italia. Come direbbero qui: "too little, too late".  E' troppo tardi per correre ai ripari: le cose non andranno meglio, anzi andranno molto peggio di ora.
La ricchezza che fino a questi anni ci ha accompagnato non é un dono divino, non ci arriva perché siamo predestinati al successo. Tutt'altro! Essa é stata la somma di sforzi, di battaglie, di fortune ed intelligenze che si sono susseguite nei secoli: fango e sudore, lacrime e sangue.  Costruire é stato arduo e ha richiesto vite intere, per distruggere invece é bastato un soffio...

Non vi illudete: Grillo o non Grillo, nei prossimi decenni assisteremo ad un inesorabile e continuo declino della nazione Italia. Il M5S é semplicemente un tentativo disperato di evitare l'inevitabile, é la rivoluzione di quelli che da casa dei genitori (stando in pantofole) lanciano sassate cliccando sul mouse, é lo scintillio degli ultimi fuochi prima che arrivi il grande buio. Godiamoci lo spettacolo.

Ciao

Sul voto degli Italiani all’estero

giovedì, febbraio 7th, 2013

Oggi mi é arrivata la locandina (ridicola) di un trombato di Forza Italia che vorrebbe essere rieletto Onorevole all'interno di una sua lista civica. Ovviamente non cito il suo nome tantomeno quello della lista per evitare di fargli pubblicità ma mi piacerebbe ugualmente sapere come cazzo hanno fatto (lui ed altri che al quanto pare fanno la stessa cosa in giro per il mondo) ad ottenere i nomi e gli indirizzi degli Italiani residenti all'Estero. Mistero.

Comunque secondo me gli Italiani residenti all'Estero non dovrebbero votare per niente. Mi spiego: un conto sono quelli che si trovano in viaggio di lavoro, di piacere o di studio, un altro quelli che stabilmente si trasferiscono altrove. I primi sono giustamente titolati per votare nel paese in cui vivono, ma i secondi invece? Perché devono votare se non pagano neanche le tasse?
L'Italia fa esattamente l'opposto di quello che invece dovrebbe: un Cittadino Italiano senza neanche parlare la lingua e senza neanche individuare l'Italia su una mappa del Mediterraneo vota normalmente mentre uno studente temporaneamente in Erasmus no può farlo. Roba da matti...

Per me il discorso é semplice: vuoi votare? Per farlo devi essere a) Cittadino b) Residente in Italia (salvo le eccezioni di cui sopra). Il motivo per cui si debba far votare gente che manca dall'Italia da quarant'anni (o da cinque come il sottoscritto) non lo capisco.
Mi si dirà: ma come, anche gli USA fanno votare i cittadini residenti all'estero. E grazie al cazzo! rispondo io... la differenza é che gli Americani mica hanno avuto l'esodo secolare e continuo che invece abbiamo avuto (e stiamo ancora avendo) noi in Italia! Ed infatti gli Americani all'Estero votano come tutti gli altri in patria, non hanno mica dei collegi speciali con dei candidati farlocchi che non si capisce bene chi o cosa rappresentino... Non nascondiamoci dietro un dito: il sistema dei voti all'estero é una farsa, soltanto l'ennesimo bacino di voti e mangerie a cui i partiti attingono per continuare a perpetuare lo scempio.

Unica soddisfazione possibile votare Movimento Cinque Stelle. Fatelo e consigliate di farlo.

Ciavez

Voglio un Presidente del Consiglio di trentacinque anni (magari donna)

lunedì, dicembre 24th, 2012

Bisogna che scrivo un altro post su Beppe Grillo perché veramente ho le lacrime agli occhi.

Questo qui é un santo... c'é poco da fare. E' uno che ha ristabilito in Italia un concetto fondamentale che sembrava essere stato perso per sempre e cioè che la politica é fatta dai cittadini per i cittadini in cambio di nulla.

Ascoltate il discorso che fa in un comizio: ci sarebbe da baciarlo in bocca con tutta la lingua! Alla fine si butta sulla gente come fosse una rockstar... Ma ci rendiamo conto? Gli altri pezzi di merda dei politici vanno a fare la spesa con la scorta mentre Grillo nuota (letteralmente) in mezzo alla gente! Incredibile, non ci sono parole.

Prima delle varie elezioni lo sentii in un comizio che tra il serio ed il faceto diceva che l'obiettivo era quello di essere il primo partito in Italia. Sembrava una bestemmia, una cosa talmente assurda da non poter essere presa neanche sul serio. Ebbene oggi quello di Grillo é il primo partito in Sicilia (la terra del 61 a 0 per Berlusconi). Nel video di oggi dice di voler arrivare al 100% e che quando la politica verrà restituita ai cittadini allora il Movimento si potrà anche sciogliere. Ragazzi ma questo é un patriota! Questo qui é uno del calibro di Cavour e Mazzini...antipolitica un cazzo!

Lo so che in molti non vorreste andare a votare. Io stesso non votavo più per niente... vi dico solo questo: vogliamo dare un calcio nel culo al sistema? Vogliamo aria fresca, gente nuova, idee rivoluzionarie? Vogliamo vedere cosa mai succederebbe se tirassimo fuori dal parlamento un centinaio di nominati della casta in cambio di altrettanti eletti di un movimento di cittadini? Bene, allora asteniamoci dall'astenzione e votiamo Movimento Cinque Stelle. E' un tentativo disperato, un esperimento di democrazia. Sono in fondo cittadini come me e come te... che sarà mai? Almeno sono incensurati! Diamogli una possibilità...

Non ascoltate le troiate che scrivono Repubblica o il Giornale. Per la prima volta in sessant'anni i partiti si trovano dinanzi alla concreta possibilità di perdere una fetta del potere assoluto di cui godono. E' normale che essi faranno di tutto per arrestare questo moto di liberazione apparentemente incontrastabile.
Vi rendete conto che le massime istituzioni dello Stato hanno apertamente dichiarato che intendono ostacolare l'avanzata del movimento con leggi specifiche o tecnicismi elettorali? Siamo ormai all'eversione istituzionalizzata... siamo al colpo di stato silente. Grillo aveva il telefono sotto controllo illegalmente da parte dei servizi.  Attenzione...

Comunque, tornando a noi, io questa scommessa la voglio fare. Io ci sto. Anzi, dico che non solo bisogna votare M5S ma anche riuscire a convincere almeno un'altra persona a farlo. L'obiettivo é vincere le elezioni: voglio un Presidente del Consiglio di trentacinque anni (magari donna), non un altro vecchio babbione rincoglionito che sta a non fare un cazzo da quaranta.

Ciao!

La grande innovazione del Governo Italiano

domenica, giugno 24th, 2012

...e prima di questo qui avevamo Brunetta. Fate voi

Oscar Giannino

giovedì, giugno 21st, 2012

Devo ammettere che fino a qualche mese fa avevo un pregiudizio nei confronti di Oscar Giannino. Probabilmente dopo averlo sentito difendere Berlusconi in qualche talk-show televisivo istintivamente ed ingiustiamente lo avevo associato a quel "bestiario che Berlusconi raccoglie al suo passaggio come il Nazareno i suoi apostoli" (Copyright Giorgio Bocca).

Ovviamente mi sbagliavo: ascolto infatti in metropolitana il Podcast del suo programma su Radio24 ed oltre ad approvare praticamente tutto quello che dice certe volte addirittura mi esalto.

Sia chiaro, Giannino (come il sottoscritto!) è un liberale quindi non vi aspettate di sentirlo tessere le lodi dei sindacati, dello Stato assistenziale o delle politiche di austerità dell'attuale governo... Tutt'altro! Se pensate di condividere queste idee vi consiglio di fare un salto sul suo sito ed ascoltate una puntata in streaming. Questa qui è quella di oggi:

Lasciare o cambiare l’Italia

Lasciare l'Italia per non morire di tasse. E' questa l'iniziativa intrapresa da un piccolo gruppo di imprenditori capitanati da Andrea Zucchi. Nella trasmissione però spazio anche per chi vuole resistere e cambiare l'Italia come il sindaco di Villafranca di Verona, Mario Faccioli.

Molto interessante anche il suo Chicago Blog che offre spunti insoliti su questioni secondo me fondamentali per capire le vere ragioni che hanno causato e stanno causando la disfatta della Repubblica Italiana.

Buon ascolto e buona visione

su Beppe Grillo ed il M5S dopo i fatti di Parma

mercoledì, maggio 23rd, 2012

Premesso che:

1) così come dico da diverso tempo l'anno prossimo (salvo ripensamenti dell'ultimo momento, che non ci saranno) alle politiche voterò per il Movimento 5 Stelle

2) a New York la maggior parte delle persone che conosco tutt'ora le ho conosciute tramite il meetup di Beppe Grillo che frequentai un paio d'anni

3) ho partecipato alla organizzazione di tutti i V-Day Newyorchesi e ho organizzato personalmente il no-B day di Manhattan

non posso fare a meno di manifestare la mia preoccupazione per quello che sta succedendo in Italia e cioè che un comico sia riuscito ad organizzare la seconda forza politica del paese.
Ma ci rendiamo conto a che livello siamo arrivati? E' come se quando negli USA Stephen Colbert si candidò alle Presidenziali egli fosse risultato secondo solo ad Obama. Veramente pazzesco... surreale.

Grillo avrà mille difetti. Basa la forza del suo messaggio su assenza totale di qualsiasi confronto, violenza verbale e sprezzo totale nei confronti degli avversari. E' sicuramente un populista. Si è già contraddetto tante volte ma quasi nessuno dei suoi sostenitori ancora se ne accorge solo perchè è impossibile farglielo notare. Tutto quel che volete, è però importante ricordare un particolare: Grillo non si candida personalmente ma manda avanti ragazzi e ragazze come me o come te. Grillo non fa quello che fa per intascare rimborsi elettorali o per creare un sistema di potere con cui alimentare il circolo vizioso del voto di scambio. Grillo è - nonostante le sue gravi carenze - l'unico aggregatore di facce pulite, di intelligenze e di idee nuove che c'è rimasto in questo paese ormai alla canna del gas.

Andrà lontano? Non lo so, non credo. Ma non mi importa. Il fatto è che non ci sono alternative e che è giusto votargli anche solo per tirare un calcio nel culo a questa partitocrazia marcia e repellente.

Concludo con una utopia: in una intervista l'ho sentito scherzare sul fatto che puntava a conquistare gli astenuti e quindi a diventare il primo partito nazionale vincendo le elezioni politiche. Se veramente un bel giorno dovesse accadere credo che potrei tornare in Italia finalmente fiero del mio paese.

Emigrazione Interna e Xenopatriottismo

martedì, ottobre 25th, 2011

Dopo la caduta dell'Unione Sovietica si diffuse in Russia la speranza di poter vivere finalmente in un paese normale e moderno. Come sappiamo la realtà è stata ben diversa e dodici anni di Putin sono bastati per far svanire l'innato ottimismo di quella popolazione. Il risultato è quella che viene ormai definita come la sesta grande ondata migratoria della popolazione Russa.

Togliete Russia e mettete Italia, sostituite "crollo dell'URSS" con "mani pulite", aggiornate Putin con Berlusconi ed ecco che il bellissimo articolo del NY Times che tratta questa grande tragedia Russa si adatta perfettamente alla non meno importante tragedia Italiana. Leggetelo assolutamente perchè fa riflettere. Anzi, a me fa anche un pò rabbrividire.

Si descrive in esso una generazione ormai consapevole del fatto che nel proprio paese sarà impossibile vivere una vita "normale" senza infrangere la legge o le regole e che si prodiga nell'arte della fuga. Parecchi impavidi rimangono in patria per combattere il sistema dall'interno ma molti altri invece - se ne hanno le possibilità - si arrendono all'evidenza dei fatti e fuggono con la speranza - magari un bel giorno lontano - di poter ritornare.

Altri ancora, costretti dalle circostanze della vita a rimanere, si convincono di essere estranei al sistema sentendosi allo stesso tempo irrilevanti ed alienati nei confronti dello stesso. Cadono quindi in un fenomeno definito come "Emigrazione Interna" in cui il cittadino smette di guardare la tv ritirandosi a vita privata ed isolandosi da tutto il paese circostante.
Si può addirittura arrivare allo "Xenopatriottismo", una condizione in cui ci si affeziona patriotticamente ad una nazione ed una cultura che non appartiene - Giapponese, Scozzese, Catalana - e i studiano la storia, la lingua e le tradizioni di questa nuova nazione immaginaria.