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L’Europa é finita: parola della Commissione Europea.

domenica, gennaio 26th, 2014

Probabilmente negli ultimi mesi vi potrebbe essere capitato di imbattervi in Paolo Barnard, un giornalista di cui vi avevo parlato (a piu riprese) quando ancora non andava in televisione a "la gabbia" di Paragone su la7.

Barnard é una persona intellettualmente intransigente. Studia come un maniaco ed é preparatissimo sugli argomenti di cui parla. E' uno tosto insomma, sempre interessante da ascoltare.
Ultimamente si é dedicato anima e corpo alla Modern Monetary Theory, una teoria economica che secondo Barnard sarebbe la soluzione ideale di tutti i problemi che abbiamo. Io non sono d'accordo su tutto quel che Barnard propone, ma non é questo il punto. Il punto é che in una delle sue ultime apparizioni televisive ha nominato un recente documento della Commissione Europea secondo cui si prevede che entro il 2023 il rapporto del tenore dei cittadini Europei rispetto a quelli Americani sarà peggiore a quello che fu nel 1965.

Mi sono incuriosito e così sono andato a cercarlo. Questo é l'indice, mentre questa é la parte citata. Ecco cosa c'é scritto nel passaggio saliente (la traduzione é mia):

Se si considerano valide le previsioni alla base di questo scenario, l'area Euro finirà nel 2023 con un tenore di vita relativo a quello degli Stati Uniti inferiore a quello che fu nella metà degli anni '60. Se questo si avvererà, nel 2023 lo standard di vita Europeo (PIL potenziale pro-capite) sarebbe pari soltanto al 60% di quello Americano.

Avete capito di cosa stiamo parlando o no? Non mimì e bubù bensì quelli della Commissione Europea prevedono che già tra 10 anni il tenore di vita Europeo sarà circa la metà di quello Americano. Quasi la metà! Roba da matti eh...

Queste le previsioni della Commissione, ora passiamo alle mie.

Personalmente credo che non ha senso fare confronti a lungo termine con gli USA semplicemente perché credo che tra 10 anni l'Europa e l'Euro non esisteranno più.
Prima di tutto in Francia, poi in UK ed infine anche in Germania le forze politiche anti-Europeiste diventeranno così forti da chiedere ed ottenere la secessione. Per innescare la rottura totale basterebbe anche uno soltanto di questi tre paesi. Il resto verrebbe da se.

Sempre secondo la mia visione distopica, successivamente a questi eventi la situazione Italiana potrebbe diventare talmente grave da ricordare quella di alcuni paesi Est Europei subito dopo la fine dell'Unione Sovietica: enormi prigioni da cui milioni di persone vorrebbero allontanarsi, ma a cui viene impedito di farlo.

Andrà a finire così? Io spero di no, comunque non ci dormo già la notte. Se sento l'inno di Mameli tremo.

Ciao

 

Sul voto degli Italiani all’estero

giovedì, febbraio 7th, 2013

Oggi mi é arrivata la locandina (ridicola) di un trombato di Forza Italia che vorrebbe essere rieletto Onorevole all'interno di una sua lista civica. Ovviamente non cito il suo nome tantomeno quello della lista per evitare di fargli pubblicità ma mi piacerebbe ugualmente sapere come cazzo hanno fatto (lui ed altri che al quanto pare fanno la stessa cosa in giro per il mondo) ad ottenere i nomi e gli indirizzi degli Italiani residenti all'Estero. Mistero.

Comunque secondo me gli Italiani residenti all'Estero non dovrebbero votare per niente. Mi spiego: un conto sono quelli che si trovano in viaggio di lavoro, di piacere o di studio, un altro quelli che stabilmente si trasferiscono altrove. I primi sono giustamente titolati per votare nel paese in cui vivono, ma i secondi invece? Perché devono votare se non pagano neanche le tasse?
L'Italia fa esattamente l'opposto di quello che invece dovrebbe: un Cittadino Italiano senza neanche parlare la lingua e senza neanche individuare l'Italia su una mappa del Mediterraneo vota normalmente mentre uno studente temporaneamente in Erasmus no può farlo. Roba da matti...

Per me il discorso é semplice: vuoi votare? Per farlo devi essere a) Cittadino b) Residente in Italia (salvo le eccezioni di cui sopra). Il motivo per cui si debba far votare gente che manca dall'Italia da quarant'anni (o da cinque come il sottoscritto) non lo capisco.
Mi si dirà: ma come, anche gli USA fanno votare i cittadini residenti all'estero. E grazie al cazzo! rispondo io... la differenza é che gli Americani mica hanno avuto l'esodo secolare e continuo che invece abbiamo avuto (e stiamo ancora avendo) noi in Italia! Ed infatti gli Americani all'Estero votano come tutti gli altri in patria, non hanno mica dei collegi speciali con dei candidati farlocchi che non si capisce bene chi o cosa rappresentino... Non nascondiamoci dietro un dito: il sistema dei voti all'estero é una farsa, soltanto l'ennesimo bacino di voti e mangerie a cui i partiti attingono per continuare a perpetuare lo scempio.

Unica soddisfazione possibile votare Movimento Cinque Stelle. Fatelo e consigliate di farlo.

Ciavez

in arrivo la Carta Verde per i Messicani

lunedì, gennaio 28th, 2013

Allora ragazzi,

sto uscendo matto... Oggi sono veramente avvilito. Che tristezza. Se vi volete evitare il pippone che sto per scrivere il succo della questione é il seguente: prenderanno tutti la carta verde (ma proprio tutti) tranne me. (***** ***!)

Ma andiamo col pippone.

Gli Americani sono superiori. Sono superiori come nazione non c'é niente da fare, facciamocene una ragione. Loro sanno fare le cose... riescono a trarre vantaggio da qualsiasi situazione. Mentre in Europa l'immigrazione é un problema qui é una risorsa.

Se parliamo di immigrazione "the elephant in the room" sono i Messicani. Per carità ci sono anche altre nazionalità coinvolte ma il grosso sono sicuramente loro che negli anni sono arrivati oltrepassando illegalmente il confine per poi lavorare silenziosamente, con fatica, senza creare problemi o clamori. I Messicani sono una manna dal cielo, una forza proletaria che ha contribuito all'economia Americana senza neanche un colpo di tosse: niente sanità, niente sindacati, niente contratti di lavoro, niente diritti. Dei fantasmi praticamente. Le autorità sapevano tutto fin dall'inizio ma da sempre hanno guardato dall'altra parte. Probabilmente avranno pensato: e che cazzo, se questi vogliono lavorare gratis e lasciamoli fare no?

Poi però gli anni sono diventati decenni e c'é stata l'inevitabile osmosi. Tecnicamente per due motivi:

1) i figli nati dagli illegali sono automaticamente cittadini (ius soli)
2) la maggior parte delle residenze permanenti in America viene assegnata tramite matrimonio e gli illegali come tutti gli altri quando possono si sposano (talvolta anche quando non possono. Capisci a me...)

Il risultato é che il numero dei discendenti (legali) degli illegali sono diventati talmente tanti da non poter essere più semplicemente ignorati. Tutti qui hanno un parente, un fidanzato, un amico, un amante Messicano. In palestra si parla Spagnolo più dell'Inglese. Al Poker stessa cosa. El pueblo é per buona parte latino e la cosa é ormai talmente palese che se né accorto anche il potere: la rielezione di Obama é infatti dovuta in larga parte al voto dei Latini e oggi chi vuol governare questo paese deve in qualche modo gratificare questa componente demografica. In pratica qui succede ora quel che tra 15 anni succederà in Italia con gli Islamici.

Comunque, tornado a i fatti, la notizia é di qualche ora fa ma i dettagli circolavano già da mesi: un gruppo bipartisan di Senatori ha stilato una proposta per il cambio radicale del sistema dell'immigrazione. Dice fondamentalmente questo:

1) Green Card per tutti i Messicani illegali (non c'é scritto proprio la parola "Messicani" ma non credo ci si possa sbagliare coi Canadesi visto che il confine da scavalcare lo hanno soltanto questi due paesi)
2) Green Card per tutti quelli già in attesa di ricevere una Green Card (e come ripeto ***** ***!!!)
3) Green Card per tutti quelli che hanno preso Phd o Master in America (dajje...)

poi per fare contenti i Repubblicani queste le misure restrittive:

1) Campi minati, uranio impoverito, bombe a grappolo, droni e SR-71 al confine col Messico
2) CIA, FBI, NSA, Aeronautica, Esercito e Marina Militare per fronteggiare i "Visa Overstay" (aleeeeé!)
3) Controllo obbligatorio di tutti nuovi assunti mediante DNA, iride, impronte digitali, analisi del sangue, delle feci e delle urine e chi si ostina ad assumere illegali viene ghigliottinato in diretta durante la pubblicità del Superbowl

Hai capito il genio?  Per anni si sono tenuti questi lavoratori facendoli lavorare come schiavi. Poi quando proprio é diventato inevitable li regolarizzano dando loro (gradualmente!)  un contentino.  Poi già che sono sul pezzo risolvono anche un altro problema permettendo a quelli bravi di lasciare Cina ed India per venire a vivere negli USA a patto però che studino - pagando il doppio del normale - nelle Università Americane. L'Europa é una barzelletta che non fa neanche più ridere.

Ma tutto questo come si applica al mio caso? Molto semplice: sono fottuto.

In pratica il ragazzo che viene la sera a portarmi la pizza sta per prendere la carta verde. Le sue impronte non risultano da nessuna parte, di lui non sappiamo neanche il nome. Sarà un serial killer? Sarà ricercato? Boh... Di sicuro sappiamo che per venire qui ha lucidamente scelto di trasgredire la legge e che le tasse non le ha pagate per niente. Eppure verrà premiato. Io invece che ne ho pagate un monte di tasse, che ho rispettato la legge, che ho speso in avvocati, che ho subito interrogatori (un delirio) prenderò una bella nerchia.

E' una ingiustizia lo so ma tant'è: gli Americani giustamente fanno quel che fa comodo a loro, non quel che fa comodo agli altri. In realtà una lucina in fondo al tunnel ci sarebbe: é molto vaga, direi quasi nulla, ma pur sempre una speranza a cui appigliarsi in questa valle di lacrime. L'ultima riga della proposta dice:

Permit workers who have succeeded in the workplace and contributed to their communities over many years to earn green cards.

Questa voce devono averla aggiunta solo per me! Ragazzi io ho contribuito per anni eh... non facciamo scherzi! Se alla fine me la daranno mi faccio il tatuaggio in petto col volto di Obama come fosse il Salvatore. E se invece non me la danno che cazzo faccio? Non rimarrebbe che il cargo battente bandiera Liberiana.

Ciao

Berlusconi ha vinto

sabato, gennaio 12th, 2013

L'apparizione televisiva di Berlusconi da Santoro non me la potevo perdere.

Mi aspettavo tanto, del resto la circostanza era irripetibile: dopo vent'anni di attesa Santoro e Travaglio si trovano per la prima volta - pergiunta a casa loro! - faccia a faccia col protagonista principale della loro carriera giornalistica nonché del declino della nazione. Un evento paragonabile all'intervista Nixon - Frost, una documento che sarebbe dovuto rimanere negli annali della storia della nazione e della comunicazione.

E invece, che delusione! La prima (e credo anche l'unica) occasione per inchiodare al muro dell'opinione pubblica Berlusconi sulle vere questioni che caratterizzano la sua storia politica e personale viene sprecata clamorosamente. Lo giuro sono scioccato.
Non ci sono ma e non ci sono se: Santoro é un dilettante. Comincia la serata con un pippone incompresibile sulla piazza di siviglia, la piazza rossa del cremlino e la piazza del paesino di casa sua. Sarebbe stato subito il caso di dirgli: Santoro ma che cazzo stai a dì? Hai Berlusconi in studio vuoi o non vuoi cominciare a scaldare l'ambiente...? Che cazzo c'entrano le piazze? Frustalo perdio!
Va beh... comincia il confronto. La prima domanda di Santoro é pressappoco: se una sua azienda fosse in Crisi lei in quanto proprietario metterebbe al comando un uomo che é già stato al vertice per otto anni su dieci e che oltretutto é anche ultra Settantenne? Risposta: "se si chiamasse Silvio Berlusconi, sicuramente si!" In pratica lo scontro inizia con Silvio che si alza e da uno schiaffone a mano aperta in faccia a Santoro. Ma con la botta che rimbomba per tutto il teatro: paaaa! Cominciamo bene... ho pensato.

Qualche battuta (irrilevante) e la palla passa subito alla Innocenzi. Ma stiamo scherzando? La ragazza é giovane ed anche promettente ma tu hai in studio Hannibal Lecter e cominci le danze mettendogli davanti un agnellino? Santoro ma che cazzo ti dice la testa? Poi lei gli fa la prima domandona e - ammesso e non concesso che la Innocenzi possa essere riuscita a metterlo un attimo in difficoltà - proprio nel momento in cui tutti attendono la risposta Santoro annuncia un intervento pubblicitario anticipato perché si sono interrotti i ponti e bisogna ripristinarli. Così nel frattempo quello ha il tempo di riorganizzare le idee, consultarsi coi suoi consulenti presenti in studio, di riprendere il controllo della sua ormai leggendaria facoltà di oratore. Ma poi, quali cazzo di ponti saranno mai serviti visto che gli ospiti sono tutti in studio? Che a la7 fanno i ponti coi baracchini??? Mistero.

Successivamente tirano fuori storie banali e ridicole, senza nessun peso. E che non lo sapevamo che Berlusconi se ne frega dei rapporti con gli altri capi di stato e le altre istituzioni? Capirai! Ma ***** ***, tra mille argomenti, mille fatti, mille cose clamorose tu vai a ripescare la storia della telefonata davanti alla Merkel, una stupidaggine di cui non frega un cazzo praticamente a nessuno? E' ovvio che lui ti risponde con una stronzata delle sue e ti azzittisce. Tra l'altro, lo sapevano anche i sassi che in quel momento parlava con Simona Ventura anziché col capo di stato Turco ma nessuno in studio lo ha detto! Insomma, Santoro e company hanno fatto un macello. Dovevano tirare schiaffoni ed invece li hanno solo presi.

A quel punto rimaneva solo una speranza. Pensavo: Travaglio non può sbagliare, é uno in gamba e sono vent'anni che aspetta questo momento. Vedrai che lo fa nero.
Ingenuamente ipotizzavo che vista la portata dell'evento egli avesse cambiato il suo format, che cioè si fosse prestato ad un confronto diretto simile a quelli riservati per i candidati alle presidenziali Americane: domande precise e serrate col solo obiettivo di far uscire allo scoperto tutto quel che di scomodo o scabroso sia mai successo nella carriera o vita dell'intervistato.
Ma quando mai! Vengono rispolverati i soliti monologhi che parlano di Berlusconi come se Berlusconi non fosse presente. Ma ce l'hai davanti! Prenditela con lui no? Che senso ha il monologo... boh. Tra l'altro il primo pezzo é talmente poco rilevante che non ricordo neanche esattamente l'argomento. Forse avrà parlato delle prostitute, forse dei soldi alle ragazze dei processi... roba trita e ritrita. Berlusconi tira fuori la storiella dei prestiti alle persone bisognose e fine... l'apparenza é salva. Nel secondo invece, decisamente più consistente se pur altrettanto inefficace,  elenca una lunga serie di allusioni che tutti conosciamo e che rimangono semplicemente tali: allusioni nei confronti delle quali Berlusconi ama definirsi vittima. Non una domanda, non un fatto da contestare, non un momento di imbarazzo davanti ai 10 milioni di persone che fiduciose aspettavano finalmente la resa dei conti.

Poi la ciliegina sulla torta, il colpo da maestro, il contropiede. Sto parlando di Berlusconi ovviamente, mica di Santoro che d'ora in poi é uffcialmente bollito!... Il cumenda sale in cattedra e tira fuori una serie di piccole condanne subite da Marco Travaglio durante la sua movimentata carriera di giornalista. Una cosa normale per chi fa giornalismo in Italia in certi ambienti, ma che detta da Berlusconi in quel momento ed in quel modo sembra grave, una facile scappatoia offerta ai telespettatori che hanno ancora bisogno di credere in Silvio e desiderano farlo a tutti i costi. Il messaggio che passa é di una semplicità disarmante: dimenticate quel che vi hanno detto da queste parti su di me perché per vent'anni sono stato calunniato da un diffamatore professionista. Comunicazione allo stato puro: indiretta, semplicissima, efficace. Santoro alle serali?!? Ma magari le avesse fatte le serali! Chapeax.

Non resta che trarre l'amara conclusione: Berlusconi ha vinto, e non mi riferisco solo dell'evento di giovedì sera. Berlusconi ha vinto punto e basta. Forse gli storiografi saranno in grado di giudicarlo a posteriori ma - in sua presenza - nessuno mai avrà potuto tenergli testa, nessuno mai sarà stato capace di contestargli efficacemente la grottesca realtà che egli da sempre rappresenta.

Sulle armi da fuoco in America

sabato, dicembre 15th, 2012

I recenti eventi di Newtown Connecticut mi spingono ad una riflessione (non la prima) sull'uso delle armi in America.

Ci sono due tipi di persone negli USA: quelli che considerano le armi come la causa di un problema e quelli che invece le considerano come la soluzione dello stesso.

A differenza di noi Europei una enorme moltitudine di Americani vive nella paura, nella diffidenza reciproca, nella costante necessità di doversi sentire protetti dalla capacità di uccidere chiunque sia nei paraggi in qualsiasi momento. Essi considerano quindi le loro armi da fuoco come una necessità primaria imprescindibile, qualcosa a cui non rinuncerebbero - e a cui probabilmente non rinunceranno - neanche se le stragi nelle scuole avvenissero ogni settimana dell'anno.

La differenza ha radici antiche: mentre nell'Europa dell'800 si viveva già un livello di civiltà e di sicurezza di tipo moderno, i primi settler Americani si ritrovarono catapultati in una specie di medioevo in cui sopravviveva soltanto chi riusciva a sparare per primo. Poteva un agricoltore dell'Oklahoma pensare di fare a meno delle armi? Il rischio degli indiani e la relativa assenza di autorità costitute rendevano il suo fucile importante tanto e quanto l'aratro, se non addirittura di più.

Non basta: questa attitudine all'uso della violenza - dettata dalle circostanze e tramandata nei secoli di padre in figlio - é stata sfruttata dai grandi interessi del capitale e trasformata in una enorme opportunità di business. Se si considera che le industrie produttrici sono le stesse coinvolte nei teatri bellici in cui l'America combatte, o nell'esportazione verso altri paesi, si capisce come i lobbisti delle armi abbiamo potuto acquistare il potere incredibile che hanno nei confronti della politica, potere di cui i rappresentati eletti non possono ormai più evitare di tener conto.

Insomma, se davvero pensate che dopo quel che é successo l'America rinuncerà alle armi da fuoco vi sbagliate di grosso. Gli Americani non vi rinunceranno mai ed una eventuale decisione autoritaria da parte di Obama scatenerebbe conseguenze inimmaginabili, forse anche una seconda guerra civile. Al massimo le soluzioni che verranno attuate raggiungeranno la messa al bando delle armi d'assalto (gli M16 e gli AK47 per capirci) oltre che l'istituzione di maggiori controlli nei confronti di chi richiede un porto d'armi. La lobby delle armi propone invece di armare gli insegnanti nelle scuole e, dal loro punto di vista, questa sarebbe una scelta intelligente, non una provocazione.

Yes we spam

lunedì, agosto 1st, 2011

Fino a qualche giorno fa seguivo Obama su twitter  in modo da poter avere qualche ultimissima su come vanno le cose nel Governo. Ogni tanto arrivava qualche tweet timido timido, senza rumore o clamore.
E' andato tutto bene per diversi mesi fino a quando c'è stata la crisi del debito e senza nessun preavviso, stupendo non pochi, Obama si è messo a twittare come una quindicenne ad un concerto di Justin Bieber. Anzi peggio! In meno di 48 ore, infatti, il Presidente ha mandato la bellezza di 114 tweets, talmente tanti che mi è venuto un crampo al pollice nello scrollare via tutta quella roba prima di poter effettuare un "Unfollow", un "Report Spam" seguiti da un bel tweet di protesta.

Non mi sono dileguato soltanto io. In questa manovra Obama ha perso la bellezza di 36000 followers, segno inequivocabile che essa ha generato malcontento in rete. Nonostante ciò sembra però che ne sia valsa la pensa in quanto secondo alcune analisi essa avrebbe avuto un impatto significativo nella vicenda.

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sul fatto che Obama sia ormai diventato uno spammer vero e proprio, c'è dell'altro. Ieri ho ricevuto una mail da Mitch Stewart, l'organizzatore della campagna elettorale di Obama.

Non ho mai avuto il piacere di conoscere o incontrare il Sig. Stewart eppure questo mi chiama per nome invitandomi alla riunione dei volontari per la campagna elettorale.
Caro Mitch, quasi quasi ci vengo a trovarvi Mercoledì sera ma solo per farvi queste due semplicissime domande: ma chi vi conosce? e soprattutto: come fate a sapere che vivo ad Astoria?!?
Oggi poi ne ho ricevuta un'altra da tale Jim Messina che si compiace per l'accordo raggiunto sul debito allegando il video di Obama che spiega i dettagli. Oh Jim... ma mi volete lasciare perdere o no? Ma lavorate per il Presidente o per una ditta di detersivi? Pazzesco...
Tra l'altro - porca puttana - se volete che voto per Obama prima datemi sta cazzo di cittadinanza. Fino a quel momento per favore evitate di tartassarmi i maroni con tutti sti messaggi , che sia maledetto il giorno in cui ho seguito @BarackObama su twitter!

Ciao

Il Berlusconismo sta finendo. Un ventennio se ne va. Sto diventando grande. Lo sai che non mi va.

lunedì, giugno 13th, 2011

Vista la generale euforia per l'esito del referendum e delle amministrative - se mai vi interessasse - spendo un migliaio di parole sulla situazione politica Italiana per farvi conoscere il mio personale punto di vista.

(altro…)

Eisenhower: le ultime parole famose

lunedì, giugno 13th, 2011

Dai va... fatemi dire qualcosa di polemico nei confronti degli USA. Vi voglio dare qualche altra cartuccia da sparare dopo il "però" nei ragionamenti tipo "In Italia non funzionano più nemmeno le poste mentre in America funziona tutto, però...".

Normalmente chi è critico nei confronti degli Stati Uniti si sofferma su due problematiche, anzi tre: sanità, armi da fuoco, pena di morte. La comprensibile invidia anti-americanista di chi purtroppo è rimasto fuori dal sogno si ferma a questi argomenti ignorarando di fatto "the elephant in the room" e cioè le magagne del complesso industriale-militare, il colosso fuori da qualsiasi regola o qualsiasi controllo che determinerà non solo le sorti dell'America ma anche quelle del resto del mondo.

Siamo nel 1961 ed il Presidente uscente Eisenhower, avendo intuito l'aria che tirava, nel suo discorso finale dice:

Un elemento vitale nel mantenimento della pace sono le nostre istituzioni militari. Le nostre armi devono essere poderose, pronte all'azione istantanea, in modo che nessun aggressore potenziale possa essere tentato dal rischiare la propria distruzione...
Questa congiunzione tra un immenso corpo di istituzioni militari ed un'enorme industria di armamenti è nuovo nell'esperienza americana. L'influenza totale nell'economia, nella politica, anche nella spiritualità; viene sentita in ogni città, in ogni organismo statale, in ogni ufficio del governo federale. Noi riconosciamo il bisogno imperativo di questo sviluppo. Ma tuttavia non dobbiamo mancare di comprendere le sue gravi implicazioni. La nostra filosofia ed etica, le nostre risorse ed il nostro stile di vita vengono coinvolti; la struttura portante della nostra società.
Nei concili di governo, dobbiamo guardarci le spalle contro l'acquisizione di influenze che non danno garanzie, sia palesi che occulte, esercitate dal complesso militare-industriale. Il potenziale per l'ascesa disastrosa di poteri che scavalcano la loro sede e le loro prerogative esiste ora e persisterà in futuro.
Non dobbiamo mai permettere che il peso di questa combinazione di poteri metta in pericolo le nostre libertà o processi democratici. Non dobbiamo presumere che nessun diritto sia dato per garantito. Soltanto un popolo di cittadini allerta e consapevole può esercitare un adeguato compromesso tra l'enorme macchina industriale e militare di difesa ed i nostri metodi pacifici ed obiettivi a lungo termine in modo che sia la sicurezza che la libertà possano prosperare assieme.

Le ultime parole famose. A distanza di sessant'anni gli USA hanno superato la spesa militare di tutti gli altri paesi messi assieme (Russia e Cina compresi) E si continua a spendere sempre di più... (i dati sono dell'Economist).

War on terror... ehheeheheheheh si si come no

Italia sotto tiro. Meno male che Silvio c’è!

venerdì, marzo 18th, 2011

 

...no perchè dopo che ci fai i bunga bunga, gli baci l'anello, gli prometti soldi ed infrastrutture, gli firmi un accordo di non belligeranza e poi lo bombardi uno magari si incazza pure e ti lancia contro tutto quello che ha.
Armi chimiche comprese...

Meno male che Silvio c'è!

Super Bowl: hanno vinto i Comunisti

lunedì, febbraio 7th, 2011

Sono stato a casa di alcuni ragazzi Italiani a vedere il Super Bowl che qui è come dire la finale della Champions League... che è come dire che a me non me ne frega un cazzo di niente. L'ho scritto anche su twitter: guardare in TV persone pagate per fare dello sport è come guardare della pornografia senza sesso. Non ho mai capito che gusto ci sia comuqnue è sempre una buona occasione per stare insieme per cui sono andato.

Della partita mi è rimasta impressa una cosa sola e cioè che gli ultimi 45 secondi di tempo regolamentare non li hanno giocati per niente perchè tanto una delle due squadre aveva quasi certamente vinto. Ma come?!? Ma sono scemi questi? Immaginate una partita di calcio in cui il risultato a due minuti dalla fine è cinque a zero e così una volta messa la palla al centro si smette di giocare aspettando tutti insieme (giocatori e pubblico) che il cronometro arrivi alla fine. Boh... non riesco a capire la filosofia di una decisione del genere.

Particolare interessante: ha vinto l'unica squadra di comunisti di tutta la lega. Si di comunisti! Perchè a differenza di tutto il resto delle squadre di qualsiasi sport professionistico Americano quella dei Green Bay Packers è di proprietà pubblica e senza scopo di lucro. Incredibile ma vero.

Ci sarebbero altri aspetti da raccontarvi ma mi pare obbligatorio spendere due parole su un pensiero dal quale durante la partita non sono riuscito a liberarmi.
Eravamo in casa di una coppia di sposi Italiani (entrambi col visto lavorativo): 100 mq, arredata bene, bel quartierino di Brooklyn, prezzo accessibile.
Qui facendo il cameriere porti a casa anche $1300 a settimana e portando a spasso i cani alzi $15 ogni mezz'ora. Sono bei soldi con cui una coppia riuscirebbe a vivere senza nessun problema.  E questo facendo lavori qualsiasi, pensate due impiegati di medio livello cosa riuscirebbero a fare.
In Italia invece si vive coi genitori solo per ragioni economiche... BAMBOCCIONI un paio di palle! (Padoa Schioppa riposa in pace)

P.S.
Non facciamo che adesso mi arrivano 10 commenti e 200 e-mail chiedendomi come si fa ad avere il visto lavorativo per venire a portare a spasso i cani perchè purtroppo non si può, altrimenti sarebbe già qui il 50.9% dei giovani Italiani.