Posts Tagged ‘polizia’

Sui recenti fatti di Brooklyn

domenica, dicembre 21st, 2014

mourn

La responsabilità politica dell'attentato é da attribuire esclusivamente al Sindaco De Blasio: la sua retorica buonista ed anti-polizia sta cominciando a dare i primi frutti. Spero vivamente che si dimetta o che non venga rieletto.

Per quanto mi riguarda il discorso é molto semplice: da una parte ci sono i criminali, quelli che fanno a botte con la Polizia, quelli buoni solo a creare problemi, i violenti che trasgrediscono la legge e che si sentono in diritto di farlo. Dall'altra ci sono i poliziotti, persone che lavorano per difendere noi altri prima ancora che se stessi.

Io, ci mancherebbe altro, sto dalla parte della Polizia.

La folle vendetta di Christopher Jordan Dorner

lunedì, febbraio 11th, 2013

dorner-thumb

La realtà supera sempre e di gran lunga la fantasia. E casi come questo ne sono la conferma.

Christopher Jordan Dorner é un veterano della Marina Americana che ha combattuto in medio oriente. Afro-Americano dal fisico possente, al suo ritorno Dorner diventa agente della polizia di Los Angeles.
Nel 2008 si trova coinvolto in un caso di "Police Brutality" in cui - secondo la sua versione dei fatti - un suo superiore avrebbe colpito una persona arrestata e ammanettata senza nessuna giustificazione o motivo. Il procedimento disciplinare che ne conseguì però trova Dorner reo di falsa testimonianza e ne causa l'allontanamento dalla polizia. Non solo, a seguito di questo evento Dorner perde il suo lavoro di riservista della marina e divorzia da sua moglie.
Il suo caso rimane dimenticato per anni, fino a quando di recente succede un fatto strano: la figlia di un capitano di polizia - una insegnante di Basket - viene brutalmente e misteriosamente uccisa assieme al suo fidanzato in circostanze inizialmente incomprensibili. Dopo poco tutto si spiega, ed il movente del delitto appare subito sconvolgente: si tratta della vendetta dell'ex agente Dorner, e questo soltanto l'inizio.
Viene fatto ritrovare un manifeso di 11 pagine in cui in termini chiari ed eleganti Dorner spiega le sue motivazioni e soprattutto le sue intenzioni. In esso, tra le tante altre cose, si legge:

Userò contro chi veste la divisa della LAPD elementi di guerriglia asimmetica ed anticonvenzionale.
[...]
Ci sarà l'elemento della sorpresa dove lavorate, dove vivete, mangiate o dormite.
[...]
Non ho mai avuto la possibilità di crearmi una famiglia e così sterminerò le vostre.

La cosa sarebbe grave anche solo se si trattasse di un criminale qualsiasi ma le minacce arrivano da un ex-combattente, ex-poliziotto iper addestrato che ha già ucciso due persone. E sono minacce del tutto credibili, infatti qualche giorno dopo una pattuglia messa a difesa di uno dei possibili bersagli viene assaltata con metodologia militare: un poliziotto muore, altri due sono gravemente feriti.  Quasi certamente é opera di Dorner.

Qualche giorno fa viene ritrovato il suo pickup truck dato alle fiamme in una zona montagnosa poco fuori Los Angeles. Nel giro di mezz'ora una forza di 400 uomini armati fino ai denti passa al setaccio tutta la zona utilizzando anche cani ed elicotteri. Nessuna traccia del fuggitivo.

Poco dopo la CNN riceve un pacco contenente un distintivo della LAPD forato da colpi di pistola ed un DVD, con preghiera di divulgarlo al grande pubblico. Assieme al materiale anche delle note scritte a penna in cui si ribadisce la propria innocenza. Il tutto firmato  Christopher Dorner.

Fonti di intelligence confermano la possibilità che oltre a svariate armi corte e d'assalto Dorner possa esseri procurato un terribile fucile da cecchino calibro .50 (in grado di colpire con precisione millimetrica bersagli nel raggio di qualche chilometro) oltre ad un lanciarazzi anticarro.

E' panico. La caccia all'uomo é forsennata e la LAPD ha già offerto 1 milione di dollari come ricompensa per la sua cattura. Nel frattempo la sezione disciplinare si é vista costretta a rivedere il procedimento che ha portò al suo licenziamento e non sono esclusi colpi di scena. Vedremo come va a finire.

Pistola e macchina fotografica: la storia di Antonio Bolfo

sabato, febbraio 4th, 2012

Antonio Bolfo è un Newyorchese nato e cresciuto in città e laureato alla Rhode Island School of Design.
Ad un certo punto della vita capisce che si annoia e che ha bisogno di fare qualcosa che faccia la differenza. Vuol fare esperienza di strada, rendersi utile agli altri.
Si arruola così nella Polizia di New York e viene assegnato alla Police Service Area numero 7 che si trova nella parte Sud del Bronx, quella più violenta e pericolosa.
Passa le giornate su e giù per le scale dei Project, le pericolossime case popolari in cui spaccio e sparatorie sono all'ordine del giorno. Un lavoro faticoso e stressante che Antonio, data la sua vocazione artistica, decide di immortalare la sua fotocamera.
Crea così una collezione fotografica affasciante ed unica nel suo genere che svela momenti di quotidianetà nella vita di poliziotti alle prese con una delle zone più problematiche d'America.
Dopo un pò Bolfo si stufa della Polizia e decide di dedicarsi alla fotografia a tempo pieno. Ieri è stato recensito dal New York Times. Ha appena 30 anni.

La cosa che più invidio agli Americani è la possibilità che hanno di cambiare e di  reinventarsi continuamente. Ma ci pensate? Uno che prima fa il designer, poi basta chiude tutto e fa il poliziotto... poi si licenzia dalla polizia e fa il fotografo. Il tutto avendo la stessa età di molti che in Italia devono ancora finire di studiare!
E' il paese delle opportunità, del reinventarsi, del non è mai troppo tardi. Su questo sono imbattibili... c'è poco da fare.

Brutta gente nel quartiere

giovedì, novembre 10th, 2011

Di recente mi sto tornando a chiedere se la zona in cui vivo è ancora sicura abbastanza.
Secondo i dati ufficiali infatti i crimini più gravi (omicidi, stupri, rapine e aggressioni aggravate) sono tutti in lieve crescita. Invece stabili o in calo quelli minori.

Capiamoci bene... rispetto a quello che si trova in giro in altre zonette del Queens o di Brooklyn da me siamo ancora al top della classifica ma in prospettiva le cose non sembrano migliorare. Anzi, peggiorano.

Oggi alle 7.30 mi ha svegliato la voce del portiere che esortava qualcuno ad andarsene. Quest'ultimo invece - un uomo bianco 25/35 anni alto 6 piedi capelli corti corporatura robusta maglia col cappello grigia jeans e niente scarpe ai piedi - non voleva saperne e anzi si scagliava con tutta la forza contro le porte a vetro nell'intento di entrare.
Alla fine il portiere si è fatto da parte e ha chiamato la Polizia che è arrivata dopo mezz'ora esatta. Nel frattempo il soggetto era riuscito a farsi aprire la porta e a disperdersi all'interno dello stabile.

La pattuglia lo ha ripescato per le scale e lo ha accompagnato fuori. Lo hanno lasciato andare e lui (come prevedibile) dopo un pò è ritornato per rifare lo stesso treatrino. La seconda volta però pare si è allontanato volontariamente (pare... ma come si fa a saperlo? Forse in questo momento è in piedi dietro la mia porta).
Non è successo niente per fortuna ma non è la prima volta e non fa certo piacere sapere che ci sono soggetti del genere in zona.

A leggere i giornali c'è da aver paura: ultimamente stanno dando la caccia ad un paio di stupratori e ad un molestatore che avvicina le sue vittime a bordo di una bicicletta. Qualche giorno fa un ventenne che scappava dalla Polizia ha causato un mega incidente travolgendo una dozzina di automobili lungo la strada. Ovviamente tutto va messo in prospettiva e soffermandosi su queste cose uno non uscirebbe più di casa. E' però vero che lentsmente l'aria sembra farsi più pesante un pò in tutta la città. Lo vedi in metro, per strada, ovunque: la qualità della vita peggiora.

Cambio radicale: a New York è possibile

giovedì, ottobre 27th, 2011

Sempre per quel discorso del turnover ve ne racconto un'altra degna di nota.

Ho un amico Americano che vive a Westchester e che lavora da Morgan Stanley. Fa un lavoro rispettabilissimo e guadagna anche bene. Cercate di immaginare la situazione: vivi in un posto meraviglioso, la mattina prendi il treno e dopo mezz'ora sei sotto il grattacielo di uno dei nuovi padroni del mondo, uno di quelli che decideranno le sorti nostre e della generazione successiva. Entri, ti siedi, fai il tuo lavoro dalle 9 alle 17. Ogni due settimane ti arriva un assegnino niente male, ferie pagate, se ti ammali hai degli ospedali che non ve li posso raccontare perchè in Italia non sono concepibili. Insomma hai tutto. Il sogno Americano, anzi no mi correggo: il sogno Italianissimo del "posto fisso". E che posto fisso!

Verrebbe quasi da pensare che per lui è arrivato il momento di aspettare in pace la pensione. E invece no! Qui siamo a New York e quindi l'amico Americano che combina? Decide che ne ha abbastanza, che si deve reinventare, che vuole un cambio radicale e così fa il test per entrare in Polizia. Supera il test scritto, supera i controlli medici, le indagini sul suo passato e alla fine è con tutte le carte in regola: appena si libera un posto nell'arco del 2012 lo chiameranno a rapporto con un preavviso di 24 ore.
Io ho cercato di farlo riflettere: ma sei sicuro che ti piacerà fare un lavoro del genere? Ormai hai 30 anni! E come la metti col fatto che guadagnerai solo il 38% di quello che guadagni adesso? (attenzione, non il 38% in meno... intendo il 62% in meno!) Ma lui non sente storie: appena lo chiameranno andrà in ufficio saluterà tutti e il giorno stesso si presenterà in accademia. Per quanto riguarda i soldi dice che all'inizio tirerà la cinghia, poi spera di diventare ufficiale in modo da guadagnare all'incirca quanto guadagna ora. Poi mal che vada se proprio vede che non fa per lui dopo un paio d'anni si licenzia e si ributta sul mercato del lavoro di Wall Street. "...Perchè l'importante è essere soddisfatti", precisa.

Due cose sono da considerare in questa storia. La prima è la trasparenza e l'accessibilità del sistema: pur non conoscendo nessun Generale di Corpo D'Armata e pur non essendo figlio di un Brigadiere un impiegato qualsiasi riesce a farsi accettare in Polizia. A 30 anni pergiunta!. La seconda è che nonostante tutto un giovane si può sentire motivato e capace di attuare un cambio del genere: il punto di arrivo di molti Italiani come punto di partenza di altrettanti Newyorchesi.

Ciao!

Salvataggio a Coney Island

domenica, ottobre 23rd, 2011

Eravamo sul boardwalk di Coney Island quando all'improvviso sono arrivate un paio di macchine e contemporaneamente due elicotteri della Polizia: mentre un elicottero è rimasto in alto l'altro è sceso a circa 20 metri di quota alla ricerca di qualche cosa.

Ad un certo punto quello più basso si ferma e rimane immobile e tra gli sbuffi chiari dell'acqua notiamo che si alzano le braccia di due persone che chiedono aiuto. Incredibilmente c'era qualcuno in mare!

Dall'elicottero salta un uomo rana e poco dopo viene calato il cesto col verricello. Una delle due persone viene fatta risalire dal cesto, l'altra invece (che opponeva resistenza) è stata riportata a nuoto dal soccorritore.

Era successo che un ragazzo giovane (non so fino a che punto lucido) nonostante il freddo ed il divieto si è messo a nuotare verso il largo. Ad un certo punto non riusciva più a tornare e così una signora è a sua volta scesa in acqua per prestargli soccorso. Nel frattempo i presenti hanno chiamato il 911 e nel giro di 10 minuti sono arrivati 2 elicotteri, 3 automobili , 2 unità dei vigili del fuoco ed una motovedetta.

La signora è stata accompagnata in ospedale, il ragazzo ammanettato. Morale della favola: a New York City non fate il bagno quando c'è il divieto di balneazione.

P.S.
Purtroppo verso la fine mi si è riempito l'iphone e così non ho potuto riprendere il decollo. L'atterraggio però si vede bene.

In Italia c’è anche troppa Polizia: basta organizzarla meglio

domenica, ottobre 16th, 2011

In Italia esiste un serio problema di democrazia e finchè non si risolve quello non ha senso parlare del resto ma visti gli eventi recenti non posso fare a meno di rispolverare un argomento che ritengo ugualmente importante e cioè che le Forze dell'Ordine sono da riorganizzare completamente.

Ma veramente bastano 150 teppisti in una manifestazione preannunciata per mettere in ginocchio la Stato Italiano? Eppure da noi di Polizia ce ne sarebbe in abbondanza: lo sapevate che l'Italia dispone del rapporto agenti di Polizia / residenti  più alto di tutti i paesi occidentali? Abbiamo infatti 550 agenti ogni 100.000 abitanti e al mondo ci battono solo Baharain (1886), Brunei (1086), Kuwait (1065), Mauritius, Cipro (609), Latvia (604) e Libano (574). Gli Stati Uniti ne hanno 243, la Francia 210, la Germania 303. Le Nazioni Unite ne raccomandano 220. [Link]

Nella mi visione delle cose auspico lo scioglimento della Guardia di Finanza (esiste già l'Agenzia delle Entrate), il ridimensionamento del numero e la riorganizzazione dei compiti dei Carabinieri, la frammentazione della Polizia di Stato in Polizie Municipali sotto il diretto controllo dei Sindaci e finanziate con apposite imposte Comunali riscosse direttamente dai Comuni anzichè dal Governo Centrale.

Facciamo funzionare le cose! Basta quindi col clamoroso, dispendioso e deleterio frazionamento delle Forze dell'Ordine che affligge oggi l'Italia.

Viva i Carabinieri

lunedì, ottobre 10th, 2011

Oggi ero con un paio di amici in viaggio di nozze e tra le altre cose siamo capitati alla Columbus Day Parade. Ad un certo punto sono passati i Carabinieri e non ho potuto resistere alla tentazione di accoglierli calorosamente e appena ho gritato "Viva i Carabinieri!" si è levato l'applauso spontaneo di una ventina di Italo-Americani che stavano attorno a me. Notate alla fine il "si ma ce se tanno troppo pochi però!"... heheheh

Il nuovo 911

giovedì, aprile 28th, 2011

 

Sala 911 di nuova generazione (time.com)

 

 

Da un vecchio post:

A differenza del bel paese in cui ci sono: 112 per la polizia (o sono i carabinieri... boh) - 113 per i carabinieri (ma a che serve se chè già la polizia?) - 114 per il telefono azzurro (ma come? e il 112-113 a che cazzo servono allora? eheheheheheh)- 115 Vigili del fuoco (pronto va a fuoco la casa! Si ma ci sono feriti? Si... almeno 20. Bene allora chiami anche il numero delle ambulanze perchè noi pensiamo solo a spegnere il fuoco) - 116 per il Soccorso Stradale (va beh dai... ci sta) - 117 per la Guardia di Finanza (Pronto, correte, mandate uno dei vostri elicotteri! Perchè signore? Perchè non mi hanno fatto lo scontrino...) - 118 per le Amulanze (Pronto... la casa va a fuoco, ci sono 20 feriti. Si ho già chiamato i vigili del fuoco. Come? Devo chiamare anche la polizia? Al 112 o al 113, lei lo sa?) - 119 per Telecom Italia Mobile (Pronto mi serve una ambulanza! Devo premere 7 per parlare con un operatore? La promozione dell'Estate? Oh ma qua sto morendo... tu tu tu tu tu...) per tutto questo (esclusa ovviamente la TIM!) qui c'è un numero unico e cioè il 911.
Tu chiami e parli con una sola persona che da sola gestisce qualsiasi situazione di emergenza possibile. Mentre ci parli quella mette dei dati in un computer e a raffica partono gli avvisi per la polizia, per le ambulanze, i vigili del fuoco o per chiunque altro serva in quella situazione. Rispondono anche agli SMS e agli MMS, parlano diverse lingue e sono addestrati per gestire qualsiasi situazione. Un lavoro che può fare la differenza tra la vita e la morte degli utenti: "This is 911, what's the nature of your emergency?". Figata

E' interessante vedere con quanta attenzione i servizi di emergenza vengano gestiti in questo paese.

Sul Time di questa settimana si parla del 911, il numero telefonico unico che gestisce tutte le emergenze in America.
Nonostante si tratti (credetemi) di un sistema efficientissimo che funziona perfettamente bene, gli USA si stanno già preoccupando di aggiornarlo per fare in modo che questo mantenga il passo con le nuove tecnologie di comunicazione.

In progetto ci sono miglioramenti nei metodi di geocodifica delle informazioni necessarie a localizzare i chiamanti, la creazione di un network in grado all'occorrenza di svincolare da un particolare territorio l'operato delle varie centrali ma anche di condividere in tempo reale i dati relativi agli interventi coordinati dalle stesse.

E va beh dai... noi pressappoco con 112, 113 e compagnia bella siamo più o meno allo stesso livello

Blauer

mercoledì, gennaio 5th, 2011

Sono tornato a New York.  Siccome ci vorrà qualche giorno per rientrare completamente nel vortice oggi esco con un post generalista su una curiosità.

Diversi anni fa, credo attorno al 2005/2006, uscirono in Italia i giubbotti della Blauer. L'aspetto che li rende tipici è che sono tutti ispirati ai giubbotti delle uniformi dei vari corpi di Polizia Americani. Ve li ricordate i "bomber" degli anni '90 che imitavano le uniformi dell'USAF? I Blauer seguono lo stesso concetto ma sono però rivolti alla Polizia anzichè all'Aviazione. Ci trovate quindi il porta badge, i patch sulle spalle, i gradi eccetera.

Mi è tornata in mente questa storia perchè nel mio breve viaggio in giro per l'Italia ho notato che il Blauer è tornato di moda. Ne ho visti in tutto una dozzina tra Roma, Napoli e Venezia. Al quanto pare il marchio si sta anche dedicando a prodotti non spiccatamente militareschi.

All'epoca ero intenzionato a comprarmene uno ma visti i prezzi rinunciai. Non prima però di aver fatto una piccola ricerca. Scoprii così che mentre i giubbotti che si vendevano in Italia erano palesemente solo ispirati alle divise, la Blauer in America era invece un noto fornitore di divise vere e proprie. I giubotti completi si vendevano solo nei negozi specializzati e ovviamente solo agli addetti ai lavori, quelli senza distintivi era invece possibile acquistarli da chiunque. Presi così il miglior prodotto in goretex blu e separatamente (su ebay) dei patch. Così facendo ad una frazione del costo di quelli in boutique ottenni una divisa Blauer originale. Anzi no... una divisa d'ordinanza.

P.S.
Adesso ne ho uno anche qui. I patch però stavolta non li ho presi su ebay... hehehehehe