Posts Tagged ‘queens’

Storici nostalgici in liberia

giovedì, febbraio 13th, 2014

Avrei una voglia di fare un articolo su Renzi che neanche immaginate. Dopo tutto il bordello che si é fatto per le preferenze questo che fa? Altra legge elettorale SENZA preferenze. E poi? Va al governo senza voto. Che faccio lo scrivo? Ma lasciamo perdere... tanto é tutto finito.

Invece vi scrivo di ieri sera.

Tramite Twitter ho casualmente scoperto che Kevin Walsh, uno scrittore/blogger che seguo da diversi anni, presentava il suo ultimo libro (che avevo già comprato un mese fa) praticamente a due passi da casa mia.
La cosa particolare é che lo avrebbe fatto in una libreria di cui non avevo mai sentito parlare. Ma come, c'é una libreria sulla 31esima strada?!? Ci ero passato davanti almeno duecento volte e neanche me ne ero mai accorto...

Comunque, Google Maps alla mano mi reco sul posto e subito riconosco il signore. Walsh era lì, più anziano di quanto mi aspettassi, vestito in maniera modesta, gli occhialoni retrò, il capello da intellettuale.
Il proprietario del negozio (devo dire una bellissima libreria, assortita in maniera molto intelligente) lo presenta, spiega che fanno entrambi parte della Astoria Historical Society, e poi gli passa la parola.

Walsh esordisce domandando: quanti di voi sono fan del blog forgotten NY? Quasi tutti alziamo la mano. E poi si presenta dicendo che da quarant'anni egli va in giro osservando e fotografando particolari della città di New York che normalmente nessuno nota. Lui invece, sempre in bici, segna, studia, annota, raccoglie testimonianze.  E' una vera e propria enciclopedia vivente sulla città di New York. Sa tutto di tutto, particolari incredibili... Ma non solo di Manhattan eh, troppo facile! Questo va a vedere una per una le case vittoriane che ci sono nel Queens, l'omino di latta dello stagnino che sta li dal 1930, i pali della luce originali di un parco nel Bronx, le sirene abbandonate che servivano a dare l'allarme in caso di attacco nucleare, i cartelloni pubblicitari degli anni che furono e che ora sono ormai sbiaditi dal tempo. Curiosità di questo genere, oltre a storie di persone, di attività commerciali, di ponti,  di opere demolite o di altre mai realizzate. Molto molto interessante.

Il tutto condito da un senso di nostalgia per il passato e di diffidenza nei confronti del futuro. Passare un'ora assieme ad una congrega di storici e di appassionati di storia della città di New York ha confermato la sensazione che immediatamente e da sempre provo stando qui: quelli che una volta erano luoghi che avevano un fortissimo e caratteristico gusto proprio, una ragione di essere, un "sense of place" (come dicono loro) hanno gradualmente lasciato il posto a realtà anonime e senza nessuna anima.

A Manhattan - città che ormai é versione Walt Disney di se stessa - tutto ciò é spietatamente evidente ed é impossibile non accorgersene persino per chi é totalmente insensibile nei confronti di certe cose.
Nel Queens - che certo non gode delle stessa visibilità e delle stesse attenzioni - il fenomeno é stato probabilmente ancor più brutale e spietato.
Del resto io stesso sono un estraneo "mordi e fuggi" paracadutato quasi per caso nella realtà di questo quartiere e, per esempio, non mi ero neanche accorto che vicino casa ci fosse una libreria! Decine di migliaia di estranei come me, avvicendandosi e moltiplicandosi senza misura nei decenni, inevitabilmente finiscono per alterare il panorama. Laddove c'erano casette di legno e viali alberati ora ci sono palazzoni e parcheggi, dove un tempo le famiglie si ritrovavano nei weekend ora ci sono centri commerciali e fast food.

Dalla prefazione del libro: "Cities have the capability of providing something for everybody, only because, and only when, they are created by everybody... no normal person can spend his life in some artificial heaven, and this includes children. Everyone must use the streets."

L’Antennone del Queens

martedì, dicembre 25th, 2012

Ieri non c'era propagazione e girano noto un segnalone in onde medie di quelli che vedi poche volte, tipo che con 18db di attenuatore arrivava ancora a 9+40. Facendo una rapida ricerca scopro che si tratta di WQEW, un sito da 50 KW ora appartenente al gruppo Disney e che si trova a Maspeth in Queens. Un trasmettitore da 50 KW vicino casa mia? Dovevo vederlo assolutamenti così nonostante i due gradi centigradi ho preso la bici e sono andato.

E' stata una ottima occasione per rivedere che razza di posti sono le zone industriali di Manhattan che - estremamente trasandate - istintivamente ti instillano un senso di insicurezza profonda. Passaggi a livello incustoditi, immondizia per la strada, ristoranti terzomondisti, night clubs sempre aperti col pranzo a buffet... Non sembra neanche di stare a New York.

La diversità é consuetudine

domenica, dicembre 23rd, 2012

Ieri a pranzo siamo stato a Flushing.

Flushing é roba da matti... Pensavate di aver visto la Cina a Chinatown giusto? Sbagliato. Mentre a Canal Street Chinatown é una semplice via con una serie di negozi per turisti gestiti da Cinesi Cantonesi, Flushing é una città intera in cui vivono decine e decine di migliaia (forse centinaia?) di Cinesi perlopiù settentrionali. (E si perché voi non lo sapete ma gira e rigira tutto il mondo é paese eh... anche in Cina c'é il tormentone polentoni/terroni ecc...)

Comunque... Flushing é da vedere perché e praticamente come visitare Pechino senza recarsi in Asia. Uno che non é abituato potrebbe addirittura spaventarsi in una situazione del genere. Tipo che vai a mangiare in un mall e attorno a te ci sono solo Asiatici. Ma a migliaia! La gente parla solo Mandarino, addirittura una ragazza viene da me per chiedere se poteva prendere una sedia e me lo chiede in Cinese...  a me! Sopra il mall c'é un grosso Macy's. Anche li sia i clienti che gli impiegati sono Cinesi e parlano tra loro in Mandarino. Poi c'é un supermercato che é qualcosa di surreale: diciamo che la maggior parte dei prodotti in vendita sono per me sconosciuti, roba mai vista prima... verdure strane, pesci strani, tutto strano. Ma enorme eh! Tipo la Coop... non un buchetto. Ecco una delle sue dozzine di corsie:

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Va beh.

Oggi invece a pranzo siamo stati al Café Triskell, un ristorantino Francese che é un gioiellino del Queens: al muro cartine della Bretagna, pubblicità antiche in lingua, bottiglie di vino, oggetti particolari. Poi si mangia bene eh... anche il pesce non é male (noi prendiamo abitualmente cozze e salmone). La proprietaria é una quarantenne dalla voce rauca. Porta SEMPRE una maglietta con su scritto "CASH ONLY". Non ho ancora capito se é semplicemente per via del fatto che accettano solo contati o se invece si tratta anche di una battuta piccante. La settimana scorsa é successo un fatto che mi ha fatto ridere un pò. Siccome il posto é ormai famoso é venuta una coppia di amiche di Manhattan le quali complimentandosi per il ristorante carino le fanno: "ma che bel posto, e tu di dove sei?". Probabilmente si aspettavano di sentire della Corsica, della Costa Azzurra o di Parigi che ne so... ed invece con quella voce rauca da scaricatore di porto che fuma senza filtro la tipa risponde: "I'm from Washington Heights...!". E' come se uno va in un ristorante Giapponese a Roma e chiedendo al proprietario lui di dov'é quello ti risponde: "So' der Testaccio...". Eccezionale

Ogni volta che ci vado (siccome per l'appunto prendono solo contanti) mi tocca uscire e fare bancomat da un supermercato Brasiliano che sta dall'altra parte della strada. Voi vi chiederete cosa mai ci possa essere di tanto speciale in Brasile da richiedere un supermercato apposta per loro. Me lo chiedo anche io. Non é grande come quello Cinese ma comunque dentro ci sono tutti i prodotti loro, cose che magari altrove non troveresti facilmente. Del resto il Brasile quasi é un continente eh... mica parliamo del Molise! C'é sempre Samba negli altoparlanti e - soprattutto - ci sono delle cassiere iper-tirate iper-truccate che sembra di stare in un night club. Non ho fatto loro mai una foto ma potete immaginare il livello culturale...
Per finire, Triskell si trova sulla 36esima avenue che per la parte Est rispetto alla metro é una zona Musulmana di Astoria. Praticamente sei nella mecca: alcune donne col burka, altre coi capelli raccolti tipo suora,  uomini con quei berretti ricamati ed i camici bianchi lunghi fino alle caviglie, i bambini coi loro vestitini dai colori accesi, diverse moschee. Poi ci sono macellerie halal, piccoli negozietti che vendono prodotti mediorientali, gli immancabili money transfer per mandare i soldi a casa.

Insomma... capito qua com'é l'andazzo? Astoria, la zona degli Italiani, anzi no dei Greci, anzi no dei Brasiliani, anzi no degli Arabi. Qua se qui incontri uno dai tratti nord europei che parla inglese perfettamente nato e crescito a New York quasi quasi ti stupisci. La diversità é consuetudine. Che città... Poi un giorno vi racconto due cose o tre su quello che sta succedendo in Cina agli Ingegneri Cinesi.

Ciao!

Le 10 città in cui vivere più incredibili e sottovalutate d’America (e cioè del mondo)

domenica, novembre 11th, 2012

Con questo post torniamo agli antichi splendori. Spero lo apprezzerete

Di recente BuzzFeed ha compilato una lista delle dieci città Americane meno conosciute e più sottovalutate d'America definite allo stesso tempo come luoghi incredibili in cui vivere.

Al primo posto c'é Portland Oregon, a seguire Charleston South Carolina, Providence Rhode Island, Milwaukee Wisconsin, Louisville Kentucky, Boulder Colorado, Baltimore Maryland e in ottava posizione - rullo di tamburi - Astoria Queens.

La descrizione di Astoria é questa: "Sebbene il Queens sia tecnicamente parte di NYC, con un popolazione di 2.3 milioni, esso é una città a se stante. Nel Queens, famoso per la sua incredibile diversità, si parlano più di 170 lingue diverse. Cos'altro si potrebbe desiderare oltre alla cucina così eclettica, gli stadi, un fantastico beer garden, l'influenza del jazz ed una scoppiettante vita notturna?".

(Stranamente il pezzo non cita un particolare non indifferente del Beer Garden  - che poi è il posto in cui gioco a carte il sabato sera - e cioè le due chiappe di culo della cameriera al primo piano. Una roba da resuscitare i morti)

Comunque... hai capito Ciccio? Hai capito com'é l'andazzo? E invece mi sa di no. Fammiti spiegare meglio: immaginiamo che per caso tu ti trovi in un paese che pur vantando un passato glorioso sia del tutto privo di futuro e viva un presente senza alcuna speranza. Tipo, che ne so, un paese Mediterraneo in cui si mangia bene, il clima é mite, in cui i nonni hanno la pensioncina ed i genitori il posto fisso magari statale. Supponi poi che sia un paese vecchio nel cuore oltre che nell'età, un pò razzistello a livello istituzionale ma allo stesso tempo anche buonista della seria "volemose bene facciamo entrare tutti" e paradossalmente anche un pò fascistoide di ritorno. Insomma immaginati di trovarti nel peggio del peggio che l'occidente possa offrire e che tu decida di andartene altrove. Dove sarebbe opportuno andare?

Le scelte sono molte ed ovviamente la prima da considerare per via della vicinanza e della possibilità legale é l'Europa. Domanda: esiste in Europa un luogo in cui sin dal primo giorno non solo non si verrebbe mai etichettati come "stranieri" ma nemmeno identificati come tali? Esiste in Europa un luogo aperto a tutte le culture, che utilizzi un linguaggio universale, che abbia usi e costumi a te già familiari, un luogo in cui potresti veramente sentirti a casa e verso cui - in brevissimo tempo - svilupperesti un feroce attaccamento sia utilitaristico che ideologico?

In Europa non lo so... mi direte voi. In America invece esiste e si chiama New York City. Questo é il punto e le chiacchiere stanno a zero: New York non é solo una città e nemmeno solo una nazione. E' un mondo, un universo, uno stato mentale. E fanculo a tutto il resto

Ciao

L’Appartamentino a Long Island City

domenica, luglio 8th, 2012

Oggi torno a rivolgermi a te, mio caro ricco investitore Italiano che grazie a tanti anni di dura evasione fiscale hai accumulato fortune e (giustamente) ora hai paura di perderle per via dell'imminente tracollo finanziario dell'Itaglia.

Torno a proporti un investimento, e lo faccio gratis... in cambio di niente. Anzi no, in cambio mi prendo la sottile soddisfazione di indirizzare qualcuno - che se lo può permettere - verso la realizzazione di un sogno che invece purtroppo non é alla mia portata.

Leggo che i prezzi di affitti ed acquisti immobiliari stanno tornando a salire e che é ormai per molti evidente che l'economia Americana nei prossimo 20-30 anni ritornerà a dominare quella del resto del mondo. Insomma, chi può farlo deve assolutamente acquistare un appartamento a New York City.

Come scrissi qualche tempo fa, la zona di Long Island City relativa alla stazione della metro "Queensboro Plaza" sta crescendo con una rapidità impressionante. Appena cinque anni fa si faceva fatica a camminarci la sera tanto appareva sporca e degradata, oggi invece ci sono le sedi delle più grandi banche, di aziende famose, ci sono giardinetti progettati con gusto e mantenuti con cura, ci sono hotel prestigiosi ed anche grattacieli enormi costruiti come funghi. Di tanto in tanto sparisce un sexy shop e compare un cantiere.
Proprio lì sta per aprire l'enorme snodo ferroviario sotterraneo attualmente noto come "East Side Access" che convoglierà giornalmente centinaia di migliaia di pendolari in quella zona.  Si tratta di una delle opere pubbliche più grandi di tutti gli Stati Uniti.

Ogni giorno che passa diventa sempre più evidente l'interesse del grande capitale nei confronti di Long Island City. Un esempio lampante è la restaurazione degli enormi casermoni industriali abbandonati simbolo della gloriosa - quanto ormai remota - vocazione manifatturiera di New York City. Ultimissimo caso quello dell'Apple Building, l'edificio in cui ha operato la Apple Tag & Label Company fino agli '70 e che grazie ai lavori di restauro entro l'anno sarà in grado di ospitare 25.000 metri quadri di uffici e spazi commerciali da destinare a startup tecnologiche ed Università.

Capito allora il concetto? Se avete quattro soldini da spendere considerate l'opportunità di comperare un appartamentino a Long Island City. Ma non domani, non tra un mese, non tra un anno: bisogna farlo OGGI. Subito. Ora! Poi magari ci mandate a vivere i figli nel periodo dell'Università e  quando questi vorranno rimanere a vivere per sempre in America ci andrete a vivere voi così da vecchi gli starete vicino.

Altrimenti... che vi devo dire? Fondete tutto in barre d'oro massiccio, chiamate gli spalloni e fate trasportare tutto nei caveau della Svizzera. Il tempo stringe...

Ciao

Africa Bambaataa

lunedì, maggio 7th, 2012

Stasera con l'amico Patrice siamo andati a fare una partitella a stecca come usavamo fare ai vecchi tempi.

Anzichè recarci al posto super rozzo di un tempo stavolta siamo andati in un baretto sportivo eletto addirittura tra i 10 migliori della città da Time Out New York, la Bibbia del divertimento Newyorchese.

Dietro al bancone la solita cameriera teutonica tutto pepe, davanti una varipinta congrega di clienti piuttosto giovani tra cui una coppia di nerette (lei col jeans rosa e la camicia bianca, l'altra lei con l'abbigliamento da dura ed il capello riccio corto) una mora messa bene ma dal trucco un pò burino, due ragazzi del Queens seduti con le birre in mano ed il sorriso fisso sulle labbra. In giro per il locale la cameriera carina col vistoso rossetto rossissimo ed il fuseaux a liquerizia che non sarebbe stato poi così male se non fosse stata una liquerizia da 200 Kg.

Abbiamo prese due birre, poi le patate fritte, poi altre due birre. Dei 16 davoli soltanto 4 erano occupati, compreso il nostro. Notevole la coppia che giocava a fianco a noi: lui t-shirt bianca, fisico sottile, bicipiti tatuati a tribale. Lei una nerona da paura, jeans elasticizzato, due chiappe di culo che viaggiavano magicamente a circa 1.5 metri da terra. Capello cotonato, sopra una maglia larga con gli spacchi lungo le braccia. Ogni volta che si abbassava per giocare io ed il Patrice trattenevamo il respiro. Porco zio ohhh....

Giuocavamo sorseggiando due Heineken e si discuteva delle solite cose ma stranamente - forse grazie al tavolo adiacente - stavolta NON di immigrazione. Ogni tanto la barista teutonica, la coppia delle nere ed un altra ragazza si ritiravano tutte assieme nel bagno. Addirittura la seconda volta una esce per chiamare le altre... tipo che fosse stata a Roma avrebbe detto: "aho venite o no? daje che stamo a'spetta!...". Sarà stato per parlare dei fatti loro nella privacy del bagno? Per rifarsi il trucco? O forse fare due bottarelle di bamba? Non si può dire, ma mi sa la terza.

Tra una stecca ed un altra ecco l'inevitabile la perla di saggezza: "ao Boss, ma ci pensi a vivere in Provincia in Italia... tutto l'anno le stesse facce, le stesse fighe... porco zio... ci sarebbe da suicidarsi". E lui "eh che non lo so? Pensa che oggi mé arivata una mail di invito ad una festa che si chiama Tivoli Mojito party. Ce saranno i soliti quattro stronzi. Na depressione...". E intanto la nera si abbassava per un tiro dalla parte lontana del tavolo verde. Alè!

L'America è l'America ragazzi. Il cambiamento è sempre dietro l'angolo. Basta una serata, un incontro, un trovarsi al posto giusto al momento giusto. Poi magari non cambia niente, ma almeno vivi nella consapevolezza (forse nell'illusione?) che il cambiamento è sempre possibile farlo. Che c'è qualcosa di diverso e di meglio ad aspettarti. Sempre.

Che paese. Anzi che città!

Buona notte a tutti e mi raccomando: viva gli Africa  Bambaata!

ciao

Se avessi 150.000 Euro li spenderei così

martedì, novembre 15th, 2011

Messaggio rivolto a coloro i quali hanno qualche soldino che vogliono investire in tempo prima che l'Italia fallendo venga buttata fuori dall'euro e poi con le lire poi ci potete comprare massimo un paio di scarpe di seconda mano a forcella o porta portese (senza lacci però... e pure con le suole consumate).

Se volete prendere una proprietà in una zona "hot" di New York, una di quelle in cui ora spendi X e tra 10 anni la stessa proprietà vale 5X, dovete assolutamente prenderla a ridosso di "Queensboro Plaza". Attualmente la situazione è un pò disastrata e fa anche un pò paura a chi non è pratico di New York ma ci sono dei fattori che inequivocabilmente segnalano una imminente rivalutazione del territorio con conseguente esplosione del valore immobiliare del quartiere.

Tutto parte dalla realizzazione di una grande opera ormai quasi completata denominata "East Side Access" che collegherà la ferrovia LIRR (Long Island Rail Road) con lo snodo fondamentale della Metropolitana che è Gran Central. Stiamo parlando di uno dei lavori pubblici più impegnativi di tutti gli Stati Uniti, non di una stupidata. Si vedono scavare tunnel in condizioni assurde da ormai quattro anni e quando sarà finito il nuovo condotto ferroviario verrà utilizzato da 80.000 persone al giorno, due volte al giorno.

Gli investitori (quelli pesanti) sono già arrivati a spartirsi la torta e continuamente vengono aperti nuovi condomini, hotel e palazzi commerciali. Ogni tanto viene chiuso un baraccone, demolito un palazzo, chiusa una videoteca di film a luci rosse per fare largo ad un development di altro tipo. Ti giri un attimo e trovi un grattacielo.
L'altro giorno ad esempio hanno cominciato a ristrutturare quel mega-loft che si vede al secondo 17 del quel bellissimo video che vi ho ripostato. Tempo 2 anni e al posto del fabbricone diroccato ci saranno appartamenti o uffici di lusso. Il comune sta a fare dei lavoretti di fino che sono una cosa sbalorditiva. Aiuole che nemmeno in Svizzera.

Insomma, o tu che hai il soldo in tasca... pensaci bene! Ti trovi in una condizione fortunata ed irripetibile: valore immobiliare USA molto basso, valore della valuta che possiedi sproporzionatamente alto, imminente tracollo economico/sociale/finanziario della nazione di cartapesta (anzi, oserei direi di silicone!) in cui attualmente vivi.
Io se fossi in te contatterei un agente immobiliare oggi stesso. Fai tu

Ciao!

Brutta gente nel quartiere

giovedì, novembre 10th, 2011

Di recente mi sto tornando a chiedere se la zona in cui vivo è ancora sicura abbastanza.
Secondo i dati ufficiali infatti i crimini più gravi (omicidi, stupri, rapine e aggressioni aggravate) sono tutti in lieve crescita. Invece stabili o in calo quelli minori.

Capiamoci bene... rispetto a quello che si trova in giro in altre zonette del Queens o di Brooklyn da me siamo ancora al top della classifica ma in prospettiva le cose non sembrano migliorare. Anzi, peggiorano.

Oggi alle 7.30 mi ha svegliato la voce del portiere che esortava qualcuno ad andarsene. Quest'ultimo invece - un uomo bianco 25/35 anni alto 6 piedi capelli corti corporatura robusta maglia col cappello grigia jeans e niente scarpe ai piedi - non voleva saperne e anzi si scagliava con tutta la forza contro le porte a vetro nell'intento di entrare.
Alla fine il portiere si è fatto da parte e ha chiamato la Polizia che è arrivata dopo mezz'ora esatta. Nel frattempo il soggetto era riuscito a farsi aprire la porta e a disperdersi all'interno dello stabile.

La pattuglia lo ha ripescato per le scale e lo ha accompagnato fuori. Lo hanno lasciato andare e lui (come prevedibile) dopo un pò è ritornato per rifare lo stesso treatrino. La seconda volta però pare si è allontanato volontariamente (pare... ma come si fa a saperlo? Forse in questo momento è in piedi dietro la mia porta).
Non è successo niente per fortuna ma non è la prima volta e non fa certo piacere sapere che ci sono soggetti del genere in zona.

A leggere i giornali c'è da aver paura: ultimamente stanno dando la caccia ad un paio di stupratori e ad un molestatore che avvicina le sue vittime a bordo di una bicicletta. Qualche giorno fa un ventenne che scappava dalla Polizia ha causato un mega incidente travolgendo una dozzina di automobili lungo la strada. Ovviamente tutto va messo in prospettiva e soffermandosi su queste cose uno non uscirebbe più di casa. E' però vero che lentsmente l'aria sembra farsi più pesante un pò in tutta la città. Lo vedi in metro, per strada, ovunque: la qualità della vita peggiora.

Tower Heist

sabato, novembre 20th, 2010

Stasera torno a casa e trovo tutta la strada illuminata a giorno. A metà della via una folla osservava pazientemente qualcosa. Ho capito subito: stavano ancora girando Tower Heist!

Salgo le scale al volo per prendere la macchina fotografica e scendo di nuovo: dietro due finte auto della polizia trovo Eddie Murphy e Ben Stiller intenti a girare una scena chiave del film. In tutto il pezzo durava sui venti secondi ma gliel'ho visto rifare almeno trenta o quaranta volte. Una cosa ossessionante.

Murphy viene ammanettato, e mentre lo caricano a forza su una delle macchine si mette a gridare: "Yo! Stop! Police Brutality!". In quel momento passa Stiller per la strada e così Murphy si rivolge direttamente a lui: "Man take a picture, take a cell picture! Be my witness... Call my brother, he got the money... tell him to go to the bail bond and take me out!"

Mentre fino alla nausea ripetevano sta scenetta, una organizzazione impressionante si occupava delle riprese, dei microfoni, delle luci, del controllo dei passanti che osservavano in religioso silenzio.
I poliziotti erano come quelli veri. Incredibile... Tutto nei minimi dettagli. Penso che usassero divise vere.
Osservando attentamente sono però riuscito a scovare un difetto significativo: le auto erano del 31esimo distretto ma gli agenti avevano le divise del ventisettesimo. Come si può fare uno sbaglio del genere? L'ho fatto allora presente ad un finto-agente il quale accortosi della pecca ha subito contattato il responsabile di quelle cose. Ne è seguita una piccola discussione e credo qualche imprecazione. Troppo tardi però per sostituire le mostrine con quelle giuste. L'errore entrerà in produzione.

Stiller molto umile. Quasi inosservato. Murphy invece sempre al centro dell'attenzione si atteggiava e saltellava continuamente. Tra le riprese di campo e controcampo è passato a prenderlo un macchinone nero per portarlo chissà dove. Stiller invece se ne stava per i fatti suoi dentro un camper grande più di un monolocale a Manhattan.

Due i momenti esilaranti: il primo quando Murphy ha sbagliato una battuta. Ne è uscito brillantemente con una delle sue smorfie e tutti siamo scoppiati a ridere. Il secondo invece quando durante il controcampo sono passati tre ragazzotti un pò sfacciati. Uno di loro grida a squarciagola: "Where is my fuck you man???" Murphy allora alza le braccia al cielo e risponde "Here I am!!!" Tutti a ridere di nuovo. A quel punto uno della sicurezza interviene per chiedere gentilmente ai giovanotti di allontanarsi ma il capobanda conlcude il suo audace intervento con un bel : "leave me alone, we're on the public street you douchebag!". Poi finalmente se ne vanno e le riprese possono proseguire.

Dovrebbe essere al cinema tra circa un anno.

P.S.
Appena posso monto il video che abbiamo girato

mi sono perso anche Eddie Murphy!

martedì, novembre 16th, 2010

Come preannunciato dai cartelli messi dalla polizia, stamattina la mia via era stracolma di camion della Paramount Pictures venuti per girare una scena del film "Tower Heist".

Mentre le altre volte per vederli ho dovuto girare l'angolo, oggi erano letteralmente sotto casa; davanti alla mia porta! Ma siamo nel Queens eh, mica a Manhattan! Che ci sarà mai di tanto interessante in questa zona non lo so ma qualcosa ci dovrà pur essere visto che stanno girano un film ogni tre mesi.

Poco fa mi è venuta la curiosità di vedere il cast: ci sono nientedimeno che Casey Affleck, Ben Stiller e soprattutto Eddie Murphy!!!

Puttana troia zoccola bagascia di eva! Già mi sono perso Pachanga dietro l'angolo... oggi pure Eddie Murphy davanti alla porta di casa!  Va beh che in fondo a me non me ne frega neanche tanto... quella volta con Andy Garcia la foto la facemmo solo perchè casualmente gli arrivammo talmente vicino che per colpa di Marina che sbracciava dovettero rigirare una scena daccapo.

Però, maremma bucaiola, Eddie Murphy da bambino mi piaceva un casino. E' un idolo! Pazienza...